Le ultime da Israele e Ucraina, lo scontro tra India e Pakistan, il nuovo Papa sarà Leone XIV

Si si si, in ritardo, lo so. Però eccoci, una settimana a dir poco stracolma.

Necessario fare ordine. Tra le solite questioni (con più o meno novità) a cavallo tra Gaza e Kiev, entra prepotentemente nel nostro personalissimo feed lo scontro acceso tra India e Pakistan, senza contare l’elezione del nuovo papa, la situazione in Germania e – per una volta – un importante exploit in campo calcistico.

Non c’è altro tempo da perdere, cominciamo 👇

🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: QUESTIONI TESE TRA YEMEN E STATI UNITI, MENTRE NETANYAHU APPROVA IL NUOVO PIANO MILITARE

1) Cominciamo dalla situazione a Gaza e dintorni. La scorsa domenica un missile balistico lanciato dagli Houthi dallo Yemen ha colpito un’area vicina al terminal principale dell’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, ferendo sei persone in modo non grave. L’esercito israeliano ha confermato di non essere riuscito a intercettarlo. I voli sono stati sospesi per circa un’ora e alcune compagnie, tra cui Lufthansa, Air France e Delta, hanno cancellato i collegamenti da e per l’aeroporto. Gli Houthi, milizia sciita sostenuta dall’Iran, hanno rivendicato l’attacco. Dal 7 ottobre 2023, inizio della guerra a Gaza, il gruppo ha spesso colpito Israele e navi nel Mar Rosso, causando disagi al commercio globale. Israele e Stati Uniti hanno reagito con bombardamenti in Yemen, con il premier israeliano Netanyahu a preannunciare il tutto. A questo proposito, martedì gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo con i ribelli Houthi, mediato dall’Oman, per interrompere gli attacchi reciproci: gli Houthi non colpiranno più le navi statunitensi nel mar Rosso e gli Stati Uniti smetteranno di attaccare obiettivi del gruppo in Medio Oriente. L’annuncio è stato dato dal presidente Donald Trump durante un incontro alla Casa Bianca con il primo ministro canadese Mark Carney. Gli attacchi degli Houthi alle navi, iniziati nell’ottobre 2023 come sostegno ad Hamas, avevano causato gravi problemi al commercio globale. Non è chiaro se l’accordo garantirà una ripresa sicura del traffico marittimo, né se riguarderà tutte le navi o solo quelle statunitensi. Il gruppo ha però dichiarato che continuerà a colpire Israele, come già avvenuto nei mesi precedenti.

Nel frattempo, tra domenica e lunedì, il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato all’unanimità un nuovo piano militare che prevede l’occupazione dell’intera Striscia di Gaza per un periodo indefinito. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato che l’operazione sarà «intensiva», ma non ha specificato quando inizierà. Il piano arriva dopo che l’esercito ha richiamato decine di migliaia di riservisti, già mobilitati più volte dall’inizio della guerra, per sostituire soldati di leva destinati a Gaza. Rispetto al passato, la novità è l’intenzione di mantenere una presenza militare permanente nella Striscia, piuttosto che effettuare incursioni temporanee. Il piano prevede anche lo spostamento forzato della popolazione palestinese verso sud, aggravando la crisi umanitaria. Sarà attuato in più fasi, anche per esercitare pressione su Hamas nei negoziati, attualmente bloccati. Il gruppo Bring Them Home Now, composto da familiari degli ostaggi, ha criticato il governo, accusandolo di anteporre obiettivi territoriali alla liberazione dei prigionieri. Il gabinetto ha inoltre approvato, ma non all’unanimità, un piano per il controllo delle forniture umanitarie, con l’opposizione del ministro Ben-Gvir, favorevole a bombardare le risorse di Hamas. L’approvazione del piano anticipa la visita del presidente statunitense Donald Trump, prevista per il 13 maggio. Secondo fonti militari, l’attuazione del piano sarà posticipata dopo l’arrivo del presidente. Netanyahu ha confermato il piano tramite un video sui social, evitando i media tradizionali, dai quali prende le distanze.

🇺🇦 UCRAINA – RUSSIA: NUOVI TENTATIVI DI PACE, DOPO LE TENSIONI DELLO SCORSO WEEKEND. REALI PASSI AVANTI, O…?

2) Subito diretti in Ucraina. L’accordo firmato dal paese con gli Stati Uniti sull’uso delle risorse del sottosuolo ucraino, alla fine, è più favorevole a Kiev rispetto alle prime bozze. Inizialmente, Donald Trump pretendeva che l’Ucraina restituisse fino a 500 miliardi di dollari in cambio degli aiuti militari, con l’obbligo di rimborsare due dollari per ogni dollaro ricevuto, usando i proventi dell’estrazione mineraria. Zelensky aveva rifiutato quelle condizioni, definendole inaccettabili. L’accordo finale non prevede più il concetto di debito sugli aiuti militari passati. Si istituirà un fondo comune gestito da entrambi i paesi, nel quale confluirà metà dei ricavi delle future estrazioni di risorse non ancora sfruttate. Gli Stati Uniti avranno priorità nell’acquisto di licenze, ma il controllo resterà agli ucraini. I proventi saranno usati per ripagare solo le armi fornite da ora in avanti. Le risorse menzionate sono per lo più ancora da scoprire e in parte in zone occupate dai russi. Le aziende americane attendono condizioni più stabili prima di investire. Il nuovo accordo non include più richieste statunitensi sul controllo dei porti o dei gasdotti. L’idea dell’intesa era partita dall’Ucraina per attirare Trump, ma si era rivelata rischiosa. Dopo tensioni e scontri diplomatici, il compromesso è stato raggiunto, seppur senza fornire garanzie di sicurezza a Kiev.

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina non avrebbe aderito alla tregua di tre giorni annunciata unilateralmente dalla Russia in occasione dell’80esimo anniversario del Giorno della Vittoria. Zelensky ha definito la proposta una “messinscena teatrale” utile solo a tranquillizzare i leader stranieri attesi a Mosca e ha sottolineato che una tregua così breve non è significativa per i negoziati di pace. Ha inoltre affermato che l’Ucraina non avrebbe garantito l’assenza di attacchi il 9 maggio, ricordando che la Russia ha continuato a colpire Kiev anche durante visite ufficiali. Zelensky aveva già criticato la tregua come una manipolazione e proposto invece un cessate il fuoco di almeno 30 giorni, da avviare anche prima del 9. In seguito al rifiuto, tra lunedì e martedì, ha segnalato un attacco di droni ucraini contro la città per la seconda notte consecutiva, che ha provocato la chiusura temporanea dei principali aeroporti della capitale. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha dichiarato che 19 droni sono stati intercettati e distrutti, e che alcuni detriti sono caduti su un’autostrada senza causare vittime. I media russi hanno mostrato danni minori a edifici e vetrine. Attacchi simili sono stati segnalati anche in altre città, come Penza e Voronezh, dove sarebbero stati intercettati rispettivamente 18 e 10 droni. Una decina di aeroporti russi sono stati resi temporaneamente inattivi. Secondo fonti della BBC, un drone avrebbe colpito un condominio a sud di Mosca. L’Ucraina non ha commentato l’episodio, che potrebbe essere legato proprio al Giorno della Vittoria del 9 maggio.

Ieri mattina, inoltre, i leader di Francia, Regno Unito, Germania e Polonia sono arrivati a Kiev per sostenere l’Ucraina e proporre alla Russia un cessate il fuoco di 30 giorni, da iniziare lunedì. Emmanuel Macron, Keir Starmer, Donald Tusk e Friedrich Merz hanno incontrato il presidente ucraino Zelensky dopo essere arrivati con un treno speciale partito venerdì sera. La proposta prevede tre periodi consecutivi di dieci giorni di tregua. In caso di rifiuto da parte della Russia, i leader europei hanno minacciato nuove sanzioni. Il sostegno degli Stati Uniti è stato richiesto esplicitamente, con un appello all’amministrazione Trump. In videoconferenza, altri leader europei, tra cui Giorgia Meloni, hanno discusso del gruppo europeo “coalizione di volenterosi”, volto a garantire la pace e la sicurezza in Ucraina. Francia e Regno Unito si sono detti pronti a inviare truppe per garantire il cessate il fuoco, ma resta il dissenso tra gli alleati europei sull’impegno militare diretto. La visita ha anche avuto lo scopo di mostrare unità europea, in contrasto con la parata russa del giorno precedente, cui hanno partecipato vari leader internazionali. La risposta russa non si è fatta attendere. In un messaggio televisivo serale, il presidente russo Vladimir Putin ha proposto negoziati diretti con l’Ucraina per una “pace duratura”, suggerendo di iniziare giovedì 15 maggio a Istanbul, senza condizioni preliminari. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto indirettamente via social, definendo l’iniziativa un segnale positivo, ma ha ribadito che l’Ucraina intende avviare trattative solo dopo un cessate il fuoco. Putin non ha accettato immediatamente, ma ha detto di non escluderlo se inizieranno i negoziati. Ha richiamato i colloqui di Istanbul del 2022, falliti per divergenze su neutralità e forze armate ucraine. Al momento, resta incerto se la proposta russa sia un reale passo verso la pace o una mossa strategica. Trump ha definito l’annuncio “potenzialmente un grande giorno” per entrambi i paesi.

🇮🇳 INDIA E PAKISTAN ARRIVANO ALLO SCONTRO, MA IL CESSATE IL FUOCO APPENA RAGGIUNTO SEMBRA REGGERE

3) Andiamo alla new entry della settimana. Martedì sera l’India ha lanciato un attacco missilistico contro il Pakistan, causando almeno 31 morti e 57 feriti. L’operazione, chiamata “Sindoor”, è stata presentata come risposta agli attentati del 22 aprile a Pahalgam, in cui 26 turisti erano stati uccisi da un gruppo terroristico che l’India sostiene sia sostenuto dal Pakistan. Il Pakistan ha definito l’attacco un «atto di guerra» e ha dichiarato di voler reagire citando il diritto alla difesa previsto dall’articolo 51 dello Statuto ONU. Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha negato ogni coinvolgimento negli attentati. L’India ha affermato di aver colpito nove obiettivi usati da gruppi terroristici, escludendo postazioni militari pakistane. Tra le vittime ci sarebbero anche familiari del leader del gruppo Jaish-e-Mohammed. Scontri con artiglieria si sono verificati lungo la linea di controllo del Kashmir, causando ulteriori vittime: l’India ha riportato 15 morti e oltre 40 feriti per colpi provenienti dal Pakistan. Il Pakistan ha sostenuto di aver abbattuto cinque aerei indiani e un drone. Diversi centri abitati, tra cui Muzaffarabad, Bagh, Muridke e Bahawalpur, sono stati colpiti, danneggiando scuole, moschee e abitazioni. In India sono stati attivati sistemi di difesa, chiusi aeroporti e scuole nelle zone di confine, da cui molti civili stanno fuggendo. Anche in Pakistan numerosi voli sono stati cancellati. Il Kashmir, regione a maggioranza musulmana contesa da India e Pakistan, ha una lunga storia di violenze. Gli attentati del 22 aprile sono stati rivendicati da un gruppo affiliato a Lashkar-e-Taiba, mentre l’operazione indiana prende il nome da un simbolo rituale hindu in onore delle vittime.

La risposta del Pakistan – sul campo – non si è fatta attendere. Mercoledì ha infatti dichiarato di aver abbattuto cinque aerei militari indiani e un drone in risposta all’attacco compiuto dall’India martedì sera. Secondo Islamabad, sarebbero stati colpiti due Rafale, un MIG-29, un Su-30 e un drone. L’India non ha confermato ufficialmente, ma fonti anonime hanno ammesso che alcuni jet sono precipitati. Un ufficiale indiano ha riferito alla AFP che tre aerei sono caduti, senza chiarire le cause, mentre una fonte dell’intelligence francese ha detto alla CNN che un Rafale è stato abbattuto. Le dinamiche degli abbattimenti restano incerte e le notizie circolate sono spesso non verificabili. Secondo fonti pakistane, ci sarebbero stati combattimenti aerei di circa un’ora durante l’attacco missilistico indiano, senza sconfinamenti, nei quali sarebbero stati colpiti i jet indiani. Il governo pakistano ha presentato l’abbattimento come una risposta militare già avvenuta, lasciando intendere che non ci saranno ulteriori reazioni per evitare un conflitto più ampio. Inizialmente anche alcuni media indiani avevano riportato la notizia, poi modificata o rimossa. Diversi articoli e video sono stati smentiti da fact-checking occidentali che ne hanno dimostrato la non attualità. L’episodio mette in luce la debolezza dell’aviazione indiana, composta in parte da velivoli obsoleti, mentre quella pakistana risulta più efficiente e preparata, grazie all’esperienza accumulata in operazioni antiterrorismo.

Con il passare dei giorni la situazione si è leggermente stabilizzata. Ieri pomeriggio India e Pakistan hanno confermato un accordo per il cessate il fuoco, mediato dagli Stati Uniti, per fermare temporaneamente le ostilità nella regione del Kashmir e in altre aree. Tuttavia, poche ore dopo, sono state segnalate esplosioni e droni a Srinagar e Jammu, indicando violazioni dell’accordo. L’India ha accusato il Pakistan di aver infranto il patto, ma Islamabad ha respinto le accuse, e la responsabilità effettiva resta incerta. Entrambi i paesi forniscono versioni discordanti su danni e vittime, in un contesto di reciproche accuse e propaganda. Nella notte di venerdì e nella mattina di sabato, l’India ha colpito tre basi militari pachistane, provocando la morte di almeno 13 civili, e il Pakistan ha risposto attaccando obiettivi indiani. Dopo l’annuncio del cessate il fuoco, il Pakistan ha riaperto il proprio spazio aereo e l’India ha chiuso 32 aeroporti nella zona nord-occidentale. Tuttavia, ancora questa mattina il cessate il fuoco tra India e Pakistan nel Kashmir sembra reggere, nonostante esplosioni e avvistamenti di droni segnalati subito dopo l’accordo.

✝️ ARRIVA LA FUMATA BIANCA: IL NUOVO PAPA È ROBERT FRANCIS PREVOST, CON IL NOME DI LEONE XIV

4) Robert Francis Prevost, 69 anni, è stato eletto papa con il nome di Leone XIV, diventando il primo papa statunitense della storia e il secondo consecutivo di origine americana. Considerato una figura di compromesso, è progressista su temi come migrazione, povertà e crisi climatica, ma più conservatore su diritti LGBT+ e ruolo delle donne nella Chiesa. Ex prefetto del Dicastero dei Vescovi, è stato missionario in Perù, paese di cui ha anche la cittadinanza. Apprezzato da papa Francesco, è noto per il suo stile riservato e la conoscenza di più lingue. Nato a Chicago nel 1955, Prevost ha studiato matematica alla Villanova University prima di entrare nell’ordine di Sant’Agostino. Ne è stato priore generale dal 2001 al 2013. Ha ricoperto vari incarichi prestigiosi nella Chiesa e mostrato particolare attenzione verso i paesi non occidentali. In passato ha espresso opinioni critiche verso i diritti delle persone LGBT+ e l’ideologia di genere, ma tali posizioni risalgono a oltre dieci anni fa. Non favorevole all’ordinazione femminile, ha comunque riconosciuto l’importanza del contributo delle donne nella vita ecclesiale. È stato coinvolto marginalmente in due casi di abusi del clero, uno in Perù e uno a Chicago, ma nessuno dei due è sfociato in un processo. Nel suo primo discorso da papa ha invocato la pace, richiamando spesso papa Francesco e mostrando commozione. Ha salutato i fedeli in italiano e spagnolo, sottolineando il proprio legame con gli agostiniani.

🇩🇪 LA GERMANIA HA IL SUO NUOVO CANCELLIERE: FRIEDRICH MERZ È STATO ELETTO AL SECONDO SCRUTINIO

5) Martedì il Bundestag avrebbe dovuto votare la fiducia al nuovo governo tedesco guidato da Friedrich Merz, leader della CDU, ma la fiducia non è stata raggiunta, rimandando l’insediamento. Merz, 69 anni, succederebbe a Olaf Scholz e diventerebbe il cancelliere più anziano della storia tedesca. La nuova coalizione è composta dalla CDU e dalla SPD, nonostante le profonde differenze ideologiche, con l’obiettivo comune di escludere l’AfD dal governo. La distribuzione dei ministeri riflette le priorità del nuovo esecutivo: la CDU ha ottenuto Esteri, Economia e Interni, quest’ultimo affidato ad Alexander Dobrindt per applicare politiche migratorie più restrittive. Alla SPD sono andati ministeri chiave come Finanze, Lavoro e Ambiente, e dovrebbe rimanere in carica Boris Pistorius alla Difesa, figura popolare e centrale per l’aumento delle spese militari. Merz ha dimostrato abilità negoziali nel far approvare la riforma costituzionale per finanziare la difesa, accompagnandola con un piano da 500 miliardi per le infrastrutture, pur contraddicendo alcune promesse elettorali. Tuttavia, Merz parte da una posizione politica fragile: la sua maggioranza è molto esigua (13 voti) e non ha ottenuto la fiducia iniziale, mentre la CDU è in calo nei sondaggi, raggiunta dall’AfD. In politica estera, Merz prevede visite in Francia e Polonia per rafforzare il ruolo europeo della Germania, soprattutto in vista del raffreddamento dei rapporti con gli Stati Uniti. Infine, il suo stile comunicativo diretto e spesso impulsivo è oggetto di attenzione, dato che in passato ha generato polemiche, e resta da vedere se adotterà un approccio più istituzionale come cancelliere. Sempre nel pomeriggio di martedì, tuttavia, Merz ha ottenuto il ruolo di cancelliere al secondo scrutinio segreto nel Bundestag. Ha ottenuto 325 voti, superando il quorum di 316, con l’appoggio della coalizione tra CDU-CSU e SPD, che dispone teoricamente di 328 seggi.

⚽ CHAMPIONS LEAGUE: L’INTER RAGGIUNGE LA SECONDA FINALE IN 3 ANNI. A MONACO AFFRONTERÀ IL PSG

6) L’Inter si è qualificata per la finale di Champions League dopo aver superato il Barcellona in una semifinale molto combattuta e spettacolare. Dopo il pareggio per 3-3 nella gara d’andata in trasferta, ha vinto 4-3 ai tempi supplementari nel ritorno a San Siro, chiudendo il confronto con un totale di 7-6. È la seconda finale di Champions nelle ultime tre stagioni per la squadra di Simone Inzaghi. Le due squadre hanno mostrato stili di gioco opposti: il Barcellona ha cercato di controllare il gioco, mentre l’Inter ha puntato su difesa e ripartenze veloci. Nel ritorno, l’Inter è andata in vantaggio 2-0 nel primo tempo con i gol di Lautaro Martinez e Calhanoglu. Dopo un gol annullato all’Inter, il Barcellona ha rimontato fino al 3-2 con reti di Garcia, Olmo e Rafinha. All’ultimo minuto Acerbi ha pareggiato, portando il match ai supplementari. Nel primo tempo supplementare, Frattesi ha segnato il gol decisivo del 4-3, su azione iniziata da Thuram. Nonostante i numerosi tentativi del Barcellona nel finale, l’Inter ha mantenuto il vantaggio e ha conquistato la sua settima finale nella storia della competizione, che ha vinto tre volte: nel 1964, 1965 e 2010. In finale affronteranno il Paris Saint Germain di Luis Enrique, che – nel doppio confronto con l’altra semifinalista, l’Arsenal – ha ottenuto due vittorie (1-0 a Londra, 2-1 a Parigi). La sfida è un inedito assoluto in partite ufficiali.

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Tante tante brevi, preparatevi 👇

🇧🇷 In Brasile è emerso un vasto scandalo legato alle pensioni che coinvolge il governo del presidente Lula. La polizia federale ha scoperto che, negli ultimi sei anni, sarebbero stati sottratti illecitamente oltre 6 miliardi di reais dai contributi pensionistici di milioni di cittadini, per finanziare sindacati e associazioni. Le indagini, avviate dopo numerose denunce da parte dei pensionati, hanno portato alla rimozione del capo dell’Istituto previdenziale e alle dimissioni del ministro per la Previdenza sociale. Coinvolto indirettamente anche il fratello di Lula, vicepresidente di un sindacato tra i beneficiari. La frode sarebbe iniziata sotto Bolsonaro e proseguita con Lula. È il secondo scandalo che colpisce il governo in poche settimane, aggravando la crisi di consensi del presidente, già in calo per l’aumento del costo della vita e l’inefficace gestione della disinformazione.

🇬🇷 In Grecia, il governo del primo ministro Kyriakos Mitsotakis è coinvolto in un nuovo scandalo legato alla società di comunicazione Blue Skies, accusata di aver finanziato illecitamente il partito di centrodestra Nuova Democrazia (ND). Secondo l’inchiesta del giornale Documento, 57 politici ND avrebbero ricevuto stipendi da Blue Skies senza lavorare realmente, tra cui attuali ministri. La società è legata all’agenzia V+O, vicina all’establishment di Mitsotakis. L’opposizione denuncia un sistema occulto di finanziamento e propaganda online contro giornalisti e avversari politici, mentre il governo respinge le accuse. Lo scandalo potrebbe indebolire ulteriormente Mitsotakis, già colpito da un calo di popolarità e da precedenti controversie.

💻 Google pagherà 1,37 miliardi di dollari al Texas per chiudere due cause legali avviate nel 2022 per presunte violazioni delle leggi statali sulla privacy. Le accuse riguardavano la raccolta di dati biometrici senza consenso, il tracciamento della posizione anche con i servizi disattivati e la descrizione fuorviante della modalità “Incognito” di Chrome. Google non ha ammesso responsabilità e ha dichiarato che si tratta di pratiche abbandonate da tempo. L’accordo, definito come un patteggiamento, non impone modifiche ai servizi offerti e non è stato specificato come il Texas utilizzerà il risarcimento.

🇷🇴 Il primo ministro romeno Marcel Ciolacu si è dimesso dopo il voto unanime dei dirigenti del PSD, in seguito al deludente risultato del loro candidato alle presidenziali. Il PSD uscirà dal governo, ma i ministri resteranno in carica ad interim. La coalizione di governo includeva anche il Partito Nazionale Liberale, l’Unione Democratica degli Ungheresi in Romania e altri partiti minori. Il candidato della coalizione, Crin Antonescu, è arrivato terzo con il 20%, dietro a Nicușor Dan (21%) e George Simion (41%). Il ballottaggio tra Simion e Dan si terrà il 18 maggio. Le elezioni di domenica erano una ripetizione di quelle annullate a novembre per presunte influenze russe. Simion è appoggiato da Calin Georgescu, vincitore della precedente tornata ma escluso dalla corsa. Il PSD non darà indicazioni di voto per il ballottaggio.

🇦🇺 Il Partito Laburista del primo ministro Anthony Albanese ha vinto le elezioni parlamentari in Australia del 3 maggio, confermandolo per un secondo mandato. Non è ancora certo se riuscirà a governare con la maggioranza o con l’appoggio di altri partiti. Il leader dell’opposizione, Peter Dutton del Partito Liberale, ha ammesso la sconfitta e non è stato rieletto nel suo collegio. Albanese, in carica dal 2022, ha avuto un primo mandato poco ambizioso e il suo tentativo di aumentare la rappresentanza degli aborigeni tramite un referendum è fallito. Durante la campagna elettorale, durata cinque settimane, ha guadagnato consensi con una posizione critica verso Donald Trump, al contrario di Dutton, considerato vicino all’ex presidente USA.

🇬🇧 Martedì il Regno Unito e l’India hanno firmato un accordo commerciale che prevede la riduzione dei dazi su numerosi prodotti, facilitando gli scambi tra i due paesi. L’India abbasserà i dazi su gin, whisky, automobili di lusso, cosmetici, dispositivi medici, componenti elettronici e aerospaziali, bevande analcoliche, salmone e agnello. Il Regno Unito ridurrà principalmente quelli su vestiti e scarpe. L’intesa arriva dopo tre anni di negoziati e segue l’aumento dei dazi imposto dagli Stati Uniti. Nel 2024 gli scambi tra i due paesi avevano superato i 49 miliardi di euro e si prevede una crescita di ulteriori 30 miliardi entro il 2040. Proprio gli USA hanno chiuso un accordo simile sempre con il Regno Unito. L’intesa, ancora priva di molti dettagli, prevede l’eliminazione dei dazi del 25% su acciaio e alluminio britannici e una riduzione dal 25% al 10% su 100mila auto esportate annualmente dal Regno Unito. In cambio, Londra abbasserà i dazi su merci statunitensi dal 5,1% all’1,8%, azzererà quelli sull’etanolo e importerà 13mila tonnellate di carne americana senza dazi. Trump e Starmer hanno enfatizzato l’accordo per ragioni politiche, ma si tratta di misure limitate che riportano la situazione a prima della guerra commerciale, senza indicazioni chiare su sviluppi futuri.

🇸🇩 Medici Senza Frontiere (MSF) ha denunciato che elicotteri da combattimento hanno bombardato la farmacia di un ospedale da loro gestito a Old Fangak, in Sud Sudan, uccidendo almeno sette persone e ferendone almeno venti. L’attacco ha distrutto tutte le scorte mediche e l’ospedale, unico funzionante nella regione abitata da oltre 110mila persone, era chiaramente identificabile come struttura sanitaria. MSF ha definito l’evento una violazione del diritto internazionale umanitario. Non è ancora certo chi abbia compiuto l’attacco, ma un funzionario locale ha attribuito la responsabilità al governo del Sud Sudan, senza che l’informazione sia stata confermata. Il Paese, indipendente dal 2011, ha vissuto una guerra civile tra il 2013 e il 2018 e recentemente si teme una ripresa dei conflitti interni.

✈️ Il 28 aprile, per circa 90 secondi, i controllori di volo dell’aeroporto di Newark hanno perso radar e comunicazioni con gli aerei, causando panico ma nessun incidente. Il blackout è stato attribuito a un guasto in un vecchio cablaggio in rame che collega Newark al centro di controllo di Philadelphia, dove i controllori sono stati spostati nel 2023 per carenza di personale. L’incidente ha aggravato una situazione già critica, con lavoratori in congedo per stress e un numero insufficiente di addetti. Da allora, a Newark sono stati cancellati 885 voli e la puntualità è calata al 63%. Il caso ha evidenziato problemi più ampi del sistema di controllo aereo statunitense, afflitto da carenza di personale, condizioni stressanti e tecnologie obsolete, tra cui l’uso ancora attivo di floppy disk. Il fatto è avvenuto nuovamente venerdì mattina alle 3:55 (ora locale), con i controllori di volo che hanno perso nuovamente per circa 90 secondi tutti i segnali radar. Durante il blackout, i computer di gestione del traffico aereo hanno smesso di funzionare, ma non si sono verificati incidenti.

🏐 L’Imoco Volley Conegliano ha vinto la Champions League femminile di pallavolo battendo Scandicci 3-0 in finale, conquistando il quinto titolo stagionale su cinque competizioni disputate. È la terza Champions dal 2020/21 e la seconda consecutiva, coronando una stagione quasi perfetta con 56 vittorie su 57 partite. In semifinale aveva superato Milano, mentre Scandicci aveva eliminato a sorpresa il VakifBank di Istanbul. Milano ha poi vinto la finale per il terzo posto, completando un podio tutto italiano. Allenata dal 2017 da Daniele Santarelli, Conegliano unisce esperienza e giovani talenti. La squadra è nata nel 2012 a Conegliano, città veneta nota per la produzione di Prosecco, grazie all’iniziativa di imprenditori locali.

🏀 Gregg Popovich non sarà più l’allenatore dei San Antonio Spurs, ruolo che ricopriva dal 1996 e con cui ha vinto cinque titoli NBA. Rimarrà comunque all’interno della franchigia come presidente. Assente dalla panchina dal 2 novembre a causa delle conseguenze di un ictus, Popovich ha annunciato il ritiro dal ruolo di capo allenatore, pur confermando il suo amore per il gioco. Con i suoi 76 anni, è considerato una figura storica della NBA, noto per il suo stile di gioco europeo, la gestione dei campioni Tim Duncan, Tony Parker e Manu Ginobili, e la valorizzazione di talenti sottovalutati come Marco Belinelli. Dal 2018 al 2021 ha anche guidato la Nazionale USA, vincendo l’oro olimpico a Tokyo.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo