Fallisce il cessate il fuoco tra USA e Iran. | La NATO si riunisce ad Ankara. | Mentre Israele litiga con la Corte Suprema, Hamas scioglie l’apparato di governo della Striscia di Gaza.
Nel vano tentativo di non scioglierci, entriamo in un nuovo caldissimo weekend di luglio.
Questa settimana diversi aggiornamenti su tanti fronti, a partire dai nuovi attacchi tra Iran e USA, la riunione della NATO ad Ankara, due importanti decisioni che alterano l’equilibrio tra Israele e Hamas e un particolare caso di corruzione con al centro Italia e Russia. Ah, e una VALANGA di brevi.
Respiro profondo e… partiamo 👇
🇮🇷 IRAN – USA: TRUMP CONCLUDE IL CESSATE IL FUOCO DOPO GLI ATTACCHI ALLE PETROLIERE. CELEBRATI I FUNERALI DI ALI KHAMENEI

1) Le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono riesplose dopo gli attacchi contro tre petroliere nello stretto di Hormuz, attribuiti con ogni probabilità a Teheran sebbene non siano stati rivendicati ufficialmente. Secondo l’Agenzia del Regno Unito per le operazioni mercantili, una nave che trasportava gas naturale liquefatto è stata colpita mentre navigava vicino alle coste dell’Oman, fuori dalla rotta autorizzata dall’Iran, sviluppando un incendio, mentre una seconda petroliera è stata centrata da un drone; tutte e tre hanno riportato danni ma senza vittime. I media di Stato iraniani hanno sostenuto che almeno una delle imbarcazioni avesse ignorato le istruzioni delle autorità iraniane, che da marzo controllano lo stretto di Hormuz e ne hanno fatto uno strumento di pressione politica ed economica, imponendo alle navi di seguire una specifica rotta, concordare preventivamente il transito e pagare un pedaggio, misure introdotte dopo la guerra con Stati Uniti e Israele. Sebbene il pre-accordo del 17 giugno tra Washington e Teheran avesse consentito la riapertura dello stretto e una graduale ripresa del traffico marittimo – con conseguente calo del prezzo del petrolio – gli ultimi episodi hanno confermato che il passaggio, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio e del gas naturale commercializzati nel mondo, resta estremamente instabile.
L’escalation ha spinto il presidente statunitense Donald Trump a dichiarare, durante il vertice della NATO in Turchia, di considerare concluso il cessate il fuoco previsto dal pre-accordo con l’Iran, pur lasciando aperta la possibilità di proseguire i negoziati. In risposta agli attacchi contro le petroliere, il comando statunitense per il Medio Oriente (CENTCOM) ha lanciato una vasta campagna di bombardamenti contro oltre 80 obiettivi iraniani, poi estesa il giorno successivo a più di 90 siti, colpendo sistemi di difesa aerea, radar, basi missilistiche, infrastrutture logistiche e oltre 60 imbarcazioni veloci dei Guardiani della Rivoluzione impiegate nel controllo dello stretto di Hormuz. Le esplosioni sono state segnalate nelle aree di Bushehr, Bandar Abbas e sull’isola di Qeshm, mentre le autorità iraniane hanno precisato che la centrale nucleare di Bushehr non sarebbe stata colpita. Washington ha inoltre revocato la sospensione di 60 giorni delle sanzioni sulle esportazioni di petrolio iraniano prevista dal pre-accordo di giugno.
Teheran ha accusato gli Stati Uniti di aver violato gli impegni assunti con il cessate il fuoco e ha risposto lanciando missili e droni contro basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, tra cui la base di Ali Al Salem e quella di Sheikh Isa, dichiarando che tutte le installazioni militari americane nella regione saranno considerate «obiettivi legittimi». Le difese aeree kuwaitiane hanno intercettato i vettori senza segnalare vittime o danni significativi, mentre in Bahrein sono state attivate le sirene d’allarme. Gli attacchi si sono verificati mentre i colloqui tra Washington e Teheran erano stati sospesi per i funerali dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio durante i bombardamenti israeliani che avevano dato inizio all’attuale conflitto.
Come detto, i funerali di Ali Khamenei. Si è conclusa giovedì a Mashhad, città natale dell’ex Guida Suprema iraniana, la cerimonia funebre. La preghiera finale, celebrata nel Santuario dell’Imam Reza dove Khamenei è stato sepolto, è stata guidata a sorpresa dal figlio maggiore Mostafa Khamenei, mentre al corteo hanno partecipato migliaia di persone e sono comparsi anche striscioni con minacce rivolte a Donald Trump. Le esequie, durate sei giorni, hanno coinvolto Teheran, Qom, Najaf e Karbala, richiamando milioni di partecipanti e venendo utilizzate dal regime iraniano per mostrare unità e rafforzare la propria propaganda. Il governatore di Mashhad ha parlato di 15 milioni di presenti, una stima non verificabile e ritenuta probabilmente esagerata. Khamenei è stato sepolto insieme ad alcuni familiari uccisi nello stesso attacco del 28 febbraio, mentre la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, non è mai apparsa in pubblico durante le celebrazioni e, secondo fonti di intelligence internazionali, sarebbe rimasta gravemente ferita nell’attacco.
🌐 NATO: SANCITI NUOVI AIUTI PER L’UCRAINA ALLA RIUNIONE DI ANKARA, MENTRE TRUMP RIMETTE NEL MIRINO LA GROENLANDIA

2) Dopo una riunione di due giorni ad Ankara, i leader dei paesi della Nato hanno ribadito la solidità dell’Alleanza e l’impegno a rispettare l’Articolo 5 sulla difesa collettiva, nonostante le forti tensioni provocate poche ore prima dalle critiche del presidente statunitense Donald Trump. Al termine del vertice, Trump ha adottato toni più concilianti, descrivendo il confronto come caratterizzato da «unità» e «amore». Durante l’incontro sono stati inoltre annunciati 70 miliardi di euro di nuovi aiuti militari all’Ucraina per il 2026 e il 2027, finanziati principalmente dai paesi europei della Nato e dal Canada, poiché gli Stati Uniti hanno sospeso gli aiuti militari dal 2025. Trump ha anche annunciato che Washington concederà a Kiev la licenza per produrre autonomamente i sistemi di difesa Patriot, richiesti da tempo dall’Ucraina per contrastare gli attacchi missilistici russi.
Prima del vertice, Trump aveva riaffermato la volontà degli Stati Uniti di controllare la Groenlandia e aveva criticato la Nato, accusandola di non aver sostenuto Washington durante la guerra in Iran. Aveva inoltre attaccato Francia, Regno Unito, Germania, Italia e soprattutto la Spagna, definita un «partner terribile» per il rifiuto di aumentare le spese militari, arrivando a minacciare ritorsioni commerciali nonostante la competenza dell’Unione Europea in materia. Il presidente statunitense ha criticato anche l’Italia per non aver autorizzato l’uso delle proprie basi per operazioni militari in Iran, mentre il governo italiano ha precisato che tali infrastrutture sono state utilizzate solo per missioni logistiche e di rifornimento.
Trump ha ribadito la sua storica posizione secondo cui gli Stati Uniti sostengono un peso eccessivo per la difesa europea, sostenendo che la protezione dell’Europa dalla Russia non riguardi direttamente Washington. La prima ministra danese Mette Frederiksen ha respinto le sue dichiarazioni sulla Groenlandia, riaffermando la sovranità della Danimarca e l’impegno a difendere ogni parte del territorio della Nato. Gli altri leader hanno invece evitato lo scontro diretto: il premier spagnolo Pedro Sánchez ha definito cordiale il colloquio con Trump, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato che il vertice ha contribuito a mantenere unita l’Alleanza e a rafforzarne il ruolo europeo attraverso un aumento delle spese militari.
🇮🇱 GAZA: HAMAS SMANTELLA L’ORGANISMO CON CUI GOVERNAVA LA STRISCIA, MENTRE ISRAELE LITIGA CON LA CORTE SUPREMA

3) Non dimentichiamoci della questione Israele–Hamas. Quest’ultima ha annunciato lo scioglimento dell’organismo con cui governava la Striscia di Gaza dal 2007, trasferendo formalmente i poteri politici al Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (NCAG), organismo tecnico previsto dagli accordi per il cessate il fuoco e istituito dal Board of Peace promosso dall’amministrazione di Donald Trump. La decisione rappresenta il primo gesto concreto verso un possibile riassetto istituzionale della Striscia, ma rischia di avere un valore prevalentemente simbolico: Hamas non ha fatto alcun riferimento al proprio disarmo, considerato da Israele una condizione indispensabile per proseguire i negoziati sulla cosiddetta “fase 2” del cessate il fuoco, che dovrebbe comprendere il ritiro dell’esercito israeliano, l’avvio della ricostruzione e la creazione di un sistema di autogoverno palestinese. Il NCAG, composto da 13 tecnici palestinesi guidati dall’ingegnere Ali Shaath e con sede al Cairo, non ha mai potuto operare concretamente nella Striscia perché Israele ne ha impedito l’ingresso, mentre Hamas ha continuato a esercitare il controllo sul territorio anche attraverso repressione ed esecuzioni di oppositori e clan accusati di collaborare con Israele. Pur rinunciando formalmente al governo, il movimento continuerà a mantenere attive le strutture amministrative che gestiscono servizi essenziali come documenti, assistenza e distribuzione di beni.
Sul terreno, inoltre, la situazione è rimasta sostanzialmente immutata: Hamas rifiuta di disarmarsi finché continuerà l’occupazione israeliana, mentre Israele ha esteso il proprio controllo dal 53 al 60 per cento della Striscia e il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe indicato ai vertici militari l’obiettivo di arrivare al 70 per cento. Secondo il ministero della Sanità diGaza, dall’inizio del cessate il fuoco oltre mille palestinesi sono stati uccisi e quasi 3.500 feriti. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha definito l’annuncio di Hamas un tentativo di evitare il disarmo, sostenendo che qualsiasi futura amministrazione civile resterebbe comunque subordinata al gruppo finché questo manterrà le armi. A complicare ulteriormente il quadro contribuiscono sia le imminenti elezioni israeliane, che rendono improbabili aperture da parte di Netanyahu verso qualsiasi forma di autogoverno palestinese, sia le profonde divisioni interne ad Hamas dopo l’uccisione di Ismail Haniyeh e Yahya Sinwar: la leadership è contesa tra Khalil al-Hayya, sostenitore della linea più dura, e Khaled Meshal, favorevole a un approccio più diplomatico, mentre il consenso del movimento tra la popolazione resta molto ridotto a causa delle gravissime condizioni umanitarie e dell’assenza di una reale ricostruzione.
Parallelamente, Israele si trova ad affrontare una potenziale crisi istituzionale dopo che il governo Netanyahu ha annunciato l’intenzione di non applicare una sentenza della Corte Suprema relativa alla composizione dell’Autorità di controllo delle trasmissioni televisive, chiamata a valutare l’acquisizione di Channel 13 da parte di un gruppo di imprenditori considerati critici nei confronti del primo ministro. La Corte ha stabilito che la competenza spetti ai membri nominati dal precedente governo guidato da Naftali Bennett e successivamente da Yair Lapid, mentre Netanyahu sostiene che debbano operare i componenti scelti dal suo esecutivo, la cui nomina era stata sospesa proprio dalla Corte in attesa di verificare possibili conflitti d’interesse. Il rifiuto dell’esecutivo di conformarsi alla decisione rappresenterebbe un precedente senza eguali in Israele e potrebbe alterare profondamente l’equilibrio tra potere esecutivo e giudiziario in un sistema privo di una Costituzione scritta, nel quale dagli anni Novanta la Corte Suprema svolge il ruolo di principale contrappeso al governo. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha definito il mancato rispetto delle sentenze della Corte una «linea rossa» che non dovrebbe mai essere oltrepassata. Lo scontro si inserisce in una contrapposizione ormai pluriennale tra Netanyahu e la magistratura: il premier, ancora imputato in un processo per corruzione e frode avviato nel 2020, continua a sostenere la necessità di una riforma della giustizia dopo che quella tentata nel 2023 era stata congelata in seguito a vaste proteste popolari e poi oscurata dallo scoppio della guerra a Gaza. Negli ultimi mesi il governo ha ripreso parte di quel progetto, contestando ripetutamente l’autorità della Corte Suprema e rifiutandosi anche di riconoscere la legittimità della nomina del suo presidente, Isaac Amit.
🇷🇺 RUSSIA: ARRESTATI DUE EX AGENTI DELL’AISI, ACCUSATI DI AVER FORNITO DATI SENSIBILI A UN PRESUNTO UFFICIALE RUSSO

4) Due ex agenti dell’AISI (Agenzia informazioni e sicurezza interna), Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, sono stati arrestati ai domiciliari con l’accusa di aver svolto attività di spionaggio a favore della Russia e di accesso abusivo a sistemi informatici. Nell’inchiesta sono coinvolti anche cinque militari ancora in servizio, indagati per reati legati alla divulgazione di informazioni riservate e segreti di Stato. Secondo la procura, il destinatario delle informazioni era Mikhail Astakhov, presunto ufficiale del GRU (servizio situazioni operative delle Forze armate russe) accreditato come militare presso l’ambasciata russa a Roma e protetto dall’immunità diplomatica. Le indagini, avviate su segnalazione dell’AISI, sostengono che Piras abbia incontrato Astakhov più volte dal 2023, consegnandogli dati sensibili sull’industria della difesa italiana, sulla NATO, sui programmi di riarmo, sulle forniture militari all’Ucraina e sull’identità di agenti dei servizi segreti italiani, anche tramite foglietti e schede SD. Durante una perquisizione sarebbe stato trovato un elenco di ulteriori informazioni richieste dai russi, riguardanti anche il nucleare iraniano, la difesa europea e i missili a lungo raggio per l’Ucraina. In cambio Piras avrebbe ricevuto pagamenti in contanti, mentre gli investigatori hanno sequestrato complessivamente 20mila euro. Astakhov dovrebbe essere dichiarato persona non grata e quindi allontanato dall’Italia, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito il caso «la punta di un iceberg gigantesco».
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Una valanga di brevi, quindi state pronti/e 👇
🇺🇦 Nella notte tra domenica e lunedì la Russia ha lanciato un massiccio attacco missilistico e con droni contro Kiev e altre località della regione, causando almeno 26 morti, decine di feriti e gravi danni a edifici residenziali, pochi giorni dopo un analogo bombardamento che aveva provocato almeno trenta vittime. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva preannunciato l’offensiva e ha ribadito l’urgenza di ricevere più rapidamente i sistemi di difesa aerea Patriot, ritenuti essenziali per intercettare i missili balistici russi. L’attacco è avvenuto alla vigilia della riunione della NATO ad Ankara. Secondo il testo, mentre Mosca continua a dimostrare di poter condurre bombardamenti su larga scala, la sua offensiva terrestre procede lentamente: a giugno avrebbe conquistato meno di 83 chilometri quadrati e subirebbe perdite molto elevate. Nello stesso periodo, l’esercito ucraino avrebbe invece riconquistato terreno, recuperando circa 400 chilometri quadrati tra aprile e maggio.
🇫🇷 La Corte d’appello di Parigi ha ridotto la pena accessoria inflitta a Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi pubblici, rendendola nuovamente eleggibile e consentendole di candidarsi alle elezioni presidenziali francesi del 2027. La leader del Rassemblement National ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione contro la condanna, che prevede anche un anno di carcere da scontare con braccialetto elettronico, così da poter condurre la campagna elettorale senza restrizioni fino alla decisione definitiva. Le Pen ha confermato che, in caso di vittoria, nominerebbe Jordan Bardella primo ministro. La sentenza era considerata decisiva anche per gli equilibri politici francesi, dato che i sondaggi indicano Le Pen e Bardella tra i favoriti. I giudici hanno motivato la riduzione dell’ineleggibilità anche con la tutela della libertà di scelta degli elettori, pur confermando la gravità dei fatti, la multa a Le Pen e le sanzioni economiche al partito, riconoscendo però che la leader non si è arricchita personalmente e non ha più commesso violazioni dal 2015.
📱 La Commissione europea ha contestato a Meta una violazione preliminare della legge sui servizi digitali (DSA), sostenendo che il design di Instagram e Facebook favorisca comportamenti compulsivi negli utenti. Nel mirino finiscono funzionalità come lo scroll infinito, l’autoplay, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione personalizzati, ritenuti dannosi per il benessere fisico e mentale, soprattutto di minori e persone vulnerabili. Secondo Bruxelles, Meta avrebbe sottovalutato questi rischi e adottato misure di mitigazione insufficienti, facilmente aggirabili e poco efficaci. La Commissione chiede modifiche strutturali al design delle piattaforme, tra cui la disattivazione predefinita di autoplay e scroll infinito e sistemi di raccomandazione meno orientati a massimizzare il coinvolgimento. Se le conclusioni venissero confermate, Meta rischierebbe una multa fino al 6% del fatturato annuo mondiale. L’azienda ha respinto le accuse, citando le misure già adottate per la protezione degli adolescenti, e ha annunciato la propria intenzione di collaborare con le autorità europee.
🧪 A oltre dieci giorni dal furto di 80 fiale di Fentanest, anestetico a base di fentanyl, dall’Ospedale Israelitico di Roma, restano ancora numerosi aspetti da chiarire. L’ammanco, rilevato tra il 22 e il 24 giugno, è stato denunciato dopo un secondo controllo che ha confermato la quasi totale scomparsa delle scorte, dando avvio alle indagini della procura per furto e spaccio contro ignoti. Le fiale erano custodite in un armadio blindato privo di segni di effrazione, circostanza che fa ipotizzare un accesso autorizzato alle chiavi. Gli investigatori hanno acquisito documenti, registri e filmati di sorveglianza e ascoltato una decina di dipendenti e guardie giurate. Il fentanyl, potente oppioide al centro della crisi degli oppioidi negli Stati Uniti, è molto richiesto sul mercato illegale, dove viene spesso usato per adulterare altre droghe, rendendo improbabile il recupero delle fiale. Furti di questo tipo si sono già verificati in passato, spingendo il ministero della Salute a rafforzare le misure di controllo nelle farmacie ospedaliere.
🇦🇺 Australia e Figi hanno firmato a Suva un accordo di reciproca difesa che prevede assistenza militare in caso di attacco a uno dei due Paesi, nell’ambito della strategia australiana volta a contenere la crescente influenza della Cina nel Pacifico meridionale. L’intesa istituisce inoltre la Ocean of Peace Alliance, un’alleanza aperta ad altri Stati della regione, alla quale la Nuova Zelanda ha già manifestato interesse ad aderire. Parallelamente è stato sottoscritto anche un accordo di cooperazione economica, denominato Vuvale Union, con cui l’Australia investirà 1 miliardo di dollari australiani nelle Figi nei prossimi dieci anni. Per le Figi si tratta del primo accordo di difesa di questo tipo. Dopo il cambio di governo nel 2022, il premier Sitiveni Rabuka ha progressivamente ridotto l’influenza cinese nel Paese, pur assicurando che la nuova intesa con Canberra non comprometterà i rapporti con Pechino.
🚗 Volkswagen ha annunciato un piano di ristrutturazione che prevede il taglio del 50% dei modelli prodotti e una forte riduzione delle varianti di allestimento, con l’obiettivo di abbattere i costi e recuperare competitività. La decisione arriva in un contesto di calo di ricavi, profitti e vendite, aggravato dalla concorrenza dei produttori cinesi nel mercato delle auto elettriche e dai dazi statunitensi sulle vetture importate. L’azienda punta inoltre a ridurre la produzione annua da 10 a 9 milioni di veicoli, una scelta che potrebbe comportare chiusure di stabilimenti e un taglio compreso tra 50mila e 100mila posti di lavoro, anche se non sono stati forniti dati ufficiali. Il piano ha già suscitato proteste dei lavoratori e preoccupazioni politiche in Germania, dove il governo si è detto favorevole a misure per evitare la chiusura di impianti produttivi.
🇨🇳 I recenti progressi della Cina nei supercomputer e nell’intelligenza artificiale evidenziano soprattutto la capacità del Paese di sviluppare soluzioni efficienti nonostante le restrizioni statunitensi sull’esportazione di chip avanzati. Il supercomputer LineShine è diventato il più potente al mondo pur senza utilizzare GPU, mentre il modello di IA GLM-5.2 di Zhipu AI raggiunge prestazioni comparabili a quelle dei principali concorrenti statunitensi in alcuni ambiti, come la cybersicurezza, richiedendo però molta meno potenza di calcolo. Le limitazioni imposte dagli Stati Uniti stanno inoltre incentivando le aziende cinesi a progettare chip propri, riducendo gradualmente il divario tecnologico. Questa situazione pone Washington di fronte alla scelta tra mantenere i divieti all’export, favorendo però lo sviluppo di alternative cinesi, oppure consentire maggiori esportazioni per preservare la dipendenza tecnologica della Cina dai prodotti statunitensi. Negli ultimi anni l’amministrazione Trump ha alternato entrambe le strategie, confermando inizialmente i blocchi e autorizzando più recentemente l’esportazione di alcuni processori avanzati.
💶 Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento che introduce il quadro giuridico per l’euro digitale, una nuova forma di moneta elettronica destinata ai paesi dell’eurozona, la cui entrata in circolazione è prevista dal 2029. L’euro digitale avrà corso legale e dovrà essere accettato ovunque, consentendo pagamenti e trasferimenti di denaro tramite un’app dedicata, senza ricorrere ai tradizionali circuiti di carte e bancomat. Il progetto, sviluppato nell’arco di tre anni, è sostenuto da sinistra e centrodestra, mentre i partiti della destra populista vi si oppongono. Tra i vantaggi indicati figurano l’assenza di commissioni per i consumatori, costi contenuti per gli esercenti e una maggiore autonomia dai circuiti di pagamento statunitensi. I critici temono invece una riduzione dell’uso del contante, un possibile monitoraggio dei pagamenti e ricadute sul settore bancario, per il quale il regolamento prevede specifiche tutele.
🧬 Un gruppo di ricercatori dell’Università del Minnesota ha sviluppato in laboratorio SpudCell, una struttura sintetica ottenuta esclusivamente da molecole che è in grado di svolgere gran parte delle funzioni tipiche delle cellule, come nutrirsi, crescere, replicare il proprio genoma, dividersi e competere per le risorse. Il risultato, descritto in un preprint non ancora sottoposto a revisione scientifica, rappresenterebbe un passo avanti rispetto a precedenti esperimenti, come Synthia del 2010, perché non deriva da cellule preesistenti. SpudCell utilizza il sistema PURE per produrre proteine dal DNA, assorbe nutrienti tramite liposomi ingegnerizzati e si divide grazie a un meccanismo chimico, supportato anche da una separazione meccanica. Pur non essendo ancora capace di evolvere autonomamente e richiedendo interventi esterni, ha mostrato la capacità di competere tra varianti diverse. La ricerca ha suscitato interesse ma anche cautela nella comunità scientifica, mentre i ricercatori hanno avviato l’organizzazione no profit Biotic per svilupparne possibili applicazioni.
🇫🇷 Gravi incendi boschivi continuano a interessare il sud della Francia, vicino al confine con la Spagna, causando 16 feriti, tra cui quattro vigili del fuoco, oltre all’evacuazione di più di 10mila persone e alla distruzione di circa 5mila ettari di terreno, con Trevillach tra le località più colpite. Le alte temperature, il vento e la siccità hanno favorito la propagazione delle fiamme, mentre l’Unione Europea ha inviato quattro aerei antincendio e oltre 100 vigili del fuoco a supporto delle operazioni. Sul versante spagnolo, gli incendi hanno devastato circa 2.200 ettari, in gran parte nell’area protetta di Les Gavarres; le autorità catalane hanno dichiarato il rogo sotto controllo e arrestato un operaio accusato di averlo provocato accidentalmente. Altri vasti incendi hanno colpito anche il nord del Portogallo, dove sono andati in fumo circa 13mila ettari e si contano almeno nove feriti, e la Grecia, dove negli ultimi due giorni sono scoppiati circa 60 incendi, con evacuazioni nei pressi di Salonicco e un grande rogo a ovest di Atene.
🇲🇩 Il primo ministro moldavo Alexandru Munteanu si è dimesso, provocando la caduta del governo filoeuropeo sostenuto dal Partito di Azione e Solidarietà (PAS), guidato dalla presidente Maia Sandu, che avvierà le consultazioni per nominare un nuovo premier. Le dimissioni arrivano poche settimane dopo uno scandalo legato ad assunzioni irregolari nella compagnia aerea statale MoldATSA, che ha coinvolto anche una cugina di Sandu e portato alle dimissioni di diversi funzionari e membri del PAS. La presidente ha respinto ogni accusa di coinvolgimento, ha istituito una commissione d’inchiesta sulle aziende statali e ha negato di aver ostacolato l’azione del premier. Munteanu non ha spiegato le ragioni della sua scelta, affermando solo di non poter più svolgere l’incarico restando fedele ai propri principi. L’opposizione filorussa ha chiesto le dimissioni di Sandu e nuove elezioni, ma la maggioranza assoluta del PAS in Parlamento rende improbabile una più ampia crisi politica.
🔬 Quattordici consiglieri scientifici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), insieme ad altri due ricercatori dell’ente, hanno inviato una dura lettera al presidente Andrea Lenzi, accusandolo di aver fornito al Senato una ricostruzione non corretta del ruolo del CNR sul tema del fine vita. I firmatari sostengono che le sue dichiarazioni abbiano danneggiato la credibilità dell’ente e compromesso la sua missione di supporto tecnico-scientifico alle istituzioni, chiedendo ai vertici di trarne le necessarie conseguenze. Al centro delle critiche vi è l’affermazione di Lenzi secondo cui non esistesse un dispositivo europeo per consentire il suicidio assistito ai pazienti paralizzati, nonostante il macchinario fosse stato realizzato dallo stesso CNR su richiesta del tribunale di Firenze. Inoltre, gli viene contestato di averne ritardato l’utilizzo nel caso della paziente nota come “Libera” richiedendo un’autorizzazione ritenuta non necessaria dal tribunale e dall’Avvocatura dello Stato. Lenzi, nominato presidente del CNR nel 2025 dal governo Meloni, è considerato vicino ad Alfredo Mantovano, esponente della destra contraria alla regolamentazione del fine vita.
🥚 Alcuni dei principali produttori di uova degli Stati Uniti pagheranno 3,3 milioni di dollari nell’ambito di un accordo preliminare con il governo federale e 17 stati, pur negando di essersi accordati per manipolare i prezzi delle uova tra la fine del 2022 e i primi mesi del 2025. Secondo il Dipartimento di Giustizia, Cal-Maine Foods, Versova e Hickman’s Egg Ranch avrebbero influenzato il mercato all’ingrosso inserendo e ritirando offerte a prezzi elevati sulla cosiddetta “Egg Clearinghouse”, alterando così i prezzi di riferimento dell’intero settore. L’aumento dei prezzi, aggravato dall’inflazione e dall’influenza aviaria, aveva portato tra il 2024 e il 2025 a una forte carenza di uova, con confezioni vendute fino a 8-9 dollari e limiti agli acquisti nei supermercati. L’indagine dell’Antitrust ritiene che il presunto cartello abbia contribuito ai rincari, terminati con il calo dei casi di aviaria e la pubblicizzazione dell’inchiesta. Oltre al pagamento concordato, le aziende si sono impegnate a donare oltre 50 milioni di uova alle banche alimentari; l’accordo dovrà ora essere approvato da un tribunale.
🤺 Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha revocato provvisoriamente la sospensione del Comitato olimpico russo, introdotta dopo l’invasione dell’Ucraina, lasciando alle federazioni internazionali delle singole discipline la decisione sull’eventuale partecipazione degli atleti russi in rappresentanza del loro Paese. Il CIO ha motivato la scelta con il fatto che il Comitato olimpico russo non opera più nei territori ucraini occupati e non include più organizzazioni con sede in quelle aree, imponendo comunque controlli antidoping indipendenti gestiti dalla International Testing Agency. La sospensione era stata decisa nel 2023 e ai Giochi di Parigi 2024 gli atleti russi avevano potuto gareggiare solo come neutrali e a precise condizioni. Resta ancora da stabilire se la Russia potrà utilizzare bandiera e inno alle prossime Olimpiadi, mentre a Milano Cortina 2026 la maggior parte delle federazioni degli sport invernali aveva escluso gli atleti russi dalle qualificazioni. Alle Paralimpiadi invernali, invece, alcuni atleti russi e bielorussi hanno gareggiato con i simboli nazionali su decisione del Comitato paralimpico internazionale.
⚽ La FIFA ha sospeso la squalifica dell’attaccante statunitense Folarin Balogun, espulso con rosso diretto contro la Bosnia Erzegovina, permettendogli di disputare gli ottavi di finale dei Mondiali contro il Belgio. La decisione, basata sull’articolo 27 del codice disciplinare e vincolata a un periodo di prova di un anno, è stata definita irrituale e non è stata accompagnata da motivazioni dettagliate. La vicenda ha sollevato interrogativi a causa del coinvolgimento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha pubblicamente ringraziato l’organizzazione sui social media per aver posto rimedio a quella che anche il segretario di Stato Marco Rubio aveva definito un’ingiustizia. Secondo la stampa internazionale, Trump avrebbe infatti sfruttato i suoi buoni rapporti con il presidente della FIFA Gianni Infantino per chiedergli telefonicamente di rivedere la sanzione. Il Belgio ha comunque battuto la nazionale statunitense per 4-1, qualificandosi ai quarti di finale.
Alla prossima 👋



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