Il piano di Netanyahu per Gaza, i nuovi dazi USA entrano in vigore, approvato il progetto del Ponte sullo Stretto

Diamo il benvenuto al mese di agosto con un’altra settimana ricca di notizie.

Come ormai accade da anni, diamo gli ultimi aggiornamenti sulle situazioni in corso in Ucraina e nella Striscia di Gaza, insieme al consueto aggiornamento sugli Stati Uniti e – per la prima volta (probabilmente) – un focus sul Ponte sullo Stretto. Ci sarà da divertirsi.

Partiamo immediatamente 👇

🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: EMBARGO PARZIALE DELLE ARMI EUROPEE, I NUOVI AIUTI UMANITARI, IL PIANO DI NETANYAHU

1) Torniamo con le ultime da Gaza (e non). Partiamo innanzitutto dalla Slovenia, diventata il primo paese dell’Unione Europea a imporre un embargo ufficiale sulla vendita e sul transito di armi verso Israele, in risposta alla crisi umanitaria in corso. L’annuncio è stato fatto dal primo ministro Robert Golob, che ha definito il provvedimento simbolico, poiché la Slovenia non è mai stata un fornitore significativo di armi a Israele e aveva già bloccato le esportazioni nel 2023. In passato, altri paesi europei come Spagna, Regno Unito e Paesi Bassi avevano sospeso le esportazioni, ma senza adottare un embargo formale. Il governo sloveno, tra i più critici in Europa verso Israele, aveva già riconosciuto la Palestina nel giugno 2024 e vietato l’ingresso nel paese a due ministri israeliani di estrema destra. Golob ha motivato l’iniziativa come reazione all’inazione dell’UE, attribuita a divisioni interne. In settimana anche il governo tedesco ha annunciato la sospensione delle esportazioni verso Israele di armi e materiali militari che potrebbero essere usati nella Striscia di Gaza, in seguito all’approvazione del piano israeliano di occupare militarmente la città di Gaza (ci torneremo). Le forniture proseguiranno solo se ritenute non impiegabili nell’area, secondo criteri non ancora chiariti. La Germania, seconda esportatrice di armi per Israele dopo gli Stati Uniti, ha storicamente mantenuto un forte sostegno al paese, ma già nei mesi scorsi questo appoggio si era attenuato. Berlino continua a sostenere la campagna contro Hamas e la liberazione degli ostaggi, ma chiede negoziati per un cessate il fuoco, più aiuti umanitari e il rispetto del diritto internazionale in Cisgiordania.

Non solo. Nei giorni scorsi Germania, Spagna e Francia hanno avviato un ponte aereo per inviare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, dove la situazione è critica a causa dei blocchi imposti da Israele. I lanci di cibo e beni essenziali sono iniziati venerdì scorso e sono proseguiti per alcuni giorni. Anche Giordania, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Regno Unito hanno effettuato lanci simili. Il ministro tedesco Johann Wadephul e il governo francese hanno chiesto a Israele di permettere l’ingresso di aiuti via terra, considerati più efficaci. Italia e Paesi Bassi hanno pianificato i loro lanci nei giorni successivi: l’Italia, tramite il leader di Forza Italia Tajani, ha indicato il 9 agosto come possibile data d’inizio. Intanto, alcuni aiuti italiani sono già stati distribuiti con voli emiratini. Israele, accusato di usare la fame come arma di guerra, ha recentemente aumentato l’accesso via terra, ritenuto però ancora insufficiente. Tuttavia, le Nazioni Unite e diversi esperti ritengono che i lanci aerei siano costosi e pericolosi per la popolazione civile, oltre che inefficace. I pallet lanciati, pesanti fino a una tonnellata, possono causare morti e feriti, come accaduto nel 2024, e finiscono spesso in aree non sicure. Gli aiuti non vengono distribuiti equamente: solo i più forti riescono ad accaparrarseli, mentre donne, anziani e malati restano esclusi. Inoltre, il cibo distribuito non è adatto ai circa 90.000 malnutriti e le medicine non possono essere lanciate. I lanci risultano anche economicamente e logisticamente svantaggiosi: un camion può trasportare dieci volte il carico di un aereo e costa 42 volte meno. Tuttavia, Israele limita fortemente l’ingresso dei camion e ha centralizzato la distribuzione, causando ulteriori rischi per i civili. Nel 2024, 1.000 tonnellate lanciate dagli USA hanno coperto appena il fabbisogno di un decimo di un solo giorno, secondo l’ONU.

