Riapre il varco di Rafah, gli Epstein Files vengono pubblicati (quasi) nella loro interezza, decade l’accordo sul nucleare tra USA e Russia

La prima settimana di febbraio non ci ha fatto annoiare.

Torniamo online con un focus sui territori più caldi del momento, partendo ovviamente dall’Ucraina e da Gaza. Menzione doverosa per quanto emerso dagli Epstein Files (presumibilmente l’ultima tranche) e per la caduta dello storico accordo sul nucleare tra Russia e Stati Uniti.

Cominciamo immediatamente 👇

🇺🇦 UCRAINA: BLACKOUT SU GRAN PARTE DEL TERRITORIO, MENTRE DRONI RUSSI CADONO VICINO A UN BUS E PROVOCANO OLTRE 10 MORTI

1) Cominciamo facendo il punto sulla situazione in Ucraina. Sabato scorso il paese è stato colpito dal più grave blackout dall’inizio della guerra, che ha interessato gran parte del territorio, inclusa Kyiv, senza però essere causato da attacchi russi: secondo il primo ministro Denys Shmyhal, l’interruzione è dipesa da un guasto tecnico che ha bloccato le linee elettriche tra Romania, Moldavia e Ucraina occidentale e centrale. L’elettricità è stata in larga parte ripristinata nel pomeriggio, ma alcune centrali nucleari operano ancora a capacità ridotta; nel frattempo vaste aree di Kyiv, Kharkiv, Odessa, Dnipro, Sumy e altre città sono rimaste senza corrente per ore, con la sospensione totale della metropolitana a Kyiv per la prima volta dal febbraio 2022 e problemi analoghi a Kharkiv. Il blackout ha avuto effetti anche in Moldavia e, per breve tempo, sui sistemi di raffreddamento e controllo dell’ex centrale di Chernobyl, senza rischi per la sicurezza. L’interruzione è avvenuta durante un’ondata di freddo estremo, con temperature fino a meno 20 gradi, causando anche lo spegnimento dei riscaldamenti e, in alcune città, la mancanza di acqua corrente; anni di bombardamenti russi contro le infrastrutture energetiche hanno inoltre reso il sistema più fragile, contribuendo alla gravità dell’evento, nonostante la temporanea sospensione degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche su richiesta di Donald Trump in vista dei negoziati di Abu Dhabi.

Domenica, nella regione di Dnipro, un drone russo è caduto vicino a un autobus che riportava a casa un gruppo di minatori dopo il turno di lavoro, uccidendo almeno 12 persone e ferendone altrettante, sei in modo grave, dopo una iniziale stima di 15 morti poi corretta. Secondo il sindacato dei minatori, quattro droni hanno colpito l’area provocando un incendio, mentre la compagnia energetica DTEK ha definito l’episodio un attacco mirato; l’esercito russo continua infatti a colpire infrastrutture energetiche e obiettivi civili per peggiorare le condizioni di vita e il morale della popolazione, nonostante gli impegni temporanei annunciati da Mosca.

Sul fronte economico, la Russia ha finora retto alle sanzioni e all’aumento delle spese militari soprattutto grazie alle esportazioni di petrolio, continuate anche verso l’Europa tramite una rete di petroliere illegali nota come “flotta fantasma”. Negli ultimi mesi però le entrate petrolifere sono in calo a causa del ribasso dei prezzi, scesi dopo l’aumento della produzione deciso dall’OPEC lo scorso aprile, e delle nuove sanzioni statunitensi volute dall’amministrazione Trump contro Rosneft e Lukoil, oltre a una repressione più severa della flotta fantasma, con sequestri di navi anche al largo del Venezuela. La Russia vendeva il petrolio a 57 dollari al barile in agosto e a 39 in dicembre; non potendo ridurre la spesa pubblica senza intaccare lo sforzo bellico, né svalutare il rublo per via dell’alta inflazione contrastata con tassi elevati, il paese si trova con un crescente deficit di bilancio. Secondo Bloomberg, se la situazione non cambierà, le entrate petrolifere russe potrebbero scendere entro il 2026 da quasi 120 miliardi di dollari a circa 87 miliardi.

🇮🇱 GAZA: RIAPRE IL VARCO DI RAFAH, MA LA SITUAZIONE RESTA MOLTO CRITICA. I DATI DEGLI ULTIMI FLUSSI

2) Israele ha riaperto parzialmente il varco di Rafah, al confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, dopo che era rimasto di fatto chiuso dall’ottobre 2023, all’inizio della guerra con Hamas, salvo rare e limitate eccezioni. La riapertura, avvenuta nell’ambito degli accordi sul cessate il fuoco iniziato lo scorso ottobre, è stata definita da COGAT come una “fase di prova iniziale” ed è soggetta a controlli molto rigidi: Israele continua a decidere chi può entrare e uscire, mentre l’Egitto mantiene forti restrizioni per evitare un afflusso massiccio di profughi palestinesi. Il varco era stato prima chiuso dall’Egitto e poi, dal maggio 2024, controllato direttamente dall’esercito israeliano; da allora erano state consentite solo pochissime uscite per gravi emergenze umanitarie, mentre la maggior parte degli aiuti transitava dal valico israeliano di Kerem Shalom.

Il funzionamento attuale del varco è fortemente limitato. L’ingresso a Gaza è consentito solo ai palestinesi che avevano lasciato la Striscia durante la guerra degli ultimi due anni, previa autorizzazione israeliana e severi controlli di sicurezza, con ulteriori checkpoint interni; anche l’Egitto applica proprie verifiche. L’uscita, invece, è permessa esclusivamente a persone malate o bisognose di aiuto umanitario urgente, su richiesta del governo egiziano, che afferma di aver già accolto circa 107mila profughi palestinesi e di avere 150 ospedali pronti a ricevere gli evacuati, nonostante la distanza del varco dalle principali strutture sanitarie.

I numeri degli attraversamenti sono molto inferiori alle stime iniziali. Secondo Yedioth Ahronoth, a regime potrebbero uscire circa 150 persone al giorno ed entrarne una cinquantina, ma nel primo giorno solo 27 persone hanno attraversato il confine: cinque malati con due parenti ciascuno in uscita e un autobus con 12 palestinesi in ingresso. Il valico resta inoltre chiuso ai camion di merci, cibo e beni essenziali, che continuano a passare dagli altri varchi attraverso Israele. Le Nazioni Unite hanno predisposto autobus per il trasferimento dei pazienti tra i checkpoint e l’ospedale di Khan Yunis. A questo ritmo, serviranno più di quattro mesi per evacuare quasi 20mila persone bisognose di cure dalla Striscia.

La riapertura è arrivata con mesi di ritardo rispetto a quanto previsto dagli accordi: Israele aveva subordinato l’attuazione al recupero di tutti i corpi degli ostaggi, completato solo la settimana scorsa. Il governo israeliano descrive l’operazione come un test, sottolineando che i numeri potrebbero aumentare ma anche che il varco può essere richiuso in qualsiasi momento. Il contesto resta fragile: pochi giorni prima della riapertura, Israele ha condotto bombardamenti sulla Striscia di Gaza, uccidendo almeno 32 persone e violando gli accordi sul cessate il fuoco.

🗂️ CASO EPSTEIN: MILIONI DI NUOVE PAGINE PUBBLICATE DAL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA AMERICANO. COSA È EMERSO DI NUOVO?

3) Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato quella che dovrebbe essere l’ultima tranche degli “Epstein files”, con oltre tre milioni di pagine, 180 mila immagini e 2 mila video raccolti durante le indagini su Jeffrey Epstein, finanziere condannato nel 2008 per sfruttamento sessuale di minori, arrestato di nuovo nel 2019 e morto suicida in carcere. I documenti, costituiti soprattutto da email e file provenienti dai dispositivi di Epstein e della sua complice Ghislaine Maxwell (condannata per aver reclutato e abusato di minori), non aggiungono prove penali rilevanti rispetto a quanto già noto, ma includono dettagli, accuse non verificate e riferimenti a numerose personalità influenti. Tra queste compaiono Donald Trump — citato migliaia di volte ma senza nuove prove dirette —, Elon Musk, Bill Gates (che ha smentito accuse contenute in email mai inviate), Richard Branson, Sergey Brin, Noam Chomsky, Steve Bannon, Larry Summers, Ehud Barak e altri. Restano polemiche perché milioni di documenti restano riservati per motivi investigativi o di sicurezza, mentre associazioni delle vittime contestano la pubblicazione di nomi non oscurati e accusano il governo di proteggere figure potenti. Anche esponenti democratici ritengono incompleta la diffusione dei file, mentre il Dipartimento di Giustizia sostiene di aver pubblicato tutto il divulgabile.

I documenti citano anche l’ex principe britannico Andrew Mountbatten-Windsor, già coinvolto nel caso Epstein e privato dei titoli reali, ora oggetto di una nuova accusa: una donna, assistita dall’avvocato Brad Edwards, sostiene di essere stata inviata da Epstein nel 2010 nel Regno Unito per avere rapporti sessuali con lui. Andrew non ha commentato. In precedenza, era stato accusato da Virginia Giuffre, con cui nel 2022 raggiunse un accordo extragiudiziale; Giuffre si è suicidata nell’aprile scorso. Parallelamente è stata aperta un’indagine nel Regno Unito su Lord Peter Mandelson, ex figura chiave del Partito Laburista, sospettato di aver ricevuto decine di migliaia di dollari da Epstein in cambio di informazioni finanziarie riservate: Mandelson si è dimesso dal partito e dalla Camera dei Lord. Lo scandalo sta creando forti difficoltà politiche al primo ministro Keir Starmer, accusato di aver gestito male la vicenda e di aver sottovalutato i rapporti tra Mandelson ed Epstein, mentre cresce la pressione per la pubblicazione completa dei documenti governativi legati alla nomina di Mandelson. Nel complesso, pur avendo limitata rilevanza processuale, la pubblicazione degli Epstein files continua ad avere forte impatto politico e mediatico internazionale e il caso è destinato a proseguire.

☢️ NUCLEARE: SCADE IL TRATTATO NEW START TRA USA E RUSSIA. NUOVA PROROGA, COINVOLGIMENTO DELLA CINA O…?

4) Il 5 febbraio è scaduto il trattato New START, ultimo accordo di controllo sulle armi nucleari tra Stati Uniti e Russia, eliminando ogni limite formale ai rispettivi arsenali e segnando la fine della stagione di controllo nucleare iniziata negli anni Settanta. Firmato nel 2010 e rinnovato nel 2021, il trattato limitava a 1.550 le testate nucleari strategiche dispiegate e prevedeva scambi di informazioni e ispezioni reciproche, sospese negli ultimi anni a causa della pandemia e delle tensioni legate alla guerra in Ucraina. Stati Uniti e Russia detengono oltre l’80% delle testate nucleari globali e, nonostante l’invito dell’ONU a negoziare un nuovo accordo, un’intesa a breve appare improbabile.

Gli accordi del 2010 furono firmati da Obama e Medvedev e rinnovati sotto Biden, dopo lo scarso interesse mostrato da Trump durante il suo primo mandato. New START era l’ultimo di una serie di trattati iniziata nel 1972 e proseguita con accordi negli anni Ottanta e con START I nel 1991. Negli ultimi mesi era stata ipotizzata una proroga annuale, ma senza sviluppi concreti; Trump ha parlato di un possibile “nuovo e migliore accordo” e gli Stati Uniti vorrebbero coinvolgere la Cina, che però non si è mostrata disponibile.

Pechino possiede circa 550 testate strategiche e potrebbe puntare a raggiungere i livelli di Russia e Stati Uniti. Nel secondo mandato Trump ha respinto limiti internazionali sulle scelte nucleari statunitensi e ha ipotizzato test nucleari e nuove dotazioni per la Marina. Secondo alcuni esperti, la fine del trattato potrebbe avviare una nuova espansione degli arsenali. La scadenza di New START potrebbe inoltre influenzare la revisione del Trattato di non proliferazione nucleare del 1970, basato sull’impegno degli Stati senza armi nucleari a non acquisirle in cambio di sforzi di disarmo da parte delle potenze nucleari.

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Ricche, ricchissime brevi 👇

📱 La Commissione Europea ha stabilito in via preliminare che alcune funzionalità di TikTok violano il Digital Services Act perché favoriscono comportamenti di dipendenza negli utenti. Tra queste figurano lo scorrimento potenzialmente infinito dei contenuti, l’autoplay, le notifiche e l’algoritmo di raccomandazione personalizzata. Secondo la Commissione, la piattaforma non avrebbe introdotto adeguate limitazioni per prevenire l’uso compulsivo. L’analisi rientra in un’indagine preliminare ancora in corso. TikTok dovrà rispondere e, se le conclusioni saranno confermate, potrebbe essere soggetta a una sanzione.

🇷🇺 Il generale russo Vladimir Alekseyev, alto ufficiale dello Stato Maggiore e vicecapo dell’intelligence militare (Gru), è stato ferito da colpi d’arma da fuoco in un condominio a Mosca ed è stato ricoverato d’urgenza in ospedale, secondo il Comitato Investigativo russo. L’aggressore, non identificato, avrebbe sparato diversi colpi prima di fuggire. Alekseyev è primo vicecapo del Gru dal 2011 ed è stato sanzionato dagli Stati Uniti dal 2016 per presunti cyberattacchi elettorali e dall’Unione Europea nel 2019 per il caso Skripal. Nel 2023 ha partecipato ai negoziati con il leader Wagner Prigozhin durante l’ammutinamento e la marcia su Mosca. Il capo del Gru, Igor Kostjukov, guida invece la delegazione russa ai negoziati trilaterali su Ucraina ad Abu Dhabi.

🇮🇷 Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato a Muscat l’omologo omanita Badr al-Busaidi in preparazione ai colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti. Durante l’incontro sono state affrontate principali questioni bilaterali, regionali e internazionali, secondo l’agenzia iraniana Mehr. Araghchi ha dichiarato che l’Iran è pronto a difendersi da eventuali richieste eccessive o azioni avventate da parte degli Stati Uniti. Ha inoltre ribadito che la Repubblica Islamica utilizza la diplomazia per tutelare i propri interessi nazionali, sottolineando la volontà di difendere sovranità e sicurezza del Paese.

🇦🇷 Argentina e Stati Uniti hanno siglato un accordo commerciale per ridurre reciprocamente i dazi su numerosi prodotti, con l’obiettivo di favorire esportazioni, investimenti e relazioni politiche. L’intesa, già concordata a novembre, è stata finalizzata ora sotto la presidenza argentina di Javier Milei, alleato di Donald Trump in America Latina. Washington eliminerà i dazi su 1.675 prodotti argentini e Buenos Aires su oltre 200 statunitensi, includendo tra gli altri beni agroalimentari, chimici, macchinari e dispositivi medici. L’accordo prevede anche l’aumento della quota di esportazione di carne bovina argentina negli USA e la riduzione dei dazi statunitensi su acciaio e alluminio argentini. Trump ha inoltre sostenuto l’economia argentina con acquisti di pesos per 20 miliardi di dollari per contrastarne il calo.

🇮🇹 Dopo l’analisi dei video degli scontri avvenuti al termine del corteo di sabato a Torino in sostegno al centro sociale Askatasuna, sgomberato a metà dicembre, sono state arrestate tre persone di 22, 31 e 35 anni, accusate di devastazione; uno di loro anche di lesioni aggravate e rapina per l’aggressione a un poliziotto. I tre non si conoscevano e non facevano parte di un gruppo organizzato; gli indagati complessivi sono circa trenta, destinati ad aumentare. La manifestazione, la più grande dopo lo sgombero deciso dal ministero dell’Interno a seguito di disordini di fine novembre, ha visto la partecipazione di migliaia di persone arrivate da tutta Italia ed è stata inizialmente pacifica. Il corteo ha coinvolto cittadini, studenti, comitati locali, No TAV e sindacati, sfilando tranquillamente lungo il Po. Verso le 18, nei pressi della sede di Askatasuna, un gruppo di manifestanti a volto coperto ha iniziato lanciare petardi, fumogeni e bombe carta contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni e idranti. Gli scontri sono durati circa un’ora e mezza, con incendi di cassonetti e di un’autoblindo. Secondo le forze dell’ordine, il gruppo più violento contava circa 1.500 persone, anche straniere, alcune riconducibili ad ambienti anarchici e antagonisti. Un video ha documentato la violenta aggressione a un agente di 29 anni, colpito anche con un martello e poi ricoverato e dimesso il giorno dopo. Altri manifestanti hanno denunciato violenze della polizia, tra cui l’aggressione al fotografo Federico Guarino. Domenica la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e altre autorità hanno fatto visita agli agenti feriti, mentre il ministro Guido Crosetto ha parlato di scontri condotti da oltre mille persone organizzate.

✒️ Restando in Italia, il Consiglio dei ministri ha approvato due distinti provvedimenti sulla sicurezza per contrastare la microcriminalità urbana, accelerandone l’adozione anche dopo le polemiche sugli scontri avvenuti a Torino. Il primo è un decreto-legge, immediatamente in vigore, con misure limitate ma simboliche come il divieto di vendita di armi da taglio ai minori, nuove restrizioni sul porto di coltelli, fermo preventivo fino a 12 ore per soggetti sospetti prima di manifestazioni e ampliamento della tutela legale per le forze dell’ordine. Il testo è stato modificato dopo confronti con il Quirinale, che ha sollevato dubbi su costituzionalità e libertà personali, facendo escludere l’ipotesi di una cauzione per chi organizza manifestazioni. Il decreto introduce anche nuovi reati, sanzioni per commercianti e responsabilità economiche per i genitori di minori che commettono alcuni illeciti. Il secondo provvedimento è un disegno di legge, con norme più procedurali su concorsi e carriere nelle forze dell’ordine, mentre sono state escluse misure più controverse come il blocco navale. Nel complesso, la scelta di dividere gli interventi risponde all’esigenza politica di mostrare azioni immediate sulla sicurezza, mentre il disegno di legge seguirà l’iter parlamentare ordinario.

🇺🇸 Mercoledì Tom Homan, incaricato dall’amministrazione di Donald Trump di coordinare le operazioni anti-immigrazione in Minnesota, ha annunciato il ritiro di circa 700 agenti, lasciandone nello stato circa 2mila, prima riduzione significativa dopo l’invio di quasi 3mila agenti a inizio dicembre per una vasta campagna di rastrellamenti contro immigrati ritenuti irregolari. L’operazione, denominata Metro Surge, ha portato a circa 3mila arresti ma ha suscitato forti proteste soprattutto a Minneapolis, a causa dei metodi ritenuti estremamente violenti, durante i quali agenti dell’ICE e della Border Patrol hanno ucciso Renee Nicole Good e Alex Pretti. Dopo il secondo omicidio Trump ha cambiato approccio, sostituendo il comandante aggressivo Gregory Bovino con Homan, favorevole a operazioni mirate basate su indagini e meno orientate a rastrellamenti di massa. Le operazioni e le proteste proseguono, ma con modifiche pensate per ridurre le tensioni: tra queste l’introduzione progressiva di bodycam per gli agenti, oltre al già citato taglio al personale. L’annuncio è arrivato dopo una conferenza a Capitol Hill organizzata da due deputati democratici, in cui hanno parlato vittime di violenze e familiari di Good. Venerdì scorso il Dipartimento di Giustizia ha annunciato l’apertura di un’indagine federale sui diritti civili per l’uccisione di Alex Pretti, infermiere trentasettenne colpito il 24 gennaio dalla polizia di frontiera durante una protesta contro le politiche anti-immigrazione. Il viceprocuratore Todd Blanche ha affidato l’indagine all’FBI per ricostruire i fatti del giorno e delle settimane precedenti, segnando un cambio di approccio rispetto alla precedente gestione del caso, limitata a una verifica interna del Dipartimento per la Sicurezza Interna sulle procedure operative, con poche possibilità di incriminazioni federali; Blanche ha comunque definito l’operazione una “indagine standard”.

🇨🇴 Martedì il presidente colombiano Gustavo Petro e quello statunitense Donald Trump si sono incontrati alla Casa Bianca, definendo il colloquio cordiale dopo mesi di forti tensioni diplomatiche e attacchi reciproci. I due hanno discusso della cooperazione contro il narcotraffico e di altre questioni, comprese le sanzioni statunitensi contro Petro, senza però fornire dettagli pubblici sugli accordi. L’incontro, svolto nello Studio Ovale per ridurre le tensioni bilaterali, arriva dopo accuse statunitensi di coinvolgimento del governo colombiano nel traffico di cocaina e dopo lo scontro politico legato all’attacco USA in Venezuela, criticato da Petro. I rapporti si erano deteriorati da mesi: Petro, primo presidente colombiano di sinistra in carica dal 2022, aveva criticato gli Stati Uniti all’ONU e subito la revoca del visto e sanzioni personali da Washington. Durante la conferenza stampa successiva, Petro ha sostenuto che i principali capi del narcotraffico operano fuori dalla Colombia, citando città come Dubai, Madrid e Miami, e ha pubblicato sui social la foto di un cappello ricevuto da Trump con lo slogan “Make Americas Great Again”.

🇨🇺 Nelle ultime settimane gli Stati Uniti hanno intensificato la pressione economica su Cuba, puntando soprattutto a bloccare le forniture di petrolio con l’obiettivo dichiarato di indebolire l’economia e il governo dell’isola. Washington ha minacciato dazi contro i paesi che continuano a rifornire Cuba di greggio e ha spinto partner come il Messico a ridurre o interrompere le spedizioni, mentre sono in corso contatti preliminari tra i due paesi su possibili negoziati. Cuba dipende fortemente dalle importazioni energetiche: storicamente riceveva petrolio soprattutto dal Venezuela e più recentemente dal Messico, e la riduzione di questi flussi sta aggravando la crisi energetica interna. Le interruzioni delle forniture stanno causando carenze di carburante, blackout e difficoltà economiche diffuse, con effetti sui trasporti, sui prezzi e sulla disponibilità dei beni essenziali. L’evoluzione della situazione resta incerta, ma senza forniture estere stabili il paese rischia un peggioramento della crisi economica e sociale, mentre gli Stati Uniti sostengono che un accordo con Washington potrebbe evitare un deterioramento umanitario più grave.

🇮🇷 Il parlamento iraniano ha classificato tutti gli eserciti dei Paesi dell’Unione Europea come «gruppi terroristici», in risposta alla recente decisione europea di inserire nella stessa lista i Guardiani della rivoluzione, forza militare nata dopo la rivoluzione islamica del 1979, centrale nella repressione interna e con forti interessi economici nel paese. La scelta dell’UE è arrivata dopo la violenta repressione delle proteste in Iran, con l’Alta rappresentante Kaja Kallas che ha condannato duramente le azioni del regime. I Guardiani della rivoluzione sono considerati organizzazione terroristica dagli Stati Uniti dal 2019 e, più recentemente, anche da altri Paesi come Canada, Australia, Ecuador e Argentina. La mossa iraniana è ritenuta soprattutto simbolica, ma segnala un ulteriore deterioramento dei rapporti con l’Unione Europea, accompagnato da dure critiche politiche verso l’Europa.

🇮🇳 Lunedì il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato un accordo commerciale con l’India che prevede la riduzione dei dazi sui prodotti indiani dal 50% al 18%, collegandola all’impegno del primo ministro Narendra Modi a interrompere gli acquisti di petrolio russo e ad aumentare quelli dagli Stati Uniti (e potenzialmente dal Venezuela).
I dettagli dell’intesa restano limitati: Trump sostiene che l’India ridurrà anche barriere commerciali verso gli Usa e aumenterà l’acquisto di prodotti statunitensi, mentre Modi ha confermato pubblicamente soprattutto il taglio dei dazi al 18%.  Il nuovo livello tariffario è inferiore rispetto a quello applicato ad altri paesi asiatici concorrenti, migliorando la competitività indiana e contribuendo a rafforzare mercati azionari e valuta locale.  I dazi del 50% erano stati introdotti nell’agosto 2025 come misura punitiva per gli acquisti di petrolio russo da parte dell’India, nonostante il Paese sia rimasto un partner commerciale rilevante per gli Stati Uniti. L’accordo arriva a breve distanza dalla firma dell’intesa commerciale tra India e Unione Europea, conclusa dopo lunghi negoziati.

🇨🇷 Laura Fernández ha vinto le elezioni presidenziali in Costa Rica e diventerà la nuova presidente del paese. Trentanovenne, esponente del Partito del Popolo Sovrano di destra, è stata più volte ministra del presidente uscente Rodrigo Chaves e si pone in continuità con il suo governo. Con circa il 96 per cento dei seggi scrutinati, ha ottenuto poco più del 48 per cento dei voti, evitando il ballottaggio; l’affluenza è stata intorno al 70 per cento. Il principale sfidante, il socialdemocratico Álvaro Ramos, ha ottenuto circa il 33 per cento e ha riconosciuto la sconfitta, mentre la frammentazione dell’opposizione in 20 candidati ha favorito la candidata governativa. La campagna elettorale è stata dominata dal tema della sicurezza, in un contesto di aumento della violenza legato al rafforzamento del narcotraffico e delle bande locali. Fernández ha indicato come possibile modello El Salvador e ha ipotizzato misure straordinarie, come uno stato di emergenza e la sospensione di alcune garanzie costituzionali. Oltre alla sicurezza, la nuova presidente dovrà affrontare riforme statali e austerità fiscale e gestire il rapporto con Chaves, ancora molto popolare. Nelle elezioni parlamentari, ancora in corso di scrutinio, il suo partito è favorito ma potrebbe non ottenere la maggioranza assoluta; il voto si è svolto in modo pacifico.

🇳🇪 Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attentato notturno all’aeroporto Diori Hamani di Niamey, in Niger, tramite la sua agenzia Amaq. L’attacco si inserisce nel contesto della violenza jihadista nel Sahel e segue altri attentati attribuiti a gruppi affiliati all’ISIS nel paese. Il bilancio preciso delle vittime non è ancora chiaro: le autorità nigerine riferiscono di circa 20 terroristi uccisi, 11 feriti o catturati e quattro soldati feriti. Il leader della giunta Abdourahamane Tchiani, al potere dal colpo di Stato del 2023 e vicino alla Russia, ha ringraziato Mosca per il supporto e ha accusato Francia, Benin e Costa d’Avorio di essere coinvolti nell’attacco senza fornire prove.

🇸🇾 Un accordo tra il governo siriano e le Forze democratiche siriane prevede la fine dell’autonomia dei territori curdi nel nordest della Siria e la loro reintegrazione sotto Damasco, con l’assorbimento graduale di milizie e istituzioni curde nello Stato. Le forze di sicurezza governative sono entrate ad al Hasakah e si preparano a farlo anche a Qamishli, senza resistenza armata, segnando di fatto la fine del Rojava. Entro dieci giorni Damasco dovrebbe assumere il controllo di confini, aeroporto, pozzi petroliferi e principali strutture militari, mentre resta incerta la situazione di Kobane, ancora sotto controllo curdo ma circondata. Il Rojava, nato nel 2012 come esperimento di autogoverno curdo e rafforzatosi nella guerra contro l’ISIS con il sostegno occidentale, si ispirava al confederalismo democratico. Il nuovo contesto politico, con il crollo del regime di Assad, la perdita del supporto statunitense alle SDF e la pressione turca, ha favorito l’intesa, dopo mesi di scontri che hanno causato circa 3.000 morti in varie aree del paese. L’accordo prevede lo scioglimento delle milizie curde integrate nell’esercito siriano e, in cambio, il riconoscimento di alcuni diritti civili, tra cui l’uso del curdo come lingua nazionale non ufficiale e l’accesso al passaporto siriano.

🇺🇸 Alcuni membri del Congresso statunitense hanno potuto visionare, con mesi di ritardo, un reclamo riservato presentato da una persona interna all’intelligence contro Tulsi Gabbard, direttrice delle 18 agenzie di intelligence, nominata da Trump nonostante forti critiche sulla sua idoneità. Il contenuto resta in gran parte sconosciuto, ma secondo indiscrezioni potrebbe danneggiare gravemente la sicurezza nazionale e accusa Gabbard di aver ostacolato la diffusione di un rapporto di intelligence e di aver favorito omissioni legali per motivi politici. La denuncia è stata condivisa con il Congresso solo dopo un lungo stallo e in forma fortemente censurata, tramite l’uso del privilegio esecutivo, pratica rara in casi simili. L’ispettore generale ha spiegato che inizialmente non era stato possibile verificare la credibilità totale delle accuse, mentre l’avvocato del denunciante ha denunciato ritardi e limitazioni nell’accesso al documento. Gabbard, ex deputata democratica poi alleata di Trump, guida un mandato molto controverso, con un ruolo marginale su alcune decisioni chiave di sicurezza nazionale e incarichi legati alle contestazioni sui risultati elettorali del 2020.

🇧🇷 Il caso Banco Master è da mesi al centro dei media brasiliani per uno scandalo finanziario che coinvolge politica, magistratura e sistema bancario. La banca, cresciuta rapidamente negli ultimi cinque anni sotto la guida di Daniel Vorcaro, è stata liquidata a novembre dopo aver generato un buco di oltre 7 miliardi di euro, con più di 1,5 milioni di clienti da rimborsare tramite il fondo di garanzia. L’istituto offriva interessi molto elevati e utilizzava i depositi per investimenti ad alto rischio, falsificando operazioni per simulare solidità e ottenendo finanziamenti pubblici senza adeguate garanzie. Vorcaro, con ampie relazioni politiche ed economiche, è stato arrestato mentre tentava di fuggire a Dubai; la liquidazione ha causato licenziamenti, arresti di dirigenti e il più grande salvataggio bancario della storia del Brasile. Lo scandalo coinvolge anche membri della Corte Suprema, esponenti politici di diversi schieramenti e solleva critiche sulla vigilanza della Banca Centrale. Il caso potrebbe avere ripercussioni politiche in vista delle prossime elezioni nazionali e locali.

🖥️ Il Washington Post ha annunciato il licenziamento di circa 300 giornalisti su 800 e di molti altri dipendenti, a causa di una crisi economica legata sia a fattori strutturali del settore sia alle scelte del proprietario Jeff Bezos. Diversi osservatori collegano il declino anche al tentativo di non compromettere i rapporti con Donald Trump, che avrebbe danneggiato la credibilità storica del giornale. I tagli hanno colpito duramente varie redazioni e sedi, e sono stati comunicati improvvisamente, anche a giornalisti all’estero. Dopo anni di crescita e utili tra il 2016 e il 2020, il giornale ha registrato forti perdite dal 2023, aggravate dalla crisi pubblicitaria, dai cambiamenti degli algoritmi social e dall’impatto dell’intelligenza artificiale. Le decisioni editoriali recenti, come lo stop all’endorsement elettorale e il cambio di linea nella sezione opinioni, hanno causato disdette di abbonamenti e tensioni interne. Parte della redazione e il sindacato chiedono ora cambiamenti nella gestione o la vendita del giornale, mentre alcuni ritengono i tagli una scelta strategica più che una necessità economica.

👩‍🚀 SpaceX ha acquisito xAI, entrambe di proprietà di Elon Musk, in un’operazione stimata da fonti giornalistiche statunitensi intorno ai 250 miliardi di dollari, creando la società privata con il più alto valore al mondo, circa 1.250 miliardi. SpaceX, fondata nel 2002 per ridurre i costi dei lanci spaziali, si unisce a xAI, nata nel 2023 e proprietaria del social X dal marzo 2025. La fusione potrebbe rafforzare xAI con maggiori risorse per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e consentire a SpaceX di integrare l’AI nell’esplorazione spaziale. Musk ha inoltre ipotizzato data center spaziali alimentati da energia solare per rispondere alla crescente domanda energetica dell’AI, collegati anche a un piano presentato alla FCC per una rete fino a un milione di satelliti-orbitali data center.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo