DESI completa la più grande mappa 3D dell’universo: 47 milioni di galassie osservate

Un nuovo atlante del cosmo
Immaginare una mappa dell’universo è difficile. Non si tratta di disegnare continenti, oceani o montagne, ma di collocare nello spazio milioni di galassie, quasar e stelle, ricostruendo una struttura che si estende per miliardi di anni luce.

È proprio questo il risultato raggiunto dal Dark Energy Spectroscopic Instrument, meglio conosciuto come DESI: uno degli strumenti astronomici più avanzati mai costruiti per studiare la distribuzione della materia nell’universo. Dopo cinque anni di osservazioni, DESI ha completato la missione originariamente prevista e ha prodotto la più grande mappa tridimensionale ad alta risoluzione dell’universo mai realizzata.

Il dato è impressionante: più di 47 milioni di galassie e quasar osservati, oltre a circa 20 milioni di stelle della Via Lattea. Un risultato superiore alle aspettative iniziali, che prevedevano l’osservazione di circa 34 milioni di galassie e quasar.

Che cos’è DESI
DESI è uno strumento installato sul telescopio Nicholas U. Mayall da 4 metri, presso il Kitt Peak National Observatory, in Arizona. Il suo compito è raccogliere la luce proveniente da milioni di oggetti celesti e scomporla nei suoi colori, ottenendo quello che gli astronomi chiamano spettro.

Lo spettro è una sorta di impronta luminosa. Permette di capire molte cose: la composizione di un oggetto, il suo movimento, la sua distanza e il periodo della storia cosmica in cui lo stiamo osservando. In astronomia, infatti, guardare lontano significa guardare indietro nel tempo, perché la luce impiega milioni o miliardi di anni per raggiungerci.

Grazie a questi dati, DESI non si limita a creare una fotografia del cielo: costruisce una mappa tridimensionale dell’universo, collocando ogni galassia non solo in una direzione, ma anche a una distanza.

Cinquemila “occhi” robotici puntati sul cielo
Una delle caratteristiche più affascinanti di DESI è la sua tecnologia. Lo strumento utilizza migliaia di fibre ottiche controllate da piccoli robot, capaci di posizionarsi rapidamente per raccogliere la luce di altrettanti oggetti celesti.

In pratica, DESI può osservare migliaia di galassie contemporaneamente. Ogni fibra viene orientata verso un punto preciso del cielo e convoglia la luce verso gli spettrografi, che la analizzano in dettaglio. Questo processo viene ripetuto continuamente, notte dopo notte, permettendo di accumulare una quantità enorme di dati.

È una macchina osservativa progettata per la scala industriale della cosmologia moderna: non studiare una galassia alla volta, ma milioni di galassie, per capire la struttura complessiva dell’universo.

Galassie, quasar e stelle: cosa contiene la mappa
La nuova mappa di DESI comprende soprattutto galassie e quasar. Le galassie sono sistemi composti da stelle, gas, polveri e materia oscura. I quasar, invece, sono oggetti estremamente luminosi alimentati da buchi neri supermassicci al centro di galassie lontanissime.

I quasar sono particolarmente utili perché possono essere osservati anche a distanze enormi. La loro luce attraversa l’universo per miliardi di anni prima di arrivare fino a noi, portando informazioni preziose sulla distribuzione della materia lungo il percorso.

Accanto a galassie e quasar, DESI ha raccolto anche dati su milioni di stelle della Via Lattea. Queste osservazioni aiutano a studiare la struttura della nostra galassia e a migliorare la comprensione del cielo vicino, mentre la mappa extragalattica apre una finestra sull’universo su scala immensa.

Perché una mappa 3D dell’universo è così importante
La distribuzione delle galassie non è casuale. A grande scala, l’universo assomiglia a una rete: filamenti di galassie, ammassi, regioni dense e grandi vuoti cosmici. Questa struttura, chiamata spesso ragnatela cosmica, conserva tracce della storia dell’universo e della sua evoluzione.

Mappare questa rete permette agli scienziati di capire come la materia si è organizzata nel tempo, come la gravità ha modellato le strutture cosmiche e come l’espansione dell’universo ha influenzato la crescita delle galassie.

DESI offre quindi un’enorme base dati per rispondere a domande fondamentali: quanto velocemente si è espanso l’universo? Come sono cresciute le strutture cosmiche? Qual è il ruolo della materia oscura? E soprattutto: che cos’è davvero l’energia oscura?

Il mistero dell’energia oscura
Il nome DESI contiene già il cuore della missione: Dark Energy, energia oscura. Si tratta della componente misteriosa che, secondo il modello cosmologico attuale, costituisce circa il 70% dell’universo e guida la sua espansione accelerata.

