Giorgia Meloni incontra Donald Trump, Meta abbandona il fact checking, Justin Trudeau si dimette

Sono passati solo 10 giorni e già non sappiamo dove girarci per quante cose stanno succedendo.

Necessario fare un po’ d’ordine. Quest’oggi focus leggermente minore sulle notizie dal fronte, ma si parla soprattutto di Stati Uniti, dal momento che manca poco all’inizio ufficiale della seconda era Trump. Analizziamo i crescenti rapporti con l’Italia e le conseguenze del suo ritorno al potere in termini di comunicazione/social, dal momento che non mancano le novità. Poi passiamo a ciò che sta succedendo in Canada e Ucraina, senza tralasciare i devastanti incendi di Los Angeles.

Ho già il fiatone. Cominciamo vah 👇

🇮🇹 USA-ITALIA: INCONTRO TRA GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP A MAR-A-LAGO. SUL PIATTO ANCHE SPACE X?

1) Cominciamo dai rapporti tra l’Italia e i protagonisti assoluti della settimana: gli USA. La presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni ha compiuto una visita a sorpresa a Mar-a-Lago, la residenza di Donald Trump in Florida, nella notte tra sabato e domenica. L’incontro, informale e non annunciato, è avvenuto verso le 19:30 ora locale, dopo l’atterraggio di Meloni all’aeroporto di Palm Beach. La premier italiana, vicina a Trump da tempo, è una delle poche leader internazionali accolte a Mar-a-Lago negli ultimi mesi. Durante la visita, Meloni ha cenato con Trump, alcuni membri della sua futura amministrazione, tra cui Marco Rubio e Scott Bessent, e l’ambasciatrice italiana Mariangela Zappia. Tra i presenti c’erano anche imprenditori, ma non Elon Musk, con cui Meloni ha un rapporto stretto. Successivamente, hanno assistito alla proiezione del documentario The Eastman Dilemma: Lawfare or Justice, incentrato sul sistema giudiziario americano e gli alleati di Trump. Non sono noti i dettagli delle discussioni tra Meloni e Trump, ma si ipotizza che uno dei temi trattati sia stato la liberazione della giornalista italiana Cecilia Sala, detenuta in Iran. Poco dopo le 23, Meloni è ripartita per l’Italia.

Tra le tante cose di cui Meloni e Trump hanno parlato, secondo Bloomberg, pare ci fosse anche il capitolo SpaceX. Il governo italiano infatti starebbe trattando con l’azienda di Elon Musk per un progetto da 1,5 miliardi di euro volto a implementare un sistema di sicurezza per le comunicazioni governative, il più grande in Europa. Il governo italiano ha smentito di aver siglato accordi, pur confermando interlocuzioni con SpaceX nell’ambito di normali approfondimenti. Elon Musk si è dichiarato disponibile a fornire una connessione sicura attraverso il sistema satellitare Starlink. Il possibile accordo includerebbe servizi di crittografia per proteggere le comunicazioni governative, strumenti per le forze armate italiane e l’accesso a servizi satellitari avanzati “direct-to-cell” per garantire connessioni in casi di emergenza. Le trattative, iniziate nel 2023, sarebbero riprese dopo la suddetta visita di Giorgia Meloni a Donald Trump, ma il governo italiano ha definito ridicola l’ipotesi che il tema SpaceX sia stato discusso con Trump. Bloomberg sottolinea che, pur avendo alternative come IRIS² dell’UE o un proprio sistema satellitare, l’Italia avrebbe affrontato costi molto superiori, oltre 10 miliardi di euro. SpaceX, già attiva in Italia, si è scontrata con Telecom Italia, con Musk che ha accusato quest’ultima di ostacolare i suoi servizi.

🇺🇸 USA: CONVALIDATO IL RISULTATO DELLE ELEZIONI PRESIDENZIALI. IL 20 GENNAIO DONALD TRUMP SI INSEDIERÀ

2) Restiamo negli USA. Lunedì, il Congresso degli Stati Uniti ha convalidato formalmente l’esito delle elezioni presidenziali di novembre, vinte da Donald Trump con 316 voti elettorali contro i 226 di Kamala Harris. La sessione, presieduta da Harris in qualità di vicepresidente uscente, si è svolta con speciale attenzione e misure di sicurezza, memori dell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. Nel 2022, le regole della procedura sono state aggiornate per chiarire il ruolo cerimoniale del vicepresidente, prevenendo pressioni come quelle subite da Mike Pence nel 2020. A differenza di Trump in passato, Harris ha subito riconosciuto la sconfitta e si è congratulata. L’insediamento della seconda amministrazione Trump avverrà il 20 gennaio 2025. A questo proposito, il comitato organizzatore della cerimonia di insediamento di Donald Trump ha smesso di vendere biglietti per gli eventi legati all’evento, riservati ai grandi donatori e alle aziende. Il comitato ha raccolto oltre 170 milioni di dollari, una cifra record nella storia degli Stati Uniti, superiore ai 107 milioni raccolti nel 2017 per il primo mandato di Trump. Questa somma è parte dei circa 250 milioni raccolti da Trump dopo la sua rielezione del 5 novembre 2024. Tra i donatori spiccano nomi inaspettati come Jeff Bezos e Mark Zuckerberg (ci arriveremo), rispettivamente proprietari di Amazon e Meta, che hanno donato un milione di dollari ciascuno per partecipare agli eventi esclusivi, inclusa una cena con Trump e Melania. Nel 2017, né Meta né Bezos avevano sostenuto il comitato inaugurale di Trump. Oltre a loro, hanno donato anche il CEO di OpenAI, Sam Altman, e leader di aziende come Uber, Toyota, General Motors e Ford, che ha regalato anche veicoli alla nuova amministrazione. Il desiderio di ingraziarsi Trump è così forte che alcuni donatori, nonostante l’esaurimento dei biglietti, hanno contribuito con un milione di dollari, accettando di essere inseriti in una lista d’attesa per eventi già al completo.

Nel frattempo, oggi il giudice Juan M. Merchan ha deciso di non condannare Donald Trump, nonostante il verdetto di colpevolezza emesso a maggio dalla giuria per 34 capi d’accusa relativi a pagamenti illeciti all’attrice Stormy Daniels. Trump era accusato di aver falsificato documenti contabili durante la campagna elettorale del 2016 per nascondere il pagamento a Daniels, volto a coprire una presunta relazione. Il giudice ha motivato la sua decisione considerando le difficoltà pratiche e costituzionali legate alla carica presidenziale, dato che Trump era stato rieletto presidente. La condanna poteva prevedere fino a quattro anni di carcere, ma la sentenza è stata un “unconditional discharge”, ossia senza pena, per non ostacolare le funzioni presidenziali. La data della sentenza era stata rinviata a dopo le elezioni di novembre, dopo una decisione della Corte Suprema. Trump è anche coinvolto in un altro processo relativo ai tentativi di modificare i risultati delle elezioni del 2020 in Georgia.

📱 META ABBANDONA IL PROGRAMMA DI FACT CHECKING: L’ANNUNCIO DI MARK ZUCKERBERG FA DISCUTERE

3) Restiamo in compagnia proprio del CEO di Meta. Mark Zuckerberg ha infatti annunciato modifiche significative alle politiche di moderazione dei contenuti del gruppo, che include Facebook e Instagram. La principale novità è l’abolizione del programma di fact checking introdotto nel 2016 per limitare la diffusione di notizie false. Meta non collaborerà più con fact checker indipendenti, ma adotterà strumenti simili alle “Community Notes” di X, che permettono agli utenti di aggiungere contesto o correggere informazioni, un sistema considerato impreciso e poco efficace. Le nuove politiche saranno inizialmente implementate negli Stati Uniti nei prossimi mesi. La decisione di Zuckerberg è stata interpretata come un tentativo di riconciliarsi con Donald Trump, con cui i rapporti si erano deteriorati dopo l’assalto al Congresso del 2021, quando Meta aveva sospeso per due anni gli account di Trump. Nel comunicare i cambiamenti, Zuckerberg ha utilizzato una retorica vicina a quella trumpiana, criticando la censura e promuovendo la libertà di espressione. Ha definito la nuova politica un compromesso per ridurre errori e censure e favorire la libera espressione. Il New York Times ha descritto l’annuncio come un segnale del riposizionamento di Meta per l’era Trump, abbandonando gli sforzi precedenti contro la disinformazione. Negli ultimi mesi Zuckerberg ha mostrato segnali di avvicinamento a Trump, con incontri personali, donazioni e nomine strategiche di figure a lui vicine, come Joel Kaplan e Dana White, a ruoli di rilievo all’interno del gruppo. In conclusione, degno di nota anche lo spostamento proprio del team di moderazione dalla California (definita negli ambienti di destra come la patria dell’ideologia “woke”) al Texas, stato che abbraccia maggiormente questa nuova visione “trumpiana” di Zuckerberg.

🇨🇦 JUSTIN TRUDEAU SI DIMETTE DA PRIMO MINISTRO DEL CANADA. RESTERÀ IN CARICA FINO A MARZO, POI…

4) Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha annunciato le dimissioni da leader del Partito Liberale e da primo ministro, ponendo fine a una crisi politica in corso da mesi. Trudeau resterà in carica fino a marzo, permettendo al partito di trovare un nuovo leader prima di convocare le elezioni per scegliere un successore. Il parlamento resterà sospeso fino al 24 marzo per consentire ai Liberali di eleggere un successore. Tuttavia, il 26 marzo è previsto un voto cruciale su questioni fiscali che potrebbe fungere da test di fiducia. Trudeau, al governo dal 2015, era diventato impopolare, perdendo l’appoggio di forze politiche e parte del suo stesso partito. La crisi si è acuita a dicembre, quando Chrystia Freeland, ministra delle Finanze, si è dimessa, seguita da un rimpasto di governo che non ha placato le critiche. Nel suo discorso, Trudeau ha attribuito le dimissioni alla paralisi del parlamento e alle divisioni interne al partito, che gli hanno impedito di guidare i Liberali nelle prossime elezioni. Tra i possibili successori spiccano Freeland, Mélanie Joly, Mark Carney e Christy Clark. I Liberali affrontano una grave crisi nei consensi, con il 22% nei sondaggi contro il 43% dei Conservatori di Pierre Poilievre. Il sistema elettorale canadese, basato su collegi uninominali, amplifica i rischi di perdita di seggi. Justin Trudeau, 53 anni, ha guidato il Canada per nove anni, vincendo due elezioni consecutive, ma dal 2019 senza maggioranza parlamentare. La crisi politica coincide con un momento economico difficile per il Canada: il deficit di bilancio è maggiore del previsto, la disoccupazione è al 6,8%, e i costi della vita e delle abitazioni sono in aumento. Inoltre, il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato nuovi dazi sulle merci canadesi, oltre ad aver suggerito provocatoriamente una “fusione” tra Canada e USA, suscitando polemiche per le sue dichiarazioni stravaganti.

🔥 USA: LOS ANGELES PIEGATA DALLE FIAMME, MIGLIAIA GLI SFOLLATI E CRISI IDRICA IN CORSO

5) Da martedì, la città di Los Angeles è colpita da cinque vasti incendi, favoriti da forti venti e bassa umidità. Le aree più colpite sono Pacific Palisades, un quartiere residenziale situato tra Santa Monica e Malibu, e altre zone collinari e costiere. Gli incendi si stanno espandendo rapidamente, con evacuazioni di oltre 30mila persone e la raccomandazione di lasciare le proprie abitazioni per quasi 100mila residenti. Almeno dieci persone sono morte, ci sono molti feriti e un vigile del fuoco è gravemente ferito. La sindaca Karen Bass ha dichiarato lo stato di emergenza e attivato rifugi per gli sfollati. I tre incendi sono iniziati in tempi diversi: il primo martedì mattina a Pacific Palisades, coprendo oltre 12 chilometri quadrati; il secondo nel pomeriggio a Pasadena, lambendo una residenza per anziani e coprendo circa 4 chilometri quadrati; il terzo martedì sera vicino a San Fernando, bruciando 2 chilometri quadrati. I forti venti, fino a 160 km/h, hanno contribuito alla diffusione delle fiamme, provocando anche cadute di alberi e interruzioni elettriche per quasi un milione e mezzo di abitazioni in California. La gestione dell’acqua è problematica: alcuni idranti sono fuori uso a causa dell’elevato consumo per spegnere le fiamme. Donald Trump ha criticato la gestione idrica della California, definendo il governatore Gavin Newsom incompetente, e ha riaperto il dibattito sull’approvvigionamento idrico nello stato, un tema già controverso in passato. Intanto, molte strade, incluse la Pacific Coast Highway, sono chiuse, e numerose scuole rimangono chiuse per sicurezza. Molte celebrità, tra cui Paris Hilton, Anthony Hopkins e Billy Crystal, hanno perso le loro case. Stati vicini hanno inviato rinforzi per supportare le squadre locali, mentre l’amministrazione Biden ha scelto un compromesso tra approvvigionamento idrico e tutela ambientale, dopo le modifiche introdotte durante la presidenza Trump.

🇺🇦 L’UCRAINA SORPRENDE NUOVAMENTE LA RUSSIA CON UN ATTACCO NELLA REGIONE DI KURSK

6) Questa settimana le forze armate ucraine hanno lanciato una nuova offensiva nella regione russa di Kursk, già parzialmente conquistata lo scorso agosto. L’operazione, iniziata domenica mattina, è stata confermata da entrambe le parti. Gli attacchi sembrano concentrarsi su più fronti, con uno degli obiettivi principali rappresentato dalla cittadina di Bolshoye Soldatskoye, situata a nord-est di Sudzha, centro conquistato ad agosto. L’offensiva, iniziata verso le 9, avrebbe colto di sorpresa le forze russe. Una colonna di mezzi corazzati ucraini si sarebbe diretta verso Bolshoye Soldatskoye, con possibili scontri a Berdin, lungo il tragitto. Gli ucraini avrebbero utilizzato anche sistemi elettronici per neutralizzare i droni russi nella zona. Il ministero degli Esteri russo ha dichiarato di aver respinto due assalti, mentre il capo dell’ufficio di presidenza ucraino, Andriy Yermak, ha commentato su Telegram che i russi stanno subendo le conseguenze delle loro azioni. Non è ancora chiaro l’obiettivo strategico dell’operazione, e alcuni analisti ipotizzano che possa trattarsi di un diversivo per sferrare attacchi su altri fronti. L’Ucraina aveva già sorpreso le forze russe ad agosto, conquistando un’ampia area a Kursk per creare un diversivo rispetto al fronte del Donbass. Tuttavia, la Russia non aveva spostato truppe significative verso Kursk e ha continuato ad avanzare lentamente nell’est dell’Ucraina.

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Andiamo subito alle brevi della settimana 👇

🇮🇷 La giornalista italiana Cecilia Sala è tornata a casa a Roma l’8 gennaio dopo tre settimane di detenzione nella prigione iraniana di Evin, dove era stata arrestata il 19 dicembre mentre lavorava a Teheran con un visto giornalistico. Accolta all’aeroporto di Ciampino dal compagno Daniele Raineri, dai genitori, dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Sala ha ringraziato il governo e chi l’ha aiutata a rientrare. In prigione, Sala ha vissuto in condizioni difficili, dormendo a terra in isolamento, con la luce sempre accesa e poche possibilità di comunicare. Solo negli ultimi giorni di detenzione le sue condizioni sono migliorate, con il trasferimento in una cella condivisa e l’accesso a occhiali e un libro, Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami, che ha letto “a distanza” con il compagno. Dopo l’arrivo, Sala è apparsa molto provata ma grata, condividendo sui social una foto in cui abbraccia Raineri e scrivendo di non aver mai creduto che sarebbe tornata a casa così presto. Ha anche parlato brevemente con Giorgia Meloni e si è sottoposta a un interrogatorio da parte del ROS per ricostruire quanto accaduto in Iran.

🇬🇷 La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha emesso una sentenza che riconosce per la prima volta i respingimenti sistematici di migranti dalla Grecia alla Turchia, una pratica illegale secondo il diritto nazionale e internazionale. Il caso riguarda A.R.E., una donna turca accusata di appartenenza al movimento di Fethullah Gülen e fuggita in Grecia nel 2019. Arrestata dalla polizia greca, è stata respinta illegalmente in Turchia, dove è stata detenuta. Il suo racconto, giudicato attendibile dalla CEDU, è stato corroborato da prove che il governo greco non è riuscito a confutare. La Corte ha stabilito che il governo greco ha violato l’articolo 3 (protezione contro trattamenti inumani) e l’articolo 13 (diritto a un ricorso effettivo) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, ordinando un risarcimento di 20mila euro. Ha inoltre evidenziato la sistematicità dei respingimenti nella regione di Evros, citando testimonianze e rapporti ufficiali. Questo caso potrebbe diventare un precedente per altre cause simili, nonostante la difficoltà di fornire prove. Contestualmente, la Corte ha respinto la denuncia di un richiedente asilo afghano per insufficienza di prove.

🇦🇹 Herbert Kickl, leader del Partito della Libertà Austriaco (FPÖ), ha ricevuto dal presidente Alexander Van der Bellen l’incarico di formare il governo, con possibilità di un’alleanza con il Partito Popolare (ÖVP). Se riuscisse, sarebbe il primo cancelliere di estrema destra in Austria nel dopoguerra. Kickl, 56 anni, si ispira al leader ungherese Viktor Orbán, è apertamente filorusso e contrario all’immigrazione. Ha vinto le elezioni di settembre con il 29% dei voti, proponendo una “Fortezza Austria” chiusa all’immigrazione e una società più omogenea. Ex ministro dell’Interno, ha una lunga carriera nel FPÖ, in cui ha ricoperto ruoli strategici e operativi. È noto per una retorica radicale che richiama il passato nazista del paese e per le sue posizioni contro l’UE, le sanzioni alla Russia e le politiche climatiche. Durante la pandemia, ha sostenuto teorie complottiste e si è opposto ai vaccini, attirando nuovi elettori. Il programma del partito prevede misure estreme contro i migranti, inclusa la deportazione di cittadini stranieri non integrati. Kickl ha modernizzato la comunicazione del FPÖ attraverso social media, podcast e una propria tv. Dopo il fallimento delle trattative tra altri partiti, l’FPÖ è ora al centro del panorama politico austriaco.

🇧🇬 Il confine tra Turchia e Bulgaria è uno dei punti critici della “rotta balcanica”, attraversato da migranti che affrontano un viaggio pericoloso, soprattutto in inverno, attraverso una fitta foresta. Il Collettivo Rotte Balcaniche, un gruppo italiano di volontari, opera dal 2018 per soccorrere migranti in difficoltà lungo questa e altre rotte balcaniche, spesso collaborando con altre ONG come No Name Kitchen. Tuttavia, le loro attività sono ostacolate dalla polizia di frontiera bulgara, accusata di comportamenti violenti e respingimenti illegali, come denunciato anche da Frontex. Durante le festività natalizie, tre volontari italiani e uno francese sono stati arrestati mentre tentavano di soccorrere migranti, incluso un gruppo di minori, tre dei quali sono stati trovati morti. I volontari denunciano intimidazioni, arresti senza accuse formali e ostilità crescente da parte delle autorità bulgare. Episodi gravi includono minacce fisiche, interrogatori, sabotaggi ai veicoli delle ONG e trattamenti disumani nei centri di detenzione. Nonostante le difficoltà, il Collettivo continua a soccorrere migranti in condizioni critiche, impedendo, in alcuni casi, respingimenti illegali. La situazione al confine evidenzia le gravi violazioni dei diritti umani e la mancata tutela dei migranti, in particolare dei minori, da parte delle autorità bulgare.

🇮🇱 Israele ha confermato l’arresto di Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nella Striscia di Gaza, detenuto in una prigione israeliana. Safiya era scomparso il 27 dicembre durante un raid dell’esercito contro l’ospedale, uno dei pochi ancora attivi nel nord di Gaza, che era stato evacuato con la forza. L’esercito sostiene che la struttura fosse usata da Hamas e dal Jihad Islamico per operazioni militari, mentre il personale medico aveva rifiutato l’evacuazione per l’impossibilità di trasferire pazienti gravi. Durante l’incursione, medici e pazienti sono stati radunati, separando uomini e donne, con l’arresto di tutti i maschi sopra i 15 anni. Israele accusa Safiya di legami con Hamas e attività terroristiche, mentre l’ONU e ong come Physicians for Human Rights contestano la mancanza di prove chiare sulle accuse israeliane. Il caso è stato discusso anche al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

🇱🇧 Il parlamento libanese ha eletto Joseph Aoun, comandante delle forze armate, come nuovo Presidente della Repubblica, ponendo fine a un vuoto politico durato oltre due anni. La carica era vacante dall’ottobre 2022, dopo la scadenza del mandato di Michel Aoun. Aoun è stato eletto al secondo scrutinio con 99 voti, grazie a un accordo trasversale favorito dalla pressione internazionale e dalla recente guerra con Israele, che ha indebolito Hezbollah. Per la sua elezione è stato necessario un emendamento costituzionale, dato il divieto per i militari di assumere la presidenza. Sostenuto da Stati Uniti e Arabia Saudita, Aoun, 60 anni, è un militare di carriera noto per la gestione dell’esercito in situazioni critiche. La sua elezione potrebbe avviare un processo di stabilizzazione politica, ma le difficoltà rimangono, anche a causa del sistema settario che regola il governo e il parlamento libanesi, contribuendo al perdurare della crisi economica e politica del paese.

☀️ Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, con un aumento della temperatura media globale di almeno 1,5 °C rispetto al periodo preindustriale, superando il limite fissato dall’accordo di Parigi sul clima. Questo dato è stato confermato da agenzie internazionali, tra cui Copernicus, e si stima che l’aumento sia dovuto principalmente alle emissioni di gas serra provenienti dai combustibili fossili. Nonostante il superamento della soglia di 1,5 °C, l’accordo di Parigi mira, comunque, a mantenere l’aumento sotto tale limite entro il 2030. Il riscaldamento globale porterà con sé eventi atmosferici estremi, come ondate di calore e uragani, e accelererà la fusione delle calotte glaciali, con conseguenze dannose per gli ecosistemi e le specie vulnerabili.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo