La nuova Guida Suprema iraniana e le conseguenze della prima settimana di guerra | OpenAI prende accordi (con delle limitazioni) con gli USA per la sicurezza nazionale
Siamo ancora qui dopo un’altra settimana vibrante.
Entriamo nel cuore di marzo, tanto per cambiare, parlando di guerra in Medioriente. Le ostilità non accennano a fermarsi, anzi si inaspriscono. Nei primi tre blocchi quindi facciamo il punto sulla settimana in Iran e dintorni, mentre nell’ultimo analizziamo una situazione con al centro l’IA e gli Stati Uniti.
Buon fine settimana, cominciamo 👇
🇮🇷 MEDIORIENTE: LA NUOVA GUIDA SUPREMA, I RAID SU IRAN E LIBANO, LA SITUAZIONE IN IRAQ

1) Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran continua ad allargarsi nel Medioriente dopo la nomina di Mojtaba Khamenei a nuova Guida Suprema, succeduto al padre Ali Khamenei ucciso nei primi bombardamenti del 28 febbraio: la scelta, decisa dall’Assemblea degli esperti, segnala la continuità della linea più dura del regime mentre proseguono gli attacchi israeliani su Teheran, Isfahan e altre città iraniane e i raid sul Libano contro Hezbollah, che hanno causato oltre 600mila sfollati e centinaia di morti. L’Iran continua a rispondere con missili e droni contro Israele e numerosi paesi del Golfo Persico, colpendo soprattutto infrastrutture civili ed energetiche in Bahrein, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, mentre attacchi e intercettazioni si sono verificati anche nello spazio aereo di Turchia, Azerbaigian e Cipro; in parallelo si è aperto un nuovo fronte in Iraq, dove milizie sciite filo-iraniane come Kataib Hezbollah e Harakat Hezbollah al Nujaba – formalmente integrate nell’esercito iracheno – hanno rivendicato decine di attacchi con droni contro obiettivi statunitensi a Erbil e Baghdad e contro il Kurdistan iracheno, alimentando il rischio di uno scontro diretto con le forze curde. Dopo oltre una settimana di combattimenti, Israele e Stati Uniti hanno consolidato la superiorità aerea sull’Iran, mentre il presidente statunitense Donald Trump sostiene che la guerra potrebbe concludersi presto e che gli obiettivi militari sono vicini al completamento, pur senza escludere ulteriori operazioni. Il conflitto ha già coinvolto indirettamente almeno quattordici paesi della regione e sta producendo forti effetti economici globali: il traffico nello stretto di Hormuz è stato fortemente ridotto e il prezzo del petrolio ha superato i 100 dollari al barile, spingendo i paesi del G7 e l’Agenzia Internazionale dell’Energia a discutere l’eventuale utilizzo delle riserve strategiche, opzione per ora accantonata mentre l’instabilità nella regione continua a crescere.
🇮🇷 MEDIORIENTE: LE MINE NELLO STRETTO DI HORMUZ, LE CONSEGUENZE ECONOMICHE, LA CRISI UMANITARIA

2) All’undicesimo giorno della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, il conflitto continua ad allargarsi mentre la nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei non si è ancora mostrata pubblicamente. I bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran proseguono e potrebbero intensificarsi, mentre Teheran continua a colpire Israele e i paesi del Golfo con missili e droni, attaccando anche infrastrutture energetiche come la raffineria di Al Ruwais negli Emirati Arabi Uniti e contribuendo alla paralisi dello stretto di Hormuz, passaggio strategico da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Il presidente statunitense Donald Trump ha intimato all’Iran di non posizionare mine navali nello stretto, dopo notizie secondo cui Teheran starebbe tentando di minarlo e dopo che le forze statunitensi hanno distrutto alcune imbarcazioni iraniane potenzialmente utilizzabili per questa operazione; Washington ha inoltre predisposto unità specializzate nello sminamento. Gli attacchi e il blocco quasi totale del traffico marittimo stanno provocando effetti significativi sui mercati energetici globali: molte compagnie petrolifere del Golfo hanno sospeso o ridotto produzione ed esportazioni perché il petrolio non riesce a lasciare la regione, con una riduzione stimata di circa un quarto dell’output dell’area e prezzi del greggio saliti fino oltre i 100 dollari al barile, con picchi vicini ai 120. La crisi energetica che ne deriva rischia di avere effetti più ampi rispetto a quella seguita alla guerra in Ucraina, aumentando i costi dei carburanti, dei trasporti e della produzione industriale, alimentando l’inflazione e spingendo le banche centrali a mantenere tassi di interesse elevati, con possibili ripercussioni sulla crescita economica globale. I paesi asiatici – tra cui Cina, India, Corea del Sud e Giappone – risultano particolarmente esposti perché destinazione della maggior parte del petrolio del Golfo, ma anche Europa e Stati Uniti potrebbero risentire dell’aumento dei prezzi in un mercato energetico globale già fragile. Nel frattempo, il conflitto ha aggravato la crisi umanitaria nella regione, con centinaia di migliaia di sfollati in Libano a causa dei raid israeliani contro obiettivi legati a Hezbollah e con decine di soldati statunitensi feriti negli attacchi iraniani, mentre il regime di Teheran continua a escludere negoziati con Washington.
🇮🇷 MEDIORIENTE: LA QUESTIONE MARITTIMA, L’ATTACCO ALLA BASE ITALIANA “CAMP SINGARA”, IL PETROLIO RUSSO

3) Nel dodicesimo e tredicesimo giorno della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran il conflitto ha assunto sempre più una dimensione regionale ed energetica, con ripercussioni dirette sul mercato globale del petrolio e sulla sicurezza marittima nel Golfo Persico. I 32 paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia hanno approvato il più grande piano di sempre per l’utilizzo delle riserve strategiche, rendendo disponibili 400 milioni di barili di petrolio per attenuare le conseguenze del blocco dello stretto di Hormuz imposto dall’Iran, passaggio cruciale da cui transitava circa un quinto del petrolio mondiale. Intanto, la guerra si è progressivamente spostata anche sul mare, con attacchi a diverse navi commerciali nello stretto e il rischio di mine navali che ha spinto gli Stati Uniti a minacciare ritorsioni contro i porti iraniani del Golfo. Sul terreno, Israele ha intensificato i bombardamenti in Libano, colpendo per la prima volta anche il centro di Beirut e causando centinaia di vittime e oltre 750mila sfollati, mentre Hezbollah ha risposto con lanci di razzi verso il nord di Israele e l’Iran ha continuato a colpire obiettivi nei paesi del Golfo e il porto principale dell’Oman. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che chiede a Teheran di fermare gli attacchi, con l’astensione di Russia e Cina. Intanto è emersa una prima stima dei costi della guerra per Washington: almeno 11,3 miliardi di dollari nei primi sei giorni. Nel tredicesimo giorno il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei ha diffuso il suo primo messaggio pubblico, promettendo vendetta, confermando il blocco dello stretto di Hormuz e minacciando l’apertura di nuovi fronti di guerra e la chiusura delle basi statunitensi nella regione; nelle stesse ore sono state attaccate la base italiana “Camp Singara” a Erbil e una base con militari francesi nel Kurdistan iracheno, probabilmente da milizie filoiraniane, mentre proseguivano i bombardamenti su Teheran e Beirut e gli attacchi missilistici contro Israele e i paesi del Golfo.
🖥️ IA E SICUREZZA NAZIONALE: GLI STATI UNITI SI ACCORDANO CON OPENAI PER USARE I SUOI STRUMENTI

4) La responsabile del dipartimento di robotica di OpenAI, Caitlin Kalinowski, ha annunciato le dimissioni dopo la decisione dell’azienda di collaborare con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per fornire tecnologie destinate alla sicurezza nazionale. La scelta ha riacceso negli Stati Uniti il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale in ambito militare e coinvolge anche Anthropic, sviluppatrice del chatbot Claude. L’azienda aveva già firmato contratti da centinaia di milioni di dollari con il Pentagono e integrato i propri sistemi con quelli di Palantir Technologies, società di analisi dati fondata da Peter Thiel. Le tensioni sono esplose quando un’inchiesta del The Wall Street Journal ha rivelato che Anthropic aveva espresso preoccupazioni sull’uso delle sue tecnologie da parte del Pentagono e di Palantir per pianificare l’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Dopo che l’azienda aveva chiesto maggiori cautele sull’uso militare e sulla sorveglianza di massa, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha lanciato un ultimatum. Alla scadenza, il presidente Donald Trump ha ordinato alle agenzie federali di interrompere l’uso degli strumenti di Anthropic, e il Pentagono ha classificato l’azienda come “supply-chain risk”, misura solitamente riservata a fornitori considerati rischiosi per la sicurezza nazionale. L’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, ha annunciato un ricorso legale, mentre il Pentagono continuerà temporaneamente a utilizzare i suoi sistemi fino alla sostituzione, per un massimo di sei mesi. Secondo diversi media statunitensi, tali tecnologie sarebbero già impiegate nella guerra contro l’Iran. La rottura ha accentuato tensioni interne ad Anthropic, che negli anni aveva cercato di distinguersi per un approccio prudente allo sviluppo dell’IA e per il rifiuto di utilizzi militari letali o di sorveglianza di massa.
Dopo l’interruzione del rapporto con Anthropic, il Pentagono ha firmato il 28 febbraio un accordo con OpenAI che consente l’uso dei suoi sistemi per qualsiasi scopo legale, con alcune limitazioni. Il CEO Sam Altman ha precisato che le tecnologie non saranno utilizzate per la sorveglianza interna dei cittadini statunitensi né dalle agenzie di intelligence come la National Security Agency. Tuttavia, secondo il The New York Times, mancano garanzie concrete sul fatto che tali strumenti non possano essere impiegati per sorveglianza di massa.
Secondo vari analisti, la gestione del caso Anthropic da parte del Pentagono potrebbe essere stata influenzata da motivazioni politiche e dalla ricerca di un fornitore più flessibile. La vicenda riflette anche due visioni diverse nello sviluppo dell’intelligenza artificiale: quella più prudente promossa da Anthropic e quella più orientata alla rapida commercializzazione adottata recentemente da OpenAI. Nonostante queste differenze, entrambe le aziende sono interessate ai finanziamenti militari, considerati cruciali in un settore altamente competitivo ma ancora poco redditizio. L’accordo con il Pentagono ha però causato un danno reputazionale per OpenAI, con dimissioni interne e un aumento delle disinstallazioni di ChatGPT, mentre l’app di Claude è diventata la più scaricata gratuitamente negli Stati Uniti.
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Andiamo alle brevi 👇
🇷🇺 Torniamo un attimo al Medioriente, perché gli Stati Uniti hanno deciso di revocare temporaneamente e in modo parziale le sanzioni sul petrolio russo introdotte dopo l’invasione dell’Ucraina del 2022, consentendo alla Russia di vendere il greggio già caricato sulle petroliere. La misura, decisa dal presidente Donald Trump, mira a contenere l’aumento dei prezzi dell’energia causato dalla guerra in Medioriente e dal blocco del traffico nello Stretto di Hormuz imposto dall’Iran. La decisione favorisce il governo di Vladimir Putin, che potrà vendere parte del petrolio rimasto bloccato in mare, soprattutto verso India e Cina, ottenendo risorse utili anche per finanziare la guerra in Ucraina. Nonostante le sanzioni, negli ultimi anni la Russia aveva continuato a esportare greggio aggirando i divieti tramite una “flotta fantasma” di petroliere difficili da tracciare. La sospensione resterà valida fino all’11 aprile e riguarderà circa 130 milioni di barili già imbarcati, mentre non è previsto che l’Unione Europea adotti una misura analoga. Intanto alcuni paesi importatori di energia, tra cui Bangladesh, stanno chiedendo a Washington deroghe simili per poter acquistare petrolio russo.
🇨🇳 Il parlamento della Cina ha approvato una nuova legge sull’“unità etnica” con l’obiettivo di rafforzare cultura e identità dell’etnia maggioritaria han, riducendo lo spazio delle minoranze. Nel paese sono riconosciuti 55 gruppi etnici minoritari, pari a circa il 9% della popolazione, cui la legge e la Costituzione garantiscono l’uso della lingua nativa e una certa autonomia amministrativa, diritti però spesso disattesi durante la leadership di Xi Jinping. La norma impone il cinese mandarino come lingua principale nella scuola dell’obbligo, limitando l’insegnamento delle lingue locali – come tibetano, uiguro e mongolo – a una sola ora al giorno come lingue straniere. Il provvedimento formalizza politiche già avviate, come l’introduzione dei libri di testo in mandarino in Mongolia Interna nel 2020, che provocò proteste represse dalle autorità. La legge stabilisce inoltre che l’unità etnica diventi un obiettivo di tutte le istituzioni, incoraggia il trasferimento di cittadini han nelle regioni abitate da minoranze e introduce basi legali per perseguire chi ostacola questo obiettivo, anche all’estero. Il testo è stato approvato dall’Assemblea nazionale del popolo, che tradizionalmente ratifica le decisioni del Partito Comunista Cinese. Tra le minoranze riconosciute figurano gruppi culturalmente vicini agli han e popolazioni con lingue e tradizioni molto diverse, come tibetani e uiguri, oggetto di politiche repressive.
🇬🇧 Un grande incendio è divampato domenica pomeriggio nei pressi della stazione di Glasgow, nel Regno Unito, partendo da un negozio di sigarette elettroniche in un edificio vittoriano adiacente alla stazione, che dopo alcune ore è parzialmente crollato. Le fiamme, molto estese e visibili anche nella cupola dell’edificio, sono state ampiamente diffuse sui social. L’incendio è stato poi spento e non si registrano feriti. I danni hanno riguardato solo l’edificio coinvolto e non la struttura della stazione. Per sicurezza sono stati sospesi tutti i servizi ferroviari e non è ancora chiaro quando potranno riprendere, con la stazione che resterà probabilmente chiusa almeno fino a martedì.
🇨🇱 Mercoledì si è insediato come presidente del Cile José Antonio Kast, leader del Partito Repubblicano, considerato il capo di Stato più a destra dalla fine della dittatura di Augusto Pinochet (1973-1990). Kast ha vinto il ballottaggio di dicembre con il 58% dei voti contro la comunista Jeannette Jara nelle prime elezioni con voto obbligatorio del paese. La sua elezione rappresenta una svolta politica rispetto ai quattro anni di governo del presidente uscente Gabriel Boric, esponente della sinistra. Avvocato sessantenne e proveniente da una famiglia influente nella destra cilena, Kast è noto per posizioni ultraconservatrici, per il sostegno ai valori della famiglia tradizionale e per l’opposizione all’aborto. Durante la campagna elettorale ha promesso maggiore sicurezza, repressione dell’immigrazione irregolare, tagli alla spesa pubblica e incentivi al settore privato. Il suo mandato durerà quattro anni, fino al 2030. Alla cerimonia di insediamento hanno partecipato vari leader conservatori, tra cui Javier Milei, Rodrigo Paz Pereira e Daniel Noboa, oltre alla leader venezuelana María Corina Machado; in precedenza Kast aveva incontrato anche Giorgia Meloni, Viktor Orbán e il presidente statunitense Donald Trump.
🇬🇧 Il parlamento del Regno Unito ha approvato definitivamente una legge che elimina i 92 membri ereditari della Camera dei Lord, ponendo fine a una tradizione durata oltre 700 anni e sempre più considerata anacronistica. Il provvedimento, voluto dal governo laburista guidato da Keir Starmer e presentato nel 2024, è stato approvato anche dalla stessa Camera dei Lord dopo il via libera della Camera dei Comuni. La riforma completa il processo avviato nel 1999, quando i membri ereditari furono ridotti da circa 700 a 92. I Conservatori hanno ritirato l’opposizione in cambio della possibilità di nominare alcuni di loro membri a vita. Per l’entrata in vigore manca solo l’approvazione formale di re Carlo III. I membri ereditari non trasformati in pari a vita perderanno il seggio al termine dell’attuale sessione parlamentare primaverile. Oggi la Camera dei Lord svolge soprattutto una funzione di revisione delle leggi approvate dai Comuni, potendo solo proporre modifiche o rinviarne l’approvazione fino a un massimo di un anno.
🇨🇭 Sei persone sono morte e cinque sono rimaste ferite martedì sera quando un autobus ha preso fuoco a Kerzers, nel Canton Friburgo, vicino a Berna. L’incendio è scoppiato intorno alle 18:25 e le cause non sono ancora state accertate. La polizia ha ipotizzato un possibile atto piromane: alcuni testimoni sostengono di aver visto una persona cospargersi di benzina sull’autobus e darsi fuoco, ma la versione non è confermata. Sui social circolano video del mezzo in fiamme e l’area è stata transennata, con l’invito ai residenti a restare in casa. L’autobus, della compagnia AutoPostale, era partito da Düdingen e l’incendio è avvenuto sulla Murtenstrasse, nel centro della cittadina.
🇮🇹 In Liguria è nato uno scontro tra il presidente regionale Marco Bucci, il suo portavoce Federico Casabella e Michele Brambilla, direttore del Secolo XIX. Brambilla accusa Bucci e Casabella di aver preparato e inviato all’editore del quotidiano presunti “dossier” critici con l’obiettivo di fare pressioni sulla linea editoriale; si tratterebbe di rassegne stampa e appunti su articoli ritenuti troppo favorevoli al centrosinistra. Il giornale è di proprietà di Blue Media, controllata dalla compagnia di navigazione Msc della famiglia Aponte, molto presente nel porto di Genova e interessata a opere come la nuova diga foranea di cui Bucci è commissario. Secondo Brambilla, le critiche sono iniziate poco dopo il suo insediamento nel 2024 e sarebbero state inviate anche all’amministratore delegato della società editrice. Casabella sostiene invece che si trattasse di semplici rassegne stampa. Sulla vicenda indagano la procura di Genova, dopo querele reciproche, e l’Ordine dei giornalisti, che ha chiuso un’istruttoria senza sanzioni. Bucci nega di aver fatto pressioni sull’editore, mentre esponenti del centrosinistra criticano il suo comportamento, ritenendolo un tentativo di limitare la libertà di stampa.
🏀 Nella notte tra martedì e mercoledì il cestista dei Miami Heat Bam Adebayo ha segnato 83 punti contro i Washington Wizards in una partita di NBA, realizzando la seconda miglior prestazione individuale di sempre in una singola gara. Il risultato è inferiore solo ai 100 punti segnati da Wilt Chamberlain nel 1962 e supera di due punti gli 81 realizzati da Kobe Bryant nel 2006 con i Los Angeles Lakers contro i Toronto Raptors. Il record di Bryant era stato avvicinato negli ultimi anni da Luka Dončić (73 punti nel 2024), Donovan Mitchell e Damian Lillard (71 nel 2023). Adebayo, 28 anni, centro o ala grande degli Heat dal 2017, è considerato un giocatore affidabile in attacco e difesa ma non tra i migliori della lega. Il suo precedente record personale era di 41 punti nel 2021 contro i Brooklyn Nets. Nella gara vinta 150-129 dagli Heat aveva già 43 punti all’intervallo e ha chiuso con 9 rimbalzi, 3 assist, 2 palle rubate e 2 stoppate.
Alla prossima 👋



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