Tentativi di tregua (non confermati) tra USA e Iran. | Irlanda del Nord nel caos per proteste anti-immigrazione. | Prosegue la “Rivoluzione dei fenicotteri” in Albania.
7 giorni di forte intensità hanno scosso il panorama mondiale.
E chi siamo noi per privarci di fare ordine in questo caos? Non solo abbiamo novità dallo scontro tra Iran e USA, ma nuovi fronti degni di nota si sono aperti nel frattempo. Parliamo di ciò che sta accadendo in Irlanda del Nord e in Albania, con una spruzzata di Ucraina qua e là.
Cominciamo subito 👇
🇮🇷 iIRAN-USA: DALLA RIPRESA DEGLI SCONTRI ALLA BOZZA DI ACCORDO PROVVISORIA. IL RECAP DELLA SETTIMANA

1) Il fragile equilibrio che negli ultimi mesi aveva contenuto il confronto tra Iran, Israele e Stati Uniti è progressivamente crollato, aprendo una nuova fase di scontri diretti e aumentando il rischio di un conflitto regionale esteso. L’escalation è iniziata con il lancio di missili balistici iraniani contro Israele, presentato da Teheran come una risposta ai continui bombardamenti israeliani contro Hezbollah in Libano. Israele ha intercettato gran parte dei vettori e ha reagito con una vasta campagna aerea che ha colpito infrastrutture militari e strategiche nelle aree di Teheran, Tabriz e Isfahan, oltre a un impianto petrolchimico a Mahshahr. Per la leadership iraniana il cessate il fuoco con Washington e quello tra Israele e Libano fanno parte dello stesso assetto regionale, motivo per cui le operazioni israeliane nel Libano meridionale e nei sobborghi di Beirut vengono considerate una violazione indiretta anche degli accordi con Teheran. In questo contesto il presidente statunitense Donald Trump ha cercato di frenare l’escalation facendo pressione sul premier israeliano Benjamin Netanyahu affinché rinunciasse a nuove rappresaglie e tornasse ai negoziati, ma il leader israeliano ha proseguito le operazioni militari, ribadendo che il contrasto a Hezbollah resta una priorità strategica. Dopo una prima fase di attacchi reciproci, Iran e Israele hanno sospeso temporaneamente i bombardamenti diretti senza però avvicinare le rispettive posizioni: Teheran continua a minacciare nuove ritorsioni in caso di ulteriori operazioni israeliane in Libano, mentre Israele esclude qualsiasi ridimensionamento della propria campagna militare. La tensione è ulteriormente aumentata quando Israele ha esteso gli ordini di evacuazione alla città libanese di Tiro e ad alcune aree cristiane circostanti, alimentando i timori di un allargamento del conflitto sul fronte libanese.
Parallelamente, i negoziati tra Stati Uniti e Iran sono rimasti bloccati a causa delle divergenze sul programma nucleare iraniano, sulle scorte di uranio arricchito e sulla riapertura dello stretto di Hormuz. Le differenze di approccio tra Trump e Netanyahu sono diventate sempre più evidenti: il presidente statunitense punta a una stabilizzazione rapida della regione e al ripristino dei flussi energetici globali, mentre il governo israeliano ritiene necessario mantenere una forte pressione militare sia sull’Iran sia sui suoi alleati regionali. La situazione è precipitata nella notte tra martedì e mercoledì, quando Stati Uniti e Iran hanno ripreso a colpirsi direttamente. Washington ha ordinato raid contro obiettivi iraniani dopo aver accusato Teheran di aver abbattuto con un drone un elicottero statunitense nello stretto di Hormuz; i due piloti sono stati recuperati illesi, mentre l’Iran ha negato qualsiasi coinvolgimento. In risposta, il Comando Centrale statunitense (CENTCOM) ha colpito radar, centri di comando e sistemi di difesa aerea nella provincia costiera di Hormozgan. I Guardiani della Rivoluzione hanno reagito annunciando attacchi contro unità navali statunitensi in Bahrein e contro numerose basi americane presenti nella regione. Secondo Washington la maggior parte dei missili e dei droni iraniani è stata intercettata senza provocare vittime, ma l’offensiva ha coinvolto anche altri paesi del Golfo: la Giordania ha abbattuto cinque missili diretti verso il proprio territorio, il Kuwait ha attivato le difese aeree contro quelli che ha definito obiettivi ostili e il Bahrein ha fatto scattare più volte gli allarmi antiaerei.
L’escalation è proseguita anche nelle ore successive. Gli Stati Uniti hanno effettuato nuovi bombardamenti definiti dal CENTCOM “azioni di autodifesa”, colpendo secondo i media iraniani le isole di Qeshm e Hengam nello stretto di Hormuz, il porto di Bandar Abbas, strutture collegate al grande giacimento di gas di South Pars condiviso con il Qatar, un impianto di stoccaggio dell’acqua vicino a Minab e aree militari nei pressi di Karaj, dove sono presenti basi e industrie della difesa. I Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato di aver risposto attaccando basi statunitensi in Giordania, Kuwait e Bahrein, sostenendo anche di aver colpito la base aerea giordana di al Azraq e distrutto alcuni caccia americani, circostanza non confermata dagli Stati Uniti. Il Kuwait ha temporaneamente chiuso il proprio spazio aereo mentre intercettava missili e droni in arrivo. Successivamente il CENTCOM ha annunciato la conclusione delle operazioni, precisando che gli obiettivi erano sistemi iraniani di comunicazione, sorveglianza e difesa aerea. La ripresa degli scontri tra Washington e Teheran rappresenta il momento più delicato dalla tregua dell’8 aprile e conferma il progressivo deterioramento dell’architettura di sicurezza mediorientale, con il rischio crescente di coinvolgere un numero sempre maggiore di paesi e infrastrutture strategiche.
Nonostante l’intensificarsi delle operazioni militari, nelle ultime ore si è aperto uno spiraglio diplomatico. Trump ha annunciato di aver annullato una nuova ondata di bombardamenti contro l’Iran sostenendo che la leadership iraniana avrebbe approvato una bozza di memorandum destinata a estendere il cessate il fuoco, riaprire lo stretto di Hormuz e avviare sessanta giorni di negoziati sul programma nucleare iraniano. Secondo il presidente statunitense, il testo sarebbe stato approvato “nei principi e nei dettagli” da tutti gli attori coinvolti, compresi Stati Uniti, Israele e numerosi paesi della regione, e prevederebbe l’impegno iraniano a non sviluppare armi nucleari, mentre il blocco statunitense verrebbe mantenuto fino alla formalizzazione dell’intesa. Da Teheran, tuttavia, sono arrivate risposte più caute: l’agenzia Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, ha negato che un testo sia stato approvato, pur ammettendo la possibilità che il regime possa riesaminarlo, mentre il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei ha dichiarato che non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva e che restano divergenze significative con Washington. Dietro le quinte, secondo diverse fonti, i negoziati mediati dal Qatar tra l’inviato Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbero ridotto le distanze su tre questioni centrali: il meccanismo per lo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero, le modalità di riapertura dello stretto di Hormuz durante il cessate il fuoco e la struttura dei futuri negoziati sul nucleare. Fonti coinvolte nei colloqui riferiscono che iraniani e qatarioti ritengono di aver raggiunto un’intesa di principio, ma che l’approvazione finale spetti ancora alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Lo stesso Trump ha dichiarato di aver parlato con Netanyahu, con l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani e con altri leader regionali, affermando che un accordo potrebbe essere firmato già nel fine settimana in Europa. Tuttavia, la Casa Bianca aveva già ritenuto imminente un’intesa in altre occasioni durante la crisi, salvo assistere a nuove rotture dei negoziati, motivo per cui la prospettiva di una de-escalation resta ancora incerta.
🔥 IRLANDA DEL NORD: CAOS ANTI-IMMIGRAZIONE A BELFAST DOPO L’ACCOLTELLAMENTO DI UN UOMO DA PARTE DI UN SUDANESE

2) Le proteste scoppiate a Belfast dopo l’accoltellamento del quarantenne Stephen Ogilvie da parte del trentenne sudanese Hadi Alodid si sono trasformate in una delle più gravi ondate di disordini a sfondo anti-immigrazione registrate recentemente in Irlanda del Nord. L’aggressione, avvenuta lunedì sera nella zona residenziale di Kinnaird Avenue e ampiamente diffusa sui social attraverso alcuni video, ha provocato a Ogilvie la perdita della vista da un occhio e gravi ferite al volto e alla schiena; sulla scena è stato recuperato un coltello da cucina. Alodid, rifugiato residente nel Regno Unito dal 2023 con un permesso di soggiorno valido fino al 2028 e senza precedenti noti alle autorità, è stato incriminato per tentato omicidio, possesso di armi in luogo pubblico e minacce di morte e rimarrà in carcere almeno per le prossime settimane. A partire dalla diffusione delle immagini dell’attacco, e dopo gli appelli rilanciati da figure dell’estrema destra come Elon Musk e Tommy Robinson, centinaia di manifestanti sono scesi in strada a Belfast e in altre città dell’Irlanda del Nord. Durante due notti consecutive di tensioni sono stati incendiati edifici, abitazioni, automobili e cassonetti, sono stati effettuati oltre sessanta interventi dei vigili del fuoco e la polizia è intervenuta con cannoni ad acqua per disperdere gruppi che lanciavano molotov, mattoni, bottiglie e altri oggetti contro gli agenti. Alcuni manifestanti, spesso giovani vestiti di nero e incappucciati, hanno preso di mira abitazioni attribuite a persone di origine straniera, facendo irruzione negli edifici, distruggendo finestre e appiccando incendi mentre scandivano slogan razzisti e contrari all’immigrazione. Un centinaio di persone ha inoltre tentato di raggiungere un hotel che ospita migranti nel nord della città, mentre online è circolata una lista con circa 25 indirizzi ritenuti collegati a residenti stranieri, successivamente rimossa. Le tensioni hanno portato alla sospensione dei trasporti pubblici in tutta l’Irlanda del Nord, alla chiusura anticipata di scuole e negozi e alla diffusione delle proteste in altre località come Londonderry, Antrim, Newtownabbey, Ballymena, Bangor, Coleraine e Derry, con manifestazioni minori registrate anche a Glasgow e Dublino. Le autorità hanno sottolineato come queste mobilitazioni rappresentino un fenomeno relativamente nuovo per l’Irlanda del Nord, tradizionalmente caratterizzata da conflitti politici tra unionisti e indipendentisti più che da tensioni etniche o migratorie, anche se episodi simili si erano già verificati l’anno precedente.
🇦🇱 ALBANIA: CONTINUA LA “RIVOLUZIONE DEI FENICOTTERI” IN OPPOSIZIONE AL PROGETTO TURISTICO LEGATO A TRUMP E AL GENERO KUSHNER

3) Le proteste contro il maxi progetto turistico sostenuto dal governo albanese e legato alla società di Jared Kushner, genero di Donald Trump, si sono intensificate in Albania trasformandosi in una delle più rilevanti mobilitazioni ambientaliste e politiche degli ultimi anni. Migliaia di persone sono scese in piazza a Tirana e nell’area interessata dal progetto per contestare la realizzazione di un resort di lusso che coinvolgerebbe l’isola di Sazan e centinaia di ettari della zona protetta di Vjosa-Narta, un ecosistema costiero che ospita fenicotteri, foche e siti di nidificazione delle tartarughe marine. I manifestanti, che hanno adottato il fenicottero come simbolo della cosiddetta “rivoluzione dei fenicotteri”, accusano il governo di Edi Rama di aver favorito gli interessi economici della famiglia Trump modificando nel 2024 lo status di protezione dell’area e intervenendo sulla proprietà dei terreni per consentire lo sviluppo turistico. Le proteste hanno assunto anche una forte connotazione politica, con richieste di sospensione del progetto e dimissioni del primo ministro.
Le tensioni sono aumentate dopo gli scontri avvenuti nei pressi del cantiere di Zvërnec, nel distretto di Valona, dove attivisti e residenti hanno cercato di contestare le recinzioni installate nell’area. Alcuni video diffusi online mostrano guardie di sicurezza private mentre aggrediscono manifestanti, trascinano una persona lungo un pendio e lanciano oggetti contro gli ambientalisti che tentavano di rimuovere le barriere che limitano l’accesso pubblico alla spiaggia. In seguito agli incidenti, le autorità hanno revocato le licenze a due società di sicurezza privata per abuso delle proprie funzioni, arrestato un loro dipendente, fermato quindici manifestanti e rimosso il responsabile della polizia locale per la gestione dei disordini.
Il progetto immobiliare prevede la realizzazione di un vasto complesso turistico con circa 10mila camere e rappresenta uno degli investimenti privati più ambiziosi mai annunciati nel paese. La società di Kushner, Affinity Partners, ha stimato un investimento superiore ai 4 miliardi di euro, sostenendo che potrebbe aumentare il PIL albanese tra il 3 e il 4 per cento nei prossimi cinque anni e creare oltre 10mila posti di lavoro. Parallelamente, la procura speciale anticorruzione albanese (SPAK), organismo indipendente nato nel 2019 con il sostegno di Unione Europea e Stati Uniti, ha avviato un’indagine sulle modifiche normative che hanno reso possibile il progetto. Kushner aveva presentato ufficialmente i piani nell’agosto 2024 e aveva visitato la zona all’inizio del 2026 insieme alla moglie Ivanka Trump.
Di fronte alle crescenti contestazioni, Rama ha mantenuto una linea fortemente difensiva. Dopo aver confermato in precedenza che le trattative con Kushner sono ancora in corso, ha dichiarato in parlamento che la proposta definitiva non è stata ancora presentata e che la valutazione d’impatto ambientale non è stata completata, negando inoltre che il progetto interesserà direttamente parti della riserva naturale protetta. In una successiva intervista a Politico Europe, il premier ha assunto toni particolarmente duri nei confronti dei contestatori, sostenendo che l’attenzione mediatica e le proteste derivino principalmente dal coinvolgimento di Kushner e della famiglia Trump e accusando i media internazionali di aver amplificato artificialmente la portata delle manifestazioni. Rama continua a presentare il progetto come un’opportunità strategica per trasformare l’Albania in una destinazione turistica di primo piano, mentre per gli oppositori rappresenta l’emblema di una politica che sacrifica la tutela ambientale e l’interesse pubblico a favore di grandi investimenti privati.
Intorno alla controversia si è sviluppata anche una vasta campagna di disinformazione online: sono circolati video e immagini falsamente collegati alle proteste, tra cui filmati attribuiti all’incendio della casa di Rama che in realtà mostravano la vecchia villa del dittatore comunista Enver Hoxha, immagini manipolate per suggerire la creazione di un confine israelo-albanese nell’area del progetto e video che pretendevano di mostrare “coloni israeliani” allontanati dai residenti, ma che provenivano da proteste separate. Sono state inoltre diffuse teorie al momento prive di riscontri secondo cui il progetto sarebbe legato allo Stato di Israele o a un piano per trasferire palestinesi in Albania, accuse smentite dallo stesso Rama, che le ha definite una fantasia.
🇺🇦 UCRAINA-RUSSIA: NUOVI ATTACCHI SU SAN PIETROBURGO. CHIUSE LE PORTE A UN INCONTRO PUTIN-ZELENSKY

4) L’Ucraina ha lanciato un nuovo attacco con droni nella regione di Leningrado, nell’area di San Pietroburgo, oltre mille chilometri dal confine ucraino, il secondo nel giro di pochi giorni. Secondo le autorità russe, sono stati abbattuti almeno 140 droni e un incendio ha colpito un edificio militare, con danni limitati dopo l’evacuazione del personale. Il sindaco di San Pietroburgo ha riferito di tre feriti lievi e ha invitato i cittadini a rimanere al chiuso, una misura mai adottata in città dall’inizio dell’invasione russa del 2022. Nei giorni precedenti il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva dichiarato che erano stati colpiti una base navale e un deposito di armi a Kronstadt, principale sede della flotta russa del Baltico, oltre a un deposito di carburante nella regione; Mosca non ha confermato gli obiettivi ma sostiene di aver abbattuto oltre 375 droni. San Pietroburgo era già stata bersaglio di un attacco mercoledì contro infrastrutture militari ed energetiche. Gli attacchi avvengono mentre la città ospita un evento internazionale con esponenti vicini a Vladimir Putin, che aveva respinto la proposta di Zelensky di un incontro diretto per discutere la fine della guerra. Dopo le difficoltà del 2025, l’Ucraina sta riuscendo a rallentare l’avanzata russa e a colpire obiettivi in profondità nel territorio russo, mentre la Russia continua a bombardare città ucraine, inclusa Kiev, dove un attacco notturno ha causato almeno quattro vittime.
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E brevi siano 👇
🇰🇪 A Nanyuki, in Kenya, sono proseguite le proteste contro il progetto degli Stati Uniti di realizzare un centro di quarantena per cittadini statunitensi esposti al virus Ebola, nonostante nel paese non siano stati registrati casi della malattia. Durante gli scontri tra manifestanti e polizia, che ha utilizzato gas lacrimogeni e idranti, una persona è stata uccisa da un colpo d’arma da fuoco alla testa e circa venti persone sono state arrestate. I residenti temono sia il rischio di diffusione del virus sia le conseguenze negative sul turismo, settore fondamentale per l’economia locale. Il centro, previsto all’interno di una base militare statunitense e sostenuto dal governo del presidente William Ruto, è stato temporaneamente sospeso da un tribunale keniano, ma gli Stati Uniti continuano a inviare personale e attrezzature e non hanno rinunciato al progetto. L’iniziativa si inserisce nel contesto dell’epidemia di Ebola che colpisce Repubblica Democratica del Congo e Uganda, aggravata da ritardi nell’individuazione del focolaio, instabilità politica e difficoltà operative, mentre diverse organizzazioni attribuiscono parte delle criticità ai tagli agli aiuti umanitari decisi dall’amministrazione di Donald Trump e alla chiusura di USAID.
🌉 La procura di Roma sta esaminando documenti e dispositivi sequestrati a tre indagati nell’inchiesta su un presunto tentativo di influenzare i controlli della Corte dei conti sul progetto del Ponte sullo Stretto, verificando anche l’eventuale coinvolgimento di altri magistrati oltre all’ex presidente aggiunto Tommaso Miele. Secondo l’accusa, Miele avrebbe ricevuto pressioni dall’avvocato ed ex dirigente leghista Giacomo Francesco Saccomanno e dall’imprenditore Vincenzo Virgiglio per ottenere informazioni riservate e favorire l’approvazione del progetto, in cambio di sostegno per futuri incarichi pubblici dopo il pensionamento. Le indagini, nate da intercettazioni raccolte nell’ambito di un’inchiesta sulle infiltrazioni della ’ndrangheta negli appalti del ponte, riguardano i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Pur avendo come obiettivo il via libera della Corte dei conti, la delibera del CIPESS sul progetto da 13,5 miliardi di euro fu respinta nell’ottobre 2025, costringendo il governo a riavviare la procedura. Gli investigatori stanno inoltre verificando se Saccomanno e Virgiglio agissero per conto di altri soggetti, acquisendo contatti con la società Stretto di Messina e il consorzio Eurolink. L’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, non indagato, ha negato qualsiasi coinvolgimento e ha sostenuto che l’inchiesta non rallenterà l’iter autorizzativo dell’opera.
🇦🇲 Il primo ministro uscente armeno Nikol Pashinyan ha vinto le elezioni parlamentari con circa il 49,8% dei voti e continuerà a governare senza alleanze, mentre il principale partito d’opposizione, il filo-russo Forte Armenia, si è fermato al 23%. Il voto è stato interpretato come un referendum sulle sue scelte politiche: l’avvicinamento all’Unione Europea e il processo di pace con l’Azerbaijan dopo decenni di conflitto per il Nagorno Karabakh. Dopo la riconquista della regione da parte dell’Azerbaijan nel 2023 e il mancato sostegno della Russia all’Armenia, Pashinyan ha progressivamente preso le distanze da Mosca, rafforzando i rapporti con l’Occidente e sospendendo la partecipazione armena all’alleanza militare guidata dalla Russia. Parallelamente ha promosso la teoria dell’“Armenia reale”, rinunciando alle rivendicazioni territoriali sul Karabakh e avviando negoziati di pace con l’Azerbaijan e un processo di normalizzazione con la Turchia. La sua vittoria rafforza il mandato per portare avanti questi negoziati, ancora aperti su questioni delicate come il collegamento tra l’Azerbaijan e l’exclave del Nakhchivan. Nonostante il consenso ottenuto, Pashinyan continua a essere criticato per presunti comportamenti autoritari, anche alla luce degli arresti di alcuni esponenti dell’opposizione avvenuti prima delle elezioni.
🏧 Intesa Sanpaolo ha lanciato un’offerta da 30,6 miliardi di euro per acquisire MPS, un’operazione che potrebbe ridisegnare profondamente il settore bancario italiano. L’interesse principale riguarda però la partecipazione che MPS controlla indirettamente in Generali attraverso l’acquisizione di Mediobanca, di cui è il maggiore azionista. Intesa ha inoltre acquisito tramite derivati una quota del 3% di Generali e, in caso di successo dell’operazione, diventerebbe il primo azionista del gruppo assicurativo con il 16%. Per superare eventuali ostacoli dell’Antitrust, Intesa ha previsto di cedere a Unipol gran parte delle attività e delle filiali di MPS, mantenendo però Mediobanca e la sua partecipazione in Generali. L’operazione punta anche a contrastare Banco BPM, che aveva presentato una proposta di fusione con MPS, e a riportare Intesa davanti a UniCredit come prima banca italiana per valore di mercato. Se l’acquisizione andasse a buon fine, Intesa raggiungerebbe una capitalizzazione stimata di circa 127 miliardi di euro, rafforzando il proprio peso competitivo e potenzialmente spingendo UniCredit a concentrarsi maggiormente sulle sue attività europee.
💻 Anthropic ha reso disponibile agli abbonati Claude Fable 5, una versione del modello di intelligenza artificiale Mythos che nei mesi scorsi aveva suscitato forti preoccupazioni per la sua eccezionale capacità di individuare vulnerabilità informatiche e generare strumenti per sfruttarle. Per limitare i rischi, le richieste considerate sensibili, in particolare quelle legate alla cybersicurezza, vengono reindirizzate a un modello meno avanzato, Claude Opus 4.8. Ad aprile l’azienda aveva scelto di non distribuire pubblicamente Mythos, consentendone l’uso soltanto a un ristretto gruppo di grandi aziende tecnologiche, che continuano ad accedere a una versione priva delle nuove restrizioni. Secondo le valutazioni di Vals AI, Claude Fable 5 è attualmente il modello più performante in termini generali, soprattutto nella programmazione, nella ricerca scientifica e nella matematica, pur mostrando limiti in alcuni settori come fiscalità e salute. Le sue capacità di individuare rapidamente decine o centinaia di falle nei software avevano destato forte allarme nella comunità tecnologica e nelle istituzioni statunitensi, tanto che ad aprile il segretario al Tesoro Scott Bessent aveva avvertito i principali istituti bancari del paese dei rischi connessi alla sua esistenza.
📈 La Banca Centrale Europea ha aumentato di 0,25 punti percentuali i tre tassi di interesse di riferimento, portandoli tra il 2,25% e il 2,65%, nel tentativo di contrastare la ripresa dell’inflazione causata dalla crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente. A maggio l’inflazione nell’area euro e in Italia ha raggiunto il 3,2%, superando l’obiettivo del 2% fissato dalla BCE. L’aumento dei tassi, che rende più costosi mutui e prestiti, punta a rallentare consumi e investimenti per contenere la crescita dei prezzi, ma comporta rischi per l’economia e pesa su famiglie e imprese. La BCE ha giustificato la scelta con l’incertezza legata al conflitto e ai suoi effetti futuri sull’energia, mentre la presidente Christine Lagarde ha avvertito che le condizioni economiche potrebbero peggiorare nei prossimi mesi. Gli economisti temono uno scenario di stagflazione, con crescita debole e prezzi in aumento, mentre negli Stati Uniti l’inflazione è salita al 4,2%, in vista della prossima decisione sui tassi della Federal Reserve.
🚀 SpaceX ha debuttato al Nasdaq con quella che viene presentata come la più grande IPO della storia, raccogliendo 75 miliardi di dollari grazie alla vendita di 555,6 milioni di azioni a 135 dollari ciascuna, a fronte di una domanda quattro volte superiore all’offerta. La quotazione porta la società a una valutazione di 1.770 miliardi di dollari, con ulteriori azioni riservate a istituti finanziari che potrebbero incrementare ulteriormente i capitali raccolti. Oltre all’attività spaziale, SpaceX controlla la rete satellitare Starlink e investe massicciamente nell’intelligenza artificiale, puntando a integrare spazio, telecomunicazioni e AI in un’unica infrastruttura tecnologica. L’interesse degli investitori è alimentato sia dalla figura di Elon Musk sia dalle prospettive legate all’intelligenza artificiale. Restano tuttavia dubbi sulla sostenibilità economica dell’azienda: nel 2025 ha registrato 18,7 miliardi di dollari di ricavi ma quasi 5 miliardi di perdite, seguite da altri 4,3 miliardi nei primi mesi del 2026. Gli investitori scommettono quindi soprattutto sui risultati futuri, mentre alcuni analisti ritengono che l’attuale valutazione incorpori aspettative molto elevate rispetto ai risultati effettivamente raggiunti.
🧬 Uno studio preliminare della Columbia University sostiene di aver ridotto alcuni dei rischi dell’editing genetico negli embrioni umani grazie al base editing, una tecnica che modifica singole basi del DNA senza tagliarlo, evitando così le gravi perdite di materiale genetico osservate con il metodo CRISPR. I test su geni associati al colesterolo e ad alcune malattie del sangue hanno mostrato risultati più sicuri rispetto a CRISPR, ma è emerso frequentemente il problema del mosaicismo genetico, che rende prematuro un utilizzo clinico. La ricerca ha riacceso il dibattito etico perché le modifiche apportate agli embrioni potrebbero essere trasmesse alle generazioni future e perché lo studio è stato finanziato da Nucleus Genomics, azienda che analizza e classifica embrioni anche in base a caratteristiche come altezza e intelligenza. Sebbene terapie genetiche su persone già nate siano già autorizzate e utilizzate, la modifica ereditaria del DNA embrionale resta vietata quasi ovunque e continua a suscitare forti preoccupazioni, tanto che diverse organizzazioni scientifiche hanno chiesto una moratoria internazionale fino al 2035.
Alla prossima 👋



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