Inizia la seconda era Trump, gli effetti del cessate il fuoco, i nuovi quesiti referendari
Un gennaio che sembra non finire mai.
È stata una delle settimane più importanti da diverso tempo. Abbiamo avuto l’insediamento di Donald Trump (non senza polemiche), i suoi primi provvedimenti, gli effetti del cessate il fuoco a Gaza e molto altro, riguardante soprattutto il nostro paese. Sarà un appuntamento molto lungo.
Mettetevi comodi e partiamo 👇
🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: IL CESSATE IL FUOCO ENTRA IN VIGORE. AUMENTANO GLI AIUTI UMANITARI…E GLI SCONTRI

1) L’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, raggiunto venerdì scorso, è entrato in vigore domenica 19 gennaio. Nonostante somigli a precedenti proposte fallite, il contesto internazionale ha spinto entrambe le parti ad accettarlo. In passato, Netanyahu aveva spesso ritirato il supporto agli accordi, talvolta aggiungendo condizioni impossibili da soddisfare, e il suo governo è stato accusato di sabotare i negoziati per motivi politici. La situazione è cambiata con il rafforzamento di Israele grazie a vittorie militari e all’indebolimento di avversari storici come l’Iran e Hamas. Anche la vittoria di Donald Trump alle elezioni americane ha inciso, con pressioni sui negoziati per ottenere risultati rapidi. Il governo Netanyahu rimane tuttavia instabile per l’opposizione di partiti di estrema destra, mentre Israele si riserva il diritto di riprendere i combattimenti se necessario. Domenica mattina molti palestinesi si sono spostati verso il nord della Striscia per verificare le condizioni delle proprie abitazioni. Nel pomeriggio, Hamas ha liberato tre ostaggi israeliani rapiti il 7 ottobre 2023, mentre Israele rilascerà 90 prigionieri palestinesi. La seconda fase del rilascio è prevista per domani 25 gennaio. Israele dovrebbe anche ritirare progressivamente le truppe verso il confine, consentendo ai palestinesi di tornare al nord. Intanto, membri di Hamas sono riapparsi in pubblico per dimostrare forza e controllo. Durante il cessate il fuoco, circa 600 camion di aiuti giornalieri proveranno ad alleviare la crisi umanitaria.
Nel frattempo, però, le forze di sicurezza israeliane hanno lanciato un’operazione militare nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, coinvolgendo esercito, polizia e servizi segreti dello Shin Bet. Centinaia di civili palestinesi hanno abbandonato il campo. I militari israeliani hanno negato di aver ordinato evacuazioni, ma testimoni hanno riferito di volantini e annunci audio che invitavano i residenti a lasciare le proprie abitazioni. Il campo, abitato da circa 20.000 persone e controllato dal “Battaglione Jenin”, una coalizione di gruppi armati come Hamas e il Jihad Islamico, è stato circondato e colpito con droni, elicotteri e bulldozer. Sono stati uccisi almeno 12 palestinesi e ferite decine di persone, secondo l’Autorità palestinese. Israele afferma che l’operazione, parte di una strategia più ampia anche in altre zone della Cisgiordania, è rivolta contro gruppi armati ritenuti una minaccia. L’offensiva, secondo gli osservatori, risponde alle richieste del governo di Benjamin Netanyahu di rafforzare il controllo militare sulla Cisgiordania, territorio considerato occupato illegalmente dalla comunità internazionale.
Tornando nella Striscia, nei primi tre giorni di cessate il fuoco sono entrati 2.412 camion di aiuti umanitari, un numero superiore a quanto registrato in precedenza. Questo ha portato a un rapido miglioramento delle condizioni: i mercati hanno riaperto, i prezzi dei beni essenziali sono scesi significativamente, e gli effetti si vedono già in tutto il territorio. Israele ha velocizzato i controlli ai confini per consentire un flusso più rapido, pur mantenendo restrizioni su alcuni materiali. Il ritorno dell’ordine pubblico sotto Hamas ha ridotto saccheggi e assalti ai convogli, semplificando la distribuzione. Tuttavia, restano timori legati alla possibile fine del cessate il fuoco e alla futura interruzione della collaborazione tra Israele e l’UNRWA.
🇺🇸 BIDEN CONCEDE LA GRAZIA, IL COMIZIO PRE-NOMINA, TIKTOK: COSA HA PRECEDUTO L’INSEDIAMENTO

2) È il momento di andare negli USA e di parlare – innanzitutto – dei momenti che hanno preceduto la nomina ufficiale di Donald Trump a nuovo presidente. Poche ore prima di lasciare il suo incarico, Joe Biden ha concesso una serie di provvedimenti di grazia preventiva, inclusi alcuni familiari e figure critiche di Donald Trump. Tra i graziati figurano membri della sua famiglia, come i fratelli James, Valerie e Francis Biden, oltre a Hunter Biden, già accusato di possesso illegale di arma da fuoco ed evasione fiscale. Biden ha anche graziato l’immunologo Anthony Fauci, il generale Mark Milley e i membri della commissione d’inchiesta sull’attacco al Congresso del 6 gennaio 2021, giustificando la decisione come un atto di protezione contro indagini politicamente motivate. La misura, senza precedenti chiari, ha sollevato dubbi sulla sua applicazione e sull’eventuale creazione di un precedente legale. Biden ha dichiarato che le grazie non implicano colpevolezza ma intendono prevenire danni personali e politici. Ha inoltre concesso grazie postume, tra cui quella al sindacalista Marcus Garvey, e ad attivisti e politici con condanne pregresse. Nelle ultime settimane del mandato, ha graziato 39 persone e ridotto le pene di altre migliaia, oltre a commutare diverse condanne a morte in ergastoli. La decisione ha ricevuto critiche, tra cui quelle di Donald Trump, che l’ha definita “vergognosa”.
Domenica scorsa, lo stesso Trump ha tenuto un comizio presso la Capital One Arena di Washington D.C., a poche ore dalla cerimonia di insediamento prevista per il lunedì successivo. L’evento, simile a quelli della campagna elettorale, è stato caratterizzato da promesse, attacchi agli avversari e affermazioni controverse. È stato un gesto insolito per un presidente eletto, probabilmente volto a consolidare il sostegno dei suoi fedeli e a sottolineare l’eccezionalità del suo ritorno alla presidenza dopo quattro anni. Sul palco erano presenti membri della sua famiglia, esponenti repubblicani ed Elon Musk, che ha parlato di tagli alla spesa pubblica e ha criticato immigrazione e politiche di inclusione. Durante il discorso, Trump ha promesso di fermare l’immigrazione illegale con misure senza precedenti e ha lasciato intendere la possibilità di graziare i condannati per l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 (ci torneremo). Trump ha inoltre rivendicato presunti successi, come aver “salvato TikTok” e vinto il voto giovanile, sebbene tali affermazioni non siano supportate dai dati ufficiali. Ha anche celebrato la vittoria in Florida, gonfiando il margine rispetto alla realtà storica. La cerimonia di insediamento, prevista al chiuso per le rigide temperature, sarà la prima di questo tipo dal 1985.
Riguardo la questione TikTok, il social è tornato attivo dopo un blocco temporaneo deciso dalla società cinese ByteDance per conformarsi alla legge sul “TikTok ban”. La normativa obbligava ByteDance a vendere l’app a un acquirente non legato al governo cinese entro il 19 gennaio 2024. Il blocco ha coinciso con il passaggio di potere tra Joe Biden e Donald Trump, generando confusione, poiché Biden aveva dichiarato di non voler applicare la legge, lasciando la questione al successore. Trump, appena insediato, ha annunciato l’intenzione di posticipare l’entrata in vigore del divieto tramite un ordine esecutivo. Nonostante ciò, ByteDance aveva disattivato l’app negli Stati Uniti, suscitando critiche dall’amministrazione Biden, che ha definito la decisione una provocazione. Nel frattempo, ByteDance ha comunicato ai dipendenti e agli utenti che stava lavorando con Trump per una soluzione. La legge era stata approvata per timori legati alla sicurezza nazionale e al presunto uso dei dati da parte del governo cinese, accuse sempre negate da ByteDance. La Corte Suprema ha confermato la costituzionalità della normativa. Durante il blocco, molti content creator avevano pubblicato video di addio, celebrando l’importanza di TikTok per le loro carriere, con trend nostalgici e messaggi ironici.
🇺🇸 IL (SECONDO) PRIMO GIORNO DI DONALD TRUMP DA PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI: TUTTI I DETTAGLI

3) Donald Trump, dopo aver giurato come presidente degli Stati Uniti per il suo secondo mandato, ha tenuto un discorso inaugurale di circa mezz’ora alla Rotunda del Congresso a Washington D.C. Il discorso, letto prevalentemente da un gobbo e intervallato dagli applausi, ha delineato le priorità delle prime settimane di governo. Trump ha annunciato ordini esecutivi imminenti, criticando aspramente il suo predecessore, Joe Biden, e definendo la sua amministrazione incapace di gestire crisi. Ha anche accusato il dipartimento di Giustizia uscente di faziosità, soprattutto in relazione alle indagini sul suo conto. Concludendo, Trump ha dichiarato l’inizio di una nuova «epoca d’oro» per il paese. Al primo discorso ne è seguito un secondo, nel quale ha firmato circa 50 ordini esecutivi, un numero mai visto al primo giorno di mandato, inclusa la revoca di circa 80 ordini del predecessore Joe Biden. Ha concesso la grazia a oltre 1.500 persone coinvolte nell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, ordinando l’archiviazione dei procedimenti giudiziari, mentre per 14 membri di gruppi estremisti ha ridotto la pena. Tra le politiche migratorie, Trump ha dichiarato lo stato di emergenza al confine col Messico, destinando fondi al muro e reintroducendo misure restrittive per i richiedenti asilo. Ha anche tentato di negare la cittadinanza ai figli di migranti irregolari nati negli USA, sebbene ciò contrasti con la Costituzione. Trump ha eliminato programmi federali di diversità e ha affermato che esistono solo due generi, maschile e femminile. Sul fronte ambientale, ha ritirato gli USA dagli accordi di Parigi sul clima, allentato regolamentazioni sulle trivellazioni e sospeso incentivi per le energie rinnovabili e le auto elettriche, dichiarando un’emergenza energetica nazionale. Ha rinviato il “TikTok ban”, sospendendo il blocco del social network cinese, e ritirato gli USA persino dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ha anche bloccato assunzioni federali, eliminato il lavoro da remoto e istituito un dipartimento per il taglio delle spese, affidandone la guida – come previsto – a Elon Musk. Il presidente americano ha poi annunciato l’introduzione di dazi del 10% su tutte le merci importate dalla Cina a partire dal primo febbraio, oltre a dazi del 25% su importazioni da Canada e Messico. Ha anche accennato a possibili dazi contro i prodotti provenienti dall’Unione Europea, parlando di “equità commerciale”. Trump ha giustificato queste misure citando il ruolo di Cina, Messico e Canada nella crisi del fentanyl e, per Messico e Canada, anche l’immigrazione irregolare. La Cina, già coinvolta nella guerra commerciale con gli Stati Uniti, potrebbe rispondere con ritorsioni economiche. Intanto, il surplus commerciale cinese a dicembre ha raggiunto un record di 105 miliardi di dollari, spinto dalla corsa delle aziende statunitensi a rifornirsi prima dei nuovi dazi. Gli economisti avvertono che una nuova guerra commerciale potrebbe riaccendere l’inflazione e rallentare la crescita economica di entrambe le nazioni.
Entrando nel dettaglio di alcuni di questi provvedimenti, partiamo da quello riguardante l’uscita dall’OMS. La decisione, attesa dopo le dichiarazioni in campagna elettorale, potrebbe avere conseguenze significative, considerando che gli Stati Uniti contribuiscono per circa il 20% al budget dell’OMS, con finanziamenti obbligatori e volontari che nel 2022-2023 hanno superato 1,2 miliardi di dollari. Trump ha motivato il ritiro citando l’elevata quota di finanziamento, la gestione della pandemia da Covid-19 e la presunta influenza cinese sull’organizzazione. Se confermato, il ritiro sarà effettivo nel gennaio 2026 e comporterà una riduzione dei fondi e delle attività dell’OMS, incluse campagne di vaccinazione, raccolta dati e programmi di emergenza sanitaria. La decisione potrebbe rendere l’OMS più dipendente dalla Cina e interrompere la collaborazione con importanti agenzie statunitensi come il CDC e la FDA, isolando gli Stati Uniti sul piano sanitario. Inoltre, 72 centri di ricerca legati all’OMS, con sede negli Stati Uniti, potrebbero perdere i contratti. L’impatto economico e politico della scelta resta incerto, anche in considerazione della necessità di un eventuale via libera dal Congresso.
Dal punto di vista dell’immigrazione, il governo messicano si sta preparando per accogliere moltissimi cittadini che potrebbero essere espulsi dagli Stati Uniti come migranti irregolari. Le nuove misure restrittive sull’immigrazione permetteranno – sulla carta – di espellere milioni di persone senza cittadinanza o permesso di soggiorno. Circa 5 milioni di messicani rientrano in questa categoria. Il Messico ha avviato un piano per creare strutture temporanee in nove città del nord, tra cui Ciudad Juarez, per fornire accoglienza, cibo e assistenza sanitaria ai rimpatriati. È previsto anche un supporto economico di 2.000 pesos (circa 94 euro) per persona, procedure rapide per ottenere documenti e autobus per il rientro nelle città d’origine. La ministra dell’Interno Rosa Icela Rodríguez ha garantito l’impegno del governo per assistere i rimpatriati. Trump ha dichiarato un’emergenza nazionale al confine con il Messico, consentendo l’uso di fondi speciali e il dispiegamento di 1.500 soldati, con l’obiettivo di intensificare i controlli e arrestare migranti irregolari anche in luoghi prima off-limits, come scuole e chiese. Le espulsioni partiranno da immigrati con precedenti penali, ma dovranno affrontare molti ostacoli legali. Con circa 11 milioni di immigrati irregolari negli Stati Uniti, le cause legali potrebbero durare decenni.
E per quanto riguarda la sopracitata “emergenza energetica nazionale”? Dopo il suo insediamento, Trump l’ha dichiarata ufficialmente al fine di favorire lo sviluppo di infrastrutture legate agli idrocarburi, definendo la produzione energetica statunitense “insufficiente” e una minaccia per l’economia e la sicurezza nazionale. Tuttavia, gli Stati Uniti sono già il primo produttore mondiale di petrolio e gas naturale, con una crescita costante nell’ultimo decennio grazie al fracking, una tecnica controversa per i suoi impatti ambientali. La grande disponibilità di gas ha permesso agli USA di sostituire la Russia come fornitore principale per l’Europa e di ridurre le emissioni di gas serra, grazie alla sostituzione del carbone nella produzione di energia. Trump ha incentivato l’estrazione di idrocarburi e bloccato le rinnovabili, mentre l’amministrazione Biden ha introdotto misure per limitare le emissioni e promuovere le energie pulite, pur autorizzando nuovi permessi per l’estrazione. Nonostante l’impegno di Trump per abbassare i costi energetici, gli esperti ritengono difficile raggiungere tale obiettivo, poiché un aumento della produzione potrebbe ridurre i profitti delle aziende senza garantire prezzi bassi ai consumatori. Il prezzo del gas e del petrolio resta influenzato dal contesto internazionale, con il gas naturale stabilmente più costoso rispetto a prima della guerra in Ucraina.
In ultima analisi, mercoledì l’Ufficio per la gestione del personale degli Stati Uniti (OPM) ha ordinato il congedo immediato di tutti i funzionari impegnati nel settore “Diversity, Equity and Inclusion” (D.E.I.), a seguito di un ordine esecutivo del presidente Donald Trump. Quest’ultimo ha definito il settore «pericoloso, avvilente e immorale», ordinandone lo smantellamento completo, inclusa la chiusura di programmi, la revoca di materiali e la disattivazione dei profili social relativi. I dipendenti D.E.I. sono stati posti in congedo retribuito e invitati a segnalare eventuali tentativi di continuare le attività in modo clandestino. Trump ha inoltre richiesto alla procura generale di elaborare raccomandazioni per interrompere i programmi D.E.I. anche nel settore privato. Diverse aziende, come Meta e McDonald’s, hanno già sospeso iniziative simili. Lunedì, un altro ordine esecutivo ha stabilito che il governo riconoscerà solo i generi maschile e femminile, determinati alla nascita, revocando tutele per le persone transgender, inclusi l’uso di pronomi scelti e il finanziamento pubblico per i percorsi di transizione. Trump ha giustificato queste misure come una difesa della libertà di parola e della protezione delle donne.
🇮🇹 ITALIA: FANNO DISCUTERE SCARCERAZIONE E RIMPATRIO DI ALMASRI, CAPO DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA LIBICA

4) La sera del 22 gennaio, la Corte penale internazionale (CPI) ha espresso disappunto per la decisione dell’Italia di liberare Njeem Osama Elmasry, noto come Almasri, arrestato il 19 gennaio a Torino su mandato internazionale della CPI. Almasri, capo della polizia giudiziaria libica e affiliato alla milizia RADA, è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità, tra cui omicidi, torture e stupri. La CPI ha criticato l’Italia per non averla consultata prima del rilascio e ha richiesto spiegazioni, senza riceverle. L’opposizione italiana ha chiesto al governo chiarimenti, sospettando che la decisione sia legata ai rapporti con il governo di Tripoli, con cui l’Italia collabora dal 2017 per fermare i flussi migratori. Durante un question time, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha fornito solo una cronologia dei fatti, rimandando a un’informativa futura. Le risposte sono state giudicate insoddisfacenti, anche perché non è intervenuta la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Formalmente, la Corte d’Appello di Roma non ha convalidato l’arresto di Almasri per una mancata comunicazione preventiva al ministero della Giustizia, come previsto dalla legge italiana del 2012. Tuttavia, secondo alcune fonti, il governo avrebbe potuto correggere l’errore e ordinare un nuovo arresto, ma non lo ha fatto. Al contrario, Almasri è stato rimpatriato in Libia su un aereo dei servizi segreti italiani, un Falcon 900, e accolto con entusiasmo all’arrivo. Piantedosi ha motivato il rimpatrio con un provvedimento di espulsione per ragioni di sicurezza dello Stato.
🗳️REFERENDUM: LA CORTE COSTITUZIONALE APPROVA 5 QUESITI SU 6. NO PER L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

5) Lunedì la Corte costituzionale ha approvato cinque quesiti referendari su sei proposti, escludendo quello sull’autonomia differenziata. I referendum ammessi, tutti di tipo abrogativo, riguardano uno le norme sulla cittadinanza e quattro il lavoro, con particolare attenzione al Jobs Act e alle norme sulla responsabilità delle aziende negli infortuni sul lavoro. Per essere validi, sarà necessario che partecipi almeno il 50% degli aventi diritto al voto. La consultazione si terrà in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno. Il primo quesito propone di ridurre da 10 a 5 gli anni di residenza regolare necessari per richiedere la cittadinanza italiana, estendendo il beneficio anche ai figli minorenni. Questo cambiamento potrebbe coinvolgere 2,5 milioni di persone e ha raccolto ampio consenso grazie a una mobilitazione online guidata dal deputato Riccardo Magi di +Europa. I quattro quesiti sul lavoro, promossi dalla CGIL con oltre quattro milioni di firme, mirano a modificare diverse disposizioni introdotte dal Jobs Act e altre norme tra il 2008 e il 2021. Il primo punta ad abrogare le regole sui licenziamenti che impediscono il reintegro dei lavoratori assunti dopo il 2015 e licenziati ingiustamente. Il secondo propone di eliminare il limite alle indennità per i lavoratori di piccole aziende, aumentando le tutele in caso di licenziamento illegittimo. Il terzo intende reintrodurre l’obbligo di una “causale” nei contratti a termine, limitando il loro utilizzo. Infine, il quarto quesito vuole abolire le norme che escludono la responsabilità solidale delle imprese committenti negli infortuni sul lavoro. Questi referendum sono sostenuti da PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, mentre si oppongono i partiti della maggioranza, Azione e Italia Viva.
🏦 MONTE DEI PASCHI INTERESSATA ALL’ACQUISIZIONE DI MEDIOBANCA. NASCERÀ UN TERZO POLO BANCARIO?

6) Il gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena (MPS), il cui principale azionista è il ministero dell’Economia italiano, ha annunciato un’offerta da 13,3 miliardi di euro per l’acquisizione di Mediobanca tramite uno scambio di azioni. L’obiettivo dell’operazione, prevista entro il terzo trimestre del 2025, è creare un “terzo polo” bancario italiano per rompere il duopolio di Intesa Sanpaolo e Unicredit. L’acquisizione segnerebbe un passo significativo per MPS, che, dopo anni di difficoltà finanziarie e sostegno statale, è tornata profittevole. Tra i principali azionisti delle due banche vi sono Delfin (famiglia Del Vecchio) e Francesco Gaetano Caltagirone, che possiedono rispettivamente il 20% e il 5,5% di Mediobanca, e quote rilevanti anche in MPS. Delfin, recentemente diventato il secondo azionista di MPS con il 9,9%, potrebbe diventare il principale azionista della nuova entità bancaria con il 16%, seguito da Caltagirone con l’8%. L’operazione è parte di un più ampio processo di consolidamento del settore finanziario italiano, noto come “risiko bancario”, e potrebbe rafforzare la presenza italiana nel settore bancario attraverso il coinvolgimento di attori strategici come Delfin e Caltagirone. Tuttavia, l’esito dipenderà dall’approvazione delle autorità di regolamentazione e dall’accettazione dell’offerta da parte degli azionisti di Mediobanca, che prevede uno scambio di 2,3 azioni MPS per ogni azione Mediobanca. MPS stima sinergie annuali di 700 milioni di euro grazie alla complementarità tra i modelli di business delle due banche.
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E non è finita qui. Andiamo alle brevi 👇
🇰🇷 Sabato pomeriggio a Seul, oltre 40.000 sostenitori dell’ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol si sono radunati davanti a un tribunale durante l’udienza che ha prorogato l’arresto di Yoon per altri 20 giorni. Quando è stata annunciata la proroga, alcuni manifestanti hanno assaltato il tribunale, danneggiando proprietà e lanciando oggetti contro la polizia. Circa 90 persone sono state arrestate e diversi agenti e manifestanti sono rimasti feriti. Yoon, accusato di insurrezione e alto tradimento per aver imposto la legge marziale, è in detenzione dal 15 gennaio. La sua situazione politica sta creando instabilità in Corea del Sud, con un susseguirsi di presidenti ad interim dopo il suo arresto.
🚉 Domenica il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato che riferirà in Parlamento riguardo a presunti tentativi di sabotaggio della rete ferroviaria in provincia di Padova e Roma. Ferrovie dello Stato ha denunciato guasti sospetti che potrebbero essere legati a un complotto per destabilizzare l’azienda e il governo. Le nuove denunce riguardano un lucchetto trovato sui cavi elettrici a Montagnana e una tentata manomissione di una cabina elettrica a Roma. Questi episodi sono stati segnalati grazie a controlli straordinari. Il ministro Salvini ha affrontato critiche per la gestione dei guasti recenti e per non aver riferito prima in Parlamento, mentre l’opposizione ha chiesto le sue dimissioni. Alcuni esponenti della Lega suggeriscono che i disservizi possano essere parte di un complotto contro Salvini.
🔥 Un nuovo incendio boschivo, denominato Hughes, ha devastato oltre 40 chilometri quadrati di territorio vicino a Castaic, in California, costringendo decine di migliaia di persone ad evacuare. Attualmente sono in atto ordini di evacuazione per 31mila persone, con altre 23mila allertate. L’incendio, favorito da forti venti e bassa umidità, sta rapidamente diffondendosi verso la contea di Ventura e Santa Clarita. Più di 4mila vigili del fuoco sono impegnati per domarlo, ma è stato contenuto solo al 14%. Intanto, altri incendi nell’area di Los Angeles hanno già causato 28 morti e distrutto più di 15mila edifici. Le previsioni meteo indicano pioggia, ma non abbastanza per fermare la stagione degli incendi.
🇹🇭 Dal 23 gennaio la Thailandia ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, diventando il primo paese del sud-est asiatico e il terzo in Asia, dopo Taiwan e Nepal, a farlo. La legge, approvata dal parlamento e promulgata a settembre dal re, definisce il matrimonio come un’unione tra due individui, superando la precedente definizione basata sul genere. Centinaia di coppie omosessuali hanno celebrato l’evento con nozze di massa, soprattutto a Bangkok e in altre città. La normativa equipara i diritti delle coppie omosessuali a quelli delle coppie eterosessuali, includendo adozioni, benefici fiscali, eredità e decisioni mediche. Sui documenti ufficiali verranno usati termini neutri, eliminando riferimenti di genere.
✝️ Il rapporto sugli abusi sessuali nella diocesi di Bolzano-Bressanone, pubblicato lunedì, è il più approfondito mai commissionato dalla Chiesa cattolica italiana. Realizzato dallo studio legale tedesco Westpfahl Spilker Wastl, analizza 60 anni di abusi, dal 1964 al 2023, rilevando 67 casi con 75 vittime, in prevalenza minorenni. Tre persone si sono suicidate dopo le violenze subite. Gli autori sottolineano che i casi emersi sono probabilmente solo una minima parte rispetto alla realtà. La diocesi di Bolzano-Bressanone, influenzata dalla vicinanza culturale con la Germania, è stata la prima in Italia a promuovere iniziative come un centro di ascolto per le vittime già nel 2010. Il rapporto, parte del progetto “Il coraggio di guardare”, è più dettagliato rispetto a quelli della CEI, che si limitano a pochi anni e casi segnalati. Sono stati analizzati oltre mille fascicoli e intervistati 25 testimoni. Il dossier evidenzia errori sistemici nella gestione dei casi, attribuendo responsabilità ai vertici ecclesiastici che hanno spesso coperto gli abusi per evitare scandali. Tra le raccomandazioni finali, si sottolinea l’importanza di una gestione più trasparente e orientata alla tutela delle vittime. La CEI ha dichiarato di voler studiare questa iniziativa.
🚨 René Benko, fondatore del gruppo immobiliare Signa, è stato arrestato nella sua villa a Innsbruck con l’accusa di corruzione e associazione a delinquere, su ordine della Procura anticorruzione di Vienna. L’imprenditore è sospettato di aver falsificato fatture, nascosto beni e deviato fondi legati all’insolvenza del suo impero economico. Tra le accuse principali vi sono l’occultamento del suo controllo sulla Fondazione privata Laura, formalmente gestita dalla madre, e l’uso improprio di fondi Covid per il suo lussuoso albergo Chalet N. Le indagini, condotte anche in Italia, Germania e Liechtenstein, hanno rivelato una rete complessa di operazioni sospette, tra cui il fallimento del celebre centro commerciale KaDeWe in Germania. In Italia, la Procura di Trento accusa Benko di aver manipolato iniziative edilizie e pubbliche amministrazioni in Trentino-Alto Adige, ipotizzando l’utilizzo di metodi mafiosi per reati come corruzione, turbativa d’asta e finanziamento illecito ai partiti. Altri arresti sono avvenuti in Italia, tra cui il commercialista Heinz Peter Hager e la sindaca di Riva del Garda Cristina Santi, entrambi ai domiciliari. Le accuse complessive includono frodi fiscali, truffa e reati contro la pubblica amministrazione. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità.
Alla prossima 👋



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