Le ultime su dazi e Medioriente dagli USA, spionaggio tramite WhatsApp, lo scambio del secolo in NBA

Febbraio è appena iniziato e già fa (e farà) parlare di sé.

Una settimana a dir poco intensa, con tanti aggiornamenti dagli Stati Uniti e dal Medioriente e una situazione da tenere d’occhio in Congo. In più, la vicenda di spionaggio con al centro WhatsApp, le ultime dalla Germania e lo scambio che ha shockato il mondo del basket.

Mettetevi comodi e godetevi le notizie, cominciamo 👇

🇺🇸 LA SETTIMANA DI DONALD TRUMP TRA IMMIGRAZIONE, ABORTO, DAZI E MEDIORIENTE. FACCIAMO ORDINE

1) Preparatevi, c’è una carrellata di news provenienti dagli Stati Uniti, dove tutto sembra viaggiare a 2x. Andiamo con ordine.

Tra venerdì e sabato scorsi, molte pagine web e database di agenzie federali statunitensi sono stati rimossi o modificati per conformarsi a un ordine esecutivo dell’amministrazione Trump. L’ordine imponeva di eliminare riferimenti a orientamenti sessuali e identità di genere e di sostituire il termine “genere” con “sesso” nei documenti governativi. Di conseguenza, sono scomparse dal sito dei CDC informazioni su HIV, contraccezione e supporto alle persone transgender, mentre il database data.cdc.gov è stato reso inaccessibile. Il sito dell’Ufficio del censimento ha rimosso sezioni su identità di genere e salute mentale della comunità LGBTQ+. Il Dipartimento di Stato ha eliminato l’opzione “X” per il genere sui passaporti e modificato la sezione dedicata ai viaggiatori LGBTQIA+. Anche dati sui detenuti transgender sono stati cancellati. Trump ha dichiarato di non essere a conoscenza della rimozione delle pagine, ma di non trovarla una cattiva idea. L’ordine esecutivo, che riconosce solo i generi maschile e femminile, ha suscitato critiche da organizzazioni per i diritti umani, che lo considerano un attacco alle persone transgender. Inoltre, oltre 2.000 dataset sono stati eliminati da data.gov, molti legati a clima ed energia, come accaduto già nel primo mandato di Trump.

A Washington migliaia di persone contrarie all’aborto hanno partecipato alla “Marcia per la vita”. Il presidente Donald Trump ha inviato un video di sostegno, mentre il vicepresidente J.D. Vance ha partecipato di persona, elogiando le politiche anti-abortiste dell’amministrazione. Nei giorni successivi, Trump ha firmato ordini esecutivi, tra cui la grazia per 23 attivisti anti-aborto e la revoca di misure introdotte da Joe Biden per facilitare l’accesso all’aborto. Ha inoltre rafforzato l’emendamento Hyde, che vieta l’uso di fondi pubblici per finanziare l’aborto, salvo eccezioni. Trump ha anche ripristinato la “Mexico City Policy”, che blocca i finanziamenti statunitensi a ong internazionali che offrono servizi legati alla salute riproduttiva, come contraccezione e informazioni sull’aborto. Questa politica, introdotta nel 1984, è stata più volte revocata e ripristinata a seconda dell’amministrazione in carica. Secondo i critici, la misura potrebbe aumentare gli aborti clandestini e limitare l’accesso alla contraccezione, con impatti significativi nei paesi in via di sviluppo. Alcune ong, come MSI Reproductive Choices e International Planned Parenthood Federation, hanno già annunciato che rinunceranno ai fondi statunitensi per continuare le loro attività.

Sul tema immigrazione, l’amministrazione di Donald Trump ha fatto sapere di voler revocare lo status di protezione temporanea (TPS) ai cittadini venezuelani negli Stati Uniti, esponendo circa 350mila persone all’espulsione. Secondo un documento governativo visionato dal New York Times, il Venezuela non soddisfa più i criteri per il TPS, con la nuova amministrazione che sostiene vi siano miglioramenti economici e sociali nel paese. La decisione annulla l’estensione di 18 mesi concessa da Biden nel 2023. Organizzazioni come Oxfam America criticano la revoca, definendola disumana ed economicamente dannosa. La mossa rientra nella politica migratoria restrittiva di Trump, già attuata nel suo primo mandato.

Passiamo a una delle due questioni principali che hanno tenuto banco questa settimana: i dazi. Il presidente Trump ha raggiunto un accordo con la presidente messicana Claudia Sheinbaum e il primo ministro canadese Justin Trudeau per posticipare di un mese l’introduzione dei dazi sulle merci messicane e canadesi, decisi meno di 48 ore prima. In cambio, il Messico invierà 10mila agenti al confine per contrastare i flussi migratori e il traffico di droga, mentre gli Stati Uniti si impegneranno a limitare il traffico di armi verso il Messico. Trump ha dichiarato che la presenza degli agenti messicani sarà permanente e non ha escluso l’introduzione futura dei dazi. Dopo una seconda telefonata con Trudeau, è stato concordato un rinvio di almeno 30 giorni per i dazi canadesi, durante i quali si negozierà un accordo sul confine. Restano invece confermati i dazi del 10% sulle importazioni cinesi, in vigore dal 4 febbraio, con un confronto previsto tra Trump e il presidente Xi Jinping. La Cina ha risposto imponendo dazi su carbone, gas naturale liquefatto e petrolio e avviando un’indagine su Google. Questi dazi potrebbero estendersi ad altri paesi, inclusa l’Unione Europea. I dazi aumentano i costi per i consumatori e le aziende statunitensi, mentre quelli colpiti rischiano perdite economiche. In caso di ritorsioni, il danno si amplificherebbe anche per i consumatori e le imprese nei paesi colpiti. L’interscambio commerciale è cruciale per determinare gli effetti dei dazi: il Messico, il Canada e la Cina sono i primi tre partner commerciali degli Stati Uniti. Settori come quello automobilistico, energetico e alimentare potrebbero risentirne pesantemente. L’Unione Europea è anche esposta, in particolare nella fornitura di energia, mentre paesi come Germania, Francia e Italia sono tra i più vulnerabili agli impatti commerciali. A questo proposito, lunedì le borse mondiali hanno registrato forti perdite in seguito all’annuncio sui dazi. I mercati europei hanno aperto con cali significativi, mentre quelli statunitensi hanno seguito la stessa tendenza. L’Euro Stoxx 50 è sceso dell’1,3%, e i principali indici europei hanno chiuso negativi. I settori automobilistico e tecnologico, in particolare, hanno subito gravi perdite, con Volkswagen e Stellantis tra le più colpite. Anche i mercati asiatici hanno mostrato segnali negativi, con il Nikkei in calo del 2,7%.

Ultima questione, ma non per importanza: la situazione in Medioriente. Donald Trump ha proposto che gli Stati Uniti prendano il controllo della Striscia di Gaza, spostando la popolazione palestinese in paesi arabi vicini, come Egitto e Giordania, e trasformando Gaza in una località turistica. La proposta ha suscitato forti critiche a livello internazionale, in particolare dai paesi arabi (Egitto e Giordania in primis) e da parte di alcuni politici statunitensi. Trump ha giustificato il piano sostenendo che la vita a Gaza è insostenibile per i palestinesi e che, sebbene i paesi arabi si siano opposti, questi accetteranno di ospitare i rifugiati. L’idea implica un trasferimento forzato di circa due milioni di palestinesi, un’azione che violerebbe la quarta Convenzione di Ginevra. Il piano è stato respinto da Hamas e ha aumentato le tensioni in corso nel conflitto. Netanyahu ha invece elogiato la proposta, definendola un passo storico. Il piano è stato annunciato proprio durante una conferenza con il primo ministro israeliano durante un incontro a Washington, suggerendo di espellere con la forza gli abitanti della Striscia per trasformarla in una “riviera del Medio Oriente”, senza specificare chi ne assumerebbe la gestione. Mercoledì, diversi membri dell’amministrazione Trump hanno cercato di chiarire e attenuare il piano annunciato dal presidente. I funzionari americani, tra cui il segretario di Stato Rubio, hanno cercato di reinterpretare le dichiarazioni, affermando che l’espulsione sarebbe stata temporanea per consentire la ricostruzione della Striscia. È stata anche smentita l’idea di inviare soldati statunitensi, con Rubio che ha precisato che si trattava di una proposta generosa. Infine, la proposta di trasformare Gaza in una “Riviera del Medio Oriente” è stata anche essa riformulata come un progetto di ricostruzione in collaborazione con i partner regionali.

In aggiunta, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo imponendo sanzioni contro la Corte penale internazionale (ICC), accusandola di azioni illegittime contro gli USA e Israele. Le sanzioni consentono di congelare beni e negare visti ai membri dell’ICC e alle loro famiglie, ma non sono stati specificati i nomi delle persone coinvolte. Gli Stati Uniti e Israele non riconoscono la giurisdizione della Corte, che ha emesso un mandato d’arresto per il premier israeliano Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Gallant.

🇮🇱 ISRAELE E HAMAS LAVORANO PER LA FASE 2 DEL CESSATE IL FUOCO. COSA SUCCEDERÀ? INTANTO A JENIN…

2) E sul campo cosa sta succedendo a Gaza? Martedì Hamas ha annunciato l’inizio delle discussioni per la seconda fase del cessate il fuoco nella Striscia. Israele e Hamas, pur non dialogando direttamente, stanno interagendo tramite mediatori internazionali, tra cui i soliti Egitto, Qatar e Stati Uniti. Nel corso della seconda fase Hamas dovrebbe rilasciare gli ostaggi in cambio di prigionieri palestinesi, mentre Israele dovrebbe ritirare le sue truppe. La terza fase prevede la consegna dei corpi degli ostaggi morti e l’avvio della ricostruzione di Gaza. Se i negoziati falliranno, la guerra potrebbe riprendere o la prima fase essere prorogata. Finora lo scambio di ostaggi e prigionieri è andato avanti, ma in 79 sono ancora nelle mani di Hamas, e solo 44 di questi sono vivi. Intanto Israele sta continuando la sua offensiva a Jenin e nel vicino campo profughi in Cisgiordania, iniziata due settimane fa. L’esercito israeliano ha distrutto numerosi edifici, sostenendo che fossero rifugi di gruppi radicali palestinesi. Circa 15.000 persone sono state sfollate, e l’UNRWA ha descritto la città come una “città fantasma”. L’operazione, avviata il 20 gennaio, segue l’inizio del cessate il fuoco a Gaza e si inserisce nelle politiche più estremiste del governo israeliano, che promuove l’annessione della Cisgiordania. Il campo profughi di Jenin, creato negli anni ’50, ospita circa 10.000 persone ed è teatro delle operazioni contro il “Battaglione Jenin”, una coalizione di milizie palestinesi. L’offensiva ha causato almeno 40 morti palestinesi e numerosi feriti. L’Israele giustifica l’operazione come una lotta al terrorismo, ma l’uso di punizioni collettive è stato criticato come crimine di guerra da esperti di diritto internazionale.

🇨🇩 SITUAZIONE ANCORA CRITICA IN REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: GIÀ FINITO IL CESSATE IL FUOCO

3) Torniamo a parlare della situazione in Repubblica Democratica del Congo. Mercoledì circa 300 mercenari romeni, impiegati dall’esercito locale, sono stati rimpatriati dopo essere stati catturati dai ribelli dell’M23. Gli uomini hanno attraversato a piedi il confine con il Ruanda, dopo essere stati perquisiti dai soldati ruandesi. La cattura è avvenuta in seguito alla presa di Goma, città strategica nell’est del paese, da parte dell’M23, gruppo ribelle sostenuto dal Ruanda secondo ONU e intelligence occidentali. Già prima degli ultimi eventi, diversi report indicavano la presenza di mercenari occidentali in Congo, assunti tramite società private come Agemira e Asociatia RALF. Ufficialmente, questi gruppi dovevano fornire supporto tecnico e addestramento, ma secondo testimonianze raccolte dalla BBC, molti furono coinvolti nei combattimenti. I mercenari erano attratti dagli alti stipendi, fino a 5mila euro al mese, nettamente superiori a quelli dell’esercito congolese, a fronte però di condizioni di lavoro molto più difficili, con turni lunghi e scarsa organizzazione. Lo scorso febbraio, ad esempio, due romeni furono uccisi in un’imboscata dell’M23. Nel frattempo, però, un’alleanza di milizie (con all’interno la stessa M23) ha annunciato un cessate il fuoco unilaterale dal 4 febbraio per «motivi umanitari». Nel comunicato, i ribelli hanno affermato di non voler conquistare Bukavu né altre aree, pur ribadendo l’impegno a difendere la popolazione e le loro posizioni. Non è chiaro se lasceranno Goma all’esercito congolese, e il governo non ha ancora risposto. Gli scontri a Goma hanno causato centinaia di morti, migliaia di feriti e nuovi sfollati, aggravando la crisi umanitaria già denunciata dall’ONU. L’M23, attivo dal 2021, è sostenuto dal Ruanda, che nega il coinvolgimento, sebbene confermato da ONU, USA e intelligence occidentali. Mercoledì i miliziani del gruppo M23 hanno però lanciato una nuova offensiva nonostante il cessate il fuoco unilaterale. Nel pomeriggio hanno conquistato Nyabibwe, una città mineraria a circa 100 km da Bukavu, suggerendo che potrebbero riprendere l’avanzata verso questa città. Il governo congolese ha definito il cessate il fuoco uno “stratagemma” dei ribelli. Inoltre, si è segnalata la presenza di soldati ruandesi a Goma, sebbene il Ruanda abbia sempre negato il suo supporto all’M23.

📱 INTERCETTAZIONI TRAMITE WHATSAPP, SCONTRO TRA META E PARAGON. ANCHE L’ITALIA COINVOLTA

4) Meta ha reso noto che la società israeliana Paragon Solutions ha attaccato con lo spyware Graphite circa novanta utenti di WhatsApp, tra cui giornalisti e attivisti. Il direttore di Fanpage, Francesco Cancellato, ha confermato di aver ricevuto un avviso ufficiale da WhatsApp riguardo a un possibile attacco al suo dispositivo. Non è chiaro quali governi siano coinvolti nello spionaggio. Gli spyware, come Graphite, possono accedere a dati sensibili, attivare microfoni e telecamere, e intercettare comunicazioni senza il consenso dell’utente. Paragon ha dichiarato di vendere i suoi prodotti solo a governi democratici e affidabili, escludendo paesi con precedenti abusi. Graphite è uno spyware “zero-click”, capace di infettare un dispositivo senza alcuna interazione dell’utente. Meta ha inviato una diffida a Paragon e collaborato con Citizen Lab, che potrebbe presto pubblicare un rapporto dettagliato sugli attacchi. Paragon Solutions ha in seguito fatto sapere di aver interrotto i rapporti con l’Italia, apparentemente per una violazione delle clausole etiche sull’uso della tecnologia. Tra le persone coinvolte figura anche l’attivista Luca Casarini. Dopo la denuncia di Meta, la società ha chiesto chiarimenti al governo italiano e sospeso l’accesso a Graphite prima di interrompere i rapporti. Il governo italiano ha minimizzato la vicenda, affermando che solo sette utenze nazionali sono state coinvolte e negando un coinvolgimento dell’intelligence. Tuttavia, Paragon non avrebbe ritenuto convincenti queste spiegazioni. Il caso ha suscitato reazioni politiche, con richieste di chiarimenti in Parlamento e alla Commissione Europea. La vicenda ricorda episodi simili con NSO Group, che in passato aveva bloccato forniture a paesi accusati di sorveglianza illegale.

🇩🇪 GERMANIA, TIENE BANCO IL TEMA IMMIGRAZIONE. CDU VICINA AD AFD, MA LA POPOLAZIONE INSORGE

5) Il parlamento tedesco ha bocciato una riforma della legge sull’immigrazione proposta dalla CDU, che avrebbe reso più difficile ottenere il permesso di soggiorno e limitato il ricongiungimento familiare. La legge è stata respinta con 350 voti contrari e 338 favorevoli, nonostante il sostegno dell’estrema destra di AfD. Il tema dell’immigrazione è centrale nella campagna elettorale, in seguito a recenti episodi di violenza commessi da stranieri. La CDU, in testa ai sondaggi, ha avvicinato le sue posizioni a quelle di AfD, nonostante il leader Friedrich Merz abbia negato future alleanze. Mercoledì il parlamento ha approvato una mozione simbolica sui respingimenti grazie ai voti congiunti di CDU, Liberali e AfD, rompendo il “cordone sanitario” contro l’estrema destra. L’ex cancelliera Angela Merkel ha criticato questa scelta, pur condividendo il contenuto della mozione, ritenendo sbagliato consentire ad AfD di ottenere una maggioranza. Dopo la bocciatura della riforma, Merz ha minimizzato l’impatto delle defezioni interne e difeso il tentativo di far passare la legge. Domenica, decine di migliaia di persone hanno manifestato in diverse città contro la decisione di collaborare su tale misura. La collaborazione tra CDU e AfD è considerata storica, poiché nessun partito istituzionale aveva mai cooperato con l’estrema destra dalla fine del nazismo. Le manifestazioni si sono svolte in città come Berlino, Amburgo, Colonia e Francoforte, coinvolgendo fino a 160mila persone nella capitale. Alcuni manifestanti hanno bloccato le sedi della CDU, mentre a Colonia è stata organizzata una protesta sul fiume Reno. Il consenso dell’AfD è in crescita, con sondaggi che lo stimano intorno al 20% in vista delle elezioni federali del 23 febbraio, dove l’immigrazione è diventata il tema centrale della campagna elettorale.

🏀 NBA SHOCK: LUKA DONCIC AI LOS ANGELES LAKERS IN CAMBIO DI ANTHONY DAVIS. I MOTIVI DELLA TRADE

6) In NBA è andata in scena la trade più clamorosa – presumibilmente – della storia del basket. Luka Doncic passerà ai Los Angeles Lakers e Anthony Davis ai Dallas Mavericks. Doncic, tra i migliori giocatori della lega, aveva portato i Mavericks alla finale nel 2024 e ora affiancherà LeBron James nei Lakers. Lo scambio ha colto di sorpresa anche i giocatori della squadra di Los Angeles, incluso James. Davis, uno dei simboli dei Lakers dal 2019, si unirà ai Mavericks per giocare con l’altra stella di Dallas Kyrie Irving. L’operazione coinvolge anche gli Utah Jazz, con altre cessioni previste. Doncic sembrava vicino al rinnovo con i Mavericks, ma il suo arrivo ai Lakers è visto come parte della strategia per il post-LeBron. La cessione del fenomeno sloveno ha scatenato diverse teorie del complotto tra i tifosi, inclusa una diffusa sui social media da Christopher Kratovil. Secondo questa ipotesi, i nuovi proprietari della squadra, la famiglia Adelson, sarebbero più interessati al business del gioco d’azzardo che al successo sportivo. Gli Adelson, che hanno fatto fortuna con i casinò Sands e possiedono strutture a Las Vegas, Macao e Pennsylvania, avrebbero acquistato i Mavericks per fare pressioni sulla politica texana affinché legalizzasse le scommesse sportive. Tuttavia, i loro sforzi di lobbying sembrano destinati a fallire nel 2025. La teoria sostiene che, per ottenere leva nei negoziati, gli Adelson starebbero deliberatamente sabotando la squadra per creare malcontento e giustificare un possibile trasferimento a Las Vegas, città in cui l’NBA potrebbe espandersi. Il recente scambio di Doncic avrebbe quindi il solo scopo di alienare i tifosi, con 700.000 follower persi su Instagram e proteste nell’arena. Anche il giornalista Bill Simmons ha discusso la teoria nel suo podcast, definendola affascinante e ipotizzando che il vero obiettivo sia scambiare la franchigia con una futura espansione NBA a Dallas.

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Andiamo subito alle brevi, belle corpose 👇

🇮🇹 Sabato sera, una motovedetta della Guardia Costiera italiana ha riportato a Bari 43 migranti di nazionalità bengalese ed egiziana che si trovavano in Albania da martedì, insieme ad altri sei già rientrati nei giorni precedenti. È la terza volta che migranti trasferiti nei centri per richiedenti asilo in Albania vengono riportati in Italia, dopo che la Corte d’Appello di Roma non ha convalidato il loro trattenimento. Il tribunale ha ritenuto che il trasferimento fosse in contrasto con una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulla definizione di “paese sicuro”. La questione ha generato tensioni tra magistratura e governo, che accusa i giudici di ostacolare la sua politica migratoria. Il “decreto Cutro” del 2023 prevede procedure accelerate per richiedenti asilo da paesi considerati sicuri, tra cui Egitto e Bangladesh. Tuttavia, secondo la Corte d’Appello, questi paesi non rispettano la definizione europea, e i migranti non possono essere trattenuti in Albania. La Corte di Giustizia è stata chiamata a esprimersi, ma il governo intende proseguire con il trasferimento dei migranti.

🇷🇸 Venerdì sera centinaia di studenti sono arrivati a Novi Sad, in Serbia, dopo aver marciato per 80 km da Belgrado per protestare contro il governo. Accolti dai cittadini con cibo e acqua, si sono uniti a decine di migliaia di manifestanti che nel fine settimana hanno bloccato i tre ponti principali della città. Le proteste, iniziate tre mesi fa dopo il crollo di una tettoia in una stazione ferroviaria che ha causato 15 morti, si sono allargate a diverse fasce della popolazione, denunciando corruzione e negligenza del governo guidato dal presidente Aleksandar Vučić. Martedì scorso il primo ministro Miloš Vučević si è dimesso dopo un’aggressione a manifestanti da parte di uomini legati al partito di governo. Nonostante le dimissioni, le proteste continuano chiedendo che Vučić ammetta la responsabilità dello Stato. Il presidente ha accusato i manifestanti di agire per conto di potenze straniere ma si è detto disposto al dialogo, avvertendo però che lo Stato reagirà a eventuali tentativi di violenza.

🇺🇦 Tra il 1° e il 5 febbraio in Ucraina si sono verificati quattro attacchi contro centri di reclutamento militare, causando tre morti e undici feriti. Le autorità ucraine sospettano un’operazione coordinata dalla Russia, complicando ulteriormente il già controverso processo di arruolamento. Gli attacchi sono avvenuti in diverse città, con esplosioni e sparatorie che hanno colpito reclutatori e agenti di sicurezza. Il governo ucraino ha dichiarato che i responsabili sarebbero stati reclutati dai servizi segreti russi in cambio di denaro. La difficoltà nel reperire nuove reclute ha spinto il presidente Zelensky a firmare una legge per facilitare l’arruolamento, mentre il governo punta a reclutare 160mila nuovi soldati nei prossimi mesi. Tuttavia, il malcontento tra la popolazione cresce, alimentato da episodi di arruolamento forzato e condanne per chi ostacola il reclutamento.

🇲🇩 Restando in tema guerra in Ucraina, la Transnistria, regione separatista filorussa della Moldavia, ha ricevuto una fornitura di emergenza di gas naturale finanziata dall’Unione Europea dopo un mese senza riscaldamento ed elettricità. L’interruzione era avvenuta all’inizio del 2025, quando l’Ucraina aveva bloccato il transito del gas russo verso l’Europa e la Russia aveva rifiutato di fornire gas alla Transnistria, citando un presunto debito della Moldavia. Senza energia, la popolazione ha dovuto ricorrere a legna e carbone, mentre le fabbriche, eccetto quelle alimentari, sono state chiuse. La Commissione Europea ha stanziato 64 milioni di euro per l’acquisto di gas per la Moldavia, di cui 20 destinati alla Transnistria. Le forniture, gestite dalla società energetica moldava, continueranno fino al 10 febbraio e dovranno essere ripagate entro il 1° marzo. Il riscaldamento e l’elettricità sono parzialmente tornati, consentendo la riapertura delle scuole.

🇸🇪 Martedì 4 febbraio, un attacco armato in un centro educativo per adulti a Örebro, Svezia, ha causato la morte di 11 persone, con diverse ferite. Il presunto responsabile, un uomo di 35 anni la cui identità non è stata rivelata, è deceduto nell’attacco. Le motivazioni restano sconosciute, ma la polizia esclude motivi ideologici e considera che l’uomo abbia agito da solo. L’incidente, avvenuto intorno alle 12:30 al Campus Risbergska, è la sparatoria più grave nella storia del paese. Gli studenti si sono rifugiati negli edifici circostanti e le autorità hanno consigliato di rimanere a casa o allontanarsi dalla zona. Il primo ministro svedese ha definito l’episodio come una violenza brutale contro persone innocenti.

🇮🇹 Mercoledì i ministri della Giustizia e dell’Interno, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, hanno riferito alla Camera e al Senato sul caso Almasri, capo della polizia giudiziaria libica, arrestato il 19 gennaio scorso e poi rimpatriato due giorni dopo. La vicenda aveva suscitato polemiche a causa della mancanza iniziale di spiegazioni da parte del governo. Le dichiarazioni dei ministri hanno parzialmente confermato e integrato le informazioni precedenti, ma non hanno dissipato i dubbi. Nordio ha contestato la procedura seguita dalla Corte penale internazionale (CPI), affermando che la richiesta di arresto presentava errori formali. Nonostante ciò, non ha giustificato l’anomalia procedurale come una “ragion di Stato”, come ipotizzato da alcuni esponenti della maggioranza. Piantedosi ha escluso pressioni esterne per il rilascio di Almasri, ma l’intervento di Giovanni Donzelli ha suggerito che il governo temesse ritorsioni. Nordio ha anche criticato la CPI per gli errori nel mandato d’arresto, mentre la Corte ha giustificato le modifiche come correzioni materiali. La vicenda solleva questioni sulla gestione del caso e sull’interpretazione delle leggi relative alla cooperazione con la CPI.

🇫🇷 Il Senato francese ha approvato la legge di bilancio per il 2025 con 219 voti a favore e 107 contrari, concludendo oltre quattro mesi di lavori parlamentari. L’approvazione era prevedibile grazie alla maggioranza di centrodestra che sostiene il primo ministro François Bayrou. La legge attende ora il voto del Consiglio costituzionale, considerato una formalità. La Francia era in esercizio provvisorio da oltre un mese, poiché non aveva approvato il bilancio entro la fine del 2024. L’ostacolo principale era l’Assemblea Nazionale, dove il governo di Bayrou è in minoranza. Per superarlo, il primo ministro ha fatto ricorso all’articolo 49.3 della Costituzione, che consente di approvare una legge senza votazione parlamentare, esponendosi però a una mozione di sfiducia. Il suo predecessore, Michel Barnier, aveva tentato lo stesso a dicembre, ma era stato sfiduciato. Bayrou, invece, ha ottenuto il sostegno tacito dei Socialisti, promettendo concessioni, tra cui la revisione della riforma delle pensioni e un deficit-PIL fissato al 5,4% anziché al 5%. Nonostante tensioni con i Socialisti per dichiarazioni sull’immigrazione, mercoledì questi non hanno votato la mozione di sfiducia presentata dalla sinistra radicale. Anche il Rassemblement National non l’ha sostenuta, permettendo così a Bayrou di mantenere il governo e approvare la legge di bilancio.

🇧🇪 Nella notte tra giovedì e venerdì, un uomo è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco ad Anderlecht, a Bruxelles, in quello che potrebbe essere un regolamento di conti tra trafficanti di droga. L’episodio è il quarto in tre giorni nella capitale belga. Altri scontri armati sono avvenuti nei pressi della fermata Clémenceau della metropolitana e a Saint-Josse-ten-Noode, senza arresti finora. Il sindaco di Bruxelles ha parlato di possibili guerre tra bande mafiose. In risposta, le autorità locali hanno deciso di unificare temporaneamente le sei zone di polizia della città. Il nuovo governo belga, guidato da Bart De Wever, propone una fusione permanente per migliorare la sicurezza, ritenendo l’attuale frammentazione inefficace.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo