La “Coalizione dei volenterosi” si riunisce in aiuto dell’Ucraina, vertice Cina-India-Russia alla parata militare di Pechino, crisi di governo in Francia
Settimana ricchissima. Non dico altro.
Ma non tanto nelle news principali, che stavolta sono state selezionate in modo più “anticonvenzionale”, ma soprattutto nelle brevi. Oltre alle questioni con al centro l’Ucraina, quest’oggi parleremo della parata militare in Cina (con ospiti di un certo rilievo), della situazione politica attuale in Francia e del tragico terremoto in Afghanistan. Ma – come detto – non è tutto.
Partiamo prima di subito 👇
🇺🇦 UCRAINA – RUSSIA: LA “COALIZIONE DI VOLENTEROSI” PROVA A FARE FRONTE COMUNE. INTANTO A LEOPOLI…

1) Dicevamo, Ucraina. Il deputato ucraino Andriy Parubiy, presidente del parlamento tra il 2016 e il 2019, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco sabato mattina a Leopoli. L’aggressore è inizialmente fuggito, ma lunedì è stato arrestato. Secondo fonti di Suspilne e BBC, l’uomo indossava l’uniforme di un fattorino Glovo e un video non verificato mostra un individuo che cammina dietro Parubiy, estrae una pistola e poi scappa; l’inquadratura però non mostra chiaramente l’uccisione. L’aggressore portava anche un borsone giallo tipico della piattaforma di consegne. La polizia ha confermato la morte immediata di Parubiy e che sarebbero stati sparati almeno otto colpi. Zelensky ha definito l’omicidio «preparato attentamente». Parubiy, 54 anni, era stato una figura chiave della rivoluzione del 2014, segretario per la Sicurezza nazionale e presidente del parlamento sotto Poroshenko, continuando poi la carriera come deputato del partito Solidarietà Europea.
Non è tutto. Secondo gli sviluppi più recenti, giovedì, al termine di un incontro con Volodymyr Zelensky e altri leader europei, il presidente francese Emmanuel Macron ha presentato un piano per sostenere l’Ucraina tramite una “coalizione di volenterosi”, un gruppo di paesi occidentali impegnati a lavorare per la fine della guerra con la Russia. Alla riunione erano presenti, tra gli altri, Keir Starmer, Friedrich Merz e Giorgia Meloni, in collegamento anche con Donald Trump. Macron ha dichiarato che 26 paesi si sono impegnati a formare una “forza di rassicurazione” per l’Ucraina, senza però specificarne i dettagli. Il piano prevede la possibilità di inviare truppe occidentali con funzioni di peacekeeping, da impiegare in caso di violazione di un eventuale cessate il fuoco. Macron ha chiarito che tali forze non avrebbero l’obiettivo di combattere la Russia, ma di garantire la pace, venendo schierate “non in prima linea”. Putin ha reagito affermando che eventuali truppe occidentali in Ucraina durante i combattimenti sarebbero considerate “obiettivi legittimi”. Merz ha precisato che la Germania deciderà solo se ci sarà il sostegno degli Stati Uniti, mentre Meloni ha ribadito l’indisponibilità italiana a inviare soldati, pur aprendo alla possibilità di attività di monitoraggio e formazione fuori dai confini ucraini. Macron ha poi aggiunto che anche Italia, Germania e Polonia fanno parte dei 26 paesi, ognuno con modalità diverse: alcuni invieranno truppe, altri offriranno basi NATO. Riguardo agli Stati Uniti, Macron ha parlato di collaborazione certa, ma non è stato confermato alcun invio di soldati. Le garanzie di sicurezza per l’Ucraina restano quindi vaghe e potrebbero concretizzarsi solo con l’avvio di trattative di pace, finora osteggiate dalla Russia.
🇨🇳 CINA: LA PARATA MILITARE DI MERCOLEDÌ RIUNISCE L’ORIENTE, TRA OBIETTIVI COMUNI, ORDINI MONDIALI E… IMMORTALITÀ

2) Capitolo importante riguardante l’Oriente, ma non solo. Partiamo da quanto successo domenica a Tientsin, in Cina, dove il presidente Xi Jinping ha incontrato il primo ministro indiano Narendra Modi, in occasione della 25esima riunione dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, a cui ha partecipato anche Vladimir Putin. L’incontro, il primo dopo sette anni di assenza di Modi in Cina, è arrivato in un contesto di forti tensioni bilaterali dovute a dispute territoriali, aggravate nel 2020. Xi ha colto l’occasione per rafforzare la propria influenza globale, presentandosi come fonte di stabilità e cercando un avvicinamento con l’India, in un momento segnato dai dazi statunitensi del 50% sui prodotti indiani imposti da Donald Trump. Cina e India, rispettivamente seconda e quinta economia mondiale, hanno rapporti complessi fatti di concorrenza, rivalità geopolitica e interdipendenze economiche: l’India dipende dalla Cina per materie prime e componenti, mentre Pechino punta a espandere i propri investimenti nel mercato indiano. Un segnale di disgelo è arrivato con la conferma del ripristino dei voli diretti fra i due paesi, sospesi dal 2020 dopo i violenti scontri nella valle di Galwan, che avevano portato a restrizioni sui visti, blocchi agli investimenti e al divieto di oltre 200 applicazioni cinesi in India.
Xi Jinping ha inoltre presentato l’“Iniziativa di governance globale”, un piano per dare voce al Sud globale, accolto con freddezza da Usa e UE. Washington ha criticato l’India per la vicinanza a Cina e Russia al vertice della Sco di Tianjin, imponendo dazi del 50% contro gli acquisti di petrolio russo, mentre Bruxelles ha ribadito il disappunto per il sostegno cinese alla guerra russa. Consolidata la Sco come blocco alternativo all’Occidente, Xi si è preparato alla parata militare del 3 settembre a Pechino, con Putin, Kim Jong-un e altri venti leader, dove hanno sfilato oltre 10.000 soldati, 100 aerei e i nuovi missili ipersonici Dongfeng-17. Kim, al debutto in un evento multilaterale, è accusato di aver fornito armi e 12.000 militari alla Russia, di cui 2.000 morti. Xi ha ribadito la volontà di costruire un ordine mondiale più equo e inclusivo, con il sostegno di Putin e aperture a Iran e Mongolia, difendendo il diritto iraniano all’uso pacifico del nucleare. L’obiettivo è rafforzare la leadership cinese e mostrare le accresciute capacità militari, anche in chiave di deterrenza contro Usa e Taiwan. Le immagini della parata, tenutasi in occasione dell’80esimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale e dell’occupazione giapponese della Cina, hanno mostrato Xi accogliere gli ospiti, guidando poi Putin e Kim verso piazza Tienanmen per l’evento. La parata, dal forte valore simbolico, ha visto i tre leader al centro delle celebrazioni, in assenza di rappresentanti occidentali di rilievo, eccetto il premier slovacco Robert Fico. Migliaia di partecipanti hanno cantato inni patriottici tra colpi di cannone, sfilate militari e voli di aerei ed elicotteri. Xi ha passato in rassegna le truppe e, nel suo discorso, ha invitato a scegliere la pace e il dialogo per evitare tragedie come quelle subite dalla Cina oltre 80 anni fa, senza citare esplicitamente Stati Uniti o temi controversi. Intanto, a distanza, il presidente americano Donald Trump ha inviato un messaggio sarcastico su Truth, augurando buona festa al popolo cinese e rivolgendosi ironicamente a Xi, Putin e Kim.
C’è un piccolo dettaglio curioso. Durante la parata, Xi Jinping, Vladimir Putin e Kim Jong Un sono stati registrati mentre discutevano della possibilità di vivere oltre i 150 anni o persino per sempre. La conversazione, intercettata dai microfoni della televisione di stato cinese, si è svolta in un clima conviviale, con Xi e Kim che inizialmente si sono scambiati saluti dopo anni senza incontrarsi. Xi ha osservato che oggi le persone a 70 anni sono ancora giovani, rivolgendosi poi a Putin e affermando che un tempo era raro superare quell’età. Putin ha quindi citato i progressi nelle biotecnologie, sostenendo che i trapianti multipli di organi potrebbero allungare la vita fino all’immortalità. Xi ha aggiunto che, secondo previsioni, entro il secolo gli esseri umani potrebbero arrivare a vivere fino a 150 anni. I tre leader, tutti saldamente al potere, non hanno limiti di mandato: Xi, 72 anni, governa dal 2013 e dal 2018 può restare indefinitamente; Putin, anche lui 72enne, guida la Russia dal 2000 e potrà restare fino al 2036; Kim, 41 anni, appartiene a una dinastia ereditaria con regole di successione poco trasparenti.
🇫🇷 FRANCIA: IL GOVERNO DI MINORANZA DI FRANÇOIS BAYROU SI PREPARA A CADERE. QUALI SONO LE MOTIVAZIONI?

3) Lunedì 8 settembre in Francia è previsto un voto di fiducia che potrebbe far cadere il governo di minoranza guidato da François Bayrou, promotore di una legge di bilancio per il 2026 volta a ridurre il debito pubblico. Il debito francese ha raggiunto i 3.345 miliardi di euro, pari al 113,9% del PIL, terzo nell’Eurozona dopo Grecia e Italia. La crescita è legata a decenni di deficit, aggravati da pandemia e crisi energetica, e nel 2024 ha toccato i 169,6 miliardi di euro, il livello più alto dal dopoguerra (escluso il 2020). Nonostante il rientro dall’emergenza, la Francia fatica a ridurre la spesa pubblica, che resta la più alta d’Europa in rapporto al PIL, e a contenere il deficit, fissato al 5,8% nel 2023 e stimato al 5,4% nel 2025, ben oltre il limite europeo del 3%. Bayrou propone misure drastiche, tra cui l’abolizione di due giorni festivi, respinte dall’opposizione, e avverte del rischio di una crisi simile a quella greca del 2015, ipotesi giudicata esagerata da molti economisti e smentita dal Fondo Monetario Internazionale. L’instabilità politica e i dubbi sulle capacità di governo hanno però innalzato i tassi d’interesse sui titoli francesi, ormai vicini a quelli italiani, e lo spread con la Germania è salito da 45 a 80 punti base. Nonostante ciò, la Francia continua ad attirare investitori: a giugno sono stati raccolti 7,6 miliardi di euro con richieste quadruple rispetto all’offerta. La solidità complessiva dell’economia e l’elevata credibilità del paese sui mercati internazionali fanno ritenere improbabile un default, anche se la sostenibilità del debito e lo stallo politico restano questioni irrisolte.
Tuttavia, la scorsa domenica il premier transalpino Bayrou ha accusato l’Italia di praticare «dumping fiscale», ovvero di attirare capitali dall’estero con regimi agevolati per i più ricchi. L’affermazione, fatta durante un’intervista televisiva, è stata immediatamente respinta dal governo italiano con una nota ufficiale, che ha definito le accuse «totalmente infondate», sottolineando come l’Italia non applichi politiche di favore fiscale e abbia anzi raddoppiato l’onere forfettario introdotto nel 2016. Bayrou ha rilasciato le dichiarazioni nel contesto che abbiamo appena descritto. Durante l’intervista, interrogato sulla proposta socialista di aumentare le tasse ai più ricchi, Bayrou ha sostenuto che ciò provocherebbe la fuga dei capitali a causa del «nomadismo fiscale», citando l’Italia come esempio di paese fiscalmente più vantaggioso. La frase è passata quasi inosservata in Francia, dove l’attenzione resta sui problemi economici interni, ma ha suscitato reazioni in Italia. Il governo italiano ha ricordato che semmai è l’Italia a subire gli effetti dei paradisi fiscali europei, mentre nel tempo ha introdotto alcune agevolazioni mirate per attrarre imprese e lavoratori qualificati dall’estero, come la riduzione delle imposte per cinque anni per chi rientra nel paese, regimi agevolati fino a 600mila euro di reddito e flat tax per autonomi e piccole imprese. Nell’Unione Europea il tema del dumping fiscale è da anni oggetto di discussione: nonostante gli impegni comuni, diversi stati continuano a offrire vantaggi fiscali, tra cui Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Malta, Cipro e più recentemente l’Ungheria.
🇦🇫 AFGHANISTAN: UN VIOLENTO TERREMOTO METTE IN GINOCCHIO IL PAESE. OLTRE 1.500 LE VITTIME

4) Chiudiamo con la tragedia che sta colpendo l’Afghanistan. Domenica sera un terremoto di magnitudo 6.0 ha colpito l’est del paese, causando almeno 800 morti e 2.800 feriti secondo le autorità talebane, ma il bilancio potrebbe aggravarsi. L’epicentro è stato localizzato a 27 chilometri da Jalalabad, vicino al confine con il Pakistan, con ipocentro a 8 chilometri di profondità: la scossa, superficiale, è stata avvertita anche a Kabul e Islamabad. Le repliche sono proseguite nelle ore successive. La provincia più colpita è Konar, ma danni e vittime si registrano anche a Nangarhar, Nuristan e Laghman, dove le abitazioni in fango, legno o lamiera sono particolarmente vulnerabili. Le autorità parlano di interi villaggi distrutti e di centinaia di persone ancora sotto le macerie. Le frane hanno bloccato molte strade e i soccorsi, ostacolati dalla difficoltà dei collegamenti, stanno intervenendo anche con elicotteri. Il governo ha stanziato circa 12 milioni di euro e istituito una commissione di emergenza, mentre civili e volontari collaborano ai salvataggi. L’Afghanistan è spesso colpito da terremoti, soprattutto nell’area dell’Hindu Kush, dove si incontrano le placche indiana ed euroasiatica: nell’ottobre 2023 un sisma a ovest del paese causò oltre 2.000 morti. La situazione è aggravata dalla crisi economica e umanitaria che colpisce metà della popolazione. I talebani hanno chiesto aiuto alle organizzazioni internazionali, ma il loro governo, riconosciuto ufficialmente solo dalla Russia, resta isolato. Le Nazioni Unite hanno comunque operatori attivi sul territorio. Una criticità riguarda le donne, che, a causa delle restrizioni imposte dal regime, rischiano ritardi nelle cure perché non possono muoversi o interagire liberamente con i soccorritori uomini. Le case, costruite in pietra e terracotta, si sono rivelate estremamente fragili, mentre le piogge degli ultimi giorni hanno aggravato la situazione. Lunedì sera diverse cittadine restavano isolate, senza copertura telefonica, e i soccorsi cercavano di liberare i dispersi a mani nude, illuminando con torce e cellulari e improvvisando barelle per i feriti. Centinaia di persone sono state trasferite nell’ospedale di Jalalabad, già sovraffollato e in condizioni critiche. Il governo talebano, privo di mezzi adeguati, ha potuto utilizzare solo pochi elicotteri per le evacuazioni. L’Afghanistan, tra i paesi meno sviluppati al mondo, conta metà della popolazione bisognosa di assistenza umanitaria e deve far fronte anche alla recente siccità e al rientro forzato di oltre due milioni di rifugiati dal Pakistan. Dal ritorno dei talebani al potere nel 2021, gran parte degli aiuti internazionali è stata sospesa, e molti centri sanitari hanno chiuso per mancanza di fondi. Solo pochi paesi, tra cui Cina, India, Regno Unito e di recente l’Unione Europea, hanno annunciato aiuti, mentre molti altri restano diffidenti per i precedenti casi di dirottamento degli aiuti da parte dei talebani.
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Brevi… che non sono poi tanto brevi. Andiamo 👇
🇺🇸 L’amministrazione del presidente Donald Trump ha annunciato che ricorrerà alla Corte Suprema contro la decisione di un tribunale che ha dichiarato illegali molti dei dazi imposti negli ultimi mesi. La Corte d’appello federale, che si occupa di commercio internazionale, aveva stabilito l’annullamento dei dazi a partire da metà ottobre, per consentire il ricorso. Secondo i giudici, Trump non aveva il potere di imporre dazi così estesi senza l’approvazione del Congresso, titolare costituzionale di questa facoltà. Alcune leggi permettono al presidente di introdurre dazi in casi limitati, ma Trump aveva fatto ricorso all’International Emergency Economic Powers Act del 1977, che non menziona i dazi e storicamente è stato usato per sanzioni o embarghi. Se la Corte Suprema respingesse l’appello, i dazi cesserebbero il 14 ottobre. Pur essendo a maggioranza composta da giudici vicini a Trump, non è certo che la Corte decida in suo favore, dato che anche esperti conservatori hanno giudicato illegale la sua decisione.
🇮🇩 Il presidente indonesiano Prabowo Subianto ha annunciato l’abolizione di alcuni privilegi per i deputati, tra cui un’indennità di 50 milioni di rupie al mese (circa 2.600 euro), quasi dieci volte il salario minimo, approvata in un periodo di forti tagli alla spesa pubblica. La misura aveva scatenato proteste diffuse in tutto il paese, durante le quali un rider è morto a Jakarta investito da un’auto della polizia, mentre a Makassar i manifestanti hanno incendiato il parlamento locale causando la morte di tre dipendenti e di un quarto uomo aggredito all’esterno. Case di parlamentari sono state saccheggiate, tra cui quella di Ahmad Sahroni, noto per la sua ricchezza ed esibizionismo, che ha perso beni di lusso e una statua di Iron Man; il suo partito Nasdem lo ha rimosso da un incarico parlamentare. Non è chiaro se l’annuncio del presidente basterà a fermare le proteste, ormai alimentate anche da accuse di deriva autoritaria. Ex generale sospettato di crimini durante la dittatura militare, Subianto ha rafforzato il ruolo dell’esercito e a marzo il parlamento ha approvato una legge che amplia le cariche pubbliche per i militari, suscitando ulteriori manifestazioni represse dal governo. Da agosto i contestatori espongono la bandiera dei pirati del manga One Piece, divenuta simbolo delle proteste.
🇸🇩 Una frana ha colpito il villaggio di Tarasin, nelle montagne Marra del Darfur, causando oltre mille vittime e lasciando un solo sopravvissuto, secondo il Movimento per la Liberazione del Sudan (MLS), che controlla l’area e ha chiesto aiuto all’ONU e ad altre organizzazioni. L’evento, avvenuto dopo forti piogge, ha interessato una zona montuosa oltre i tremila metri, a circa 900 chilometri da Khartum, già isolata dagli scontri tra l’esercito sudanese e le Rapid Support Forces (RSF). La guerra civile in corso da oltre due anni ha provocato almeno 150mila morti e 12 milioni di sfollati su una popolazione di 50 milioni, configurandosi come una delle peggiori crisi umanitarie del XXI secolo. L’accesso delle organizzazioni umanitarie al Darfur è quasi impossibile. La regione, teatro di violenze etniche dal 2003 considerate da molti un genocidio, confina con Libia, Ciad, Repubblica Centrafricana e Sud Sudan. Attualmente è quasi interamente sotto il controllo delle RSF, che hanno annunciato la creazione di un governo parallelo, mentre il MLS, rimasto ai margini dei combattimenti, controlla le aree più alte delle montagne Marra.
💻 OpenAI, l’azienda che ha sviluppato ChatGPT, ha annunciato che entro il prossimo mese introdurrà nuove funzionalità pensate per consentire ai genitori di monitorare l’attività dei figli. La decisione arriva in un contesto di crescenti discussioni sull’impatto di queste tecnologie sulla salute e sulla sicurezza, dopo che una famiglia californiana aveva fatto causa all’azienda per il suicidio del figlio sedicenne, che aveva confidato le sue intenzioni al chatbot. Le nuove opzioni permetteranno ai genitori di collegare il proprio account a quello dei figli (dai 13 anni in su), di attivare un modello specifico per adolescenti, disattivare il salvataggio delle conversazioni e ricevere notifiche in caso di segnali di disagio. ChatGPT è già programmato per incoraggiare gli utenti in difficoltà a rivolgersi a linee di assistenza o professionisti, ma secondo i critici tali misure sarebbero ancora inadeguate. OpenAI ha inoltre istituito una commissione di esperti per fornire consulenza su giovani, salute mentale e interazioni uomo-macchina.
🌐 Un giudice statunitense ha stabilito che Google non dovrà vendere il browser Chrome, respingendo la richiesta del Dipartimento di Giustizia che accusava l’azienda di violazioni antitrust. Il processo, iniziato nel 2019, aveva già dichiarato Google colpevole nell’agosto 2024, ma la pena è stata definita solo ora. Chrome detiene circa il 60% del mercato globale, con 3,5 miliardi di utenti, e la maggior parte utilizza il motore di ricerca Google, principale fonte di guadagno tramite inserzioni pubblicitarie. L’accusa sosteneva che Google avesse consolidato il monopolio pagando altre aziende per rendere il suo motore l’opzione predefinita su browser concorrenti come Safari. Il giudice Amit Mehta ha deciso che Google non dovrà né vendere Chrome né Android, né interrompere del tutto gli accordi con altre aziende, seppur limitandoli. La società è stata invece obbligata a condividere alcuni dati con concorrenti e a ridurre la portata delle intese che favoriscono il suo motore di ricerca. Mehta ha motivato la scelta meno drastica con l’incertezza portata dai sistemi di intelligenza artificiale come ChatGPT, che stanno cambiando il mercato delle ricerche online. Google fa parte del gruppo Alphabet, di cui rappresenta il marchio più rilevante.
🇮🇱 Poteva mancare un aggiornamento sulla guerra a Gaza? Ovviamente no. L’esercito e i servizi segreti israeliani hanno annunciato di aver ucciso Abu Obeida, portavoce di Hamas, in un attacco con drone a Gaza che ha colpito un edificio residenziale, causando almeno cinque morti e diversi feriti. Hamas non ha ancora confermato la sua morte. Obeida era uno dei membri più importanti delle brigate al Qassam e figura di rilievo in Medio Oriente, noto per i suoi annunci sugli ostaggi israeliani. Non mostrava mai il volto, coperto quasi interamente dalla kefiah, ed era stimato avesse circa 40 anni. Intanto, lo scorso sabato, gli Houthi hanno annunciato che un bombardamento israeliano su Sana’a ha ucciso il primo ministro Mujahid Ahmad Ghaleb al Rahwi e alcuni ministri, non identificati. Il gruppo, sostenuto dall’Iran e al potere nella capitale dal 2014, aveva nominato Rahwi circa un anno fa, ma le decisioni erano prese dal suo vice Mohamed Moftah, ora nominato formalmente primo ministro. Dall’inizio della guerra a Gaza, gli Houthi hanno lanciato più volte missili contro Israele in sostegno ad Hamas, subendo come risposta ripetuti bombardamenti. L’attacco a Sana’a è avvenuto un giorno dopo che gli Houthi avevano rivendicato un nuovo lancio di missili, intercettati da Israele. Infine, sono stati raggiunti 700 giorni dal rapimento degli ultimi 48 ostaggi a Gaza, di cui solo una ventina sarebbero ancora vivi, mentre continua il silenzio sulle loro condizioni. Crescono le tensioni tra Israele e i Paesi occidentali: Netanyahu ha respinto la visita di Emmanuel Macron, legandola al ritiro del progetto francese di riconoscere lo Stato di Palestina, posizione ribadita anche dal ministro degli Esteri Gideon Sa’ar. La vicepresidente della Commissione Ue Teresa Ribera ha parlato di “genocidio” a Gaza, parole condannate da Israele come propaganda di Hamas. Parallelamente, Netanyahu valuta l’estensione della sovranità israeliana su alcune aree della Cisgiordania e ha definito propaganda l’apertura di Hamas a un accordo sugli ostaggi, mentre il mediatore palestinese-americano Bishara Bahbah si dice ottimista su una possibile intesa.
🇮🇹 La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per revenge porn legato al gruppo Facebook “Mia Moglie”, dove venivano condivise foto private di donne senza consenso, e valuta di unire il caso a quello della piattaforma Phica. Mentre il primo filone riguarda scatti diffusi da mariti o compagni, su Phica si ipotizzano anche reati di diffamazione ed estorsione. La Procura di Firenze ha avviato un’inchiesta parallela dopo che la sindaca Sara Funaro è comparsa sul sito a sua insaputa; la stessa Funaro ha denunciato il caso, contribuendo all’identificazione del presunto gestore, Vittorio Vitiello, 45enne di Firenze originario di Pompei. L’uomo, amministratore di una piccola società di eventi e pubblicità, era già stato sentito in passato in un’inchiesta analoga del 2018, che si era conclusa con rinvii a giudizio di altre persone. Intanto sulla homepage di Phica, dopo la rimozione dei contenuti, è comparso un post dell’admin che respinge le accuse di estorsione e rivendica la legalità del proprio operato.
🇬🇹 Un giudice federale ha temporaneamente bloccato i voli con cui il governo statunitense stava rimpatriando in Guatemala decine di minori migranti non accompagnati, ritenendo che l’operazione violasse le tutele previste dalla legge. La vicenda, avvenuta durante un weekend festivo, ha visto 76 bambini già caricati sugli aerei a Harlingen, Texas, poi riportati nei centri di accoglienza del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani. Secondo gli avvocati, molti di loro rischierebbero abusi, minacce o mancanza di cure mediche se rimandati indietro. Alcuni minori, tra cui una sedicenne studentessa onoraria a New York e un dodicenne con gravi problemi renali, hanno dichiarato in tribunale la paura di tornare in Guatemala, dove non hanno familiari in grado di occuparsi di loro. La Casa Bianca sostiene che il governo guatemalteco abbia chiesto il rimpatrio per evitare che i ragazzi, una volta maggiorenni, finissero in centri di detenzione per adulti. La giudice, svegliata alle 2:30 del mattino per l’urgenza, ha evidenziato come senza intervento giudiziario centinaia di minori — circa 700 secondo stime — sarebbero stati rimpatriati nel giro di poche ore.
📷 Sul web è stato scoperto un portale che vende riprese intime e private trafugate da oltre 2.000 impianti di videosorveglianza in tutto il mondo, inclusi alberghi, studi medici e abitazioni. L’indagine è partita dal caso di Stefano De Martino e ha portato la società Yarix, specializzata in cybersecurity, a segnalare il sito alla Polizia Postale del Veneto, con un fascicolo ora aperto dalla Procura di Venezia. Attivo almeno da dicembre 2024, il portale mostra estratti gratuiti e offre a pagamento l’accesso alle videocamere, con tariffe da 20 a 575 dollari e alcuni video visualizzati oltre 20.000 volte. Sono stati individuati circa 150 filmati provenienti dall’Italia, mentre le registrazioni arrivano anche da Francia, Germania, Russia, Ucraina, Messico e Argentina. Il dominio, registrato alle Isole Tonga, è facilmente rintracciabile sul clear web e utilizza anche un bot su Telegram per le transazioni. Secondo gli esperti, le intrusioni sono rese possibili da credenziali deboli, password di default mai cambiate e mancati aggiornamenti software, con utenti che spesso installano le telecamere senza consapevolezza dei rischi. Gli inquirenti indagano anche sull’eventuale presenza di contenuti inscenati con attori porno e su altre piattaforme simili già emerse.
🇺🇸 Le vittime di Jeffrey Epstein sono apparse insieme a Capitol Hill per chiedere la pubblicazione di tutti i documenti sul caso del finanziere pedofilo, sostenute dai loro avvocati e da un gruppo bipartisan di deputati. Le donne hanno dichiarato di essere pronte a rendere pubblica una lista di nomi di personaggi ricchi e famosi coinvolti, replicando alle parole di Donald Trump che continua a definire la vicenda una “bufala dei democratici”. Anouska de Georgiou, tra le sopravvissute e testimone chiave, ha rivolto un appello diretto al presidente affinché usi la sua influenza per ottenere verità e giustizia. Altre vittime, come Lisa Phillips e Marina Lacerda, hanno ribadito la volontà di non fermarsi, ricordando anche Virginia Giuffrè, morta suicida dopo anni di denunce. Alla conferenza erano presenti anche i deputati Ro Khanna, Thomas Massie e persino la trumpiana Marjorie Taylor Greene, sottolineando il carattere bipartisan della battaglia. Intanto alla petizione per imporre il voto alla Camera mancano due firme, ma il percorso resta complicato, poiché il Senato e lo stesso Trump sembrano contrari, rendendo necessario un consenso rafforzato in Congresso.
👗 Giorgio Armani, icona della moda italiana e internazionale, è morto a 91 anni. Fondatore nel 1975 della Giorgio Armani Spa, ha rivoluzionato il completo maschile con le giacche destrutturate e reso celebri i suoi abiti grazie al film American Gigolò del 1980 con Richard Gere. Nel corso della carriera ha vestito star di Hollywood, capi di Stato, sportivi e personaggi dello spettacolo, disegnando abiti per oltre 200 film e imponendo uno stile riconoscibile per i colori neutri e il blu notte. Oltre alla moda, ha creato linee accessibili come Emporio Armani, investito in hotel, profumi, arredamento e sport, diventando proprietario dell’Olimpia Milano, con cui vinse sei scudetti. Nato a Piacenza nel 1934, iniziò come vetrinista e poi designer per Nino Cerruti, prima di fondare la sua maison con Sergio Galeotti, suo compagno di vita e lavoro. Dopo la morte di Galeotti nel 1985 divenne unico proprietario del gruppo, che nel 2024 registrò ricavi per 2,3 miliardi di euro. Negli ultimi anni aveva parlato di una transizione graduale della leadership a persone a lui vicine, tra cui Leo Dell’Orco. La camera ardente sarà allestita a Milano dal 6 al 7 settembre e i funerali si terranno l’8 in forma privata, in concomitanza con il lutto cittadino proclamato dal sindaco Beppe Sala.
🏥 Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge delega che rende stabile lo scudo penale per i medici, limitando la responsabilità penale ai soli casi di colpa grave. I giudici dovranno valutare anche fattori come carenza di personale, materiali, conoscenze scientifiche e complessità delle patologie. Lo scudo non si applica in caso di mancato rispetto dei protocolli o condotte chiaramente negligenti. La misura, introdotta nel 2021 durante l’emergenza Covid, è stata ampliata dopo il confronto tra i ministri Schillaci e Nordio. L’obiettivo è ridurre la medicina difensiva e i tempi di attesa, ma la legge dovrà ora passare dal Parlamento per l’attuazione.
🇵🇹 Il deragliamento della funicolare della Glória a Lisbona, avvenuto mercoledì sera intorno alle 18, ha causato 16 morti e 21 feriti, tra cui una cittadina italiana con lesioni lievi; inizialmente era stato segnalato un decesso in più, poi rettificato. La procura ha identificato otto vittime (cinque portoghesi, due coreani e uno svizzero) e sono state avviate indagini sia dal ministero dei Trasporti sia dalla procura, oltre a un’inchiesta interna su Carris, l’azienda che gestisce il servizio. L’ipotesi principale riguarda la rottura di un cavo di sicurezza che avrebbe provocato la caduta e il ribaltamento del vagone. La manutenzione, affidata dal 2022 a una società esterna, è al centro delle polemiche: il sindacato denuncia inefficienze, mentre Carris respinge le accuse. In seguito all’incidente, il governo ha dichiarato una giornata di lutto nazionale e il comune ha sospeso altre tre funicolari per controlli straordinari.
🚗 Stellantis ha proposto agli operai di Mirafiori e Pomigliano d’Arco di trasferirsi per alcuni mesi nello stabilimento serbo di Kragujevac, dove si produce la Fiat Grande Panda, offrendo 70 euro al giorno aggiuntivi e auto a noleggio condivise, con rientri ogni 45 giorni. La proposta, già rivolta a operai di Melfi, Modena, Cassino e Termoli, è stata criticata dai sindacati come segnale di disimpegno in Italia. La produzione in Serbia è stata favorita da 48 milioni di euro di incentivi governativi e da bassi costi del lavoro, ma l’azienda fatica a reperire manodopera locale, con stipendi intorno a 800 euro al mese. Intanto in Italia migliaia di operai restano in cassa integrazione e si ricorre ai contratti di solidarietà. Nonostante la promessa di un milione di veicoli entro il 2030, nel 2024 Stellantis ne ha prodotti circa 500mila e nel 2025 solo 221.885 nei primi sei mesi.
Che fatica… alla prossima 👋



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