Accordo in corso per l’Ucraina, dazi ed economia impattano sui mercati americani, abolito il numero chiuso di medicina?

Entriamo nel cuore di marzo con un discreto quantitativo di notizie degne di nota.

Da un lato abbiamo le ultime sui cessate il fuoco in Ucraina e nella Striscia di Gaza, oltre alla situazione economica negli Stati Uniti e a quella migratoria in Europa. In ultimo, ma non per importanza, qualche novità sulla sanità nel Meridione e sulle proteste avvenute in Argentina.

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🇺🇦 UCRAINA: SI LAVORA AL CESSATE IL FUOCO, CON L’AIUTO DEGLI STATI UNITI. LA RISPOSTA DELLA RUSSIA

1) L’arrivo di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti ha cambiato gli equilibri della guerra in Ucraina. Durante l’amministrazione Biden, l’Occidente aveva una posizione unitaria, ma ora Trump ha avviato negoziati con la Russia, mentre l’Europa riforma le sue politiche di difesa e l’Ucraina ha presentato una nuova proposta di pace. Il paese continua a chiedere il ritiro totale della Russia dai propri territori, ma, a causa delle difficoltà militari, sembra pronta a compromessi, come una tregua parziale. L’Europa condivide l’obiettivo di una pace “giusta” ma ritiene probabile la cessione di territori ucraini alla Russia. Francia e Regno Unito hanno proposto una coalizione per inviare truppe in Ucraina dopo un cessate il fuoco, mentre altri paesi, come l’Italia, sono più cauti. La Russia è favorita dal nuovo scenario e mantiene le richieste avanzate nel 2022, tra cui la demilitarizzazione dell’Ucraina e il riconoscimento della sovranità russa su Crimea e territori occupati.

Sul campo, l’esercito russo sta avanzando nella regione di Kursk, parzialmente occupata dall’Ucraina dall’estate scorsa. Le truppe russe hanno quasi diviso in due il territorio sotto controllo ucraino, accerchiando i soldati presenti nella parte settentrionale, che non possono né tornare in Ucraina né avanzare in Russia. L’Ucraina aveva preso il controllo di una vasta area di Kursk nell’agosto scorso, ma in sette mesi ha perso circa due terzi di quel territorio. La controffensiva russa è diventata più intensa dopo la sospensione del supporto militare e dell’intelligence statunitensi. Soldati nordcoreani partecipano alle operazioni russe, con circa 11mila unità tornate in azione dopo una temporanea ritirata a gennaio. Negli ultimi giorni, i russi hanno riconquistato tre centri urbani e si avvicinano a Sudzha, il principale centro della regione. Un gruppo di circa cento soldati ha tentato di raggiungere la città percorrendo 15 chilometri all’interno di un gasdotto dismesso, ma secondo alcuni blogger militari non erano adeguatamente equipaggiati per l’operazione. L’Ucraina ha confermato il tentativo russo di attraversare il gasdotto, affermando di aver intercettato i soldati una volta tornati in superficie. Il comandante di un’unità ucraina ha dichiarato che il proprio esercito fatica a contenere gli attacchi russi, spesso composti da gruppi di 50 nordcoreani contro pochi difensori ucraini. Il presidente Zelensky considera il Kursk una possibile pedina di scambio nei negoziati con la Russia, il cui esito appare incerto.

Un importante incontro per i negoziati si è tenuto a Jeddah, in Arabia Saudita, tra delegazioni di Ucraina e Stati Uniti. Si è trattato del primo colloquio ufficiale dopo la visita di Zelensky alla Casa Bianca del 28 febbraio, terminata con un litigio con Trump e la sospensione degli aiuti militari americani all’Ucraina. La proposta ucraina prevede la fine immediata dei bombardamenti aerei e marittimi, ma non dei combattimenti terrestri. In cambio, la Russia dovrebbe interrompere gli attacchi in Ucraina, e Kyiv cessare gli attacchi con droni contro il territorio russo e le navi nel Mar Nero. L’Ucraina ha chiesto inoltre uno scambio totale di prigionieri di guerra e garanzie di sicurezza per evitare future invasioni russe. Nella notte tra lunedì e martedì, l’Ucraina ha lanciato oltre 330 droni contro la Russia, con sessanta che hanno raggiunto Mosca. Secondo le autorità russe, tre persone sono morte e diciotto sono rimaste ferite. L’attacco potrebbe essere legato ai negoziati, per dimostrare l’efficacia delle operazioni ucraine. Gli Stati Uniti hanno continuato a puntare a un cessate il fuoco immediato e generale, suggerendo all’Ucraina di fare concessioni territoriali alla Russia. Zelensky non ha partecipato ai colloqui ma ha incontrato il principe saudita Mohammed bin Salman a Riad. La delegazione ucraina si è presentata in abiti formali anziché militari, mentre dalla parte statunitense non ha partecipato l’inviato per il Medio Oriente, Steve Witkoff, che la prossima settimana sarà a Mosca per colloqui con Putin. Dopo l’incontro però, la svolta. Gli Stati Uniti hanno comunicato la ripresa immediata dell’invio di aiuti militari e la condivisione di informazioni di intelligence con l’Ucraina, dopo la sospensione decisa la settimana scorsa. L’Ucraina si è detta pronta a un cessate il fuoco totale di 30 giorni, a condizione che anche la Russia lo accetti. Il cessate il fuoco, se attuato, potrebbe essere prolungato e portare a negoziati di pace, ma dipende dalla disponibilità della Russia. Il segretario di Stato Marco Rubio informerà Mosca, mentre Trump ha dichiarato che parlerà con Putin (il presidente ucraino Zelensky ritiene che spetti proprio agli USA convincere la Russia). L’Ucraina avrebbe preferito una sospensione solo degli attacchi marittimi e aerei, ma gli Stati Uniti hanno insistito per un cessate il fuoco totale. Entrambi i paesi nomineranno una squadra di negoziatori. Sul fronte militare, il cessate il fuoco potrebbe favorire l’Ucraina, permettendole di rafforzare le difese, come fece la Russia con la “linea Surovikin” nel 2022-2023. La proposta ha ricevuto il sostegno di diversi leader europei, ma non è certo che Putin accetti senza imporre nuove condizioni. In passato, i cessate il fuoco tra Russia e Ucraina sono sempre falliti a causa delle violazioni russe. A questo proposito, la Russia ha annunciato di aver riconquistato Sudzha, città nella regione di Kursk precedentemente occupata dall’Ucraina. Sebbene Kiev non abbia confermato ufficialmente la ritirata, fonti ucraine avevano già segnalato il ripiegamento delle truppe. La Russia sta conducendo una rapida controffensiva nella regione, con soldati russi e nordcoreani quasi riusciti ad accerchiare le forze ucraine. Il presidente Putin ha visitato i territori riconquistati, esortando a espellere gli ucraini e a processare i prigionieri di guerra come terroristi. L’avanzata russa rappresenta una sfida per Zelensky, che sperava di usare i territori occupati come leva nei negoziati con Mosca.

A proposito di questi, ieri il presidente russo Vladimir Putin ha espresso un cauto assenso alla proposta statunitense. Durante una conferenza stampa a Mosca con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, ha affermato di sostenere l’idea di una tregua, ma ha posto l’accento su diverse questioni ancora da discutere. Ha chiesto garanzie sulla sua applicazione lungo il fronte e ha espresso il timore che l’Ucraina possa sfruttare la pausa per riorganizzarsi militarmente. Putin ha dettagliato le condizioni di un possibile accordo, segnalando sia la complessità delle trattative che la volontà di allungare i tempi, mentre le operazioni militari russe avanzano. Infine, ha ribadito che, a suo avviso, le cause profonde del conflitto risiedono nella vicinanza dell’Ucraina all’Europa e alla NATO.

E in Europa che si dice? Il piano ReArm Europe, annunciato da Ursula von der Leyen, prevede un investimento ipotetico di 800 miliardi di euro per rafforzare la difesa europea. Tuttavia, molti dettagli restano incerti, e la cifra è una stima basata su simulazioni. L’unico aspetto finanziario definito riguarda i 150 miliardi del programma SAFE, finanziati con nuovo debito comune, ma il loro utilizzo dipenderà dalle decisioni dei singoli Stati. Il piano mira a incentivare acquisti comuni e ridurre la dipendenza dagli USA, ma vi sono divergenze tra Francia, Germania e Italia sull’adozione del principio “Buy European”. Inoltre, sette Stati membri, tra cui la Germania, potrebbero non ricorrere ai prestiti della Commissione poiché si finanziano a condizioni migliori, mentre altri, come l’Italia, sono già fortemente indebitati. L’eventuale mobilitazione degli 800 miliardi dipende anche dall’uso della “escape clause”, che permette agli Stati di superare i limiti del Patto di stabilità per aumentare la spesa militare. In settimana, il Parlamento Europeo ha approvato le proposte della Commissione con 419 voti a favore, 204 contrari e 46 astensioni.

🇮🇱 MEDIORIENTE: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SU ISRAELE E SIRIA TRA TREGUE, RIVOLTE E NUOVI ACCORDI

2) Che situazione c’è in Medioriente invece? I ministri degli Esteri di Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno approvato il piano dei paesi arabi per la ricostruzione della Striscia di Gaza, dal costo di 53 miliardi di dollari, che prevede sicurezza e ripristino delle infrastrutture. Nel loro comunicato, definiscono il piano una soluzione realistica per Gaza. Il progetto arabo si contrappone a quello proposto dal presidente statunitense Donald Trump, che prevedeva il controllo americano della Striscia, l’espulsione dei palestinesi e la sua trasformazione in una destinazione turistica. A Gaza, intanto, il ministro dell’Energia israeliano, Eli Cohen, ha ordinato alla Israel Electric Corporation di interrompere la fornitura di elettricità per fare pressione su Hamas nei negoziati in corso. La rete elettrica di Gaza è fuori uso dall’ottobre 2023 e l’energia proviene solo da generatori a diesel; ora potrebbero fermarsi anche gli impianti di desalinizzazione e trattamento delle acque. Israele aveva già bloccato gli aiuti umanitari e mira a prolungare il cessate il fuoco fino al 20 aprile in cambio della liberazione di metà degli ostaggi. Hamas, invece, insiste sulla fase due degli accordi di gennaio, che prevede il ritiro israeliano e la liberazione di tutti gli ostaggi.

Non è tutto. La Commissione d’inchiesta internazionale indipendente sui territori palestinesi occupati, un organo dell’ONU, ha accusato Israele di aver commesso «atti genocidari» per la distruzione sistematica di cliniche riproduttive e l’uso della violenza sessuale come metodo di guerra a Gaza. Israele ha respinto le accuse, definendo il rapporto un attacco al proprio esercito e allo Stato. Tra gli episodi citati, la distruzione della clinica Basma nel dicembre 2023 ha portato alla perdita di oltre 4.000 embrioni. La Commissione denuncia anche la riduzione degli aiuti umanitari e accusa l’esercito israeliano di abusi sessuali sui palestinesi. Pur rilevando atti di genocidio, la Commissione non ha formulato un’accusa completa, ma il suo lavoro potrebbe essere utilizzato dalla Corte internazionale di giustizia.

Spostiamoci in Siria dove, negli ultimi quattro giorni, la provincia di Latakia è stata teatro di rivolte contro le forze di sicurezza e il nuovo governo di transizione, seguite da massacri di civili. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, tra giovedì e lunedì sono stati uccisi 973 civili e oltre 300 tra miliziani pro-Assad e membri delle forze governative. Il ministero della Difesa ha dichiarato conclusa l’operazione militare, ma l’area è chiusa ai giornalisti e la situazione è incerta. Gli scontri sono iniziati a Jable con un’imboscata ai danni delle forze di sicurezza, estendendosi poi ad altre città della regione, storicamente vicina ad Assad e alla comunità alawita. Il governo ha inviato uomini e mezzi, accusati di violenze anche contro civili. Online circolano video di uccisioni indiscriminate, e si segnalano attacchi contro ospedali e infrastrutture. Il presidente provvisorio Al Shara ha invitato le sue forze a evitare attacchi contro i civili, mentre il governo ha chiuso le strade verso ovest, sospeso le lezioni e rafforzato i controlli. Testimonianze parlano di corpi nelle strade, negozi saccheggiati e sparatorie. Domenica, al Shara ha annunciato un’inchiesta sugli abusi, mentre i combattimenti proseguono nelle zone montuose dove si nasconderebbero migliaia di miliziani fedeli ad Assad.

Nel frattempo, il governo ha annunciato un accordo con i principali gruppi curdi per integrare le istituzioni politiche e militari curde in quelle nazionali siriane. L’intesa è stata accompagnata da una foto proprio di Al Shara con Mazloum Abdi, leader curdo. Le Forze democratiche siriane (SDF), che amministrano autonomamente il nord-est della Siria da sei anni dopo aver sconfitto lo Stato Islamico con il supporto degli USA, non hanno ancora commentato pubblicamente l’accordo. Secondo l’agenzia statale SANA, l’accordo prevede l’integrazione di istituzioni civili e militari nel sistema statale siriano, compresi varchi di frontiera, aeroporti e giacimenti di petrolio e gas. Inoltre, riconosce la comunità curda come parte integrante dello Stato, garantendole diritti di cittadinanza e costituzionali, sebbene la nuova Costituzione debba ancora essere redatta. Finora le SDF erano rimaste fuori dai negoziati sulla transizione politica siriana e non avevano partecipato all’accordo di dicembre per la creazione di un esercito unificato. In passato, i curdi avevano conquistato nuovi territori approfittando della ritirata dell’esercito di Assad, ma erano stati attaccati dalla Turchia e dall’Esercito nazionale siriano, milizia filoturca.

🇺🇸 USA: MERCATI IN BILICO PER VIA DI DAZI E POLITICHE ECONOMICHE. NUOVO +25% SU ACCIAIO E ALLUMINIO

3) Facciamo un salto in USA. I mercati finanziari delle principali economie avanzate stanno registrando cali significativi, innescati dalla borsa statunitense, che risente delle politiche commerciali incerte di Donald Trump. Dopo un periodo di entusiasmo per le promesse di tagli fiscali e deregolamentazione, gli indici di Wall Street hanno perso gran parte dei guadagni accumulati. Lunedì il Nasdaq ha registrato un calo del 4%, con Tesla tra le aziende più colpite, arrivando a perdere fino al 15% del suo valore. L’avvicinamento di Elon Musk a Trump sembra aver influito negativamente sul titolo, che ha perso oltre la metà del valore dal picco post-elettorale. Anche altre aziende tecnologiche, come Meta, Alphabet, Nvidia, Apple e Amazon, hanno subito cali intorno al 5%. L’indice S&P 500 è sceso del 2,7%, con una perdita complessiva dell’8% in meno di un mese, mentre il Dow Jones ha perso il 2% solo lunedì. Anche le criptovalute hanno subito un calo: il Bitcoin, che aveva superato i 100mila dollari a dicembre, ora vale circa 80mila. Al contrario, i titoli di stato statunitensi hanno guadagnato valore, considerati un rifugio sicuro dagli investitori. L’instabilità è legata soprattutto alle decisioni imprevedibili di Trump, come la gestione dei dazi su Messico, Canada e Cina, che sono stati annunciati, rimandati, applicati e poi parzialmente sospesi. Questa incertezza ha aumentato del 70% l’indice Vix, che misura la volatilità del mercato. Trump ha minimizzato i rischi di recessione, sostenendo che i dazi porteranno grandi entrate agli Stati Uniti. Tuttavia, gli economisti avvertono che queste misure potrebbero aumentare i prezzi per consumatori e aziende, frenando la crescita economica e rendendo più plausibile una futura recessione. A proposito di dazi, l’amministrazione Trump ne ha introdotti di nuovi, del 25%, su acciaio e alluminio provenienti dall’estero, estendendoli anche a prodotti contenenti questi materiali, come biciclette e mobili. In risposta, l’Unione Europea ha annunciato dazi ritorsivi su beni statunitensi per 26 miliardi di dollari, con una prima fase in vigore dal 1° aprile, salvo accordi.

Ma c’è di più. Martedì, Erica Y. Carr, segretaria esecutiva ad interim dell’USAID (U.S. Agency for International Development), ha ordinato ai dipendenti non ancora licenziati di distruggere documenti riservati e fascicoli personali, utilizzando prima le macchine tritadocumenti e poi bruciandoli. Non è chiaro se abbia ottenuto l’autorizzazione della National Archives and Records Administration, come richiesto dalla legge americana. L’American Foreign Service Association ha definito la decisione allarmante, poiché i documenti potrebbero contenere prove rilevanti per le cause legali contro l’amministrazione Trump, che sta smantellando l’USAID. Trump aveva sospeso i fondi dell’agenzia a gennaio, sostenendo che venissero usati in modo improprio per finanziare campagne ideologiche, ma molti esperti ritengono che non avesse l’autorità per farlo.

🇪🇺 IMMIGRAZIONE: LA COMMISSIONE EUROPEA VARA I “RETURN HUBS” PER GESTIRE I FLUSSI. CHI COINVOLGERANNO?

4) La Commissione Europea ha presentato un nuovo regolamento che prevede misure più rigide per favorire i rimpatri dei migranti irregolari, incluso il trasferimento di quelli in attesa di espulsione fuori dall’Unione Europea. Questo regolamento, che deve ancora essere approvato dal Parlamento e dal Consiglio europeo, introduce i cosiddetti “return hubs”, destinati esclusivamente a migranti con un ordine di espulsione. Tali centri differiscono da quelli italiani in Albania, che accolgono anche persone in attesa di valutazione della domanda d’asilo. L’idea di strutture fuori dall’Unione era già stata discussa, ma solleva critiche, in particolare dal gruppo Socialisti e Democratici, che ne mettono in dubbio l’efficacia e la legalità. Il regolamento prevede inoltre il riconoscimento reciproco degli ordini di espulsione tra stati membri, rendendo potenzialmente più rapide le procedure. Attualmente, infatti, solo il 21% degli ordini di rimpatrio viene eseguito a causa di lunghe procedure e della necessità di accordi bilaterali con i paesi di destinazione. Il commissario Magnus Brunner ha sottolineato che l’obiettivo è garantire l’effettiva applicazione degli ordini di rimpatrio. Il regolamento, a differenza della direttiva attuale, sarà giuridicamente vincolante per tutti gli stati membri. La stretta sulle norme migratorie risponde alle pressioni politiche di molti partiti di destra ed estrema destra, che negli ultimi anni hanno guadagnato consensi grazie a una retorica critica sull’immigrazione. Già nel maggio scorso erano state introdotte restrizioni per i richiedenti asilo, specialmente per chi proviene da paesi ritenuti “sicuri”, un concetto dibattuto a livello europeo.

🇮🇹 ITALIA: SISTEMA SANITARIO SOTTO INCHIESTA IN CALABRIA E SICILIA. E CAMBIA L’ACCESSO ALLA FACOLTÀ DI MEDICINA

5) Torniamo in Italia, con le ultime novità a tema sanità e medicina. Il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per il sistema ospedaliero pubblico della Calabria, afflitto da anni da commissariamenti, carenza di personale e tagli alla spesa. L’assessorato regionale alla Salute è commissariato da 15 anni, con continui piani di rientro dal debito che hanno impoverito le strutture sanitarie, portando spesso alla loro chiusura. Lo stato di emergenza consentirà procedure accelerate per la costruzione di ospedali promessi da anni, tra cui quelli di Palmi, Vibo Valentia, Sibari e Catanzaro. Il protocollo per la loro realizzazione risale al 2007, ma i lavori sono stati bloccati da problemi burocratici e finanziari. La situazione sanitaria in Calabria è critica: ospedali sovraccarichi, personale insufficiente e strutture inadeguate. Il caso dell’ospedale di Palmi è emblematico, con costi lievitati da 66 a oltre 293 milioni di euro. Le difficoltà sono aggravate dall’inflazione e dagli effetti della pandemia e della guerra in Ucraina. Intanto, i cittadini protestano per i ritardi. La Calabria registra tra i peggiori indicatori sanitari in Italia, con bassa speranza di vita e alti tassi di mortalità infantile e per tumori. Tra le cause principali ci sono la presenza della ‘ndrangheta, l’inefficienza politica e la burocrazia. Il sistema sanitario si è indebolito e indebitato, con la migrazione dei pazienti verso strutture private o fuori regione. Nel 2022 sono stati inviati circa 500 medici cubani per tamponare la crisi. Sebbene inizialmente previsti per due anni, la loro presenza è stata prorogata per altri due. Tuttavia, soluzioni strutturali non sono ancora state adottate e il commissariamento ha finora prodotto solo ulteriori tagli.

In Sicilia la situazione non è migliore. Il ministero della Salute ha avviato un’ispezione sul caso di oltre 3.000 referti medici mai consegnati ai pazienti a Trapani, tra cui esami istologici per la diagnosi di tumori. La Regione aveva già condotto un’ispezione, rilevando diagnosi tardive su oltre 100 casi di tumore. L’ASP di Trapani ha attribuito i ritardi alla carenza di medici specialisti, con soli tre dirigenti su nove previsti, e nessuna candidatura nei bandi per nuove assunzioni. Il caso è emerso dopo la denuncia di una donna con tumore avanzato scoperto con mesi di ritardo. Due interrogazioni parlamentari sono state presentate alla Camera, e il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato l’invio di ispettori per accertare le responsabilità. Si indaga anche sulla gestione dell’ASP, il cui direttore avrebbe segnalato le difficoltà alla Regione già nel luglio 2024, senza ricevere risposta. Intanto, la Regione ha attuato un piano di smaltimento degli arretrati, conclusosi con l’intervento di altre strutture sanitarie. Ora si attende la comunicazione dei risultati ai pazienti.

Novità anche per quanto riguarda l’accesso alla facoltà di Medicina. La Camera dei deputati ha approvato definitivamente la legge delega per la riforma dell’accesso ai corsi universitari di Medicina, modificando il sistema del “numero chiuso”. Sebbene alcuni esponenti della maggioranza abbiano parlato di abolizione, il numero di posti resterà limitato e la selezione avverrà alla fine del primo semestre anziché all’ingresso. Attualmente, per accedere a medicina e altre facoltà sanitarie è necessario superare un test. La riforma prevede che tutti possano iscriversi, frequentare i corsi e sostenere quattro esami nei primi sei mesi, al termine dei quali solo i più meritevoli potranno proseguire. Non è ancora chiaro come verranno valutati i punteggi. Il numero di studenti ammessi continuerà a essere deciso in base ai dati del ministero dell’Università e della Sanità, senza aumenti significativi nel numero di futuri medici. Il modello proposto ricorda quello francese, che è stato però ridimensionato negli ultimi anni a causa dell’alto tasso di studenti esclusi dopo mesi di studi. La riforma è stata criticata da accademici e medici, che temono un sovraccarico iniziale per le università e un surplus di laureati rispetto alle reali possibilità di assunzione nel sistema sanitario. Inoltre, il percorso per diventare medico include comunque una specializzazione post-laurea, regolata da concorsi nazionali, rendendo il processo lungo e selettivo.

🇦🇷 ARGENTINA: PENSIONATI E ULTRAS UNITI NELLE PROTESTE CONTRO I TAGLI DELLE PENSIONI. DECINE DI FERITI E ARRESTI

6) Nella giornata di mercoledì ci sono stati scontri a Buenos Aires (Argentina) tra manifestanti e forze dell’ordine davanti al parlamento. Ogni settimana i pensionati protestano contro i tagli alle pensioni decisi dal presidente Javier Milei. Questa settimana, però, la manifestazione ha visto la partecipazione insolita di ultras di diverse squadre di calcio, tra cui River Plate e Boca Juniors. La protesta è degenerata in scontri con la polizia, causando almeno 46 feriti e 124 arresti. La presenza degli ultras era iniziata dopo la diffusione di un video in cui un pensionato con la maglia del Chacarita Juniors veniva maltrattato dalla polizia. In risposta, tifoserie di sinistra hanno lanciato una campagna di solidarietà con slogan come «I vecchi non si toccano». Molti ultras, vicini al peronismo, hanno ricordato anche le parole di Maradona in difesa dei pensionati. Il governo ha tentato di dissuadere la partecipazione minacciando il divieto di accesso agli stadi, ma centinaia di ultras hanno manifestato ugualmente. Gli scontri sono esplosi con incendi, lanci di pietre e scontri fisici con la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni e idranti. Anche davanti alla Casa Rosada ci sono state tensioni. Dopo gli arresti, la ministra della Sicurezza ha annunciato che i fermati saranno processati con una nuova legge antimafia, rischiando fino a 20 anni di carcere.

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Andiamo a delle corpose brevi, per non perdere nulla di vista 👇

🇺🇸 Negli Stati Uniti si è verificata la più grave epidemia di morbillo degli ultimi trent’anni, con almeno 230 casi segnalati in Texas e New Mexico. Due persone sono morte e gli esperti ritengono che i contagi siano sottostimati. L’epidemia si è diffusa in aree con basso tasso di vaccinazione, fattore determinante nella prevenzione. La maggior parte dei casi è stata registrata in una comunità mennonita in Texas occidentale. L’alto livello di contagiosità del virus potrebbe portare a un aumento dei casi nei prossimi giorni. Il CDC ha inviato esperti nelle zone colpite per coordinare le misure di contenimento.

🇷🇴 La Commissione elettorale della Romania ha respinto la candidatura del politico filorusso Călin Georgescu per le elezioni dell’8 maggio, senza comunicare ancora le motivazioni. Georgescu era stato il candidato più votato al primo turno delle elezioni di novembre, poi annullate dalla Corte costituzionale per possibili interferenze russe. A febbraio era stato interrogato per cinque ore e indagato per incitamento al rovesciamento dell’ordine costituzionale, diffusione di informazioni false e promozione del culto di personalità accusate di genocidio. Dopo la sua esclusione, alcuni suoi sostenitori hanno protestato davanti alla sede della Commissione elettorale a Bucarest, dando luogo a scontri con la polizia. Per colmare il vuoto, sono scesi in campo George Simion, leader di Alleanza per l’unità dei romeni (AUR), e Anamaria Gavrilă, leader del Partito dei Giovani (POT), entrambi sostenuti da Georgescu. I due devono raccogliere 200mila firme entro domani e, se entrambe le candidature verranno accettate, uno si ritirerà.

🇨🇦 Mark Carney ha vinto le primarie del Partito Liberale in Canada e succederà a Justin Trudeau come primo ministro. Ex governatore della Banca centrale canadese e britannica, nonché inviato ONU per il clima, giurerà nei prossimi giorni e guiderà il partito alle elezioni previste entro ottobre, ma possibili già in primavera. Trudeau si era dimesso a gennaio dopo una lunga crisi politica e un calo di popolarità, aggravato dalle dimissioni della ministra delle Finanze Chrystia Freeland e da un deficit di bilancio superiore alle attese. Nonostante la crisi, i Liberali hanno recuperato consensi, anche per effetto delle politiche di Donald Trump, che hanno penalizzato i Conservatori.

🚢 Martedì la polizia inglese ha arrestato un uomo di 59 anni con l’accusa di omicidio colposo per negligenza grave in relazione allo scontro avvenuto lunedì tra la nave cargo portoghese Solong e la petroliera statunitense Stena Immaculate al largo dello East Yorkshire. L’identità dell’uomo non è stata rivelata. L’incidente ha causato incendi su entrambe le navi, ancora non completamente domati dopo 24 ore. Trentasei persone sono state soccorse, mentre le ricerche di un membro dell’equipaggio disperso sono state sospese. La petroliera trasportava 35 milioni di litri di carburante, e almeno un serbatoio è stato danneggiato. La situazione a bordo è ancora troppo pericolosa per consentire l’accesso ai soccorritori.

🇵🇰 Un’operazione militare è in corso per liberare gli ostaggi di un treno sequestrato da militanti dell’Esercito per la Liberazione del Belucistan (BLA) nella provincia pakistana del Belucistan. Martedì, uomini armati hanno fermato il convoglio con una bomba sui binari e ne hanno preso il controllo nei pressi di Sibi, in una zona montuosa. Oltre 100 ostaggi sono stati liberati, ma non si conosce il numero esatto di quelli ancora trattenuti. Il ministro dell’Interno ha riferito che 16 militanti sono stati uccisi, senza specificare quanti rimangano a bordo. I sequestratori avevano minacciato di uccidere gli ostaggi se il governo non avesse rilasciato alcuni prigionieri politici. Il Belucistan è teatro di una lunga lotta separatista, con il BLA responsabile di numerosi attacchi contro le forze di sicurezza e le infrastrutture pakistane.

☔ Le forti piogge stanno causando allagamenti a Firenze e nelle zone limitrofe, tra cui Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Calenzano. In quest’ultima località, una frana ha ferito due persone. C’è preoccupazione per la piena dell’Arno e del Serchio, mentre in Emilia-Romagna l’allerta rossa è stata estesa fino a sabato. Sono state chiuse scuole, attività commerciali e alcuni tratti stradali, tra cui l’A1 e la Firenze-Siena. A Sesto Fiorentino è esondato il torrente Rimaggio, mentre a Calenzano il torrente Garille ha causato disagi. L’Arno ha superato il livello di guardia a Empoli, portando alla chiusura dei ponti. La Protezione civile ha alzato l’allerta a rossa e a Firenze sono stati chiusi musei, cinema e teatri. I trasporti ferroviari risultano rallentati e la Piaggio ha sospeso alcuni turni a Pontedera per le difficoltà di spostamento.

🇵🇹 Il parlamento portoghese ha sfiduciato il primo ministro Luís Montenegro, leader di un governo di minoranza dal 2024. La mozione di sfiducia è stata sostenuta dai principali partiti d’opposizione, il Partito Socialista e Chega, che insieme controllano la maggioranza dei seggi. Il governo di Montenegro era stato accusato di conflitto di interessi per presunti legami con la società Spinumviva e il gruppo Solverde, coinvolto in concessioni per il gioco d’azzardo. Di fronte alla perdita dell’appoggio esterno del Partito Socialista, Montenegro aveva indetto il voto di fiducia, ma è stato sconfitto. La crisi politica arriva dopo le elezioni del marzo 2024, seguite alle dimissioni dell’ex premier António Costa, inizialmente indagato per corruzione e poi scagionato. Il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, ha sciolto il parlamento e convocato nuove elezioni per il 18 maggio, le terze in quattro anni. Montenegro, leader del centrodestra, si ricandiderà contro Pedro Nuno Santos dei socialisti. I sondaggi indicano un leggero vantaggio del centrodestra, ma con un parlamento frammentato e difficoltà nel formare un governo stabile.

🇬🇱 Il partito centrista liberale dei Democratici ha vinto le elezioni in Groenlandia con il 29,9% dei voti, superando la coalizione di governo di sinistra. Il tema principale della campagna elettorale è stato l’indipendenza dalla Danimarca, che i Democratici vogliono raggiungere gradualmente. Naleraq, favorevole a un’indipendenza immediata, ha ottenuto il 24,5%, mentre l’ambientalista Inuit Ataqatigiit è sceso al 20% e i socialdemocratici di Siumut al 16%. Atassut, favorevole all’unione con la Danimarca, ha preso il 7%. Il parlamento eletto, con 31 seggi, dovrà formare un nuovo governo. Il leader dei Democratici, Jens-Frederik Nielsen, ha sottolineato la necessità di sviluppo economico per finanziare il welfare. La Groenlandia dipende dalla Danimarca per metà del suo bilancio e sta valutando il turismo e lo sfruttamento minerario per diversificare l’economia. L’esito elettorale potrebbe favorire un approccio moderato verso l’indipendenza, mantenendo legami con la Danimarca e l’Unione Europea.

🇧🇪 Le autorità belghe stanno indagando su un presunto caso di corruzione che coinvolge funzionari del Parlamento Europeo e l’azienda cinese Huawei. Si ipotizza che dal 2021 lobbisti di Huawei abbiano cercato di influenzare europarlamentari con regali, viaggi e denaro per ottenere decisioni favorevoli. Giovedì la polizia ha perquisito 21 edifici in Belgio e Portogallo, tra cui la sede di Huawei a Bruxelles, sequestrando documenti e interrogando diverse persone. Tra gli indagati ci sarebbe Valerio Ottati, lobbista di Huawei ed ex assistente di europarlamentari italiani. Sono stati sigillati anche uffici di assistenti parlamentari, ma non è chiaro chi sia coinvolto. Huawei ha dichiarato di collaborare con le autorità, ribadendo la sua politica di tolleranza zero verso la corruzione. Il caso è stato paragonato al Qatargate del 2022, in cui si scoprì un giro di corruzione a favore di Qatar e Marocco. Dopo quel caso, furono proposte riforme per migliorare la trasparenza, ma molte misure non sono ancora operative.

🌏 Kirghizistan e Tagikistan hanno firmato un accordo storico che definisce il loro confine di circa mille chilometri, mettendo fine a una disputa territoriale risalente all’epoca sovietica. Negli anni, i due paesi si sono scontrati più volte, con violenti scontri nel 2022. L’intesa, siglata dai presidenti Emomali Rahmon e Sadyr Japarov, deve ora essere ratificata dai parlamenti, ma si tratta di una formalità. Tra le conseguenze immediate vi è la riapertura dei valichi di frontiera chiusi dal 2021 e la costruzione di due autostrade con status neutrale. L’accordo stabilisce inoltre l’assegnazione reciproca di pascoli, con Vorukh che passa al Tagikistan in cambio di altri territori, e il ponte di Tort-Kocho che diventa kirghiso. Il confine è stato tracciato basandosi sulle mappe post-1991, superando i limiti della delimitazione sovietica.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo