Tornano le sanzioni americane sull’Iran. | Catastrofe naturale in Nepal e Cina, in centinaia muoiono per un’esondazione. | Meta paga 18 miliardi di $ per evitare un processo storico.
Chiudiamo un ROVENTE mese di agosto in leggero anticipo.
Voi pensate “vabbè settimana tranquilla!”. E no, proprio per niente. Tanti aggiornamenti su fronti di ogni tipo, anche nuovi (purtroppo). Le ultime tra USA e Iran per cominciare, passando poi per la tragedia in Nepal e Cina, per la guerra in Ucraina e per l’esito/non esito del processo a Meta.
Tanta carne al fuoco, cominciamo 👇
🇮🇷 USA, NUOVE SANZIONI CONTRO L’IRAN: WASHINGTON PUNTA SULLA PRESSIONE ECONOMICA PER ISOLARE TEHERAN

1) Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha annunciato nuove sanzioni contro l’Iran, presentandole come la più grande offensiva finanziaria mai condotta dagli Stati Uniti contro un avversario e come uno strumento per spingere il regime a un accordo che ponga fine alla guerra in Medio Oriente. Le misure colpiranno oltre 60 enti, individui e navi coinvolti nell’approvvigionamento iraniano di tecnologie nucleari e missilistiche e riguarderanno anche i settori digitale e tecnologico, il commercio dell’oro, l’aviazione e il trasporto marittimo. Restano invece poco chiari i dettagli sulle sanzioni secondarie, che potrebbero colpire paesi e aziende che continuano a commerciare con Teheran: Bessent ha minacciato l’esclusione dal sistema finanziario statunitense, ma ha anche parlato di «diplomazia discreta» e ha escluso per ora misure concrete contro la Cina, principale acquirente del petrolio iraniano e nodo centrale per l’efficacia dell’isolamento economico. Washington potrebbe intervenire sulla cosiddetta “flotta fantasma”, utilizzata per aggirare le sanzioni petrolifere, o contro le banche cinesi coinvolte nelle transazioni, ma non sono state annunciate nuove misure in questo senso. La pressione economica statunitense si aggiunge al blocco navale attivo da aprile e alla riattivazione di alcune sanzioni sul petrolio iraniano, già sufficienti a portare l’inflazione oltre l’80 per cento, far crollare la valuta nazionale e provocare carenze e razionamenti, soprattutto di carburante. Nonostante ciò, il regime non ha ceduto sulle richieste di Washington, tra cui la riapertura dello stretto di Hormuz senza pedaggi e un accordo sul programma nucleare, anche perché l’Iran è sottoposto a sanzioni occidentali da decenni e ha sviluppato una forte capacità di resistenza alle pressioni economiche. Gli Stati Uniti stanno quindi cercando di coinvolgere anche i propri alleati nell’isolamento di Teheran: la scorsa settimana gli Emirati Arabi Uniti, pur mantenendo storicamente importanti rapporti commerciali con l’Iran, hanno annunciato la sospensione di ogni scambio commerciale e transazione finanziaria con il regime, probabilmente anche in seguito alle pressioni dell’amministrazione Trump.
