Piano per Gaza e Cisgiordania sul tavolo di USA e Israele. | Nuovo tentativo di ingresso a Ceuta bloccato dal Marocco. | Il processo che rischia di far fallire Meta.
Breaking news: l’estate è finita.
Ebbene sì, mi spiace essere io a darvi questa notizia, ma così è. E cosa si porta con sé la fine di questa stagione? Aggiornamenti su diversi fronti noti (Israele, Ceuta e Ucraina) e meno noti (il nuovo processo a Meta). È o non è il momento migliore per chiarire tutto?
Lo è, cominciamo 👇
🇮🇱 USA E ISRAELE CERCANO DI SBLOCCARE IL PIANO PER GAZA, MENTRE CRESCE LO SCONTRO SULLE COLONIE ISRAELIANE IN CISGIORDANIA

1) L’inviato speciale statunitense Jared Kushner ha incontrato in Egitto alcuni dei principali esponenti di Hamas, tra cui il capo politico Khalil al Hayya, nel tentativo di sbloccare il piano di Donald Trump per la Striscia di Gaza, fermo da mesi: al centro dei colloqui c’è il disarmo di Hamas, previsto dalla seconda fase dell’accordo sul cessate il fuoco di ottobre ma mai iniziato, con il gruppo palestinese che lo subordina al ritiro israeliano dalla Striscia e Israele che continua invece a mantenere e ampliare il proprio controllo sul territorio. A fine luglio Hamas aveva accettato un piano in 15 punti che prevedeva la restituzione graduale delle armi a un nuovo comitato tecnico per l’amministrazione di Gaza in cambio del ritiro israeliano, ma l’iniziativa era fallita dopo il rifiuto del primo ministro Benjamin Netanyahu, contrario sia a un disarmo parziale sia alla creazione di uno Stato palestinese. Kushner ha incontrato successivamente Netanyahu a Gerusalemme per circa tre ore, senza ottenere progressi significativi, mentre le divergenze tra Washington e Israele sulla guerra contro l’Iran hanno ulteriormente complicato i rapporti, pur senza mettere in discussione il sostegno statunitense a Israele.
Parallelamente, in Cisgiordania continua l’assedio imposto da coloni israeliani a due famiglie palestinesi di Qusra: dopo giorni di isolamento e interruzione dell’acqua, il cittadino statunitense di origini palestinesi Loui Ridi ha raggiunto la propria abitazione sotto scorta israeliana, aumentando la pressione su Israele; l’ambasciatore americano Mike Huckabee aveva già definito «terroristi» i coloni coinvolti, ma nessuno di loro è stato arrestato. Un convoglio dell’ONU ha portato alle famiglie cibo, acqua, medicinali e prodotti per l’igiene, mentre l’esercito ha mantenuto pattuglie davanti alle abitazioni, senza però impedire completamente ai coloni di avvicinarsi alle case. Sul fronte degli insediamenti israeliani, Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Canada hanno condannato il progetto E1, per il quale Israele ha pubblicato un bando relativo a 1.200 nuovi edifici: la nuova colonia, se realizzata, interromperebbe la continuità territoriale della Cisgiordania, isolerebbe Gerusalemme Est e renderebbe ancora più difficile la prospettiva della soluzione a due Stati. I governi hanno chiesto il ritiro immediato del bando e invitato le aziende a non partecipare, mentre il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha annunciato possibili provvedimenti senza specificarne la natura. Israele ha respinto le critiche: il ministro degli Esteri Gideon Saar ha accusato Londra di alimentare l’antisemitismo e ha difeso il diritto di Israele a occupare territori che considera appartenenti al «popolo ebraico».
🇪🇦 CEUTA, NUOVA TENSIONE MIGRATORIA: IL MAROCCO BLOCCA I TENTATIVI DI INGRESSO E IN SPAGNA ESPLODE LO SCONTRO SUI MINORI

2) La polizia marocchina ha respinto con la forza, sabato 15 agosto, alcune centinaia di migranti, soprattutto provenienti dall’Africa subsahariana, che avevano tentato di raggiungere Ceuta, l’exclave spagnola sulla costa africana, dopo la diffusione sui social di appelli a una nuova mobilitazione. Il tentativo è stato molto più contenuto rispetto alla crisi di fine luglio, quando oltre 80mila persone erano entrate nell’exclave, per poi tornare indietro in gran parte nel giro di poche ore, ma ha mostrato la capacità di Rabat di controllare la frontiera quando decide di intervenire: sulle alture di Fnideq, a circa tre chilometri da Ceuta, le forze di sicurezza hanno utilizzato gas lacrimogeni, cariche, droni ed elicotteri, fermando quasi 300 persone e arrestando 61 presunti organizzatori. Nei giorni precedenti il Marocco aveva rafforzato il dispositivo con posti di blocco, nuove recinzioni e limitazioni ai trasporti verso Ceuta, predisponendo controlli analoghi anche nei pressi di Melilla; la Spagna aveva a sua volta portato a 1.600 gli agenti di polizia presenti a Ceuta e schierato circa 2mila militari, oltre a droni, elicotteri, motovedette e alla nave Duque de Ahumada, installando anche una barriera galleggiante di 500 metri davanti al varco di El Tarajal, utilizzato negli ingressi di fine luglio. La barriera potrebbe inoltre diventare un riferimento giuridico per le cosiddette “devoluciones en caliente”, cioè i respingimenti immediati delle persone intercettate mentre tentano di entrare via mare. Durante le operazioni marocchine sono stati inoltre allontanati giornalisti di RTVE ed EFE, con minacce di revoca degli accrediti e sequestro del materiale, episodio che Madrid ha detto di voler affrontare tramite l’ambasciata. Il comportamento di Rabat è apparso significativo anche alla luce della crisi precedente, quando il Marocco aveva cercato di ridimensionare il proprio coinvolgimento, mentre alcuni migranti avevano raccontato di essere stati spinti verso Ceuta dalla stessa polizia marocchina; secondo un’ipotesi politica, la pressione migratoria potrebbe essere stata utilizzata anche per esercitare pressioni sulla Spagna riguardo al Sahara occidentale, soprattutto dopo iniziative di Madrid sgradite a Rabat, come la visita di Sánchez in Algeria. La crisi di luglio aveva provocato almeno 96 morti, lasciato circa 5mila persone nell’area e coinvolto migliaia di minorenni; nel frattempo le autorità spagnole hanno iniziato a esaminare le richieste d’asilo degli adulti, respingendone la maggior parte.
Proprio la gestione dei minori non accompagnati rimasti a Ceuta è diventata il nuovo fronte dello scontro politico: il governo di Pedro Sánchez vuole trasferire nella Spagna continentale circa 500 ragazze, molte delle quali molto giovani, prive di famiglia o provenienti da situazioni di violenza, perché l’exclave non dispone di strutture adeguate per assisterle. La legge spagnola impone infatti l’accoglienza dei minori non accompagnati e l’esame delle loro richieste di asilo secondo il criterio del loro interesse superiore, mentre alcune delle ragazze avrebbero minacciato di suicidarsi se costrette a tornare in Marocco. Il Partito Popolare si oppone al trasferimento e sostiene una linea per cui nessuna delle persone arrivate dal Marocco dovrebbe essere accolta; il suo leader Alberto Núñez Feijóo ha definito gli arrivi una «invasione» e un’«occupazione» e ha sostenuto che la presenza dei migranti metterebbe a rischio le donne di Ceuta, mentre la ministra dell’Infanzia Sira Rego lo ha accusato di chiedere al governo di violare la legge e di essersi allineato alla retorica dell’estrema destra. La questione è particolarmente delicata perché nel 2021 il rimpatrio di 55 minori arrivati durante una precedente crisi migratoria era stato giudicato illegale: nel 2024 la Corte Suprema spagnola aveva confermato che i respingimenti non avevano rispettato le procedure previste per valutare vulnerabilità e interesse dei minori. Il piano del governo, ancora non reso pubblico nei dettagli, dovrebbe prevedere la redistribuzione delle ragazze tra le comunità autonome, in famiglie o strutture dedicate all’infanzia, e potrebbe includere il ricongiungimento con familiari presenti in Spagna. Per realizzarlo Madrid ha però bisogno della collaborazione dell’amministrazione di Ceuta, guidata da un esponente del Partito Popolare. Il caso si inserisce in una più ampia difficoltà nella gestione dei minori migranti non accompagnati, già emersa alle Canarie, dove il governo regionale e quello centrale si sono a lungo confrontati sulla distribuzione delle responsabilità; una recente decisione della Corte Suprema ha imposto a Madrid di sostenere le comunità autonome nella gestione delle richieste d’asilo e ha favorito un accordo per inserire direttamente i migranti nel sistema statale di accoglienza, così da distribuirli più equamente e accelerare il rilascio dei documenti. Il trasferimento delle 500 ragazze da Ceuta seguirebbe la stessa logica, ma è diventato soprattutto un terreno di scontro politico sull’immigrazione, con la destra intenzionata a sostenere che nessuna delle persone arrivate durante la crisi di luglio debba poter entrare in Spagna.
🇺🇦 RUSSIA INTENSIFICA GLI ATTACCHI AI PORTI UCRAINI E ALLA RETE ENERGETICA, MENTRE CRESCONO LE TENSIONI INTERNE AL REGIME DI PUTIN

3) La Russia sta intensificando sistematicamente gli attacchi contro le infrastrutture ucraine, colpendo in particolare i porti del Mar Nero e del Danubio con l’obiettivo di ostacolare le esportazioni di grano, fondamentali per l’economia del paese e pari a circa il 6% delle esportazioni mondiali. Da luglio sono stati presi di mira soprattutto i terminal di Odessa, principale porto ucraino sul Mar Nero, e giovedì quelli di Izmail, sul Danubio, oltre alle navi cargo che trasportano cereali: ad agosto le esportazioni di grano risultano così diminuite del 76% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, contribuendo all’aumento dei prezzi internazionali e alimentando il rischio di nuove crisi alimentari, soprattutto nei paesi africani e mediorientali che dipendono dalle forniture ucraine. La situazione ricorda il blocco navale del 2022, quando Russia e Ucraina raggiunsero un accordo temporaneo per consentire le esportazioni, poi fallito dopo circa un anno; nel frattempo Kiev era riuscita a respingere la flotta russa dalle proprie coste, ma oggi Mosca può contare su capacità di bombardamento a lunga distanza molto più sviluppate. L’Ucraina potrebbe trasferire parte delle esportazioni via terra, ma con costi molto maggiori e il rischio di nuove tensioni con Polonia, Ungheria e Slovacchia, che hanno già vietato l’importazione del grano ucraino per proteggere i propri produttori, pur consentendone il transito verso altri mercati. Parallelamente, nella notte tra sabato e domenica l’Ucraina ha lanciato uno dei più estesi attacchi con droni sul territorio russo dall’inizio della guerra: secondo Mosca ne sono stati intercettati 822, circa 600 nella regione di Mosca, mentre almeno 7 persone sono morte. I droni hanno colpito e incendiato anche alcuni centri logistici di Wildberries, il principale operatore russo dell’e-commerce, divenuto un obiettivo della campagna ucraina insieme a raffinerie e infrastrutture petrolifere per il presunto ruolo nelle forniture militari russe; Kiev ha inoltre rivendicato un attacco alla base aerea di Savasleyka, a circa 700 chilometri dal confine, con il nuovo missile da crociera Flamingo. La Russia ha continuato a bombardare le città ucraine, causando almeno 5 morti e danneggiando anche un mercato di libri a Kiev, mentre un successivo attacco a Pechenihy, nella regione di Kharkiv, ha provocato almeno 10 morti e 18 feriti, danneggiando un bar, abitazioni, negozi, un ufficio postale e automobili; nel più ampio bombardamento tra lunedì notte e martedì mattina sono stati impiegati 147 droni, con almeno altre 9 vittime in varie zone del paese.
Sul fronte politico interno, l’esclusione di Yabloko, unico partito russo apertamente contrario alla guerra, dalle elezioni parlamentari del 18-20 settembre viene descritta come un segnale della crescente cautela del regime: inizialmente autorizzato a partecipare, il partito aveva rapidamente raccolto consensi tra gli oppositori della guerra, anche grazie al sostegno dell’opposizione russa all’estero, spingendo le autorità a temere che potesse superare il consueto 1-1,5% e trasformarsi in un indicatore del dissenso reale. Yabloko ha fatto appello alla Corte suprema, dove lunedì decine di sostenitori hanno protestato, mentre figure dell’opposizione come Yulia Navalnaya e Ilya Yashin hanno invitato gli elettori a votare qualsiasi partito tranne Russia Unita, quello di Putin, e a presentarsi ai seggi a mezzogiorno per creare code visibili come forma di protesta. L’esclusione è arrivata dopo un ricorso di Rodina, partito ultranazionalista, con contestazioni considerate pretestuose, mentre la Corte ha infine motivato la decisione con presunti finanziamenti dall’estero, una delle accuse più utilizzate dal regime contro gli oppositori. Il caso ricorda quello di Boris Nadezhdin, la cui candidatura presidenziale contro Putin e contro la guerra era stata invalidata nel 2024 dopo aver raccolto le firme necessarie; anche Yabloko, inoltre, è stato sottoposto negli ultimi mesi a pressioni e arresti di suoi dirigenti, tra cui Maxim Kruglov, condannato a sette anni per le sue critiche alla guerra. La mancata partecipazione alle elezioni potrebbe inoltre mettere a rischio la stessa sopravvivenza del partito, poiché la legge permette di sciogliere le formazioni che non partecipano a consultazioni elettorali per sette anni. L’esclusione arriva mentre il regime deve affrontare gli effetti economici della guerra, le carenze di carburante provocate dagli attacchi ucraini e i timori di una nuova mobilitazione militare dopo le elezioni, elementi che contribuiscono a spiegare la volontà delle autorità di evitare che il voto possa mettere in discussione la narrazione di un sostegno compatto alla guerra.
Non è tutto. Un massiccio attacco russo con droni e missili contro Kiev, nella notte fra mercoledì e giovedì, ha provocato 15 morti e 40 feriti, oltre a danneggiare decine di edifici. Tra le strutture colpite ci sono abitazioni, magazzini e un ospedale pediatrico, mentre sette delle vittime si trovavano nel quartiere di Solomyanskyi; un’altra persona è morta nella regione circostante la capitale. La Russia ha lanciato 168 droni Shahed e 46 missili da crociera, dei quali sono stati intercettati rispettivamente 145 e 39. L’Ucraina riesce a contrastare gran parte dei droni, ma dispone di un numero insufficiente di sistemi capaci di intercettare i missili balistici, per i quali i Patriot statunitensi restano fondamentali. Gli attacchi hanno interessato anche Cernihiv e l’area vicino al confine con la Moldavia; un drone è entrato nello spazio aereo della Romania, precipitando senza causare danni. La Polonia ha fatto decollare propri jet per monitorare il rischio di sconfinamenti.
💻 IL PUNTO SUL NUOVO PROCESSO A CARICO DI META NEGLI STATI UNITI: COSA RISCHIA LA BIG TECH

4) Meta è al centro di un nuovo processo negli Stati Uniti per i presunti danni provocati dall’uso di Instagram e Facebook, accusati di essere stati progettati per creare dipendenza, soprattutto tra gli utenti più giovani, favorendo problemi come ansia, depressione e disturbi legati all’immagine corporea. Il procedimento, iniziato a Oakland, in California, è particolarmente rilevante perché nasce da una causa presentata nel 2023 da 29 stati e chiede complessivamente circa 1.400 miliardi di dollari di risarcimento, una cifra che, se riconosciuta, sarebbe di fatto insostenibile per l’azienda e potrebbe portarla al fallimento; il processo coinvolge per ora California, Colorado, Kentucky e New Jersey e dovrebbe durare circa sei settimane. Gli stati accusano i dirigenti di Meta di essere stati consapevoli dei rischi associati agli algoritmi delle piattaforme e di aver privilegiato i risultati economici rispetto alla tutela degli utenti, oltre ad aver raccolto dati di minori, anche di 13 anni, senza il consenso dei genitori, in violazione della normativa federale. Tra le richieste c’è anche una modifica sostanziale del funzionamento di Instagram e Facebook, con l’eliminazione del conteggio dei “mi piace” e dello scrolling continuo dei contenuti.
La strategia dell’accusa richiama quella adottata negli anni Novanta contro le industrie del tabacco, accusate di aver nascosto o ignorato i rischi dei propri prodotti. Meta respinge le accuse sostenendo che non esistano prove scientifiche sufficienti per dimostrare che i social provochino dipendenza e invocando inoltre una norma federale che limita la responsabilità delle piattaforme per i contenuti pubblicati dagli utenti. I ricorrenti possono però contare su precedenti recenti: a marzo una giuria di Los Angeles aveva condannato Meta e Google a pagare 6 milioni di dollari a una donna che attribuiva alle piattaforme una dipendenza sviluppata durante l’infanzia e sfociata in ansia, depressione e problemi di immagine corporea; inoltre, ad agosto, un tribunale del New Mexico ha imposto a Meta una multa da 567 milioni di dollari per non aver adeguatamente informato gli utenti sui rischi per i minori, in particolare riguardo a predatori sessuali online e materiale sessualmente esplicito, dopo una precedente sanzione da 375 milioni di dollari inflitta dallo stesso tribunale a marzo.
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E quante brevi… 👇
🇺🇸 Il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato al Pentagono di ridurre la portata delle esercitazioni militari annuali congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud, nelle quali viene simulato un attacco nordcoreano. Trump ha motivato la decisione citando i suoi «ottimi rapporti» con Kim Jong Un e sostenendo che le esercitazioni siano troppo costose e inviino un segnale ostile a Pyongyang. Ha inoltre accusato la Corea del Sud di non aver sostenuto gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran. Le esercitazioni, che coinvolgono migliaia di militari, inizieranno martedì e non potranno quindi essere cancellate, ma la loro portata sarà ridotta. Non è ancora chiaro quali saranno le conseguenze a lungo termine sull’alleanza tra Washington e Seul. La decisione arriva mentre la Corea del Nord continua i test missilistici e mantiene un atteggiamento minaccioso verso Corea del Sud e Giappone.
🇬🇧 Jason Arday, 41 anni, ex professore di sociologia dell’Università di Cambridge, è stato trovato morto a Battersea, nel sud di Londra, pochi giorni dopo le sue dimissioni provocate da accuse di plagio e false dichiarazioni sulla propria biografia. La Metropolitan Police non ha ancora confermato formalmente l’identità, ma ha dichiarato che non si ritiene siano coinvolte altre persone. Arday, diventato nel 2023 il più giovane professore afrodiscendente di Cambridge, era stato accusato di aver copiato parti della tesi di dottorato e di aver falsificato o esagerato diversi elementi della propria vita. L’università aveva ricevuto già nel 2025 segnalazioni sulle presunte irregolarità e, dopo lo scandalo, ha avviato un’indagine sui suoi titoli e sui processi di selezione. Il caso ha alimentato un più ampio dibattito sull’inclusione e sulla meritocrazia nelle università, nonché sulle possibili pressioni ideologiche nella selezione dei docenti. Arday aveva respinto le accuse più gravi e sostenuto che contro di lui fosse stata condotta una campagna motivata anche dal razzismo.
🇮🇩 Un terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito l’isola di Flores, in Indonesia, provocando almeno 51 morti e circa un centinaio di feriti. La scossa, con ipocentro a circa 15 chilometri di profondità, ha danneggiato gravemente oltre 900 abitazioni e migliaia di altri edifici, tra cui scuole, chiese e strutture sanitarie. Le operazioni di soccorso sono rese difficili dal territorio montuoso e dalle frane che hanno isolato alcuni centri abitati; sono oltre 5mila le persone sfollate. Dopo la scossa principale si sono verificate più di 340 repliche, tra cui una di magnitudo 6,9. Inizialmente era stata emessa un’allerta tsunami, poi revocata senza conseguenze significative. Il ministero degli Esteri italiano ha riferito che sull’isola si trovano circa 500 dei 5mila italiani presenti in Indonesia e che nessuno risulta tra le vittime.
🇫🇷 La Corte Costituzionale francese ha bocciato la legge che avrebbe vietato l’accesso ad alcuni social media agli under 15, prevista dal 1° settembre. Secondo i giudici, il provvedimento rappresentava una limitazione «inadeguata, non necessaria e non proporzionata» della libertà d’espressione. La legge non individuava con precisione i servizi effettivamente rischiosi per i minori e lasciava poco spazio alla possibilità per i genitori di autorizzare l’accesso. La Corte ha inoltre evidenziato problemi relativi alla privacy, poiché le piattaforme avrebbero dovuto verificare l’età di tutti gli utenti senza che fossero stabilite modalità e responsabilità per la gestione dei dati. Il divieto trattava inoltre allo stesso modo tutti gli under 15, senza distinguere tra età e livello di maturità. Il presidente Emmanuel Macron ha incaricato il governo di elaborare rapidamente una nuova versione della legge.
🇰🇷 Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha proposto alla Corea del Nord di avviare negoziati per porre formalmente fine alla guerra tra i due paesi, mai conclusa con un trattato di pace. Lee ha invitato Pyongyang a rinunciare alle reciproche minacce e ha proposto un sistema di sicurezza a più livelli per ridurre le tensioni lungo il confine. Il regime nordcoreano, che aveva già respinto precedenti proposte di dialogo, non ha finora risposto né dato notizia del discorso. L’iniziativa conferma un approccio più distensivo rispetto a quello del precedente presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol. La guerra di Corea terminò nel 1953 con un armistizio, non con un accordo di pace, lasciando tecnicamente i due paesi ancora in guerra. La DMZ, che separa Corea del Nord e Corea del Sud, rimane una delle aree più militarizzate al mondo.
🇨🇩 L’epidemia di ebola in corso nella Repubblica Democratica del Congo ha provocato 2.325 morti, il numero più alto mai registrato nel paese, superando le 2.299 vittime dell’epidemia del 2018-2020. I casi confermati sono arrivati a 4.945, rendendo l’attuale epidemia anche quella con più contagi nella storia del paese. Il virus si trasmette attraverso il contatto con i fluidi corporei delle persone infette e può provocare febbre, vomito, diarrea ed emorragie nei casi più gravi. L’epidemia è causata dal Bundibugyo ebolavirus, una specie poco studiata per la quale non esistono vaccini o trattamenti specifici. Il contenimento si basa quindi soprattutto sull’individuazione tempestiva, l’isolamento e la cura dei malati. Secondo i dati riportati, l’inefficienza nella gestione dei contagi ha contribuito alla diffusione del virus e all’aumento della letalità, passata da circa il 20% al 46%.
🇻🇪 Nel primo giro di colloqui tra il governo venezuelano e l’opposizione è emersa un’intesa sulla necessità di recuperare le 31 tonnellate di oro custodite dalla Banca d’Inghilterra e congelate dal 2018 a causa di una disputa sulla legittimità del governo di Nicolás Maduro. Le riserve, il cui valore ha superato i 3,4 miliardi di euro, potrebbero essere utilizzate per la ricostruzione dopo i terremoti di giugno e per affrontare il debito pubblico venezuelano, superiore ai 200 miliardi di euro. L’opposizione avrebbe ottenuto anche l’impegno a rinnovare la composizione del Tribunale supremo, con l’obiettivo di renderlo più imparziale. In caso di restituzione dell’oro, sarebbero previsti meccanismi di sorveglianza per impedirne l’appropriazione da parte della vecchia classe dirigente. L’accordo rappresenta una timida apertura politica, anche se restano dubbi sulla capacità del governo di rispettare gli impegni assunti e sulla trasparenza nella gestione delle risorse.
🧪 Moderna e Merck hanno annunciato risultati positivi per Intismeran, un vaccino sperimentale a mRNA utilizzato insieme a Keytruda nella terapia del melanoma. Lo studio, condotto su oltre mille pazienti, rappresenta il primo trial di fase avanzata sull’impiego della tecnologia a mRNA in una terapia oncologica ed è stato accolto come un risultato molto promettente. La combinazione avrebbe ridotto il rischio di recidiva del melanoma dopo l’intervento e rallentato la diffusione della malattia, anche se le aziende non hanno ancora diffuso ulteriori dettagli. La ricerca nasce dall’ipotesi che la forte risposta immunitaria indotta dall’mRNA possa potenziare le terapie che stimolano il sistema immunitario contro le cellule tumorali. Le due società puntano a ottenere le autorizzazioni alla commercializzazione entro pochi mesi. Il melanoma, che colpisce i melanociti, registra circa 100mila nuovi casi l’anno nel mondo e circa 7mila in Italia.
🇫🇷 Il presidente francese Emmanuel Macron ha promulgato la legge sul suicidio assistito, pubblicata successivamente nella Gazzetta Ufficiale, completando l’iter parlamentare per il riconoscimento della pratica. La legge consente agli adulti di cittadinanza francese affetti da una malattia grave e incurabile, in fase avanzata o terminale e accompagnata da sofferenze fisiche o psicologiche costanti e insopportabili, di accedere alla procedura. La persona deve essere in grado di esprimere la propria volontà liberamente e in modo informato e, una volta autorizzata la richiesta, deve autosomministrarsi il farmaco letale; se fisicamente impossibilitata, può intervenire un medico o un infermiere. Il provvedimento era sostenuto da Macron dal 2022, ma il suo iter era stato rallentato dall’opposizione del Senato conservatore. Dopo il voto definitivo di luglio, il 14 agosto la Corte costituzionale aveva dato parere positivo, raccomandando una clausola sull’obiezione di coscienza delle strutture private. Per rendere operativa la legge restano necessari alcuni decreti attuativi.
🇸🇪 Un uomo armato di spada o machete è entrato in una scuola di Fagersta, in Svezia, nel primo pomeriggio, ferendo diverse persone e provocando il panico. L’allarme è scattato alle 14:06 e la polizia è intervenuta rapidamente, sparando all’aggressore e ferendolo a una gamba prima di arrestarlo. Le autorità hanno messo in sicurezza l’edificio e avviato una perquisizione per verificare l’eventuale presenza di ulteriori minacce, mentre le altre scuole della zona sono state poste in lockdown. Il numero preciso dei feriti non è stato reso noto. Il ministro della Giustizia Gunnar Strömmer ha definito l’accaduto un grave incidente, mentre la polizia ha mantenuto il massimo riserbo sulle indagini. La stessa scuola era stata interessata da una minaccia nel maggio scorso, legata ad alcune scritte apparse sulle pareti di un bagno, ma al momento non risultano elementi che colleghino quell’episodio all’attacco.
🇮🇹 L’Italia ha vinto il medagliere degli Europei di atletica leggera di Birmingham con 22 medaglie, tra cui 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi. Il sorpasso sulla Gran Bretagna, seconda con 9 ori, è arrivato nell’ultima gara, la 4×400 maschile, vinta dagli italiani Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati al fotofinish, con appena tre centesimi di vantaggio sui britannici. Tra gli altri successi spicca quello di Larissa Iapichino, oro nel salto in lungo con 7 metri esatti, un centimetro in più della seconda classificata. La 24enne aveva già stabilito a luglio il record italiano della specialità con 7,12 metri, superando quello detenuto dal 1998 dalla madre Fiona May. Per l’Italia si tratta della seconda vittoria consecutiva nel medagliere europeo, dopo il successo ottenuto a Roma nel 2024.
🖼️ Quattro opere di Antonello da Messina sono state rubate nella sera di Ferragosto dal Museo regionale interdisciplinare “Accascina” di Messina, durante la processione della Vara. Quattro ladri hanno forzato la cancellata posteriore e portato via tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio, firmato e datato 1473, mentre le altre due sono state ritrovate poco lontano. È stata inoltre sottratta una tavoletta bifronte con la Madonna con bambino e il Cristo durante la pietà, insieme alla teca blindata. Nonostante allarme e videosorveglianza, il furto è stato scoperto da un passante; la procura sta esaminando i filmati e la Regione ha avviato un’ispezione interna. La polizia ha sequestrato un furgone ritenuto collegato al colpo. Il valore delle opere potrebbe raggiungere milioni di euro, ma la loro estrema riconoscibilità le rende difficilmente commerciabili. Tra le ipotesi sulle motivazioni figurano un possibile coinvolgimento della criminalità organizzata o l’interesse di un collezionista disposto a conservarle clandestinamente.
Alla prossima 👋



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