Fase di stallo nella guerra tra USA, Israele e Iran. | Fermato un uomo armato alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca. | Bufera nel mondo del calcio: Rocchi sotto indagine per designazioni pilotate, ma non solo.
Non perché è 1° maggio qui si batte la fiacca.
Anzi, ne approfittiamo per fare il punto sulla situazione in Iran, che appare quantomai stagnante, ma anche su tanti altri tavoli, tra cui il tentato attacco al presidente americano Donald Trump e un’indagine che potrebbe cambiare il mondo del calcio. Per non parlare delle brevi, dove mai come questa settimana analizziamo situazioni cruciali su diverse questioni, come la situazione in Mali, il futuro dell’OPEC e la nuova missione della Flotilla.
Direi di cominciare istantaneamente 👇
🇮🇷 ISRAELE-IRAN-USA: NEGOZIATI IN TOTALE STALLO, LO STRETTO DI HORMUZ RESTA BLOCCATO E DIVERSE POTENZE PRENDONO POSIZIONE

1) Tra il 24 e il 27 aprile la guerra tra Stati Uniti e Iran è rimasta in una fase di stallo militare e diplomatico, segnata da tentativi falliti di negoziazione e da tensioni regionali persistenti: venerdì scorso l’amministrazione di Donald Trump aveva annunciato l’invio di una delegazione a Islamabad per avviare colloqui mediati dal Pakistan, mentre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi era già arrivato nel paese, ma già il giorno successivo Teheran ha smentito qualsiasi incontro e i negoziati sono definitivamente saltati quando Trump ha bloccato la partenza dei suoi inviati, sostenendo che eventuali contatti potessero avvenire telefonicamente; la distanza tra le parti si è poi accentuata domenica, con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian che ha escluso «negoziati forzati» chiedendo come precondizione la fine del blocco navale nello stretto di Hormuz, mentre Washington ha ribadito di non voler inviare nuovi negoziatori, lasciando di fatto congelato ogni percorso diplomatico.
Sul piano operativo, lo stretto di Hormuz resta chiuso con circa 2.000 navi e 20.000 marinai bloccati secondo l’Organizzazione marittima internazionale, causando forti ripercussioni sui traffici globali, mentre solo parzialmente si registra una normalizzazione dei collegamenti aerei con la ripresa di alcuni voli da Teheran verso città mediorientali come Medina, Muscat e Istanbul; nello stesso contesto è stato liberato in Kuwait il giornalista Ahmed Shihab-Eldin, arrestato oltre 50 giorni prima per aver diffuso un video relativo a un incidente militare che coinvolgeva un jet statunitense abbattuto per errore dalla contraerea kuwaitiana.
Parallelamente, il fronte libanese resta altamente instabile: nonostante l’estensione del cessate il fuoco per tre settimane, gli scontri tra Israele e Hezbollah si sono intensificati, con attacchi reciproci sempre più frequenti e raid israeliani concentrati nel sud del Libano, dove Israele intende mantenere una “zona cuscinetto” continuando a colpire obiettivi ritenuti ostili, mentre Hezbollah ha criticato apertamente l’accordo definendolo privo di significato; solo lunedì si registrano nuovi attacchi israeliani con morti e decine di feriti, segnale di una tregua sempre più fragile.
Sul piano geopolitico più ampio, il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha proseguito un’intensa attività diplomatica tra Pakistan, Oman e Russia, culminata nell’incontro con il presidente Vladimir Putin a San Pietroburgo, mentre altri attori regionali hanno preso posizione: la Turchia si è detta disponibile a partecipare a operazioni di sminamento nello stretto in caso di accordo, e il Bahrein ha inasprito la repressione interna revocando la cittadinanza a 69 persone accusate di posizioni filoiraniane, estendendo il provvedimento anche alle loro famiglie, in un contesto che evidenzia come il conflitto continui a produrre effetti politici, economici e di sicurezza ben oltre il teatro diretto delle operazioni militari.
🇮🇷 ISRAELE-IRAN-USA: IL RUOLO DELLA RUSSIA, TENTATIVI DI ACCORDO, TRUMP CONTRO GLI ALLEATI EUROPEI

2) Negli scorsi giorni il conflitto e lo stallo diplomatico tra Stati Uniti, Israele e Iran hanno mostrato sviluppi contrastanti, con una crescente centralità strategica dello stretto di Hormuz: Teheran ha presentato a Washington una proposta che prevede la fine della guerra e la riapertura dello stretto, rinviando però le discussioni sul programma nucleare, mentre l’amministrazione di Donald Trump la starebbe valutando senza esserne convinta; nello stesso tempo, secondo ricostruzioni giornalistiche, gli Stati Uniti si starebbero preparando a un blocco prolungato di Hormuz per aumentare la pressione economica sull’Iran, già in difficoltà nello stoccaggio del petrolio e colpito da una crisi aggravata dall’impossibilità di esportare idrocarburi, mentre Trump avrebbe anche chiesto valutazioni su un eventuale disimpegno militare senza accordo.
Il conflitto si articola ormai in due teatri distinti ma interconnessi: da un lato quello tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, con cessate il fuoco fragile e traffico marittimo ancora ridotto nonostante il passaggio sporadico di navi, dall’altro quello tra Israele ed Hezbollah in Libano, dove continuano attacchi reciproci, operazioni militari israeliane nel sud del paese e difficoltà negoziali legate al ruolo autonomo del gruppo sciita e all’incapacità del governo libanese di disarmarlo.
Sul piano regionale, i leader del Golfo si sono riuniti a Gedda per la prima volta dall’inizio della guerra, mentre tensioni persistono con attacchi che hanno causato vittime tra civili e militari; sul fronte energetico, i prezzi del petrolio restano elevati nonostante recenti flessioni e negli Stati Uniti la benzina ha raggiunto i massimi dall’inizio del conflitto, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato l’uscita dall’OPEC, segnalando possibili ripercussioni strutturali sul mercato globale (ma ci torneremo).
A complicare ulteriormente il quadro, la Russia – attraverso Vladimir Putin – si è offerta di custodire l’uranio iraniano per facilitare un accordo, senza che emerga un seguito concreto, mentre il capo di stato maggiore statunitense Dan Caine ha confermato un supporto russo all’Iran; la leadership iraniana, rappresentata anche da Mojtaba Khamenei, ha assunto posizioni intransigenti, ribadendo il controllo su Hormuz e la difesa dei programmi nucleare e missilistico.
In questo contesto di stallo, analizzato come una competizione su “chi cederà per primo” tra la pressione economica sull’Iran e i vincoli politici interni degli Stati Uniti, Trump continua a inviare segnali contraddittori tra apertura negoziale e possibilità di nuovi attacchi, mentre emergono anche tensioni con alleati europei – con minacce di riduzione della presenza militare in Italia, Spagna e Germania – e questioni istituzionali interne: entro oggi il presidente dovrebbe ottenere l’autorizzazione del Congresso secondo la War Powers Resolution del 1973 per continuare il conflitto, ma il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha sostenuto che il conteggio dei 60 giorni esclude il periodo di cessate il fuoco, posizione contestata da giuristi e parlamentari di entrambi i partiti e che potrebbe portare a ricorsi o a un’iniziativa autonoma del Congresso per votare una risoluzione sulle operazioni militari.
🇺🇸 USA: UN UOMO ARMATO IRROMPE ALLA CENA DEI CORRISPONDENTI DELLA CASA BIANCA. FERITO UN AGENTE, ILLESO DONALD TRUMP

3) Un uomo armato ha tentato di avvicinarsi al presidente americano Donald Trump durante la cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca al Washington Hilton, sparando e ferendo un agente del Secret Service prima di essere bloccato: l’attentatore, identificato come Cole Tomas Allen, 31enne insegnante proveniente dalla California, alloggiava nello stesso hotel e aveva raggiunto Washington in treno nei giorni precedenti portando con sé armi acquistate negli ultimi anni, tra cui un fucile a pompa, una pistola e tre coltelli, con l’intenzione – secondo gli inquirenti – di colpire membri dell’amministrazione e probabilmente lo stesso presidente.
L’attacco, avvenuto mentre Allen cercava di superare un controllo di sicurezza in un’area diversa dalla sala principale, ha provocato panico tra i circa 2.500 invitati, tra cui il vicepresidente JD Vance e diversi membri del governo, costringendo all’annullamento dell’evento e all’evacuazione di Trump, rimasto illeso; nelle ore successive il presidente ha elogiato l’operato degli agenti, mentre le indagini hanno evidenziato criticità nel sistema di sicurezza, accusato di aver concentrato i controlli soprattutto all’esterno e nei piani immediatamente vicini alla sala, lasciando relativamente scoperto il resto della struttura, che continuava a operare come hotel aperto al pubblico. Messaggi inviati dallo stesso Allen prima dell’attacco confermerebbero questa vulnerabilità, sottolineando l’assenza di controlli interni più stringenti.
L’episodio ha riacceso le polemiche sull’efficacia del Secret Service, già sotto pressione dopo precedenti tentativi di attentato contro Trump, tra cui quello del luglio 2024 a Butler e altri episodi successivi. Allen è stato formalmente incriminato per tentato omicidio del presidente e altri reati legati all’uso di armi, rischiando l’ergastolo: durante l’udienza è emerso che un agente gli ha sparato cinque colpi senza colpirlo, mentre la difesa ha sottolineato l’assenza di precedenti penali. Si tratta del secondo caso nel secondo mandato di Trump in cui una persona viene incriminata per aver tentato di ucciderlo, confermando un contesto di sicurezza particolarmente delicato attorno alla figura del presidente.
⚽ CALCIO: INDAGINE IN CORSO SULL’EX DESIGNATORE DEGLI ARBITRI DI SERIE A E B GIANLUCA ROCCHI

4) È emersa un’indagine della procura di Milano nei confronti di Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, che si è autosospeso dal ruolo. Rocchi, ex arbitro e in carica dal 2021, è accusato di concorso in frode sportiva per presunti tentativi di influenzare designazioni arbitrali e decisioni al VAR in alcune partite del 2025. L’inchiesta, resa nota dall’AGI, ha portato alla convocazione di Rocchi per un interrogatorio lo scorso 30 aprile; una precedente indagine della FIGC era stata archiviata, ma potrebbe essere riaperta.
Le accuse riguardano tre partite della stagione 2024/2025. Nella prima, Bologna-Inter del 20 aprile, Rocchi avrebbe scelto l’arbitro Andrea Colombo per favorire l’Inter; nella seconda, il ritorno della semifinale di Coppa Italia Milan–Inter del 23 aprile, avrebbe designato Daniele Doveri perché non gradito all’Inter, così da evitarne l’impiego in partite successive più rilevanti. Questa ipotesi presenta però elementi controversi, considerando l’importanza del derby perso dall’Inter. La terza partita è Udinese-Parma del 1° marzo, in cui Rocchi avrebbe influenzato una decisione al VAR che portò all’assegnazione di un rigore decisivo.
Un video mostra l’arbitro VAR Daniele Paterna mentre, dopo aver inizialmente escluso il rigore, cambia atteggiamento rivolgendosi a qualcuno fuori campo, identificato dalla procura in Rocchi, che avrebbe comunicato bussando sul vetro della sala VAR a Lissone. Paterna è stato successivamente indagato per falsa testimonianza. È coinvolto anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni, accusato di un episodio analogo in una partita di Serie B.
L’indagine sta suscitando forte attenzione per il sospetto di un possibile sistema più ampio di condizionamenti, anche se al momento le accuse riguardano solo episodi circoscritti e non vi sono prove di un meccanismo diffuso. Gli stessi fatti erano già stati segnalati alla giustizia sportiva, che li aveva però ritenuti non rilevanti disciplinarmente.
Al momento l’indagine è ancora in corso e nuovi elementi continuano a emergere in tempo reale. Probabilmente, con il passare delle settimane, il quadro potrebbe diventare più chiaro. Al momento nessuna squadra appare coinvolta direttamente.
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Andiamo alle brevi, subito 👇
🇮🇱 Nella tarda serata di mercoledì la marina israeliana ha bloccato in acque internazionali, vicino a Creta, la missione della Global Sumud Flotilla partita dalla Sicilia verso Gaza, intercettando oltre 20 delle 58 imbarcazioni e arrestando 175 persone. L’operazione è avvenuta a circa 500 miglia nautiche dalle coste israeliane, molto più lontano rispetto a un precedente intervento dello scorso ottobre. Video diffusi online mostrano l’avvicinamento di mezzi militari, mentre Greenpeace ha dichiarato di aver perso i contatti con le barche. Gli organizzatori accusano i militari israeliani di aver minacciato gli attivisti, danneggiato le imbarcazioni e lasciato i civili alla deriva, circostanza accompagnata da comunicazioni radio che ribadivano la legittimità del blocco marittimo. Israele sostiene invece di aver agito per motivi di sicurezza, citando la normativa antiterrorismo e accusando la spedizione di legami con Hamas, oltre a mettere in dubbio la natura degli aiuti trasportati.
🇲🇱 Da sabato in Mali sono in corso attacchi coordinati su larga scala da parte di gruppi armati contro l’esercito, considerati tra i più gravi dell’ultimo decennio. I combattimenti si concentrano tra la capitale Bamako e diverse città del nord e del centro, con un bilancio delle vittime ancora incerto; è stato ucciso anche il ministro della Difesa Sadio Camara, figura chiave della giunta militare al potere dal 2021. Gli attacchi sono condotti principalmente dal gruppo jihadista JNIM, legato ad al Qaida, e dal Fronte per la liberazione dell’Azawad (FLA), separatista tuareg, che operano in modo coordinato ma con obiettivi geografici distinti. Scontri ed esplosioni hanno colpito anche aree strategiche vicino alla capitale, inclusa Kati. La giunta non ha fornito aggiornamenti ufficiali né confermato la morte del ministro. Negli ultimi anni il Mali ha espulso forze francesi e ONU, affidandosi anche a mercenari russi, senza però riuscire a contenere la violenza. Il paese resta segnato da conflitti cronici, con migliaia di morti e sfollati, mentre cresce il rischio di un rafforzamento dei gruppi jihadisti e separatisti.
🇦🇪 Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato che da oggi usciranno dall’OPEC, potendo così gestire autonomamente la produzione di petrolio senza rispettare le quote imposte dall’organizzazione. La decisione, arrivata a sorpresa, indebolirà soprattutto l’Arabia Saudita e ridurrà la capacità dell’OPEC di influenzare i prezzi globali. Alla base vi sono tensioni interne e il malcontento per i vincoli produttivi, aggravati da recenti crisi geopolitiche, come la chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell’Iran e attacchi a infrastrutture petrolifere. Gli Emirati, grazie a rotte alternative, puntano ad aumentare l’export in un contesto favorevole. L’uscita priverà l’OPEC di circa il 13% della sua capacità produttiva, aumentando la volatilità dei prezzi. La scelta potrebbe favorire gli Stati Uniti, principali esportatori mondiali e critici verso l’organizzazione.
🇺🇸 Una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha ridotto le tutele per le minoranze elettorali, rendendo più difficile applicare la Sezione 2 del Voting Rights Act contro le discriminazioni nella definizione delle circoscrizioni. Il caso nasce in Louisiana, dove è stata annullata una mappa che aumentava i distretti a maggioranza afroamericana, giudicata incostituzionale per mancanza di prove di discriminazione precedente. La decisione consente agli stati maggiore libertà nel ridisegnare le mappe elettorali, potenzialmente riducendo i “majority-minority districts” e diluendo il voto delle minoranze. Ciò potrebbe favorire il Partito Repubblicano, anche se l’impatto immediato sulle elezioni di metà mandato appare limitato. Le conseguenze nel lungo periodo restano incerte ma potrebbero essere più significative. La decisione ha diviso la Corte lungo linee politiche e ha suscitato forti critiche dai gruppi per i diritti civili, mentre Donald Trump ha espresso apprezzamento.
🇬🇧 È scaduto il termine per proseguire l’esame della proposta di legge sulla morte assistita alla Camera dei Lord, dopo l’approvazione ritenuta storica ottenuta a giugno alla Camera dei Comuni. Il 24 aprile è stato infatti l’ultimo dei 14 giorni previsti per la valutazione in commissione, fase dedicata all’analisi dettagliata e alla presentazione di modifiche. I sostenitori accusano i contrari di ostruzionismo per aver presentato oltre 1.200 emendamenti, mentre questi ultimi rivendicano la necessità di introdurre adeguate tutele. La proposta prevedeva la possibilità di suicidio assistito per pazienti terminali con un’aspettativa di vita inferiore a sei mesi. Nel Regno Unito la pratica resta illegale, anche perché una proposta simile in Scozia è stata respinta a marzo. Il testo potrà essere ripresentato nella prossima sessione parlamentare, al via il 13 maggio.
🇺🇸 Re Carlo III ha tenuto un discorso al Congresso degli Stati Uniti durante una visita ufficiale di quattro giorni, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra Regno Unito e USA nel 250° anniversario dell’indipendenza americana. Primo sovrano britannico a intervenire dal 1991 dopo Elisabetta II, ha sottolineato il legame storico tra i due paesi, ricordando le alleanze nelle principali crisi globali e definendolo “eterno e indistruttibile”. Ha però evidenziato l’attuale fase di instabilità internazionale, ribadendo la necessità di una collaborazione attiva e non scontata. Nel discorso ha citato il premier Keir Starmer, condannato un recente attacco negli Stati Uniti e riaffermato il sostegno all’Ucraina, con riferimenti al principio dei “controlli e bilanciamenti”. La visita punta anche a ricucire rapporti tesi, influenzati dalle posizioni di Donald Trump, con cui Carlo ha avuto un incontro privato definito positivo.
🇮🇹 Il Consiglio dei ministri ha approvato il “decreto lavoro”, promosso dal governo come intervento sul “salario giusto”, con uno stanziamento di quasi un miliardo di euro e un impatto previsto su circa 4 milioni di lavoratori. Il provvedimento introduce soprattutto sgravi fiscali per le aziende che assumono donne e giovani under 35 disoccupati, con incentivi maggiori nel Mezzogiorno e ulteriori bonus per piccole imprese che assumono over 35 disoccupati da lungo tempo. Tali agevolazioni sono vincolate all’applicazione di salari definiti dai contratti collettivi nazionali, per escludere i cosiddetti “contratti pirata”. Il decreto definisce anche criteri per determinare il salario nei casi senza contratto nazionale, facendo riferimento a quello più affine. La misura si inserisce nel dibattito sul salario minimo legale, a cui il governo si oppone. Sono inoltre previste norme contro il caporalato digitale, imponendo sistemi di identificazione per l’accesso alle piattaforme di lavoro e vietando la cessione degli account. Il decreto entrerà in vigore dopo la pubblicazione, ma dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni.
🎉Durante le celebrazioni del 25 aprile in Italia si sono verificati diversi episodi di tensione e violenza: a Milano il gruppo che ricordava la Brigata Ebraica, composto in gran parte da membri della comunità ebraica locale, è stato contestato da manifestanti filopalestinesi durante il corteo per la Liberazione, dopo essersi presentato con simboli e bandiere riconducibili a Israele, circostanza su cui sono emerse versioni contrastanti tra gli organizzatori dell’ANPI e i partecipanti; i cori ostili, alcuni dei quali particolarmente offensivi, hanno provocato un blocco del corteo per circa un’ora e l’intervento della polizia, che ha fatto uscire il gruppo per evitare ulteriori escalation, in un contesto di tensioni ormai ricorrenti legate al conflitto israelo-palestinese e al ruolo storico della Brigata, unità dell’esercito britannico formata da circa 5mila ebrei che partecipò alle fasi finali della Seconda guerra mondiale in Italia e successivamente contribuì alla nascita dello Stato di Israele. Sempre nella giornata di sabato, a Roma, durante una manifestazione nel quartiere Ostiense, un uomo non identificato ha sparato tre colpi – probabilmente con una pistola ad aria compressa o un’arma soft air – contro alcuni partecipanti, ferendo lievemente due persone che indossavano simboli dell’ANPI; l’aggressore, arrivato su uno scooter e con il volto coperto, è stato poi rintracciato e la procura valuta l’apertura di un’indagine per lesioni aggravate, senza escludere motivazioni di matrice politica o “squadriste”. Nella capitale si sono registrati anche altri episodi di violenza, tra cui l’aggressione a un gruppo vicino ai Radicali che sfilava con bandiere ucraine, i cui membri sono stati picchiati, insultati e colpiti con spray al peperoncino, confermando un clima complessivamente teso e frammentato durante le manifestazioni per la Liberazione.
Alla prossima 👋



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