🇳🇵 ESONDAZIONE HIMALAYANA TRA NEPAL E TIBET: ALMENO 270 MORTI E QUASI 1.400 DISPERSI

2) Una violenta esondazione ha colpito mercoledì le valli dell’Himalaya al confine tra Nepal e Tibet, travolgendo con enorme potenza centri abitati, strade, ponti e infrastrutture con una massa di acqua, ghiaccio, fango e rocce: i morti accertati sono almeno 270, mentre le persone disperse sono quasi 1.400, oltre 800 in Nepal e più di 550 sul lato tibetano, anche se i bilanci restano provvisori a causa delle difficili comunicazioni nella regione. L’ipotesi più probabile sulle cause è il distacco di un’enorme massa di ghiaccio da un ghiacciaio a circa 5.200 metri di quota, larga oltre 600 metri, precipitata per circa mille metri verso il fiume Bhote Koshi e trasformandosi in una gigantesca colata di acqua e detriti; secondo gli scienziati, le alte temperature legate al cambiamento climatico potrebbero aver favorito il collasso, mentre le forti piogge della stagione dei monsoni potrebbero aver contribuito ad aumentare la quantità di sedimenti e acqua coinvolta. Le prime ipotesi su un terremoto di magnitudo 4,4 sono state successivamente ridimensionate: la scossa sarebbe stata provocata dalla frana e dall’esondazione, e non il contrario. L’evento ricorda quello del 2021 in India, quando il distacco di una parte di un ghiacciaio causò frane e inondazioni con oltre 100 morti, e quello dell’estate scorsa nella stessa area, provocato dalla rottura improvvisa di un lago glaciale, che aveva causato nove vittime e distrutto un importante ponte tra Cina e Nepal. Tra i dispersi ci sono almeno 400 turisti in Nepal, tra cui 130 indiani, 47 statunitensi, 34 australiani, 33 britannici, 24 canadesi e 19 malesi, oltre a escursionisti e pellegrini diretti verso il monte Kailash, luogo sacro per induisti, buddisti, giainisti e seguaci del Bön; risultano coinvolti anche agenti delle forze dell’ordine, poliziotti di frontiera, operai degli impianti idroelettrici, alcuni dei quali sudcoreani, e numerosi camionisti impegnati nei trasporti lungo il confine. Nell’area si trovano inoltre 90 italiani: secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, due sono stati coinvolti dall’esondazione ma sono in buone condizioni e saranno riportati in Italia, mentre secondo gli ultimi aggiornamenti tre risultano irreperibili. In Nepal, soprattutto nella provincia di Rasuwa, ponti, scuole e centrali idroelettriche sono stati distrutti e alcune zone sono rimaste completamente isolate perché le strade sono state cancellate dalla colata detritica; l’esercito ha avviato i soccorsi con 12 elicotteri e un ospedale da campo, ma le operazioni sono ostacolate dal rischio di nuove frane e dai corsi d’acqua ancora in piena. Il cambiamento climatico rappresenta un elemento di particolare preoccupazione per l’Himalaya, che si sta riscaldando più rapidamente rispetto alla media globale: secondo una ricerca del Centro internazionale per lo sviluppo integrato delle montagne, dal 2000 il ritmo di fusione dei ghiacciai dell’Hindu Kush e dell’Himalaya è raddoppiato, con perdite di ghiaccio fino a 27 metri dal 1975. Sul lato cinese le informazioni sono più limitate a causa del rigido controllo delle autorità sui media in Tibet, mentre India e Organizzazione mondiale della sanità hanno annunciato l’invio di aiuti e forniture mediche al Nepal.
🇺🇦 UCRAINA, NUOVI ATTACCHI RUSSI E 6,1 MILIARDI DI EURO DI AIUTI MILITARI DALL’UE

3) Un attacco russo con droni contro un centro commerciale di Kryvyi Rih, nell’Ucraina meridionale, ha provocato almeno 16 morti e oltre 130 feriti, tra cui 23 bambini, cinque dei quali in gravi condizioni; secondo il presidente Volodymyr Zelensky, i droni hanno colpito la struttura in due momenti distinti a circa mezz’ora di distanza, secondo la modalità dei cosiddetti attacchi “double tap”, mentre i soccorritori continuano a cercare eventuali dispersi e il bilancio potrebbe aumentare. Pochi giorni dopo, Kyiv ha celebrato il 35° anniversario dell’indipendenza dall’Unione Sovietica, con la presenza di diversi leader europei: il nuovo primo ministro britannico Andy Burnham, al suo primo viaggio di Stato, ha ribadito il sostegno del Regno Unito e chiesto agli alleati di fornire all’Ucraina nuovi intercettori Patriot, quasi esauriti, annunciando inoltre la condivisione di tecnologie per la produzione dei missili da crociera SCALP; Londra e Kyiv collaboreranno anche allo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale per difesa e sicurezza, con il Regno Unito primo paese straniero ad accedere ai vasti dati raccolti da soldati e droni ucraini sul campo. Il presidente del Consiglio Europeo António Costa ha invece ribadito che l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea rappresenta una garanzia di sicurezza e stabilità democratica nel lungo periodo. Nella stessa giornata la Commissione europea ha approvato 6,1 miliardi di euro di aiuti militari, destinati a difesa aerea e missilistica, missili, munizioni e radar, nell’ambito del prestito europeo da 90 miliardi, di cui 60 miliardi destinati al settore militare e 30 al sostegno delle spese ordinarie dello Stato ucraino; formalmente si tratta di un prestito senza interessi, garantito dal bilancio UE, che Kyiv dovrà restituire soltanto nel caso in cui riceva in futuro riparazioni di guerra dalla Russia. L’urgenza degli aiuti è aumentata per il forte incremento degli attacchi aerei russi: a luglio Mosca ha lanciato 128 missili balistici, il doppio rispetto al mese precedente, mentre l’Ucraina è ormai prossima all’esaurimento degli intercettori necessari per proteggersi dai bombardamenti. Alla riunione della “coalizione dei volenterosi”, convocata per discutere il sostegno a Kyiv e la fine della guerra, hanno partecipato anche i leader di Germania, Francia e Italia, mentre nessun rappresentante degli Stati Uniti era presente.
💻 META SI ACCORDA PER OLTRE 18 MILIARDI DI DOLLARI DI RISARCIMENTO PER EVITARE IL PROCESSO SULLA DIPENDENZA SOCIAL

4) Meta, la società che controlla Facebook e Instagram, ha raggiunto un accordo con 48 stati statunitensi, il distretto di Washington, Porto Rico e altri territori per pagare fino a 18,06 miliardi di dollari e chiudere una delle più grandi cause affrontate dall’azienda sul funzionamento delle proprie piattaforme. Gli stati accusavano Meta di avere progettato volontariamente i social in modo da creare dipendenza e di avere violato la privacy degli utenti minorenni, sostenendo che i dirigenti fossero consapevoli dei potenziali danni provocati dagli algoritmi ma avessero privilegiato i risultati economici; l’azienda era inoltre accusata di avere raccolto dati di utenti anche di 13 anni senza il consenso dei genitori, violando la legge federale. L’accordo prevede 17,6 miliardi di dollari di risarcimenti agli stati e agli altri enti coinvolti, distribuiti nell’arco di 10 anni, più altri 459 milioni legati specificamente alle accuse sulla privacy emerse nel caso Cambridge Analytica. Meta non ammetterà responsabilità e l’intesa dovrà essere approvata dal tribunale, mentre il processo è stato sospeso; l’azienda, che ha sempre respinto le accuse e sosteneva che non esistessero prove scientifiche sufficienti sulla dipendenza da social e che una norma federale la proteggesse dalla responsabilità per i contenuti pubblicati dagli utenti, ha però accettato di introdurre nuove misure per gli adolescenti: limiti giornalieri di utilizzo, blocco delle attività durante la notte e riduzione delle notifiche nelle ore scolastiche, con modifiche consentite solo tramite autorizzazione dei genitori, oltre a sistemi più rigorosi di verifica dell’età e maggiori strumenti di supervisione familiare. L’entità dell’accordo è molto inferiore ai circa 1.400 miliardi di dollari che Meta aveva inizialmente indicato come possibile esposizione, e anche alla stima di circa 200 miliardi avanzata dai procuratori. La causa rientra in una più ampia strategia giudiziaria che paragona i social alle industrie del tabacco, accusate negli anni Novanta di avere nascosto o ignorato i danni dei propri prodotti; altre cause contro Meta sono ancora aperte. A marzo una giuria di Los Angeles aveva già condannato Meta e Google a pagare 6 milioni di dollari a una donna che attribuiva alle piattaforme la propria dipendenza dai social sviluppata durante l’infanzia, associata ad ansia, depressione e problemi di immagine corporea, mentre in New Mexico Meta aveva ricevuto una multa da 567 milioni di dollari per non avere adeguatamente avvertito dei rischi per i minori, in particolare quelli legati ai predatori sessuali online e ai contenuti sessualmente espliciti, dopo un’ulteriore sanzione da 375 milioni di dollari inflitta nello stesso anno.
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E via di brevi, le ultime di agosto 👇
🇺🇸 La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato lunedì un parziale via libera ai piani dell’amministrazione Trump per modificare le regole sul voto per posta in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre, senza però pronunciarsi sulla loro legittimità costituzionale. L’ordine esecutivo di marzo prevede, tra le altre cose, la creazione di elenchi statali di cittadinanza per individuare eventuali elettori privi del diritto di voto e un nuovo sistema di gestione delle schede da parte dell’US Postal Service (USPS). Quest’ultimo dovrebbe ricevere i dati degli elettori verificati, utilizzare procedure e buste standardizzate e potrebbe non spedire le schede negli stati non conformi alle nuove regole. La misura è particolarmente rilevante perché il voto per posta era stato utilizzato da circa un terzo degli elettori nelle presidenziali del 2024. La parte relativa all’USPS resta però bloccata a livello nazionale da una giudice federale del Massachusetts dopo un ricorso dell’ACLU. La Corte ha respinto per ora il ricorso di alcuni stati democratici perché considerato prematuro, evitando di affrontare il nodo dei poteri del presidente sulle elezioni, che secondo diversi tribunali spettano agli stati e al Congresso. Restano quindi aperti numerosi ricorsi e possibili problemi logistici e di partecipazione al voto.
🇨🇦 Il governo canadese ha annunciato che dall’8 settembre imporrà dazi fino al 50% su beni importati dagli Stati Uniti per un valore annuo complessivo di 27,6 miliardi di dollari canadesi. La misura è una risposta ai dazi statunitensi del 50% su alcune importazioni canadesi e conferma la linea dura del premier Mark Carney, che ha interrotto le trattative con Washington dopo mesi senza risultati. I nuovi dazi saranno del 50% su acciaio e alluminio e su alcune altre merci, mentre saranno del 25% su elettrodomestici, latticini, pesce e altri prodotti. Ottawa ha inoltre previsto un piano da 7,5 miliardi di dollari canadesi per sostenere aziende e lavoratori colpiti. La strategia di Carney si contrappone a quella di altri Paesi, più disponibili a scendere a compromessi con Trump, e riflette la sua promessa di rispondere alle pressioni statunitensi «dollaro su dollaro».
🇺🇸 Secondo ricostruzioni del Wall Street Journal e di Politico, basate su fonti anonime, la breve visita a Mosca del direttore della CIA John Ratcliffe avrebbe avuto l’obiettivo di dissuadere la Russia da eventuali attacchi contro paesi della NATO, in particolare quelli baltici. L’intelligence statunitense teme che la frustrazione russa per lo stallo in Ucraina possa spingere Mosca a compiere un attacco limitato per mettere alla prova la risposta dell’Alleanza. Il presidente Donald Trump ha invece definito il viaggio «semi-routine» e collegato in qualche modo alla guerra in Ucraina. Ratcliffe ha incontrato il capo dei servizi segreti esterni russi Sergei Naryshkin, mentre Vladimir Putin è stato informato dei colloqui ma non ha incontrato il direttore della CIA. La brevità della missione e il fatto che il volo fosse tracciabile hanno alimentato l’ipotesi che Ratcliffe fosse a Mosca soprattutto per recapitare un messaggio, più che per avviare negoziati. Dopo la visita ha incontrato il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il generale Dan Caine, elemento che potrebbe indicare una motivazione anche militare. Tra le altre possibili ragioni del viaggio vengono citati la situazione delle scorte di armi statunitensi, i sabotaggi e le incursioni russe in Europa e l’eventualità di una nuova mobilitazione russa dopo le elezioni legislative di settembre.
🇺🇸 L’amministrazione Trump ha sospeso a livello mondiale le domande per i visti di immigrazione negli Stati Uniti, per permettere al Dipartimento di Stato di formare i funzionari consolari sulle nuove procedure di valutazione. La sospensione è legata a una «iniziativa globale di formazione» finalizzata a rendere più rigorosi e uniformi i controlli sui richiedenti, anche per individuare chi potrebbe necessitare di sussidi, assistenza sanitaria o altre prestazioni pubbliche una volta negli Stati Uniti. I colloqui già programmati presso ambasciate e consolati sono stati rinviati. Il provvedimento si inserisce nella più ampia stretta sull’immigrazione regolare avviata dall’amministrazione Trump, che negli ultimi mesi ha introdotto ulteriori restrizioni su visti e green card, oltre a controlli sui profili social dei richiedenti.
🇨🇴 Il nuovo presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha ordinato operazioni per individuare ed espellere i migranti che commettono reati o che hanno una situazione migratoria non regolarizzata, introducendo un netto cambio di paradigma rispetto ai governi precedenti. La misura riguarda soprattutto i circa 2,8 milioni di venezuelani presenti nel Paese, dei quali 848mila risultano irregolari e 193mila sono bambini o adolescenti. Finora la Colombia aveva adottato politiche di regolarizzazione considerate un esempio positivo nella gestione della crisi migratoria venezuelana: nel 2025 il 67% dei venezuelani presenti aveva ottenuto documenti di soggiorno o un permesso di protezione temporanea. La nuova linea di De la Espriella si inserisce invece nel modello di politiche anti-immigrazione dell’estrema destra già adottato da altri governi della regione. L’annuncio ha suscitato forti critiche dall’opposizione, che considera infondato il collegamento tra immigrazione irregolare e criminalità e teme una persecuzione su larga scala dei venezuelani. La comunità venezuelana contribuisce inoltre con circa 3 miliardi di dollari all’anno all’economia colombiana.
🇻🇪 La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez ha annunciato lo smantellamento dei posti di blocco della polizia nelle città, noti come alcabalas e utilizzati negli anni dai governi chavisti e da quello di Nicolás Maduro per il controllo della popolazione e la repressione del dissenso. Al loro posto saranno rafforzati i pattugliamenti, con l’obiettivo dichiarato di garantire la sicurezza attraverso meccanismi più efficaci, professionali e rispettosi dei diritti. Rodríguez non ha però chiarito quando la misura entrerà concretamente in vigore né quale sarà il destino dei posti di blocco situati fuori dai centri urbani. Le alcabalas erano inoltre da tempo accusate di essere utilizzate dalla polizia per estorcere denaro agli automobilisti, evitando sanzioni o consentendo loro di proseguire il viaggio. Il ministro dell’Interno Diosdado Cabello aveva recentemente riconosciuto il problema, riferendo che 22mila agenti erano stati licenziati per corruzione dopo un’indagine durata circa un anno e mezzo.
🧪 La Food and Drug Administration (FDA) ha approvato il daraxonrasib, trattamento destinato ai pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico che non hanno risposto alle terapie precedenti. Il farmaco, assunto una volta al giorno, agisce sulla proteina KRAS, la cui mutazione favorisce la crescita del tumore. Nei test clinici ha portato la sopravvivenza mediana a 13,2 mesi, contro i 6,7 mesi osservati con la chemioterapia. Il tumore al pancreas resta comunque particolarmente aggressivo: solo il 3% dei pazienti sopravvive almeno cinque anni dalla diagnosi. Tra coloro che hanno sperimentato il trattamento c’è l’ex senatore repubblicano Ben Sasse, a cui è stato diagnosticato un tumore al quarto stadio nel dicembre 2025 e che ha riferito una riduzione delle metastasi superiore all’80%; tra gli effetti collaterali ha mostrato evidenti eruzioni cutanee sul volto. L’approvazione della FDA è arrivata in appena 35 giorni dalla richiesta dell’azienda Revolution Medicines. Il farmaco sarà commercializzato come Rasonque, al costo di quasi 40 mila dollari al mese e poco meno di 500 mila dollari all’anno, con la maggior parte della spesa che dovrebbe essere coperta dalle assicurazioni.
🏐 Il primo set dell’amichevole tra le nazionali maschili di Italia e Germania, disputata al PalaCalafiore di Reggio Calabria nella Fipav Cup Men Elite, si è concluso con il punteggio record di 64-66 dopo un’ora e 29 minuti. Secondo la Federazione Italiana Pallavolo si è trattato del parziale più lungo e con il punteggio più alto nella storia della pallavolo. Un set normalmente termina a 25 punti, ma la squadra vincente deve avere almeno due punti di vantaggio, per cui il gioco può proseguire senza un limite massimo prestabilito. Nonostante il risultato del primo parziale, alla fine è stata l’Italia a vincere la partita per 3-2. Il precedente record apparteneva al set giocato a giugno tra Argentina e Polonia nella Volleyball Nations League, conclusosi 50-48.
Alla prossima 👋



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