Nuovi attacchi e accordi lontani tra USA e Iran. | Libano ancora colpito, Israele non si ferma. | Zelensky chiede a Putin un incontro di persona.
Madidi di sudore approcciamo la fine della prima settimana di giugno.
7 giorni in cui non è mosso poi più di tanto, ma tocca sempre tenere traccia di ciò che succede nel mondo. Focus particolare sui tre conflitti più importanti (soprattutto a livello mediatico) del momento: Ucraina, Iran e Gaza. In più, le ultime dalla Colombia, dove le elezioni potrebbero cambiare diversi scenari.
Respiro profondo e partiamo con la puntata numero 300 (TRECENTO!) 👇
🇮🇷 IRAN – USA: LA NOVITÀ È CHE… NON CI SONO NOVITÀ. STALLO A HORMUZ E NUOVI ATTACCHI RECIPROCI

1) L’evoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran continua a essere caratterizzata da un forte contrasto tra l’intensità degli scontri sul terreno e la difficoltà di raggiungere un’intesa diplomatica. Donald Trump ha più volte sostenuto che un accordo preliminare fosse imminente, parlando persino di una “decisione finale”, ma le aspettative sono state regolarmente smentite dai fatti e dalle stesse autorità iraniane. Secondo fonti statunitensi, l’amministrazione avrebbe nel frattempo modificato le proprie richieste, irrigidendo la posizione sui beni iraniani congelati all’estero e sul programma nucleare, con richieste che includerebbero la consegna delle scorte di uranio arricchito e l’ispezione da parte di personale americano dei siti nucleari bombardati nel 2025. I negoziati risultano rallentati sia dalla mediazione di paesi terzi, soprattutto il Pakistan, sia dalle difficili condizioni operative della leadership iraniana: la Guida Suprema Mojtaba Khamenei vive nascosta per evitare possibili operazioni mirate di Stati Uniti e Israele e comunica attraverso messaggi scritti trasmessi con procedure molto lente. Washington ha utilizzato bombardamenti limitati e minacce di una possibile ripresa delle ostilità per aumentare la pressione sul regime, ma l’intesa in discussione riguarderebbe soprattutto il prolungamento del cessate il fuoco e l’avvio di nuovi negoziati, lasciando irrisolte le questioni più controverse.
Nel frattempo, resta estremamente delicata la situazione nello stretto di Hormuz, cruciale per il commercio energetico mondiale. Funzionari statunitensi hanno rivelato che nelle ultime settimane le forze armate americane hanno coordinato il passaggio di circa 70 navi attraverso lo stretto, un numero molto inferiore rispetto alle 130-140 unità giornaliere registrate prima della guerra. Le imbarcazioni, che avrebbero navigato con i transponder spenti e lungo rotte vicine alle coste dell’Oman per evitare le aree controllate dai Guardiani della rivoluzione iraniani, rappresentano un tentativo di mantenere aperto almeno in parte il traffico commerciale. Nonostante ciò, il commercio rimane fortemente compromesso: migliaia di navi risultano bloccate, circa 20 mila membri degli equipaggi sono ancora a bordo in condizioni difficili e lo stretto continua a essere minacciato sia dalla presenza di mine sia dal sistema di autorizzazioni e pedaggi imposto dall’Iran. Nello stesso contesto si sono registrati nuovi episodi militari, con l’abbattimento di un drone statunitense da parte dell’Iran, la successiva distruzione di obiettivi iraniani da parte degli Stati Uniti e la rivendicazione iraniana di attacchi contro una base americana, probabilmente in Kuwait.
Le tensioni militari tra Washington e Teheran sono però tornate a crescere nonostante il cessate il fuoco formalmente in vigore dal 13 aprile. Gli Stati Uniti hanno colpito una petroliera diretta verso il terminal iraniano di Kharg e una postazione militare sull’isola di Qeshm, sostenendo che la nave stesse violando il blocco imposto ai porti iraniani. L’Iran ha risposto prendendo di mira una portacontainer della compagnia MSC e lanciando missili contro basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, senza però riuscire a colpire i propri obiettivi grazie alle intercettazioni delle difese aeree. Successivamente droni iraniani hanno colpito il terminal passeggeri dell’aeroporto internazionale di Kuwait City, causando ingenti danni alla struttura, la morte di una persona e il ferimento di 63 altre. Secondo le autorità kuwaitiane, l’attacco è avvenuto nell’ambito di un’offensiva più ampia che comprendeva 13 missili balistici e 17 droni, molti dei quali intercettati. Oltre all’aeroporto sono stati danneggiati edifici diplomatici e aree residenziali. In risposta, il Kuwait ha espulso due diplomatici iraniani. Gli attacchi si inseriscono in una fase di totale stallo negoziale, aggravata anche dalle tensioni in Libano tra Israele e Hezbollah, che hanno contribuito a bloccare ulteriormente ogni tentativo di avanzamento diplomatico tra Iran e Stati Uniti.
🇮🇱 CESSATE IL FUOCO FRAGILISSIMO TRA ISRAELE E LIBANO. ACCORDO ANNUNCIATO DA TRUMP, MA SMENTITO DA NETANYAHU

2) Ed è proprio qui che torniamo. Israele e Libano hanno raggiunto un’intesa, mediata dagli Stati Uniti, per rinnovare il fragile cessate il fuoco in vigore dal 16 aprile. L’accordo prevedeva la prosecuzione dei colloqui nelle prossime settimane con l’obiettivo di affidare in futuro alle forze armate libanesi il controllo della zona cuscinetto a sud del fiume Litani, attualmente occupata da Israele. Tuttavia, Hezbollah non ha aderito all’intesa: il leader Naim Qassem ha dichiarato che gli attacchi contro Israele e le sue truppe in Libano continueranno finché le forze israeliane non si ritireranno e cesseranno le operazioni nel Paese. Dopo l’annuncio, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che l’esercito resterà nel sud del Libano finché non termineranno gli attacchi di Hezbollah contro il nord di Israele e che i civili libanesi sfollati non potranno rientrare nelle proprie abitazioni fino al ritiro israeliano. Le condizioni del nuovo accordo non sembrano offrire maggiori garanzie rispetto a quelle precedenti, considerando che dalla firma del cessate il fuoco si sono verificati quasi quotidianamente scontri e bombardamenti, soprattutto nel sud del Libano. L’intesa arriva dopo l’espansione delle operazioni israeliane oltre il Litani, giustificate da Israele come necessarie per contrastare i lanci di droni di Hezbollah. L’annuncio segue inoltre le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump su un presunto accordo tra Israele e Hezbollah, successivamente smentite dal primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha ribadito la disponibilità di Israele a colpire obiettivi di Hezbollah a Beirut in caso di nuovi attacchi.
🇺🇦 UCRAINA E RUSSIA NON SI DANNO TREGUA. ZELENSKY CHIEDE UN INCONTRO A PUTIN IN UNA LETTERA APERTA

3) Ultimo fronte, torniamo in Europa. La guerra in Ucraina continua a intensificarsi sia sul piano militare sia su quello diplomatico. Nella notte tra lunedì e martedì la Russia ha lanciato uno dei più massicci attacchi delle ultime settimane contro diverse città ucraine, causando almeno 18 morti e decine di feriti. Kiev è stata tra i principali bersagli: un missile ha colpito un edificio residenziale di 24 piani provocandone il parziale crollo, mentre altri palazzi sono andati a fuoco e diverse aree della capitale sono rimaste senza elettricità; il bilancio è di almeno quattro vittime e 29 feriti, con il timore che altre persone possano essere ancora sotto le macerie. L’attacco più devastante si è registrato però a Dnipro, dove sono morte almeno 12 persone e altre 16 sono rimaste ferite, mentre immagini diffuse dalle autorità mostrano edifici distrutti, veicoli incendiati e aree residenziali devastate. Nella regione di Kharkiv dieci persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite, mentre un sito industriale è stato colpito a Zaporizhzhia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvertito poche ore prima della possibilità di un attacco su larga scala sulla base di informazioni dell’intelligence. Mosca ha presentato l’operazione come una risposta a un precedente attacco ucraino nella regione occupata di Luhansk, dove erano morte 21 persone, sebbene Kiev sostenga di aver colpito un obiettivo militare russo. Gli attacchi si inseriscono in una campagna che la Russia ha dichiarato di voler condurre in modo «sistematico» contro quelli che definisce obiettivi militari e centri decisionali ucraini, ma che continua a colpire prevalentemente infrastrutture e aree civili.
Parallelamente, Zelensky ha rilanciato il fronte diplomatico pubblicando una lettera aperta indirizzata al presidente russo Vladimir Putin nella quale propone un incontro diretto per discutere la fine della guerra e ribadisce la richiesta di un cessate il fuoco totale, già avanzata più volte e sempre respinta da Mosca. Il presidente ucraino esclude un vertice nelle rispettive capitali e suggerisce invece un paese neutrale come Svizzera, Turchia o uno stato arabo, con il coinvolgimento di Stati Uniti e Unione Europea. La proposta arriva in un momento in cui l’Ucraina sembra aver rallentato l’avanzata russa dopo le pesanti perdite territoriali subite nel 2025 e sta dimostrando una crescente capacità di colpire obiettivi in profondità nel territorio russo. Nella lettera Zelensky sottolinea anche le difficoltà incontrate da Mosca negli ultimi mesi, ricordando come la Russia abbia chiesto una breve tregua in occasione delle celebrazioni del 9 maggio per evitare possibili attacchi ucraini durante la principale ricorrenza patriottica del paese. Il leader ucraino afferma inoltre che, secondo le informazioni in possesso di Kiev, l’esercito russo avrebbe perso circa 30 mila soldati nel solo mese di maggio. Dal Cremlino non è arrivata una risposta diretta di Putin: il portavoce Dmitry Peskov si è limitato a dichiarare che Zelensky potrebbe recarsi «in qualsiasi momento a Mosca», una proposta che Kiev considera irricevibile. La lettera riflette anche la consapevolezza ucraina del minore coinvolgimento degli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump, che nel 2025 aveva tentato senza successo di mediare la fine del conflitto, ha progressivamente spostato la propria attenzione verso la crisi con l’Iran.
🇨🇴 COLOMBIA: PER STABILIRE IL SOSTITUTO DI GUSTAVO PETRO SI ANDRÀ AL BALLOTTAGGIO. CHI SONO I CANDIDATI?

4) Le elezioni presidenziali in Colombia si sono concluse senza che alcun candidato superasse il 50% dei voti, rendendo necessario un ballottaggio il 21 giugno tra Abelardo de la Espriella, esponente dell’estrema destra fermo al 43,7%, e Iván Cepeda, candidato della sinistra al 40,9%. Il vincitore succederà a Gustavo Petro, primo presidente di sinistra del paese, in carica dal 2022. Cepeda, sostenuto dal Pacto Historico di Petro, ha promesso di proseguire il progetto di “pace totale” con i gruppi armati. De la Espriella, leader del partito Defensores de la Patria, ha invece costruito la propria campagna su una linea securitaria e nazionalista, proponendo misure ispirate al modello del presidente salvadoregno Nayib Bukele, tra cui arresti di massa, nuove carceri di massima sicurezza e limitazioni temporanee di alcuni diritti civili. Il candidato di destra è inoltre al centro di critiche per l’origine della sua ricchezza e per i suoi rapporti professionali passati con figure controverse legate a truffe, paramilitarismo e narcotraffico. Cepeda, senatore di formazione marxista, è figlio di un politico comunista ucciso dai paramilitari. L’esperienza di governo di Petro, basata sul dialogo con i gruppi armati e sulla sospensione di molte operazioni militari, ha prodotto risultati controversi, poiché diversi gruppi hanno continuato le attività violente e in alcuni casi si sono rafforzati durante i negoziati.
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Brevi… ma intense 👇
🚤 Dieci attivisti della Global Sumud Flotilla, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, hanno avviato uno sciopero della fame e della sete per protestare contro la detenzione in Libia, i presunti maltrattamenti e la mancanza di assistenza legale. Arrestati il 24 maggio mentre cercavano di ottenere il passaggio di un convoglio umanitario diretto a Gaza attraverso il valico di Rafah, sono accusati di ingresso illegale nella Libia orientale controllata dal generale Khalifa Haftar. Le autorità libiche hanno prorogato la loro detenzione fino alla prossima udienza, prevista per martedì, mentre la missione terrestre è stata interrotta e gli altri partecipanti sono stati espulsi dal Paese. Secondo gli organizzatori, i detenuti sono trattenuti in una struttura isolata, sottoposti a interrogatori prolungati e privati di visite mediche. Il console italiano a Bengasi ha visitato i due connazionali a fine maggio, trovandoli in buone condizioni e ottenendo un miglioramento delle loro condizioni di detenzione; la Farnesina ha inoltre confermato che hanno potuto parlare con le rispettive famiglie.
💻 Tornando in USA, il presidente Trump ha firmato il primo ordine esecutivo dedicato alla regolamentazione dell’intelligenza artificiale, segnando una parziale inversione rispetto alla tradizionale linea favorevole alla deregolamentazione. Il provvedimento invita le aziende a sottoporre volontariamente i modelli più avanzati a una revisione governativa almeno 30 giorni prima del rilascio pubblico e prevede la creazione, entro un mese, di un Centro di coordinamento per la sicurezza informatica dedicato all’AI. La decisione arriva dopo settimane di confronto all’interno dell’amministrazione tra sostenitori di una regolamentazione minima, guidati dall’ex responsabile per l’intelligenza artificiale David Sacks, fautori di controlli più rigidi come il segretario alla Difesa Pete Hegseth e una posizione intermedia rappresentata da Susie Wiles e Scott Bessent, che alla fine ha prevalso. A influenzare il dibattito è stato soprattutto il caso di Mythos, il modello sviluppato da Anthropic che avrebbe dimostrato capacità avanzate nell’individuare vulnerabilità informatiche in infrastrutture sensibili.
🇱🇦 Cinque minatori sono stati tratti in salvo sabato da una grotta nella provincia laotiana di Xaysomboun, dove erano rimasti intrappolati per dieci giorni, mentre altre due persone risultano ancora disperse. I soccorsi sono stati estremamente complessi a causa di cunicoli molto stretti e inizialmente semi-allagati dalle forti piogge che avevano bloccato le vie d’uscita con fango e detriti. Gli otto minatori erano entrati nella miniera il 20 maggio in cerca d’oro e avevano con sé scorte di cibo e acqua. Dopo che uno di loro era riuscito a uscire e ad avvisare le autorità, i sommozzatori hanno localizzato cinque uomini a circa 300 metri dall’ingresso e hanno avviato operazioni di rifornimento e drenaggio dell’acqua. Il primo salvataggio è avvenuto venerdì, mentre gli altri quattro minatori sono stati recuperati il giorno successivo grazie al calo del livello dell’acqua. L’area è ricca di risorse minerarie e molti abitanti si avventurano in miniere informali e pericolose per integrare i propri guadagni.
🦠 Gli Stati Uniti stanno allestendo a Nanyuki, nel Kenya centrale, un centro di quarantena per persone entrate in contatto con il virus Ebola durante l’epidemia in corso nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, suscitando forti proteste locali. I manifestanti, preoccupati per il rischio di diffusione del contagio e per la scarsa trasparenza dell’accordo tra Kenya e Stati Uniti, hanno organizzato blocchi stradali e scontri durante i quali due persone sono morte in circostanze non chiarite. Nonostante un tribunale keniano abbia sospeso il progetto e ordinato la pubblicazione dell’accordo, Washington ha continuato a trasferire personale e materiali nella base aerea destinata a ospitare la struttura. Il presidente keniano William Ruto ha difeso la decisione, richiamando l’alleanza con gli Stati Uniti e la vicinanza del Kenya all’area colpita dall’epidemia. Il centro, dotato di 50 posti letto e gestito da medici statunitensi, servirà a ospitare per 21 giorni persone asintomatiche ma considerate a rischio, mentre eventuali casi sintomatici saranno trasferiti altrove. L’epidemia ha finora causato centinaia di casi e decine di morti nella Repubblica Democratica del Congo e alcuni casi in Uganda, aggravata da ritardi nell’individuazione del focolaio, instabilità politica e difficoltà nella gestione sanitaria.
🇿🇦 Nelle ultime settimane il Sudafrica è stato teatro di proteste violente contro gli stranieri, organizzate da gruppi che si dichiarano contrari all’immigrazione irregolare ma che hanno preso di mira anche residenti regolari provenienti da altri paesi africani. Gli attivisti hanno effettuato aggressioni, minacce e incendi contro abitazioni e attività commerciali, causando almeno due morti accertate e centinaia di sfollati. La xenofobia, spesso definita “afrofobia” perché rivolta soprattutto contro altri africani, è un fenomeno radicato e ricorrente nel paese, alimentato da disuguaglianze economiche ereditate dall’apartheid e da tensioni sociali legate a lavoro e servizi pubblici. Il Sudafrica ospita circa 4 milioni di stranieri ed è la principale meta migratoria dell’Africa australe. In vista delle elezioni locali di novembre, il tema dell’immigrazione è diventato centrale nel dibattito politico: mentre il presidente Cyril Ramaphosa ha condannato le violenze, ha anche promesso controlli più severi alle frontiere, mentre partiti di destra ed estrema destra sostengono apertamente i movimenti anti-immigrazione.
🏆 Il Paris Saint-Germain ha conquistato la sua seconda Champions League consecutiva battendo l’Arsenal ai rigori dopo l’1-1 maturato tra tempi regolamentari e supplementari nella finale di Budapest. Dopo il vantaggio iniziale di Kai Havertz, il PSG ha pareggiato nella ripresa con un rigore di Ousmane Dembélé e ha poi prevalso nella serie finale grazie agli errori di Eberechi Eze e Gabriel Magalhaes. Il successo conferma la crescita della squadra guidata da Luis Enrique, trasformata in un collettivo basato su pressing e organizzazione. I festeggiamenti in Francia sono però degenerati in gravi disordini, con 780 arresti e 219 feriti, inclusi 57 agenti di polizia. Gli scontri più violenti si sono verificati nelle aree del Parc des Princes, degli Champs-Elysées e della Torre Eiffel, con vandalismi, saccheggi e l’intervento delle forze dell’ordine. Nonostante le tensioni, il giorno seguente migliaia di tifosi hanno partecipato pacificamente alla parata celebrativa del PSG, conclusa con la presentazione del trofeo e la visita della squadra all’Eliseo su invito del presidente Emmanuel Macron.
Alla prossima 👋



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