Nuovi bombardamenti russi su una Kyiv sotto assedio. | L’ONU annuncia il superamento di 1,5°. | Novità sulla materia oscura, ma ancora nessuna scoperta.

Una prima settimana di settembre che possiamo definire “caotica”.

In extremis meritano il primo posto nella nostra rassegna le questioni con al centro Russia e Ucraina, visti gli sviluppi degli ultimi giorni. Poi sì, torniamo a USA e Iran, con soluzioni ancora lontane dall’essere trovate. Infine 2 new entry, con l’ONU che ci aggiorna sulla – catastrofica – situazione del nostro clima e un’interessante novità riguardo la “materia oscura”.

La carne al fuoco è tanta, iniziamo 👇

🇺🇦 RUSSIA INTENSIFICA I BOMBARDAMENTI SU KYIV, MENTRE LA GUERRA SI ESTENDE E SI PREPARANO NUOVI COLLOQUI DIPLOMATICI

1) La Russia ha bombardato Kyiv per otto giorni consecutivi, in una delle più lunghe campagne aeree mai subite dalla capitale ucraina dall’inizio della guerra: gli attacchi, condotti ogni notte e spesso proseguiti durante il giorno, hanno causato decine di morti e feriti e colpito ripetutamente edifici civili, tra cui abitazioni, un magazzino farmaceutico, un’università e un centro medico. Nella notte tra lunedì e martedì un bombardamento è durato oltre 12 ore, mentre gli analisti hanno individuato un possibile cambio di tattica russa: invece di concentrare i droni in grandi «sciami», Mosca starebbe inviando uno o due droni ogni poche ore, mantenendo costantemente in allerta popolazione e autorità e rendendo più difficile la normale vita quotidiana. L’intensificazione degli attacchi arriva mentre Vladimir Putin ha annunciato una campagna «massiccia» contro le infrastrutture energetiche ucraine in vista dell’inverno. L’Ucraina continua a rispondere colpendo soprattutto le infrastrutture petrolifere russe e Mosca ha dichiarato di aver abbattuto 500 droni ucraini, ma Kyiv deve fare i conti con una grave carenza di missili intercettori, indispensabili soprattutto contro i missili balistici e forniti principalmente da Stati Uniti ed Europa, che non riescono attualmente a garantire le quantità necessarie. Tra i bersagli dell’ultima ondata russa c’è stata anche la sede centrale dei servizi d’intelligence ucraini (SBU) nel centro di Kyiv: secondo Volodymyr Zelensky, il drone ha colpito direttamente l’ufficio del capo dell’agenzia Oleksandr Poklad, rimasto illeso, mentre alcune persone sono state ferite; Zelensky ha ordinato una risposta «adeguata, significativa» e possibilmente proporzionata, sostenendo che i bersagli per la rappresaglia siano già stati individuati. Il deterioramento della sicurezza ha inoltre costretto gli organizzatori a rinviare o ridimensionare diversi eventi culturali previsti a settembre nella capitale, tra cui festival musicali e letterari, il Kurazh e lo Young Blood Live, mentre il GogolFest è stato ridotto ai soli giorni 16-20 settembre e senza gli appuntamenti principali. Sul fronte diplomatico, gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner dovrebbero recarsi prima a Mosca, dove sabato incontreranno Vladimir Putin, e poi per la prima volta a Kyiv, domenica, per vedere Zelensky; la visita nella capitale ucraina era stata inizialmente messa in dubbio per le pressioni russe e per motivi di sicurezza, ma l’amministrazione Trump ha confermato che resta in programma, pur potendo essere annullata. Intanto gli attacchi incrociati proseguono: a Kherson un raid russo contro un minibus e un’auto ha provocato un morto e 12 feriti, mentre l’Ucraina ha colpito Sochi con diverse ondate di droni, danneggiando la nave Nefrit e provocando un incendio in un deposito petrolifero; a Odessa un attacco russo ha invece ucciso una persona e ferito altre tre, danneggiando edifici residenziali e automobili. Infine, la Tanzania è diventata il primo paese straniero a sospendere ufficialmente i voli per Mosca: Air Tanzania ha cancellato temporaneamente i collegamenti con Dar es Salaam citando valutazioni sui rischi operativi, dopo la minaccia di Zelensky di rendere «totalmente insicuro» lo spazio aereo russo attraverso gli attacchi con droni; anche Turkish Airlines e Pegasus avevano cancellato alcuni voli, mentre Putin ha definito le dichiarazioni ucraine «terrorismo di Stato», sostenendo che complicano i negoziati di pace.

🇮🇷 GLI STATI UNITI RIPRENDONO I BOMBARDAMENTI SULL’IRAN PER CONTRASTARE IL CONTROLLO DI HORMUZ

2) Gli Stati Uniti hanno prima colpito l’isola iraniana di Larak, nel Golfo Persico, con un attacco mirato contro due stazioni dalle quali i Guardiani della rivoluzione stavano preparando il lancio nello stretto di Hormuz di razzi dotati di mine, utilizzati dall’Iran per condizionare il traffico marittimo e indirizzare le navi commerciali verso rotte prestabilite. L’operazione, la prima americana dopo diverse settimane, era apparsa inizialmente come un intervento isolato volto a limitare il controllo iraniano dello stretto, dopo che il comando interforze statunitense aveva dichiarato di aver completato le operazioni di sminamento e Donald Trump aveva avvertito che ogni tentativo di riposizionare le mine sarebbe stato contrastato con la forza. I Guardiani della rivoluzione, che controllano Hormuz, avevano annunciato vittime tra i propri soldati e promesso una ritorsione. La situazione è però successivamente degenerata: martedì gli Stati Uniti hanno ripreso a bombardare l’Iran, con CENTCOM che ha confermato l’avvio di una nuova serie di attacchi presentata come risposta ai tentativi iraniani di colpire navi commerciali nello stretto e forze statunitensi presenti nella regione. La Mezzaluna Rossa iraniana ha riferito che uno degli attacchi, vicino a Sirik, sulla costa di Hormuz, ha colpito un’abitazione durante una festa di matrimonio, causando 5 morti e oltre 50 feriti; altre esplosioni sono state segnalate a Bandar Abbas, sull’isola di Qeshm, a Konarak e Chabahar. Secondo Axios, gli Stati Uniti avrebbero colpito circa 100 obiettivi, compresi due petroliere di proprietà del governo iraniano, nell’ambito di un piano volto a indebolire i radar e i sistemi di lancio missilistico iraniani e impedire a Teheran di controllare lo stretto. L’Iran ha reagito lanciando missili e droni contro obiettivi statunitensi in Giordania, Bahrein e Iraq; la Giordania ha dichiarato di aver intercettato 10 dei 13 missili balistici entrati nel proprio spazio aereo, senza registrare vittime statunitensi. Gli attacchi si inseriscono in una strategia americana che negli ultimi mesi aveva privilegiato soprattutto la guerra economica, attraverso un blocco navale sulle navi che commerciano con l’Iran e nuove sanzioni definite dal segretario al Tesoro Scott Bessent come la «più grossa offensiva finanziaria» contro un avversario, ma sostanzialmente simili a quelle già esistenti. Resta inoltre incerto se le sanzioni possano colpire anche i paesi che commerciano con Teheran, in particolare la Cina, con il rischio di aprire un nuovo fronte economico e diplomatico tra Washington e Pechino. Nel frattempo gli Emirati Arabi Uniti, dopo mesi di pressioni statunitensi, hanno annunciato la sospensione a tempo indeterminato di ogni scambio commerciale e transazione finanziaria con l’Iran. Nonostante l’isolamento crescente e una situazione economica fortemente indebolita, il regime iraniano ha finora mantenuto una posizione intransigente e ha dichiarato di non voler cedere alle pressioni degli Stati Uniti.

🥵 ONU: IL LIMITE DEGLI 1,5 °C SARÀ SUPERATO, MA IL RIENTRO RESTA POSSIBILE

3) Per la prima volta, un rapporto delle Nazioni Unite ha definito inevitabile il superamento della soglia di 1,5 °C di riscaldamento globale rispetto all’epoca preindustriale, il limite fissato dall’Accordo di Parigi del 2015 nel tentativo di contenere gli effetti più gravi del cambiamento climatico: secondo il rapporto, anche nello scenario più ottimistico la temperatura media globale arriverà a circa 1,8 °C sopra i livelli preindustriali prima di poter eventualmente diminuire. Le stime indicano che nel 2026 la temperatura media della Terra è già di circa 1,4 °C superiore a quella preindustriale e gli effetti sono sempre più evidenti, dalle ondate di calore, siccità e incendi che hanno interessato l’Europa alle piogge particolarmente intense e alle temperature sopra la media durante i monsoni asiatici; nei prossimi mesi il fenomeno di El Niño potrebbe inoltre accentuare ulteriormente il riscaldamento e gli eventi atmosferici estremi. Il superamento degli 1,5 °C non rappresenterà però una soglia oltre la quale i danni diventeranno improvvisamente irreversibili: ogni decimo di grado aggiuntivo aumenta infatti i rischi, mentre una permanenza prolungata oltre il limite potrebbe favorire alcuni punti di non ritorno, tra cui la perdita di ghiaccio in Groenlandia e Antartide occidentale, con conseguente innalzamento del livello dei mari, possibili alterazioni delle correnti oceaniche atlantiche e la trasformazione dell’Amazzonia da grande assorbitore a possibile fonte di emissioni. Per questo l’ONU considera fondamentale rendere lo sforamento temporaneo, tornando sotto 1,5 °C entro pochi decenni attraverso una drastica riduzione delle emissioni, il raggiungimento delle emissioni nette zero e un forte sviluppo delle tecnologie per la rimozione della CO2 dall’atmosfera; su quest’ultimo punto permangono però importanti incertezze, perché la cattura diretta dall’aria non è ancora diffusa su larga scala e la capacità naturale degli ecosistemi di assorbire carbonio potrebbe diminuire con l’aumento delle temperature. L’obiettivo degli 1,5 °C rimane formalmente quello su cui si sono impegnati i paesi del mondo: lo scorso anno la Corte internazionale di giustizia lo aveva ribadito in un parere consultivo, successivamente adottato dall’Assemblea generale dell’ONU, ma la possibilità di utilizzare i tribunali per costringere i governi ad agire resta limitata, come dimostra anche il caso della Germania, dove nel 2026 la Corte federale di giustizia ha respinto alcune richieste di risarcimento legate ai cambiamenti climatici, sostenendo che spetta ai legislatori stabilire come intervenire. Negli Stati Uniti, invece, l’amministrazione Donald Trump sta smantellando diversi provvedimenti adottati negli anni precedenti per ridurre le emissioni e ha ritirato il paese dall’Accordo di Parigi. Parallelamente, alcuni progressi nella transizione energetica mostrano che una riduzione delle emissioni nel settore elettrico è già in corso: nel mondo rinnovabili e nucleare dovrebbero arrivare insieme al 50% della produzione elettrica nel 2030, contro il 42% del 2025, mentre il carbone dovrebbe scendere dal 34% al 27%; nell’Unione Europea rinnovabili e nucleare potrebbero arrivare complessivamente all’84%, con le sole rinnovabili al 63%. Il rapporto arriva a pochi mesi dalla COP31, che si terrà in Turchia con l’Australia responsabile dei negoziati, e pone al centro delle prossime discussioni la necessità di limitare la durata dello sforamento degli 1,5 °C dopo anni di politiche considerate insufficienti rispetto alla portata del problema.

UN INSOLITO SEGNALE DEL RIVELATORE LZ RIAPRE LA RICERCA DELLA MATERIA OSCURA, MA NON È ANCORA UNA SCOPERTA

4) L’esperimento LZ Dark Matter, condotto nella Sanford Underground Research Facility in South Dakota, ha individuato un evento estremamente raro che potrebbe fornire un indizio sulla materia oscura, la componente che rappresenta circa il 25% dell’Universo e l’85% della materia complessiva, ma il risultato è ancora molto lontano dal dimostrarne l’esistenza diretta. I ricercatori hanno analizzato un evento registrato il 16 giugno 2023, nel quale una particella ha urtato un atomo provocando il rinculo del suo nucleo con un’energia molto superiore a quella prevista dai modelli che considerano esclusivamente la materia ordinaria. Il segnale potrebbe essere compatibile con una WIMP (Weakly Interacting Massive Particle), una particella ancora soltanto ipotetica, con una massa centinaia di volte superiore a quella di un protone o di un neutrone, che rappresenta da decenni uno dei principali candidati teorici per spiegare la materia oscura. L’evento è stato presentato dai ricercatori martedì in una conferenza in Giappone e in un preprint non ancora sottoposto alla revisione scientifica, dopo che le spiegazioni ordinarie più evidenti sono state escluse. Il segnale è particolarmente interessante perché si trova a energie molto più elevate rispetto a quelle normalmente analizzate negli esperimenti sulla materia oscura, un intervallo nel quale è più difficile stabilire quali eventi siano previsti dai modelli e quali possano avere origini ancora non considerate. Per questo non si può escludere che il fenomeno abbia una spiegazione ordinaria non ancora prevista dalle simulazioni, o che vi sia un problema nei modelli utilizzati. LZ ha stimato per l’evento una significatività di 2,6 sigma, ben al di sotto della soglia di 5 sigma generalmente richiesta in fisica per parlare di una scoperta: il risultato è quindi abbastanza anomalo da meritare ulteriori studi, ma non consente di affermare che sia stata osservata materia oscura. Saranno necessarie ulteriori verifiche e soprattutto conferme indipendenti da altri esperimenti, tra cui XENON, nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, e PandaX, nel laboratorio Jinping Underground in Cina. La ricerca è particolarmente importante perché, nonostante gli effetti gravitazionali della materia oscura siano osservabili in tutto l’Universo, questa non emette, assorbe o riflette luce e la sua natura rimane ancora sconosciuta: individuarne le particelle costituenti permetterebbe di comprendere meglio la formazione e l’evoluzione dell’Universo.

——————–

Tantissime brevi… vi ho avvisato 👇

🇮🇸 Al referendum di sabato in Islanda ha vinto il No alla riapertura dei negoziati di adesione all’Unione Europea, con il 52,8% dei voti contro il 47,2% del Sì. L’affluenza è stata dell’82,5%, la più alta dal 2009, e il No ha prevalso in tutte le circoscrizioni tranne le due di Reykjavík. Il voto non avrebbe comunque comportato l’ingresso immediato nell’UE: il Sì avrebbe soltanto autorizzato il governo a negoziare le condizioni, da sottoporre successivamente a un secondo referendum. Al centro della campagna ci sono state soprattutto le possibili conseguenze economiche, in particolare il rischio di perdere parte del controllo sull’industria della pesca, che vale quasi il 40% delle esportazioni. L’Islanda fa già parte del mercato unico europeo e di Schengen, mentre i precedenti negoziati, avviati nel 2009, erano stati interrotti nel 2013. La vittoria del No non impedisce future trattative, ma mantiene per ora invariata la situazione.

🇨🇳 L’incontro in Kirghizistan tra Xi Jinping, Vladimir Putin e Masoud Pezeshkian ha un forte valore simbolico: Russia e Iran vogliono dimostrare di non essere isolati, mentre la Cina vuole consolidare il proprio ruolo di riferimento per i paesi che contestano l’egemonia statunitense. I tre leader partecipano alla riunione della Shanghai Cooperation Organisation, insieme anche a India, Pakistan e paesi dell’Asia centrale. La Cina è diventata un partner fondamentale per la Russia, acquistandone le esportazioni e fornendo prodotti e componenti, alcuni dei quali utilizzabili anche in ambito militare. Pechino sostiene economicamente anche l’Iran, soprattutto attraverso l’acquisto del suo petrolio. Non esiste però un vero e proprio blocco politico-militare: i paesi coinvolti hanno interessi spesso divergenti e l’India, per esempio, mantiene rapporti sia con Cina sia con Stati Uniti. La stessa Cina conserva una posizione ambigua, sostenendo Russia e Iran senza formalizzare alleanze e mantenendo aperto il dialogo con Washington. Secondo il testo, l’instabilità provocata dall’amministrazione Trump sta inoltre creando nuove opportunità per l’influenza internazionale cinese.

🇮🇹 Il Veneto ha approvato una legge regionale che regolamenta il suicidio assistito, diventando la quarta regione italiana a farlo e la prima governata dal centrodestra. La legge è passata con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni, grazie anche ai voti di Lega e Forza Italia e dell’opposizione di centrosinistra; Fratelli d’Italia ha invece votato compatto contro. Decisivi sono stati il presidente Alberto Stefani e Luca Zaia. La normativa stabilisce tempi, modalità e procedure per l’accesso alla pratica, già legale in Italia dal 2019 per effetto di una sentenza della Corte costituzionale, ma finora priva di una disciplina dettagliata. Gli emendamenti voluti da Stefani rafforzano il ruolo delle cure palliative, prevedendo anche la presenza di un medico palliativista nella commissione che esamina le richieste. La legge si basa sulla proposta dell’Associazione Luca Coscioni e arriva dopo un precedente tentativo fallito in Veneto nel 2024. Il governo ha contestato l’autonomia regionale sul tema, impugnando le normative di altre regioni. Il suicidio assistito resta distinto dall’eutanasia, vietata in Italia: nel primo caso è il paziente a somministrarsi autonomamente il farmaco letale.

🇮🇱 Decine di coloni israeliani hanno nuovamente attaccato Qusra, centro abitato palestinese della Cisgiordania già assediato all’inizio di agosto. L’aggressione è avvenuta nonostante la presenza dell’esercito israeliano, inviato nella zona proprio per proteggere la popolazione palestinese. I coloni sono entrati nella zona militare istituita dopo l’assedio, hanno circondato una casa, lanciato pietre e incendiato un terreno vicino. Secondo alcuni abitanti intervistati da Reuters, i soldati non avrebbero fermato gli aggressori e avrebbero invece lanciato gas lacrimogeni all’interno della casa dove si erano rifugiati alcuni palestinesi. Un abitante ha inoltre raccontato che i soldati li avrebbero legati, bendati e picchiati prima di liberarli. Non risultano arresti tra i coloni.

💻 Una giudice federale della Virginia ha stabilito che Google non dovrà cedere parte delle proprie attività nel settore della pubblicità online per adeguarsi alle leggi sulla concorrenza. Leonie M. Brinkema aveva già stabilito che Google aveva utilizzato pratiche illegali per mantenere una posizione di sostanziale monopolio nella pubblicità digitale, ma ha respinto la richiesta del Dipartimento di Giustizia di imporre la vendita di alcuni sistemi ai concorrenti. Google dovrà invece modificare alcune pratiche commerciali, ancora da definire. La decisione riguarda un mercato statunitense dal valore di circa 300 miliardi di dollari l’anno e potrebbe avere conseguenze anche per altri procedimenti antitrust contro aziende come Apple, Meta e Amazon. Secondo la sentenza precedente, Google aveva collegato i software utilizzati dagli editori e quelli destinati agli inserzionisti, rendendo più difficile la concorrenza. Negli Stati Uniti Google ha perso diversi procedimenti sul merito delle accuse, ma finora ha evitato gli scorpori aziendali. In Europa le autorità sono state più severe, con multe miliardarie per abuso di posizione dominante, anche se alcune sanzioni sono state successivamente annullate.

🇪🇦 Il governo italiano ha prorogato di altri 15 giorni i controlli introdotti ad agosto sui passeggeri provenienti dalla Spagna, nonostante i dati raccolti non evidenzino una particolare emergenza. Tra il 1° e il 31 agosto sono state monitorate circa 500mila persone attraverso le liste passeggeri di voli e traghetti, mentre 180mila sono state identificate al loro ingresso in Italia. Soltanto 31 persone sono state respinte alla frontiera, soprattutto cittadini sudamericani privi di visto o documenti validi, e sei sono state arrestate. Solo otto dei respinti erano cittadini marocchini. I controlli erano stati introdotti dopo l’arrivo irregolare di oltre 70mila persone a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, ma il testo sottolinea che quasi tutti i migranti coinvolti erano stati successivamente riportati indietro e che Ceuta applica già controlli molto rigorosi. Il governo ha motivato la misura con la prevenzione del terrorismo e il contrasto all’immigrazione irregolare, mentre il ministro Piantedosi ha attribuito la proroga alle valutazioni del Comitato di analisi della sicurezza delle frontiere. I controlli spagnoli sui passeggeri provenienti dall’Italia sono stati invece molto più limitati.

🇩🇰 Il parlamento danese ha approvato una legge che permette di risarcire le donne groenlandesi alle quali furono impiantati senza consenso dispositivi contraccettivi, soprattutto spirali intrauterine, nel corso di una pratica portata avanti per decenni. Due rapporti pubblicati venerdì hanno concluso che la politica può configurare una violazione dei diritti umani, mentre divergono sulla possibilità di definirla un genocidio. Non è noto il numero complessivo delle donne coinvolte, ma uno studio ha stimato circa 4mila casi fino al 1970; la pratica sarebbe proseguita anche dopo il 1992. Le vittime furono soprattutto donne inuit, comprese adolescenti, spesso senza il consenso proprio o dei genitori. Alcune subirono dolori, emorragie, infezioni, gravidanze ectopiche e, in diversi casi, isterectomie che impedirono loro di avere figli. Per ora 201 donne hanno chiesto il risarcimento, fissato in 300mila corone danesi, circa 40mila euro ciascuna. La politica mirava anche a contenere la crescita della popolazione groenlandese e la pressione sui servizi sociali e sulle abitazioni. Il governo danese si è scusato formalmente soltanto nel 2025.

🇸🇾 La Siria ha iniziato a distruggere i resti del programma di armi chimiche di Bashar al Assad, in collaborazione con le Nazioni Unite e con l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. I materiali erano stati individuati a maggio e comprendono materie prime, munizioni, un impianto e sostanze utilizzate per la produzione di armi simili a quelle impiegate contro la popolazione durante la guerra civile. L’OPCW ha confermato la distruzione di 42 bombe, mentre all’inizio dell’anno le autorità siriane avevano arrestato 18 persone sospettate di aver collaborato al programma. La bonifica è diventata più urgente anche per il rischio che gli attacchi israeliani possano danneggiare i siti e compromettere le prove. L’uso di armi chimiche da parte del regime era stato accertato in almeno tre occasioni, tra il 2013 e il 2018, nonostante Assad avesse aderito nel 2013 alla Convenzione sulle armi chimiche e promesso di eliminarle. Il testo ricorda inoltre la repressione sistematica del regime, tra arresti, torture, uccisioni e assedi delle città ribelli. Assad, deposto nel 2024, è attualmente in Russia sotto la protezione di Vladimir Putin.

🇬🇧 Un’inchiesta sotto copertura di Channel 4 News e Verbatim ha filmato Nigel Farage e altri dirigenti di Reform UK mentre discutono di possibili finanziamenti provenienti dagli Stati Uniti. Nel Regno Unito i partiti non possono ricevere donazioni dall’estero e quelle superiori a 11.180 sterline devono essere dichiarate alla Commissione Elettorale. Due giornalisti, fingendosi un imprenditore statunitense e suo figlio, hanno incontrato per circa un anno dirigenti di Reform, arrivando a finanziare tre sondaggi per 32.500 sterline. L’accusa è che questi pagamenti possano configurare donazioni mascherate, poiché la normativa considera donazioni anche i versamenti destinati a coprire costi di studi e ricerche. Successivamente i dirigenti avrebbero discusso di una possibile donazione fino a 500mila sterline, suggerendo che fosse effettuata dal figlio residente nel Regno Unito per conto del padre. Farage avrebbe definito lo schema «in regola». Reform ha ridimensionato il proprio coinvolgimento, sostenendo di non aver ricevuto direttamente denaro dagli uomini e accusando i giornalisti di aver organizzato una trappola. I due dirigenti coinvolti, James Orr e Dan Jukes, si sono dimessi mentre il partito ha aperto un’indagine interna.

🇺🇸 Un giudice militare statunitense ha fissato al 5 giugno 2028 l’inizio del processo contro quattro uomini accusati di aver ideato e organizzato gli attentati dell’11 settembre 2001. Khalid Sheikh Mohammed, Walid bin Attash, Ali Abdul Aziz Ali e Mustafa al Hawsawi sono detenuti da decenni a Guantanamo e sono accusati, tra le altre cose, di terrorismo e strage. Il procedimento è stato rinviato più volte a causa di controversie legali, soprattutto sull’ammissibilità delle confessioni ottenute attraverso tortura, e potrebbe essere nuovamente posticipato. Khalid Sheikh Mohammed, arrestato in Pakistan nel 2003, è considerato uno dei principali organizzatori degli attentati. Gli attacchi dell’11 settembre provocarono 2.976 morti. L’unica persona finora condannata per reati legati alla strage è Zacarias Moussaoui, che sta scontando sei ergastoli negli Stati Uniti.

🇰🇷 La polizia della Corea del Sud riesaminerà circa 310mila casi di persone scomparse archiviati, dopo l’arresto di un agente accusato di aver falsificato prove per chiudere due indagini su persone poi trovate morte. Il caso è emerso dopo il ritrovamento del corpo di Jang Mi-ran, 37 anni, la cui denuncia di scomparsa era stata archiviata appena due ore e mezza dopo essere stata presentata. L’agente Bu aveva sostenuto di aver parlato telefonicamente con la donna, ma non è stata trovata alcuna traccia della conversazione. Anche un altro caso seguito dallo stesso agente ha portato al ritrovamento di un corpo. Il governo ha riconosciuto una falla strutturale nella gestione delle persone scomparse e ha chiesto una riforma nazionale. Nel 2025 sono state presentate oltre 70mila denunce: l’89% è stato archiviato entro 24 ore e il 99,7% entro un mese, ma 931 adulti successivamente sono stati trovati morti. La legislazione consente indagini più invasive soltanto quando scompaiono minori o persone con determinate disabilità o patologie. Negli ultimi 12 anni sono stati presentati dieci disegni di legge per ampliare la definizione di persona scomparsa, ma nessuno è stato approvato, anche per le preoccupazioni legate alla privacy e al possibile uso improprio degli strumenti di ricerca.

🇻🇪 Donald Trump ha annunciato un accordo che dovrebbe affidare agli Stati Uniti la gestione di circa 65 miliardi di barili di petrolio venezuelano, pari a circa un quinto delle riserve complessive del paese. L’accordo deve ancora essere firmato, ma Delcy Rodríguez lo ha confermato, spiegando che coinvolgerà 17 giacimenti e potrebbe portare 100 miliardi di dollari di investimenti e 209 miliardi di tasse allo Stato venezuelano. Trump ha sottolineato soprattutto la possibilità di ridurre il prezzo dei carburanti negli Stati Uniti. L’operazione potrebbe essere realizzata attraverso una joint venture con una quota del 55% al governo statunitense e una concessione di 100 anni a una società privata. Le aziende statunitensi hanno storicamente mostrato prudenza verso il Venezuela per i problemi strutturali del settore petrolifero, ma Chevron era già in trattativa per espandere le proprie attività. Anche Repsol, Shell ed Eni hanno recentemente raggiunto accordi con il governo venezuelano. Secondo Bloomberg, tra le possibili mosse future del Venezuela ci sarebbe anche l’uscita dall’OPEC.

🇳🇪 Tra venerdì e sabato scorsi si sono verificati combattimenti a Niamey, capitale del Niger, tra le forze di sicurezza e un gruppo di soldati ribelli. Gli scontri hanno interessato l’area dell’aeroporto, dove si trova un’importante base dell’aeronautica, e il quartiere delle istituzioni, vicino al palazzo presidenziale. Il ministro della Difesa Salifou Mody ha affermato che gli ammutinati avevano preso in ostaggio alcuni ufficiali e che l’esercito aveva successivamente ripreso il controllo della base, ma queste informazioni non sono state verificate. La televisione statale ha inoltre interrotto temporaneamente le trasmissioni. Il Niger è governato da una giunta militare dal colpo di stato del 2023 e l’area dell’aeroporto è strategica anche perché ospita un comando delle forze congiunte con Mali e Burkina Faso. I tre paesi sono guidati da regimi militari che si sono allontanati dalle alleanze occidentali avvicinandosi alla Russia e stanno affrontando anche una crescente difficoltà nel contenere i gruppi jihadisti.

🇺🇸 Daniel P. Driscoll, segretario del Dipartimento dell’Esercito statunitense, ha presentato le proprie dimissioni a Donald Trump. Secondo il Wall Street Journal, la decisione sarebbe legata al conflitto con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, accusato da Driscoll di aver rimosso numerosi ufficiali esperti e di aver bloccato alcune promozioni. Driscoll era la principale autorità civile dell’esercito e la sua uscita lascia l’istituzione senza una guida civile in un momento particolarmente impegnativo. L’esercito è inoltre privo di un Capo di Stato Maggiore da quando Hegseth ha licenziato il generale Randy George ad aprile. Il possibile successore Sean Parnell è considerato vicino a Trump, ma potrebbe incontrare difficoltà nella conferma del Senato. Parnell è anche al centro di polemiche per il licenziamento di tre giornalisti di Stars and Stripes e per le restrizioni imposte alla stampa al Pentagono. Driscoll, 39 anni, godeva invece di un ampio sostegno bipartisan al Congresso e aveva promosso anche il diritto alla riparazione delle attrezzature dell’esercito. Nelle ultime settimane avrebbe espresso direttamente a Trump la propria insoddisfazione per la gestione di Hegseth.

🌧️ Un’improvvisa alluvione nel Grand Canyon ha provocato almeno due morti e oltre dieci dispersi. Le forti piogge iniziate sabato hanno distrutto una conduttura dell’acqua potabile e diverse passerelle, costringendo all’evacuazione decine di escursionisti e campeggiatori. Il primo corpo recuperato è quello di un uomo di 46 anni trovato nell’area di Crystal Rapids, mentre non sono ancora disponibili informazioni sulla seconda vittima. Particolarmente colpito è stato il Bright Angel Canyon, dove uno dei sentieri più frequentati del parco è diventato inaccessibile a causa della distruzione delle passerelle. I danni alla rete idrica hanno inoltre impedito ai visitatori di pernottare all’interno del parco. Il Grand Canyon è lungo 446 chilometri, largo fino a 29 e in alcuni punti profondo circa 1.800 metri. Il parco nazionale riceve milioni di visitatori ed è soggetto alle inondazioni lampo soprattutto alla fine dell’estate, quando temporali improvvisi possono scaricare grandi quantità d’acqua in breve tempo.

🎤 Duane “Keffe D” Davis, ex capo di una banda criminale, è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio di Tupac Shakur, ucciso a Las Vegas nel 1996. Davis, 63 anni, rischia l’ergastolo e la pena sarà comunicata il 13 ottobre. È stato condannato per omicidio di primo grado aggravato dall’uso di un’arma da fuoco, pur non essendo accusato di aver materialmente sparato: secondo la legge del Nevada può essere ritenuto responsabile anche chi organizza o contribuisce al delitto. Tupac venne colpito il 7 settembre 1996 mentre viaggiava in auto con Marion “Suge” Knight e morì sei giorni dopo. Davis ha ammesso di essere stato sulla Cadillac dalla quale partirono gli spari e ha sostenuto che a sparare fosse stato un passeggero, probabilmente Orlando Anderson. Nel corso degli anni le sue dichiarazioni, contenute anche nell’autobiografia del 2019, sono diventate una delle principali prove dell’accusa. La difesa ha sostenuto invece che Davis avesse inventato o esagerato il proprio ruolo per ottenere notorietà e denaro. Il caso ha posto fine a quasi trent’anni senza un responsabile giudiziariamente accertato per l’omicidio del rapper.

🔭 Il Roman Space Telescope, sviluppato dalla NASA a partire da due telescopi inizialmente progettati per il Dipartimento della Difesa, è pronto a partire per studiare l’Universo. Il telescopio ha uno specchio da 2,4 metri, simile a quello di Hubble, ma un campo visivo circa cento volte più ampio, permettendo di osservare contemporaneamente enormi quantità di stelle e galassie. La NASA prevede fino a 1,4 terabyte di dati al giorno, una quantità che in un solo anno sarà paragonabile a quella raccolta da Hubble in oltre trent’anni. Dopo il lancio raggiungerà in circa tre mesi il punto L2, a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, dove opererà con il Wide Field Instrument, una fotocamera da 300 megapixel sensibile all’infrarosso. Roman studierà l’evoluzione dell’Universo, gli esopianeti, la materia oscura e l’energia oscura, oltre a fenomeni come i misteriosi “piccoli punti rossi” osservati nell’Universo primordiale. Un secondo strumento, il coronografo, permetterà di isolare la debole luce dei pianeti rispetto a quella molto più intensa delle loro stelle. Sono già quasi 120 i progetti scientifici approvati, tra cui ricerche sulle supernove fallite e sulla distribuzione e il movimento di centinaia di milioni di stelle. Il telescopio è dedicato all’astronoma Nancy Grace Roman, prima donna a ricoprire un ruolo dirigenziale nella NASA e figura centrale nella pianificazione di Hubble.

🎮 Rockstar Games ha mostrato per la prima volta in maniera estesa il funzionamento di Grand Theft Auto VI, il nuovo capitolo della celebre serie, atteso per il 19 novembre. Dopo due trailer che mostravano soprattutto scene spettacolari, la nuova presentazione ha illustrato meccaniche, attività e possibilità offerte dal mondo di gioco. I protagonisti sono Jason Duval e Lucia Caminos, una coppia con una relazione in stile Bonnie e Clyde, la cui natura può essere modificata da chi gioca. I due vivono a Vice City, versione immaginaria di Miami, e possono essere controllati alternativamente anche durante le missioni. Il gioco propone una grande varietà di attività, dalle gare automobilistiche agli sport acquatici, dal kayak alle immersioni e al paracadutismo. Le condizioni fisiche dei protagonisti dipenderanno anche da alimentazione, attività fisica e riposo, mentre le sparatorie introducono ripari, elementi distruttibili e la possibilità di rallentare il tempo per mirare. Rockstar ha lavorato per oltre dieci anni alla ricostruzione della Florida, consultando criminali, forze dell’ordine, promoter e altri professionisti e coinvolgendo oltre 50 artisti di strada per i murales. La presentazione ha evidenziato soprattutto l’elevato livello di grafica, illuminazione, animazioni e recitazione, mentre il gioco sarà disponibile su PlayStation 5 e Xbox Series X|S.

Alla prossima 👋

Condividi articolo su:

Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo