Nuovi attacchi reciproci tra USA e Iran. | La Corte Suprema americana si esprime su diverse materie, e Trump… | Scisma in atto nella Chiesa Cattolica.

Si si si questa settimana un giornetto prima. Non fa niente.

Stavolta arriviamo con qualche ora di anticipo, ma sempre con gli occhi puntati su quanto accade nel mondo. E, come ben sappiamo, quasi mai restiamo a bocca asciutta. E quindi sorbiamoci le novità provenienti dalla guerra tra Iran e USA, le ultime dalla Corte Suprema americana, il terremoto (metaforico) che ha visto coinvolta la Chiesa Cattolica e le conseguenze del terremoto (reale) che ha colpito il Venezuela.

Mi sono perso in chiacchiere. Andiamo 👇

🇮🇷 IRAN – USA: NUOVI ATTACCHI RECIPROCI MINANO LA TREGUA DEL 18 GIUGNO. IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

1) La fragile tregua raggiunta il 18 giugno tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente è entrata in una nuova fase di tensione dopo una serie di attacchi reciproci che, pur non configurando al momento una ripresa del conflitto su larga scala, evidenziano la profonda distanza tra le due parti sui nodi ancora irrisolti dei negoziati. La nuova escalation è iniziata lo scorso giovedì sera, quando l’Iran, attraverso i Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ha colpito con un drone la nave portacontainer Ever Lovely della compagnia taiwanese Evergreen Marine mentre attraversava lo stretto di Hormuz lungo una rotta vicina alle coste dell’Oman, ritenuta non autorizzata dalle autorità iraniane. Poche ore prima dell’attacco, i Guardiani della Rivoluzione avevano infatti intimato alle navi commerciali di utilizzare esclusivamente le rotte controllate dall’Iran lungo la propria costa settentrionale, confermando la volontà di Teheran di mantenere il controllo operativo sul traffico marittimo nello stretto.

In risposta, venerdì sera e successivamente sabato, le forze armate statunitensi, attraverso il comando per il Medio Oriente (CENTCOM), hanno condotto una serie di attacchi aerei mirati contro obiettivi militari iraniani, colpendo depositi di missili e droni, sistemi radar costieri, infrastrutture di sorveglianza, sistemi di comunicazione e postazioni di difesa aerea, in particolare nel sud dell’Iran e nelle aree insulari vicine allo stretto di Hormuz; secondo le informazioni diffuse, gli attacchi non avrebbero provocato vittime.

La risposta iraniana è arrivata tra sabato e domenica, quando Teheran ha annunciato di aver lanciato missili e droni contro otto obiettivi militari statunitensi nella regione del Golfo Persico, in particolare contro installazioni della Quinta Flotta americana in Bahrein e contro la base di Ali Al Salem in Kuwait.

Dopo questi episodi, entrambe le parti si sono accusate reciprocamente di aver violato il cessate il fuoco in vigore da aprile, pur continuando a ribadire la volontà di proseguire i negoziati per un accordo definitivo. Secondo fonti del Dipartimento della Difesa statunitense citate dal New York Times, le operazioni americane sono state volutamente limitate e non rappresentano l’avvio di una nuova campagna militare contro l’Iran, anche perché una ripresa del conflitto su vasta scala non appare attualmente nell’interesse né di Washington né di Teheran.

Rimane tuttavia irrisolta la questione dello stretto di Hormuz, diventata uno dei principali punti di scontro diplomatico e strategico: dall’inizio della guerra l’Iran esercita un controllo diretto sul passaggio marittimo, imponendo di fatto restrizioni e pedaggi al traffico navale, una condizione che gli Stati Uniti considerano inaccettabile e contraria al principio della libera navigazione. Prima del conflitto, attraverso lo stretto transitava circa il 20 per cento delle esportazioni mondiali di petrolio e di gas naturale liquefatto; la sua parziale chiusura e l’instabilità della regione hanno già provocato una grave crisi energetica internazionale, contribuendo a un forte aumento dei prezzi dell’energia e di numerose altre materie prime.

🇺🇸 USA: LA CORTE SUPREMA SI ESPRIME SULLE AGENZIE FEDERALI INDIPENDENTI, SUL VOTO PER CORRISPONDENZA E LO IUS SOLI

2) La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una serie di sentenze di grande rilevanza politica e istituzionale che definiscono alcuni dei limiti e delle prerogative del secondo mandato di Donald Trump. In una prima decisione, favorevole all’amministrazione, la Corte ha ampliato i poteri presidenziali di rimozione dei vertici delle agenzie federali indipendenti, superando di fatto le restrizioni derivanti da una storica sentenza del 1935: il caso riguardava il licenziamento di Rebecca Slaughter dalla Federal Trade Commission, ma la decisione ha effetti più ampi, legittimando la possibilità per il presidente di sostituire dirigenti nominati dal Congresso anche in organismi incaricati di vigilare sull’operato del governo in settori sensibili come la concorrenza, la sicurezza pubblica, la ricerca scientifica, le comunicazioni e la regolamentazione finanziaria. La Corte ha però contemporaneamente tracciato un limite significativo a questa espansione dei poteri presidenziali, stabilendo che la particolare autonomia della Federal Reserve merita una tutela speciale: i giudici hanno infatti confermato la sospensione del tentativo di Trump di rimuovere Lisa Cook dal Consiglio direttivo della banca centrale, respingendo almeno temporaneamente la strategia con cui il presidente aveva cercato di estendere la propria influenza anche sulla politica monetaria. La decisione non entra nel merito delle accuse rivolte a Cook né esclude in assoluto la possibilità di rimuovere un governatore della Fed, ma riafferma il principio dell’indipendenza delle banche centrali, considerato uno dei pilastri della stabilità economica contemporanea, dopo mesi di tensioni tra Trump e la Federal Reserve, culminate anche negli attacchi al presidente uscente Jerome Powell.

La Corte ha inoltre inflitto un’altra sconfitta all’amministrazione sul tema del voto per corrispondenza, confermando la validità della normativa del Mississippi che consente di conteggiare le schede spedite entro il giorno delle elezioni e ricevute fino a cinque giorni dopo; la decisione, sostenuta anche da due giudici conservatori, rafforza implicitamente la legittimità di sistemi analoghi adottati in almeno altri diciotto stati e rappresenta un precedente importante in vista delle elezioni di metà mandato del prossimo novembre.

Ancora più rilevante è stata poi la sentenza con cui la Corte Suprema ha definitivamente respinto l’ordine esecutivo firmato da Trump il 20 gennaio 2025 per limitare il principio della birthright citizenship, confermando che chiunque nasca negli Stati Uniti acquisisce automaticamente la cittadinanza americana indipendentemente dallo status migratorio dei genitori. La decisione, approvata con una maggioranza di 5 giudici contro 4 e sostenuta anche da due magistrati conservatori, riafferma l’interpretazione consolidata del Quattordicesimo Emendamento della Costituzione, introdotto nel 1868 per garantire la cittadinanza ai discendenti degli schiavi liberati e successivamente esteso dalla stessa Corte Suprema nel 1898 a tutte le persone nate sul territorio statunitense. I giudici hanno così respinto la tesi dell’amministrazione Trump secondo cui i figli di immigrati irregolari o di persone presenti temporaneamente nel paese non sarebbero “soggetti alla giurisdizione” degli Stati Uniti e quindi non avrebbero diritto alla cittadinanza. La sentenza ha un impatto potenzialmente enorme: secondo il Migration Policy Institute, ogni anno circa 250mila bambini nascono negli Stati Uniti da genitori privi di permesso di soggiorno, e alcuni di loro avrebbero rischiato di diventare apolidi qualora il provvedimento fosse entrato in vigore.

La decisione evita inoltre conseguenze amministrative molto più ampie, poiché l’abolizione dello ius soli avrebbe modificato il valore legale del certificato di nascita come prova di cittadinanza per tutti gli americani, complicando procedure fondamentali come l’iscrizione alle liste elettorali, l’accesso al lavoro, ai mutui e al servizio militare in un paese dove i documenti di identità obbligatori non esistono. Trump ha definito la sentenza “un peccato” e ha ribadito il proprio sostegno a un’eventuale abolizione legislativa dello ius soli, ma le maggioranze richieste per modificare la Costituzione o superare l’ostruzionismo parlamentare rendono, almeno allo stato attuale, un cambiamento di questo tipo politicamente molto improbabile.

✝️ UNA NUOVA CRISI LEFEBVRIANA RIAPRE LO STRAPPO CON LA CHIESA CATTOLICA: IN ATTO SCISMA E SCOMUNICA

3) La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consumato un nuovo e formale strappo con la Chiesa cattolica dopo aver proceduto, a Ecône, in Svizzera, alla consacrazione di quattro nuovi vescovi senza mandato pontificio e nonostante l’esplicito appello del Papa a sospendere la cerimonia. La consacrazione è stata celebrata dal vescovo spagnolo Alfonso de Galarreta, con il co-consacrante Bernard Fellay, entrambi già protagonisti della storica crisi lefebvriana del 1988. I quattro nuovi vescovi consacrati sono Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. A poche ore dalla cerimonia, il Dicastero per la dottrina della fede, guidato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, ha emanato il decreto che dichiara i sei vescovi coinvolti incorsi “ipso facto” nella scomunica “latae sententiae”, qualificando le consacrazioni come un “atto di natura scismatica” compiuto “senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice”. Il Vaticano ha inoltre invitato i fedeli a mantenere la piena comunione con il Papa e con i vescovi a lui uniti, esortandoli ad astenersi dalla partecipazione alle celebrazioni e alle attività della Fraternità.

La vicenda rappresenta l’ultimo capitolo di una frattura che coinvolge gli ultimi quattro pontificati. La Fraternità San Pio X fu fondata nel 1970 a Friburgo da Marcel Lefebvre, figura di riferimento dell’opposizione cattolica tradizionalista alle riforme del Concilio Vaticano Secondo, contestate in particolare per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso, il maggiore coinvolgimento dei laici e la sostituzione della liturgia esclusivamente in latino con le lingue nazionali. Il 30 giugno 1988 Lefebvre consacrò senza autorizzazione pontificia Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta, provocando la scomunica decretata da Giovanni Paolo II, che definì il gesto un “atto di disobbedienza” e un “atto scismatico”. Nel gennaio 2009 Papa Benedetto XVI revocò la scomunica ai quattro vescovi nel tentativo di favorire una riconciliazione, una decisione che suscitò forti polemiche internazionali quando emerse che Williamson aveva espresso posizioni negazioniste sull’Olocausto. Nonostante gli sforzi della Pontificia Commissione Ecclesia Dei e i successivi tentativi di dialogo, protrattisi dai pontificati di Papa Paolo VI fino a quello di Papa Francesco, la piena riconciliazione non è mai stata raggiunta; nel 2019 Francesco ha soppresso la commissione Ecclesia Dei trasferendo il dossier al Dicastero per la Dottrina della Fede.

Nel decreto pubblicato dopo le nuove consacrazioni, il Vaticano afferma che tutti i tentativi di ricondurre la Fraternità alla piena comunione ecclesiale si sono rivelati “vani” e che la situazione si è aggravata con le recenti ordinazioni episcopali, configurando formalmente il delitto di scisma. La Santa Sede ha inoltre precisato che i fedeli laici che aderiranno formalmente alla Fraternità approvandone la rottura con Roma saranno anch’essi considerati scismatici e incorreranno nella scomunica, mentre le singole situazioni saranno valutate caso per caso per coloro che partecipano occasionalmente alle attività del movimento senza condividerne integralmente le posizioni. Il Dicastero ha inoltre ribadito che i ministri della Fraternità amministrano i sacramenti in modo illecito e ha dichiarato invalidi il sacramento della penitenza e i matrimoni celebrati sotto la loro autorità. Contestualmente, il Vaticano ha riaffermato la disponibilità ad accogliere “con sincero affetto e viva sollecitudine” quanti desiderassero rientrare nella piena comunione con la Chiesa cattolica. Oggi la Fraternità San Pio X conta circa 733 sacerdoti, due vescovi prima delle nuove consacrazioni, 145 fratelli professi, 250 suore oblate, 268 seminaristi e circa mezzo milione di fedeli nel mondo; dal 2018 è guidata dal sacerdote italiano Davide Pagliarani e continua a rappresentare il principale riferimento del tradizionalismo cattolico contrario alle riforme conciliari.

🇻🇪 VENEZUELA: MENTRE SI SCAVA TRA LE MACERIE, L’OPPOSIZIONE ACCUSA IL GOVERNO SULLA GESTIONE DEGLI AIUTI

4) Il regime venezuelano guidato ad interim da Delcy Rodríguez avrebbe sfruttato l’emergenza provocata dal doppio terremoto per consolidare il proprio potere e rinviare ulteriormente una transizione politica. Il governo ha centralizzato la gestione degli aiuti, ostacolando le iniziative dell’opposizione e imponendo che le donazioni transitassero esclusivamente attraverso le strutture ufficiali. La risposta all’emergenza è stata criticata per la carenza di mezzi e per la situazione già precaria degli edifici crollati, mentre Rodríguez è stata contestata pubblicamente a Caracas, evento raro nel contesto repressivo venezuelano. Le autorità hanno inoltre limitato l’accesso alle aree più colpite, impedendo l’arrivo di numerosi volontari. L’opposizione, guidata da María Corina Machado, accusa il governo di utilizzare la tragedia per ottenere maggiore legittimazione interna e internazionale, anche attraverso l’accettazione di aiuti da governi precedentemente ostili al chavismo. Organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato il mancato rilascio dei prigionieri politici e contestato la trasparenza dei dati ufficiali sulle vittime, stimate dal governo in almeno 1.719. Sul piano politico, Rodríguez continua a promuovere un’immagine di unità nazionale e a presentarsi come figura indispensabile per una futura transizione, nonostante i sondaggi le attribuiscano un consenso molto limitato rispetto a Machado. Resta inoltre irrisolta la questione della sua legittimità istituzionale, poiché sono scaduti i termini costituzionali previsti per la presidenza ad interim senza che siano state convocate nuove elezioni.

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Brevi molto succose, non perdetevele 👇

🇺🇦 Un massiccio attacco condotto dalla Russia nella notte tra mercoledì e giovedì ha colpito la capitale ucraina Kiev con missili e droni, causando almeno 13 morti, oltre 30 feriti e ingenti danni a edifici e infrastrutture. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva anticipato la possibilità di un attacco durante una visita a Dublino, interrompendo il viaggio per rientrare nel Paese. Secondo le autorità militari di Kiev, i bombardamenti hanno colpito aree residenziali, provocando numerose vittime civili e diversi incendi, oltre a danneggiare un deposito di ambulanze. Si tratta del primo attacco di questa portata sulla capitale dopo oltre due settimane, in un contesto di stallo sul fronte. Nelle ultime settimane la Russia aveva concentrato le proprie operazioni nell’Ucraina orientale, registrando alcuni progressi a Kostyantynivka, area strategica per il controllo del Donbas. Parallelamente, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio contro infrastrutture energetiche e industriali russe, nel tentativo di ridurre le capacità economiche e militari di Mosca.

📦 Dal 1° luglio l’Unione Europea ha introdotto un dazio forfettario di 3 euro sugli articoli acquistati da Paesi extra-UE con valore inferiore a 150 euro, misura approvata dall’ECOFIN per contrastare la concorrenza dei prodotti a basso costo, soprattutto provenienti dalla Cina. Il contributo sarà applicato in base alla classificazione doganale dei singoli prodotti: articoli con codici diversi all’interno dello stesso pacco potranno quindi generare più addebiti. La misura, che interesserà principalmente gli acquisti online su piattaforme come Shein, AliExpress e Temu, resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, quando entreranno in vigore i normali dazi doganali supportati dal nuovo sistema digitale europeo per le dogane dell’e-commerce. Dal 1° novembre sarà inoltre introdotta una handling fee europea di 2 euro per ogni spedizione, destinata a coprire i costi di gestione doganale. Nel frattempo, il contributo nazionale italiano di 2 euro per pacco, inizialmente previsto dal 1° luglio e poi rinviato al 1° ottobre, rischia di essere abolito prima ancora di entrare effettivamente in vigore a causa della sovrapposizione con la nuova tariffa europea.

🇮🇱 Israele e Libano hanno firmato a Washington D.C., con la mediazione degli Stati Uniti, un accordo di principio volto a rafforzare il cessate il fuoco in vigore da aprile e a porre le basi per una pace duratura. L’intesa prevede il graduale ritiro delle forze israeliane da alcune aree del sud del Libano, subordinato allo smantellamento delle infrastrutture di Hezbollah, che non ha partecipato ai negoziati né sottoscritto l’accordo. Al momento, tuttavia, l’intesa non modifica concretamente l’andamento del conflitto: nonostante il cessate il fuoco concordato il 19 giugno tra Israele e Hezbollah, gli attacchi reciproci sono proseguiti e permangono profonde divergenze sulle condizioni del ritiro israeliano dal sud del Libano.

🇧🇫 La giunta militare del Burkina Faso, guidata da Ibrahim Traoré, ha annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche con la Francia, accusata di interferire negli interessi del paese. Ex colonia francese fino al 1960, il Burkina Faso aveva mantenuto rapporti stretti con Parigi, deterioratisi però dopo il colpo di Stato del 2022. Da allora, Traoré ha adottato una politica ostile ai paesi occidentali, avvicinandosi in particolare alla Russia, impegnata da anni ad ampliare la propria influenza nel continente africano.

🚅 Trenitalia ha comunicato di aver subito un attacco informatico che ha consentito a soggetti non autorizzati di accedere a dati personali di alcuni clienti, senza però compromettere credenziali di accesso o informazioni di pagamento. I dati coinvolti comprendono informazioni anagrafiche e di contatto, estremi dei documenti di identità, codici delle carte fedeltà, eventuali dati del datore di lavoro e dettagli relativi ai biglietti acquistati. L’azienda ha informato direttamente i clienti interessati, avvertendoli del rischio di possibili tentativi di phishing o comunicazioni fraudolente legate ai loro viaggi. Trenitalia ha raccomandato di prestare attenzione a richieste sospette di dati personali o finanziari e ha ricordato che non richiede password o dati di pagamento tramite contatti diretti. Ha inoltre indicato una procedura dedicata per richiedere ulteriori chiarimenti sull’accaduto.

🇩🇪 Sei persone sono state uccise a colpi di arma da fuoco in un centro per madri con figli a Stade, nel nord della Germania, mentre diverse altre sono rimaste ferite. Secondo la polizia, le vittime erano tutte adulte e lavoravano nella struttura. Il principale sospettato è un uomo tedesco di origine turca di 45 anni, proveniente da Hannover, che si sarebbe recato nel centro per discutere della custodia della figlia, presente sul posto insieme alla madre ma rimasta illesa. Le autorità ritengono che il movente sia legato a questioni familiari e hanno riferito di aver inizialmente arrestato anche altre due persone.

🇪🇸 In Spagna, circa 1,3 milioni di immigrati irregolari hanno presentato domanda di regolarizzazione entro il termine del 30 giugno, un numero molto superiore alle stime iniziali del governo di Pedro Sánchez, che prevedeva circa 500mila richieste. La misura, approvata ad aprile, consente agli stranieri arrivati irregolarmente prima del 31 dicembre 2025 e privi di precedenti penali di ottenere un permesso di soggiorno e lavoro annuale, rinnovabile. Il governo ha difeso l’iniziativa come uno strumento di tutela, integrazione e crescita economica, stanziando anche 500 milioni di euro per favorire l’inserimento dei beneficiari. La procedura ha registrato iniziali difficoltà organizzative e potrebbe incontrare ulteriori ritardi amministrativi. Si tratta della settima regolarizzazione straordinaria in Spagna e della più ampia mai realizzata. La misura, sostenuta da associazioni, Chiesa e imprese, ha però provocato forti divisioni politiche e istituzionali, con ricorsi presentati da alcuni governi regionali e la possibilità che la sua compatibilità con il diritto europeo venga esaminata dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea.

📈 La società tecnologica italiana Bending Spoons ha debuttato alla borsa di New York raccogliendo 1,68 miliardi di dollari attraverso la vendita di 58 milioni di azioni a 29 dollari ciascuna; al termine della prima giornata di contrattazioni il titolo ha chiuso a 40,50 dollari, portando la valutazione dell’azienda da 18,4 a circa 25,7 miliardi di dollari. Fondata a Milano nel 2013, l’azienda ha costruito il proprio modello di business sull’acquisizione e sulla ristrutturazione di app e servizi digitali in difficoltà o ritenuti inefficienti, reinvestendo i profitti in nuove acquisizioni. Tra le oltre 50 società rilevate figurano Evernote, WeTransfer, Vimeo ed Eventbrite. Pur essendo diventata una delle realtà tecnologiche più rilevanti e attrattive d’Italia, Bending Spoons è stata anche oggetto di critiche per la gestione delle aziende acquisite. Nel 2025 ha registrato ricavi per 1,31 miliardi di dollari e una lieve perdita netta di 204mila dollari, dichiarando 500 milioni di utenti attivi mensili e 9 milioni di utenti paganti.

🎮 La giapponese Sony ha annunciato che, a partire da gennaio 2028, non produrrà più dischi fisici per i nuovi videogiochi destinati a PlayStation, che saranno distribuiti esclusivamente in formato digitale tramite il negozio online o attraverso confezioni contenenti un codice per il download. L’azienda ha motivato la scelta con il cambiamento delle abitudini dei consumatori, sempre più orientati verso il digitale. Secondo il report aziendale pubblicato nel 2025, nel 2024 i giochi su supporto fisico hanno rappresentato solo il 3% delle vendite della divisione videogiochi di Sony, mentre quelli digitali il 20%. Gli esperti stimano che oggi l’80% dei giochi per PlayStation e il 90% di quelli per Xbox siano venduti in formato digitale. La decisione segue quella di Rockstar Games di distribuire Grand Theft Auto VI senza disco fisico, scelta che ha suscitato discussioni tra gli appassionati anche per l’impossibilità di rivendere il gioco sul mercato dell’usato.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo