Nuovi raid israeliani su Gaza, Trump chiude accordi in Asia, l’uragano Melissa travolge il Centro-America
Una settimana davvero intensa, quella con la quale salutiamo il mese di ottobre.
Dopo il consueto aggiornamento sulla situazione a Gaza, seguiamo il presidente americano Donald Trump nel suo viaggio in Asia. Infine, facciamo un salto in Centro-America dove l’uragano Melissa ha fatto parecchi danni e chiudiamo con un’operazione di polizia senza precedenti in Brasile.
Cominciamo subito 👇
🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: NUOVI ATTACCHI AEREI ISRAELIANI COLPISCONO LA STRISCIA DI GAZA, MA IL CESSATE IL FUOCO VIENE RIPRISTINATO

1) Torniamo a Gaza per riepilogare quanto successo negli ultimi giorni. Il 10 ottobre, con il cessate il fuoco tra Hamas e Israele, l’esercito israeliano si è ritirato dietro la “yellow line”, che divide la Striscia in due: la parte occidentale, sotto controllo palestinese e di nuovo dominata da Hamas, e il 53% del territorio controllato da Israele. Questa linea, segnata da blocchi di cemento gialli distanziati di 200 metri, è ufficialmente provvisoria ma potrebbe diventare una barriera permanente. Israele spara a chi tenta di attraversarla: vari episodi hanno causato la morte di civili palestinesi. Una futura “linea rossa”, più vicina al confine israeliano, dovrebbe segnare il ritiro definitivo e il passaggio del controllo a una forza internazionale, subordinata però al disarmo di Hamas, condizione finora respinta. Intanto la BBC ha rilevato che i blocchi sono stati collocati più in profondità nel territorio di Gaza, portando l’area sotto controllo israeliano al 58%. Il governo israeliano non ha fissato tempi per un ritiro e Netanyahu ha dichiarato che Israele deciderà quali paesi potranno partecipare alla forza internazionale.
Nel frattempo, l’esercito israeliano ha effettuato nuovi attacchi aerei sulla Striscia di Gaza, uccidendo almeno 33 persone secondo le autorità locali e le fonti ospedaliere, con altre vittime presumibilmente sotto le macerie. Israele ha dichiarato che i raid sono una risposta a presunte violazioni del cessate il fuoco da parte di Hamas, accusata di aver attaccato soldati israeliani a Rafah con cecchini e missili anticarro, accuse che Hamas ha respinto. Gli attacchi mettono a rischio la fragile tregua, già infranta una prima volta il 19 ottobre. Il comunicato del premier Netanyahu parla di operazioni “potenti” senza specificarne il motivo, mentre Hamas lo accusa di voler riaprire il conflitto. L’esercito israeliano (Idf), citato da Haaretz, ha dichiarato di aver colpito una “minaccia imminente”, mentre secondo fonti militari riportate dal Times of Israel Israele avrebbe successivamente ripristinato il cessate il fuoco dopo una serie di attacchi. L’Idf ha affermato di aver colpito decine di obiettivi terroristici in risposta alle suddette violazioni di Hamas e di aver ucciso 30 comandanti di organizzazioni armate. Le autorità sanitarie di Gaza, gestite da Hamas, riferiscono però di oltre 100 morti in meno di 12 ore, tra cui 35 bambini, donne e anziani. Gli attacchi hanno colpito aree come il campo profughi di Bureij, il quartiere Sabra e Khan Yunis. Intanto, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato il divieto di accesso al Comitato Internazionale della Croce Rossa ai prigionieri palestinesi, citando motivi di sicurezza nazionale. Il presidente statunitense Donald Trump ha difeso l’accordo, pur sostenendo il diritto di Israele a reagire, mentre fonti anonime hanno riferito che Washington era stata avvisata in anticipo. La crisi si intreccia anche con la questione dei 13 ostaggi israeliani morti: Israele accusa Hamas di aver violato nuovamente gli accordi consegnando resti già restituiti in precedenza e ritardando la consegna di altri corpi a causa dei nuovi bombardamenti.
🇺🇸 USA: IL PRESIDENTE DONALD TRUMP IN VISITA IN ASIA. TUTTO SUGLI ACCORDI CON MALESIA, CINA E GIAPPONE

2) Restiamo in compagnia del presidente degli Stati Uniti. Donald Trump in settimana è arrivato a Kuala Lumpur, in Malesia, per il suo primo viaggio in Asia del secondo mandato presidenziale, della durata di quasi una settimana e includerà anche Giappone e Corea del Sud. Trump ha inaugurato il viaggio presiedendo alla firma di un accordo tra Cambogia e Thailandia, da lui definito “di pace”, ma considerato dai leader locali solo una dichiarazione d’intenti. Ha inoltre siglato intese commerciali con vari paesi, fra cui la Malesia, che investirà 70 miliardi di dollari negli Stati Uniti in dieci anni. In Giappone Trump ha incontrato la nuova prima ministra Sanae Takaichi, con cui ha firmato un accordo per garantire l’approvvigionamento reciproco di terre rare, oggi dominate dalla Cina. L’intesa punta a rafforzare la collaborazione e gli investimenti nel settore. Takaichi, prima donna premier del Giappone e di orientamento ultraconservatore, ha sottolineato i legami con l’ex primo ministro Shinzo Abe, donando a Trump una mazza da golf appartenuta a lui. I due hanno infine assistito insieme a una partita delle finali del campionato di baseball nordamericano. Infine, l’incontro tanto atteso con il presidente cinese Xi Jinping, avvenuto a Busan, in Corea del Sud, per un colloquio di circa 90 minuti volto a ridurre le tensioni della guerra commerciale tra le due principali economie mondiali. Dopo due giorni di negoziati, Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un’intesa preliminare che evita nuovi dazi del 100% e proroga la tregua commerciale oltre il 10 novembre. L’accordo riguarda in parte la soia e le terre rare, mentre la Cina ha rinviato le restrizioni all’export di un anno. Trump ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo, mentre Xi ha parlato di un “consenso” sulle misure per risolvere le dispute più gravi. Sebbene manchino dettagli, l’escalation dei dazi sembra essersi quindi interrotta. Trump ha annunciato il dimezzamento dei dazi sulle merci cinesi dal 20 al 10 per cento, collegandolo all’impegno cinese nel contrasto al traffico di fentanyl. Il livello medio dei dazi americani sulle importazioni dalla Cina scende così dal 55 al 45 per cento. Non si è invece discusso di Taiwan né delle restrizioni americane sui microchip.
🌪️ L’URAGANO MELISSA DEVASTA IL CENTRO-AMERICA. COLPITE GIAMAICA, HAITI, BAHAMAS E CUBA. DECINE LE VITTIME

3) Facciamo un salto in America Centrale. Verso le 18 italiane di martedì, l’uragano Melissa ha colpito la Giamaica con venti fino a 298 km/h, diventando la tempesta più violenta mai registrata sull’isola e una delle più potenti dell’Atlantico. Dopo aver attraversato la Giamaica, ha perso leggermente intensità ed è sceso da categoria 5 a 4 (e poi a 3), dirigendosi verso Cuba. L’uragano ha devastato infrastrutture, scuole e ospedali, divelto tetti, allagato strade e causato estesi blackout e interruzioni di internet, mentre le autorità hanno avvertito del rischio di coccodrilli trascinati nelle aree residenziali dalle inondazioni. In previsione del suo arrivo, il governo giamaicano aveva evacuato alcune zone di Kingston e attivato circa 900 rifugi. L’ultimo uragano di simile portata fu Gilbert nel 1988, che provocò 40 morti; ora Cuba ha chiuso scuole e avviato evacuazioni. Il primo ministro giamaicano Andrew Holness ha dichiarato l’intera isola “zona disastrata”, mentre le comunicazioni restano difficili e i soccorsi limitati. Oltre 500mila persone vivono nelle aree colpite, ma solo 15mila hanno raggiunto i rifugi predisposti. Nello specifico, Melissa si è formato sopra l’Atlantico in un’area con temperature oceaniche di circa 30 °C, 2-3 °C superiori alla media stagionale. L’acqua calda in profondità ha alimentato la tempesta più a lungo del normale, impedendone l’indebolimento. L’uragano si è sviluppato in condizioni atmosferiche ideali, con la tropopausa particolarmente alta nella zona tropicale, favorendo la crescita e l’espansione del vortice fino alla caratteristica forma a spirale. Un video dell’Aeronautica statunitense ha documentato il cosiddetto “effetto stadio”, dovuto all’espansione orizzontale delle nubi. Nonostante la perdita di potenza prevista dopo il passaggio sulla terraferma, Melissa ha mantenuto un’energia eccezionale fino al suo arrivo su Cuba. Saranno necessari mesi di analisi per comprendere appieno la sua formazione e l’influenza del riscaldamento globale su un evento di tale intensità. Negli ultimi giorni Melissa ha colpito le Bahamas e Haiti, provocando almeno 30 morti, di cui 25 ad Haiti per l’esondazione del fiume La Digue. A Cuba, 700mila persone sono state evacuate mentre la tempesta ha distrutto edifici e bloccato strade, con i danni più gravi nell’est del paese. Haiti, già in grave crisi economica, conta numerosi feriti e dispersi, tra cui almeno dieci bambini. Nelle Bahamas circa 1.500 persone sono state evacuate preventivamente. Le Nazioni Unite, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno avviato missioni di soccorso e aiuti umanitari, mentre il governo giamaicano ha attivato un portale per donazioni e segnalazioni. Melissa adesso si sta dirigendo verso le Bermuda, dove dovrebbe arrivare come uragano di categoria 2 prima di dissiparsi in mare.
🇧🇷 CAOS A RIO DE JANEIRO: LA PIÙ GRANDE OPERAZIONE DI POLIZIA CONTRO LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA PROVOCA OLTRE 60 VITTIME

4) Martedì a Rio de Janeiro si è svolta un’imponente operazione di polizia contro il gruppo criminale Comando Vermelho, che ha causato 64 morti e trasformato interi quartieri in zone di guerra. L’azione, denominata “Contençao” (Contenimento), ha coinvolto 2.500 agenti tra polizia civile e militare, con l’impiego di 32 veicoli blindati e 12 mezzi di demolizione, ed è stata la più letale nella storia della città. Sessanta delle vittime sono state identificate come “sospetti criminali”, mentre quattro erano poliziotti; si registrano anche feriti tra civili e residenti. Gli scontri si sono concentrati nelle favelas di Alemão e Penha, controllate dal Comando Vermelho, che ha risposto con armi da fuoco e droni armati. In segno di ritorsione, il gruppo ha incendiato automobili e sequestrato oltre 50 autobus per bloccare strade e vie principali, paralizzando parte della rete dei trasporti pubblici. Il governatore Cláudio Castro, del Partito Liberale, ha definito l’operazione “la più grande nella storia dello stato”, accusando il governo federale di scarso sostegno nella lotta al crimine organizzato. L’azione ha suscitato polemiche politiche: la destra critica la gestione del presidente Lula da Silva, mentre il governo ha annunciato un incontro urgente con Castro, escludendo però per ora l’intervento dell’esercito.
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Ok le principali, ma tante… tante brevi 👇
🇺🇸 Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha ordinato l’invio della portaerei USS Gerald R. Ford nel mar dei Caraibi, intensificando l’operazione militare voluta dall’amministrazione Trump per contrastare il traffico di droga proveniente da Venezuela e Colombia. La nave, la più avanzata della Marina USA, era impegnata in Croazia e il suo richiamo anticipato è considerato insolito. Dall’inizio di settembre, 43 persone sono state uccise in attacchi statunitensi contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga, ma Washington non ha fornito prove che confermino tali accuse. Diversi esperti di diritto internazionale ritengono le operazioni illegali, poiché gli equipaggi dovrebbero essere arrestati, non eliminati. L’amministrazione Trump sostiene invece che il narcotraffico rappresenti un «attacco armato» contro gli Stati Uniti, definendo i trafficanti come «combattenti». La portaerei si unirà ai 10mila soldati già presenti nell’area, mentre si ipotizzano futuri “attacchi di terra” in Venezuela, dove Trump accusa il presidente Nicolás Maduro di essere parte del Cártel de los Soles. Alcuni osservatori ritengono che l’invio della portaerei sia solo una mossa intimidatoria. Parallelamente, Washington ha imposto sanzioni al presidente colombiano Gustavo Petro, a sua moglie, al figlio e al ministro dell’Interno, accusandoli di coinvolgimento nel traffico di droga, dopo aver già sospeso tutti gli aiuti alla Colombia. Intanto gli USA hanno bombardato quattro imbarcazioni di presunti narcotrafficanti nell’Oceano Pacifico orientale, uccidendo 14 persone.
🇷🇺 La Russia ha annunciato di aver testato con successo il missile da crociera nucleare Burevestnik, capace di trasportare testate atomiche e di eludere sistemi di difesa, con un raggio stimato tra 10.000 e 20.000 chilometri. L’annuncio è stato fatto da Putin con un video di 12 minuti in cui discute del test con il generale Valery Gerasimov, il quale sostiene che il missile sia rimasto in volo per 15 ore percorrendo 14.000 chilometri. Il Burevestnik, presentato come risposta alle capacità militari occidentali, prende il nome dagli “uccelli delle tempeste” e viene definito da esperti come una “piccola Chernobyl volante”. Gli osservatori ritengono probabile che il test sia avvenuto a Pan’kovo, nell’Artico, e l’annuncio serve anche a inviare un messaggio a Trump e agli alleati occidentali, sottolineando la potenza militare russa e opponendosi alla pressione per un accordo di pace in Ucraina. L’arma potrebbe avere rilevanza anche nel contesto del trattato di non proliferazione New START tra Russia e Stati Uniti.
☢️ Restando in tema di armi atomiche, il presidente americano Donald Trump ha ordinato al Dipartimento della Difesa di riprendere i test nucleari statunitensi, sospesi dal 1992, sostenendo che Russia e Cina li effettuino ancora. L’annuncio ha generato confusione e critiche, poiché molte delle sue affermazioni risultano false o imprecise. Gli USA non sono il paese con più testate nucleari (primato della Russia) e nessuna grande potenza ha ripreso i test esplosivi. Dopo la Guerra Fredda, gli Stati Uniti hanno interrotto i test nel 1992 e non hanno mai ratificato il Trattato di messa al bando totale. Da allora solo India, Pakistan e Corea del Nord hanno effettuato esplosioni nucleari. L’annuncio di Trump potrebbe riferirsi a test di missili o a esperimenti “supercritici” di bassa potenza, ma alcuni analisti lo interpretano come una mossa politica per mostrare forza verso Cina e Russia. Gli esperti sostengono che riprendere i test sarebbe controproducente: gli Stati Uniti dispongono già di avanzati sistemi di simulazione che garantiscono la sicurezza del loro arsenale e un vantaggio tecnologico unico. Un ritorno ai test reali rischierebbe di annullare questo vantaggio e di favorire i rivali, in particolare la Cina.
🇦🇷 Il presidente argentino Javier Milei ha ottenuto una sorprendente vittoria alle elezioni legislative di metà mandato del 26 ottobre: il suo partito, La Libertad Avanza (LLA), ha raccolto quasi il 41% dei voti, vincendo nelle sei province più popolose, inclusa Buenos Aires, mentre la principale opposizione peronista si è fermata al 31%. Nonostante la popolarità in calo e alcuni scandali recenti, Milei rafforza la sua minoranza in parlamento, passando da 37 a 101 deputati e da 6 a 20 senatori, ottenendo il diritto di veto sulle leggi promosse dalle opposizioni. La vittoria estende l’influenza di LLA in 16 delle 23 province, tra cui Córdoba, Santa Fe e Mendoza. La sconfitta peronista, indebolita anche dall’arresto domiciliare di Cristina Kirchner e dal calo di consensi di Axel Kicillof, e il risultato deludente dei centristi di Provincias Unidas confermano la polarizzazione politica. L’affluenza è stata del 67,85%. Milei ha promesso un parlamento «più riformista della storia» e di proseguire le riforme economiche per stabilizzare il peso, con effetti positivi sui mercati.
🛒 Amazon ha annunciato il licenziamento di 14.000 dipendenti, a partire da martedì 28 ottobre, principalmente tra i 350.000 lavoratori d’ufficio, mentre i dipendenti dei magazzini non saranno coinvolti. L’azienda, che conta circa 1,5 milioni di dipendenti, giustifica la riduzione con i progressi dell’intelligenza artificiale, che aumentano l’efficienza e riducono il fabbisogno di personale. Prima dell’annuncio ufficiale, alcune fonti avevano ipotizzato 30.000 licenziamenti. Il New York Times segnala che potrebbero aggiungersi ulteriori tagli dopo le festività natalizie. La misura era attesa, poiché Amazon cerca di ridurre le spese dopo le numerose assunzioni durante la pandemia; l’ultima riduzione massiccia risale al 2022 con 27.000 licenziamenti, sebbene negli ultimi anni si siano registrati tagli più contenuti.
⚽ Un’indagine della Federazione calcistica turca ha rivelato che 371 su 571 arbitri delle leghe professionistiche avevano un conto presso una società di scommesse, di cui 152 scommettevano attivamente, violando il regolamento. La Federazione ha annunciato sanzioni, con squalifiche da 3 a 12 mesi per arbitri e guardalinee coinvolti. Tra i casi più gravi ci sono 7 arbitri e 15 guardalinee di livello superiore, con un arbitro che ha scommesso 18.227 volte e 42 arbitri che hanno puntato su oltre mille partite. UEFA e FIFA vietano espressamente le scommesse a chi opera negli sport professionistici. Il calcio turco, molto seguito, ospiterà insieme all’Italia gli Europei 2032, pur non essendo considerato tra i campionati più competitivi d’Europa.
🇬🇧 Il governo britannico ha rinviato per la seconda volta la decisione sul progetto di una nuova ambasciata cinese a Londra, che dovrebbe sorgere nell’ex Zecca reale, un’area di 20mila metri quadrati vicino alla Torre di Londra. L’edificio, destinato a ospitare 200 persone, solleva timori di spionaggio per la sua posizione strategica, vicino ai cavi in fibra ottica e alla City. Il governo locale aveva già respinto il progetto nel 2022 per motivi di sicurezza, ma la Cina ha ripresentato la richiesta dopo le elezioni del 2024. Il premier Keir Starmer si trova in difficoltà: approvare l’ambasciata irriterebbe l’intelligence britannica, contraria al progetto, mentre bloccarla potrebbe provocare ritorsioni da parte di Pechino. A complicare la situazione, il recente caso giudiziario di due presunti spie cinesi, archiviato per mancanza di prove, ha riacceso le accuse di ambiguità e debolezza del governo nei confronti della Cina. Le vicende dell’ambasciata e dello spionaggio riflettono la storica ambivalenza britannica verso Pechino, partner economico rilevante ma anche fonte di crescente diffidenza.
🇳🇱 Le elezioni parlamentari anticipate nei Paesi Bassi hanno visto un testa a testa tra i Democratici 66 (D66), partito liberale e progressista, e il Partito per la Libertà (PVV) di Geert Wilders, entrambi con il 16,7% dei voti e 26 seggi previsti. D66, guidato da Rob Jetten, ha ottenuto un risultato sorprendente, guadagnando dieci punti percentuali e 17 seggi rispetto al 2023, mentre il PVV ha perso 7 punti e 11 seggi. Lo scrutinio non è ancora concluso e i voti esteri e per corrispondenza, attesi entro il 4 novembre, potrebbero modificare i risultati. Il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD) dell’ex premier Mark Rutte è terzo con 22 seggi, seguito dal CDA con 18 e dalla coalizione Sinistra Verde-Laburisti (GL-PvdA) con 20, in calo di cinque. Dopo la sconfitta, il leader Frans Timmermans ha annunciato le dimissioni. BBB e NSC, ex membri della coalizione di governo, hanno registrato forti perdite. Anche questa volta sarà necessario formare una coalizione per governare.
🇨🇮 In Costa d’Avorio il presidente uscente Alassane Ouattara ha vinto le elezioni con quasi il 90% dei voti, in un risultato ampiamente previsto dopo l’esclusione dei principali oppositori, Tidjane Thiam e Laurent Gbagbo, dalle liste elettorali. Entrambi avevano invitato i propri sostenitori a boicottare il voto, contribuendo a un’affluenza di circa il 50%. Gli altri candidati, privi dell’appoggio di grandi partiti, hanno ottenuto meno del 5%. Ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale, Ouattara è apprezzato per i progressi economici ottenuti, ma è accusato di autoritarismo e di aver oltrepassato i limiti costituzionali dei mandati, sostenendo che la riforma del 2016 azzeri il conteggio. L’esclusione di Thiam, per una questione di cittadinanza, e di Gbagbo, per una condanna del 2018, ha alimentato le critiche sull’uso politico della giustizia. Nelle settimane precedenti al voto, le opposizioni avevano organizzato proteste non autorizzate, durante le quali oltre 200 persone sono state arrestate nella capitale Abidjan.
🇭🇺 La visita di Viktor Orbán a Roma, tra incontri con Papa Francesco e Giorgia Meloni, ha riacceso le tensioni tra Budapest e Bruxelles. Il premier ungherese, dopo aver dichiarato che “l’Unione europea non conta nulla” e che cercherà di convincere Donald Trump a rimuovere le sanzioni contro la Russia, ha ribadito la necessità di un negoziato diretto tra Europa e Mosca per la pace in Ucraina. A Palazzo Chigi, accolto da Meloni con toni cordiali, si è discusso di Ucraina, Medio Oriente, immigrazione e cooperazione industriale nella difesa, ma senza esiti concreti. Orban ha confermato l’intenzione di ospitare a Budapest un vertice tra Putin e Trump, ipotesi che accentua il suo isolamento nell’Ue. Mentre Meloni ha tentato una mediazione per evitare nuovi veti ungheresi, il Partito Democratico e il M5S hanno chiesto al governo di prendere le distanze da Budapest. Intanto, il governo ungherese ha criticato la trasmissione Report per un servizio sull’“asse Meloni-Trump”, accusandola di pregiudizio politico.
🇱🇹 Negli ultimi giorni la Lituania ha affrontato seri problemi a causa di decine di palloni aerostatici provenienti dalla Bielorussia, che hanno violato il suo spazio aereo causando la chiusura temporanea di due aeroporti, tra cui quello di Vilnius. Il governo lituano ha definito l’episodio un «attacco ibrido» e ha quasi totalmente chiuso gli ultimi due valichi di frontiera con la Bielorussia. I palloni, simili a quelli meteorologici ma usati per il contrabbando di sigarette verso l’Unione Europea, trasportano circa 20 chili di merce ciascuno e rappresentano un rischio per la sicurezza aerea. Le autorità sospettano che si tratti di una strategia coordinata di Minsk e Mosca per destabilizzare il paese, ma è anche possibile che sia una risposta all’irrigidimento dei controlli di frontiera che ha spinto i contrabbandieri a ricorrere a mezzi alternativi come palloni e droni. Il governo lituano, che ha già intercettato oltre 455 palloni nel 2025 (contro i 226 del 2024), ha chiesto nuove sanzioni contro la Bielorussia e valuta di attivare l’articolo 4 della NATO per consultazioni con gli alleati. Minsk ha definito le accuse «provocazioni».
🖼️ In Francia sono state arrestate altre cinque persone in relazione al furto avvenuto il 19 ottobre al Museo del Louvre di Parigi, portando a sette il numero totale dei sospettati. La procuratrice di Parigi, Laure Beccuau, ha spiegato che uno dei nuovi arrestati è stato rintracciato grazie a tracce di DNA trovate sulla scena del crimine, mentre gli altri quattro potrebbero fornire informazioni utili sulle modalità del colpo. I primi due uomini fermati avevano ammesso parzialmente il proprio coinvolgimento: il primo, un algerino di 34 anni residente in Francia dal 2010, è stato arrestato all’aeroporto di Parigi mentre tentava di partire per l’Algeria; il secondo, un francese di 39 anni con precedenti per furto, è stato collegato al crimine da tracce di DNA trovate su una vetrina rotta. Non sono stati ancora ritrovati gli otto gioielli rubati, del valore stimato di 88 milioni di euro. Il furto, durato solo sette minuti, è avvenuto in pieno giorno: i ladri hanno utilizzato un montacarichi installato su un camion per entrare nella Galleria Apollo e fuggire sotto gli occhi dei passanti.
🇫🇷 Il parlamento francese ha approvato in via definitiva una riforma del codice penale che introduce la nozione di “consenso” nella definizione di stupro e aggressione sessuale. D’ora in poi sarà considerato stupro «qualsiasi atto sessuale non consensuale», superando la precedente definizione basata su «violenza, coercizione, minaccia o sorpresa». La legge, proposta dalle deputate Marie-Charlotte Garin e Véronique Riotton, è stata approvata dal Senato con 327 voti favorevoli e 15 astensioni. Il consenso dovrà essere «libero, informato, specifico, preventivo e revocabile» e non potrà essere dedotto dal silenzio o dall’inazione. La modifica nasce anche dal caso di Gisèle Pelicot, vittima di violenze non riconosciute come stupro dalla legge precedente, e dalle pressioni dei movimenti femministi. La nuova norma intende colmare le lacune che escludevano molte forme di violenza psicologica o paralisi da trauma (“freezing”). Approvata dopo oltre un anno di dibattito, la legge allinea la Francia alla Convenzione di Istanbul e ad altri paesi europei che già pongono il consenso al centro della legislazione contro la violenza sessuale.
🌉 La Corte dei conti non ha approvato la delibera del Cipess relativa al progetto del ponte sullo Stretto di Messina, evidenziando criticità tecniche e contabili. L’organo, che esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti di governo, ha giudicato “insufficiente e in alcuni casi errata” la delibera che approvava il progetto e i relativi finanziamenti. Tra le principali perplessità figurano le deroghe ai vincoli ambientali, giustificate dal governo dichiarando il ponte un’infrastruttura di interesse militare, e la possibile violazione della direttiva europea sugli appalti, dato l’aumento dei costi da 3,8 a 10,5 miliardi di euro rispetto al contratto originario del 2005. La Corte ha inoltre segnalato incrementi di spesa non motivati, come quelli per la sicurezza (da 97 a 206 milioni) e per le opere compensative, dubbi sulla selezione della società di consulenza TPlan Consulting, e la mancanza o incompletezza di documenti obbligatori, come i pareri del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell’Autorità di regolazione dei trasporti.
🧑⚖️ Il Senato ha approvato in via definitiva la riforma costituzionale della giustizia promossa dal governo Meloni, che introduce la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti. Con 112 voti favorevoli, 59 contrari e 9 astensioni, non è stata raggiunta la maggioranza dei due terzi, per cui la legge dovrà passare attraverso un referendum confermativo, previsto tra aprile e giugno 2026. La riforma prevede due distinti Consigli superiori della magistratura, uno per i pubblici ministeri e uno per i giudici, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, e istituisce un’Alta Corte disciplinare per le sanzioni interne. La separazione delle carriere, discussa da decenni, rappresenterebbe un cambiamento profondo nell’ordinamento giudiziario. La maggioranza di destra e Azione sostengono che la riforma garantirebbe maggiore indipendenza e specializzazione dei giudici, mentre le opposizioni di centrosinistra, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra la considerano un attacco all’autonomia della magistratura, accusando il governo di volerla indebolire.
🇸🇩 Martedì, nell’unico ospedale ancora operativo di Al Fashir, in Sudan, i miliziani delle Rapid Support Forces (RSF) hanno massacrato oltre 460 persone tra pazienti e visitatori, dopo aver conquistato la città al termine di un assedio durato più di un anno. Secondo le Joint Forces, in pochi giorni i civili uccisi sarebbero circa 2.000. Il massacro, confermato dall’OMS, dalla Rete dei medici del Sudan e dal governatore del Darfur Minni Minawi, rappresenta uno degli episodi più gravi della guerra civile. Le RSF, di etnia araba, sono accusate di crimini a sfondo etnico, già responsabili in passato di massacri in Darfur. Sei operatori sanitari dell’ospedale sono stati rapiti, mentre 46 sono stati uccisi dall’inizio del conflitto nel 2023. Ad Al Fashir restano 260.000 civili in condizioni umanitarie disperate, privi di acqua, cibo e cure, mentre 28.000 persone sono riuscite a fuggire verso campi profughi sovraffollati. In due anni di guerra, si contano 150.000 morti e 12 milioni di sfollati. Il paese è ora diviso tra il generale al Burhan, capo dell’esercito, e Hemedti, leader delle RSF, che ha annunciato un’indagine interna sui crimini, come già accaduto senza esiti in passato.
📈 Mercoledì Nvidia è diventata la prima società al mondo a raggiungere una capitalizzazione di mercato di 5mila miliardi di dollari, superando Apple e Microsoft, entrambe valutate circa 4mila miliardi. La crescita è stata rapidissima: da 1.000 miliardi nel giugno 2023 a 4.000 miliardi nel luglio 2024. Il successo deriva dal ruolo di Nvidia come principale produttrice di microchip per l’intelligenza artificiale, con un aumento di valore di 12 volte dall’uscita di ChatGPT nel 2022. L’espansione verso il mercato cinese alimenta ulteriormente le aspettative, nonostante le restrizioni statunitensi sull’export di chip verso la Cina.
Alla prossima 👋



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