Tra negoziati e ultimatum, non si sblocca la situazione in Iran. | Meta e Google condannate per “dipendenza” da social. | Non passa il referendum giustizia, trionfa il No.

Tra una raffica di vento e l’altra è passata una nuova settimana.

7 giorni ricchi di notizie importanti e nuove situazioni da tenere sotto controllo, in Medioriente ma non solo. Sicuramente è da lì che partiremo, con le ultime sulla guerra in Iran, negoziati e ultimatum vari. Poi importantissimi aggiornamenti sulla ormai nota questione con al centro Meta e infine i risultati del referendum giustizia. E nelle brevi ulteriori fatti chiave.

Partiamo immediatamente 👇

🇮🇷 USA-IRAN-ISRAELE: TRA MINACCE E NUOVI ATTACCHI, LO STRETTO DI HORMUZ RESTA ANCORA CHIUSO

1) Nel prosieguo del conflitto in Medio Oriente, il coinvolgimento internazionale si è ampliato con la decisione del Regno Unito di autorizzare gli Stati Uniti a utilizzare le proprie basi nella regione per colpire i siti iraniani da cui partono gli attacchi contro le navi nello stretto di Hormuz, pur mantenendo una posizione più cauta rispetto alle richieste del presidente americano Donald Trump, che ha criticato i paesi della NATO per il mancato supporto diretto alle operazioni di scorta navale. Sul piano militare, l’Iran ha dimostrato capacità offensive più ampie del previsto lanciando missili a lunga gittata contro la base di Diego Garcia, gestita da Stati Uniti e Regno Unito, e colpendo anche le città israeliane di Dimona e Arad, vicino a un sito nucleare strategico, mentre Israele ha continuato i bombardamenti su obiettivi in Iran, Libano e Siria, uccidendo esponenti di rilievo delle forze iraniane e delle milizie alleate e intensificando le operazioni contro Hezbollah. Parallelamente, il conflitto ha assunto una dimensione sempre più energetica e strategica: Teheran ha attaccato infrastrutture petrolifere nel Golfo e minaccia la chiusura completa dello stretto di Hormuz, mentre Washington ha ventilato la possibilità di colpire centrali elettriche iraniane se il passaggio non verrà riaperto, in un’escalation che ha fatto mantenere elevati i prezzi del petrolio e sollevato timori globali di una crisi energetica prolungata. Gli scontri si sono estesi anche sul piano politico e diplomatico, con dichiarazioni contraddittorie di Trump tra apertura a un rallentamento delle operazioni e minacce di nuovi attacchi, mentre sul terreno proseguono le ostilità diffuse, inclusi attacchi iraniani ai paesi del Golfo e operazioni israeliane in Libano, dove si registrano oltre mille vittime, in un contesto di crescente instabilità regionale e rischio di allargamento del conflitto.

🇮🇷 USA-IRAN-ISRAELE: NEGOZIAZIONI, ULTIMATUM E “PIANI” NON SMUOVONO LA SITUAZIONE, MENTRE SI TEME UNA NUOVA ESCALATION

2) Nel corso degli ultimi giorni, il conflitto è rimasto instabile, tra escalation militare e tentativi opachi di negoziazione. Il presidente Donald Trump ha più volte rinviato l’ultimatum imposto a Teheran per la riapertura dello stretto di Hormuz, parlando di contatti “produttivi” mai confermati dall’Iran, che continua a negare l’esistenza di veri negoziati pur valutando un piano statunitense in 15 punti. Nel frattempo, lo stretto resta in gran parte chiuso o soggetto a restrizioni e pedaggi imposti da Teheran, con pesanti ripercussioni globali: volatilità del prezzo del petrolio (tornato sopra i 100 dollari al barile), traffico marittimo ridotto e tensioni energetiche tali da spingere paesi e organizzazioni internazionali a usare riserve strategiche. Sul piano militare, proseguono gli attacchi reciproci: Israele ha intensificato i bombardamenti in Iran e in Libano contro Hezbollah, ipotizzando anche un’occupazione del sud libanese, mentre Teheran continua a colpire obiettivi nella regione e a rafforzare la propria struttura di sicurezza interna, arrestando centinaia di persone. Il conflitto si è progressivamente regionalizzato, coinvolgendo indirettamente paesi del Golfo e causando vittime anche fuori dai principali fronti, mentre emergono pressioni internazionali – tra cui quelle attribuite al principe saudita Mohammed bin Salman – per proseguire la guerra fino al rovesciamento del regime iraniano. Parallelamente, gli Stati Uniti rafforzano la propria presenza militare con migliaia di soldati aggiuntivi e valutano ulteriori invii, mentre restano ambigui gli sviluppi diplomatici: da un lato aperture a incontri mediati (anche tramite Pakistan), dall’altro condizioni iraniane giudicate inaccettabili. In questo contesto, il rischio di un’ulteriore escalation resta elevato, alimentato da operazioni militari in espansione, interessi energetici globali e negoziati ancora fragili e contraddittori.

📱 DIPENDENZA, ANSIA E DEPRESSIONE DA SOCIAL: META E GOOGLE CONDANNATE A RISARCIRE UNA GIOVANE DONNA

3) Una giuria popolare di Los Angeles ha condannato Meta e Google a risarcire con 3 milioni di dollari una giovane donna che aveva sviluppato una dipendenza dai social network durante l’infanzia, con conseguenze come ansia, depressione e disturbi legati all’immagine corporea. Il risarcimento sarà suddiviso tra le due aziende, con Meta responsabile del 70% e Google del 30%, mentre l’eventuale ammontare dei danni punitivi sarà stabilito in seguito.

Si tratta della prima sentenza di questo tipo, destinata probabilmente a fare da precedente per circa 2.000 cause simili attualmente in corso. Il processo, durato cinque settimane, ha richiamato l’attenzione anche per il parallelo con le cause contro le industrie del tabacco degli anni Novanta, accusate di aver ignorato gli effetti nocivi dei loro prodotti.

La donna, oggi ventenne e identificata come K.G.M., aveva iniziato a utilizzare YouTube a 6 anni e Instagram a 11. L’accusa sosteneva che alcune funzionalità delle piattaforme, tra cui lo scorrimento infinito, l’autoplay e gli algoritmi di raccomandazione, fossero progettate per creare dipendenza, senza considerare le conseguenze sugli utenti. Sono stati inoltre indicati come dannosi i filtri fotografici, ritenuti in grado di accentuare problemi psicologici legati all’immagine corporea, tra cui la dismorfofobia.

Le aziende hanno respinto le accuse, sostenendo l’assenza di prove scientifiche sulla dipendenza da social e richiamando le normative che limitano la loro responsabilità sui contenuti pubblicati dagli utenti. In precedenza, la donna aveva raggiunto accordi extragiudiziali con TikTok e Snap.

Parallelamente, un tribunale del New Mexico ha condannato Meta a una multa di 375 milioni di dollari per non aver adeguatamente informato gli utenti sui rischi delle piattaforme e per non aver protetto i minori. Poco prima della sentenza di Los Angeles, Meta aveva inoltre licenziato 700 dipendenti.

🇮🇹 REFERENDUM GIUSTIZIA, TRIONFA IL NO CON IL 54% DEI VOTI. GLI SCENARI FUTURI

4) Il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si è concluso con la vittoria del No, che ha ottenuto il 53,74% dei voti contro il 46,26% del Sì, determinando la bocciatura della riforma promossa dal governo guidato da Giorgia Meloni. I principali esponenti del centrodestra hanno riconosciuto la sconfitta, ribadendo tuttavia l’intenzione di proseguire l’azione di governo, mentre il centrosinistra ha rivendicato il risultato come una vittoria politica, con alcune richieste implicite di dimissioni rivolte alla presidente del Consiglio.

L’affluenza si è attestata al 55,7%, dato influenzato dalla bassa partecipazione degli italiani all’estero; considerando solo il territorio nazionale, ha raggiunto il 58,93%, superando le previsioni e risultando più alta rispetto ai referendum costituzionali del 2020 e del 2006, ma inferiore a quella del 2016. Le regioni con maggiore partecipazione sono state Emilia-Romagna, Toscana e Umbria, mentre Sicilia, Calabria e Campania hanno registrato i livelli più bassi.

Il No ha prevalso in 17 regioni su 20, incluse tutte quelle governate dal centrosinistra, ma anche in diverse amministrate dal centrodestra. Il Sì ha invece vinto in Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, con il Veneto come regione più favorevole alla riforma. Dal punto di vista anagrafico, il Sì ha ottenuto la maggioranza solo tra gli elettori tra i 50 e i 64 anni, mentre il No ha prevalso in tutte le altre fasce, in particolare tra i 35 e i 49 anni.

La riforma prevedeva la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti, la divisione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi distinti e l’istituzione di un’Alta corte disciplinare per la gestione delle sanzioni nei confronti dei magistrati.

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Brevi parecchio ricche a sto giro 👇

🇮🇹 Piccolo aggiornamento dopo l’esito del referendum. La ministra del Turismo Daniela Santanchè si è dimessa dopo oltre tre anni di resistenza alle pressioni politiche, legate ai suoi problemi giudiziari. La svolta è arrivata dopo la sconfitta del governo al referendum sulla giustizia e le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro, coinvolto in un’inchiesta su presunti legami indiretti con ambienti criminali. La sua uscita ha rafforzato la posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha esplicitamente chiesto a Santanchè di lasciare l’incarico. Nel comunicato, Santanchè ha sottolineato di essersi dimessa solo su richiesta pubblica della premier, ribadendo di non voler essere associata alla sconfitta referendaria né al caso Delmastro. Figura di rilievo in Fratelli d’Italia, anche per il suo sostegno economico al partito, Santanchè è coinvolta in diversi procedimenti giudiziari, tra cui falso in bilancio e truffa aggravata legata alla gestione di Visibilia, oltre ad altre indagini per fallimenti societari. Nonostante ciò, ha rivendicato l’assenza di condanne definitive nel suo certificato penale.

🇺🇦 La Russia ha lanciato martedì quasi 950 droni contro diverse aree dell’Ucraina, nel più vasto attacco in un solo giorno dall’inizio della guerra, causando almeno tre morti, decine di feriti e gravi danni a edifici e infrastrutture. Le difese ucraine hanno abbattuto molti velivoli, ma non tutti. Tra i siti colpiti figura anche il monastero dei Bernardini a Leopoli, patrimonio UNESCO. Oltre 500 droni sono stati impiegati già in mattinata, evento insolito rispetto ai consueti attacchi notturni. I bombardamenti hanno interessato infrastrutture civili ed energetiche, provocando blackout in diverse regioni e colpendo anche zone lontane dal fronte. Gli attacchi hanno inoltre interrotto un collegamento elettrico chiave tra Unione Europea, Moldavia e Ucraina. Il presidente ucraino Zelensky ha denunciato l’assenza di volontà russa di porre fine al conflitto, chiedendo ulteriore supporto militare ai paesi occidentali.

🇨🇴 Gli Stati Uniti hanno avviato indagini preliminari sul presidente colombiano Gustavo Petro per presunti legami con il narcotraffico, coinvolgendo due procure federali di New York, a Manhattan e Brooklyn. Le inchieste, non ancora pubbliche, riguardano possibili contatti con narcotrafficanti e finanziamenti illeciti alla sua campagna, ma al momento non risultano accuse formali né un ruolo diretto della Casa Bianca. Petro, in carica dal 2022 e primo presidente di sinistra del Paese, è stato tra i leader più critici verso l’intervento statunitense in Venezuela. In passato Donald Trump lo aveva accusato senza prove di essere coinvolto nel narcotraffico, con affermazioni simili a quelle rivolte a Nicolás Maduro, poi arrestato. Nonostante tensioni pregresse, un incontro tra Trump e Petro a Washington a inizio febbraio si era svolto in modo complessivamente positivo.

🇺🇳 L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che definisce la tratta transatlantica degli schiavi come «il più grave crimine contro l’umanità». Il testo, dal forte valore simbolico ma non vincolante, invita gli Stati membri a promuovere azioni riparative, come scuse ufficiali, risarcimenti, restituzioni di opere sottratte e iniziative di sensibilizzazione sul colonialismo. Proposta dal Ghana, la risoluzione è stata approvata da 123 paesi, con il voto contrario di Stati Uniti, Israele e Argentina e l’astensione di 52 paesi, tra cui l’Italia. Alcuni Stati, come il Regno Unito, ritengono di non dover rispondere per azioni del passato. Il Ghana, storicamente coinvolto nella tratta degli schiavi, è tra i principali promotori di richieste di risarcimento, sostenendo che le conseguenze di colonialismo e schiavismo persistano ancora oggi in forma di disuguaglianze, povertà e razzismo. Tra il XVI e il XIX secolo, si stima che tra 12 e 15 milioni di africani siano stati deportati nelle Americhe, con oltre due milioni di morti durante il viaggio.

🇪🇺 Il Parlamento europeo ha approvato una proposta per istituire centri di rimpatrio fuori dall’UE destinati ai migranti con domanda d’asilo respinta, sul modello già adottato dall’Italia in Albania. Il voto, sostenuto da destra ed estrema destra, avvia ora negoziati con il Consiglio dell’Unione Europea per definire il testo finale. La misura si inserisce in un generale inasprimento delle politiche migratorie, con l’obiettivo di aumentare le espulsioni, oggi effettive solo nel 20% dei casi. Il piano prevede l’obbligo di cooperazione dei migranti e la possibilità di detenzione fino a 24 mesi, oltre a norme più severe per chi è ritenuto un rischio per la sicurezza. Critiche sono arrivate da organizzazioni per i diritti umani, che denunciano possibili abusi nei centri. La votazione segna anche un cambiamento politico, con il Partito Popolare Europeo che ha trovato un accordo con l’estrema destra per ottenere l’approvazione.

🖥️ Un tribunale federale della California ha sospeso temporaneamente le restrizioni imposte dall’amministrazione di Donald Trump contro la società di intelligenza artificiale Anthropic, nota per il chatbot Claude e per i contratti con il Dipartimento della Difesa. Al centro della disputa, la richiesta del segretario alla Difesa Pete Hegseth di utilizzare liberamente le tecnologie dell’azienda anche per scopi militari e di sorveglianza, a cui Anthropic si era opposta. La giudice Rita Lin ha accolto il ricorso dell’azienda, ritenendo illegittimo l’uso del potere statale per reprimere opinioni sgradite, e ha sospeso sia la designazione di “rischio per la catena di approvvigionamento” sia il divieto per le agenzie federali di utilizzare i suoi prodotti. La misura, solitamente applicata a entità legate a governi stranieri, aveva portato all’esclusione dell’azienda dai contratti pubblici. Anthropic ha denunciato un’azione ideologica e una violazione della libertà di espressione, mentre la decisione del tribunale resta provvisoria e il caso è destinato a proseguire.

📱Dopo circa due anni di diffusione e notorietà per la creazione di video realistici da testo, l’app Sora di OpenAI sarà chiusa, come annunciato a sorpresa dal team di sviluppo. La decisione ha implicazioni rilevanti: tra queste, il ritiro di Disney dall’accordo da un miliardo di euro che prevedeva l’uso dei suoi personaggi sulla piattaforma, inizialmente visto anche come soluzione alle controversie sul diritto d’autore. Le ragioni della chiusura non sono ufficiali, ma analisti indicano costi elevati e una domanda di mercato incerta, in un contesto in cui OpenAI sta riallocando risorse verso settori più redditizi come programmazione e robotica, anche in vista della quotazione in borsa. L’azienda avrebbe inoltre interrotto lo sviluppo di prodotti video correlati, puntando su strumenti di produttività e tecnologie di AI “agente”. La chiusura di Sora segnala un ridimensionamento delle ambizioni nel video generativo e lascia Google in posizione dominante in questo ambito.

🇨🇴 Un aereo militare è precipitato lunedì pomeriggio a Puerto Leguízamo, nel sudovest della Colombia, causando almeno 66 morti, decine di feriti e 4 dispersi tra le 128 persone a bordo. Il velivolo, partito dalla base di Caucayá e diretto a Puerto Asís, è caduto poco dopo il decollo, provocando un incendio e l’esplosione di parte delle munizioni. I primi soccorsi sono stati prestati dagli abitanti della zona, mentre le strutture sanitarie locali sono rapidamente andate in sovraffollamento, rendendo necessario il trasferimento dei feriti in altre città, tra cui Bogotá. Le cause dell’incidente non sono ancora chiare, ma secondo l’aeronautica si sarebbe verificato un problema subito dopo la partenza. Il presidente Gustavo Petro ha collegato l’accaduto alla carenza di fondi per la difesa, sottolineando anche l’obsolescenza del velivolo, un Hercules C-130 del 1983. Un incidente simile con lo stesso modello si era verificato a fine febbraio in Bolivia.

🇮🇹 La procura di Roma indaga su un presunto sistema di manipolazione di appalti pubblici che coinvolgerebbe 26 persone tra imprenditori e funzionari, con accuse che includono corruzione, traffico di influenze e turbativa d’asta. Le perquisizioni hanno riguardato grandi enti come Terna, RFI, il Polo Strategico Nazionale e il ministero della Difesa. Al centro dell’inchiesta vi sarebbero i rapporti tra le società Red Hat e Nsr, con l’ipotesi di gare pilotate per favorire quest’ultima. Tra i casi esaminati, una gara da 400 milioni di RFI e appalti legati alla Difesa, in cui sarebbero state diffuse informazioni riservate in cambio di benefici personali. Coinvolto anche il Polo Strategico Nazionale, accusato di pressioni per includere specifici fornitori nei propri servizi. Un filone riguarda inoltre l’Aeronautica, con accuse di corruzione a un generale. L’indagine deriva da un precedente caso su Sogei, culminato nel 2024 con l’arresto e il patteggiamento del suo ex direttore generale per corruzione.

📧 Il consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha annunciato l’intenzione di acquisire l’intero capitale di TIM, di cui è già primo azionista con il 27 per cento. L’operazione mira a rilanciare la società di telecomunicazioni, da tempo in difficoltà, integrandone progressivamente le attività con quelle di Poste, che già opera anche nei servizi finanziari, energetici e di telefonia. L’acquisizione avverrebbe tramite un’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS), con un corrispettivo di 0,167 euro e 0,0218 azioni Poste per ogni azione TIM, includendo un premio superiore al 9 per cento per gli azionisti. L’obiettivo è raggiungere almeno i due terzi del capitale per ottenere il controllo effettivo della società. Il valore complessivo dell’offerta è di 10,8 miliardi di euro e la procedura dovrebbe concludersi entro fine 2026. Se completata, l’operazione riporterebbe lo Stato italiano, principale azionista di Poste, a detenere indirettamente la maggioranza del nuovo gruppo e a tornare azionista di TIM.

⚕️Da sabato scorso in diversi paesi è scaduto il brevetto detenuto da Novo Nordisk su Ozempic e Wegovy, farmaci a base di semaglutide utilizzati per diabete e obesità, finora costosi e poco accessibili fuori dai paesi più ricchi. La fine dell’esclusiva consentirà la produzione di versioni generiche a prezzi molto più bassi, con un impatto potenzialmente enorme in mercati come Cina, India e Brasile, dove vivono centinaia di milioni di pazienti. Questi farmaci, somministrati tramite iniezione e appartenenti agli agonisti del recettore GLP-1, si sono dimostrati efficaci anche in ambiti come la prevenzione cardiovascolare e alcune dipendenze. La maggiore accessibilità potrebbe favorirne l’inclusione nei sistemi sanitari pubblici, ampliandone ulteriormente la diffusione. Restano però incertezze sugli effetti a lungo termine e sul mantenimento dei benefici dopo la sospensione della terapia. Nel frattempo, Novo Nordisk ha tentato di difendere la propria posizione con azioni legali e riduzioni di prezzo, mentre cresce la concorrenza di aziende come Eli Lilly.

🏀 Dopo oltre 16 mesi di negoziati, il 24 marzo la WNBA ha approvato un nuovo contratto collettivo che prevede un aumento medio degli stipendi del 364%, con salari medi oltre i 580mila dollari e massimi fino a 1,4 milioni. L’accordo, valido fino al 2032, introduce anche una quota del 20% dei ricavi per le giocatrici e un forte incremento del salary cap. Il risultato riflette la crescita recente della lega, trainata da maggiore popolarità e investimenti, pur restando ampio il divario con l’NBA. In passato, i compensi erano considerati insufficienti, costringendo molte atlete a giocare all’estero; le trattative sono state tese e hanno rischiato di ritardare la stagione. L’intesa rappresenta un passo storico per il basket femminile, garantendo maggiore stabilità economica e autonomia alle giocatrici, mentre la lega continua ad espandersi e ad attirare attenzione.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

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