Tornando sul campo, secondo i media israeliani, il primo ministro Benjamin Netanyahu starebbe pianificando una nuova operazione militare per occupare l’intera Striscia di Gaza e annetterne alcune parti, anche se il piano inizialmente non era stato ancora approvato né dal gabinetto di guerra né dagli Stati Uniti, il cui supporto è ritenuto indispensabile. Alcuni analisti vedono nella mossa una tattica negoziale per fare pressione su Hamas. Attualmente Israele controlla circa il 75% del territorio di Gaza, ma non avrebbe al momento le forze necessarie per un’occupazione totale. Un simile intervento aggraverebbe la situazione umanitaria, mettendo a rischio anche gli ostaggi israeliani. L’ipotesi di una nuova offensiva militare è malvista sia dalla popolazione israeliana – oltre il 70% è favorevole a un accordo per porre fine alla guerra – sia dai vertici militari, compreso il capo di stato maggiore Eyal Zamir, favorevole a un cessate il fuoco. Una fonte governativa ha dichiarato che, se Zamir non condivide il piano, può dimettersi. Il momento scelto da Netanyahu appare critico: avrebbe potuto concludere la guerra a luglio, dopo un aumento della sua popolarità, ma ha preferito interrompere i negoziati. Ora Israele e gli Stati Uniti chiedono la resa completa di Hamas e la liberazione di tutti gli ostaggi, condizioni difficili da realizzare. Il generale giudica il piano troppo rischioso per gli ostaggi ancora detenuti da Hamas e per i soldati israeliani. Zamir, nominato da Netanyahu sei mesi fa per la sua lealtà, contesta anche il rinvio della coscrizione obbligatoria per gli ebrei ultraortodossi, misura a cui è favorevole ma che il premier evita per non perdere il sostegno dei partiti alleati. Sul piano militare, Zamir preferirebbe proseguire con azioni mirate e accerchiamento progressivo delle aree palestinesi piuttosto che un’occupazione totale. Zamir ha annullato una visita ufficiale negli Stati Uniti e non si escludono sue dimissioni. In ogni caso, il governo israeliano ha approvato il piano di Netanyahu per occupare la città di Gaza, nel nord della Striscia, una delle ultime grandi aree non ancora sotto controllo israeliano. Il progetto è però diverso da quanto anticipato nei giorni scorsi, dal momento che riguarda solo la città di Gaza ma, secondo Netanyahu, l’obiettivo finale resta l’occupazione totale della Striscia. Israele controlla già circa il 75% del territorio, mentre il restante 25% comprende zone densamente popolate da sfollati palestinesi, tra cui Gaza, Deir al Balah e Al Mawasi. Nella città di Gaza vivono circa 800.000 persone: il piano prevede l’evacuazione verso sud entro il 7 ottobre, seguita dall’assedio per eliminare i membri di Hamas rimasti. Ufficiali militari hanno ipotizzato una successiva estensione dell’operazione al resto della Striscia. Netanyahu ha dichiarato di non voler governare Gaza, ma di affidarla a “forze arabe” non precisate, mentre il governo ha diffuso cinque obiettivi per porre fine alla guerra: disarmare Hamas, liberare tutti gli ostaggi, smilitarizzare la Striscia, mantenere il controllo della sicurezza da parte di Israele e instaurare un governo senza Hamas né Autorità Nazionale Palestinese. Quest’ultimo punto potrebbe complicare eventuali negoziati, poiché diversi paesi arabi ed europei chiedono di affidare la Striscia all’Autorità palestinese a guerra finita.

🇺🇸 USA: ENTRANO IN VIGORE I NUOVI DAZI STABILITI DAL PRESIDENTE TRUMP, CHE INTANTO PER RISPONDERE ALLA RUSSIA…

2) Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato due ordini esecutivi con cui aumenta i dazi sulle importazioni da circa 70 paesi. I dazi, previsti inizialmente per il 1º agosto, sono entrati in vigore il 7 agosto, tranne quelli sul Canada, già attivi e aumentati dal 25 al 35%. La misura rappresenta una nuova svolta nella guerra commerciale avviata da Trump ad aprile. I nuovi dazi saranno del 10% per i paesi con cui gli Stati Uniti hanno un surplus commerciale, mentre per gli altri varieranno tra il 15 e il 50%, con picchi del 50% per il Brasile e superiori al 40% per altri paesi come Myanmar, Siria e Laos. L’Unione Europea ha concordato un’aliquota ridotta del 15%, evitando quella originaria del 30%, in cambio di concessioni. Accordi sono stati siglati anche con Giappone, Corea del Sud, Filippine e Indonesia. Trump ha presentato questi accordi come successi personali, in linea con la promessa di “90 accordi in 90 giorni”. Con la Cina, invece, nonostante dazi fino al 145%, i risultati sono stati scarsi. Le trattative proseguono dopo un accordo temporaneo per un’aliquota del 30%. Le borse statunitensi hanno chiuso in calo lo scorso venerdì: il Dow Jones ha perso l’1,2%, lo S&P 500 l’1,6% e il Nasdaq il 2,3%. La situazione è stata aggravata dai deludenti dati sull’occupazione di luglio. In risposta, Trump ha licenziato l’economista Erika McEntarfer, accusandola senza prove di aver falsificato i dati. Anche le borse europee hanno registrato cali: il FTSE MIB italiano ha perso il 2,5%, Parigi il 2,9% e Francoforte il 2,6%. Tornando ai dazi, dal 27 agosto verrà aggiunto un dazio del 25% all’India, come sanzione per l’acquisto di petrolio dalla Russia, portando il totale al 50%. Previsti inoltre dazi del 100% sui microchip e possibili tariffe sulle importazioni di prodotti farmaceutici, ancora in fase di valutazione.

Degno di nota anche lo scambio avuto tra il presidente Trump e Dmitry Medvedev, ex presidente russo e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza nazionale russo. Trump ha dichiarato su Truth di aver ordinato a due sottomarini a propulsione nucleare di dirigersi verso «regioni appropriate», nel caso in cui le affermazioni di Medvedev fossero più che mere provocazioni. Non è chiaro dove siano diretti i sottomarini, ma secondo i media internazionali potrebbero trovarsi vicino alla Russia. Il New York Times sottolinea che tali movimenti sono tra le informazioni più riservate del Pentagono. Medvedev, noto per dichiarazioni estreme e provocatorie, aveva evocato l’uso di armi nucleari nel contesto del litigio. Il confronto è iniziato dopo che Trump ha abbreviato a dieci giorni il suo ultimatum alla Russia per un cessate il fuoco in Ucraina, minacciando pesanti sanzioni. In risposta alle provocazioni di Medvedev, Trump ha sottolineato che «le parole possono condurre a conseguenze indesiderate».

🇺🇦 UCRAINA-RUSSIA: NUOVO ATTACCO MIRATO DA PARTE DELL’UCRAINA, NELL’ATTESA CHE SI APRA UN DIALOGO SUL CESSATE IL FUOCO

3) Facciamo un salto proprio in Russia, con l’Ucraina che ha dichiarato di aver colpito diversi impianti petroliferi, tra cui una raffineria a circa 200 km da Mosca, un deposito nella regione di Voronez e la raffineria di Novokuibyshevsk, dove si è sviluppato un grande incendio. Secondo l’esercito ucraino, sarebbero stati colpiti anche obiettivi militari russi, tra cui una fabbrica di dispositivi elettronici e un campo volo per droni. La Russia non ha ancora commentato. Gli attacchi ucraini sarebbero una risposta al recente bombardamento russo su Kiev, che ha provocato 31 morti e almeno 159 feriti, con oltre 300 droni e otto missili lanciati nella notte tra mercoledì e giovedì. Intanto, il 2 agosto in Ucraina sono stati arrestati diversi funzionari pubblici, tra cui il parlamentare Oleksii Kuznetsov, accusati di corruzione in relazione ad appalti per l’acquisto di droni e dispositivi militari. Gli arresti sono stati eseguiti sulla base di un’indagine condotta dall’agenzia nazionale anticorruzione (Nabu) e dalla procura specializzata anticorruzione (Sapo). Nei giorni precedenti, migliaia di persone avevano protestato contro una legge firmata da Zelensky che limitava l’autonomia delle due agenzie. In seguito alle proteste, il presidente ha fatto approvare una nuova legge che ne ripristina l’indipendenza. Zelensky ha dichiarato su X che queste agenzie ora dispongono di tutti gli strumenti necessari per combattere la corruzione.

Intanto, da mesi i combattimenti più intensi nell’est dell’Ucraina si concentrano attorno a Pokrovsk, città strategica che l’esercito russo tenta di conquistare dall’estate 2024. A fine luglio alcuni soldati russi sono entrati nella periferia ma sono stati respinti. Secondo il capo di stato maggiore ucraino Syrskyi, questo è il fronte più critico per Kiev. Pokrovsk è cruciale per la sua posizione sull’ultima autostrada che collega la regione di Donetsk al resto del paese e consente l’arrivo di rifornimenti. La città, già parzialmente distrutta, è passata da 60.000 abitanti a meno di 1.400. I russi cercano di circondarla per tagliare i rifornimenti, affrontando però pesanti perdite. Anche se la caduta di Pokrovsk non garantirebbe un’avanzata russa a ovest, altre città chiave come Kostiantynivka e Chasiv Yar sono minacciate, e potrebbero aprire la strada verso Kramatorsk e Sloviansk. Intanto, gli Stati Uniti cercano di negoziare un cessate il fuoco: dopo un primo ultimatum di 50 giorni, il presidente Trump lo ha ridotto a 10-12 giorni, con scadenza proprio oggi. Ma al momento di un potenziale incontro non c’è neanche l’ombra.

🌉 PONTE SULLO STRETTO: APPROVATO IL PROGETTO DEFINITIVO. COSA MANCA ALL’INIZIO DEI LAVORI?

4) Il Cipess (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) ha approvato il progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina, passaggio fondamentale per l’avvio degli espropri e dei cantieri. Il governo ha stanziato 13,5 miliardi di euro per il ponte e le opere accessorie. La procedura non è ancora conclusa: la delibera dovrà essere esaminata dalla Ragioneria dello Stato e dalla Corte dei Conti prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che in media richiede circa due mesi. Il progetto, rilanciato tre anni fa, ha suscitato critiche da comitati civici e ambientalisti, che hanno presentato reclami all’Unione Europea per l’impatto ambientale. Il ponte sarà il più lungo al mondo a campata unica, con una lunghezza complessiva di 3.660 metri e una campata sospesa di 3.300 metri, sostenuta da torri alte 399 metri. La struttura sarà resistente a venti fino a 300 km/h, mentre il picco registrato nello Stretto è stato di 128 km/h nel 1991. Restano punti controversi la sicurezza sismica, l’aerodinamicità e le previsioni di traffico. Il tempo di attraversamento stimato sarà di 15 minuti per i treni e 10 minuti per le auto, contro gli attuali 120-180 minuti per i treni e 70 minuti per i veicoli. La società Stretto di Messina prevede di avviare i lavori partendo dagli espropri, che coinvolgeranno 448 unità immobiliari sulla costa siciliana, di cui 291 abitazioni (175 prime case), 120 negozi e 37 ruderi, oltre a due cappelle del cimitero di Granatari. A Villa San Giovanni saranno espropriate circa 150 case. Sono previsti anche espropri e asservimenti di terreni per opere collegate come strade, ferrovie e metropolitana. Il piano è consultabile online e negli uffici dedicati a Messina e Villa San Giovanni, visitati finora da circa 800 persone. Il costo stimato è di 215 milioni di euro, con incentivi per chi accetta volontariamente l’esproprio, maggiorazioni per acquisti precedenti al 30 giugno 2023 e indennità di ricollocazione fino a 40mila euro. I proprietari possono ricorrere al TAR o alla Corte d’Appello, ma le possibilità di contestazione sono limitate. Già nel 2011 erano stati annunciati espropri, poi sospesi con lo stop al progetto deciso dal governo Monti. I vincoli imposti dal 2003 hanno bloccato lo sviluppo urbanistico e svalutato gli immobili. Comitati civici e ambientalisti, contrari al progetto, denunciano presunte irregolarità e annunciano nuovi ricorsi, ricordando che manca ancora il progetto esecutivo e che la Corte dei Conti dovrà esprimersi prima dell’avvio dei cantieri.

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Voliamo subito alle brevi, molto interessanti anche stavolta 👇

✝️ Sabato, centinaia di migliaia di giovani si sono riuniti a Tor Vergata, alla periferia sud-est di Roma, per il principale evento del Giubileo dei giovani, il più partecipato dell’Anno santo. Fin dal mattino, gruppi provenienti da tutto il mondo hanno occupato la spianata con tende e teli, attendendo l’arrivo del papa tra canti, balli e momenti di svago. Nel tardo pomeriggio si contavano circa 800mila persone, con una stima finale che potrebbe aver superato il milione. Alle 19:30 è arrivato papa Leone XIV in elicottero, ha salutato i partecipanti a bordo della papamobile e ha portato a piedi la croce del Giubileo sul palco, dove ha guidato la veglia di preghiera. Durante il suo discorso, ha invitato i giovani a cercare la giustizia e a coltivare l’amicizia come via per la pace. L’evento si concluderà domenica mattina con la messa tradizionale.

🇪🇺 La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che un “paese di origine sicuro” deve esserlo per tutti i cittadini e su tutto il territorio nazionale. Ogni stato UE può stilare autonomamente una lista di paesi sicuri, ma i giudici nazionali devono poter contestare tali scelte se ritenute non conformi alle direttive europee. La sentenza è stata sollecitata da giudici italiani contrari all’inclusione di Egitto e Bangladesh nella lista stilata dal governo Meloni, che consente procedure accelerate per l’asilo e la detenzione in Albania. La Corte ha bocciato l’interpretazione italiana, confermando la preminenza del diritto UE. Tuttavia, questa interpretazione sarà valida solo fino a giugno 2026, quando entrerà in vigore un nuovo regolamento europeo che cambierà i criteri per definire un paese sicuro. Il governo italiano ha criticato la decisione e annunciato che lavorerà per trovare soluzioni alternative nei prossimi mesi.

🦟 Sabato una donna di 93 anni è morta all’Istituto Spallanzani di Roma a causa della febbre West Nile, trasmessa dalle zanzare. Originaria di Cisterna di Latina, è la quarta vittima recente nel Lazio e la decima in Italia nel 2025. Il virus, rilevato in Italia dal 1998, è in aumento a causa della diffusione di zanzare invasive. Solitamente causa sintomi lievi, ma può essere pericoloso per le persone fragili. Al 30 luglio, i casi confermati erano 89, di cui 23 nel Lazio, mentre nel 2024 erano stati 484, con 36 decessi. Il Centro nazionale sangue ha introdotto restrizioni per le donazioni da parte di chi ha soggiornato anche solo una notte nelle province a rischio tra l’estate e l’autunno 2025.

🇧🇷 Lunedì, l’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro è stato posto agli arresti domiciliari per aver violato le restrizioni imposte nel processo in cui è accusato di aver tentato un colpo di stato nel 2022. Il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes, già sanzionato dall’amministrazione Trump, ha disposto la misura dopo che Bolsonaro avrebbe partecipato, seppur indirettamente, a una protesta contro la Corte, violando il divieto di usare i social e di avere contatti con altri indagati, tra cui il figlio Eduardo. Secondo i giudici, avrebbe aggirato le restrizioni parlando in viva voce con il figlio Flávio, generando materiale destinato ai social. Gli è stato vietato anche l’uso del cellulare e le visite non autorizzate. Gli avvocati presenteranno ricorso. Gli Stati Uniti hanno condannato l’ordinanza, con Trump che ha parlato di “caccia alle streghe”. Bolsonaro è accusato anche di aver progettato l’omicidio di Lula, Alckmin e del giudice de Moraes.

🇷🇺 Domenica è cominciata l’eruzione del vulcano Krasheninnikov, dormiente da secoli, nella remota penisola della Kamchatka, in Russia. L’attività è iniziata dopo giorni di lievi scosse sismiche e in seguito al violento terremoto di magnitudo 8.8 avvenuto mercoledì scorso al largo della penisola. Il Krasheninnikov, alto 1.856 metri e situato nella riserva di Kronotsky, ha emesso una colonna di cenere alta fino a sei chilometri. Il personale della riserva è stato evacuato, ma l’area non è abitata; non ci sono quindi rischi per la popolazione, a eccezione di possibili interferenze con il traffico aereo. L’ultima eruzione del vulcano risalirebbe a 400-600 anni fa. Nella stessa giornata si è verificato un terremoto di magnitudo 6.8 vicino alle isole Curili, seguito da un’allerta tsunami poi ritirata. Tutti questi eventi sono collegati al sisma di mercoledì, che aveva già provocato l’eruzione di un altro vulcano, il Klyuchevskaya Sopka.

🇸🇻 Il Parlamento di El Salvador ha approvato una riforma costituzionale che elimina i limiti ai mandati presidenziali, permettendo al presidente Nayib Bukele di candidarsi indefinitamente. La riforma, proposta dal suo partito Nuevas Ideas, estende inoltre il mandato presidenziale da 5 a 6 anni, elimina il ballottaggio e anticipa la fine dell’attuale mandato al 2027 per allineare le elezioni. Bukele, al potere dal 2019, è noto per la sua stretta autoritaria e per lo stato di emergenza ancora in vigore contro le bande criminali, che ha portato all’arresto di oltre 75.000 persone, spesso senza prove. Queste politiche repressive hanno ridotto drasticamente la criminalità, ma anche limitato i diritti civili. Nel 2021 ha legalizzato il bitcoin, ma l’iniziativa è fallita e il governo ha dovuto abbandonarla per ottenere un prestito da 1,4 miliardi di dollari dal FMI.

🇮🇹 Il tribunale dei ministri ha chiesto alla Camera l’autorizzazione a procedere contro il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario Alfredo Mantovano per il loro ruolo nella liberazione e rimpatrio del capo della polizia libica Almasri, arrestato a Torino su mandato della Corte penale internazionale per crimini gravi. Giorgia Meloni, inizialmente indagata, è stata esclusa dalle responsabilità. I tre membri del governo sono accusati di favoreggiamento personale, e in aggiunta Nordio anche di rifiuto di atti d’ufficio, mentre Piantedosi e Mantovano di peculato per l’uso di un aereo di Stato. La decisione spetta ora alla giunta per le autorizzazioni della Camera, dove la maggioranza di destra rende improbabile l’autorizzazione al processo.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

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