Legge marziale in Corea del Sud, cade il governo francese, nessun accordo per ridurre l’inquinamento da plastica
Dicembre inizia con una settimana a dir poco peperina.
Stavolta è necessario partire dai tumulti in due paesi lontani dalle cronache da un po’ (Corea del Sud e Francia), poi spostiamo il focus sull’inquinamento e su una discussa decisione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Chiudiamo, oltre che con delle corpose brevi, con le ultime dal Medioriente e sul colosso dell’automotive Stellantis.
Non perdiamoci in chiacchiere, andiamo all’azione 👇
🇰🇷 COREA DEL SUD: IL PRESIDENTE YOON DICHIARA LA LEGGE MARZIALE, BLOCCATA SUBITO DAL PARLAMENTO

1) Martedì sera, in Corea del Sud, il presidente Yoon Suk-yeol ha dichiarato la legge marziale, una misura eccezionale che conferisce poteri straordinari all’esercito, limita le attività politiche, controlla la stampa e vieta gli scioperi. Yoon, in carica dal 2022 e leader del Partito del Potere Popolare, ha giustificato la decisione sostenendo di voler proteggere l’ordine costituzionale democratico e contrastare forze filo-nordcoreane. Tuttavia, la misura è apparsa subito come un tentativo di reprimere l’opposizione interna e non legata a minacce dalla Corea del Nord. Tre ore dopo, il parlamento, dominato dall’opposizione, ha votato con 190 voti a favore per annullare la legge marziale, esercitando un potere previsto dalla legge sudcoreana. Migliaia di cittadini si sono radunati davanti al parlamento, presidiato dall’esercito, per protestare contro la decisione. Alle 4:30 del mattino, Yoon ha accettato il voto parlamentare e, dopo una riunione con i ministri, ha revocato la legge marziale, riportando il paese alla normalità democratica. Questo episodio, durato meno di sei ore, ha segnato la prima dichiarazione di legge marziale in Corea del Sud dalla fine della dittatura negli anni Ottanta. La mossa ha scatenato una crisi politica: membri del partito di Yoon hanno chiesto spiegazioni, mentre l’opposizione, sindacalisti e manifestanti hanno richiesto le sue dimissioni.
La situazione politica del paese è tesa da anni, con uno stallo parlamentare che ha ostacolato l’approvazione di leggi cruciali, ma questa iniziativa potrebbe compromettere il futuro politico del presidente. Yoon, eletto nel 2022 con un margine ristretto e una popolarità in declino, aveva tentato di rafforzare la propria posizione adottando misure conservatrici e interrompendo il dialogo con la Corea del Nord, ma è rimasto isolato, anche all’interno del suo partito. Il governo di Yoon ha affrontato scandali, proteste e crisi interne, come la tragedia di Halloween del 2022 e uno sciopero nazionale dei medici. Le sue scelte, come la nomina di figure vicine a posizioni di comando nelle forze armate, avevano alimentato i timori di un colpo di stato. Tuttavia, il piano per la legge marziale è fallito per mancanza di alleati chiave, compreso il sostegno dell’esercito e delle forze dell’ordine, che non hanno eseguito gli ordini.
Nei giorni successivi, diversi membri del governo, tra cui il capo di gabinetto, il consigliere per la sicurezza nazionale e il ministro della Difesa, hanno rassegnato le dimissioni. Il ministro della Difesa Kim Yong-hyun, in particolare, si è scusato pubblicamente, assumendosi la responsabilità dell’accaduto. Giovedì il presidente Yoon ha accettato le sue dimissioni. Il provvedimento è stato duramente contestato anche da alcuni membri del suo stesso partito, che non erano stati informati della decisione. Le dimissioni di Kim non hanno placato le richieste delle opposizioni per le dimissioni di Yoon, che è ora sotto la minaccia di impeachment. Il voto parlamentare è previsto per sabato, ma per approvarlo l’opposizione, che ha la maggioranza, necessita di almeno nove voti dal partito di Yoon. Anche in caso di approvazione, la rimozione del presidente dipenderebbe dalla conferma della Corte costituzionale. In caso di approvazione, la decisione finale spetterebbe alla Corte costituzionale. Nel frattempo, cresce la pressione affinché Yoon si dimetta spontaneamente.
🇫🇷 FRANCIA IN CRISI POLITICA: SFIDUCIATO IL GOVERNO GUIDATO DA MICHEL BARNIER. CHI LO SOSTITUIRÀ?

2) Questa settimana, il governo di minoranza francese guidato da Michel Barnier è stato al centro di una crisi politica a seguito del ricorso all’articolo 49.3 della Costituzione per approvare parte del bilancio 2025 senza passare per il Parlamento. Questa decisione, adottata per superare l’impasse sulle modifiche richieste dal Rassemblement National (RN), ha portato alla presentazione di due mozioni di sfiducia: una da parte dell’estrema destra e l’altra dalla sinistra del Nuovo Fronte Popolare. RN aveva da subito annunciato l’intenzione di sostenere la mozione della sinistra, una convergenza inedita nella politica francese. La legge contestata riguarda il finanziamento della sicurezza sociale, uno dei due pilastri del bilancio annuale. Le trattative con il RN, guidato da Marine Le Pen, si sono arenate nonostante alcune concessioni da parte di Barnier, come l’eliminazione del taglio ai rimborsi sui farmaci. Tuttavia, il RN ha giudicato insufficiente l’offerta, insistendo sull’abolizione di misure impopolari come il ritardo nell’adeguamento delle pensioni all’inflazione. Barnier è accusato di essere il prodotto di una “mistificazione democratica”, poiché il suo governo, sostenuto da una minoranza composta dai partiti di Macron e dei Repubblicani, non rispecchia il risultato delle elezioni di luglio vinte dal Nuovo Fronte Popolare. Inoltre, la sua sopravvivenza è dipesa dal supporto del RN, che ha ottenuto concessioni significative ma continua a puntare alle dimissioni del presidente Macron.
Mercoledì sera il governo francese guidato da Michel Barnier è stato sfiduciato dall’Assemblea nazionale con 331 voti favorevoli, superando i 288 necessari. Il governo quindi è ufficialmente caduto, con Barnier che ha comunicato le dimissioni al presidente Macron, aprendo una fase di stallo politico, dal momento che il presidente Emmanuel Macron non può sciogliere il parlamento prima di luglio 2025. Questa instabilità rende difficile l’approvazione delle riforme previste per il 2025, mentre nel frattempo la situazione economica resta critica, con preoccupazioni sullo spread e difficoltà nel far approvare un bilancio che preveda i tagli necessari a ridurre il debito pubblico. Giovedì sera, il presidente Macron ha annunciato in un discorso televisivo l’intenzione di nominare un nuovo primo ministro nei prossimi giorni. Macron ha escluso le proprie dimissioni e criticato la mozione di sfiducia presentata dall’alleanza di sinistra Nuovo Fronte Popolare e dall’estrema destra del Rassemblement National (RN), definendola “anti-repubblicana”. Il parlamento francese, diviso in tre blocchi (destra, centro, sinistra), complica la formazione di una maggioranza stabile. Macron potrebbe scegliere un premier in grado di dialogare con la destra o cercare un accordo con i Socialisti, nonostante le tensioni interne. Intanto, Marine Le Pen ha aperto a compromessi, mentre i Socialisti restano critici. Sul piano economico, persistono incertezze, con difficoltà nell’approvazione di un nuovo bilancio e l’eventualità di adottare quello dell’anno precedente.
🌐 NAZIONI UNITE: FALLISCE L’ACCORDO PER RIDURRE L’INQUINAMENTO DA PLASTICA. SI CONTINUA A TRATTARE

3) Le trattative per l’approvazione del primo trattato internazionale delle Nazioni Unite per ridurre l’inquinamento da plastica, previste entro la fine del 2023, non hanno raggiunto un accordo durante l’ultima sessione a Busan, in Corea del Sud. Le divergenze principali riguardano l’opposizione dei grandi produttori di petrolio, come l’Arabia Saudita, che temono un impatto negativo sulla domanda di idrocarburi. I negoziati, avviati nel 2022 con l’adesione di 175 paesi, mirano a regolamentare la produzione e lo smaltimento della plastica, un settore cresciuto rapidamente senza regole comuni. Un centinaio di nazioni, inclusa l’Unione Europea, ha sostenuto una proposta per ridurre la produzione di plastica a livelli sostenibili, ma questa è stata respinta da Arabia Saudita e altri produttori di petrolio, che vogliono limitare il trattato alla gestione dei rifiuti. Paesi come la Russia e l’Iran hanno anch’essi ostacolato i negoziati. La Cina, principale produttore di plastica, ha mantenuto un atteggiamento aperto sulla gestione dei rifiuti ma si oppone alla riduzione della produzione per ragioni economiche. Secondo le Nazioni Unite, ogni anno si producono circa 400 milioni di tonnellate di plastica, con proiezioni che indicano un possibile aumento a 700 milioni entro il 2040. Solo il 10% della plastica viene riciclato, mentre il resto finisce in discariche, inceneritori o nell’ambiente, causando gravi problemi di inquinamento. Le microplastiche, frammenti inferiori a 5 millimetri, hanno contaminato quasi tutti gli ecosistemi, con impatti ancora in fase di studio. Nonostante l’importanza della plastica in ambiti come la sanità e la conservazione alimentare, gli interessi economici ostacolano l’adozione di misure più stringenti. Il trattato richiede l’unanimità per l’approvazione, rendendo facile il blocco da parte di uno o più stati. Le trattative continueranno il prossimo anno, ma tempi e modalità restano incerti.
🇮🇱 ISRAELE-LIBANO: CONTINUANO GLI SCONTRI NONOSTANTE IL CESSATE IL FUOCO. INTANTO IN SIRIA…

4) Torniamo per un attimo in Medioriente per le ultime sui conflitti in corso. Lunedì sera l’esercito israeliano ha bombardato alcune postazioni di Hezbollah in Libano, causando almeno nove morti, secondo il ministero della Salute libanese, senza specificare se fossero civili o combattenti. Israele ha dichiarato che l’attacco è stata una risposta ai colpi di mortaio lanciati qualche ora prima da Hezbollah in un’area contesa chiamata Fattorie di Sheb’a dai libanesi e Monte Dov dagli israeliani. I colpi di Hezbollah non avevano causato feriti e sono stati definiti un «attacco difensivo di avvertimento» contro i recenti attacchi israeliani in Libano. Dopo l’accordo di cessate il fuoco raggiunto circa una settimana fa, le due parti si sono ripetutamente accusate di violazioni: il Libano ne ha registrate 54 da parte di Israele, mentre Israele sostiene di rispondere solo agli attacchi di Hezbollah. Nonostante le tensioni, nessuna delle due parti sembrava voler compromettere l’accordo, ma l’attacco di lunedì, con un numero elevato di vittime, potrebbe complicarne il mantenimento.
Amnesty International intanto ha pubblicato un rapporto in cui accusa Israele di genocidio nei confronti dei palestinesi nella Striscia di Gaza. Basandosi su mesi di analisi, l’organizzazione ritiene che le condizioni per definire il genocidio siano state soddisfatte, con azioni che includono la distruzione sistematica di infrastrutture vitali, bombardamenti su scuole e ospedali, restrizioni agli aiuti umanitari e evacuazioni forzate del 90% della popolazione. Amnesty afferma che queste azioni, unite a dichiarazioni ufficiali israeliane che deumanizzano i palestinesi, dimostrano l’intento genocidario. Il rapporto cita 15 casi di bombardamenti su civili, con 334 vittime accertate, e sostiene che non vi fossero miliziani di Hamas nei luoghi colpiti, nonostante Israele affermi il contrario. Amnesty riporta inoltre che le condizioni di vita imposte a Gaza abbiano causato malnutrizione, malattie e morte lenta. Israele respinge le accuse, definendo il rapporto falso e basato su menzogne, e sostiene che le dichiarazioni dei suoi leader siano state estrapolate dal contesto. L’accusa di genocidio è ora al vaglio della Corte internazionale di giustizia, mentre Netanyahu e Gallant – come anticipato qualche settimana fa – stanno affrontando accuse di crimini di guerra presso la Corte penale internazionale.
Spostandoci sul fronte siriano, i gruppi armati locali, dopo aver conquistato Aleppo, si sono spinti verso sud conquistando la città di Hama, avanzando di oltre 100 km. Durante l’assalto, hanno preso il comando centrale della polizia e liberato i detenuti del carcere, considerati prigionieri politici. L’esercito siriano si è ritirato da Hama dichiarando di voler evitare scontri urbani, ma molti vedono questa come una scusa. La rapida avanzata ribelle segna un cambio di scenario: mai prima così tanto territorio era passato di mano in così poco tempo dall’inizio del conflitto nel 2011. La strategia dei ribelli ha incluso lasciare aperto il lato sud della città per favorire la fuga delle truppe di Assad. Questa tattica sembra aver funzionato, mentre il regime cerca di reclutare nuove milizie promettendo denaro. La perdita di Hama, città simbolica per il passato di repressione del regime di Assad, invia due messaggi: la debolezza strutturale del regime e il cambiamento radicale negli equilibri territoriali. Gli insorti, guidati da Hayat Tahrir al Sham (HTS), hanno conquistato anche una base militare chiave, minando ulteriormente la posizione del regime. HTS ha avviato una campagna di comunicazione per rassicurare le minoranze religiose, tra cui gli alawiti, invitandoli a dissociarsi dal regime. Tuttavia, il passato estremista di alcuni gruppi ribelli solleva dubbi sulla loro reale intenzione di inclusività.
🇺🇸 USA: JOE BIDEN CONCEDE LA GRAZIA PIENA E INCONDIZIONATA A SUO FIGLIO HUNTER. LE REAZIONI

5) Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha concesso una grazia “piena e incondizionata” al figlio Hunter Biden per tutti i reati commessi o presunti tra il 1° gennaio 2014 e il 1° dicembre 2024. Hunter Biden era coinvolto in due procedimenti giudiziari: uno per possesso illegale di un’arma da fuoco, con sentenza prevista per il 12 dicembre, e uno per evasione fiscale, con sentenza attesa il 16 dicembre. In caso di condanna, rischiava fino a 25 anni di carcere. La decisione di Joe Biden arriva nonostante avesse dichiarato di non voler interferire con la giustizia e a poche settimane dall’insediamento del presidente eletto Donald Trump. Biden ha motivato la grazia accusando le procure di aver agito per ragioni politiche, mirando a colpire lui attraverso il figlio. Hunter Biden, 54 anni, era già stato coinvolto in scandali legati alla sua posizione in un’azienda ucraina e a vicende personali, come il consumo di droghe e l’evasione fiscale. Donald Trump ha criticato la grazia, facendo riferimento ai suoi sostenitori condannati per l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. Ha definito l’atto un abuso giudiziario, paragonandolo alle numerose grazie concesse da lui stesso a fine mandato, tra cui quella al suo ex stratega Steve Bannon, accusato di truffa e riciclaggio.
La decisione di Biden ha comunque suscitato critiche anche da parte di alcuni alleati. La misura copre non solo i reati accertati ma anche eventuali future accuse relative a un periodo di dieci anni, una scelta giudicata insolita e controversa. Alcuni esponenti Democratici hanno denunciato l’episodio come un errore che mina la fiducia nella giustizia, alimentando la percezione di favoritismi per i potenti. Inoltre, la decisione è stata associata alle recenti difficoltà politiche di Biden, tra cui la sua candidatura nonostante le scarse prospettive elettorali. I media evidenziano che la grazia potrebbe essere stata motivata dal timore che un futuro ritorno di Donald Trump alla presidenza porti a ulteriori attacchi giudiziari contro Hunter. Tuttavia, resta incerto se ciò danneggerà ulteriormente l’eredità politica di Biden, già compromessa agli occhi di molti.
🚗 STELLANTIS: SI DIMETTE L’A.D. CARLOS TAVARES. DECISIVI I CALI DI PROFITTI E VENDITE, MA NON SOLO

6) Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, ha rassegnato le dimissioni, accettate dal Consiglio di amministrazione. Sebbene avesse pianificato di lasciare l’incarico nel 2026, la decisione è stata anticipata a causa di divergenze con gli azionisti e il calo di profitti e vendite, specialmente nel Nord Europa. Il gruppo, nato nel 2021 dalla fusione tra PSA e FCA, sta affrontando gravi difficoltà, con vendite in calo negli Stati Uniti e un profit warning che ha portato a una perdita del valore delle azioni fino al 14%. La situazione in Italia è particolarmente difficile, con stabilimenti quasi fermi, migliaia di lavoratori in cassa integrazione e tensioni con il governo e i sindacati. Stellantis rappresenta il 5,2% del PIL italiano e coinvolge circa 1,2 milioni di persone, ma la produzione nel Paese è ai minimi storici, con molti modelli spostati all’estero. La domanda di auto elettriche, su cui Stellantis punta, resta debole, mentre i costi di produzione in Italia sono alti, soprattutto per l’energia. Tavares ha criticato la mancanza di incentivi statali, scontrandosi con il governo, che accusa l’azienda di marginalizzare il ruolo dell’Italia. Promesse come la costruzione di una gigafactory a Termoli non sono state rispettate. La politica industriale italiana è stata carente, lasciando il Paese dipendente da Stellantis, con gravi ripercussioni sull’intera filiera produttiva. Stellantis ha avviato il processo per la nomina di un nuovo CEO, atteso entro il 2025.
Le dimissioni di Tavares evidenziano una crisi industriale che coinvolge l’intero settore automobilistico europeo. L’ex a.d., inizialmente apprezzato per la sua gestione razionale, è stato poi criticato per il mancato adattamento alla transizione verso i veicoli elettrici. Stellantis ha ereditato una situazione complessa, con un focus sbilanciato verso gli Stati Uniti e un progressivo declino delle attività italiane ed europee. Il “metodo Tavares”, basato su razionalizzazioni e tagli, ha penalizzato l’innovazione, portando l’azienda a puntare su modelli ibridi marginali mentre concorrenti come Tesla e le aziende cinesi rivoluzionavano il settore. Questo ha reso Stellantis poco competitiva, con un calo delle vendite e difficoltà nel mantenere stabilimenti e posti di lavoro, come dimostra il caso di Mirafiori. Inoltre, il calo della domanda di auto in Europa, complice il cambiamento culturale verso modelli più sostenibili, ha reso il mercato ancora più sfidante per Stellantis, evidenziando il bisogno di un cambio di rotta per affrontare la concorrenza globale.
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Voliamo verso le brevi, senza perdere altro tempo 👇
🇧🇪 In Belgio è entrata in vigore una legge che riconosce il lavoro sessuale come una professione regolamentata, garantendo ai sex worker diritti come assicurazione sanitaria, pensione, congedi e sicurezza sul lavoro. La normativa, tra le più avanzate al mondo, consente anche di rifiutare clienti o prestazioni senza rischio di licenziamento e impone ai datori di lavoro requisiti specifici, tra cui la fornitura di materiali sanitari e la presenza di misure di sicurezza come pulsanti d’emergenza. La legge, parte di un programma iniziato nel 2022 per decriminalizzare il settore, ha suscitato opinioni contrastanti. Alcuni movimenti femministi e associazioni di lavoratori del sesso sostengono che essa ridurrà i rischi di sfruttamento, facilitando l’identificazione di abusi. Tuttavia, altre organizzazioni temono che escluda categorie vulnerabili, come i migranti irregolari, che potrebbero continuare a essere sfruttati da reti illegali.
⚽ Durante la partita Fiorentina-Inter, Edoardo Bove, centrocampista 22enne della Fiorentina, ha avuto un malore al 17° minuto, a gioco fermo, ed è stato portato via in ambulanza. La partita è stata immediatamente sospesa e rinviata. Ricoverato all’ospedale Careggi di Firenze, Bove è stato posto in terapia intensiva, ma i primi accertamenti hanno escluso danni neurologici e cardiaci acuti. Lunedì il giocatore ha ripreso conoscenza, respira autonomamente ed è vigile. Proseguono gli approfondimenti per chiarire le cause del malore. Arrivato dalla Roma in estate, Bove si era distinto vincendo la Conference League 2022 e segnando un gol decisivo per la finale di Europa League 2023. La partita di Coppa Italia di mercoledì tra Fiorentina ed Empoli si è svolta regolarmente, con i Viola eliminati dalla competizione ai calci di rigore.
🇺🇸 A New York è in corso una vasta ricerca per individuare l’uomo che mercoledì mattina ha ucciso a colpi di arma da fuoco Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealthcare, azienda leader nel settore delle assicurazioni mediche. L’omicidio è avvenuto alle 6:45 locali davanti all’hotel Hilton Midtown, vicino a Times Square. Thompson, 50 anni, è stato trasportato in ospedale, dove è stato dichiarato morto. L’assassino è fuggito in bicicletta verso Central Park. Le autorità hanno definito l’omicidio un attacco mirato e premeditato. Dalle telecamere di sorveglianza si vede l’assassino avvicinarsi e sparare almeno tre volte. Sui bossoli ritrovati c’erano incise le parole “deny”, “defend” e “depose”, ma il loro significato resta ignoto. La polizia ha diffuso immagini dell’uomo, che indossava una giacca scura, un cappuccio e uno zaino grigio, con il volto parzialmente coperto. Pare sapesse in anticipo da quale uscita dell’hotel sarebbe passato Thompson. L’assassino avrebbe attraversato Central Park abbandonando la bici, ma il modello di bike sharing inizialmente ipotizzato non è stato confermato. Al momento il movente non è chiaro, ma si indaga su possibili minacce ricevute da Thompson. La polizia ha offerto una ricompensa di 10mila dollari per informazioni utili. Thompson, in UnitedHealthcare dal 2004 e CEO dal 2021, si trovava a New York per una conferenza annuale degli investitori.e
🇮🇳 L’imprenditore indiano Gautam Adani, uno dei più ricchi al mondo, è stato accusato dal procuratore federale di New York di corruzione per un giro da 265 milioni di dollari legato alla vittoria della sua azienda, Adani Green Energy, nell’appalto per lo sviluppo del più grande parco fotovoltaico dell’India. Le accuse riguardano corruzione di funzionari indiani e la violazione del Foreign Corrupt Practices Act, coinvolgendo investitori americani. Adani è il capo di un vasto gruppo industriale con operazioni in infrastrutture, logistica ed energia, e ha legami stretti con il primo ministro Narendra Modi. L’ascesa economica di Adani coincide con quella politica di Modi, che ha favorito l’espansione delle infrastrutture in India. Le accuse contro Adani potrebbero complicare le relazioni tra India e Stati Uniti, già tese per altre questioni diplomatiche. Inoltre, i problemi legali del gruppo hanno già avuto ripercussioni sugli investimenti internazionali, come l’annullamento di contratti in Kenya. In India, l’opposizione accusa Modi di complicità nelle pratiche corruttive di Adani, mentre nel 2023 Adani aveva già affrontato accuse di manipolazione finanziaria.
🇮🇹 La Corte costituzionale ha dichiarato illegittime ampie parti della riforma sull’autonomia differenziata promossa dal governo Meloni, imponendo modifiche significative per la sua applicazione. Pur riconoscendo il principio costituzionale di autonomia regionale, la Corte ha ribadito che questa non può compromettere l’unità della Repubblica e deve rispettare il principio di sussidiarietà. I trasferimenti di competenze potranno riguardare solo funzioni specifiche e non intere materie, limitando significativamente l’autonomia su temi centrali come istruzione, ambiente, energia, trasporti e telecomunicazioni. La sentenza critica anche l’assenza di definizioni chiare sui Livelli essenziali delle prestazioni (LEP), ritenendo le disposizioni della riforma inadeguate e attribuendo eccessivo potere al governo a scapito del Parlamento. Quest’ultimo dovrà essere coinvolto attivamente nella negoziazione e approvazione degli accordi con le regioni, rendendo il processo più complesso e politico. Infine, la Corte restringe ulteriormente le materie trasferibili, riducendo il margine per richieste regionali già avviate da Lombardia e Veneto.
Alla prossima 👋



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