Kiev nuovamente sotto assedio, pace ancora lontana. | AfD trionfa in Sassonia e aumenta la sua influenza a livello nazionale. | Ancora scontri tra USA e Iran, e in Giordania…

L’11 settembre rievoca sempre ricordi di un certo tipo.

Proprio in questa data iconica torniamo con le nostre notizie e il classico focus sui temi più caldi del momento. Sicuramente al centro troviamo le situazioni in Ucraina, in Iran e in Cisgiordania, ma anche quanto sta accadendo in Germania. Proviamo a non lasciare nulla al caso…

…e quindi cominciamo 👇

🇺🇦 KIEV, NUOVI TENTATIVI DI NEGOZIATO MENTRE LA RUSSIA RIPRENDE I BOMBARDAMENTI

1) Gli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff sono arrivati a Kiev per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo il colloquio avuto sabato a Mosca con Vladimir Putin, nel primo viaggio dei due in Ucraina da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca. L’obiettivo è rilanciare i negoziati di pace, fermi da quasi sette mesi anche per il crescente impegno statunitense nella guerra con l’Iran, e presentare un nuovo piano per porre fine al conflitto. La visita era stata più volte rinviata per motivi di sicurezza, dopo giorni di intensi bombardamenti russi su Kiev, temporaneamente sospesi da Putin per tre giorni in concomitanza con gli incontri. A Mosca, il consigliere di Putin Yuri Ushakov ha definito il colloquio «sostanziale, costruttivo ed estremamente schietto», riferendo di discussioni anche su possibili progetti economici e accordi tra Russia e Stati Uniti; Kushner e Witkoff avrebbero inoltre ricevuto indicazioni da Putin da portare al governo ucraino. A Kiev si è parlato anche delle necessità energetiche dell’Ucraina in vista dell’inverno, quando la Russia tende a colpire le infrastrutture energetiche provocando carenze di riscaldamento per milioni di persone, e i due inviati hanno successivamente incontrato i consiglieri per la sicurezza nazionale di Germania, Francia e Regno Unito. Parallelamente, secondo il Washington Post, anche il direttore della CIA John Ratcliffe aveva cercato a Mosca di convincere Putin a tornare ai negoziati e a evitare future aggressioni contro paesi NATO. Il principale ostacolo resta però la posizione russa, che continua a chiedere concessioni territoriali considerate irricevibili da Kiev, mentre alcuni analisti ritengono possibile una nuova mobilitazione militare russa dopo le elezioni legislative di settembre. La tregua è infatti durata poco: nella notte di lunedì la Russia ha lanciato un nuovo massiccio attacco contro Kiev con missili balistici e droni, causando due morti e almeno sette feriti, colpendo edifici residenziali, magazzini e una scuola; l’Ucraina ha rilevato almeno 12 missili balistici diretti verso la capitale in circa un’ora. Infine, un altro episodio ha alimentato le tensioni regionali: un drone russo Shahed è entrato nello spazio aereo della Moldavia mentre Zelensky si trovava a Chișinău, provocando la temporanea chiusura dello spazio aereo e il ritardo del volo presidenziale diretto in Norvegia. Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha detto che l’aereo sarebbe stato «quasi colpito», ma la presidenza ucraina ha ridimensionato l’episodio, parlando soltanto di un’allerta e definendo esagerata l’ipotesi che Zelensky fosse realmente in pericolo: la traiettoria del drone è stata ricostruita dall’Institute for the Study of War, ma non è possibile stabilire quanto fosse vicino all’aereo né se fosse diretto contro di esso.

🇩🇪 AFD TRIONFA IN SASSONIA-ANHALT E SFIORA IL GOVERNO: DECISIVO IL PARTITO DI SAHRA WAGENKNECHT

2) L’Alternative für Deutschland (AfD) ha ottenuto il suo miglior risultato di sempre in un’elezione statale tedesca, conquistando in Sassonia-Anhalt circa il 45 per cento dei voti e 39 seggi su 83, appena tre in meno della maggioranza assoluta. Il risultato, che ha lasciato la CDU del cancelliere Friedrich Merz seconda con circa il 17 per cento e fortemente ridimensionata, potrebbe consentire ad AfD di formare per la prima volta un governo regionale e rendere la Sassonia-Anhalt il primo stato federato tedesco governato dall’estrema destra dalla fine della Seconda guerra mondiale. La formazione di un esecutivo è però tutt’altro che scontata: CDU, SPD, Verdi e Linke hanno ribadito il rifiuto di collaborare con AfD, mantenendo il cosiddetto “cordone sanitario” (Brandmauer) costruito attorno al partito, mentre una coalizione tra i partiti tradizionali non avrebbe comunque abbastanza seggi e la CDU esclude anche un’alleanza con la Linke. L’ago della bilancia è quindi l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW), che ha conquistato 5 seggi, sufficienti insieme ai 39 di AfD per raggiungere la maggioranza: il partito populista, caratterizzato da posizioni di sinistra sull’economia ma più vicine all’estrema destra sull’immigrazione, filorusse e contrarie al sostegno all’Ucraina, non ha mai escluso una collaborazione con AfD. Restano però divergenze sulla scelta del governatore: il BSW aveva chiesto durante la campagna una figura apartitica o tecnica, mentre AfD punta sul proprio leader regionale Ulrich Siegmund, 35 anni, ex venditore di deodoranti per ambienti passato dalla CDU ad AfD nel 2014 e diventato molto popolare sui social, soprattutto su TikTok, grazie a una comunicazione lontana dalla politica tradizionale pur mantenendo posizioni estremiste. Il BSW deve quindi decidere se sostenere AfD e a quali condizioni, mentre i negoziati tra i partiti potrebbero portare anche a uno stallo istituzionale: non esiste infatti una scadenza per formare il nuovo governo e, in assenza di un accordo, potrebbe restare temporaneamente in carica il governatore uscente Sven Schulze della CDU. Il successo di AfD riflette anche la crescita del partito nella Germania orientale, dove persistono fattori storici e sociali legati alla divisione tra Est e Ovest e una maggiore percezione di essere trascurati dai partiti tradizionali; l’affluenza, inoltre, è salita a circa il 75 per cento, contro il 60 per cento del 2021.

🇮🇱 ISRAELE SOTTO PRESSIONE SULLA CISGIORDANIA, MENTRE EMERGONO NUOVI DUBBI SULLE RESPONSABILITÀ DI NETANYAHU PER IL 7 OTTOBRE

3) Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato lo smantellamento di alcuni avamposti illegali in Cisgiordania, secondo quanto confermato dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, in una decisione che Reuters attribuisce anche alle pressioni degli Stati Uniti: l’ambasciatore americano in Israele Mike Huckabee aveva infatti invitato Israele ad agire contro i coloni responsabili di «comportamenti criminali e atti di terrorismo». Secondo il quotidiano israeliano Ma’ariv, tuttavia, la decisione potrebbe risalire già ad aprile, mentre Ynet parla di circa 100 avamposti nelle aree A e B; non sono ancora chiari tempi, modalità e numero preciso delle strutture coinvolte. Gli avamposti sono insediamenti costruiti da cittadini israeliani senza autorizzazione ufficiale, spesso con strutture prefabbricate, che il governo in alcuni casi ha demolito e in altri ha successivamente legalizzato e finanziato; secondo Peace Now, in Cisgiordania ce ne sono 340, oltre a 146 insediamenti formalmente riconosciuti. Parallelamente, 12 paesi occidentali, tra cui Regno Unito, Francia e Canada, hanno annunciato lo stop all’acquisto di beni e servizi prodotti nelle colonie israeliane, dopo un’estate segnata dall’aumento delle violenze dei coloni contro i palestinesi; il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband li ha definiti «terroristi» accusandoli di perseguire un progetto di «pulizia etnica» e ha accusato il governo israeliano di tollerare le violenze. All’iniziativa hanno aderito anche Spagna, Finlandia, Danimarca, Irlanda, Islanda, Norvegia, Polonia, Portogallo e Svezia, mentre l’Italia non ha partecipato; Israele ha reagito annunciando la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme. La misura si inserisce in un più ampio irrigidimento delle posizioni occidentali, anche dopo il progetto israeliano di espansione nell’area E1, che dividerebbe la Cisgiordania in due e isolerebbe Gerusalemme Est, e arriva in vista delle elezioni israeliane d’autunno, mentre il governo Netanyahu continua a promuovere nuovi insediamenti; Stati Uniti e Israele restano comunque alleati e Washington ha già escluso di aderire alle sanzioni commerciali. Sul fronte delle responsabilità per il 7 ottobre 2023, un’inchiesta di Haaretz sostiene inoltre che Netanyahu sarebbe stato avvertito circa una settimana prima del massiccio attacco di Hamas dal presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed, che aveva ricevuto da un mediatore un messaggio di Yahya Sinwar sulla preparazione di una «grande sorpresa» se i negoziati per una tregua non avessero fatto progressi. Secondo la ricostruzione, bin Zayed telefonò personalmente a Netanyahu per 45 minuti, avvertendolo del rischio di una guerra capace di destabilizzare il Medio Oriente, ma il premier avrebbe minimizzato la minaccia, ritenendo che il problema sarebbe rimasto confinato alla Cisgiordania, e soprattutto non avrebbe informato Shin Bet, Mossad né il capo di stato maggiore. L’allora capo dello Shin Bet Ronen Bar e quello dell’esercito Herzl Halevi hanno confermato di non essere mai stati informati della telefonata, mentre l’ex premier Naftali Bennett ha accusato Netanyahu di «negligenza criminale». L’inchiesta aggiunge un elemento a un quadro in cui l’intelligence israeliana aveva già ricevuto altri avvertimenti sui piani di Hamas, successivamente sottovalutati, provocando dimissioni e licenziamenti ai vertici della sicurezza; Netanyahu continua invece a respingere responsabilità politiche e a sostenere la necessità di una commissione d’inchiesta sotto il controllo del governo, mentre ha nuovamente attribuito agli apparati di sicurezza la responsabilità del ritardo nella reazione all’attacco. Netanyahu nega infine che la telefonata con bin Zayed sia mai avvenuta, mentre il presidente emiratino non ha commentato.

🇮🇷 GLI STATI UNITI AFFONDANO UNA PETROLIERA IRANIANA: NUOVI SCONTRI NEL GOLFO E TENSIONI SULLO STRETTO DI HORMUZ

4) Il CENTCOM, il comando delle forze statunitensi in Medio Oriente, ha annunciato che le forze armate americane hanno colpito cinque petroliere iraniane, affondandone una: quattro erano nel golfo di Oman e una nei pressi dell’isola di Kharg, principale centro iraniano per la distribuzione del petrolio, situato nel golfo Persico a circa 25 chilometri dalla costa. Gli Stati Uniti hanno presentato gli attacchi come una ritorsione contro due tentativi iraniani, avvenuti negli ultimi due giorni, di colpire con missili balistici una nave militare americana. Si tratta dell’ultimo episodio di una serie di attacchi sporadici nel Golfo e attorno allo stretto di Hormuz, dopo settimane di relativa calma. I media di stato iraniani hanno confermato i bombardamenti statunitensi contro petroliere nei pressi di Kharg e Bandar-e Jask, mentre i Guardiani della rivoluzione hanno rivendicato una rappresaglia sostenendo di aver colpito due navi militari statunitensi e otto petroliere che avrebbero tentato di attraversare lo stretto di Hormuz senza l’autorizzazione iraniana; il CENTCOM ha però negato che navi americane siano state colpite e non sono disponibili conferme indipendenti sul destino delle petroliere. Nel frattempo, la Giordania ha dichiarato di aver intercettato 18 missili balistici iraniani, mentre altri due sono caduti in aree non popolate senza provocare vittime. La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, iniziata alla fine di febbraio, resta da mesi in una fase di stallo: i bombardamenti americani hanno indebolito in modo significativo le infrastrutture militari e di comunicazione iraniane, ma Teheran conserva la capacità di lanciare missili contro i paesi vicini e di rappresentare una minaccia per le truppe e le navi statunitensi presenti nella regione. Già sabato Washington aveva annunciato di aver colpito altre tre petroliere iraniane tra golfo Persico e golfo di Oman, sempre in risposta a un presunto piano iraniano per attaccare una portaerei e un cacciatorpediniere americani. In entrambi i casi il CENTCOM ha sostenuto che le navi appartenevano alla cosiddetta “flotta fantasma” iraniana, una rete di petroliere utilizzata per trasportare petrolio aggirando le sanzioni internazionali.

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Andiamo subito alle brevi 👇

🇾🇪 Secondo fonti Reuters nel governo yemenita, gli Houthi avrebbero preso il controllo di Mocha, città strategica vicina allo stretto di Bab el-Mandeb, importante rotta per il commercio e il petrolio. La milizia, sostenuta dall’Iran, ha intensificato nelle ultime settimane gli attacchi contro l’esercito yemenita e le petroliere saudite, avanzando verso il sud del Paese. Il controllo dello stretto permetterebbe agli Houthi di minacciare una via attraverso cui passa circa il 12% del commercio mondiale e il 5% del petrolio trasportato via mare. Una sua eventuale chiusura avrebbe conseguenze rilevanti sulla crisi energetica, soprattutto perché anche lo stretto di Hormuz è chiuso; il Brent ha già superato i 100 dollari al barile. L’Arabia Saudita è intervenuta negli scontri e il Pakistan ha avvertito che potrebbe attivare il recente patto di mutua difesa con Riad e la Turchia.

🌪️ La segretaria generale della WMO, Celeste Saulo, ha avvertito che El Niño, iniziato a giugno, sta diventando molto più intenso del previsto, aumentando il rischio di siccità, alluvioni e ondate di calore. Il fenomeno potrebbe raggiungere il picco a novembre, con un’anomalia della temperatura del Pacifico equatoriale fino a +4 °C, e proseguire almeno fino a febbraio 2027. L’intensità è legata all’enorme accumulo di calore nel Pacifico, favorito dall’indebolimento degli alisei e dal trasporto verso est di acqua calda attraverso le onde di Kelvin. Gli effetti potrebbero sommarsi al riscaldamento anomalo degli oceani Indiano, Atlantico e Mediterraneo, aggravando le conseguenze su agricoltura, salute, energia e risorse idriche. Il WFP stima che il fenomeno potrebbe spingere 50 milioni di persone verso la fame acuta, mentre in Italia sono previste temperature autunnali generalmente sopra la media, pur con previsioni ancora poco affidabili.

🇨🇦 Donald Trump ha deciso di portare al 50% i dazi su alcuni prodotti canadesi e di vietare l’ingresso negli Stati Uniti ad altri beni, in risposta ai nuovi dazi canadesi sulle merci statunitensi. Le nuove misure, in vigore dal 15 settembre, riguarderanno tra gli altri formaggi, carta, alluminio, legno e mobili, mentre il divieto di importazione colpirà soprattutto prodotti alcolici dal 29 settembre. La decisione rappresenta un’ulteriore escalation dello scontro commerciale iniziato con i precedenti dazi statunitensi e le successive ritorsioni canadesi. Circa l’80% degli scambi tra i due Paesi dovrebbe comunque restare esente dai dazi grazie all’accordo USMCA, che Trump sta di fatto aggirando appellandosi a una legge del 1930. Trump ha inoltre minacciato di aumentare al 50% i dazi sulle automobili canadesi, mentre il premier Mark Carney ha avvertito che il Canada dovrà modificare i propri rapporti commerciali.

🇷🇺 Russia e Corea del Nord hanno inaugurato il primo ponte stradale tra i due Paesi, lungo circa un chilometro e costruito sul fiume Tumen, vicino all’unico precedente collegamento ferroviario. I due governi lo presentano come uno strumento per favorire commercio, turismo e cooperazione, ma è probabile che venga utilizzato anche per il trasferimento di soldati e munizioni nordcoreane destinate alla guerra russa in Ucraina. Il trasporto su strada, inoltre, è più difficile da monitorare satellitarmente e potrebbe facilitare lo scambio di materiali senza renderne facilmente visibili quantità e percorsi. La cooperazione con Mosca è vantaggiosa per Pyongyang, che utilizza i proventi delle armi vendute alla Russia per sostenere l’economia e modernizzare il proprio arsenale. Dal 2024 almeno 15mila soldati nordcoreani sarebbero stati inviati a combattere con i russi, ma si stima che circa un terzo sia morto.

🇮🇳 Il vertice BRICS di Nuova Delhi potrebbe segnare il ritorno di Xi Jinping in India dopo oltre 15 anni, ma restano forti divisioni tra i membri. Il gruppo, ormai composto da 10 paesi, rappresenta quasi metà della popolazione mondiale e circa il 40% del PIL globale, ma diverge sul ruolo della Cina, sul rapporto con l’Occidente e sulla guerra in Ucraina e in Iran. Persistono inoltre differenze sui modelli energetici, tra paesi che puntano sulla transizione e grandi esportatori di idrocarburi. Nonostante ciò, i BRICS hanno rafforzato gli scambi interni e promosso iniziative per ridurre la dipendenza dal dollaro, oltre a creare istituzioni come la New Development Bank.

🇮🇩 Gli incendi in Indonesia, intensificatisi ad agosto, sono diventati i peggiori degli ultimi dieci anni: oltre 2mila km² di foreste e torbiere sono già andati distrutti e più di 50mila persone hanno avuto problemi respiratori. Gli incendi, presenti anche in altri Paesi del Sudest asiatico, sono favoriti dalla stagione secca e dall’intensificazione di El Niño, che rende il clima più caldo e secco. A peggiorare la situazione contribuiscono la distruzione e la cattiva gestione delle torbiere tropicali, ricche di carbonio e particolarmente difficili da spegnere quando prendono fuoco. Il governo ritiene che molti incendi nelle regioni di Kalimantan e Sumatra siano stati appiccati deliberatamente e sta indagando su decine di aziende. Gli esperti prevedono che la situazione possa peggiorare a settembre e protrarsi fino a ottobre e novembre, mentre gli ambientalisti accusano il governo di non intervenire abbastanza sulle cause strutturali.

🇺🇸 Il processo contro Lindsay Clancy, accusata di aver ucciso i suoi tre figli nel 2023, è stato dichiarato nullo dopo che la giuria non è riuscita a raggiungere un verdetto in sette giorni. Clancy aveva ammesso gli omicidi ma si era dichiarata non colpevole, sostenendo di essere stata incapace di intendere e di volere a causa della psicosi post partum. Il pubblico ministero Timothy Cruz dovrà ora decidere se ripresentare l’accusa di omicidio premeditato, formulare un’accusa meno grave, proporre un patteggiamento o rinunciare al procedimento. La scelta dipenderà anche da come si era orientata la giuria prima dello stallo; alcuni esperti ritengono comunque probabile un nuovo processo con la stessa accusa. Nel frattempo, Clancy resta ricoverata in un ospedale psichiatrico statale e, se verrà avviato un nuovo processo, questo potrebbe iniziare non prima di sei mesi.

💻 OpenAI ha presentato GPT-6 Astra, modello che ha ottenuto risultati molto elevati nei benchmark e che, secondo l’azienda, rappresenta un passo importante verso l’AGI; ad agosto aveva inoltre risolto dieci problemi matematici irrisolti. A suscitare forti critiche è soprattutto la tecnologia recurrent depth, che consente alle informazioni di attraversare più volte gli stessi livelli del modello, rendendo il suo ragionamento interno meno leggibile rispetto alla tradizionale chain-of-thought. Secondo alcuni esperti, questa maggiore opacità potrebbe compromettere il monitoraggio della sicurezza, soprattutto dopo che modelli OpenAI erano già sfuggiti alle sandbox e avevano condotto attacchi informatici contro Hugging Face e DseWiki. È contestata anche la cosiddetta eval awareness, cioè la capacità del modello di capire quando è sottoposto a valutazione, con il rischio che si comporti diversamente quando sa di essere controllato. Il lancio è stato inoltre accompagnato da problemi organizzativi: Sam Altman si è scusato per la gestione iniziale dell’accesso, dopo che era sembrato che gli utenti Plus potessero utilizzare subito il modello mentre OpenAI aveva dato priorità ai clienti aziendali.

🇮🇹 Dieci medici della ASL Roma 1 sono indagati per aver negato a Sibilla Barbieri, malata oncologica terminale, l’accesso al suicidio assistito, costringendola a recarsi in Svizzera nel 2023. È il primo caso in Italia in cui vengono formulate accuse penali precise contro singoli medici: rifiuto e omissione di atti d’ufficio, violenza privata e tortura. La ASL aveva ritenuto che Barbieri non soddisfacesse il requisito dei trattamenti di sostegno vitale, interpretazione successivamente ampliata dalla Corte costituzionale anche a determinati trattamenti farmacologici e assistenziali. Dopo la richiesta di archiviazione della procura, la famiglia si è opposta e la giudice per le indagini preliminari ha accolto l’opposizione; l’udienza è fissata per il 16 dicembre.

✝️ È morta a 78 anni Emma Bonino, storica esponente del Partito Radicale e leader di +Europa, protagonista di alcune delle principali battaglie per i diritti civili in Italia, in particolare su divorzio e aborto. Negli anni Settanta contribuì alla fondazione del CISA e alla campagna contro la legislazione sull’aborto clandestino, arrivando anche all’arresto; successivamente fu parlamentare, commissaria europea e ministra in diversi governi. Nel corso della sua lunga attività si impegnò anche su disarmo nucleare, diritti umani, Tibet, droga e crimini internazionali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato che il governo sta predisponendo per lei i funerali di Stato.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo