Falso negativo muore e infetta reparto. TheScientist aveva avvertito: sono il 15%
E’ accaduto a Genova il 22 Aprile, dopo che un quarantenne (morto per polmonite) era stato curato senza accorgimenti perché risultato negativo al Covid-19.
Sono stati contagiati otto pazienti e quattro operatori sanitari, in un reparto no-covid dell’ospedale di Lavagna. Il reparto è stato successivamente sgomberato e sanificato.
La rivista Scientifica statunitense The Scientist aveva avvertito proprio in questi giorni di questa possibilità.
Dopo le ricerche interne negli ospedali Statunitensi sui diversi test disponibili, un medico ha scoperto che il test di Abbott con il suo dispositivo ID NOW, che può fornire risultati in 5-13 minuti, ha un tasso di falsi negativi che si avvicina al 15 percento.
I risultati sono stati pubblicati sul sito della NPR americana (National Public Radio, organizzazione di stampa indipendente no-profit), successivamente sono stati condotti altri test da Gary Procop, il presidente della commissione di Scienza, Tecnologia e Politica per l’American Society for Clinica Pathology, presso la Clevelend Clinic.
Sono stati effettuati campioni su altri 239 pazienti risultati positivi, con il test di Abbott risulta un tasso del 14,8% di falsi negativi; mentre il test DiaSorin Simplexa ha avuto un tasso di falsi negativi di circa l’11%.
I test sviluppati dai Centri statunitensi per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, Cepheid e Roche avevano tassi di falsi negativi rispettivamente di 0, 1,8 e 3,5 per cento.
E’ importante adesso sapere quali test sono utilizzati in Italia nelle nostre strutture sanitarie, perché c’è la possibilità che vi sia una percentuale di falsi negativi.
Ancora purtroppo i dati sono insufficienti perché è difficile determinare se un caso è un falso negativo, a meno che non presenti sintomi evidenti dopo il tampone ma come sappiamo è consistente la presenza di pazienti asintomatici.
Le nostre Fonti:
- Caso di falso negativo in Italia, ANSA
- Falsi negativi al 15%, articolo TheScientist
- Studio indipendente articolo sul sito NPR



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