Raggiunto il cessate il fuoco tra Israele, USA e Iran… | …ma Netanyahu attacca ferocemente il Libano. | Negoziati in stallo tra Ucraina e Russia.
Dopo minacce e contro-minacce possiamo definirci contenti di essere qui?
No perché, da come sembrava, tutto poteva finire in uno schiocco di dita. Scherzi a parte, tocca fare un “recappone” di quanto successo questa settimana tra Iran, Stati Uniti e Israele (con la complicità, suo malgrado, del Libano), contando che le notizie al momento dell’uscita potrebbero già essere vecchie. Piccolo inciso poi sulla guerra in Ucraina e sugli Epstein Files (e chi se li scorda…).
Pronti? Prontissimi? Partiamo 👇
🇮🇷 IRAN, ISRAELE E STATI UNITI: TRA MINACCE E ULTIMATUM “DEFINITIVI”, SI TENTA DI GIUNGERE AL CESSATE IL FUOCO, CHE…

1) Nel corso della settimana la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran si è intensificata su più fronti militari, politici ed economici: dopo l’abbattimento in Iran di un caccia F-15 statunitense con due militari a bordo – uno recuperato subito e l’altro ritrovato solo dopo un’imponente operazione che ha comportato la perdita sul campo di due aerei cargo e quattro elicotteri per impedirne la cattura – e la caduta di un secondo velivolo A-10 in circostanze non chiarite, Washington e Teheran hanno proseguito sia le operazioni militari sia la ricerca del pilota disperso, mentre l’Iran ha persino offerto una ricompensa ai civili per trovarlo.
Parallelamente sono continuati intensi bombardamenti reciproci su Teheran e Israele, con attacchi israeliani a infrastrutture strategiche come gli impianti petrolchimici di Mahshahr e Asaluyeh (nel giacimento di South Pars) e alla centrale nucleare di Bushehr, più volte colpita e parzialmente evacuata dalla Russia, e con offensive iraniane che hanno danneggiato strutture critiche nei paesi del Golfo, tra cui un impianto di desalinizzazione in Kuwait e il grande sito gasifero di Habshan negli Emirati. Il conflitto si è inoltre allargato al Libano e ha visto il coinvolgimento indiretto di attori regionali come gli Houthi yemeniti, mentre sul piano militare sono stati uccisi alti dirigenti iraniani, tra cui il capo dell’intelligence dei Guardiani della rivoluzione Majid Khademi, e forse il comandante delle forze Quds.
Sul piano diplomatico e strategico, Donald Trump ha alternato minacce estreme – inclusa la distruzione sistematica delle infrastrutture civili iraniane e ultimatum per la riapertura dello stretto di Hormuz – a segnali di apertura negoziale, mentre Teheran ha respinto proposte di cessate il fuoco temporanee chiedendo garanzie più ampie e persino riparazioni di guerra, ipotizzando di finanziarle attraverso pedaggi sul traffico marittimo.
I negoziati mediati dal Pakistan sono risultati inizialmente in stallo, ma una nuova proposta di tregua di due settimane con riapertura dello stretto era in valutazione (ne riparleremo), mentre la retorica tra le parti si è ulteriormente radicalizzata e negli Stati Uniti crescono le critiche politiche interne al presidente. La guerra ha avuto effetti immediati sull’economia globale, con crisi energetica crescente, aumento dei prezzi e primi segnali di razionamento anche in Europa – dove si discute di tassare gli extraprofitti energetici – mentre vari paesi cercano accordi diretti con l’Iran per garantire il passaggio delle navi nello stretto di Hormuz, snodo da cui transita una quota cruciale del petrolio mondiale.
Sul terreno, infine, si registrano preparativi diffusi per possibili escalation, con chiusure di infrastrutture nei paesi del Golfo, tensioni internazionali crescenti e episodi collaterali come il rilascio della giornalista statunitense Shelly Kittleson in Iraq e un attacco armato nei pressi del consolato israeliano a Istanbul, segno di un conflitto ormai esteso ben oltre il teatro originario.
🇮🇷 …ALLA FINE ARRIVA, MA APPARE MOLTO DEBOLE PER GLI ATTACCHI DI ISRAELE SUL LIBANO

2) Il cessate il fuoco di due settimane tra Iran, Stati Uniti e Israele, mediato dal Pakistan e annunciato poche ore prima di un ultimatum di DonaldTrump, ha introdotto una tregua fragile che prevede la sospensione dei bombardamenti e la riapertura dello stretto di Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio globale di petrolio, ma senza chiarire tempi e modalità operative: già nelle prime ore diversi paesi del Golfo hanno segnalato intercettazioni di missili e droni iraniani, mentre Teheran ha successivamente minacciato di chiudere nuovamente lo stretto e riprendere gli attacchi, contribuendo a rendere instabile la tregua.
Le divergenze interpretative sull’accordo sono emerse subito, in particolare sul fatto che esso includa o meno il territorio libanese: l’Iran sostiene di sì, mentre Stati Uniti e Israele lo escludono, e proprio la prosecuzione dei bombardamenti israeliani in Libano – i più intensi del conflitto, con quasi 200 morti – ha rappresentato il principale fattore di rischio per la sua tenuta. Sul piano diplomatico, le parti hanno accettato in linea teorica di avviare negoziati diretti a Islamabad, ma il clima è già deteriorato: il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha definito «irragionevoli» colloqui senza un cessate il fuoco pienamente bilaterale, mentre le richieste attribuite ai media iraniani – tra cui il ritiro delle forze statunitensi dalla regione e il mantenimento del programma nucleare – sono state respinte da Trump, che insiste su trattative riservate.
Intanto, il conflitto si riflette anche sul piano militare e geopolitico più ampio: Israele ha colpito un convoglio italiano della missione UNIFIL senza causare feriti, suscitando proteste del governo italiano guidato da Giorgia Meloni, mentre il segretario generale della NATO Mark Rutte ha avuto colloqui riservati con Washington. Parallelamente, Israele ha allentato le restrizioni interne riaprendo scuole e luoghi di culto, segnale di una cauta fiducia nella tenuta della tregua. Sul fronte libanese, Benjamin Netanyahu ha aperto alla possibilità di negoziati diretti con Beirut – che non intrattiene relazioni diplomatiche con Israele – per disarmare Hezbollah, ma senza interrompere le operazioni militari, posizione che il governo libanese ha posto come condizione per qualsiasi dialogo.
Nel frattempo, lo stretto di Hormuz resta di fatto paralizzato: nonostante Teheran sostenga che sia aperto, il transito è subordinato ad autorizzazioni e pagamenti imposti dall’Iran, sistema criticato da diversi governi europei, tra cui Francia, Regno Unito e Italia. In questo contesto, mentre non si registrano nuovi attacchi iraniani nel Golfo, emergono ulteriori sviluppi come l’uccisione dell’ex ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharazi e il coinvolgimento dell’Ucraina nell’abbattimento di droni nella regione. Sul piano economico, l’annuncio iniziale della tregua ha sostenuto le borse europee e fatto scendere il prezzo del petrolio sotto i 100 dollari al barile, ma l’incertezza operativa e le tensioni persistenti mantengono elevato il rischio di una nuova escalation.
🇺🇦 UCRAINA – RUSSIA: CESSATE IL FUOCO ATTIVATO PER LA PASQUA ORTODOSSA, MA I NEGOZIATI SONO IN STALLO

3) Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato un cessate il fuoco di due giorni in Ucraina in occasione della Pasqua ortodossa, valido dalle 16 di sabato 11 aprile fino alla mezzanotte di domenica 12. L’Ucraina ha dichiarato che lo rispetterà, ma permangono forti dubbi sulla sua effettiva tenuta, alla luce delle ripetute violazioni registrate in passato in circostanze analoghe. Anche nel caso in cui venisse rispettato, appare improbabile che possa costituire una base per una tregua più stabile.
I negoziati per porre fine alla guerra risultano fermi da oltre un mese e non vi sono segnali di una loro imminente ripresa. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva più volte proposto una pausa delle ostilità per la Pasqua, accuse poi respinte dalla Russia, alimentando lo scetticismo attuale tra gli ucraini.
Situazioni simili si erano già verificate: sia nel 2024 per la Pasqua ortodossa sia nel 2023 per il Natale ortodosso, cessate il fuoco annunciati dalla Russia erano stati accompagnati da accuse reciproche di violazioni. Il nuovo annuncio arriva in una fase di stallo militare, con l’Ucraina che a febbraio ha riconquistato circa 200 chilometri quadrati, mentre l’avanzata russa procede lentamente. Ciò è attribuito anche alla limitazione dell’uso del sistema satellitare Starlink, che ha ridotto l’efficacia dei droni e favorito operazioni terrestri ucraine.
Nello stesso tempo, il conflitto in Medio Oriente ha inciso sulle priorità internazionali, contribuendo al blocco dei colloqui mediati dagli Stati Uniti. Nonostante iniziali pressioni del presidente americano Donald Trump per accelerare una soluzione prima delle elezioni di metà mandato, l’escalation con l’Iran ha portato alla sospensione indefinita dei negoziati.
🗂️ EPSTEIN FILES: CONFERENZA STAMPA A SORPRESA DI MELANIA TRUMP, CHE RIGETTA TUTTE LE ACCUSE

4) La first lady statunitense Melania Trump ha tenuto ieri una conferenza stampa improvvisa e insolita alla Casa Bianca, negando qualsiasi relazione di amicizia con Jeffrey Epstein, accusato di sfruttamento sessuale di minori e morto suicida nel 2019. L’iniziativa ha sorpreso osservatori e giornalisti, anche perché il caso era uscito dall’attenzione mediatica dopo la recente pubblicazione degli “Epstein files” da parte del Dipartimento di Giustizia e lo spostamento del focus sulla guerra contro l’Iran.
Melania Trump ha respinto le accuse definendole “false calunnie”, minacciando azioni legali contro alcune testate – tra cui il Daily Beast – e sostenendo di aver conosciuto Epstein solo superficialmente, frequentandolo occasionalmente in contesti mondani insieme al marito, il presidente Donald Trump. Ha inoltre chiesto al Congresso un’audizione pubblica per le vittime.
Secondo fonti vicine, il presidente era informato della conferenza ma non dei contenuti, circostanza confermata anche da giornalisti. L’iniziativa è stata giudicata incomprensibile anche da cronisti vicini all’amministrazione.
Nonostante le smentite, esistono prove di contatti tra Melania Trump, Epstein e Ghislaine Maxwell, tra cui fotografie del 2000 e un’e-mail del 2002. La vicenda si inserisce nel contesto delle critiche all’amministrazione Trump per la gestione dei documenti sul caso, la cui pubblicazione ha sollevato polemiche per errori e per la presenza di accuse, tra cui una contro Donald Trump risalente agli anni Ottanta.
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Passiamo a delle ricche brevi 👇
🇮🇹 La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto alla Camera un’informativa sull’azione di governo dopo la bocciatura della riforma della magistratura al referendum costituzionale e le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè e del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, decise per segnare un cambio di passo. In questo contesto è emersa la retorica della “fase due”, presentata come rilancio dell’azione di governo, sebbene spesso associata a momenti di difficoltà politica. Nel discorso, Meloni ha interpretato la sconfitta come occasione di riflessione e nuova spinta, escludendo però rimpasti, dimissioni o modifiche al programma, ribadendo la volontà di governare fino a fine mandato. Ha inoltre attaccato l’opposizione definendola “disperata” e ha risposto alle polemiche su una sua foto del 2009 con Gioacchino Amico, collegata anche al caso che ha portato alle dimissioni di Delmastro. Sul piano internazionale, Meloni ha dichiarato che l’Italia non ha partecipato al conflitto in Iran, auspicando la riapertura dello stretto di Hormuz e ipotizzando, in caso di escalation, una risposta europea simile a quella adottata durante la pandemia, inclusa una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita.
🇺🇸 Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il licenziamento della procuratrice generale Pam Bondi, sostituita temporaneamente dal suo vice Todd Blanche. La decisione sarebbe legata all’insoddisfazione per la gestione del caso Jeffrey Epstein, divenuto un problema politico rilevante. Bondi era inoltre coinvolta in indagini su presunti avversari politici di Trump, tra cui Adam Schiff e Letitia James, giudicate lente dal presidente. Il suo mandato è stato segnato dalle polemiche sulla pubblicazione dei documenti legati a Epstein, criticata per la diffusione di informazioni sensibili sulle vittime. Si tratta del terzo importante licenziamento nell’ultimo anno, dopo quelli di Mike Waltz e Kristi Noem. Bondi, già procuratrice generale della Florida, aveva un profilo politico conservatore e legami con ambienti vicini a Trump, inclusi incarichi da lobbista e nel suo team legale.
🇻🇳 Il parlamento del Vietnam ha eletto all’unanimità To Lam come nuovo presidente, mentre resta anche segretario del Partito Comunista, concentrando in un’unica figura un potere senza precedenti recenti nel paese, tradizionalmente guidato da una leadership collegiale. Contestualmente, l’Assemblea Nazionale ha nominato primo ministro Le Minh Hung, ex governatore della banca centrale. La scelta rafforza il controllo politico in un sistema già privo di libertà democratiche e potrebbe accentuarne la deriva autoritaria, sul modello cinese. Lam, già tra le figure più influenti, punta ora a trasformare l’economia vietnamita verso innovazione e tecnologia. Secondo analisti, l’accentramento del potere potrebbe facilitare le riforme, ma anche aumentare i rischi legati a un’eccessiva concentrazione decisionale.
🇪🇺 Austria, Germania, Spagna, Portogallo e Italia hanno chiesto alla Commissione Europea di introdurre una tassa straordinaria sugli extra profitti delle società energetiche, generati dall’aumento dei prezzi dovuto alla guerra in Medio Oriente. I ministri economici dei cinque paesi hanno sollecitato un intervento coordinato per limitare l’impatto su cittadini e finanze pubbliche, proponendo di replicare il “contributo di solidarietà” già applicato nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina, che prevedeva un prelievo del 33% sui profitti eccedenti. La proposta ha trovato apertura da parte del commissario Valdis Dombrovskis, ma richiederebbe l’approvazione dei governi UE a maggioranza qualificata. Contraria UNEM (Unione Energie per la Mobilità), che teme effetti destabilizzanti sul settore energetico. I rincari sono legati anche alla chiusura dello stretto di Hormuz, snodo chiave per il trasporto di petrolio e gas.
🇬🇷 Da mesi il governo greco è coinvolto in un ampio scandalo legato a una presunta frode sui sussidi agricoli europei, su cui indaga la Procura europea (EPPO). Secondo le indagini, tra il 2016 e il 2023 migliaia di cittadini avrebbero ottenuto indebitamente fondi per terreni non posseduti, con la complicità di funzionari e membri del partito di governo Nuova Democrazia. Per contenere le conseguenze politiche, il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha sostituito diversi ministri e funzionari. L’Unione Europea aveva già sanzionato la Grecia con una multa di quasi 400 milioni di euro per irregolarità nella gestione dei sussidi. Le indagini si sono ampliate coinvolgendo nuovi esponenti politici e portando alla richiesta di revoca dell’immunità per 11 parlamentari. Le opposizioni, tra cui PASOK e Syriza, giudicano insufficienti le dimissioni e chiedono elezioni anticipate.
🪨Una vasta frana nel territorio di Petacciato, in provincia di Campobasso, sta causando gravi disagi alla viabilità lungo la costa adriatica. Il movimento franoso ha portato alla chiusura di tratti dell’autostrada A14 e alla sospensione di numerosi treni sulla linea Pescara-Bari tra Termoli e Montenero di Bisaccia, con disservizi che potrebbero durare settimane o mesi. Il fronte della frana, lungo circa 4 chilometri, interessa direttamente la linea ferroviaria, impedendo interventi di ripristino finché il fenomeno non si stabilizzerà. Le autorità hanno disposto la chiusura delle scuole e l’evacuazione di alcune persone, mentre si registrano lunghe code e ritardi. La frana, già nota e riattivata più volte in passato, è stata aggravata dalle recenti forti piogge che hanno colpito il Centro-Sud, causando ulteriori danni e criticità infrastrutturali nella regione.
🚨Nella notte tra venerdì e sabato scorsi i carabinieri di Napoli hanno arrestato Roberto Mazzarella, capo dell’omonimo clan camorristico e inserito tra i latitanti di massima pericolosità del ministero dell’Interno. L’uomo, 48 anni, era in fuga dal 28 gennaio 2025 per un’accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso ed è stato catturato in un resort di lusso a Vietri sul Mare, dove soggiornava con la famiglia sotto falso nome. È ritenuto mandante dell’uccisione di Antonio Maione, collegata a una faida tra i clan Mazzarella e Rinaldi, e secondo le accuse avrebbe anche partecipato all’agguato del 2000. Nella villa i militari hanno trovato orologi di lusso, circa 20mila euro in contanti, documenti falsi e appunti su presunte attività economiche, ora oggetto di ulteriori indagini.
🪙 L’identità di Satoshi Nakamoto, creatore del Bitcoin, resta sconosciuta dal 2009, nonostante numerose indagini e teorie. Un’inchiesta del New York Times firmata da John Carreyrou ipotizza che dietro lo pseudonimo si celi Adam Back, informatico e imprenditore britannico, già sospettato in passato, che ha però negato ogni coinvolgimento. L’indagine si basa su un’analisi stilistica dei testi attribuiti a Nakamoto, confrontati con quelli di Back tramite anche strumenti di intelligenza artificiale, evidenziando forti somiglianze linguistiche e concettuali. Back, figura di spicco del movimento Cypherpunk e inventore di Hashcash, aveva già delineato anni prima molte caratteristiche chiave del Bitcoin. Ulteriori indizi riguardano la coincidenza tra l’assenza online di Back e l’attività di Nakamoto, oltre a opinioni e linguaggio condivisi. Back ha respinto le conclusioni, attribuendo le similitudini a interessi comuni e alla maggiore quantità dei suoi scritti analizzati. L’interesse sull’identità di Nakamoto è alimentato anche dal possibile patrimonio, stimato in circa 70 miliardi di dollari.
🎬 Il tribunale di Roma ha dichiarato illegittimi gli aumenti dei prezzi degli abbonamenti Netflix applicati tra il 2017 e il 2024, ritenendo nulle le clausole contrattuali che consentivano modifiche senza giustificato motivo, in violazione del Codice del consumo. L’azione era stata promossa dal Movimento Consumatori e riguarda gli aumenti del 2017, 2019, 2021 e ottobre 2024, mentre risultano validi i contratti stipulati dopo gennaio 2024. La sentenza riconosce agli utenti interessati il diritto a rimborsi e risarcimenti, potenzialmente rilevanti considerando la crescita degli abbonati in Italia da 1,9 a 5,4 milioni. Il tribunale ha inoltre imposto a Netflix di informare i clienti via email e di pubblicare la decisione sul proprio sito e su due quotidiani nazionali. In caso di mancati rimborsi o adeguamenti, il Movimento Consumatori ha annunciato una possibile class action, mentre Netflix ha dichiarato la conformità delle proprie pratiche e l’intenzione di presentare ricorso.
🎶 Afrika Bambaataa, nato Lance Taylor, è morto a 68 anni: la notizia è stata confermata dalla Zulu Nation, da lui fondata negli anni Settanta. Considerato uno dei “padri” dell’hip hop insieme a figure come Grandmaster Flash e DJ Kool Herc, contribuì a sviluppare tecniche fondamentali del genere, come l’uso creativo del giradischi, i “break” e l’improvvisazione vocale ispirata al reggae. Fu anche promotore della diffusione globale dell’hip hop e di un impegno sociale volto a contrastare razzismo e criminalità tra i giovani afroamericani. Negli anni Ottanta introdusse elementi elettronici nel genere, influenzato da gruppi come Kraftwerk, raggiungendo il successo con il brano Planet Rock, aprendo la strada all’electro-funk. La sua reputazione è però stata gravemente compromessa dal 2016 da numerose accuse di abusi su minori, che portarono alle dimissioni dalla Zulu Nation e a un progressivo isolamento, culminato anche in una condanna civile nel 2025.
Alla prossima 👋



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