La scoperta dell’accelerazione cosmica, alla fine degli anni Novanta, ha cambiato la cosmologia moderna. Da allora, gli scienziati sanno che l’universo non si limita a espandersi: lo fa sempre più rapidamente. Ma il motivo resta uno dei più grandi enigmi della fisica.

Per molto tempo l’energia oscura è stata interpretata come una costante, una proprietà dello spazio stesso. I dati più recenti, però, hanno sollevato una possibilità affascinante: l’energia oscura potrebbe non essere perfettamente costante nel tempo. Potrebbe evolvere, indebolirsi o comportarsi in modo più complesso di quanto previsto dal modello standard.

DESI è stato progettato proprio per indagare questa domanda.

Come la mappa può aiutare a capire l’espansione cosmica
Per studiare l’energia oscura, gli astronomi osservano come le galassie si distribuiscono nello spazio e nel tempo. In particolare, misurano alcune “impronte” lasciate nell’universo primordiale, come le oscillazioni acustiche barioniche, che funzionano come una sorta di righello cosmico.

Queste tracce permettono di misurare le distanze cosmiche con grande precisione e di ricostruire il ritmo dell’espansione dell’universo in epoche diverse. Più grande e precisa è la mappa, più affidabili diventano queste misure.

Con oltre 47 milioni di galassie e quasar, DESI offre una base osservativa senza precedenti. Ogni punto della mappa è un piccolo tassello di una storia molto più grande: quella dell’universo che cambia nel corso di miliardi di anni.

Una missione completata, ma non finita
DESI ha completato la missione originaria, ma il lavoro non si ferma. Lo strumento continuerà a osservare almeno fino al 2028, ampliando ulteriormente la mappa e raccogliendo dati in regioni ancora più estese o più difficili del cielo.

Questo è un aspetto importante: il completamento della missione programmata non rappresenta la conclusione del progetto, ma una tappa. I dati raccolti dovranno essere analizzati, confrontati e integrati con quelli di altri osservatori e missioni, come Euclid, il telescopio spaziale europeo dedicato allo studio dell’universo oscuro.

La cosmologia moderna procede sempre più attraverso grandi collaborazioni e grandi archivi di dati. DESI è uno degli esempi più chiari di questa nuova fase.

Una collaborazione scientifica globale
Il progetto DESI coinvolge centinaia di ricercatori, università e istituti di ricerca in tutto il mondo. È gestito dal Lawrence Berkeley National Laboratory e finanziato principalmente dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, con la partecipazione di numerosi partner internazionali.

Questa dimensione collaborativa è essenziale. Nessun singolo osservatorio, laboratorio o gruppo di ricerca potrebbe da solo raccogliere, elaborare e interpretare una mole di dati così grande. La mappa dell’universo è, in un certo senso, anche il risultato di una mappa umana: una rete globale di competenze, strumenti e analisi.

Perché questa notizia riguarda tutti
A prima vista, una mappa di 47 milioni di galassie può sembrare qualcosa di lontanissimo dalla vita quotidiana. E in parte lo è. Ma la cosmologia risponde a domande che appartengono all’umanità da sempre: da dove viene l’universo? Come si è formato? Quale sarà il suo destino?

DESI non offre ancora tutte le risposte, ma fornisce uno degli strumenti più potenti mai realizzati per cercarle. Guardare la distribuzione delle galassie significa leggere le tracce di miliardi di anni di storia cosmica. Significa capire meglio il contesto fisico in cui esistono la nostra galassia, il Sistema Solare e la Terra.

In questo senso, ogni grande mappa dell’universo è anche un modo per ridefinire il nostro posto nel cosmo.

In sintesi
DESI ha completato la più grande mappa 3D ad alta risoluzione dell’universo mai realizzata, osservando oltre 47 milioni di galassie e quasar e superando ampiamente gli obiettivi iniziali della missione. Questo nuovo atlante cosmico permetterà agli scienziati di studiare con maggiore precisione la struttura dell’universo, la distribuzione della materia oscura e soprattutto il mistero dell’energia oscura.

La missione originaria è conclusa, ma le osservazioni continueranno: il grande viaggio di DESI nella ragnatela cosmica è appena entrato nella sua fase più interessante.


Fonti:
Berkeley Lab – DESI Completes Planned 3D Map of the Universe and Continues Exploring
DESI – Dark Energy Spectroscopic Instrument
NOIRLab – DESI Completes Planned 3D Map of the Universe and Continues Exploring
UCL – Five-year mission maps 47 million galaxies and quasars
ScienceDaily – This massive 3D map of 47 million galaxies could unlock dark energy clues

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