Scoperti 27 possibili pianeti che orbitano attorno a due stelle
Quando la fantascienza incontra l’astronomia
Per decenni l’idea di un pianeta illuminato da due soli è appartenuta soprattutto all’immaginario della fantascienza. La scena del doppio tramonto su Tatooine, nel mondo di Star Wars, è diventata una delle immagini più famose del cinema, ma per molto tempo sembrava più una suggestione narrativa che una possibilità concreta.
Oggi, invece, la ricerca astronomica sta mostrando che pianeti di questo tipo esistono davvero. Si chiamano pianeti circumbinari: mondi che non orbitano attorno a una sola stella, come la Terra con il Sole, ma attorno a una coppia di stelle legate gravitazionalmente tra loro.
Un nuovo studio, basato sui dati del satellite TESS della NASA, ha individuato 27 nuovi candidati pianeti circumbinari, suggerendo che questi sistemi potrebbero essere molto più comuni di quanto si pensasse.
Che cosa sono i pianeti circumbinari
Un pianeta circumbinario è un pianeta che orbita intorno a due stelle. In questi sistemi, le due stelle ruotano una attorno all’altra, mentre il pianeta percorre un’orbita più ampia che le racchiude entrambe.
La dinamica è molto più complessa rispetto a quella di un sistema come il nostro. La gravità di due stelle crea un ambiente instabile, con forze che variano continuamente. Per questo, in passato, molti astronomi ritenevano che la formazione di pianeti circumbinari fosse rara o difficile.
La scoperta di nuovi candidati, invece, rafforza un’idea diversa: anche nei sistemi stellari doppi, la formazione planetaria può avvenire con una certa frequenza. L’universo, ancora una volta, si dimostra più vario e creativo dei nostri modelli iniziali.
Il ruolo del satellite TESS
La scoperta nasce dall’analisi dei dati raccolti da TESS, il Transiting Exoplanet Survey Satellite della NASA. Lanciato nel 2018, TESS è progettato per cercare esopianeti osservando piccole variazioni nella luminosità delle stelle.
Il metodo più noto è quello del transito: quando un pianeta passa davanti alla propria stella, visto dalla Terra, blocca una piccola parte della luce e produce un calo misurabile. È così che sono stati scoperti migliaia di esopianeti negli ultimi anni.
Nel caso dei pianeti circumbinari, però, il metodo del transito è più complicato. Il pianeta deve passare davanti alle stelle dal nostro punto di vista, e l’allineamento deve essere molto preciso. Questo significa che molti pianeti potrebbero sfuggire all’osservazione semplicemente perché la loro orbita non è orientata nel modo giusto.
Un nuovo metodo per trovare mondi nascosti
Il team di ricerca ha usato un approccio diverso, basato su un fenomeno chiamato precessione apsidale. In parole semplici, gli astronomi hanno osservato piccole variazioni nel modo in cui due stelle binarie eclissanti si muovono una attorno all’altra.
In un sistema binario eclissante, le due stelle passano periodicamente l’una davanti all’altra, producendo cali regolari di luminosità. Se questi cali cambiano leggermente nel tempo, può significare che un terzo corpo, invisibile direttamente, sta influenzando gravitazionalmente il sistema.
Analizzando 1.590 sistemi binari eclissanti, i ricercatori hanno trovato segnali compatibili con la presenza di compagni planetari. Tra questi, 27 risultano candidati particolarmente interessanti per essere pianeti circumbinari.
Candidati, non ancora pianeti confermati
È importante sottolineare che si parla di candidati pianeti, non ancora di pianeti confermati. La differenza è fondamentale. Un candidato è un oggetto la cui presenza è suggerita dai dati, ma che richiede ulteriori verifiche per escludere altre spiegazioni.
In alcuni casi, infatti, ciò che appare come un pianeta potrebbe rivelarsi una nana bruna o una piccola stella. Serviranno osservazioni aggiuntive, in particolare misure spettroscopiche e analisi della velocità radiale, per capire la vera natura di questi oggetti.
La prudenza è parte essenziale del metodo scientifico: la scoperta è promettente, ma il passo dalla candidatura alla conferma richiede tempo, strumenti e nuove osservazioni.
Quanto sono lontani questi mondi
I possibili pianeti individuati si trovano a distanze comprese tra circa 650 e 18.000 anni luce dalla Terra. Sono quindi mondi molto lontani, distribuiti in sistemi stellari diversi e difficili da studiare nel dettaglio con gli strumenti attuali.
Le loro caratteristiche non sono ancora definite con precisione. Alcuni potrebbero avere masse paragonabili a quelle di Nettuno, altri potrebbero essere molto più massicci, fino a diverse volte la massa di Giove. Proprio questa incertezza rende necessari nuovi studi: capire se siano veri pianeti e quale sia la loro struttura aiuterà a comprendere meglio come si formano i sistemi circumbinari.
Perché questa scoperta è importante
La scoperta è significativa perché potrebbe più che raddoppiare il numero di mondi circumbinari conosciuti o candidati. Finora, infatti, questi pianeti erano considerati relativamente rari, anche perché difficili da individuare.
Il nuovo metodo suggerisce invece che potremmo averne semplicemente visti pochi. Se molti pianeti circumbinari non transitano davanti alle stelle dal nostro punto di vista, allora i metodi tradizionali ne hanno intercettato solo una piccola parte.
Questo cambia la prospettiva: i sistemi con due stelle sono molto comuni nella galassia, e se anche una parte significativa di essi ospita pianeti, allora i mondi con “due soli” potrebbero essere numerosi.
Cosa ci insegnano sulla formazione dei pianeti
Studiare i pianeti circumbinari significa mettere alla prova le teorie sulla formazione planetaria. I pianeti nascono da dischi di gas e polveri che circondano le giovani stelle. Ma in un sistema doppio, la presenza di due stelle può disturbare il disco, creare zone instabili e rendere più difficile l’accumulo di materiale.
Il fatto che questi pianeti esistano indica che la natura trova comunque modi per costruire mondi anche in ambienti dinamicamente complessi. Capire dove si formano, quanto lontano orbitano dalle stelle e quali caratteristiche hanno può aiutare gli astronomi a perfezionare i modelli di nascita dei sistemi planetari.
In altre parole, i pianeti circumbinari non sono solo curiosità astronomiche: sono laboratori naturali per capire quanto sia flessibile il processo che porta alla formazione dei pianeti.
Mondì abitabili attorno a due soli?
La domanda sorge spontanea: un pianeta circumbinario potrebbe essere abitabile? In teoria sì, ma le condizioni sarebbero particolari. Un pianeta dovrebbe trovarsi nella cosiddetta zona abitabile del sistema, cioè a una distanza tale da consentire temperature compatibili con la presenza di acqua liquida, se dotato di atmosfera adeguata.
In un sistema con due stelle, però, la quantità di energia ricevuta può variare in modo complesso. Le stagioni potrebbero essere diverse da quelle terrestri, così come i cicli di luce e calore. Non è impossibile immaginare mondi abitabili, ma servono condizioni stabili e una lunga evoluzione favorevole.
Per ora, i nuovi candidati non sono presentati come pianeti abitabili. Il loro valore principale è un altro: dimostrano che i sistemi planetari possono esistere anche dove un tempo li avremmo considerati improbabili.
Un universo più vario del previsto
Ogni nuova scoperta sugli esopianeti allarga la nostra idea di “sistema planetario”. Per molto tempo abbiamo usato il Sistema Solare come modello di riferimento: una stella centrale, pianeti in orbite relativamente ordinate, una struttura apparentemente semplice.
Oggi sappiamo che la galassia è molto più fantasiosa: pianeti giganti vicinissimi alla loro stella, super-Terre rocciose, mondi senza atmosfera, pianeti in sistemi multipli, orbite inclinate e configurazioni che sembravano quasi impossibili.
I 27 nuovi candidati circumbinari aggiungono un altro tassello a questa diversità. Non sono solo “pianeti con due soli”: sono la prova che la ricerca astronomica sta imparando a riconoscere mondi nascosti attraverso segnali sempre più sottili.
In sintesi
Grazie ai dati del satellite TESS, un team di astronomi ha individuato 27 possibili pianeti circumbinari, cioè mondi che orbitano attorno a due stelle. La scoperta utilizza un metodo innovativo basato sulle variazioni del moto di stelle binarie eclissanti, aprendo la strada alla ricerca di pianeti che non sarebbero facilmente individuabili con il classico metodo del transito.
Se confermati, questi candidati potrebbero cambiare la nostra percezione dei sistemi planetari doppi, mostrando che i mondi con due soli potrebbero essere molto più comuni di quanto immaginato.
Fonti:
The Guardian – Scientists discover 27 potential new planets that orbit two stars in solar systems far, far away
Monthly Notices of the Royal Astronomical Society – Detection of 27 candidate circumbinary planets through apsidal precession of eclipsing binaries observed by TESS
arXiv – Detection of 27 Candidate Circumbinary Planets Through Apsidal Precession of Eclipsing Binaries Observed by TESS
Smithsonian Magazine – Astronomers Discover 27 Potential Planets Each Orbiting Two Stars, Just Like the Fictional Tatooine in Star Wars
EurekAlert – New Star Wars-like planet candidates with two suns



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