Tornano gli aiuti umanitari a Gaza (o no?), Ucraina e Russia ancora lontane da un accordo, Regno Unito e UE firmano il primo trattato da Brexit
Una settimana di maggio a dir poco altalenante.
Anche stavolta tante chiacchiere, tanti accordi (o presunti tali), ma non troppa sostanza. Sicuramente c’è da fare ordine sulle solite questioni (Ucraina e Israele/Medioriente), con un focus degno di nota anche su due – storici – accordi con al centro il Regno Unito e l’OMS.
Scopriamo di più, cominciamo 👇
🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: EUROPA DIVISA SUL SOSTEGNO AL PAESE. NEL FRATTEMPO, TORNANO GLI AIUTI UMANITARI. E IN USA…

1) Cominciamo dalla situazione in Medioriente. Nella notte tra venerdì e sabato scorsi, Israele ha colpito diverse città della Striscia di Gaza, causando oltre 100 morti secondo Al Jazeera. I raid hanno interessato anche campi per sfollati vicino all’ospedale Martiri di Al Aqsa. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver occupato nuove aree strategiche e avviato un’ampia operazione di terra per il controllo completo della Striscia. Negli ultimi giorni sono stati bombardati ospedali, scuole e rifugi, mentre nuovi ordini di evacuazione sono stati emessi, anche nel sud. Israele ha ampliato la cosiddetta “zona cuscinetto” e il corridoio Netzarim, distruggendo infrastrutture e costruendo postazioni militari. Dal 18 marzo, con la fine del cessate il fuoco, l’occupazione è aumentata. Il 5 maggio il governo israeliano ha approvato ufficialmente l’occupazione totale del territorio. La situazione umanitaria è gravissima: mancano acqua, cibo e medicine, e i soccorsi non riescono a raggiungere le vittime. Le principali organizzazioni umanitarie hanno esaurito le scorte. A questo proposito, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva annunciato la riapertura parziale dell’ingresso di cibo nella Striscia di Gaza, bloccato da oltre due mesi. L’esercito israeliano avrebbe vigilato affinché gli aiuti non raggiungano Hamas. Gli aiuti, almeno inizialmente, seguiranno le modalità precedenti, con la distribuzione affidata a ONU e ONG. In questo modo Netanyahu sta provando a soddisfare pubblici diversi: la destra radicale interna che chiede un’occupazione militare di Gaza, e l’amministrazione americana, preoccupata per la crisi umanitaria. Netanyahu ha ammesso che la decisione sugli aiuti è motivata dal timore di perdere il sostegno internazionale. Secondo osservatori, queste azioni hanno l’obiettivo di mantenere lo status quo e prolungare il conflitto, utile a Netanyahu per tenere in piedi il suo governo e posticipare i procedimenti giudiziari a suo carico. Le recenti mosse si inseriscono anche nel contesto dei negoziati per un possibile cessate il fuoco, a cui il premier partecipa mantenendo però una posizione ambigua.
Mercoledì l’Unione Europea ha deciso di rivedere il trattato di associazione con Israele, in vigore dal 2000, segnando un primo distacco formale dal sostegno finora garantito a Israele nella guerra a Gaza. L’annuncio è stato fatto da Kaja Kallas, Alta rappresentante per gli Affari esteri dell’UE, dopo un voto favorevole da parte di 17 paesi membri su 27. Il trattato regola i rapporti politici e commerciali tra Israele e l’Unione, e la sua revisione potrebbe in futuro portare a conseguenze politiche ed economiche, inclusa una possibile sospensione. La richiesta è stata avanzata dai Paesi Bassi e appoggiata da stati come Francia, Spagna, Svezia e anche Austria, precedentemente tra i più fedeli sostenitori di Israele. Paesi come Germania, Italia, Ungheria e Croazia hanno votato contro. Il cambiamento di posizione è legato a recenti eventi, come la violazione del cessate il fuoco da parte di Israele e la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Durante la discussione, la proposta svedese di sanzioni contro ministri israeliani è stata bloccata dal veto dell’Ungheria. La Commissione Europea dovrà ora valutare se Israele stia rispettando l’articolo 2 del trattato, relativo ai diritti umani. Se riscontrasse violazioni, potrà proporre misure politiche o economiche. Intanto, anche il Regno Unito ha annunciato la sospensione dei negoziati per un nuovo accordo commerciale con Israele.
Tornando alla Striscia, mercoledì sono entrati 93 camion con aiuti umanitari, ma Israele non ne ha ancora autorizzato la distribuzione. Secondo l’ONU, i camion sono bloccati appena oltre il valico di Kerem Shalom, nel lato palestinese, e la quantità di aiuti è largamente insufficiente rispetto ai bisogni della popolazione. Durante il cessate il fuoco di gennaio-marzo entravano circa 600 camion al giorno. Le operazioni di scarico, controllo e redistribuzione sono molto complesse, e mercoledì l’ONU non ha ottenuto il permesso per completarle. Intanto, oltre 3.000 camion con aiuti restano bloccati fuori dai confini di Gaza. A questo proposito, vale la pena notare che il governo israeliano intende affidare entro maggio la distribuzione di cibo a Gaza a un’unica ONG, la Gaza Humanitarian Foundation (GHF), registrata in Svizzera a febbraio 2024 e sostenuta dagli Stati Uniti. La fondazione sostituirebbe circa 200 ONG e 15 agenzie ONU finora attive nella Striscia, riducendo i punti di distribuzione da 400 a 4, situati nel sud di Gaza e controllati da mercenari. Questo cambiamento costringerebbe molti palestinesi del nord a trasferirsi. Le nuove strutture, chiamate Secure Distribution Sites, ricordano un piano proposto a inizio maggio che prevedeva anche controlli biometrici, già respinti dall’ONU.
Sempre mercoledì, soldati israeliani hanno sparato colpi di avvertimento per allontanare una delegazione diplomatica internazionale che stava visitando il campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Nessuno è rimasto ferito, ma tra i presenti vi era anche il viceconsole italiano a Gerusalemme, Alessandro Tutino. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha definito l’accaduto inaccettabile e ha convocato l’ambasciatore israeliano in Italia per chiarimenti. L’esercito israeliano ha affermato che i diplomatici si erano allontanati dal percorso concordato e che i soldati non sapevano chi fossero. Tra i membri della delegazione figuravano rappresentanti di vari paesi, inclusi Regno Unito, Cina, Russia, Egitto, Giordania e 14 Stati dell’Unione Europea. L’esercito ha promesso un’indagine interna e si è detto rammaricato. Anche altri governi europei e l’Alta rappresentante dell’UE per gli Affari esteri hanno protestato, evocando una possibile violazione della Convenzione di Vienna. Jenin, formalmente sotto controllo dell’Autorità nazionale palestinese, è regolarmente sorvegliata e oggetto di operazioni militari israeliane, in un contesto di lunga occupazione militare della Cisgiordania.
Sempre legata alla situazione in Medioriente, nella notte tra mercoledì e giovedì, Yaron Lischinsky e Sarah Milgrim, membri dell’ambasciata israeliana a Washington, sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco fuori dal museo ebraico della capitale statunitense. La coppia aveva appena partecipato a un evento sui diritti degli ebrei americani. Secondo la portavoce dell’ambasciata, i due sono stati colpiti a distanza ravvicinata. La polizia ha arrestato un sospetto, Elias Rodriguez, 30 anni, di Chicago, trovato all’interno del museo dopo l’omicidio. Durante l’arresto, avrebbe gridato «Palestina libera!». Rodriguez era stato visto aggirarsi nei pressi del museo prima del delitto e non ha precedenti penali.
🇺🇦 UCRAINA-RUSSIA: SI TENTA IL DIALOGO CON LA MEDIAZIONE DEGLI STATI UNITI. POSSIBILE INCONTRO IN VATICANO?

2) Passiamo alla guerra in Ucraina. Ci sono stati sviluppi questa settimana? Forse. Il presidente russo Vladimir Putin si è detto disponibile a un cessate il fuoco in Ucraina, ma senza tempistiche precise, escludendo una tregua immediata o limitata a 30 giorni. Donald Trump, dopo una lunga telefonata di oltre due ore con il leader russo, ha annunciato l’avvio immediato di trattative tra Kiev e Mosca per una tregua e, auspicabilmente, per la fine del conflitto, pur senza fornire dettagli concreti. La conversazione, definita da Trump “eccellente”, non ha prodotto impegni chiari da parte del Cremlino, che ha escluso anche un incontro diretto tra i due leader. Putin ha accettato di lavorare su un memorandum con Kiev per un futuro trattato di pace, ribadendo però la necessità di compromessi e di affrontare le cause profonde della guerra. Zelensky, informato da Trump, ha mostrato apertura al dialogo ma ha escluso il ritiro dalle regioni occupate dai russi, punto cruciale richiesto da Mosca nei colloqui di Istanbul. L’ipotesi di tenere i negoziati in Vaticano è stata accolta favorevolmente da Trump, che ha coinvolto anche i leader europei, tra cui Giorgia Meloni. La premier italiana ha confermato l’impegno dell’Italia a facilitare i contatti per la pace e ha espresso apprezzamento per la disponibilità della Santa Sede. Tuttavia, tra i governi europei permangono tensioni, in particolare con la Francia, e dubbi sulla strategia italiana, vista da alcuni come troppo allineata a Washington. Secondo il Cremlino, i contatti tra Russia e Ucraina sono stati ristabiliti e sono in corso, ma non è ancora stato deciso il luogo per eventuali negoziati. Non ci sono scadenze fissate per il memorandum, che richiederà uno scambio di bozze e un lavoro complesso per giungere a un testo condiviso.
Ma perché proprio il Vaticano per eventuali trattati di pace? L’idea di un incontro tra Putin e Zelensky in Vaticano, impensabile fino a poco tempo fa, è ora ritenuta possibile grazie al nuovo corso della diplomazia vaticana sotto Leone XIV. Durante la sua prima udienza il nuovo Papa ha dichiarato l’impegno della Santa Sede per la pace, trovando ascolto nelle diplomazie occidentali. Incontri recenti in Vaticano con rappresentanti statunitensi e l’incontro tra Leone XIV e Zelensky rafforzano questa prospettiva. L’Italia ha intensificato i contatti con la Santa Sede, anche per rafforzare il ruolo diplomatico di Meloni. Il Vaticano, con la sua ampia rete diplomatica, è visto da molti come un interlocutore influente e credibile. Il nuovo atteggiamento vaticano contrasta con quello di papa Francesco, che aveva mantenuto una posizione più equidistante e spesso criticata. La sua mediazione tramite il cardinale Zuppi non aveva portato risultati significativi. Francesco era stato freddo con Zelensky e aveva evitato di visitare Kiev in assenza di un via libera da Mosca. Le sue dichiarazioni, talvolta improvvisate, avevano generato confusione e malcontento, anche in Ucraina. Ora, con Leone XIV, il Vaticano sembra orientato verso una mediazione più strutturata e accettata.
Intanto oggi Russia e Ucraina hanno effettuato il più grande scambio di prigionieri dall’inizio della guerra, liberando complessivamente 390 persone tra militari e civili. Il numero totale degli scambi dovrebbe salire a mille per ciascuna parte nei prossimi giorni. L’accordo è stato raggiunto a Istanbul durante i primi colloqui diretti e pubblici tra i due paesi e rappresenta l’unico risultato concreto dell’incontro. Lo scambio, annunciato inizialmente da Donald Trump sul suo social Truth e poi confermato da fonti militari, riguarda prigionieri di guerra e civili, spesso detenuti illegalmente. Nonostante diversi scambi siano già avvenuti dal 2022, i negoziati di pace non hanno portato a progressi concreti.
🇬🇧 PRIMO ACCORDO POST-BREXIT TRA REGNO UNITO E UNIONE EUROPEA. ECCO COSA RIGUARDERÀ

3) Lunedì il Regno Unito e l’Unione Europea hanno raggiunto un primo accordo post-Brexit per migliorare le relazioni bilaterali e rafforzare la cooperazione in diversi ambiti, tra cui pesca, difesa e standard veterinari. L’intesa, definita «storica» dal Regno Unito e «un nuovo capitolo» dall’UE, è stata raggiunta a Londra durante il primo incontro bilaterale ufficiale dalla Brexit. L’accordo prevede che i pescherecci europei possano continuare a pescare nelle acque britanniche per altri 12 anni, mentre il Regno Unito si impegnerà a rispettare gli standard veterinari europei, facilitando così le esportazioni alimentari verso l’UE. Sul fronte energetico, il Regno Unito si riallineerà al mercato unico europeo dell’elettricità. In ambito militare, le aziende britanniche potranno partecipare al piano europeo di riarmo con una quota del 35% su 150 miliardi di euro. L’accordo stabilisce inoltre incontri bilaterali annuali e pone le basi per negoziati futuri su altri temi. Su altri aspetti, come gli scambi giovanili e la mobilità degli studenti, l’intesa è meno definita. Il governo britannico è stato cauto sul ripristino del programma Erasmus, temendo critiche interne legate alla libertà di movimento. Si fa solo riferimento a un possibile futuro accordo con «un numero accettabile» di studenti coinvolti. Infine, viene menzionata la possibilità, non ancora attuata, di permettere ai turisti britannici di utilizzare i varchi digitali agli aeroporti dell’UE. Internamente, l’accordo ha sollevato critiche dalla destra britannica, che lo accusa di compromettere la sovranità nazionale, in particolare sulla pesca e sull’adesione a normative europee.
🌐 L’OMS APPROVA UN NUOVO STORICO PIANO PANDEMICO A LIVELLO GLOBALE (MA SENZA L’ITALIA)

4) Dopo anni di negoziati, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato un piano pandemico globale, ma senza la firma di 11 Paesi, tra cui l’Italia. L’accordo, adottato a Ginevra con 124 voti favorevoli e 11 astensioni, prevede 35 articoli che rispettano la sovranità nazionale e non includono obblighi su vaccini o restrizioni delle libertà personali. L’Italia ha chiesto esplicitamente queste garanzie e ha deciso di astenersi insieme a Paesi come Iran, Russia, Israele e Polonia. La scelta italiana ha sollevato critiche da parte di esperti come Matteo Bassetti e Walter Ricciardi, i quali hanno sottolineato l’incoerenza rispetto al ruolo attivo dell’Italia nella promozione del trattato tre anni fa. Entrambi suggeriscono che l’astensione sia frutto di scelte politiche, più che sanitarie. Anche l’opposizione ha reagito duramente: il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno accusato il governo Meloni di fare concessioni a ideologie negazioniste e no vax. Diversa la posizione di Fratelli d’Italia, che vede nell’astensione un segno di autonomia e di protagonismo internazionale. Marco Lisei ha sottolineato che l’intervento italiano ha contribuito a rimuovere dal testo i riferimenti a lockdown e altre misure restrittive. Intanto, anche gli Stati Uniti, con il ministro della sanità Robert F. Kennedy Jr, stanno mettendo in discussione il ruolo dell’Oms, esortando altri Paesi a considerare l’uscita dall’organizzazione.
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Andiamo subito alle brevi, questa settimana molto ricche 👇
🇿🇦 Qualche giorno fa, durante un colloquio nello Studio Ovale, il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa e l’ex presidente americano Donald Trump hanno avuto un confronto acceso riguardo alle violenze contro gli afrikaner, gli agricoltori bianchi sudafricani. Washington accusa il governo sudafricano di non intervenire contro quelli che considera atti di genocidio. Ramaphosa, in visita ufficiale alla Casa Bianca per rafforzare i rapporti commerciali e contrastare il taglio degli aiuti americani deciso da Trump, ha cercato di difendere la controversa legge sudafricana che consente l’esproprio di terre senza indennizzo, definita da Trump “razzista”. Per cercare un approccio distensivo, Ramaphosa ha coinvolto anche due celebri golfisti sudafricani, ma la tensione è aumentata quando Trump ha mostrato un documentario e documenti sulle violenze contro gli afrikaner. Ramaphosa ha minimizzato, definendo gli episodi opera di estremisti e non rappresentativi del governo, ma ha evitato lo scontro diretto. Su altri temi, come la guerra in Ucraina, i toni sono stati più concilianti, mentre non si è parlato del Medio Oriente, dove le posizioni dei due Paesi restano distanti.
🇺🇸 Non è tutto comunque. Donald Trump ha annunciato sulla piattaforma Truth la proposta di un dazio del 50% su tutti i beni provenienti dall’Unione Europea a partire dal 1° giugno 2025, accusando l’UE di pratiche commerciali scorrette che causerebbero un deficit annuale di oltre 250 miliardi di dollari con gli USA. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha criticato l’inefficienza dell’UE nel rappresentare i propri membri, mentre la Commissione Europea ha evitato commenti in attesa di colloqui ufficiali tra Bruxelles e Washington. Le borse europee hanno reagito negativamente, con forti cali nei settori automotive e del lusso. L’UE è già soggetta a tariffe statunitensi fino al 25% e aveva proposto accordi per ridurle, ma senza successo. Nella stessa giornata, Trump ha minacciato Apple di imporre dazi del 25% se non produrrà iPhone negli USA. La società, che mira a spostare la produzione in India, non ha commentato. L’annuncio ha causato un calo del titolo Apple a Wall Street e ha influito negativamente sugli indici americani.
🧑🎓 Sempre restando in USA, giovedì la segretaria per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Kristi Noem, ha revocato la certificazione del programma per studenti e visitatori stranieri dell’università di Harvard, impedendole di accettare nuovi studenti internazionali e mettendo a rischio quelli già iscritti. Noem ha accusato l’ateneo di fomentare violenza e antisemitismo, mentre Harvard ha risposto facendo causa all’amministrazione Trump. La decisione si inserisce in una più ampia campagna del governo contro le università prestigiose, accusate di non aver contrastato l’antisemitismo durante le proteste sulla guerra a Gaza. Harvard è stata particolarmente colpita, con la sospensione di sovvenzioni federali per miliardi di dollari. L’università ha definito le azioni del governo illegali, sottolineando che il 27% dei suoi studenti è internazionale, e che l’impatto economico della misura sarà significativo.
👤Martedì mattina a Milano è iniziato un maxi-processo contro 143 imputati accusati di appartenere o collaborare con gruppi di criminalità organizzata, tra cui ’ndrangheta, mafia e camorra, attivi in Lombardia. L’indagine, avviata nel 2019 e denominata “Hydra”, ha portato alla luce una rara alleanza tra queste organizzazioni, coinvolte in traffico di droga, estorsioni, reati fiscali, edilizia e sfruttamento del Superbonus. Le indagini hanno ricostruito una rete criminale strutturata come un consorzio mafioso lombardo. Tra gli imputati figurano esponenti di note cosche mafiose calabresi, siciliane e campane, oltre ad affiliati a gruppi minori come la stidda. Il processo si svolge nell’aula bunker del carcere di Opera, con forti misure di sicurezza per via di minacce ai magistrati. All’udienza preliminare parteciperanno anche enti come il Comune di Milano e associazioni antimafia. Circa trenta imputati hanno chiesto il rito abbreviato. L’organizzazione del processo, che prevede 24 udienze e gruppi di 35 imputati per volta, è stata contestata dai legali per presunta lesione del diritto alla difesa. La sentenza è attesa tra fine 2025 e inizio 2026.
🇹🇷 Durante la recente crisi militare tra India e Pakistan durata quattro giorni, la Turchia ha espresso sostegno al Pakistan, raffreddando ulteriormente i già fragili rapporti con l’India. In risposta, l’India ha avviato misure economiche contro la Turchia, revocando ad esempio l’autorizzazione alla società turca Celebi Airport Services di operare in nove aeroporti del paese. Celebi ha impugnato la decisione presso l’Alta Corte di Delhi. Inoltre, Air India sta cercando di bloccare la collaborazione tra IndiGo e Turkish Airlines. Politici del partito di governo BJP hanno promosso boicottaggi delle compagnie turche, con un calo del 60% nelle prenotazioni turistiche verso la Turchia. Infine, diverse università indiane hanno sospeso rapporti accademici con atenei turchi, interrompendo scambi e progetti di ricerca.
🇻🇪 La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che l’amministrazione Trump non può utilizzare l’Alien Enemies Act del 1798 per espellere migranti venezuelani accusati di appartenere a gang criminali. La Corte ha giudicato incostituzionale l’espulsione senza preavviso e senza possibilità di difesa davanti a un giudice, sospendendo quindi le espulsioni e rimandando il caso alla Corte d’Appello del Texas. La decisione è nata da un ricorso d’urgenza presentato dopo che alcuni migranti avevano ricevuto l’ordine di espulsione meno di 24 ore prima della partenza. Trump ha criticato la sentenza, definendola pericolosa. Il caso di Kilmar Abrego Garcia, espulso nonostante avesse un permesso di soggiorno valido, è stato citato come esempio dei rischi di un’applicazione sommaria della legge.
🇷🇴 In Romania, Nicușor Dan ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali con il 53,6% dei voti, superando il sovranista George Simion, fermo al 46,4%. L’affluenza al secondo turno è stata del 64,72%, la più alta degli ultimi vent’anni, rispetto al 53,2% del primo turno. La mobilitazione, motivata dal timore di un presidente di estrema destra, sembra aver favorito Dan. Ex attivista anticorruzione e attuale sindaco di Bucarest, Dan è un indipendente sostenuto da PNL e USR. Entrambi i candidati erano anti-sistema, esclusi dai partiti tradizionali, percepiti come corrotti. Simion era sostenuto da Victor Ponta e da Călin Georgescu, escluso dalle elezioni per presunte interferenze russe.
🇵🇹 Le elezioni in Portogallo hanno segnato la fine del bipolarismo politico in vigore dal 1974. Ha vinto la coalizione di centrodestra guidata da Luís Montenegro, ma il partito populista di destra Chega ha ottenuto un risultato storico con il 22,6% dei voti e 58 seggi, pari al Partito Socialista, grande sconfitto del voto. La crescita di Chega, fondato nel 2019 da André Ventura, crea ora una terza forza politica con peso determinante, complicando la formazione di una maggioranza. Ventura ha rivendicato la fine del bipolarismo e punta a governare, ma rimane distante dal centrodestra. L’Alleanza Democratica non ha ottenuto i numeri per governare da sola e dovrà probabilmente guidare un esecutivo di minoranza. Intanto il leader socialista Nuno Santos si è dimesso dopo il crollo elettorale, lasciando il partito in attesa di un nuovo segretario. Il panorama politico si presenta instabile e nuove elezioni non saranno possibili prima del 2026.
🇺🇸 All’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden, 82 anni, è stato diagnosticato un cancro alla prostata in forma aggressiva, con metastasi già diffuse alle ossa. La malattia è stata rilevata dopo frequenti problemi urinari. Secondo il suo staff, il tumore è sensibile alla terapia ormonale, che potrebbe rallentarne la progressione. Biden sta valutando con i medici e la famiglia le opzioni di cura. Il tumore alla prostata può avere un decorso molto variabile, e il rischio di svilupparlo aumenta con l’età. Nel 2023 Biden aveva già subito un intervento per un cancro alla pelle.
🇫🇷 L’operazione antidroga “Trident”, condotta dall’OFAST a Marsiglia per arrestare il trafficante Mohamed Djeha, si è conclusa con un clamoroso fallimento e lo scandalo del coinvolgimento di agenti nel traffico di droga. L’operazione, basata su una soffiata della DEA su un carico di cocaina nascosto in banane provenienti dalla Colombia, prevedeva di usare la droga per attirare Djeha allo scoperto. Tuttavia, l’interesse del criminale non si è concretizzato e gli agenti hanno deciso di utilizzare la cocaina per tentare di incriminare altri trafficanti, distribuendola a informatori non ufficiali. Il carico, inizialmente di 360 chili, è stato conservato in un furgone e progressivamente “consumato” senza adeguata sorveglianza, fino alla sparizione di quasi tutto. Solo grazie a un fabbro collaboratore della polizia, che ha denunciato le irregolarità fornendo prove audio e video, è stata avviata un’indagine. Due agenti sono stati incarcerati con accuse gravi, ma non sono stati presi provvedimenti contro i superiori. Djeha è stato infine arrestato in Algeria, senza legame diretto con l’operazione francese.
🎾 Jasmine Paolini ha vinto gli Internazionali di Roma battendo in finale la statunitense Coco Gauff con il punteggio di 6-4, 6-2. È la prima italiana a conquistare questo titolo dopo 40 anni, dalla vittoria di Raffaella Reggi nel 1985. Grazie a questo successo, Paolini salirà al quarto posto del ranking mondiale, il miglior risultato della sua carriera. Gauff, nonostante la sconfitta, salirà al secondo posto. Jannik Sinner ha invece perso la finale contro Carlos Alcaraz, con il punteggio di 7-6, 6-1. Era il primo torneo di Sinner dopo tre mesi di squalifica per una positività al clostebol, dovuta a una contaminazione riconosciuta come non intenzionale dalla WADA. Era la prima finale romana per Sinner, e la prima volta dal 1978 che un italiano vi arrivava. Ma non è tutto. Sara Errani e Jasmine Paolini hanno vinto il doppio femminile, confermando il titolo conquistato nel 2024. In finale battono Kudermetova e Mertens 6-4 7-5, dopo aver rimontato in entrambi i set, sostenute da un Centrale gremito. Il titolo è il settimo vinto dalla coppia con Errani, tra cui spiccano l’oro olimpico a Parigi e il successo a Doha.
⚽ Il Tottenham ha vinto l’Europa League battendo 1-0 il Manchester United nella finale disputata a Bilbao, conquistando il primo trofeo dopo 17 anni e l’accesso alla Champions League. Decisiva la rete di Johnson nel primo tempo, difesa fino al 98° minuto anche grazie alle parate di Vicario. La partita è stata segnata da molti errori e poca qualità, con lo United pericoloso solo nel secondo tempo.
Alla prossima 👋



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