Conflitto ancora in stallo, con gli Houthi che entrano in guerra. | Trump parla alla nazione e… | Italia (nuovamente) fuori agli spareggi per i Mondiali.
Edizione delle news pre-Pasqua così non arrivate impreparati ai pranzi.
Ovviamente al centro gli ultimi sviluppi della guerra in Iran e dintorni, con ciò che è accaduto in settimana e possibili scenari futuri. Segue un importante aggiornamento da Israele, con info su una legge che potrebbe diventare molto pericolosa e infine, last but not least, l’eliminazione (l’ennesima) dell’Italia dai mondiali di calcio.
Tanta carne al fuoco (anche perché è quasi Pasquetta) 👇
🇮🇷 GUERRA IN IRAN: ESCLUSE OPERAZIONI DI TERRA (PER ORA), MENTRE GLI HOUTHI ENTRANO NEL CONFLITTO

1) Nel corso della quarta settimana di guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, il conflitto si è ulteriormente ampliato sul piano militare e regionale, con attacchi continui e segnali contrastanti sul fronte politico: mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha escluso ufficialmente l’impiego di truppe di terra parlando di una guerra destinata a durare «settimane, non mesi», fonti giornalistiche indicano che Washington sta valutando l’invio di ulteriori contingenti dopo aver già dispiegato migliaia di marines e paracadutisti, alimentando le ipotesi di una possibile invasione; sul terreno Israele ha intensificato i bombardamenti in Iran colpendo anche infrastrutture nucleari ed energetiche e proseguendo l’offensiva in Libano contro Hezbollah, dove le vittime hanno superato quota 1.200, mentre Teheran ha continuato a lanciare attacchi contro i paesi del Golfo e obiettivi statunitensi, ferendo militari americani in Arabia Saudita e colpendo anche navi e installazioni strategiche nella regione. L’ingresso diretto degli Houthi nel conflitto, con il lancio di missili e droni contro Israele, segna un ulteriore rischio di escalation, mentre restano instabili le rotte energetiche: lo stretto di Hormuz è ancora in gran parte chiuso, con alcune eccezioni negoziate dal Pakistan, e il prezzo del petrolio continua a salire incidendo sui mercati globali. Parallelamente proseguono tentativi diplomatici ancora incerti, con Islamabad impegnata a mediare e incontri tra paesi regionali, mentre l’Iran nega negoziati diretti e valuta misure strutturali come l’introduzione di pedaggi nello stretto; Donald Trump alterna aperture su presunti progressi con esponenti del regime, tra cui Mohammad Bagher Ghalibaf, a minacce di attacchi su larga scala contro infrastrutture civili iraniane. Il conflitto ha inoltre prodotto conseguenze collaterali rilevanti, tra cui blackout e isolamento digitale in Iran, attacchi informatici, incidenti che coinvolgono forze ONU e NATO e tensioni religiose, come il temporaneo divieto imposto a Gerusalemme al cardinale Pierbattista Pizzaballa, in un contesto sempre più complesso e caratterizzato da crescente instabilità regionale.
🇮🇷 GUERRA IN IRAN: NUOVI BOMBARDAMENTI SUI PAESI DEL GOLFO E SUL LIBANO. DISCORSO AMBIGUO DI TRUMP ALLA NAZIONE

2) Nel corso della settimana, l’Iran ha colpito infrastrutture energetiche e obiettivi civili nei paesi del Golfo, inclusi attacchi a petroliere e aeroporti tra Kuwait, Qatar e Dubai, mentre Israele ha continuato i bombardamenti su Teheran e Beirut e gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni con bombardieri B-52 e bombe bunker buster contro siti strategici come Isfahan, dichiarando di aver colpito depositi di munizioni ma senza conferme definitive sull’impatto sul programma nucleare iraniano. Il conflitto ha provocato danni anche alle infrastrutture regionali, tra cui raffinerie e impianti energetici, e ha coinvolto indirettamente altri attori: un drone ha colpito una base britannica a Cipro, mentre milizie filoiraniane sono sospettate del rapimento di una giornalista statunitense a Baghdad. Parallelamente, non accenna a fermarsi la crisi energetica globale: lo stretto di Hormuz resta sostanzialmente chiuso, con traffico ridotto e un sistema di pedaggi imposto dall’Iran, causando un forte aumento dei prezzi del petrolio (oltre 111 dollari al barile) e dei carburanti, con ripercussioni globali e misure di contenimento in diversi paesi. Sul piano politico e militare, Donald Trump ha ventilato un ritiro entro 2-3 settimane e minimizzato l’importanza dello stretto di Hormuz e persino dell’uranio arricchito, oltre a ipotizzare l’uscita degli Stati Uniti dalla NATO e fare pressioni sugli alleati; nel suo discorso alla nazione non ha chiarito strategia né tempistiche, alimentando incertezza sui mercati e tra gli alleati. Nel frattempo, l’Iran continua a negare qualsiasi negoziato e a rifiutare un cessate il fuoco, mentre sul piano diplomatico emergono tentativi paralleli di mediazione, anche con il coinvolgimento della Cina su richiesta iraniana. Le operazioni militari proseguono senza una chiara prospettiva di conclusione, con oltre 1.900 morti in Iran e più di 1.300 in Libano, mentre nuovi scenari – inclusa una possibile escalation terrestre – restano aperti.
🇮🇱 ISRAELE: APPROVATA – TRA MILLE POLEMICHE – UNA NUOVA NORMA CHE INTRODUCE LA PENA DI MORTE AI PALESTINESI CONDANNATI PER TERRORISMO

3) Torniamo per un attimo alla situazione nella Striscia di Gaza. Il parlamento israeliano ha approvato una legge che introduce la pena di morte per i palestinesi condannati per atti di terrorismo letale, cioè con almeno una vittima. Il provvedimento è controverso soprattutto perché sancisce una differenza di trattamento tra palestinesi dei territori occupati e cittadini israeliani. I palestinesi della Cisgiordania, non essendo cittadini ma vivendo sotto controllo israeliano, sono giudicati da tribunali militari, mentre i cittadini israeliani, inclusi gli arabi israeliani, sono processati da tribunali civili.
La legge stabilisce che nei tribunali militari la pena standard per terrorismo sia la morte, relegando l’ergastolo a casi eccezionali; nei tribunali civili, invece, i giudici possono scegliere tra ergastolo e pena capitale, applicabile solo in presenza dell’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele. Di fatto, la pena di morte automatica riguarda quasi esclusivamente i palestinesi, rendendo molto difficile applicarla ai cittadini israeliani.
Il testo prevede l’esecuzione per impiccagione entro 180 giorni dalla sentenza, limitando le possibilità di appello, e consente l’approvazione della condanna con una maggioranza semplice della giuria, senza necessità di unanimità.
La norma è stata criticata da organizzazioni per i diritti umani e da diversi governi occidentali, tra cui Francia, Italia, Regno Unito e Germania, che ne hanno evidenziato il carattere discriminatorio. L’Associazione per i diritti civili in Israele ha presentato ricorso alla Corte suprema, che potrebbe annullare la legge, come già avvenuto in passato su altri provvedimenti governativi. Proposta dal ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, esponente dell’ala più radicale del governo guidato da Benjamin Netanyahu, la legge è stata approvata con 62 voti favorevoli, 48 contrari e un astenuto, con il sostegno del primo ministro.
La normativa si applica a tutti i territori controllati da Israele, inclusa la Cisgiordania e parte della Striscia di Gaza, ma non ha effetto retroattivo. Pur essendo formalmente prevista nell’ordinamento, la pena di morte in Israele non viene applicata dal 1962, quando fu eseguita la condanna del criminale nazista Adolf Eichmann.
⚽ MONDIALI 2026: ITALIA ASSENTE PER LA TERZA VOLTA DI FILA. AZZURRI ELIMINATI DALLA BOSNIA NELLO SPAREGGIO DECISIVO

4) L’Italia è stata eliminata ai rigori dalla Bosnia Erzegovina nello spareggio per l’accesso ai Mondiali 2026, prolungando un’assenza che dura dal 2014 e che si estenderà almeno fino al 2030. Si tratta di uno dei punti più bassi nella storia recente della Nazionale, nonché dell’ennesimo segnale del declino del calcio italiano sotto il profilo tecnico, economico e culturale. Negli ultimi anni, infatti, l’Italia ha fallito più volte la qualificazione, venendo eliminata dalla Svezia nel 2017 e dalla Macedonia del Nord nel 2022, senza precedenti per una nazionale quattro volte campione del mondo.
La partita contro la Bosnia era iniziata positivamente, con il vantaggio firmato da Moise Kean, ma è stata compromessa dall’espulsione di Alessandro Bastoni nel primo tempo. Costretta a difendersi a lungo, l’Italia ha subito il pareggio al 79° minuto dopo un prolungato assedio avversario. I tempi supplementari sono stati poco incisivi e la sfida si è decisa ai rigori, dove gli errori di Pio Esposito e Bryan Cristante hanno condannato gli azzurri.
Nonostante i favori del pronostico, l’Italia ha disputato una gara sottotono, mentre la Bosnia Erzegovina si è confermata la sorpresa delle qualificazioni, dopo aver già eliminato il Galles. La sconfitta italiana non appare episodica, ma inserita in un trend negativo più ampio, che coinvolge anche il rendimento dei club e ridimensiona il successo agli Europei del 2021, sempre più percepito come un’eccezione.
Come conseguenza dell’eliminazione, qualche giorno dopo la partita è stata indetta una riunione “d’emergenza” con i vertici del calcio italiano. Questa ha portato alle dimissioni del criticatissimo presidente della Federcalcio Gabriele Gravina e del commissario tecnico azzurro Gennaro Gattuso.
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Brevi super importanti. Occhio 👇
🇨🇺 La petroliera russa Anatoly Kolodkin è arrivata a Cuba dopo quasi tre mesi di blocco statunitense volto a isolare economicamente l’isola, ma autorizzata dagli Stati Uniti per evitare un collasso totale. Donald Trump ha definito la decisione un gesto umanitario, pur sottolineando che non cambierà la grave crisi energetica, economica e sociale del paese, segnata da blackout, carenza di carburante e paralisi dei servizi essenziali. La mossa non rappresenta un cambio di strategia, bensì un compromesso per mantenere pressione senza destabilizzare completamente Cuba. Tra le possibili spiegazioni figurano anche il coinvolgimento statunitense nella crisi in Medio Oriente, che avrebbe rallentato i piani su Cuba, e un accordo legato alla fornitura di carburante per l’ambasciata USA a L’Avana. Inoltre, si ipotizza l’apertura a forme di privatizzazione del mercato dei carburanti, in linea con gli interessi americani, con aziende pronte a fornire petrolio e sostenere settori critici come ospedali e organizzazioni umanitarie.
👑 Manifestazioni di massa contro l’amministrazione Trump si sono svolte in numerose città degli Stati Uniti e all’estero, nella terza edizione delle proteste “No Kings”, con una partecipazione stimata di oltre 8 milioni di persone. I manifestanti hanno contestato diverse politiche, tra cui la guerra con l’Iran, le misure sull’immigrazione e il caro vita, accusando il presidente di atteggiamenti autoritari. La Casa Bianca ha minimizzato definendo le proteste irrilevanti. Le mobilitazioni hanno coinvolto grandi metropoli come Washington e New York, oltre a centri minori, con episodi simbolici e la partecipazione di figure pubbliche. In Minnesota, epicentro di proteste legate a un controverso episodio di gennaio, si sono registrati interventi politici e artistici. Non sono mancati incidenti isolati, con arresti a Los Angeles e Dallas. Le proteste, dichiarate pacifiche dagli organizzatori, superano per partecipazione quelle precedenti, mentre restano forti le critiche alle politiche di Trump, accusate da alcuni di minacciare la democrazia, accuse respinte dal presidente.
🔞 Un’inchiesta della CNN rivela un sistema sommerso in cui uomini condividono, vendono e trasmettono online abusi sessuali su donne drogate o incoscienti. I giornalisti hanno infiltrato per mesi chat e piattaforme con migliaia di video, spesso accompagnati da istruzioni su come sedare le vittime e da vere e proprie “guide” allo stupro. In alcuni casi, le violenze vengono trasmesse in diretta a pagamento, con spettatori che forniscono indicazioni in tempo reale. L’indagine raccoglie anche le testimonianze di sopravvissute, spesso abusate per anni dai partner senza esserne consapevoli. Si tratta di un fenomeno in crescita, difficile da quantificare, favorito dall’anonimato online, dalla scarsa tracciabilità dei reati e da piattaforme che operano in zone grigie legali, contribuendo alla normalizzazione della violenza.
🌕 Alle 00:35 di giovedì (ora italiana), quattro astronauti sono partiti da Cape Canaveral con la missione Artemis II della NASA, segnando il ritorno dei voli umani verso la Luna dopo oltre cinquant’anni dalle missioni Apollo. A bordo della capsula Orion, l’equipaggio non allunerà ma orbiterà attorno al satellite, in una missione cruciale per il programma lunare internazionale. Dopo il lancio con il razzo SLS e l’ingresso in orbita terrestre, Orion proseguirà verso la Luna, dove arriverà in circa quattro giorni, spingendosi oltre il suo lato nascosto e raggiungendo la massima distanza dalla Terra mai toccata dall’uomo. L’equipaggio, composto da tre astronauti statunitensi e un canadese, segna importanti primati di rappresentanza. La missione testerà i sistemi di sicurezza della capsula, che fungerà da abitazione per nove giorni, prima del rientro sulla Terra sfruttando la gravità lunare. Artemis II ha funzione preparatoria in vista delle future missioni con allunaggio, previste entro il 2028, nonostante i ritardi accumulati.
🇮🇹 Il governo italiano ha deciso di rinviare al 2038 la chiusura delle centrali a carbone, inizialmente prevista per il 2025, attraverso un emendamento al decreto energia, per fronteggiare la crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente e alla riduzione delle forniture di gas, soprattutto dal Qatar. Le centrali attive restano quattro (Brindisi, Civitavecchia e due in Sardegna), considerate una soluzione di emergenza nonostante siano costose e inquinanti. Già in passato, durante la crisi energetica del 2022, erano state riattivate dopo una temporanea dismissione. In Sardegna la chiusura era già stata posticipata al 2028 per la forte dipendenza locale dal carbone, in attesa di infrastrutture alternative. Nonostante il carbone rappresenti oggi meno del 2% del mix energetico italiano, il suo utilizzo comporta costi elevati anche per il sistema europeo di scambio delle emissioni (ETS). Il governo ha inoltre chiesto alla Commissione Europea di sospendere temporaneamente l’ETS in caso di crisi, mentre l’opposizione critica la scelta, ritenendola contraria agli obiettivi di decarbonizzazione.
🇪🇬 Il governo egiziano ha introdotto nuove misure di contenimento energetico, imponendo da sabato scorso la chiusura alle 21 di ristoranti, bar, centri commerciali e strutture ricreative, oltre alla riduzione dell’illuminazione pubblica. La decisione è legata alla crisi energetica e alla dipendenza del paese dalle importazioni di idrocarburi, oggi più scarsi e costosi. Il provvedimento incide soprattutto sul Cairo, città tradizionalmente attiva nelle ore serali. Restano esclusi hotel e siti turistici, settore che rappresenta circa il 10% del PIL, con molte strutture dotate di generatori per fronteggiare eventuali blackout. Il governo ha inoltre promosso il lavoro da remoto per ridurre i consumi di carburante. Le misure, previste per tutto aprile, potrebbero essere prorogate. Il primo ministro Mostafa Madbouly ha evidenziato che la spesa energetica mensile è passata da 560 milioni a 1,6 miliardi di dollari.
🏟️ La Procura di Milano ha indagato nove persone, tra dirigenti comunali e rappresentanti di Inter e Milan, nell’ambito della vendita dello stadio di San Siro per 197 milioni di euro, conclusa a fine ottobre. Secondo l’accusa, l’operazione sarebbe stata strutturata per favorire i due club, anche tramite la diffusione di informazioni riservate a discapito dell’interesse pubblico. Tra i reati ipotizzati figurano turbativa d’asta e rivelazione di segreti d’ufficio. L’indagine si inserisce in un contesto di anni di dibattiti sul futuro dell’impianto e delle aree circostanti, su cui è previsto un ampio progetto di riqualificazione urbanistica. La vendita è avvenuta tramite una procedura speciale prevista dalla legge stadi, senza gara pubblica, scelta contestata da alcuni soggetti esclusi. Le autorità stanno ora analizzando le comunicazioni tra le parti: sarebbero già emerse almeno due presunte divulgazioni illecite di documenti riservati del Comune.
Alla prossima 👋



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