Riforma dell’Accesso a Medicina: Addio al Test, Nuovo Sistema con Semestre Filtro

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma per l’accesso alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, abbandonando il tradizionale test di ingresso. Il nuovo sistema prevede un semestre iniziale di studi, senza selezione preventiva, con l’obiettivo di basare la selezione sugli effettivi meriti accademici degli studenti.

Il Nuovo Sistema: Semestre Filtro e Crediti Obbligatori

Il punto centrale della riforma è il “semestre filtro”, un periodo di sei mesi in cui gli studenti potranno iscriversi liberamente, senza dover sostenere un test d’ingresso. Per poter proseguire il percorso di studi, gli studenti dovranno accumulare almeno 18 crediti formativi universitari (CFU) nelle materie fondamentali. In caso contrario, saranno esclusi dal corso di Medicina e dovranno continuare gli studi nel secondo corso di laurea scelto. Gli studenti avranno un massimo di tre tentativi per superare il semestre filtro. Se non raggiungono i CFU necessari, non potranno più tentare l’ingresso a Medicina.

Iscrizione Obbligatoria a un Secondo Corso di Laurea

Una delle principali novità riguarda l’obbligo di iscrizione a un secondo corso di laurea nell’ambito sanitario. Gli studenti che si iscrivono a Medicina dovranno contemporaneamente registrarsi a un altro corso di laurea nelle aree biomedica, sanitaria, farmaceutica o veterinaria. Questa iscrizione sarà gratuita nel primo semestre e fungerà da alternativa nel caso in cui non si superi il semestre filtro. Inoltre, gli studenti dovranno indicare una lista di cinque università in cui desiderano proseguire il percorso di studi, la cui posizione dipenderà dalla graduatoria nazionale stilata in base ai risultati ottenuti nei primi esami.

Cosa Accade in Caso di Esclusione dal Corso di Medicina

Chi non supera il semestre filtro e non accumula i 18 CFU necessari potrà continuare gli studi nel secondo corso di laurea scelto, mantenendo i crediti acquisiti. Sarà compito delle università decidere se riconoscere completamente i crediti o richiedere integrazioni per la prosecuzione degli studi. Gli studenti che non vogliono essere inclusi nella graduatoria nazionale avranno la possibilità di ritirarsi prima della pubblicazione, ma perderanno i crediti acquisiti nel semestre filtro.

Le Sfide per le Università e il Sistema Sanitario

Una delle principali difficoltà legate a questa riforma riguarda la gestione dell’alto numero di iscritti nel primo semestre, dato l’accesso libero iniziale. Le università dovranno adeguarsi e garantire modalità didattiche appropriate, anche se il decreto offre flessibilità, permettendo di ignorare i limiti sulle dimensioni delle classi e prevedendo attività didattiche integrative. A lungo termine, l’obiettivo è aumentare il numero di laureati in Medicina, contribuendo così a rafforzare il Sistema sanitario nazionale. Entro i prossimi sette anni, sono previsti 30.000 posti aggiuntivi nei corsi di laurea, per far fronte alla carenza di medici.

Chi Non Rientra nella Riforma

Almeno per il primo anno, il nuovo sistema non riguarderà i corsi di Medicina in lingua inglese e le università private, che continueranno a regolare autonomamente l’accesso degli studenti. In futuro, queste realtà potrebbero adottare un modello simile, ma al momento non sono incluse nella riforma.

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