L’attacco all’ospedale di Khan Yunis, la Ocean Viking assaltata dalla Guardia Costiera libica, le ultime dall’Ucraina

L’estate sta finendo? Pare proprio di sì.

Salutiamo agosto con una discreta carrellata di notizie. Partiamo, come di consueto, dagli aggiornamenti provenienti da Gaza; passiamo poi alle ultime dagli Stati Uniti (con importanti update su dazi e figure di spicco lasciate a casa), alle vicende della Guardia Costiera libica e – infine – alla situazione in Ucraina.

Non perdiamo altro tempo, cominciamo 👇

🇮🇱 GAZA: ALMENO 20 VITTIME NELL’ASSALTO ALL’OSPEDALE DI KHAN YUNIS. IN ARRIVO NUOVI AIUTI UMANITARI

🇮🇱 GAZA: ALMENO 20 VITTIME NELL’ASSALTO ALL’OSPEDALE DI KHAN YUNIS. IN ARRIVO NUOVI AIUTI UMANITARI

1) Tante novità dal Medioriente, facciamo ordine. L’avanzata dei tank su Gaza City si accompagna a un crescente malcontento in Israele, dove alcuni manifestanti hanno contestato il ministro Ben Gvir al grido di “vergogna”. Sul fronte politico, l’ultradestra guidata da Smotrich invoca l’assedio totale, mentre Benny Gantz ha proposto un “governo per la liberazione degli ostaggi” di durata semestrale, idea respinta da Liberman e Ben Gvir. La situazione si è complicata ulteriormente dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha messo in dubbio il numero di ostaggi vivi, smentito dalle famiglie e dal coordinatore israeliano Gal Hirsh, che ha confermato 20 ostaggi vivi, due in condizioni critiche. Un sondaggio del quotidiano Maariv mostra che il 62% degli israeliani ha perso fiducia nell’esecutivo, con manifestazioni di piazza che chiedono un cambio di rotta. La situazione della popolazione è parecchio precaria. Secondo le autorità sanitarie locali, circa 300mila minori soffrono di malnutrizione. Il capo dell’Unrwa, Philippe Lazzarini, accusa Israele di negare la carestia in corso. Hamas, da parte sua, ha lanciato un appello a un “pellegrinaggio di massa” alla moschea al Aqsa contro le provocazioni dei coloni, alimentando il rischio di nuovi scontri a Gerusalemme. L’esercito israeliano ha intensificato i bombardamenti contro Gaza a partire dallo scorso weekend, colpendo nella notte tra il 23 e il 24 agosto diversi quartieri come Zeitoun, Shejaia e Sabra, dove carri armati hanno distrutto case e strade. Nel campo profughi di Jabalia, a nord, sono stati abbattuti vari edifici, senza che al momento sia noto il numero delle vittime. A inizio agosto il governo israeliano aveva approvato un piano per occupare la città di Gaza, richiamando migliaia di riservisti dal 20 agosto. La città, dove vivono circa un milione di persone, è una delle poche zone della Striscia non ancora sotto il controllo di Israele. Il ministro della Difesa Israel Katz ha confermato il 22 agosto che l’offensiva proseguirà, minacciando la distruzione completa della città se Hamas non si arrenderà e non rilascerà gli ostaggi.

Lunedì mattina l’esercito israeliano ha colpito l’ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza: secondo le autorità locali sono morte almeno 20 persone, tra cui 5 giornalisti. Tra le vittime figurano i fotoreporter Hossam al Masri (Reuters) e Mohammed Salama (Al Jazeera), la giornalista Mariam Abu Daqa (Associated Press), oltre ai freelance Moaz Abu Taha e Ahmed Abu Aziz. Ferito anche Hatem Khaled di Reuters. Video verificati da CNN mostrano due attacchi consecutivi: il primo ha colpito il quarto piano dell’ospedale, il secondo pochi minuti dopo, investendo soccorritori e civili. La protezione civile palestinese ha riferito che almeno un suo operatore è rimasto ucciso. L’episodio è stato descritto come un “double tap”, ossia due colpi mirati sullo stesso obiettivo a breve distanza di tempo. Non è la prima volta che l’ospedale Nasser viene bombardato: già nel febbraio precedente l’esercito israeliano lo aveva preso di mira, accusando Hamas di usarlo come rifugio. Situazioni simili avevano interessato anche altri ospedali, tra cui l’al Shifa di Gaza. Secondo il Committee to Protect Journalists, dal 2023 nella Striscia sono stati uccisi almeno 192 giornalisti. Non è chiaro se l’attacco sia stato condotto con aerei, droni o artiglieria. Fonti anonime dell’esercito israeliano hanno riferito che l’obiettivo fosse una telecamera sul tetto dell’ospedale, usata da Hamas per monitorare i movimenti militari (in realtà era dell’agenzia Reuters). Inizialmente si sarebbe pensato a un drone, ma alla fine l’attacco sarebbe stato eseguito con colpi di carro armato. Non ci sono conferme ufficiali. Il portavoce militare Nadav Shoshani ha annunciato un’indagine interna, ma precedenti promesse simili non hanno avuto sviluppi concreti. Diversi paesi e organizzazioni internazionali hanno condannato l’attacco. In serata il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha diffuso un messaggio di scuse, definendo l’episodio «un tragico incidente». Tra i morti sarebbero stati identificati sei militanti di Hamas, compreso uno coinvolto negli attacchi del 7 ottobre. Lo Stato maggiore ha però richiesto ulteriori indagini, ipotizzando che l’azione sia stata condotta senza autorizzazioni centrali.

In settimana sono continuate le proteste contro la guerra a Gaza: migliaia di manifestanti, guidati dal Forum delle famiglie degli ostaggi, hanno chiesto la fine del conflitto, una tregua con Hamas e il ritorno dei loro cari. Le dimostrazioni hanno paralizzato strade e trasporti, con blocchi, copertoni incendiati e slogan contro il governo, soprattutto contro i ministri dell’ultradestra. A Gerusalemme centinaia di persone hanno marciato verso l’ufficio del premier Netanyahu, mentre il gabinetto di sicurezza si è riunito senza discutere la proposta di tregua avanzata da Hamas e confermando l’intenzione di conquistare Gaza City. La riunione si è conclusa anticipatamente per permettere ai ministri di partecipare a una cena di gala, dove sono stati accolti da nuove contestazioni. Intanto, in Cisgiordania, un’operazione militare israeliana contro presunti finanziamenti di Hamas ha portato al sequestro di denaro e all’arresto di cinque persone, con scontri che hanno provocato 58 feriti secondo la Mezzaluna Rossa, tra cui un tredicenne in gravi condizioni.

Non è tutto. Tra la fine di agosto e l’inizio di settembre partirà dal Mediterraneo la Global Sumud Flotilla, la più grande iniziativa indipendente finora organizzata per portare aiuti umanitari ai civili di Gaza e tentare di rompere l’assedio navale imposto da Israele. Decine di imbarcazioni con delegazioni di attivisti e professionisti provenienti da 44 paesi salperanno da vari porti: la partenza principale è prevista da Barcellona il 31 agosto, altre da Tunisi, Genova e Sicilia. Le barche si incontreranno nel Mediterraneo orientale, con l’obiettivo di raggiungere Gaza e creare un corridoio umanitario, nonostante l’elevata difficoltà dovuta al blocco israeliano. Il blocco navale, attivo da decenni, limita non solo l’accesso delle navi straniere ma anche le attività di pesca dei palestinesi, che dal 2018 non possono allontanarsi oltre 5,6 chilometri dalla costa; dall’inizio della guerra vige un divieto totale di navigazione e persino di balneazione. Iniziative simili, note come Freedom Flotilla, si sono susseguite negli anni ma tutte sono state fermate dalla marina israeliana, talvolta con esiti violenti. Il caso più noto resta quello del 2010, con l’abbordaggio della nave turca Mavi Marmara, durante cui morirono nove attivisti e che provocò una grave crisi diplomatica tra Turchia e Israele. Dal 2010 al 2023 vari tentativi sono stati intercettati, e dall’inizio dell’attuale guerra ci sono già stati tre episodi recenti: la barca Conscience colpita vicino a Malta a maggio 2025, la Madleen abbordata a giugno con a bordo Greta Thunberg, e la Handala fermata a luglio dopo essere partita da Siracusa. La Global Sumud Flotilla nasce dall’unione di quattro organizzazioni internazionali e oltre a portare cibo punta a denunciare le conseguenze del blocco e sensibilizzare l’opinione pubblica affinché eserciti pressioni sui governi. Le iniziative hanno sempre ricevuto sostegno da figure note del mondo dello spettacolo: recentemente da Mark Ruffalo, Susan Sarandon, Greta Thunberg e, in Italia, dal fumettista Zerocalcare e altre personalità.

Sul campo, nella notte tra mercoledì e giovedì, l’esercito israeliano ha condotto un’operazione di terra nella base militare di Kiswah, a circa 20 km da Damasco, con decine di soldati arrivati in elicottero e copertura aerea di caccia israeliani. L’incursione, durata alcune ore, non ha registrato scontri con l’esercito siriano, ma era stata preceduta da droni che avevano ucciso sei soldati. Si tratta della prima operazione così lontana dal confine dalla caduta del regime di Bashar al Assad, rovesciato dal gruppo armato guidato dall’attuale presidente Ahmad al Sharaa. Israele, già nemico storico della famiglia Assad, continua a diffidare del nuovo governo e ha intensificato bombardamenti e raid in Siria per indebolirne le capacità militari, compiendo finora 954 bombardamenti e 421 operazioni di terra. Le precedenti incursioni si erano concentrate nel sud, vicino al Golan, dove Israele ha creato una zona cuscinetto. L’operazione non è stata commentata ufficialmente, ma secondo osservatori potrebbe essere legata alle trattative in corso per un «accordo di sicurezza» tra Israele e Siria, che prevede una zona demilitarizzata tra Damasco e il confine, la protezione della minoranza drusa con un corridoio umanitario e il divieto alla Turchia di armare il governo siriano.

In chiusura, oggi le Forze di Difesa israeliane hanno recuperato a Gaza il corpo di Ilan Weiss, 56 anni, ucciso il 7 ottobre 2023 mentre difendeva il kibbutz Be’eri, e i resti di un altro ostaggio in corso di identificazione presso l’Istituto Forense Abu Kabir. Secondo le fonti israeliane, a Gaza resterebbero ancora 48 ostaggi, di cui venti vivi. Intanto, almeno 30 palestinesi sono stati uccisi nei bombardamenti israeliani delle prime ore del mattino, cinque dei quali nella zona di al-Mawasi, designata come “zona umanitaria sicura”. Altri cinque sono morti e diversi sono rimasti feriti nel quartiere di Tel al-Hawa, mentre a Sudaniya quattro persone sono state uccise in un attacco a una tenda di sfollati. Le forze israeliane hanno annunciato che da oggi la pausa tattica per la distribuzione degli aiuti non sarà più applicata a Gaza City, definita “pericolosa zona di combattimento”, precisando che le operazioni umanitarie continueranno parallelamente alle manovre militari contro le organizzazioni armate nella Striscia.

🇺🇸 USA: L’AMMINISTRAZIONE TRUMP LICENZIA DUE FIGURE CHIAVE. NEL FRATTEMPO, I SERVIZI POSTALI REAGISCONO A NUOVI DAZI

2) Settimana turbolenta in USA. Lunedì il presidente Donald Trump ha ordinato il licenziamento immediato di Lisa Cook, membro del Consiglio dei governatori della Federal Reserve. Si tratta del primo caso di rimozione in 111 anni di storia della banca centrale e sarà oggetto di controversie legali. Trump ha accusato Cook di frode ipotecaria, ma la governatrice non è mai stata incriminata né condannata e sostiene che il provvedimento sia illegittimo. Cook, nominata da Joe Biden nel 2022, è la prima donna afroamericana a far parte del Consiglio. L’indipendenza della Federal Reserve dal potere politico, consolidata dagli anni Ottanta, è considerata cruciale per evitare pressioni elettorali nelle decisioni economiche. Trump, che da tempo cerca di ampliare i poteri presidenziali, è in contrasto con il presidente della Fed, Jerome Powell, soprattutto sulla gestione dei tassi di interesse. La banca centrale ha il compito di mantenere la stabilità dei prezzi e favorire l’occupazione, intervenendo sui tassi di riferimento. Negli ultimi anni questi sono cresciuti per contenere l’inflazione post-pandemia. Trump spinge invece per ridurli, così da stimolare la crescita economica, ma con il rischio di far aumentare i prezzi. Powell e i governatori hanno finora resistito alle pressioni, mentre le minacce di interferenza sulla Fed hanno provocato cali in Borsa. Trump ha più volte ventilato anche il licenziamento di Powell, pur non avendone i poteri. Intanto ha espresso l’intenzione di sostituire Cook con una persona a lui vicina, così da influenzare le future decisioni sui tassi. I membri della Fed restano in carica 14 anni e Cook ha dichiarato di non voler lasciare il suo incarico. Le accuse contro di lei provengono soprattutto da Bill Pulte, direttore della Federal Housing Finance Agency e stretto alleato di Trump, che da tempo ne critica il lavoro. Secondo il Federal Reserve Act, un governatore può essere rimosso solo per negligenza o illecito, condizioni che non sembrano dimostrate in questo caso. L’assenza di precedenti rende incerto l’esito della vicenda. La prossima riunione della Fed, dedicata alle politiche monetarie e ai tassi di interesse, è prevista per il 16 e 17 settembre.

Non è tutto. Anche Susan Monarez, direttrice dei CDC statunitensi, è stata rimossa dal suo incarico dall’amministrazione Trump, lasciando l’agenzia senza guida poiché non è stato nominato alcun successore ad interim. Monarez, confermata dal Senato lo scorso luglio dopo il ritiro della candidatura di Dave Weldon, ha avuto il mandato più breve nella storia dei CDC. Secondo la CNN, il licenziamento sarebbe stato deciso dopo pressioni esercitate dal vice capo dello staff del segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e da una sua collaboratrice, Stefanie Spear. Kennedy aveva chiesto a Monarez di licenziare tre alti funzionari dell’agenzia, ma il suo rifiuto avrebbe portato alla sua rimozione. Monarez si sarebbe inoltre scontrata più volte con Kennedy sulle politiche vaccinali, in particolare su un imminente annuncio che avrebbe potuto collegare i vaccini all’autismo. I legali di Monarez hanno confermato che il licenziamento è avvenuto perché la direttrice non ha voluto approvare «linee guida antiscientifiche» e proteggere interessi politici a scapito della salute pubblica. Robert Kennedy Jr., noto per le sue posizioni antivacciniste, aveva già preso decisioni controverse: a giugno aveva licenziato tutti i 17 membri dell’ACIP, il comitato consultivo sulle immunizzazioni, e in agosto aveva cancellato 430 milioni di euro destinati allo sviluppo di vaccini a mRNA. Dopo l’uscita di Monarez, anche altri dirigenti si sono dimessi, tra cui Debra Houry, che in una lettera ha ribadito che il lavoro dei CDC non deve essere soggetto a pressioni politiche e che i vaccini salvano vite umane, sottolineando come la disinformazione abbia già causato gravi conseguenze, incluso il record di casi di morbillo registrato quest’anno negli Stati Uniti.

In chiusura, un ultimo aggiornamento sui dazi. Da ieri gli Stati Uniti applicheranno i dazi anche alle importazioni di pacchi di valore inferiore a 800 dollari, cancellando l’esenzione legale introdotta anni fa. Restano esclusi solo i regali sotto i 100 dollari e i beni personali portati dai viaggiatori fino a 200 dollari. I dazi corrisponderanno a quelli previsti per il paese di origine, con la possibilità, per i prossimi sei mesi, di applicare un importo fisso tra 80 e 200 dollari a seconda del prodotto. L’annuncio della misura aveva generato incertezza tra i servizi di spedizione, spingendo diverse aziende, tra cui Poste Italiane, a sospendere temporaneamente le spedizioni verso gli USA. La Casa Bianca ha motivato la decisione sostenendo che l’esenzione era usata per aggirare i dazi e facilitava l’ingresso di droghe illegali come il fentanyl. Dal 2015 al 2024 le spedizioni esenti erano passate da 134 milioni a 1,36 miliardi di pacchi. Il provvedimento avrà un impatto significativo sugli acquisti online da piattaforme come Shein e Temu.

🇱🇾 L’ATTACCO SENZA PRECEDENTI DELLA GUARDIA COSTIERA LIBICA ALLA OCEAN VIKING: NESSUN FERITO. INTANTO ALMASRI…

3) Domenica 24 agosto, la nave Ocean Viking dell’ong Sos Méditerranée è stata attaccata in acque internazionali da una motovedetta della cosiddetta Guardia costiera libica, mentre a bordo si trovavano 87 persone soccorse poco prima. L’episodio è stato definito senza precedenti per una nave umanitaria: i colpi, durati circa 20 minuti, sono stati esplosi ad altezza d’uomo e diretti verso l’equipaggio, le strumentazioni di navigazione e le attrezzature di soccorso. La ricostruzione dell’ong riferisce che l’attacco è avvenuto improvvisamente, dopo che la nave aveva già comunicato l’intenzione di lasciare la zona su richiesta della motovedetta. Secondo Sos Méditerranée, solo per caso non ci sono stati feriti: i membri dell’equipaggio si sono sdraiati a terra per ripararsi, mentre i naufraghi sono stati raccolti all’interno di un container. Le immagini del fotografo Max Cavallari testimoniano l’accaduto. I danni stimati includono finestre rotte, antenne distrutte, fori di proiettile sul ponte e il danneggiamento di tre RHIBS, i motoscafi veloci utilizzati per i soccorsi. La Guardia costiera libica è composta da milizie armate, alcune delle quali coinvolte nel traffico di esseri umani, ed è finanziata e addestrata da Italia e Unione Europea per fermare le partenze dalla Libia. In passato aveva già usato armi da fuoco contro pescherecci o per intimidire navi di soccorso, ma mai in modo così diretto contro un’organizzazione umanitaria. Secondo il giornalista Sergio Scandura e il JLProject, la motovedetta utilizzata nell’attacco sarebbe una di quelle fornite dall’Italia nel 2023. Francesco Creazzo, ufficiale di comunicazione di Sos Méditerranée, ha parlato di un’azione deliberata contro soccorritori e naufraghi, definendo l’episodio un miracolo senza feriti. La vicenda evidenzia la complessità dei rapporti tra Italia, Ue e la cosiddetta Guardia costiera libica, accusata da tempo di riportare i migranti intercettati nei centri di detenzione dove sono documentati abusi sistematici.

Restando un attimo in Libia, giovedì scorso l’agenzia di stampa Almasdar ha diffuso un video che mostrerebbe Njeem Osama Almasri, capo della polizia giudiziaria libica accusato dalla Corte penale internazionale di gravi crimini e rimpatriato dall’Italia a gennaio, mentre aggredisce violentemente un uomo a Tripoli. Nel filmato l’aggressore, vestito di bianco, colpisce ripetutamente la vittima, che cade a terra e viene trascinata via, mentre a terra restano macchie di sangue. L’identità di Almasri non è però certa: il volto si vede solo per pochi istanti e le immagini sono poco nitide. L’agenzia ha diffuso anche una foto di Almasri vestito di bianco, ma senza dettagli contestuali. Nonostante i dubbi, diversi giornali italiani hanno rilanciato la notizia, scatenando polemiche politiche e portando all’indagine del tribunale dei ministri nei confronti di Piantedosi, Nordio e Mantovano. Altre fonti, tra cui l’agenzia 17 PRESS, il giornalista libico Khalil Elhassi e la ong Refugees in Libya, parlano di pestaggio più che di omicidio, pur confermando che l’aggressore sarebbe Almasri. Resta incerto se la vittima sia morta, così come il luogo e la data esatta del video.

🇺🇦 UCRAINA-RUSSIA: L’ESERCITO AVANZA A DNIPRO, NUOVI SCONTRI A KIEV, STALLO PER L’UTILIZZO DI ARMI AMERICANE

4) Chiudiamo con le ultime dall’Ucraina e dintorni. Martedì l’esercito russo è entrato nella regione di Dnipro, in Ucraina orientale, conquistando due piccoli centri, Zaporizke e Novoheorhiivka, entrambi con non più di un centinaio di abitanti e privi di rilevanza strategica. È la prima volta in tre anni e mezzo di guerra che le truppe russe avanzano in questa regione, abitata prima del conflitto da oltre tre milioni di persone e seconda area industriale del paese dopo il Donbas. Kiev non ha confermato la perdita dei due villaggi, sostenendo che i combattimenti siano ancora in corso, mentre il sito ucraino DeepState ha riconosciuto l’avanzata. Attualmente la Russia controlla più del 20% del territorio ucraino, comprendente le regioni di Luhansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson, annesse con referendum non riconosciuti dalla comunità internazionale. La regione di Dnipro non è tra quelle rivendicate da Mosca, ma potrebbe costituire un “fronte secondario” o rientrare in eventuali scambi territoriali discussi nei colloqui tra Vladimir Putin e Donald Trump. Le trattative di pace, tuttavia, sono ferme e il regime russo non sembra intenzionato a portarle avanti.

Nella notte tra mercoledì e giovedì la Russia ha lanciato un massiccio attacco aereo contro Kiev e altre città ucraine, causando almeno 21 morti e 63 feriti. L’esercito ucraino ha riferito che sono stati impiegati circa 600 droni e una trentina di missili, che hanno colpito oltre 20 edifici, tra cui un centro commerciale nel centro città, uffici e abitazioni. Le vittime si trovavano soprattutto in un palazzo residenziale di cinque piani nel quartiere di Darnytskyi, completamente distrutto. A Kiev, due missili sono caduti a pochi metri dalla sede della rappresentanza diplomatica dell’Unione Europea, provocando la condanna della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e l’annuncio della convocazione del rappresentante russo da parte dell’Alta rappresentante Kaja Kallas. Anche il Regno Unito ha convocato l’ambasciatore russo Andrey Kelin. Dall’inizio del 2025 la Russia ha intensificato gli attacchi contro le città ucraine: il 29 luglio un bombardamento su Kiev aveva provocato 31 vittime civili.

Al consiglio informale Difesa di Copenaghen, l’Alta rappresentante UE Kaja Kallas ha dichiarato che Vladimir Putin ignora ogni sforzo di pace e che la Russia risponde solo alla pressione. Ha annunciato che è in preparazione il 19esimo pacchetto di sanzioni, con possibili misure su energia, accesso ai capitali e sanzioni secondarie. Kallas ha spiegato che verranno discusse modifiche ai mandati delle missioni europee in Ucraina, sia civili sia di addestramento militare, valutando anche la possibilità di formare soldati ucraini nella parte occidentale del Paese. Ha aggiunto che il dibattito sulle garanzie di sicurezza sarà affrontato solo in futuro, poiché la fine del conflitto non appare vicina. Intanto, l’amministrazione Trump ha approvato una vendita di armi all’Ucraina per 825 milioni di dollari, comprendente missili a lungo raggio, sistemi di navigazione, componenti e supporto tecnico. L’accordo include 3.350 missili Eram (con gittata di 240-400 km) e 3.350 unità Gps, finanziati da alleati Nato come Danimarca, Olanda e Norvegia, oltre che da fondi statunitensi. Secondo il Dipartimento di Stato, la fornitura rafforzerà la sicurezza ucraina e gli obiettivi strategici degli Stati Uniti in Europa. Ma, c’è un grande ma. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, gli Stati Uniti vieterebbero da mesi all’Ucraina di utilizzare i missili ATACMS per colpire obiettivi in territorio russo, senza comunicazioni ufficiali. Un meccanismo di controllo, istituito dal sottosegretario alla politica della Difesa Elbridge Colby, obbligherebbe Kiev a chiedere il permesso per ogni attacco, estendendo questa restrizione anche ai missili europei che necessitano di assistenza statunitense. La decisione conferisce al segretario alla Difesa Pete Hegseth il potere di autorizzare o meno l’impiego delle armi. Di conseguenza, dall’inizio della primavera l’Ucraina non avrebbe più potuto utilizzare questi missili, limitandosi a operazioni con i propri droni. La Casa Bianca ha però ribadito che «non ci sono stati cambiamenti» nella posizione americana, sottolineando che Trump vuole la fine della guerra. Gli ATACMS, con una gittata fino a 300 km, erano già stati impiegati in passato per colpire linee di rifornimento russe, dopo l’autorizzazione concessa da Joe Biden nell’autunno scorso.

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Non tante brevi, ma di “qualità” 👇

🇫🇷 Domenica la polizia di Parigi ha incriminato un uomo tra i 20 e i 30 anni, sospettato dell’omicidio di quattro uomini trovati nella Senna a Choisy-le-Roi il 13 agosto. Si tratta di un migrante senza dimora, fermato mercoledì, collegato ai delitti da più prove; un altro uomo inizialmente indagato è stato rilasciato. Le vittime erano frequentatori di una zona nota per incontri tra uomini gay: il primo corpo apparteneva a un 48enne di Créteil, scomparso l’11 agosto; il secondo a un 21enne algerino scomparso il 7 agosto; gli altri due erano giovani senza dimora, un 21enne algerino e un 26enne tunisino. Almeno due furono strangolati. Il sospettato, che viveva in un edificio abbandonato vicino al luogo dei ritrovamenti, ha fornito identità discordanti: ha dichiarato di chiamarsi Ahmed, 24 anni, algerino, ma in suo possesso è stato trovato un documento tunisino. La polizia lo ha individuato perché aveva utilizzato SIM e carta di credito di tre vittime. Indagini ipotizzano un movente sessuale, con elementi che suggeriscono rapporti tra sospettato e almeno una delle vittime; il suo DNA è stato trovato sugli abiti di una di esse. Già noto alle forze dell’ordine per piccoli furti, l’uomo ha negato ogni coinvolgimento o ha taciuto durante gli interrogatori, riservandosi di parlare in seguito tramite il suo avvocato.

🇺🇸 A Minneapolis, negli Stati Uniti, una donna trans di 23 anni, Robin Westman, ha aperto il fuoco contro bambini, insegnanti e genitori durante una messa nella chiesa di una scuola cattolica. Nell’attacco, avvenuto mercoledì mattina nella Annunciation Catholic School, sono stati uccisi due bambini di 8 e 10 anni e altre 17 persone sono rimaste ferite, fra cui 14 bambini ora fuori pericolo. Westman, ex studentessa della scuola secondo alcune fonti, si è tolta la vita dopo l’assalto: era armata con tre armi da fuoco detenute legalmente e non aveva precedenti penali. Restano ignote le motivazioni del gesto, ma l’FBI lo considera un atto di terrorismo interno e un crimine d’odio contro i cattolici. Sul suo canale YouTube, ora parzialmente oscurato, erano stati pubblicati video con armi, esplosivi, frasi antisemite e razziste, oltre a minacce a Donald Trump. Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha parlato di «violenza orribile».

Martedì, negli Stati Uniti, i genitori di Adam Raine, un 16enne californiano morto suicida ad aprile dopo aver discusso i suoi piani con ChatGPT, hanno fatto causa a OpenAI, accusandola di responsabilità nella morte del figlio. Raine aveva iniziato a usare il chatbot nel settembre 2024 per i compiti, ma presto era diventato il suo principale confidente, arrivando a chiedergli consigli su come togliersi la vita. In più occasioni ChatGPT gli aveva fornito risposte, come indicazioni su materiali per un cappio o suggerimenti per nascondere i segni di un tentativo di impiccagione, senza invitarlo a cercare cure mediche. Secondo i genitori, la morte del ragazzo è il risultato delle scelte progettuali di GPT-4o, accusata di favorire la dipendenza psicologica degli utenti. OpenAI ha dichiarato che il sistema è programmato per incoraggiare a cercare aiuto reale, ma che le misure di sicurezza possono fallire nelle conversazioni lunghe. Dopo l’episodio, l’azienda ha riconosciuto lacune nelle proprie protezioni e ha avviato nuove iniziative, tra cui l’assunzione di uno psichiatra. Pochi giorni prima, il New York Times aveva riportato un caso simile riguardante Sophie Rottenberg, una giovane che si era tolta la vita a febbraio dopo confidenze con ChatGPT.

Negli ultimi giorni le acque al largo del Venezuela sono teatro di tensioni dopo l’ordine del presidente statunitense Donald Trump di inviare tre cacciatorpedinieri, un incrociatore, un sottomarino nucleare e 4.500 militari, di cui 2.200 marines, per contrastare il traffico di droga. Il presidente Nicolás Maduro ha definito la mossa una «aggressione militare» e ha risposto schierando navi da guerra nel golfo del Venezuela e nel mar dei Caraibi, avviando pattugliamenti anche con droni. Washington ha dichiarato che l’operazione mira a fermare l’ingresso di fentanyl, mentre il Venezuela è solo paese di transito della cocaina. L’amministrazione Trump accusa Maduro e il ministro Diosdado Cabello di legami con il Cártel de los Soles e ha fissato ricompense di 50 milioni di dollari per Maduro e 25 per Cabello. Maduro ha inoltre annunciato la mobilitazione di 4,5 milioni di miliziani, numero ritenuto improbabile dato il calo demografico del paese. L’effettiva natura dell’operazione statunitense e delle contromisure venezuelane appare più dimostrativa che operativa, inserendosi in un quadro di lunga contrapposizione tra Washington e Caracas, con Maduro riconfermato presidente nel 2024 nonostante accuse di brogli.

La Corte Costituzionale della Thailandia ha destituito la prima ministra Paetongtarn Shinawatra, già sospesa a luglio, a causa di una telefonata con l’ex premier cambogiano Hun Sen giudicata una violazione etica. Nella chiamata, Paetongtarn aveva usato toni eccessivamente deferenti e criticato un comandante dell’esercito thailandese, suscitando accuse di aver anteposto interessi personali a quelli nazionali. La decisione, immediatamente esecutiva, segna la quinta rimozione di un premier thailandese dal 2008. Il vice primo ministro Phumtham Wechayachai assumerà temporaneamente la guida del governo in attesa della nomina di un successore. La crisi politica si intreccia con la disputa territoriale tra Thailandia e Cambogia, degenerata in scontri armati tra maggio e luglio che hanno causato oltre 30 morti e 180.000 sfollati, prima di un cessate il fuoco raggiunto il 28 luglio. La vicenda è legata anche ai rapporti storici tra la famiglia Shinawatra e quella degli Hun: Paetongtarn è la terza della dinastia a diventare premier, dopo il padre Thaksin e la zia Yingluck. Proprio Thaksin, venerdì scorso, è stato assolto dall’accusa di lesa maestà.

Un’inchiesta de Il Piccolo rivela l’esistenza di un possibile piano dell’Isis turco per attentare alla vita di Papa Francesco durante la sua visita a Trieste del 7 luglio 2024, in occasione della chiusura della 50ª Settimana sociale dei cattolici. Il giorno precedente era stata rinvenuta una pistola in un trolley abbandonato al bar della stazione ferroviaria. Le indagini di intelligence hanno ipotizzato un progetto di attentato contro il Pontefice. L’Interpol ha arrestato in Olanda Hasan Uzun, cittadino turco di 46 anni, ritenuto collegato all’arma: una pistola automatica CZ modello 7B calibro 9 Luger con caricatore e 14 cartucce. Estradato e ora detenuto in isolamento nel carcere di Trieste, Uzun aveva trascorso un periodo in custodia a Milano. Secondo le indagini, l’operazione sarebbe stata pianificata da un’organizzazione turca legata a Isis Khorasan. A Uzun vengono contestati i reati di porto e detenzione abusiva di armi in concorso, come confermato dalla sua avvocata, Lucrezia Chermaz.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo