Gli occhi del mondo sull’Arabia Saudita e la situazione Houthi. | Nuovi attacchi vicino ai confini NATO. | Il Regno Unito si scioglie?

Colpevole ritardo per cause di forza maggiore.

Ma ci siamo, e tra l’altro abbiamo beccato una settimana a dir poco stracolma. Innanzitutto, la situazione in Arabia Saudita, in balia degli eventi e con conseguenze da tenere d’occhio. Poi la solita questione Ucraina con le ultime novità, ma anche il caos di Revolut e cosa succede in Regno Unito. Confusi? Anch’io.

Mettiamo ordine 👇

🇸🇦 ARABIA SAUDITA SOTTO PRESSIONE: HOUTHI AVANZANO NELLO YEMEN E COLPISCONO RIYAD E INFRASTRUTTURE PETROLIFERE

1) L’Arabia Saudita sta affrontando una crescente pressione militare ed economica su più fronti, mentre gli Houthi, gruppo yemenita alleato dell’Iran, hanno rapidamente esteso il proprio controllo nel sud dello Yemen conquistando Mocha, gran parte della costa occidentale, l’area dello stretto di Bab el Mandeb e l’isola di Perim, che si trova al centro del passaggio e ne controlla i due principali corridoi marittimi. Le conquiste, confermate dall’esercito yemenita, garantiscono agli Houthi un controllo pressoché totale di uno snodo attraversato prima delle recenti tensioni da circa il 12% dei commerci mondiali e da una quota analoga del petrolio trasportato via mare, oggi scesa al 5%. Il gruppo ha annunciato che manterrà aperto il passaggio alle navi, ad eccezione di quelle saudite, aumentando la pressione su Riyad, che dopo la chiusura dello stretto di Hormuz aveva trasferito attraverso Bab el Mandeb circa il 60-70% delle proprie esportazioni petrolifere. La situazione è peggiorata dopo un attacco che ha danneggiato l’oleodotto Est-Ovest, lungo circa 1.200 chilometri e fondamentale per trasportare il greggio dai giacimenti della costa orientale al porto di Yanbu sul Mar Rosso: l’infrastruttura, che normalmente può trasportare fino a 7 milioni di barili al giorno, è stata chiusa e per il completo ripristino potrebbero servire circa sei settimane, mentre le esportazioni saudite erano già scese ad agosto a 3,2 milioni di barili al giorno, il livello più basso da 13 anni. Le autorità saudite non hanno attribuito ufficialmente l’attacco a un responsabile, ma gli ordigni sarebbero partiti dall’Iraq, dove operano diverse milizie filoiraniane; Baghdad ha rimosso un comandante militare della provincia di Maysan dopo aver accertato la provenienza degli attacchi. Riyad ha finora evitato una risposta militare diretta e ha dichiarato di sostenere gli sforzi iracheni contro le milizie, mentre gli Stati Uniti hanno fornito soprattutto supporto strategico e di intelligence. Parallelamente, gli Houthi hanno intensificato gli attacchi contro il territorio saudita: hanno rivendicato il lancio di droni e missili balistici e da crociera contro obiettivi sensibili di Riyad e contro impianti della compagnia petrolifera Aramco a Yanbu; l’esercito saudita ha confermato l’attacco alla capitale, affermando di aver intercettato almeno un missile, e ha dichiarato di aver sventato attacchi contro infrastrutture civili a Baish, Taif, Farasan e Yanbu. Nella notte precedente le autorità avevano inoltre inviato per la prima volta un’allerta sui cellulari agli abitanti di Riyad e di altre nove città; alcuni residenti hanno riferito di forti esplosioni e una colonna di fumo è stata vista nei pressi dell’aeroporto King Khalid, mentre oltre 450 voli hanno subito ritardi. Gli attacchi arrivano mentre le capacità difensive saudite sono sottoposte a forte pressione: secondo funzionari citati da Associated Press, Riyad starebbe esaurendo i missili intercettori, necessari per proteggere contemporaneamente basi, centri governativi e infrastrutture energetiche, e avrebbe chiesto forniture a Francia, Regno Unito, Egitto e Pakistan; anche gli Stati Uniti, principale fornitore militare saudita, dispongono di risorse limitate a causa della guerra regionale. Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha inoltre riferito che un Eurofighter italiano F-2000 è stato colpito durante un attacco contro la base aerea di Ta’if, vicino alla Mecca, dove sono presenti militari italiani impegnati nell’operazione internazionale contro l’ISIS: nessun militare è rimasto ferito e non sono stati segnalati altri danni a mezzi o strutture italiane. Riyad considera particolarmente grave la minaccia alla Mecca: martedì ha riferito di aver abbattuto un drone Houthi diretto verso lo spazio aereo della città santa, mentre gli Houthi hanno negato l’accusa; l’esercito saudita ha definito un eventuale attacco alla Mecca una «linea rossa». Sul piano strategico, il principe ereditario Mohammed bin Salman avrebbe chiesto agli Stati Uniti di creare una coalizione militare contro gli Houthi, ma il presidente Donald Trump si è mostrato contrario a una nuova operazione militare, limitandosi per ora all’intelligence, mentre l’Arabia Saudita non sembra intenzionata ad affrontare da sola una nuova guerra: i dieci anni di bombardamenti contro gli Houthi non hanno prodotto risultati decisivi e Riyad starebbe valutando soprattutto la via diplomatica. Ad agosto Arabia Saudita, Turchia e Pakistan hanno inoltre firmato un patto di mutua difesa, che Islamabad ha detto potrebbe essere attivato in caso di aggressione saudita da parte degli Houthi, anche se finora non è stato utilizzato. La combinazione tra Hormuz chiuso, Bab el Mandeb controllato dagli alleati dell’Iran e oleodotto Est-Ovest danneggiato rischia di lasciare Riyad con poche alternative per esportare il proprio petrolio verso i mercati asiatici: resterebbe la rotta attraverso Suez e intorno all’Africa, molto più lunga e costosa. Un calo prolungato delle esportazioni potrebbe inoltre compromettere i piani di diversificazione economica di Mohammed bin Salman, già ridimensionati in alcuni dei progetti più ambiziosi, e contribuire a mantenere il prezzo del petrolio sopra i 100 dollari al barile. La prevista riunione tra Arabia Saudita, altri paesi del Golfo e Iran sul futuro dello stretto di Hormuz è stata infine cancellata da Riyad, mentre la crescente escalation continua a esporre il paese contemporaneamente agli attacchi iraniani e a quelli degli Houthi.

🇺🇦 GUERRA IN UCRAINA: NUOVI ATTACCHI VICINO AI CONFINI NATO, TENSIONI SULLE SANZIONI ALLA RUSSIA E NUOVE MISURE DEGLI STATI UNITI

2) Due attacchi russi con droni hanno colpito la regione ucraina di Volyn, a meno di un chilometro dal confine con la Polonia: uno ha centrato una stazione di servizio a Yahodyn, provocando la temporanea chiusura della frontiera, mentre un altro ha colpito la locomotiva di un treno diretto da Kyiv a Varsavia, evacuato pochi minuti prima dell’impatto. Poco prima era transitato dalla stessa stazione un altro convoglio con a bordo diverse personalità europee, tra cui Boris Johnson, Carl Bildt e, su un treno vicino, l’ex direttore della CIA David Petraeus; la compagnia ferroviaria ucraina ha definito «del tutto plausibile» che il treno diplomatico fosse il vero obiettivo, mentre Mosca ha parlato di un attacco alle infrastrutture ferroviarie. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di aver colpito deliberatamente la locomotiva e il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha definito l’episodio un modo per «bussare alle porte» di UE e NATO. Nella notte successiva, inoltre, due caccia italiani F-2000 della NATO hanno intercettato e abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lituania, vicino a Kaunas: l’origine non è stata accertata, ma Vilnius ritiene possibile una provenienza dalla Bielorussia; l’incursione ha fatto scattare le sirene d’allerta nella capitale e rappresenta il secondo episodio analogo che coinvolge aerei italiani nell’ultimo mese. Sul fronte politico, intanto, la Francia sta bloccando il rinnovo delle sanzioni europee contro la Russia, chiedendo l’esenzione dell’oligarca Alisher Usmanov, sanzionato per i suoi rapporti con Putin e con importanti interessi economici in Russia. Secondo ricostruzioni di media internazionali, la richiesta potrebbe essere legata alla liberazione di due cittadini francesi detenuti in Azerbaigian, anche se Baku nega di voler influenzare le decisioni europee; un possibile compromesso prevede di mantenere Usmanov nella lista, ma di allentare le sanzioni a suo carico. La vicenda preoccupa alcuni funzionari europei perché potrebbe creare un precedente sull’uso delle sanzioni come strumento di negoziazione nazionale. Parallelamente, il presidente statunitense Donald Trump ha firmato una nuova legge sulle sanzioni alla Russia, destinata a colpire soprattutto le esportazioni di petrolio e gas: prevede dazi fino al 100% sulle merci dei principali paesi che importano energia russa, con effetti attesi soprattutto su Cina e India, oltre al congelamento dei beni e al divieto di visto per Putin, membri del governo e comandanti militari russi. La novità è che le misure sono state stabilite dal Congresso, riducendo quindi il margine di discrezionalità del presidente rispetto al passato. Infine, nella notte tra sabato e domenica, l’Ucraina ha lanciato un vasto attacco con centinaia di droni sulla regione di Mosca, causando almeno due morti e sei feriti e colpendo anche una raffineria di petrolio. L’attacco è avvenuto mentre in Russia si concludevano le elezioni parlamentari, e mentre Mosca e Kyiv hanno intensificato i raid contro le rispettive infrastrutture energetiche nonostante l’accordo annunciato da Trump per evitarne il bombardamento.

💳 REVOLUT TRUFFATA CON UNA PEC DELLA PREFETTURA: RUBATI I DATI DI 680 CLIENTI

3) La banca digitale Revolut è stata vittima di una sofisticata truffa informatica che ha portato alla consegna dei dati personali e finanziari di 680 clienti, tra cui informazioni sui passaporti, indirizzi di residenza, conti bancari e transazioni. I criminali del gruppo IAmNotAVillain non hanno violato direttamente i sistemi della banca, ma per mesi si sono spacciati per investigatori utilizzando un indirizzo PEC della Prefettura di Reggio Calabria e, secondo gli esperti di International Cyber Digest, almeno un’altra casella PEC riconducibile al ministero dell’Interno, precedentemente compromessa. Attraverso queste caselle hanno inviato alla sede lituana di Revolut richieste apparentemente ufficiali, facendo riferimento a una presunta indagine della Procura di Milano e all’ordine europeo di indagine, lo strumento previsto dalla normativa europea che obbliga gli istituti finanziari a fornire determinate informazioni alle autorità. La banca avrebbe assecondato le richieste senza verificare direttamente la loro autenticità, nonostante alcune anomalie, tra cui l’utilizzo di un indirizzo della Prefettura di Reggio Calabria per un’indagine milanese e numeri di protocollo errati; in uno scambio, Revolut arrivò persino a spiegare ai truffatori come correggere l’intestazione delle richieste per ottenere i dati. Le comunicazioni proseguirono per mesi, fino al 24 luglio, quando Revolut confermò di aver inviato la documentazione richiesta, precisando che 169 profili erano gestiti dalla sede britannica e richiedevano una procedura diversa. La società ha dichiarato di aver individuato la frode, di aver informato i clienti e le autorità competenti e che i propri sistemi non sono stati compromessi né sono stati sottratti soldi dai conti. Il gruppo criminale sostiene inoltre di aver sottratto 147 gigabyte di dati da almeno una PEC del ministero dell’Interno, comprendenti documenti interni, chat private di agenti, calendari e altre informazioni personali; la procura di Reggio Calabria ha aperto un’indagine sulla violazione della casella della Prefettura, mentre la polizia postale sta svolgendo accertamenti. Infine, IAmNotAVillain ha chiesto a Revolut un riscatto di 3 milioni di dollari in criptovalute, pari a circa 2,6 milioni di euro, concedendo all’azienda 24 ore a partire dalle 18:30 del 16 settembre per evitare che i dati vengano rivenduti sul dark web.

