Continua lo scontro tra Iran e USA. | La legge elettorale passa alla Camera, ma… | Ennesimo rimpasto di governo in Ucraina, ma Kiev non ci sta.

Entriamo nel caldissimo cuore di luglio.

Una settimana discretamente ricca di notizie e aggiornamenti, partendo come di consueto dalla situazione in Iran e la ripresa del conflitto con gli USA, proseguendo per alcune vicende nostrane relative alla legge elettorale, per andare infine in Israele e Ucraina (tappe ormai obbligate per ovvi motivi). Il tutto senza tralasciare le brevi, con alcune perle davvero degne di nota.

E si, è il momento di iniziare 👇

🇮🇷 BLOCCO NAVALE, STRETTO DI HORMUZ CHIUSO, PETROLIERE ATTACCATE: LE ULTIME SULLA GUERRA TRA USA E IRAN

1) Dopo il fallimento del pre-accordo firmato a giugno per avviare negoziati sulla fine della guerra, la crisi tra Stati Uniti e Iran si è nuovamente concentrata sul controllo dello stretto di Hormuz, snodo da cui prima del conflitto transitava circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto commerciati nel mondo. I Guardiani della rivoluzione hanno annunciato la nuova chiusura dello stretto alla navigazione in risposta ai bombardamenti statunitensi, mentre Washington ha sostenuto di aver colpito circa 140 obiettivi militari iraniani, tra siti missilistici, depositi di munizioni, infrastrutture di comunicazione e postazioni costiere, giustificando gli attacchi come ritorsione dopo l’assalto iraniano a una nave commerciale.

Da allora il confronto si è rapidamente intensificato: l’Iran ha colpito basi statunitensi in Giordania, Bahrein, Kuwait e Siria e ha lanciato missili e droni contro Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrein, mentre i Guardiani della rivoluzione hanno continuato ad attaccare navi che tentavano di attraversare lo stretto senza autorizzazione, sostenendo di voler imporre il controllo sulle rotte marittime. Gli Stati Uniti hanno risposto ripristinando il blocco navale verso tutti i porti iraniani, impedendo il transito delle navi dirette o provenienti dall’Iran, e hanno progressivamente ampliato la campagna militare: dopo aver colpito sistemi di difesa aerea, siti per droni e missili, infrastrutture navali e costiere, porti strategici come Bandar Abbas, isole chiave quali Grande Tunb e Qeshm e installazioni militari nel sud del Paese, hanno esteso i bombardamenti anche all’interno dell’Iran, prendendo di mira ponti, strade, ferrovie, depositi di carburante, centrali elettriche e altre infrastrutture civili, segnale di un possibile ritorno a un’offensiva su larga scala. Nell’ambito del blocco navale, il CENTCOM ha anche fermato una petroliera diretta al terminal petrolifero iraniano di Kharg colpendone la ciminiera dopo ripetuti avvertimenti e ha costretto altre navi a cambiare rotta, mentre contemporaneamente ha continuato a bombardare obiettivi militari lungo la costa e nelle aree strategiche per il controllo dello stretto.

Sul piano politico, Donald Trump ha alternato annunci e cambi di linea: inizialmente aveva proposto un pedaggio del 20% sulle merci trasportate dalle navi in transito, salvo ritirare rapidamente la misura dopo le proteste dei Paesi del Golfo e sostituirla con accordi commerciali e investimenti negli Stati Uniti, mentre ha minacciato di colpire anche infrastrutture energetiche, centrali elettriche, ponti e perfino un importante sito nucleare finora risparmiato. L’Iran ha sfruttato queste oscillazioni per rafforzare la propria posizione negoziale, sostenendo che persino Washington riconoscesse implicitamente il diritto di imporre pedaggi, e continua a considerare il controllo dello stretto la propria principale leva diplomatica. All’interno del regime, inoltre, sono emerse profonde divisioni: i negoziatori moderati, guidati dal presidente Masoud Pezeshkian e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, sono sempre più isolati rispetto ai Guardiani della rivoluzione e alle componenti ultraconservatrici, che rifiutano qualsiasi compromesso con gli Stati Uniti, alimentano il nazionalismo attraverso la propaganda e spingono per mantenere il controllo totale di Hormuz, anche a costo di compromettere definitivamente il cessate il fuoco. Le conseguenze economiche sono già evidenti: il traffico marittimo nello stretto è quasi completamente paralizzato, il commercio energetico mondiale è fortemente rallentato e il prezzo del petrolio Brent ha superato gli 85 dollari al barile, con un aumento superiore all’11% nell’ultima settimana.

🇮🇹 GOVERNO: LA LEGGE ELETTORALE PASSA ALLA CAMERA, MA NON SENZA INTOPPI. BOCCIATO L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE

2) La Camera ha approvato la nuova legge elettorale voluta dal governo Meloni, ma il via libera è arrivato soltanto dopo una delle più gravi sconfitte parlamentari subite dalla presidente del Consiglio dall’inizio della legislatura. Il momento di massima tensione si è verificato quando un emendamento di Fratelli d’Italia, sostenuto ufficialmente dal governo, che introduceva un sistema di preferenze in forma attenuata è stato respinto per un solo voto (188 contrari e 187 favorevoli), nonostante la maggioranza disponesse di un ampio margine numerico. Il voto segreto ha favorito l’azione di almeno quaranta, e probabilmente una cinquantina, di franchi tiratori provenienti soprattutto da Lega e Forza Italia, ma anche dallo stesso Fratelli d’Italia, evidenziando profonde divisioni interne alla coalizione.

L’introduzione delle preferenze rappresentava una priorità politica per Meloni, che negli ultimi mesi aveva spinto con forza per modificare la legge elettorale in vista delle politiche del 2027, nonostante le resistenze degli alleati, convinti che il nuovo sistema avrebbe favorito soprattutto Fratelli d’Italia. Dopo una lunga trattativa era stato elaborato il cosiddetto “Stabilicum“, una riforma proporzionale con un premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la coalizione che superi il 42% dei voti, inizialmente basata su listini bloccati. Successive modifiche, anche per evitare possibili rilievi della Corte costituzionale, avevano portato alla presentazione di diversi testi, fino al tentativo finale di reintrodurre le preferenze attraverso un meccanismo ibrido e molto complesso, che però non ha convinto Lega e Forza Italia. Nelle ore precedenti al voto Meloni aveva cercato di ricompattare la maggioranza chiedendo la presenza in aula di ministri e sottosegretari, intervenendo personalmente sui social e facendo esprimere al governo un parere favorevole all’emendamento, scelta che ha finito per trasformare la votazione in un vero test politico sulla sua leadership.

Dopo la bocciatura, le opposizioni hanno parlato di una sostanziale sfiducia della maggioranza nei confronti della presidente del Consiglio, arrivando a chiederne le dimissioni, mentre Fratelli d’Italia ha cercato di ridimensionare l’accaduto e Meloni ha attribuito la sconfitta alla “palude” parlamentare, riconoscendo comunque la necessità di riflettere sui voti mancati. Nonostante l’incidente, la maggioranza ha proseguito l’esame della riforma e la Camera ha infine approvato il testo definitivo con 217 voti favorevoli, 152 contrari e due astensioni. La legge mantiene l’impianto proporzionale con il premio di maggioranza previsto dallo Stabilicum, ma elimina definitivamente il sistema delle preferenze; il provvedimento dovrà ora affrontare il passaggio al Senato, dove la sua approvazione non è considerata scontata.

🇮🇱 ISRAELE: VELOCIZZATA L’APPROVAZIONE DI NUOVE LEGGI PRIMA DELLO SCIOGLIMENTO DEL PARLAMENTO. DI COSA SI TRATTA?

3) In vista dello scioglimento del parlamento israeliano di oggi e delle elezioni anticipate del 27 ottobre, il governo di Benjamin Netanyahu ha accelerato in settimana l’approvazione di alcune leggi controverse. Tra queste, è già stata approvata una norma che inserisce lo studio della Torah tra i “valori fondanti” dello Stato di Israele, modificando le Leggi Fondamentali e rafforzando indirettamente la posizione degli ebrei ultraortodossi, tradizionalmente esentati dal servizio militare. La questione è particolarmente delicata dopo la decisione della Corte Suprema del 2024 che ha esteso anche a loro l’obbligo di leva. Il governo sta inoltre cercando di approvare una legge che impedirebbe l’arresto e il perseguimento degli ultraortodossi che evitano l’arruolamento.

Un’altra proposta prevede l’istituzione di una commissione d’inchiesta sugli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, i cui membri sarebbero nominati dal parlamento, consentendo alla maggioranza di governo di influenzarne l’operato. L’opposizione chiede invece una commissione indipendente selezionata dalla Corte Suprema. È inoltre in discussione una riforma dei media che attribuirebbe al governo maggiore controllo sulla regolamentazione del settore, suscitando critiche per i possibili effetti sulla libertà di stampa. Alcune parti della riforma sono già state ridimensionate per facilitarne l’approvazione.

Le elezioni di ottobre sono considerate un test decisivo per la leadership di Netanyahu, al governo quasi ininterrottamente dal 2009 e attualmente sotto processo per corruzione. Secondo il testo, il Likud è in difficoltà nei sondaggi e il governo starebbe cercando di approvare misure che potrebbero rafforzare la propria posizione politica in un contesto in cui il sistema politico israeliano si è progressivamente spostato verso destra.

🇺🇦 UCRAINA: RIMOSSO IL MINISTRO DELLA DIFESA FEDOROV, RESPONSABILE DEI PROGRESSI BELLICI FATTI DAL PAESE NELLA GUERRA CONTRO LA RUSSIA

4) Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avviato il terzo rimpasto di governo dall’inizio della guerra, una riorganizzazione che, dopo le dimissioni della prima ministra Yulia Svyrydenko e la nomina di Sergii Koretskyi alla guida del governo con il compito di rafforzare difesa, stabilità economica e integrazione europea, è stata segnata soprattutto dalla decisione di non confermare come ministro della Difesa Mychajlo Fedorov. La scelta ha provocato proteste a Kiev, Odessa, Leopoli e Kharkiv, le seconde manifestazioni di rilievo nel paese dall’invasione russa del 2022, nonostante la legge marziale limiti fortemente le proteste pubbliche: i manifestanti hanno definito Fedorov uno degli artefici dei più importanti progressi militari ucraini, chiedendone il reintegro con slogan e cartelli a sostegno delle sue riforme. Trentacinquenne e tra i più stretti collaboratori di Zelensky sin dalla campagna elettorale del 2019, Fedorov aveva rivoluzionato in pochi mesi la strategia bellica ucraina puntando su innovazione tecnologica, automazione, droni e robot, favorendo attacchi a lungo raggio contro obiettivi russi e in Crimea e promuovendo il programma Brave1, soprannominato l’“Amazon delle armi”, che consentiva ai militari di acquistare direttamente equipaggiamenti, riducendo il peso dei fornitori tradizionali e alimentando tensioni con il settore degli appalti militari.

Aveva inoltre rafforzato i rapporti con aziende tecnologiche statunitensi come Palantir e SpaceX, partecipando ai negoziati per limitare l’uso del sistema Starlink da parte delle forze russe, e aveva introdotto misure anticorruzione, arrivando anche a sottoporre alcuni funzionari al test della macchina della verità. Alla base della sua rimozione, secondo Zelensky, vi è però il conflitto ormai insanabile con il comandante delle forze armate Oleksandr Syrskyi, sostenitore di un’impostazione militare più tradizionale e contrario alle innovazioni introdotte dal ministro; lo stesso Fedorov aveva accusato Syrskyi di ostacolare sistematicamente le sue iniziative e, secondo quanto dichiarato in conferenza stampa, aveva persino proposto al presidente di sostituirlo, salvo poi offrirsi di continuare a collaborare dopo il rifiuto. La sua estromissione è stata interpretata da molti osservatori come una vittoria dell’establishment militare più conservatore, tanto da essere paragonata alla sostituzione dell’ex comandante Valery Zaluzhny nel 2024.

Oltre agli attriti con i vertici dell’esercito, sulla decisione avrebbero pesato anche le critiche ricevute per i limitati risultati nella riforma della mobilitazione, giudicata insufficiente nonostante le misure per aumentare gli stipendi dei militari, facilitare l’arruolamento dei volontari stranieri e favorire il rientro degli ucraini che avevano evitato la leva, in un contesto in cui Kiev continua a soffrire una grave carenza di personale al fronte. Dopo la rimozione, Zelensky avrebbe offerto a Fedorov un incarico di consulente governativo, proposta che l’ex ministro ha dichiarato di aver respinto, mentre la guida ad interim del ministero della Difesa è stata affidata a Yevheniy Khmara, attuale capo del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU), la cui nomina dovrà essere confermata dal parlamento.

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E corriamo verso le brevi 👇

🇬🇧 Andy Burnham è stato eletto nuovo leader del Partito Laburista britannico e lunedì sostituirà Keir Starmer anche come primo ministro, dopo il passaggio formale delle consegne con re Carlo. La sua elezione era considerata scontata: ha ottenuto il sostegno di 379 parlamentari su 403 e di tutti i sindacati affiliati al partito, senza una vera competizione interna. Nel suo primo discorso ha promesso un ritorno ai valori tradizionali dei Laburisti, criticando il neoliberismo e l’impatto delle privatizzazioni sulla classe lavoratrice. La larga convergenza sul suo nome è stata definita da alcuni osservatori una vera e propria “incoronazione“. Burnham, già sindaco di Manchester per tre mandati, dovrà ora gestire le divisioni interne al partito, con le prime tensioni già emerse sulla nomina del futuro ministro delle Finanze.

🇺🇸 Donald Trump ha accusato la Cina di aver interferito nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2020, sostenendo di basarsi su documenti di intelligence recentemente declassificati, ma senza presentare prove a sostegno delle sue affermazioni. Secondo Trump, Pechino avrebbe acquisito dati sensibili degli elettori, sfruttato vulnerabilità delle macchine per il voto elettronico e i servizi segreti avrebbero nascosto queste informazioni per motivi politici. I documenti resi pubblici, tuttavia, si limitano a confermare che diversi Paesi, tra cui Cina, Russia, Iran e Corea del Nord, possiedono la capacità teorica di compromettere i sistemi elettorali, senza dimostrare che ciò sia mai avvenuto. I rapporti indicano inoltre che la Cina raccolse dati elettorali pubblici e valutò la possibilità di influenzare la politica statunitense, ma le analisi dell’intelligence concludono che rinunciò a intervenire per non danneggiare i rapporti con Washington. Un rapporto della CIA riferiva che Pechino preferiva una sconfitta di Trump, senza indicare azioni concrete, mentre un altro documento del 2020 sosteneva che l’obiettivo delle attività cinesi fosse la campagna di Joe Biden, e non quella di Trump.

🇺🇸 Un uomo di 26 anni, identificato dalla Maine Immigrants’ Rights Coalition come un cittadino colombiano autorizzato a lavorare negli Stati Uniti, è stato ucciso in una sparatoria che ha coinvolto agenti dell’immigrazione a Biddeford, nel Maine. La dinamica dell’accaduto è ancora in fase di accertamento: i filmati delle telecamere mostrano diversi colpi d’arma da fuoco e i soccorsi prestati alla vittima. La governatrice Janet Mills ha confermato che le autorità statali e federali stanno indagando sull’episodio, mentre la deputata Chellie Pingree ha chiesto un’inchiesta. Il caso arriva pochi giorni dopo la morte di un immigrato messicano durante un controllo dell’Ice a Houston, episodio che ha alimentato proteste e richieste di maggiore trasparenza sulle operazioni dell’agenzia. Organizzazioni per i diritti civili e associazioni locali hanno nuovamente criticato l’operato dell’Ice, annunciando iniziative di protesta e sostegno alla famiglia della vittima.

🇪🇦 L’incendio divampato giovedì sera a Los Gallardos, in Andalusia, è tra i più gravi nella storia della Spagna: ha causato almeno 12 morti, 8 feriti (di cui 4 gravi) e 23 dispersi, anche se alcuni potrebbero non trovarsi nell’area colpita. Le fiamme hanno già devastato oltre 66 chilometri quadrati e l’emergenza è ancora in corso, nonostante il miglioramento delle condizioni meteo abbia consentito ai vigili del fuoco di avviare operazioni più incisive per spegnere il rogo. Le vittime non sono ancora state identificate e si procede con analisi del DNA per confrontarle con i campioni forniti dai familiari dei dispersi. Il governo andaluso è stato criticato per non aver utilizzato il sistema di allerta ES-Alert, scelta difesa dalle autorità perché ritenuto inadatto a gestire istruzioni diverse per le varie zone interessate. Intanto altri incendi sono attivi in diverse aree della Spagna e l’agenzia meteorologica AEMET ha diramato un’allerta per rischio incendi molto elevato su gran parte del Paese a causa di caldo e siccità.

✈️ Il Consiglio dell’Unione Europea ha approvato in via definitiva nuove norme per rafforzare i diritti dei passeggeri aerei, che entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e dovranno essere applicate dalle compagnie entro un anno. Le regole semplificano le procedure di rimborso per ritardi e cancellazioni, fissando tempi precisi per informazioni, richieste e pagamenti, e confermano il diritto al risarcimento nei casi previsti. Le compagnie saranno inoltre obbligate a garantire assistenza durante i ritardi, offrendo bevande, pasti, alloggio e trasporto quando necessario, oltre a proporre un volo alternativo entro tre ore in caso di cancellazione o mancato imbarco ingiustificato. Le novità includono anche il trasporto gratuito di un piccolo bagaglio a mano, il diritto degli adulti di sedersi accanto ai minori di 14 anni senza costi aggiuntivi e maggiori tutele per i passeggeri con disabilità, compreso il trasporto gratuito delle attrezzature di assistenza e il rimborso o la sostituzione in caso di danni o smarrimento.

🇬🇮 Regno Unito, Spagna e Unione Europea hanno firmato a Bruxelles il trattato che disciplina la frontiera di Gibilterra, formalizzando l’accordo raggiunto nel giugno 2025 dopo anni di negoziati seguiti alla Brexit. L’intesa, annunciata dal commissario europeo Maroš Šefčovič, punta a evitare la creazione di un “confine rigido” tra Gibilterra e la Spagna. Il trattato mantiene di fatto la libera circolazione di persone e merci: i residenti di Gibilterra potranno entrare in Spagna utilizzando il documento d’identità locale, senza passaporto, e lo stesso varrà in senso opposto. Inoltre, gli scambi commerciali non saranno soggetti a tasse o dazi aggiuntivi rispetto a quelli applicati nei Paesi dell’Unione Europea. L’accordo entrerà gradualmente in vigore a partire da mercoledì 15 luglio.

🇲🇫 Il parlamento francese ha approvato una legge che definisce ufficialmente il confine tra la parte francese e quella olandese dell’isola caraibica di Saint-Martin, rimasto indefinito dal trattato di Concordia del 1648. Sebbene la libera circolazione tra Saint-Martin e Sint Maarten non sia mai stata ostacolata, l’assenza di una delimitazione precisa aveva creato problemi legati a proprietà, competenze di polizia e gestione della baia di Oyster Pond. La necessità di chiarire il confine è emersa soprattutto dopo l’uragano Irma del 2017. L’accordo tra Francia e Paesi Bassi è stato raggiunto nel 2023 e, con il voto dell’Assemblea Nazionale francese, la ratifica è completata per la Francia; resta ora l’approvazione del parlamento olandese.

🛵 Nel tardo pomeriggio di mercoledì i rider di Glovo e Deliveroo hanno scioperato in diverse città italiane per protestare contro le condizioni di lavoro durante l’ondata di caldo, con mobilitazioni a Milano, Firenze e Bologna, mentre in Piemonte lo sciopero era previsto ieri, giovedì. La protesta, indetta dai sindacati Nidil CGIL, chiede la sospensione delle consegne nelle ore più calde, come previsto da alcune ordinanze regionali e comunali, la cui applicazione risulta però limitata da norme poco chiare sulle misure di sicurezza. I rider denunciano inoltre che, essendo retribuiti principalmente in base alle consegne effettuate, interrompere il lavoro comporta una perdita economica, a differenza di gran parte dei lavoratori di Just Eat che beneficiano anche di una paga oraria. Tra le richieste figurano il riconoscimento dei compensi durante gli stop per il caldo e maggiori tutele contrattuali. Giovedì è previsto un incontro al ministero del Lavoro tra sindacati e piattaforme per discutere assunzioni, ammortizzatori sociali e altre forme di tutela.

📱 Apple ha avviato una causa contro OpenAI accusandola di essersi appropriata di segreti industriali attraverso l’assunzione di numerosi ex dipendenti dell’azienda, tra cui Tang Tan, storico dirigente che ha contribuito allo sviluppo di iPod, iPhone e MacBook e che oggi guida la divisione hardware di OpenAI. Secondo Apple, Tan avrebbe sfruttato i colloqui di lavoro per ottenere informazioni riservate sui progetti in corso e avrebbe incoraggiato i nuovi assunti a trasferire documenti, dati e materiali aziendali sui propri account personali, predisponendo anche procedure per eludere i sistemi di sicurezza. La denuncia sostiene inoltre che ad alcuni candidati sarebbe stato chiesto di portare ai colloqui prototipi e componenti riservati. Tra i casi citati figura quello dell’ingegnere Chang Liu, accusato di aver continuato ad accedere ai sistemi Apple dopo le dimissioni e di aver scaricato documentazione tecnica mentre lavorava già per OpenAI. L’azienda di Sam Altman respinge le accuse, affermando di non avere interesse nei segreti industriali altrui. La controversia arriva mentre OpenAI punta a entrare nel mercato dell’hardware, dopo l’acquisizione della startup Io fondata da Jony Ive e Tang Tan e l’annuncio di un dispositivo basato sull’intelligenza artificiale destinato, secondo i promotori, a superare gli smartphone. Un lungo procedimento giudiziario potrebbe però rallentare questi piani, influire sulla futura quotazione in borsa di OpenAI e incidere sulla competizione nel nascente mercato dei dispositivi dedicati all’intelligenza artificiale, dove anche Apple sta sviluppando nuove soluzioni.

🇮🇹 La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per il gioielliere Mario Roggero, che nell’aprile 2021 uccise due rapinatori dopo una rapina nel suo negozio di Grinzane Cavour (Cuneo). È stato confermato anche l’anticipo del risarcimento di 780mila euro ai familiari delle vittime. I giudici hanno escluso la legittima difesa, ritenendo che i rapinatori fossero ormai in fuga e non rappresentassero più un pericolo quando Roggero aprì il fuoco. Il caso è diventato un simbolo del dibattito sulla legittima difesa, con il sostegno di diversi esponenti politici di destra; dopo la sentenza, Matteo Salvini ha annunciato l’intenzione di chiedere la grazia al presidente della Repubblica. In un video pubblicato sui social, Roggero ha definito la condanna un “ergastolo” e ha chiesto una legge che tuteli casi come il suo.

🎾 Jannik Sinner ha vinto Wimbledon per il secondo anno consecutivo battendo in finale il tedesco Alexander Zverev in quattro set (6-7, 7-6, 6-3, 6-4). Si tratta del quinto titolo del Grande Slam per il tennista italiano e del primo del 2026, dopo un inizio di stagione segnato dalle eliminazioni agli Australian Open e al Roland Garros. Dopo aver perso un primo set molto equilibrato, Sinner ha ribaltato il match imponendosi nei successivi tre parziali, chiudendo la sfida dopo quasi quattro ore di gioco. Nel torneo femminile, la ceca Linda Noskova ha conquistato il titolo battendo in finale Karolina Muchova.

Paolo Maldini sarà il nuovo direttore tecnico della Nazionale maschile italiana di calcio. L’annuncio è stato dato dal presidente della federazione Giovanni Malagò, subentrato a Giuseppe Gravina dopo le dimissioni seguite alla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. Tra i primi compiti di Maldini ci sarà la ricostruzione della squadra e la scelta del nuovo commissario tecnico, ruolo vacante dalle dimissioni di Gennaro Gattuso ad aprile. Ex difensore simbolo del Milan e della Nazionale, Maldini ha avuto anche un’esperienza dirigenziale nel club rossonero, culminata con lo scudetto del 2022. Nel nuovo incarico sarà affiancato dall’ex calciatore e dirigente Leonardo, che lo aveva coinvolto nella dirigenza del Milan nel 2018.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo