Pronto il piano per il cessate il fuoco tra Ucraina e Russia (forse), il colpo di stato in Guinea-Bissau, l’incendio che ha scosso Hong Kong

Salutiamo un novembre complesso con una settimana altrettanto particolare.

Al centro delle news la stesura di un piano (provvisorio) per l’Ucraina, sul quale aleggiano grossi dubbi. Dopodiché introduciamo la Guinea Bissau per un colpo di stato dell’ultimo minuto, uno spaventoso incendio a Hong Kong e infine il caso dell’attentato alle guardie a Washington.

Un bel po’ di carne al fuoco. Partiamo 👇

🇺🇦 UCRAINA – RUSSIA: ACCORDO VICINO… O NO? INTANTO L’UNIONE EUROPEA RESTA AL PALO

1) In primis, come detto l’Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aspettava entro giovedì scorso la risposta dell’Ucraina al piano di pace elaborato con la Russia, un documento fortemente favorevole a Mosca e che includeva condizioni da sempre ritenute inaccettabili da Kyiv. Il piano, redatto a fine ottobre dai negoziatori Kirill Dmitriev e Steve Witkoff e poi sottoposto a Rubio e a Trump, si ispira al modello in 20 punti usato per Gaza. Tra le concessioni alla Russia figurano la cessione completa del Donbas, il riconoscimento della Crimea come russa e il mantenimento delle posizioni occupate a Kherson e Zaporizhzhia. Mosca otterrebbe inoltre la graduale eliminazione delle sanzioni, il reintegro nei circuiti economici internazionali e nuove partnership con gli Stati Uniti su IA e metalli rari. Per l’Ucraina l’unico beneficio sarebbe la fine della guerra, a fronte della rinuncia a gran parte dei territori e della riduzione dell’esercito a 600mila uomini (oggi 800-850mila). Kyiv dovrebbe inserire in Costituzione la rinuncia alla NATO, mentre l’Alleanza si impegnerebbe formalmente a escluderne l’ingresso; parallelamente inizierebbe il processo verso l’UE, che non è stata consultata. La ricostruzione sarebbe guidata dagli Stati Uniti con 100 miliardi di fondi russi congelati e altri 100 miliardi europei. Le garanzie di sicurezza sono rimaste vaghe: un documento citato da Axios parla di estendere all’Ucraina l’articolo 5 NATO, prevedendo che un’eventuale nuova invasione annullerebbe le concessioni territoriali alla Russia. Il piano prevedeva inoltre l’assenza di truppe NATO in Ucraina e che i caccia operino dalla Polonia. Entrambe le parti riceverebbero un’amnistia totale per le azioni durante la guerra e in Ucraina si dovrebbero tenere nuove elezioni entro 100 giorni. La centrale di Zaporizhzhia passerebbe sotto supervisione AIEA, con energia divisa a metà. Altri punti includevano la proibizione di “ideologie naziste”, la gestione statunitense della ricostruzione economica e la creazione di un “Consiglio di pace” presieduto dagli USA.

Come ci arriva l’Ucraina a questo (potenziale) accordo? Il presidente Volodymyr Zelensky sta affrontando una delle fasi più critiche dal 2019, aggravata dall’invasione russa del 2022. Le possibilità di trattativa con Trump e la Russia sono apparse da subito limitate, benché Trump abbia lasciato aperta l’ipotesi di modifiche. Zelensky ha cercato sostegno in Europa, parlando con i leader britannico, tedesco e francese, anche se i governi europei non sono stati coinvolti nella redazione del piano. Un primo incontro tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa è previsto a Ginevra per tentare di rivedere la proposta (ci arriviamo). A queste pressioni si sommano quelle interne, legate a un grave scandalo di corruzione nelle società energetiche, con presunte sottrazioni per 100 milioni di euro, che ha riacceso le richieste di licenziare il capo di gabinetto Andriy Yermak, accusato di avere eccessivo potere. La maggioranza parlamentare appare indebolita e lo scandalo rischia di compromettere anche i rapporti con l’UE, che sta valutando un prestito da 140 miliardi di euro finanziato dai beni russi congelati, ma ostacolato da Ungheria e Belgio. Senza nuovi fondi, l’Ucraina potrebbe presto trovarsi senza risorse per l’esercito, le spese civili e gli stipendi pubblici.

Come detto, dopo giorni di intensi negoziati, Stati Uniti e Ucraina hanno rivisto il piano di pace: dai 28 punti iniziali, giudicati troppo favorevoli a Mosca e assimilabili a una resa ucraina, si è scesi a 19 punti più equilibrati. La bozza rinegoziata, redatta appunto a Ginevra, aumenta da 600mila a 800mila il numero di soldati che l’Ucraina potrà mantenere in caso di tregua e utilizza un linguaggio più aperto sull’adesione del paese alla NATO. Restano però irrisolte questioni cruciali, come quella territoriale: il piano originale prevedeva cessioni aggiuntive nel Donbas, pari all’11 per cento della regione e comprendenti aree strategiche, una condizione ritenuta inaccettabile da Kyiv. Anche le “garanzie di sicurezza” future per l’Ucraina sono ancora da definire, e non è chiaro quando avverrà un incontro tra Zelensky e Trump. Intanto proseguono colloqui paralleli ad Abu Dhabi, guidati dal segretario dell’esercito statunitense Dan Driscoll, figura influente e vicina al vicepresidente Vance. Non è chiaro se questi negoziati si intreccino o competano con quelli di Ginevra, condotti dal segretario di Stato Rubio, che ha una visione meno favorevole alla Russia.

Dal canto suo, come prevedibile, l’Unione Europea è rimasta ampiamente esclusa dai negoziati sulla fine della guerra, come già accaduto in precedenti iniziative guidate dagli Stati Uniti, tra cui l’incontro organizzato da Donald Trump con Vladimir Putin e la sua “offerta finale” alla Russia e all’Ucraina. Il nuovo piano ha nuovamente colto di sorpresa l’UE, i cui leader hanno evitato critiche dirette per non irritare Trump e sperare di ottenere un ruolo nei colloqui. Alcuni governi europei hanno elogiato l’iniziativa statunitense per poter intervenire sulle proposte più controverse, come la cessione di territori ucraini e la riduzione dell’esercito di Kyiv. Ursula von der Leyen ha definito il piano una base di partenza, esprimendo disponibilità a modificarne le parti più problematiche. Nonostante ciò, i paesi europei sono rimasti marginali: Regno Unito, Francia e Germania hanno presentato una controproposta che aumentava a 800.000 i soldati ucraini e prevedeva una futura adesione alla NATO, ma gli USA non l’hanno commentata. Il ruolo limitato dell’Europa è dovuto soprattutto alle divisioni interne sulle garanzie di sicurezza post-belliche, con alcuni paesi pronti a inviare truppe e altri apertamente filorussi o riluttanti, come Italia, Ungheria e Slovacchia. Queste incertezze riducono il peso negoziale europeo e rafforzano la dipendenza ucraina dagli Stati Uniti, nonostante le concessioni che Trump è disposto a fare alla Russia.

🇬🇼 COLPO DI STATO IN CORSO IN GUINEA BISSAU: LO STATO AFRICANO È IN MANO AL GENERALE HORTA NTA NA MAN

2) Passiamo all’altra notizia della settimana. Un gruppo di militari ha annunciato mercoledì di aver preso il controllo della Guinea-Bissau, paese dell’Africa occidentale con 1,6 milioni di abitanti, chiudendo frontiere e spazio aereo e imponendo un coprifuoco. Il presidente Umaro Sissoco Embaló ha confermato di essere stato destituito e arrestato insieme al ministro degli Interni e due alti ufficiali, precisando di non aver subito violenze, mentre non è noto il luogo della loro detenzione. Prima dell’annuncio, nella capitale Bissau si erano sentiti spari e militari avevano preso il controllo della strada principale verso il palazzo presidenziale. I golpisti hanno comunicato la creazione dell’Alto comando per il Ripristino della sicurezza nazionale, senza chiarire obiettivi di lungo periodo. Domenica si era svolto il primo turno delle elezioni presidenziali, con Embaló e il candidato dell’opposizione Fernando Dias da Costa entrambi dichiaratisi vincitori, sebbene fosse probabile un ballottaggio. I militari hanno sospeso il processo elettorale, sostenendo l’esistenza di un piano per destabilizzare l’ordine costituzionale. Le elezioni erano già contestate, anche per l’esclusione di Domingos Simoes Pereira, leader del PAIGC, che secondo Dias sarebbe stato arrestato. Lo stesso Dias ha detto che i militari avrebbero tentato di arrestarlo, ma di trovarsi in un luogo sicuro. Parte dell’opposizione ha accusato Embaló di aver orchestrato un finto colpo di stato per evitare la diffusione dei risultati e mantenere il potere, dopo aver inizialmente promesso di non ricandidarsi. Le elezioni arrivavano dopo due anni senza un governo in carica, con Embaló che governava per decreto, in un paese segnato da forte instabilità politica e da vari colpi di stato dal 1974 a oggi. Poco dopo però, il generale Horta Nta Na Man ha giurato come presidente del governo di transizione in Guinea-Bissau. La situazione resta confusa, anche per la chiusura dei media indipendenti. Nta sostiene che il golpe sia stato motivato dalla minaccia del narcotraffico e prevede un anno di transizione, riaprendo intanto le frontiere. Nello stato circa il 40% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e un bambino su tre non frequenta la scuola, mentre il traffico di cocaina proveniente dall’America Latina rappresenta una grave minaccia. I militari affermano che i presunti destabilizzatori fossero sostenuti proprio da narcotrafficanti. L’ultimo golpe precedente risale al 2012, anch’esso in seguito alle elezioni, e portò poi a nuove votazioni nel 2014. Embaló, eletto nel 2019 in un risultato contestato dal PAIGC, ha sempre denunciato complotti contro di lui, mentre l’opposizione lo accusa di aver sfruttato l’instabilità per rafforzare il proprio potere.

🇭🇰 HONG KONG: UN DEVASTANTE INCENDIO DISTRUGGE LA WANG FUK COURT. OLTRE 120 LE VITTIME, CENTINAIA I DISPERSI

3) A Hong Kong un vasto incendio ha colpito la Wang Fuk Court, un complesso residenziale in ristrutturazione che ospitava oltre 4.000 persone. La polizia ha arrestato tre persone – due dirigenti e un consulente della società edile – con l’accusa di «grave negligenza». Le fiamme sono divampate mercoledì alle 14:50 locali nel quartiere di Tai Po, propagandosi rapidamente a otto palazzi di 31 piani e ai ponteggi in bambù installati attorno agli edifici. Le operazioni di soccorso sono state imponenti: mobilitati più di 750 vigili del fuoco, 128 mezzi, 57 ambulanze e oltre 400 agenti, ma il lavoro è stato ostacolato dal buio, dalle alte temperature e da esplosioni interne. Il South China Morning Post ha riferito la difficoltà a raggiungere i piani alti con i getti d’acqua. La Wang Fuk Court comprende otto palazzi e 1.984 appartamenti abitati da circa 4.600 residenti, in una delle aree più densamente popolate del mondo. Le cause dell’incendio non sono ancora note, ma si sospetta il mancato rispetto delle norme di sicurezza del cantiere. L’incendio è stato classificato di categoria 5, il livello massimo. L’uso diffuso di impalcature in bambù, avvolte da teli che dovrebbero essere ignifughi ma non sempre lo sono, rappresenta un rischio noto: episodi simili si erano già verificati e il governo aveva avviato una graduale eliminazione di queste strutture. L’incendio è stato completamente spento solo oggi. Il bilancio provvisorio conta 128 morti, con decine di corpi ancora da identificare e alcuni rimasti negli edifici.

🇺🇸 USA: ATTENTATO A DUE MILITARI DELLA GUARDIA NAZIONALE A WASHINGTON. TRUMP ANNUNCIA PROVVEDIMENTI

4) Chiudiamo la rassegna con gli USA. Due militari della Guardia Nazionale sono stati gravemente feriti in una sparatoria avvenuta mercoledì a Washington, vicino alla fermata della metropolitana Farragut West, non lontano dalla Casa Bianca. Una di loro, Sarah Beckstrom, è morta oggi a seguito delle ferite riportate. L’aggressore, Rahmanullah Lakanwal, 29 anni, cittadino afghano, ha aperto il fuoco alle 14:15 ed è stato successivamente ferito e arrestato. La polizia ha definito l’attacco un’«imboscata» e sostiene che l’uomo abbia agito da solo per motivi ancora sconosciuti. Il presidente Donald Trump ha parlato di atto terroristico e ha annunciato un rafforzamento delle politiche di espulsione degli immigrati. Lakanwal viveva negli Stati Uniti dal 2021 grazie a un programma dell’amministrazione Biden che concedeva visti temporanei di due anni a cittadini afghani dopo il ritiro americano dall’Afghanistan. In seguito all’attacco, il governo ha sospeso temporaneamente l’esame delle domande di visto e asilo degli afghani. Testimoni hanno riferito di aver udito più raffiche di spari e di aver visto persone fuggire nel panico prima dell’arrivo della polizia. I militari colpiti appartengono alla Guardia Nazionale della West Virginia. Da alcuni mesi Trump ha dispiegato unità della Guardia in varie città amministrate dai Democratici, inclusa Washington, per contrastare quella che definisce un’emergenza criminalità, impiegandole anche in supporto alle operazioni dell’ICE. L’uso della Guardia Nazionale in contesto urbano è molto controverso e contestato da diversi giudici federali, che ne hanno messo in dubbio la legalità. Dopo l’attacco, Trump ha annunciato l’invio di ulteriori 500 militari, che si aggiungeranno ai 2.000 già presenti nella capitale. È stato Trump stesso ad annunciare la morte della soldatessa, definendola una giovane molto rispettata e vittima di una “selvaggia aggressione”. Parlando ai militari per il Ringraziamento, ha chiamato l’attentatore “un mostro” e mostrato una foto del caotico ritiro dall’Afghanistan del 2021 come critica all’amministrazione Biden. In un post su Truth, il presidente ha inoltre dichiarato di voler sospendere l’immigrazione da tutti i Paesi del Terzo Mondo per permettere al sistema statunitense di “riprendersi”. Ha concluso sostenendo che solo la “migrazione inversa” può risolvere la situazione e augurando un buon Ringraziamento, escludendo chi “odia, ruba, uccide e distrugge” ciò che rappresenta l’America.

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Andiamo a delle ricchissime brevi 👇

🇮🇱 Ricominciamo dalla guerra in Medioriente. Negli ultimi due anni Benjamin Netanyahu ha evitato l’apertura di indagini sui fallimenti di governo e intelligence che permisero l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, in cui furono uccise 1.200 persone e oltre 250 furono rapite, sostenendo che la guerra a Gaza lo impedisse. Con il cessate il fuoco, opposizioni e familiari delle vittime stanno aumentando le pressioni per una commissione d’inchiesta indipendente, mentre il premier propone invece un organo nominato dal governo, temendo ripercussioni politiche e giudiziarie anche alla luce del processo per frode e corruzione che lo riguarda. La Corte Suprema ha ricordato che non esiste «alcun vero motivo» per ulteriori rinvii e ha chiesto chiarimenti entro 30 giorni, mentre Netanyahu ha istituito un gruppo di ministri alleati incaricato di definire i contorni dell’indagine in 45 giorni, nonostante sondaggi mostrino che il 75% degli israeliani sostenga una commissione statale. Parallelamente, il capo delle forze armate Eyal Zamir ha annunciato le prime sanzioni contro comandanti ritenuti responsabili del mancato intervento per prevenire l’attacco, sanzioni in gran parte simboliche poiché molti ufficiali si erano già dimessi, e ha ribadito l’«inequivocabile fallimento» dell’esercito, mentre l’operazione israeliana a Gaza ha causato circa 70mila morti palestinesi in due anni. Figure come l’ex capo dell’intelligence Aharon Haliva e altri alti ufficiali sono stati congedati dal servizio di riserva, mentre vari comandanti attuali hanno ricevuto richiami formali. Intanto l’esercito, insieme allo Shin Bet e alla polizia di frontiera, ha avviato una vasta operazione nel nord della Cisgiordania, mobilitando migliaia di soldati, elicotteri e mezzi corazzati, imponendo coprifuoco e bloccando strade a Tubas, Tammun e al Aqaba per colpire gruppi armati palestinesi e individuare depositi di armi in un’area sotto forte controllo militare israeliano.

🇹🇭 Le eccezionali piogge torrenziali nel sud della Thailandia hanno causato gravi inondazioni in 9 delle 14 province, con almeno 33 morti e decine di migliaia di sfollati. Nella città di Hat Yai, 150mila abitanti, si è registrata la peggiore alluvione in 300 anni, con 335 mm di pioggia in un solo giorno, che ha sommerso case, strade e l’ospedale principale con 600 pazienti ricoverati. I collegamenti aerei con Bangkok sono parzialmente sospesi e molte abitazioni colpite sono 980mila, coinvolgendo oltre 2,5 milioni di persone, mentre poche migliaia hanno trovato rifugio nei centri di accoglienza. Il governo ha dichiarato lo stato di disastro per Songkhla, mobilitando esercito, mezzi anfibi, elicotteri e 14 navi militari. Secondo gli scienziati, le piogge estreme derivano dalla rara combinazione di Niña e di una forte oscillazione delle temperature oceaniche, aggravate dai limiti di adattamento al cambiamento climatico. Inondazioni e frane stanno colpendo anche Malaysia, Vietnam (oltre 90 morti) e Indonesia (almeno 19 vittime).

🇻🇪 Gli Stati Uniti hanno ufficialmente designato il presidente venezuelano Nicolás Maduro come capo di un’organizzazione terroristica, identificandolo con il presunto Cártel de los Soles, ritenuto coinvolto in traffico di droga e violenze insieme a gruppi come Tren de Aragua e Cartello di Sinaloa. La misura, entrata in vigore il 24 novembre, consente a Washington di imporre nuove sanzioni e aumentare la pressione sul leader venezuelano. Tuttavia, non esistono prove concrete dell’esistenza del Cártel de los Soles, mentre il governo di Caracas nega ogni accusa e sostiene che gli Stati Uniti intendano rovesciare Maduro. Da mesi l’amministrazione Trump ha intensificato le azioni contro il regime, dispiegando forze militari nell’area e autorizzando operazioni segrete via CIA. Inoltre, dagli Stati Uniti sono stati effettuati bombardamenti contro imbarcazioni al largo del Venezuela, che avrebbero causato decine di morti, giustificati come operazioni antidroga ma privi di evidenze solide e probabilmente finalizzati a destabilizzare ulteriormente il governo venezuelano.

💻 Nel fine settimana X (ex Twitter) ha introdotto un nuovo indicatore automatico della posizione geografica degli account, basato sul luogo di connessione e distinto dalla posizione dichiarata dagli utenti, con l’obiettivo di rendere più trasparente la gestione dei profili e scoraggiare bot e account falsi. Il sistema, però, si è rivelato poco affidabile: molti utenti hanno segnalato discrepanze, dovute a dati non aggiornati, uso di VPN, connessioni dall’estero durante viaggi o account gestiti da più persone in paesi diversi. Le indicazioni fornite restano molto generiche, limitate al paese o a grandi aree geografiche, e per gli utenti in paesi autoritari sono previste opzioni aggiuntive di tutela della privacy. Nonostante l’inaffidabilità, il nuovo strumento è stato usato per insinuare che alcuni account pro-Trump — come MAGANationX, con 400mila follower — siano gestiti dall’Europa orientale, dalla Nigeria o dalla Thailandia. Errori simili hanno generato disinformazione, come la falsa indicazione di “Israele” per l’account del Dipartimento della Sicurezza interna USA, poi smentita. Di fronte alle critiche, X ha aggiunto avvisi che segnalano la possibile non corrispondenza tra posizione indicata e reale.

🇺🇸 Il neoeletto sindaco di New York Zohran Mamdani, 34 anni, progressista e primo sindaco musulmano della città, ha incontrato alla Casa Bianca il presidente Donald Trump, nonostante le forti ostilità espresse da entrambi durante la campagna elettorale. Trump, che aveva definito Mamdani «comunista» e minacciato tagli ai fondi federali e l’invio della Guardia Nazionale in caso della sua elezione, si è mostrato sorprendentemente cordiale, dichiarando di volerlo «aiutare molto» e di aspettarsi che sarà un ottimo sindaco. L’incontro, richiesto da Mamdani per discutere i problemi urgenti della città, è durato poco più di mezz’ora e, secondo entrambi, ha evidenziato vari «obiettivi comuni». Trump ha detto di sentirsi a suo agio con Mamdani alla guida di New York e che potrebbe sorprendere anche i conservatori. Durante la conferenza stampa una giornalista ha chiesto a Mamdani se considerasse Trump «un fascista», ma il presidente è intervenuto ironizzando sulla domanda.

🏥 Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha annunciato che nel 2026 ridurrà il suo bilancio del 17 per cento ed eliminerà quasi 3mila posti di lavoro, circa il 15 per cento del totale, in parte tramite dimissioni volontarie e mancate sostituzioni, mantenendo però stabile il personale sul campo. I tagli derivano dal calo delle donazioni umanitarie, poiché molti paesi hanno destinato più fondi ai programmi di riarmo; tra questi gli Stati Uniti, principale donatore del Comitato, che nell’ultimo anno hanno drasticamente ridotto il loro impegno internazionale. Fondato nel 1863, il Comitato è l’unica organizzazione incaricata dalle Convenzioni di Ginevra di monitorare il rispetto del diritto umanitario internazionale. Negli ultimi anni ha avuto accesso unico a prigioni siriane sotto Assad, è rimasto operativo durante il genocidio in Ruanda e continua a visitare regolarmente i detenuti di Guantánamo. Dall’inizio della guerra a Gaza opera in aree inaccessibili ad altre ONG e ha gestito scambi di prigionieri palestinesi e ostaggi israeliani, inclusi quelli avvenuti dopo il recente cessate il fuoco.

🇪🇦 La condanna del procuratore generale spagnolo Álvaro García Ortiz, sospeso per due anni dai pubblici uffici per rivelazione di segreto, è l’ultimo episodio che evidenzia lo scontro politico-giudiziario che coinvolge il governo Sánchez. Il caso nasce dalla fuga ai media di mail relative al procedimento per frode fiscale contro l’imprenditore Alberto González Amador, compagno della potente leader dei Popolari madrileni Isabel Díaz Ayuso. Le mail smentivano la notizia, diffusa inizialmente da El Mundo, che la procura avesse offerto un patteggiamento all’imputato, mostrando invece che era stato lui a chiederlo. La Corte deve ancora pubblicare le motivazioni e mancano prove dirette contro García Ortiz, che si dichiara innocente. La vicenda ha alimentato lo scontro tra Socialisti e Popolari, che si accusano reciprocamente di usare la giustizia come arma politica, mentre la sinistra radicale parla di «golpe giudiziario» e la destra chiede le dimissioni o persino l’arresto di Sánchez. Il caso si aggiunge ad altre indagini che hanno coinvolto la famiglia del primo ministro e dirigenti socialisti, in un contesto in cui la Corte Suprema e il Consiglio della magistratura sono considerati vicini alla destra.

🇳🇬 Oltre 300 persone, tra cui 303 alunni di età compresa tra 10 e 18 anni e 12 insegnanti, sono state rapite in un attacco armato alla scuola cattolica St Mary di Papiri, nello stato nigeriano del Niger: si tratta del più grande rapimento nella storia del paese, superiore a quello delle 276 ragazze di Chibok del 2014. L’assalto è avvenuto nelle prime ore di venerdì, quando uomini armati hanno sequestrato oltre 200 studenti nei dormitori e altri 80 in fuga; le ricerche nelle foreste circostanti non hanno ancora avuto successo e il numero dei rapiti è stato aggiornato da 215 a 315. Il presidente Bola Tinubu ha annullato alcuni viaggi, incluso il G20 in Sudafrica, e il governo ha disposto la chiusura di decine di scuole dopo che, nella stessa settimana, si erano già verificati altri due rapimenti e un attacco a una chiesa. La Nigeria fatica a contrastare questi sequestri, nonostante l’illegalità del pagamento dei riscatti, mentre nel nord operano da anni gruppi jihadisti responsabili di simili violenze. Gli Stati Uniti hanno denunciato le persecuzioni verso i cristiani, ma gli attacchi colpiscono tanto cristiani quanto musulmani in un paese di 230 milioni di abitanti divisi quasi equamente tra le due fedi, aggravato anche da conflitti etnici legati a terre e risorse.

🇧🇷 La polizia federale brasiliana ha arrestato l’ex presidente Jair Bolsonaro, già ai domiciliari da agosto, dopo che la sua cavigliera elettronica ha registrato un tentativo di manomissione che avrebbe indicato un piano di fuga. Bolsonaro era stato condannato a 27 anni e 3 mesi per il tentato colpo di stato del 2022, ma attende ancora l’esito dell’ultimo ricorso alla Corte Suprema. Secondo il giudice Alexandre de Moraes, l’ex presidente avrebbe voluto sfruttare una manifestazione organizzata dal figlio per chiedere asilo in un’ambasciata straniera. Un suo alleato, il deputato Alexandre Ramagem, condannato a 16 anni nello stesso processo, è già fuggito ed è ora a Miami. Bolsonaro, presidente dal 2019 al 2022, è ritenuto responsabile di aver pianificato di impedire l’insediamento di Lula, arrivando a ipotizzare il suo arresto o assassinio, ma il piano fallì per l’opposizione di ufficiali dell’esercito.

📈 Moody’s ha innalzato il rating dell’Italia da Baa3 a Baa2, il primo aumento dopo 23 anni e il primo cambiamento dal 2018, confermando una maggiore affidabilità finanziaria del paese. L’agenzia ha inoltre rivisto l’outlook da “positivo” a “stabile”. Il rating è rilevante perché l’Italia è tra i paesi più indebitati d’Europa e queste valutazioni influenzano le decisioni degli investitori. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha commentato che la promozione riflette una rinnovata fiducia nell’Italia e nel governo. Moody’s segue Fitch, che a settembre aveva già alzato il rating italiano da BBB a BBB+.

🇫🇷 Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l’introduzione di un nuovo servizio militare nazionale volontario, operativo dall’estate 2026, destinato a cittadini e cittadine di 18 anni, della durata di dieci mesi e svolto esclusivamente in Francia continentale, con una paga prevista tra 900 e 1.000 euro al mese. L’obiettivo è mobilitare 3.000 persone nel primo anno e arrivare a 50.000 entro il 2035, rafforzando le capacità difensive del paese e incentivando eventuali ingressi nelle forze armate, oggi composte da 240.000 militari e 38.000 riservisti, che si punta a raddoppiare entro il 2030. Il nuovo servizio sostituirà lo SNU, introdotto nel 2017 ma ritenuto poco efficace e molto costoso. La misura gode di un ampio sostegno politico, dal Rassemblement National al Partito Socialista, e di un diffuso consenso pubblico, con l’86% dei francesi favorevoli a una qualche forma di servizio militare, sebbene il supporto per l’obbligatorietà scenda al 41% tra gli under 35. Negli ultimi giorni non sono mancate polemiche per le dichiarazioni del capo di stato maggiore Fabien Mandon sulla necessità di accettare sacrifici in caso di guerra, che hanno generato preoccupazioni e spinto il governo a ribadire che la Francia resterà dotata di un esercito di professionisti e non invierà i propri giovani a combattere in Ucraina.

🎾 L’Italia ha vinto la Coppa Davis per la terza volta consecutiva, battendo in finale la Spagna a Bologna grazie ai successi nei singolari di Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, che hanno reso inutile il doppio. La squadra allenata da Filippo Volandri includeva anche Sonego, Vavassori e Bolelli, ma era priva dei top player Sinner e Musetti, così come la Spagna era senza Alcaraz e Davidovich Fokina. In finale Berrettini ha superato Carreño Busta 6-3, 6-4, mentre Cobolli ha rimontato Munar 1-6, 7-6, 7-5. La vittoria è significativa anche perché una nazionale non otteneva tre titoli consecutivi dai primi anni Settanta. Durante i festeggiamenti il trofeo si è rotto cadendo a terra. Nei turni precedenti Berrettini e Cobolli avevano vinto tutti i singolari, inclusa una partita molto combattuta contro il Belgio decisa 17-15 al tie-break. Prima di questa serie, l’unico titolo italiano risaliva al 1976; quest’anno l’Italia ha conquistato anche la Billie Jean King Cup.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo