Mafia, maxi-blitz contro i “Cursoti Milanesi”: 21 arresti tra Sicilia e Italia

All’alba del 27 giugno si è svolta in Sicilia una massiccia operazione antimafia, denominata “Cerbero”, che ha coinvolto oltre 200 Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, supportati da unità specializzate – tra cui il XII Reggimento “Sicilia”, lo Squadrone “Cacciatori di Sicilia”, e i Nuclei Elicotteri e Cinofili.

Diffusione e ramificazioni

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, ha portato all’emissione di 21 ordinanze di custodia cautelare eseguite in nove province italiane – Catania, Agrigento, Benevento, Cosenza, Enna, Lecce, Reggio Calabria, Salerno, ma anche Siracusa, Verbano-Cusio-Ossola e Voghera – segno della vasta presenza sul territorio del clan.

Le accuse

I fermati sono accusati, a vario titolo, di:

  • associazione mafiosa
  • estorsione
  • traffico di stupefacenti
  • detenzione e porto abusivo di armi
    con l’aggravante del metodo mafioso

Profilo del clan

I “Cursoti Milanesi” sono una fazione storica del clan dei Cursoti di Catania, nata negli anni ’70 nella zona dell’Antico Corso. Anche attiva al Nord (Milano e Torino), opera oggi sotto la guida dei fratelli Di Stefano e resistono tra violenza urbana e racket.

Mafia urbana e pericolosità

Il procuratore Francesco Curcio ha definito il gruppo una “mafia urbana, gangsterista”, sottolineando la pericolosità di un’organizzazione armata e violenta, che non punta tanto all’imprenditoria criminale ma al controllo territoriale mediante intimidazioni ed estorsioni.

Contesto di lotta interna

Secondo le indagini, è emerso un conflitto interno al clan: la violenta successione del potere dopo la morte del capo Rosario Pitarà nel 2020, con due fazioni contrapposte – una guidata da Carmelo Distefano e l’altra dai fratelli Licciardello – responsabili perfino di assalti a una discoteca a Catania lasicilia.it.

Appello alle denunce

Il comandante provinciale Altavilla ha lanciato un appello ai cittadini: la collaborazione è fondamentale per sottrarre il territorio al potere mafioso livesicilia.it.

L’operazione “Cerbero” rappresenta un colpo significativo a una rete criminale storica, armata e profondamente radicata nel tessuto urbano. Le 21 misure restrittive, eseguite anche nel siracusano, testimoniano l’unità investigativa tra forze dell’ordine e magistratura contro la mafia urbana. Il successo dell’operazione dipenderà anche dal contributo delle comunità locali, chiamate a denunciare e difendere il territorio.

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