Cessate il fuoco tra Israele e Libano, situazione al limite in Siria, critiche sulla COP29
Il 2025 dista soltanto un mese, ma sembra passato un attimo dall’inizio di quest’anno.
Nel frattempo però di cose ne sono successe, eccome. Questa settimana non è stata da meno, con le ultime da Gaza e dalla Siria, salvo poi fare un punto finale sulla COP29, su un possibile caso riguardante la Cina nel Mar Baltico, su ciò che sta succedendo a Microsoft e – infine – sullo splendido momento del tennis italiano.
Ho già il fiatone, meglio cominciare 👇
🇮🇱 ISRAELE: ARRIVA IL CESSATE IL FUOCO CON IL LIBANO. QUANTO DURERÀ? NEL FRATTEMPO A GAZA…

1) Cominciamo subito dalla situazione in Medioriente, con due scenari da tenere d’occhio. Il primo, ovviamente, quello a Gaza. Il governo israeliano ha appena approvato un accordo per un cessate il fuoco di 60 giorni con Hezbollah, presentato dal primo ministro Benjamin Netanyahu. L’accordo prevede il ritiro dell’esercito israeliano dal sud del Libano e lo spostamento delle forze di Hezbollah a nord del fiume Litani, creando una zona cuscinetto sotto il controllo dell’esercito libanese. La missione UNIFIL delle Nazioni Unite sta contribuendo a garantire il rispetto degli accordi. Netanyahu ha motivato il cessate il fuoco con la necessità di concentrarsi sull’Iran, rifornire gli arsenali e isolare Hamas, sottolineando che Israele risponderà a eventuali violazioni. Il presidente statunitense Joe Biden ha definito l’accordo un passo verso la fine delle ostilità, ma ha escluso il coinvolgimento di truppe americane. L’annuncio ha incontrato resistenze interne al governo israeliano e critiche da parte di politici ultranazionalisti. Martedì sera, l’esercito israeliano ha colpito Beirut con un’intensa operazione aerea, causando numerosi morti e distruzioni. Sullo sfondo, rimangono difficoltà nei negoziati tra Israele e Hamas per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
L’accordo di cessate il fuoco è stato attuato ufficialmente mercoledì mattina, ma sembra piuttosto fragile, poiché richiama intese simili del passato mai rispettate. Entrambe le parti sembrano sfruttare la tregua per riorganizzarsi: Israele per rifornire le proprie risorse militari, Hezbollah per ricostruire la leadership colpita dagli attacchi israeliani. Tuttavia, le difficoltà storiche di UNIFIL nel garantire il rispetto degli accordi, unite alla debolezza dell’esercito libanese e all’influenza di Hezbollah sul paese, sollevano interrogativi sull’efficacia dell’intesa. In ogni caso, con l’inizio del cessate il fuoco, molti libanesi stanno tornando nelle città del sud del Libano abbandonate durante il conflitto, nonostante le raccomandazioni dell’esercito israeliano di aspettare. Oltre un milione di persone, circa un quinto della popolazione libanese, era stato costretto a fuggire, con alcuni rifugiati persino in Siria. Tuttavia, molti troveranno le loro case distrutte: circa 100mila abitazioni sono state danneggiate dai bombardamenti.
Nel frattempo, nella Striscia di Gaza invece, la guerra con Hamas prosegue senza prospettive immediate di soluzione. Israele chiede la restituzione degli ostaggi, il controllo parziale della Striscia e l’esclusione di Hamas dal futuro governo locale, mentre Hamas pretende il ritiro totale delle truppe israeliane, la fine degli attacchi e uno scambio di prigionieri. Le posizioni restano invariate dopo un anno di negoziati. Nonostante Hamas sia stata indebolita, mantiene potere negoziale grazie agli ostaggi, mentre Netanyahu evita compromessi per non perdere il sostegno del suo governo di estrema destra. Intanto, Joe Biden tenta un nuovo accordo per il cessate il fuoco, ma le possibilità di successo appaiono scarse, mentre la popolazione di Gaza si avvicina a un secondo inverno in condizioni umanitarie drammatiche. Come se non bastasse Israele sta costruendo una nuova strada militare nel nord della Striscia di Gaza, isolando completamente l’area. L’esercito afferma che la strada ha una funzione operativa temporanea, ma analisti e fonti locali temono sia parte di un piano di divisione permanente del territorio. La strada attraversa da ovest a est la Striscia, isolando zone densamente popolate come il campo profughi di Jabalia, dove è in corso un’offensiva militare. Secondo un’inchiesta della BBC basata su immagini satellitari, Israele ha distrutto edifici e terreni agricoli attorno alla strada, creando un cuscinetto con postazioni militari vicine tra loro. Il corridoio blocca l’accesso ai civili e agli aiuti umanitari, lasciando circa 60mila palestinesi in condizioni critiche. Fonti palestinesi accusano Israele di applicare il “piano Eiland”, che prevede lo sfollamento forzato della popolazione e crimini di guerra, nonostante le smentite del governo israeliano.
🇸🇾 SIRIA: GRUPPI ARMATI GUIDATI DALLA MILIZIA HAYAT TAHRIR AL SHAM ARRIVANO AD ALEPPO. COSA SUCCEDE?

2) Un altro fronte che – forse – si sta aprendo lo troviamo in Siria. Un’alleanza di gruppi armati, guidata principalmente dalla milizia sunnita Hayat Tahrir al Sham (Hts), ha lanciato un’offensiva nel nord-ovest della Siria verso Aleppo, città controllata dal regime di Bashar al Assad dal 2016. Hts, che domina la regione di Idlib, è composto da ex ribelli siriani trasformatisi in fazioni estremiste dopo l’inizio della guerra civile nel 2011. Negli scontri recenti, le forze ribelli hanno conquistato 18 centri urbani e una base strategica del regime, causando decine di vittime. L’offensiva è stata definita da Hts una risposta agli attacchi intensificati da Assad negli ultimi mesi, inclusi bombardamenti con droni e artiglieria. Le forze del regime, sostenute in passato da Hezbollah, Iran e Russia, mostrano segni di debolezza a causa di impegni paralleli: Hezbollah è indebolito da perdite e conflitti con Israele; l’Iran affronta vulnerabilità nella sua sicurezza; e la Russia è concentrata sulla guerra in Ucraina. Hayat Tahrir al Sham, nato come evoluzione di Jabhat al Nusra e separato da al Qaida dal 2016, oggi si oppone sia allo Stato Islamico che ad al Qaida, operando retate contro i loro membri. L’uso di droni Fpv, forse introdotti da consiglieri militari ucraini, evidenzia l’adozione di tecnologie avanzate in un conflitto che, dopo anni di stallo, sta tornando a intensificarsi.
L’offensiva si è poi fatta strada proprio ad Aleppo, conquistando rapidamente alcuni quartieri della città, spostando il fronte di 17 chilometri in due giorni. Le immagini mostrano i combattenti con la bandiera dell’Esercito siriano libero. Non è chiaro quale parte della città sia ora sotto il controllo dei ribelli, ma le forze regolari sembrano essere in difficoltà, soprattutto nei quartieri meridionali. L’avanzata è avvenuta da ovest, con i combattenti che hanno raggiunto prima “Nuova Aleppo” e poi i centri vicini. La situazione di Aleppo, città con due milioni di abitanti, è incerta: potrebbe ripetersi un caso simile a Mosul nel 2014, oppure iniziare una lunga battaglia urbana. La resistenza dipenderà dalla capacità delle forze di Assad e delle milizie alleate, ma attualmente sembra debole, anche a causa di pratiche corrotte che indeboliscono l’esercito. I gruppi armati che attaccano Aleppo, tra cui Hayat Tahrir al Sham, sono impegnati in violenti attacchi, inclusi quelli con autobomba. Nonostante ciò, Hayat Tahrir al Sham ha cercato di rassicurare le minoranze, inclusi i cristiani, sulla loro sicurezza. La Russia, alleata di Assad, non ha reagito in modo forte, mentre Hezbollah, solitamente impegnato a difendere Aleppo, non ha dato segni di intervento. Una seconda offensiva verso sud sta avanzando verso Saraqib, un punto strategico per collegare Aleppo a Damasco. Con il passare delle ore, nonostante le risposte – sotto forma di bombardamenti aerei – da parte delle forze siriane e russe, la situazione non è cambiata significativamente ed è in rapida evoluzione.
🌐 CLIMA: TERMINA SENZA GROSSI SUSSULTI LA COP29. DUBBI SUL PAESE OSPITANTE E GLI ACCORDI RAGGIUNTI

3) La scorsa settimana, nella notte tra sabato e domenica, alla COP29 di Baku, è stato raggiunto un accordo – abbastanza contestato – sui nuovi impegni globali contro il cambiamento climatico. La conferenza, organizzata dalle Nazioni Unite, ha affrontato principalmente la finanza climatica, con i paesi ricchi che si sono impegnati a fornire aiuti economici per sostenere quelli meno sviluppati. L’accordo prevede 1.300 miliardi di dollari all’anno, di cui solo 300 miliardi sotto forma di contributi e prestiti a basso interesse, ritenuti insufficienti dai paesi più colpiti dagli effetti climatici. Le tensioni sono emerse durante i negoziati, quando due gruppi di nazioni vulnerabili hanno abbandonato le discussioni in segno di protesta, rischiando di far fallire la conferenza. Sebbene un accordo sia stato trovato, molti lo hanno definito deludente, tra cui la delegata indiana Chandni Raina, che lo ha descritto come un’“illusione ottica”. La COP29 era iniziata tra pessimismo, sia per il ruolo dell’Azerbaijan, sia per l’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, che ha promesso di ritirare il paese dall’Accordo di Parigi. L’Arabia Saudita, inoltre, ha cercato di rimuovere riferimenti all’abbandono graduale dei combustibili fossili, già concordato alla COP28. Le polemiche hanno riguardato anche la Cina, primo emettitore mondiale di gas serra, classificata dall’ONU come paese in via di sviluppo, con contributi volontari anziché obbligatori. Mohamed Adow di Power Shift Africa ha definito il summit un fallimento per il mondo in via di sviluppo e un tradimento da parte dei paesi ricchi.
Come detto, diverse polemiche hanno riguardato anche il paese ospitante, l’Azerbaijan, grande produttore di petrolio e gas naturale guidato dal presidente Ilham Aliyev. Accusato di aver sfruttato l’evento per obiettivi politici personali, Aliyev ha tenuto un discorso iniziale in cui ha definito le risorse di idrocarburi del paese un “dono di Dio”. Questi rappresentano oltre il 90% delle esportazioni e il 50% del budget statale, ma la popolazione ne beneficia poco, con un quarto in condizioni di povertà secondo la Banca Mondiale. Aliyev ha adottato toni duri verso paesi come Francia e Paesi Bassi, accusandoli di colonialismo, un atteggiamento insolito per il leader di un paese ospitante, il cui ruolo dovrebbe essere conciliatore. Il presidente azero ha una storia di tensioni con la Francia, percepita come vicina all’Armenia, storico rivale dell’Azerbaijan. Quest’ultimo ha rafforzato il controllo sul Nagorno Karabakh dopo il conflitto del 2020, con accuse di pulizia etnica da parte di associazioni indipendenti. L’evento ha anche evidenziato le violazioni dei diritti umani in Azerbaijan, tra cui arresti e torture di oppositori e attivisti. Tra i casi più noti, quello del professore Gubad Ibadoghlu, critico verso il regime e arrestato con accuse considerate pretestuose. L’Azerbaijan mantiene stretti legami economici con l’Europa, rafforzati dalla crisi energetica post-invasione russa dell’Ucraina. È tra i principali fornitori di gas e petrolio per diversi paesi europei, inclusa l’Italia, che importa significative quantità di idrocarburi azeri.
Ultima, ma non per importanza, la definizione dei termini dell’articolo 6 dell’Accordo di Parigi, che regolano gli scambi internazionali di crediti di carbonio, certificati che compensano emissioni di gas serra tramite attività che li riducono o evitano. Sono state introdotte nuove regole, sebbene facoltative, per gli scambi bilaterali tra paesi (comma 2) e un sistema gestito dall’ONU (comma 4) per certificare la qualità dei crediti e garantire il rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il meccanismo, chiamato PACM, prevede norme rigorose, assicurazioni contro fallimenti dei progetti e una percentuale destinata a finanziare iniziative climatiche nei paesi in via di sviluppo. Nonostante il PACM sia stato accolto positivamente per il rigore delle sue regole, le critiche si sono concentrate sulla scarsa trasparenza e sull’assenza di conseguenze concrete per gli scambi bilaterali non regolamentati dall’ONU. Attualmente, il mercato dei crediti di carbonio è ancora limitato e oggetto di indagini sull’affidabilità dei progetti certificati, con meno del 16% delle iniziative realmente efficaci nella riduzione delle emissioni. Gli esperti ritengono che i mercati internazionali possano integrare le politiche nazionali, ma le conseguenze concrete delle novità introdotte si vedranno nei prossimi anni.
🌊 SI TINGE DI GIALLO IL DANNEGGIAMENTO DI DUE CAVI SOTTOMARINI NEL MAR BALTICO. C’ENTRA LA CINA?

4) Le indagini sui danni a due cavi sottomarini nel Mar Baltico, avvenuti tra il 17 e il 18 novembre, si stanno concentrando sulla nave cargo cinese Yi Peng 3. I cavi collegano Finlandia-Germania e Svezia-Lituania. Secondo il Wall Street Journal, la nave avrebbe trascinato l’àncora sul fondale per oltre 170 chilometri, danneggiando entrambi i cavi. Non è chiaro se si sia trattato di un errore o di un’azione deliberata, forse orchestrata da servizi segreti cinesi o russi. La nave, partita il 15 novembre dal porto russo di Ust-Luga, ora si trova nello stretto del Kattegat, sorvegliata da unità della NATO. Secondo le ricostruzioni, il 17 novembre, mentre era in acque svedesi, la nave avrebbe gettato l’àncora senza fermarsi, causando il primo danno. Durante l’incidente, il transponder della nave era spento, rendendo difficile tracciare i suoi movimenti. Dopo 170 chilometri, sarebbe stato danneggiato il secondo cavo, tra Finlandia e Germania. Un’ispezione ha rilevato danni all’àncora compatibili con un trascinamento prolungato. Le autorità coinvolte, pur non accusando esplicitamente la Cina, ipotizzano un coinvolgimento della Russia, nel contesto della “guerra ibrida” legata al conflitto in Ucraina. La Svezia ha chiesto di interrogare l’equipaggio, composto anche da un marinaio russo, e ha sollecitato la Cina a collaborare. L’episodio si inserisce in una serie di danni a infrastrutture nel Baltico negli ultimi anni, tra cui il sabotaggio del gasdotto Nord Stream nel 2022. Gli incidenti stanno alimentando le tensioni tra Russia e Occidente.
💻 DANNI ALLA CONCORRENZA E POSSIBILE MONOPOLIO: LA FEDERAL TRADE COMMISSION INDAGA SU MICROSOFT

5) La Federal Trade Commission (FTC) degli Stati Uniti ha avviato un’indagine su Microsoft per presunti violazioni delle leggi antitrust. L’agenzia ha richiesto informazioni su vari servizi dell’azienda, tra cui intelligenza artificiale, cybersicurezza e cloud computing, con l’accusa che Microsoft possa aver danneggiato la concorrenza strutturando i suoi servizi in modo da penalizzare i concorrenti. In particolare, la FTC ha citato accuse di NetChoice, gruppo industriale che rappresenta Google e Amazon, riguardo la pratica di Microsoft di obbligare i consumatori a comprare licenze software aggiuntive per usare Office con altri fornitori di cloud. L’indagine riguarda anche le attività di Microsoft nell’intelligenza artificiale, in particolare l’investimento nella start-up OpenAI e l’integrazione dell’AI in prodotti come Bing. Microsoft, fondata nel 1975, è diventata una delle più grandi aziende tecnologiche, espandendosi in settori come i social media (LinkedIn) e i videogiochi (Xbox), e acquistando Activision Blizzard per 69 miliardi di dollari, una mossa criticata dalla FTC ma non bloccata. La FTC, guidata dalla presidente Lina Khan, critica fortemente i monopoli delle grandi aziende tecnologiche, ma l’incertezza persiste su come evolveranno queste indagini con l’eventuale cambio di amministrazione nel 2025.
🎾 DOPO LE ATP FINALS E LA BILLIE JEAN KING CUP, ANCHE LA COPPA DAVIS SI TINGE (NUOVAMENTE) DI AZZURRO

6) La Nazionale italiana di tennis ha conquistato la Coppa Davis 2024, battendo in finale i Paesi Bassi. È il terzo titolo della sua storia, il secondo consecutivo. Il torneo si svolge al meglio di tre partite: due singolari e, se necessario, un doppio di spareggio. Matteo Berrettini ha vinto il primo incontro contro Botic van de Zandschulp (6-4, 6-2), mentre Jannik Sinner ha superato Tallon Griekspoor (7-6, 6-2). Non c’è stato bisogno dello spareggio, come già accaduto in semifinale contro l’Australia. Sinner e Berrettini sono stati i protagonisti della fase finale, avendo anche giocato e vinto il doppio decisivo nei quarti contro l’Argentina. La squadra, guidata da Filippo Volandri, ex tennista e “capitano non giocatore”, era composta da Sinner, Berrettini, Lorenzo Musetti, Andrea Vavassori e Simone Bolelli. Tre di loro avevano già vinto la Coppa Davis nel 2023. L’Italia aveva conquistato per la prima volta il trofeo nel 1976 con una storica formazione guidata da Nicola Pietrangeli. La Coppa Davis, pur non assegnando punti per i ranking, è considerata uno dei più prestigiosi obiettivi nel tennis. Questa vittoria corona un anno straordinario per il tennis italiano, che ha visto Sinner diventare il numero uno mondiale e successi nei tornei maschili e femminili, compresa la Billie Jean King Cup.
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Brevi assolutamente per tutti i gusti, andiamo 👇
🇺🇾 Yamandú Orsi, candidato della coalizione di sinistra Fronte ampio, è stato eletto presidente dell’Uruguay con il 49,8% dei voti, battendo Álvaro Delgado del centrodestra, che ha ottenuto il 45,9%. La sinistra torna al governo dopo cinque anni, ma non sono previsti cambiamenti radicali, soprattutto in ambito economico. La democrazia uruguaiana si distingue per la solidità e la correttezza della campagna elettorale, durante la quale entrambe le parti hanno mostrato apertura alla collaborazione. Orsi, ex insegnante e politico legato all’ex presidente José “Pepe” Mujica, ha promesso di affrontare la povertà e il narcotraffico, pur mantenendo una politica favorevole agli investimenti privati. Il Fronte ampio avrà la maggioranza al Senato ma non alla Camera, rendendo necessari accordi con l’opposizione per governare.
🇷🇴 Al primo turno delle elezioni presidenziali in Romania invece, il nazionalista e filoputiniano Călin Georgescu ha ottenuto il 22,3% dei voti, accedendo al ballottaggio contro Elena Lasconi dell’Unione Salva Romania (USR), che ha raggiunto il 19,2%. Il risultato è sorprendente, poiché i sondaggi favorivano George Simion, leader dell’estrema destra, fermo al 13,9%. Anche Lasconi ha superato le aspettative, battendo di misura il premier Marcel Ciolacu (19,15%), leader del Partito Socialdemocratico (PSD). Georgescu, noto per le sue posizioni a favore della Russia e critiche verso UE e NATO, ha basato la sua campagna sull’autosufficienza economica. Il ballottaggio presidenziale è previsto per l’8 dicembre, dopo le elezioni parlamentari del 1° dicembre. Una vittoria di Georgescu potrebbe spostare la Romania verso l’estrema destra europea, con potenziali implicazioni geopolitiche.
🇺🇸 Donald Trump, presidente eletto degli Stati Uniti, ha annunciato che, una volta insediato, imporrà pesanti dazi sui prodotti provenienti da Cina, Messico e Canada. Ha dichiarato che il 20 gennaio firmerà un ordine esecutivo per introdurre dazi del 25% sulle merci di Messico e Canada, che rimarranno in vigore fino alla cessazione del traffico di droga e migranti al confine, e del 10% sui prodotti cinesi. Ha citato il fentanyl, potente oppioide responsabile di una grave crisi sanitaria negli Stati Uniti, accusando Messico e Cina di favorirne il traffico. Trump ha anche promesso ulteriori dazi contro la Cina, già colpita in passato, motivando la misura con presunte mancanze cinesi nel contrasto alla produzione e al traffico di fentanyl.
🇫🇷 Nell’ultima settimana, Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha minacciato di non sostenere la legge di bilancio per il 2025 proposta dal governo francese di Michel Barnier, il che potrebbe portare alla caduta del governo. Se la legge non venisse approvata, la Francia rischierebbe di entrare in esercizio provvisorio, con gravi ripercussioni economiche. Il governo ha preparato un bilancio di risanamento, ma le misure impopolari, tra cui tagli alla spesa e aumenti delle tasse, hanno incontrato opposizione sia dalla sinistra che dalla destra. Le Pen ha proposto modifiche, ma Barnier ha rifiutato, rischiando di non ottenere i voti necessari in parlamento. Se il governo non riuscisse ad approvare la legge, potrebbe innescare una crisi economica e una possibile instabilità politica, con gravi conseguenze sui mercati finanziari.
🇷🇸 Lunedì, durante una seduta dell’Assemblea nazionale serba, si è verificato uno scontro violento tra deputati di governo e opposizione. La sessione è stata sospesa dopo che all’opposizione è stato impedito di discutere una mozione di sfiducia legata al crollo della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad il 1° novembre, che ha causato 15 morti. Il governo, che controlla la maggioranza, ha preferito concentrare l’attenzione sulla legge di bilancio. L’incidente di Novi Sad ha generato proteste di massa, con accuse di corruzione e poca trasparenza nella gestione degli appalti pubblici, spesso assegnati a compagnie cinesi. Durante la seduta parlamentare, una rissa è scoppiata quando il deputato Radomir Lazović ha esposto un adesivo simbolo delle proteste. Secondo i racconti, anche il ministro della Sanità e un altro politico hanno partecipato agli scontri, ferendo diversi parlamentari. Le tensioni riflettono un contesto politico polarizzato, con il presidente Vučić accusato di autoritarismo. Finora sono stati arrestati quattro responsabili, tra cui l’ex ministro dei Lavori pubblici Goran Vesić, e altre dimissioni di alto profilo hanno aggravato il caso. Tuttavia, i documenti sull’appalto rimangono segreti, alimentando ulteriori dubbi sulla gestione governativa.
🇬🇪 In Georgia, giovedì scorso sono scoppiate proteste contro il governo dopo l’annuncio del primo ministro Irakli Kobakhidze, che ha dichiarato che il paese non parteciperà ai negoziati per aderire all’Unione Europea prima del 2028. Decine di migliaia di manifestanti, tra cui alcuni con bandiere dell’UE e dell’Ucraina, si sono radunati a Tbilisi, dove hanno cercato di forzare l’ingresso del parlamento. La polizia ha risposto con idranti e gas lacrimogeni, portando a 32 agenti feriti e 43 arresti. L’annuncio è arrivato dopo la condanna da parte del Parlamento europeo delle elezioni parlamentari georgiane, ritenute irregolari. La presidente Salomé Zourabichvili ha partecipato alle proteste, accusando il governo di essere illegittimo e di aver scelto un percorso verso la Russia invece che verso l’Europa.
🇵🇰 Martedì pomeriggio in Pakistan sono proseguite le proteste per chiedere la liberazione dell’ex primo ministro Imran Khan, arrestato oltre un anno fa. I manifestanti sono giunti a Islamabad, dove sono stati respinti dalle forze di polizia e dall’esercito, con sei morti registrati. Le proteste hanno coinvolto migliaia di persone, ma solo alcune centinaia sono riuscite a raggiungere la piazza D-Chowk, luogo simbolo delle manifestazioni politiche. Il governo ha isolato la capitale con misure di sicurezza, vietato manifestazioni pubbliche e sospeso la connessione internet. Le richieste principali dei manifestanti includono la scarcerazione di Khan e la revoca di un emendamento costituzionale che riduce l’indipendenza della magistratura.
📺 La procura di Catania, con il supporto di Europol e Eurojust, ha coordinato un’operazione transnazionale contro un’organizzazione criminale che offriva illegalmente contenuti in streaming a 22 milioni di utenti. L’inchiesta, che ha coinvolto 89 perquisizioni in Italia e 14 in vari paesi europei, ha portato al sequestro di migliaia di siti illegali e server, con un giro d’affari di circa 250 milioni di euro al mese. Gli indagati, 102 in totale, sono accusati di violazione del diritto d’autore, frode informatica e accesso abusivo a sistemi. L’indagine è partita da una denuncia di Sky Italia e ha smascherato un gruppo che rivendeva contenuti protetti, come film, serie e eventi sportivi, tramite una rete distribuita in più paesi. Per eludere i controlli, usavano identità false e applicazioni crittografate.
🚨 Lunedì, la polizia del Galles ha arrestato Daniel Andreas San Diego, uno degli uomini più ricercati dall’FBI, accusato di aver causato due esplosioni nel 2003 vicino a San Francisco, rivendicate dal gruppo animalista Revolutionary Cells-Animal Liberation Brigade. San Diego, 46 anni, fu il primo americano sospettato di terrorismo interno a entrare nella lista dei terroristi più ricercati dall’FBI. Dopo l’arresto, è comparso in tribunale a Londra, dove è iniziato il processo per la sua estradizione negli Stati Uniti.
🇬🇧 Venerdì, la Camera dei Comuni del Regno Unito ha approvato in seconda lettura una proposta di legge per legalizzare e regolare la morte assistita, un tema molto dibattuto nel paese. A differenza dell’eutanasia, la morte assistita consente al paziente di somministrarsi il farmaco letale autonomamente, con il supporto medico solo per la prescrizione e la disponibilità del farmaco. La legge prevede l’accesso alla morte assistita per persone con malattie terminali e un’aspettativa di vita inferiore ai sei mesi, che devono avere almeno 18 anni e la capacità di prendere decisioni consapevoli. La proposta dovrà passare altre letture e approvazioni, ma il voto di giovedì ha respinto un emendamento che avrebbe bloccato la discussione. La legge prevede rigorosi controlli, tra cui l’approvazione di due medici e di un giudice, e penalizzazioni per chi cerca di influenzare la scelta del paziente. Il dibattito ha diviso anche i membri del governo, con alcuni favorevoli alla libertà di scelta, altri contrari.
🇧🇷 In Brasile, durante le recenti elezioni amministrative nello stato di San Paolo, il PCC (Primo commando della capitale), la principale organizzazione criminale sudamericana, ha cercato di infiltrarsi nella politica locale, finanziando campagne elettorali e nominando propri candidati. Le indagini della polizia hanno portato all’arresto di 20 persone e a numerose perquisizioni. Il PCC, che gestisce un traffico internazionale di cocaina e ricicla denaro attraverso attività legali, ha usato anche criptovalute per evitare il tracciamento delle sue operazioni. Nonostante gli sforzi della polizia, la repressione violenta e la politica della “mano dura” non sembrano efficaci, poiché non colpiscono i veri interessi economici delle organizzazioni criminali. Inoltre, la mancanza di coordinamento tra i vari stati del Brasile ha reso più difficile contrastare il PCC. Il governo federale ha proposto un piano per migliorare la sicurezza e coordinare le azioni tra gli stati, ma alcuni governatori si sono opposti, temendo una riduzione della loro autonomia.
🇦🇺 Giovedì, il Parlamento australiano ha approvato una legge che vieta l’accesso ai social media per le persone sotto i 16 anni. La legge, la più restrittiva finora, obbliga le piattaforme a impedire agli utenti minorenni di creare account, con multe in caso di violazioni. A metà 2025 inizierà una fase di sperimentazione, con il provvedimento che entrerà in vigore solo dopo 12 mesi. Il governo giustifica la misura per tutelare la salute mentale dei giovani, ma la legge è criticata per la sua vaghezza e per l’incertezza su come verificare l’età degli utenti. Organizzazioni per i diritti dei minori e esperti suggeriscono alternative, come elevare gli standard di sicurezza o accompagnare i giovani nell’uso dei social. Anche Amnesty International ha sconsigliato il divieto, ritenendolo dannoso. Il legame tra l’uso dei social e i problemi di salute mentale è oggetto di dibattito, senza prove definitive di una causa diretta.
🏎️ Max Verstappen, pilota olandese della Red Bull, ha vinto matematicamente il suo quarto Campionato mondiale consecutivo di Formula 1 arrivando quinto al Gran Premio di Las Vegas. Con 403 punti a due gare dalla fine, Verstappen è ormai irraggiungibile dal secondo in classifica, Lando Norris della McLaren, fermo a 340 punti. La gara, corsa su un circuito cittadino tra i casinò di Las Vegas, è stata vinta da George Russell della Mercedes, seguito da Carlos Sainz della Ferrari e Charles Leclerc, sempre della Ferrari, rispettivamente terzo e quarto. Norris, principale rivale di Verstappen, si è piazzato sesto. Verstappen ha dominato la stagione vincendo 8 dei 22 Gran Premi corsi finora, anche se il titolo è stato meno netto rispetto all’anno precedente. Rimane aperta la sfida per il titolo costruttori, con la McLaren in testa (608 punti), seguita da Ferrari (584) e Red Bull (555).
Alla prossima 👋



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