🇬🇧 SCOZIA, GALLES E IRLANDA DEL NORD UNITI PER L’AUTODETERMINAZIONE: CRESCE LA PRESSIONE SUL REGNO UNITO

4) I leader di Scozia, Galles e Irlanda del Nord si sono incontrati lunedì a Cardiff e hanno firmato un memorandum d’intesa con cui chiedono al governo britannico di prepararsi a possibili cambiamenti costituzionali, ribadendo che ciascuna delle tre nazioni deve poter decidere autonomamente il proprio futuro, anche attraverso eventuali referendum sull’indipendenza o sulla riunificazione con l’Irlanda. È la prima volta che i leader dei tre territori sono contemporaneamente espressione di partiti indipendentisti o favorevoli all’unificazione, nel caso dell’Irlanda del Nord: John Swinney per lo Scottish National Party e Michelle O’Neill per Sinn Féin hanno dichiarato di voler riproporre un referendum, mentre il leader gallese Rhun ap Iorwerth non ha indicato tempi per una consultazione e ha invece chiesto maggiori poteri per il Galles e una collaborazione più stretta tra le tre nazioni. Nel documento i leader hanno sottolineato che «ogni nazione determinerà il proprio futuro a modo suo e secondo i propri tempi» e sostenuto che nessun governo di Westminster dovrebbe poter ostacolare il diritto dei loro popoli a decidere il proprio futuro. Il primo ministro britannico Andy Burnham ha respinto l’ipotesi di una minaccia imminente all’unità del Regno Unito, sostenendo che la sua priorità è ridurre il costo della vita, ma sulla Scozia ha inviato a Swinney una lettera chiarendo che un nuovo referendum è al momento «fuori discussione», dopo aver inizialmente parlato della possibilità di autorizzarlo in presenza di un «chiaro consenso» degli scozzesi. La Scozia aveva già votato sull’indipendenza nel 2014, respingendola con il 55,3 per cento dei voti, mentre nel 2022 la Corte Suprema britannica aveva stabilito che un nuovo referendum non può essere organizzato senza l’approvazione del Parlamento di Westminster. Per l’Irlanda del Nord, invece, l’Accordo del Venerdì Santo del 1998 prevede un referendum sulla riunificazione qualora emergano indicazioni sufficienti che la maggioranza potrebbe sostenerla, una condizione che il governo britannico ritiene al momento non soddisfatta; anche la Repubblica d’Irlanda dovrebbe comunque approvare l’unificazione con un referendum. L’iniziativa è stata contestata dalla vice prima ministra nordirlandese Emma Little-Pengelly, del Democratic Unionist Party, che ha accusato O’Neill di aver strumentalizzato il suo ruolo istituzionale, mentre O’Neill ha replicato che l’accordo riflette «il cambiamento storico» in corso. L’incontro, già programmato prima delle recenti dichiarazioni di Donald Trump a favore di un’Irlanda unita, ha soprattutto un valore politico e simbolico e non produce effetti giuridici immediati; secondo l’analista Nicola McEwen dell’Università di Glasgow, tuttavia, la cooperazione sistematica tra i tre governi regionali potrebbe consentire loro di esercitare maggiore pressione su Westminster e mantenere aperto il dibattito sul futuro di un Regno Unito fondato sul consenso delle sue diverse nazioni.

——————–

Ci sono brevi di ogni tipo, preparatevi 👇

📰 Sabato a CNN, Politico e MS NOW è stato negato l’accesso alla Casa Bianca e sono stati confiscati i badge dei loro giornalisti, dopo che Donald Trump aveva annunciato il divieto accusandole di diffondere notizie false. La decisione, secondo diversi funzionari, è stata improvvisa e si inserisce in un più ampio rapporto conflittuale tra l’amministrazione e i media critici. CNN e MS NOW hanno comunque continuato le riprese dalla strada davanti all’edificio. Le tre testate e altre organizzazioni giornalistiche hanno contestato il provvedimento richiamando il Primo Emendamento e la libertà di stampa.

🇬🇱 Donald Trump ha annunciato un accordo con Danimarca e Groenlandia sul ruolo degli Stati Uniti nell’isola, che dovrebbe essere firmato durante la prossima Assemblea Generale dell’ONU. Trump sostiene che l’intesa garantisca agli USA un controllo permanente sulla sicurezza e impedisca a paesi avversari di avere basi, presenza militare o investimenti strategici senza autorizzazione americana. I governi danese e groenlandese hanno invece sottolineato che l’accordo riconosce la sovranità della Danimarca e il diritto della Groenlandia all’autodeterminazione. Il testo non è ancora pubblico e dovrà essere approvato dai parlamenti di Danimarca e Groenlandia; resta quindi incerto quanto modificherà gli accordi militari già esistenti.

🇸🇾 La decisione del governo siriano di aumentare nuovamente i prezzi del carburante ha provocato le più estese proteste per il carovita dalla fine del regime di Bashar al Assad. Gli aumenti arrivano fino al 40% per il gasolio, al 25% per la benzina e al 9% per il gas da cucina, aggravando un’inflazione vicina al 25%. Il governo attribuisce la misura alle difficoltà di approvvigionamento legate alle guerre regionali e alla chiusura temporanea di una raffineria. Le proteste si sono diffuse in diverse città, mentre il 90% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e il Paese resta fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio.

🇩🇿 L’Algeria ha interrotto i rapporti diplomatici con gli Emirati Arabi Uniti, accusandoli genericamente di azioni «provocatorie» e «ostili» e sostenendo che siano esauriti gli strumenti per preservare le relazioni bilaterali. Al diplomatico emiratino è stato ordinato di lasciare il Paese entro 48 ore. I due Stati hanno posizioni divergenti su Israele, con Abu Dhabi favorevole alla normalizzazione dei rapporti, e sul Sahara Occidentale, dove gli Emirati sostengono il Marocco mentre l’Algeria appoggia il Fronte Polisario.

📤 La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il ricorso dell’amministrazione Trump contro le norme che limitavano la gestione del voto per posta, confermando la decisione di una giudice federale del Massachusetts. L’ordine presidenziale avrebbe imposto nuovi requisiti all’USPS e modificato le procedure di distribuzione delle schede, a poche settimane dalle elezioni di metà mandato. Solo due dei nove giudici hanno sostenuto il ricorso dell’amministrazione. La Casa Bianca potrebbe comunque tentare altre strade per ostacolare il voto per posta.

🇪🇸 Il governo italiano ha prorogato di altri 15 giorni i controlli di frontiera con la Spagna, introdotti ad agosto in seguito alla crisi migratoria a Ceuta. I controlli riguardano concretamente i documenti dei passeggeri in arrivo dalla Spagna via nave o aereo e sono motivati dal governo con rischi per la sicurezza interna e possibili infiltrazioni terroristiche. La misura rientra nelle possibilità previste da Schengen in caso di grave minaccia e non costituisce una sospensione del trattato. Madrid aveva già risposto in passato con controlli analoghi sui viaggiatori provenienti dall’Italia.

🇹🇷 La polizia turca ha arrestato oltre 160 persone durante perquisizioni in locali e associazioni LGBTQ+ in 15 province, nell’ambito dell’operazione governativa “La mia famiglia è al sicuro”. Le autorità hanno contestato accuse di prostituzione e oscenità e avviato procedimenti contro nove associazioni e 13 aziende. L’operazione si inserisce nelle crescenti pressioni governative sulla comunità LGBTQ+ e nel piano “Decennio della famiglia e della popolazione”. Secondo Kaos GL, nel fine settimana sono stati inoltre bloccati decine di siti e account social legati ad attivisti e gruppi LGBTQ+.

🚀 Gli Stati Uniti hanno ammesso per la prima volta di possedere armi in orbita per il controllo dello Spazio, capaci di difendere le forze americane da azioni ostili, senza specificarne natura, capacità o data di dispiegamento. Secondo la Space Force, queste capacità possono includere sistemi per disturbare, danneggiare o distruggere infrastrutture spaziali avversarie. L’annuncio arriva mentre l’amministrazione Trump accelera il progetto Golden Dome, che prevede anche intercettori nello Spazio contro missili balistici, ipersonici e da crociera. I primi sistemi destinati agli intercettori sarebbero pronti per i test in volo.

🇪🇺 Durante il discorso sullo stato dell’Unione, Ursula von der Leyen ha proposto al Canada di creare un’«alleanza per il futuro» e di diventare il primo «membro associato» dell’UE, uno status al momento non previsto dai trattati europei. La collaborazione potrebbe riguardare economia, manifattura, tecnologia, difesa e sicurezza nell’Artico. La proposta riflette i crescenti rapporti tra Canada e UE e la volontà canadese di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, anche a causa delle tensioni sui dazi. Il primo ministro Mark Carney ha accolto favorevolmente l’avvicinamento, definendo più volte il Canada il «paese più europeo tra quelli che non stanno in Europa».

🇮🇳 Durante il vertice dei BRICS a New Delhi, i leader dei principali Paesi membri e di altri Stati partecipanti hanno ribadito l’idea di un gruppo capace di rappresentare un’alternativa economica e politica all’Occidente. Il documento finale è rimasto però generico, riflettendo le profonde divergenze tra i Paesi su temi come Ucraina, Medio Oriente e rapporti con gli Stati Uniti. Narendra Modi ha sostenuto che i BRICS debbano diventare sempre più «artefici delle regole», pur precisando che il gruppo non è in opposizione a nessuno. L’incontro ha inoltre offerto a Russia e Iran l’occasione di mostrare di non essere isolati internazionalmente.

🇽🇰 Le Camere Specializzate del Kosovo hanno condannato a 25 anni di carcere l’ex presidente Hashim Thaçi per crimini di guerra commessi durante il conflitto in Kosovo. Thaçi, insieme ad altri tre ex membri dell’UÇK, è stato ritenuto responsabile di arresti e detenzioni illegali, torture, trattamenti crudeli e omicidi; Thaçi è stato giudicato colpevole di 96 omicidi. Gli imputati sono stati invece assolti dalle accuse di crimini contro l’umanità, poiché i giudici non hanno ritenuto provato un attacco «diffuso o sistematico» contro la popolazione civile. Il verdetto ha provocato manifestazioni di protesta sia in Kosovo sia all’Aia.

🚗 Il governo ha stimato in 14,5 milioni le auto che potrebbero beneficiare nel 2027 dell’esenzione dal bollo, prevista per i veicoli con potenza inferiore a 80 kW e potenzialmente per le moto. L’esenzione sarà però una sola per proprietario, quindi chi possiede più veicoli potrà applicarla soltanto al bollo meno costoso. L’impatto effettivo dovrebbe riguardare circa un terzo del gettito complessivo, pari a circa 2,3 miliardi di euro, mentre il 70% citato dal governo considera le auto potenzialmente interessate senza tenere conto della situazione dei singoli proprietari. La soglia di 80 kW corrisponde a circa 109 cavalli e interessa numerose city car, utilitarie e piccoli crossover, ma non necessariamente tutte le versioni degli stessi modelli.

💻 OpenAI ha reso pubblici sei episodi di comportamento anomalo osservati durante i test dei propri sistemi nell’ultimo anno, senza conseguenze gravi ma indicativi della capacità dei modelli di aggirare alcune limitazioni per raggiungere gli obiettivi assegnati. Tra i casi figurano modelli che hanno inserito istruzioni nascoste per ignorare regole di sicurezza, inventato dati mancanti o caricato online file locali senza autorizzazione. Un altro modello sperimentale era riuscito persino a uscire dall’ambiente di test, navigare online e attaccare Hugging Face. OpenAI ha annunciato maggiore trasparenza e rapidità nelle segnalazioni, mentre resta aperto il dibattito sulla possibilità di affidare la sicurezza dell’AI alla sola autoregolamentazione delle aziende. Non è tutto però; durante un test di sicurezza condotto con Irregular, il modello di intelligenza artificiale Gemini di Google è riuscito a infiltrarsi nei sistemi di tre aziende. In un caso ha indovinato ripetutamente una password fino ad accedere al sistema; negli altri due ha trovato le credenziali in un archivio pubblico. Google, informata dell’accaduto già a luglio, ha ritenuto di non doverlo rendere pubblico perché non si erano verificati danni e Gemini aveva interrotto l’azione dopo aver verificato di essere entrato nei sistemi reali. L’episodio si aggiunge a casi analoghi che hanno coinvolto altri modelli e viene citato come esempio dei rischi legati agli agenti AI autonomi.

🇧🇴 Bolivia e Paraguay hanno completato la demarcazione del loro confine comune dopo 88 anni di negoziati, definendo anche l’ultimo tratto alla confluenza dei fiumi Negro e Paraguay. Il confine, lungo circa 742 chilometri, era stato suddiviso in dieci sezioni e l’ultima è stata mappata anche attraverso l’uso di droni e il confronto dei dati tecnici dei due Paesi. Il processo era iniziato dopo la Guerra del Chaco (1932-1935), combattuta per il controllo della regione del Chaco. Secondo il ministero degli Esteri paraguaiano, Bolivia e Paraguay sono ora gli unici due Paesi sudamericani con confini interamente demarcati, senza controversie o vuoti cartografici.

🇫🇯 Le Fiji hanno dichiarato lo stato di emergenza nazionale per la diffusione dell’HIV: la stima è passata da una persona sieropositiva ogni 167 adulti cinque anni fa a una ogni 60 oggi. Nel 2025 sono state registrate 2.060 nuove diagnosi, 59 infezioni tra neonati e 117 decessi, mentre soltanto il 22% delle persone sieropositive ha avuto accesso alle terapie antiretrovirali. Tra i fattori indicati figurano la condivisione di siringhe, la difficoltà di procurarsi materiale sterile, i rapporti sessuali non protetti e lo stigma sociale. Il governo ha annunciato un piano che prevede PrEP gratuita e distribuzione di siringhe sterili, invitando inoltre la popolazione a sottoporsi ai test.

🇺🇸 La Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse di 0,25 punti percentuali, portandoli al 3,75-4%, nel primo rialzo dal 2023. La decisione è arrivata mentre l’inflazione statunitense, al 3,4% ad agosto, resta sopra l’obiettivo del 2%, anche a causa dei rincari energetici legati alla guerra in Medio Oriente. L’aumento dei tassi mira a limitare la trasmissione dei rincari energetici agli altri prezzi, ma può rendere più costosi mutui e prestiti e rallentare la crescita. La scelta rappresenta inoltre un segnale di indipendenza della Fed rispetto a Donald Trump, che si è sempre opposto all’aumento dei tassi e aveva criticato duramente il precedente governatore Jerome Powell.

🇯🇵 La banca centrale giapponese ha alzato i tassi dall’1% all’1,25%, il livello più alto dal 1995, per contrastare l’inflazione. L’aumento arriva dopo anni caratterizzati da tassi prossimi allo zero e da stagnazione o deflazione, mentre l’inflazione recente è stata alimentata soprattutto dall’aumento dei prezzi energetici. Gli Stati Uniti sostengono un rafforzamento dello yen, anche per tutelare il valore dei loro titoli di Stato detenuti dal Giappone. La prima ministra Sanae Takaichi preferirebbe invece mantenere tassi bassi per sostenere la crescita, mentre l’inflazione è rimasta poco sotto il 2%, ma soprattutto per fattori esterni.

⚽ È morto a 83 anni Sandro Mazzola, storico campione dell’Inter e della Nazionale italiana, con cui vinse quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e gli Europei del 1968. Fu protagonista della Grande Inter degli anni Sessanta, segnando 7 gol nella Coppa dei Campioni 1964 e 17 in campionato nel 1965; in Nazionale arrivò anche alla finale dei Mondiali 1970. Figlio di Valentino Mazzola, simbolo del Grande Torino, riuscì a costruire una propria identità sportiva, diventando uno dei giocatori italiani più rappresentativi della sua epoca. Celebre fu anche la rivalità, soprattutto mediatica, con Gianni Rivera, con cui condivise la gestione della Nazionale durante il Mondiale del 1970. Tra i momenti più ricordati della sua carriera figurano la doppietta nella finale di Coppa dei Campioni 1964 contro il Real Madrid e il gol dopo soli 13 secondi nel derby contro il Milan del 1963.

🎤 Il rapper Macklemore è stato escluso dal Loop Tour di Ed Sheeran dopo aver espresso dal palco il proprio sostegno alla Palestina e pronunciato lo slogan «Palestina libera». Sheeran ha dichiarato di essere contrario al conflitto ma di voler mantenere una posizione pubblicamente neutrale, precisando che la decisione sull’esclusione è stata presa dal promotore e dalle sedi dei concerti. Dopo il licenziamento di Macklemore, anche alcuni musicisti che accompagnavano Sheeran, tra cui Finneas, Aaron Rowe e i Beoga, hanno lasciato il tour contestando quella che hanno definito una forma di censura. Il proprietario del Gillette Stadium, Robert Kraft, ha confermato di aver impedito l’esibizione di Macklemore citando anche una precedente controversia legata ad accuse di retorica antisemita.

Alla prossima 👋

Condividi articolo su:

Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo