Scontro Trump-Zelensky e le sue conseguenze, il cessate il fuoco a Gaza, i dati italiani su economia e occupazione

Marzo inizia e il divertimento è già alle stelle.

Torniamo a parlare dell’incontro tra Ucraina e USA e tutte le conseguenze che lo hanno riguardato, con un occhio anche a Israele. Poi facciamo il punto su economia e occupazione in Italia e chiudiamo con un focus sulla Turchia e con un’interessante inchiesta che riguarda la città di Milano.

Mettetevi comodi e cominciamo 👇

🇺🇦 CRISI TRA USA E UCRAINA DOPO L’INCONTRO ALLA CASA BIANCA. IL PRESIDENTE TRUMP SOSPENDE GLI AIUTI MILITARI

1) Tante, tantissime notizie. Dobbiamo andarci con calma. Partiamo da dove c’eravamo lasciati, ovvero con l’imminente incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e quello statunitense Donald Trump. Com’è andata? I due hanno avuto un duro scontro alla Casa Bianca nel parlare della firma di un accordo sulle risorse minerarie ucraine. La discussione, a cui ha partecipato anche il vicepresidente JD Vance, è degenerata con toni accesi e interruzioni reciproche. La conferenza stampa congiunta è stata cancellata e l’accordo è saltato. Durante l’incontro, le divergenze tra i due leader sulla guerra in Ucraina sono emerse chiaramente. Trump e Vance hanno criticato Zelensky per la gestione del conflitto e gli hanno chiesto maggiore gratitudine per il sostegno statunitense. Trump ha accusato Zelensky di mettere a rischio milioni di vite e ha minacciato di ritirare il supporto americano senza la firma dell’accordo. Dopo l’incontro, Trump ha scritto su Truth che Zelensky non è pronto per la pace e che ha mancato di rispetto agli Stati Uniti. L’incontro era molto atteso, soprattutto dopo il recente atteggiamento ambiguo di Trump nei confronti di Zelensky. Inizialmente critico, arrivando a definirlo “dittatore”, Trump aveva poi adottato un tono più conciliatorio. L’accordo sulle risorse minerarie prevedeva la creazione di un fondo congiunto tra Stati Uniti e Ucraina, con il 50% dei proventi destinati a Washington, e rappresentava per Trump una condizione per continuare il sostegno militare all’Ucraina. Dopo l’incontro, l’accordo è stato annullato e le relazioni tra i due paesi sono peggiorate. Zelensky ha poi pubblicato un messaggio di ringraziamento agli Stati Uniti e al loro governo, forse nel tentativo di riaprire il dialogo. In un’intervista successiva, Zelensky ha dichiarato di voler mantenere rapporti costruttivi con gli Stati Uniti e ha ringraziato il popolo americano per il sostegno ricevuto. Tuttavia, non è chiaro se e quando le negoziazioni sull’accordo minerario riprenderanno. Dopo l’incontro, Trump ha lasciato Washington per la Florida, mentre Zelensky si è recato nel Regno Unito per incontrare il premier Keir Starmer, ottenendo un prestito di 2,26 miliardi di sterline per sostenere l’esercito ucraino. Dopo l’episodio, diversi leader europei hanno espresso solidarietà a Zelensky e al popolo ucraino, pur evitando critiche dirette a Trump. Ursula von der Leyen, Emmanuel Macron e Friedrich Merz hanno ribadito il sostegno all’Ucraina, mentre il premier ungherese Viktor Orban ha elogiato Trump per il suo atteggiamento favorevole alla pace. Giorgia Meloni ha proposto una riunione di emergenza per discutere il futuro dell’Ucraina. In Russia, lo scontro tra Trump e Zelensky è stato accolto con soddisfazione, con esponenti politici che hanno sottolineato il possibile indebolimento del sostegno statunitense a Kiev. Nel frattempo, la Russia ha condotto un nuovo attacco con droni su Kharkiv, causando danni a edifici civili e ferendo almeno sette persone.

Domenica a Londra si è tenuta una riunione di leader europei, coordinata dal primo ministro britannico Keir Starmer, per discutere della guerra in Ucraina. È stata annunciata la formazione di una “coalizione di volenterosi” per elaborare un piano di pace, garantendo anche una presenza militare. Alla riunione hanno partecipato, oltre ai leader europei, rappresentanti di Canada, Turchia e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Starmer ha dichiarato che il Regno Unito e la Francia guideranno le discussioni, con il possibile coinvolgimento di paesi extraeuropei e il sostegno degli Stati Uniti. Macron ha anticipato che il piano prevede un cessate il fuoco iniziale di un mese su cieli, mari e infrastrutture energetiche ucraine, mentre un eventuale dispiegamento di truppe europee avverrà in seguito. Ursula von der Leyen ha confermato l’aumento degli aiuti militari ed economici all’Ucraina e che avrebbe presentato un piano per la difesa europea il 6 marzo (ci torneremo dopo).

Non è tutto infatti. In settimana, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di sospendere temporaneamente gli aiuti militari all’Ucraina, secondo fonti anonime della Casa Bianca. Trump vuole negoziati basati sulla situazione attuale sul campo, mentre Zelensky chiede garanzie militari. La sospensione degli aiuti è vista come un modo per spingere Zelensky ad accettare il piano di Trump, anche perché – senza il supporto statunitense – l’Ucraina rischia di rimanere senza intercettori per i sistemi di difesa aerea, esponendo le città agli attacchi missilistici russi. Un problema simile si era già verificato tra il 2023 e il 2024, quando una sospensione temporanea degli aiuti costrinse gli ucraini a razionare l’uso dei missili intercettori. La mancanza di aiuti compromette anche la disponibilità di razzi e pezzi di ricambio per i lanciarazzi HIMARS e GMLRS, che avevano giocato un ruolo chiave nel rallentare le offensive russe. Inoltre, la riduzione della condivisione di intelligence tra Stati Uniti e Ucraina potrebbe ostacolare le capacità di sorveglianza e individuazione degli obiettivi nemici, mentre il possibile stop al servizio Starlink di Elon Musk metterebbe a rischio le comunicazioni militari ucraine. Consapevole della dipendenza dagli aiuti esteri, l’Ucraina ha aumentato la produzione autonoma di armi, arrivando a coprire il 40% del fabbisogno. Un esempio è la produzione massiccia di droni, passata da un uso limitato a una capacità di oltre quattro milioni di unità all’anno. Tuttavia, senza il supporto statunitense, la resistenza sul lungo periodo diventa più complessa. La Russia potrebbe approfittarne, contando su un indebolimento simile a quello che portò al ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan. Inoltre, la sospensione degli aiuti riduce la possibilità di negoziati di pace, rendendo meno probabile un cessate il fuoco. Il presidente ucraino Zelensky intanto ha diffuso un comunicato per cercare di recuperare i rapporti con il presidente statunitense Donald Trump, dopo la sospensione degli aiuti militari. Nel messaggio ha espresso la sua disponibilità a lavorare sotto la leadership di Trump e ha proposto un accordo di pace con la Russia, basato sul rilascio di prigionieri e su una tregua nei cieli e in mare. Zelensky ha riconosciuto che quell’incontro non è andato come previsto e ha dichiarato che l’Ucraina è pronta a firmare un accordo sulle risorse minerarie per garantire la continuità del sostegno militare statunitense.

🇪🇺 LA COMMISSIONE EUROPEA APPROVA UN PIANO DA 800 MILIARDI PER IL RIARMO. NEL FRATTEMPO, IN USA…

2) Torniamo un attimo alla Commissione Europea, che ha presentato il piano ReArm Europe per incrementare la spesa militare dei paesi membri, in un contesto di incertezza sulla protezione garantita dagli Stati Uniti. La presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato che l’Europa è pronta ad aumentare significativamente le spese per la difesa. Il piano prevede due misure principali: la prima è una clausola di salvaguardia che permette ai paesi di contrarre debito per le spese militari senza violare il Patto di stabilità e crescita, fino a un massimo di 650 miliardi di euro in quattro anni, consentendo un aumento della spesa militare fino all’1,5% del PIL; la seconda misura è un fondo da 150 miliardi di euro, da cui i paesi potranno ottenere prestiti per la difesa. Non è chiaro da dove verranno presi i fondi, ma si ipotizza l’uso di risorse non richieste dal Fondo europeo per la ripresa o del Meccanismo di stabilità. Un elemento innovativo è l’emissione di “eurobond” per finanziare prestiti agli Stati membri, un meccanismo simile al Next Generation EU, ma senza sovvenzioni dirette. Inoltre, la Commissione propone di riallocare parte dei Fondi di coesione, spesso inutilizzati, per investimenti nella difesa, modificando il quadro normativo esistente. Questa scelta ha suscitato polemiche, soprattutto in Italia, dove alcuni partiti temono una sottrazione di risorse destinate allo sviluppo. Tuttavia, molti fondi di coesione non vengono spesi nei tempi previsti a causa di inefficienze burocratiche e mancanza di progetti concreti. L’Italia, ad esempio, ha utilizzato solo una parte delle risorse ricevute nel ciclo precedente e, per il periodo 2021-2027, ha finora speso solo il 3% dei fondi assegnati. Il piano prevede che solo investimenti con doppia finalità civile e militare possano essere finanziati con i fondi di coesione, escludendo la produzione diretta di armi. Saranno invece ammissibili interventi per migliorare infrastrutture strategiche e tecnologie dual use, come reti satellitari e droni. Gli Stati membri avranno facoltà di decidere se aderire al piano e in che misura utilizzare i fondi, ma restano incerte le regole su eventuali limiti di riallocazione e l’obbligo di acquistare prodotti europei, per evitare una maggiore dipendenza dagli Stati Uniti. Si sta discutendo anche sull’uso dei beni finanziari russi congelati per sostenere l’Ucraina. Finora, erano stati usati solo i profitti generati da questi beni, ma ora leader come Macron e Merz valutano di utilizzare l’intera somma, vista la crescente gravità della situazione. Congelati dopo l’invasione russa del 2022, questi beni ammontano a circa 300-350 miliardi di dollari, di cui 200 miliardi in Europa. Per anni, i principali paesi europei hanno rifiutato il sequestro dei fondi per motivi legali e reputazionali, adottando un compromesso nel 2024 per utilizzare solo i rendimenti. Tuttavia, il cambiamento di posizione degli Stati Uniti ha spinto l’Europa a riconsiderare l’approccio. Alcuni paesi vogliono destinare direttamente i beni all’Ucraina, mentre la Francia propone di usarli come garanzia per nuovi prestiti.

Ad ogni modo, il piano proposto è stato approvato formalmente durante la riunione straordinaria del Consiglio Europeo a Bruxelles. Il piano, proposto dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, sarà discusso e potrebbe essere messo nero su bianco il 20 e 21 marzo. Alla riunione ha partecipato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. I leader hanno discusso del sostegno all’Ucraina, reso più urgente dal possibile disimpegno degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. Tuttavia, l’opposizione dell’Ungheria di Viktor Orbán ha impedito l’unanimità sulla conferma degli aiuti europei. La decisione finale sarà presa nel prossimo Consiglio, dove Orbán potrebbe bloccare l’iniziativa. Zelensky ha ribadito la necessità di un accordo con la Russia per porre fine alla guerra, ma senza rinunciare alla sovranità ucraina. Ha anche annunciato la ripresa della collaborazione con gli Stati Uniti, con un incontro previsto a Riad. In aggiunta, Regno Unito e Norvegia hanno annunciato un aumento degli aiuti militari all’Ucraina. Infine, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha espresso dubbi sulla capacità dell’Europa di rendersi indipendente dagli USA sul piano militare, ma ha sostenuto il piano di riarmo, pur evidenziando il rischio di un aumento del debito per alcuni paesi, tra cui l’Italia.

Nel frattempo, martedì sera il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha tenuto un discorso al Congresso in seduta comune, il più lungo in epoca moderna, durato circa un’ora e quaranta minuti. Ha difeso le sue recenti politiche, tra cui ordini esecutivi, tagli alle spese federali, dazi contro Canada, Messico e Cina, e la sospensione degli aiuti militari all’Ucraina. Il discorso era atteso anche per il recente incontro teso con Volodymyr Zelensky. Trump ha citato una lettera di Zelensky senza leggerla, riprendendo invece il suo comunicato pubblico dai toni concilianti. Ha confermato mire espansionistiche su Panama e Groenlandia, ma non ha menzionato il controverso piano per la Striscia di Gaza. Il piano, ampiamente criticato, prevedeva il controllo statunitense della Striscia e la deportazione dei palestinesi. Gli stati arabi hanno risposto con una loro proposta di ricostruzione. Sul piano interno, Trump ha attaccato Joe Biden definendolo «il peggior presidente della storia americana» e lo ha accusato dell’aumento del prezzo delle uova. Ha inoltre fornito dati inesatti su fondi destinati all’Ucraina, immigrazione e risparmi derivanti dai tagli governativi. Il discorso è stato accompagnato da proteste di deputati Democratici, tra cui Al Green, che ha interrotto più volte Trump ed è stato allontanato.

In chiusura di questa carrellata, a proposito dei dazi, ieri Trump ha sospeso quelli sui prodotti provenienti da Messico e Canada, entrati in vigore martedì. Su Truth Social, Trump ha dichiarato che il Messico non dovrà pagare dazi su merci rientranti nell’USMCA, citando un confronto positivo con la presidente messicana Claudia Sheinbaum. Poco dopo, è stata annunciata la stessa sospensione per il Canada. I dazi resteranno sospesi fino al 2 aprile, con alcune eccezioni. Inizialmente previsti per febbraio, erano stati rinviati di un mese in cambio di concessioni e poi applicati. L’amministrazione aveva già concesso un’esenzione di un mese alle case automobilistiche Ford, Stellantis e General Motors per evitare crisi nel settore.

🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: PROLUNGATA LA FASE 1 SENZA IL CONSENSO DI HAMAS. INTERROTTI ANCHE GLI AIUTI UMANITARI

3) È terminata la prima fase dell’accordo di cessate il fuoco tra Hamas e Israele, senza che sia stato raggiunto un accordo sulla fase successiva. Israele è apparso riluttante ad avviare la fase due, per mantenere la sua presenza militare nella Striscia di Gaza e per ragioni politiche interne. Il governo israeliano ha inizialmente considerato un’estensione della fase uno, mentre Hamas ha insistito sulla necessità di procedere oltre. L’accordo prevedeva tre fasi. La prima, durata 42 giorni, ha comportato la liberazione di 33 ostaggi da parte di Hamas in cambio del rilascio di quasi 2.000 prigionieri palestinesi da parte di Israele. Sebbene vi siano state complicazioni, entrambe le parti hanno rispettato l’intesa. La fase due, ancora da negoziare, dovrebbe prevedere il rilascio di circa 60 ostaggi e il ritiro delle truppe israeliane. Tuttavia, Israele ha rifiutato finora di negoziare questa fase. Le tensioni sono aumentate dopo che Hamas ha consegnato il corpo sbagliato di un ostaggio e ha trasformato le liberazioni in atti propagandistici. Il premier israeliano Netanyahu ha ribadito che Israele negozierà solo la resa di Hamas e si dice pronto a riprendere i combattimenti, rifiutando il ritiro dal corridoio Philadelphi, considerato strategico per il controllo delle armi. Il governo israeliano rischia di cadere se accettasse la fase due, poiché perderebbe il sostegno dell’ultradestra favorevole alla guerra. Nonostante ciò, né Hamas né Israele desiderano un’immediata ripresa del conflitto. Nuovi negoziati in Egitto mirano a prolungare la fase uno, ma Hamas considera gli ostaggi una leva per ottenere concessioni e difficilmente accetterà di liberarli senza garanzie sul ritiro israeliano. Anche se non venisse trovato subito un compromesso, il cessate il fuoco potrebbe proseguire finché le parti negoziano. Tuttavia, domani potrebbe esserci una possibile svolta: se Israele non si ritirerà dal corridoio Philadelphi, potrebbe violare l’accordo, aumentando il rischio di nuove tensioni e possibili ritorsioni militari. In settimana però, il governo israeliano ha deciso unilateralmente di estendere la prima fase del cessate il fuoco con Hamas. Israele, però, si è momentaneamente rifiutata di negoziare la fase 2 del conflitto perché non vuole ritirare completamente le proprie truppe dalla Striscia di Gaza. In risposta al rifiuto di Hamas di prolungare la fase uno, Israele ha bloccato l’ingresso di aiuti umanitari e merci nella Striscia e ha minacciato ulteriori misure. L’estensione, proposta dagli Stati Uniti, durerà 49 giorni e coprirà il mese del Ramadan e la Pasqua ebraica. Al momento prevede la liberazione della metà dei 59 ostaggi rimanenti da parte di Hamas, mentre gli altri dovrebbero essere rilasciati con un accordo definitivo. La fase tre, invece, prevederebbe un piano di ricostruzione della Striscia di Gaza.

Nel frattempo, gli Stati Uniti stanno conducendo negoziati diretti con Hamas per il rilascio degli ostaggi ancora presenti nella Striscia di Gaza. I colloqui, confermati dalla Casa Bianca, si svolgono da settimane a Doha, in Qatar, con la partecipazione di Adam Boehler, inviato dell’amministrazione Trump. Israele è stato informato, ma non è chiaro se i negoziati riguardino solo gli ostaggi o anche un cessate il fuoco. È la prima volta che gli USA confermano un contatto diretto con Hamas, che considerano un gruppo terroristico dal 1997. Questo rappresenta un cambiamento nell’approccio dell’amministrazione Trump. Nella Striscia restano 24 ostaggi vivi e i corpi di 35 prigionieri deceduti, mentre i negoziati sul cessate il fuoco risultano bloccati.

Intanto, nei dintorni cosa succede? Domenica sera, nella città siriana di Jaramana, vicino a Damasco, è stata evitata una crisi che avrebbe potuto portare a un’invasione di terra da parte di Israele nel sud della Siria. Gli scontri avvenuti venerdì tra una milizia drusa e le forze di sicurezza siriane avevano causato due morti. Israele, temendo un attacco ai drusi, aveva ordinato all’esercito di prepararsi a intervenire. Un’eventuale operazione avrebbe comportato una massiccia invasione della Siria, arrivando a pochi chilometri da Damasco e rappresentando un atto di guerra contro il presidente siriano ad interim, Ahmad al Sharaa. Domenica sera, però, le forze di sicurezza siriane e i drusi di Jaramana si sono mostrati pubblicamente uniti, disinnescando la tensione e inviando un segnale a Israele per evitare un’invasione. Intanto, Israele, approfittando della caduta del regime di Assad, ha consolidato la sua presenza militare nel territorio siriano, colpendo infrastrutture e creando una zona cuscinetto. Netanyahu ha chiesto la smilitarizzazione di tre province siriane vicine al confine, una richiesta difficile per il governo siriano, che rischia di apparire debole o di entrare in conflitto con Israele. Inoltre, Israele sta lavorando a un programma per far lavorare i drusi siriani nelle alture del Golan, territorio siriano occupato da Israele dal 1967. La Siria, a prescindere, non dorme sonni tranquilli. Nella città costiera di Jable, in Siria, oltre 70 persone sono state uccise in scontri tra le forze di sicurezza siriane e uomini fedeli all’ex dittatore Bashar al Assad, rovesciato lo scorso dicembre. Secondo il Syrian Observatory for Human Rights, è il peggior attacco alle nuove forze governative dalla caduta del regime, con almeno 16 membri della sicurezza, 28 lealisti di Assad e 4 civili morti. Gli scontri coinvolgono gruppi legati a Suhail al Hassan nella provincia di Latakia, a maggioranza alawita. Il governo ha imposto il coprifuoco e inviato rinforzi in varie città. Le forze di sicurezza hanno arrestato diverse persone, tra cui l’ex capo dell’intelligence dell’aeronautica Ibrahim Huweija.

🇮🇹 ITALIA: APPROVATO IL NUOVO DECRETO-LEGGE SUI COSTI DELL’ENERGIA. L’ISTAT FA CHIAREZZA SU OCCUPAZIONE ED ECONOMIA

4) Facciamo un salto in Italia per il punto sull’economia. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge per sostenere economicamente famiglie e aziende per tre mesi a fronte dell’aumento dei costi dell’energia. Il provvedimento, che deve essere convertito in legge entro 60 giorni, prevede uno stanziamento di circa tre miliardi di euro: 1,6 miliardi destinati alle famiglie con un ISEE inferiore a 25mila euro e 1,4 miliardi alle aziende. Gli sconti sulle bollette variano in base all’ISEE e coinvolgeranno circa 8 milioni di famiglie. Le imprese più piccole potranno beneficiare di un rinvio di due anni dell’uscita dal mercato tutelato. Il decreto introduce anche una soglia del prezzo dell’energia oltre la quale lo Stato smetterà di incassare l’IVA per contenere i costi delle bollette. Sono previsti 8 miliardi per eventuali futuri aumenti dal 2026 al 2032. Inoltre, vengono definiti criteri per rendere più chiari i contratti energetici. Il finanziamento delle misure avverrà tramite la Cassa per i servizi energetici e ambientali, senza generare nuovo debito pubblico.

Contemporaneamente, l’ISTAT ha pubblicato un rapporto sulla situazione economica dell’Italia, evidenziando una contraddizione tra il miglioramento degli equilibri di finanza pubblica e la debole crescita economica. Il governo ha ridotto il deficit più del previsto, con un disavanzo del 3,4% rispetto al 3,8% concordato con la Commissione Europea, grazie a una significativa riduzione della spesa pubblica, in particolare per la sospensione dei contributi al Superbonus. Tuttavia, il debito pubblico continua a crescere, passando dal 134,8% al 135,3% del PIL. Il PIL è aumentato solo dello 0,7% nel 2024, meno delle stime ufficiali, e le prospettive per il 2025 sono incerte. Questo rallentamento, unito all’aumento della pressione fiscale al 42,6% del PIL, rappresenta una sfida per il governo, che aveva promesso di ridurre il carico fiscale. Crescono sia le imposte dirette (+6,6%) che quelle indirette (+6,1%). Nonostante il rallentamento economico, l’avanzo primario è tornato positivo per la prima volta in anni, raggiungendo lo 0,4% del PIL. Tuttavia, l’aumento della spesa per interessi sul debito (+9,5%) limita le risorse disponibili per investimenti strategici in settori chiave come sanità e istruzione.

Dal punto di vista dell’occupazione, dal 2021 l’ISTAT registra un aumento costante e una riduzione della disoccupazione, dati accolti positivamente da media e politica. A gennaio 2025 è stato raggiunto un record storico: mai così tanti occupati in Italia dal 2004. Il tasso di disoccupazione è sceso al 6,3%, vicino al minimo storico del 6%, mentre gli occupati sono oltre 24,2 milioni, con un forte incremento tra gli over 50. L’aumento dell’occupazione è attribuito a una ripresa economica post-pandemia e all’invecchiamento della popolazione, che prolunga la vita lavorativa. Tuttavia, il tasso di occupazione italiano resta il più basso dell’UE, con una significativa disparità di genere: l’occupazione femminile è al 53,5%, contro il 72% maschile. Il problema degli “inattivi” incide sui dati: a gennaio erano 12,4 milioni, con un tasso di inattività al 32,9%, più alto rispetto agli altri paesi europei, e quasi doppio tra le donne. Un altro fattore critico è la stagnazione salariale. Secondo la BCE, gli stipendi in Italia sono tra i più bassi d’Europa e hanno perso potere d’acquisto con l’inflazione, mentre il costo del lavoro per le imprese si è ridotto, incentivando nuove assunzioni ma penalizzando i lavoratori.

🇹🇷 TURCHIA: ERDOGAN APRE ALLA PACE CON I CURDI, MA DETTA LE SUE CONDIZIONI. I DETTAGLI

5) Abdullah Öcalan ha chiesto al Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) di abbandonare la lotta armata, sciogliersi e avviare un processo di pace, in un contesto di cambiamento nell’atteggiamento del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Un accordo con i curdi potrebbe favorire Erdogan nel suo tentativo di modificare la Costituzione per estendere la sua permanenza al potere oltre il 2028 e indebolire i curdi siriani, con cui la Turchia è in conflitto. Il PKK combatte dal 1984 per l’autonomia curda in Turchia, ma i negoziati di pace sono falliti nel 2015, portando a una dura repressione. Recentemente Erdogan ha mostrato segnali di apertura, anche attraverso il suo alleato Devlet Bahceli, leader del Movimento Nazionalista (MHP), che ha proposto una grazia per Öcalan in cambio dello scioglimento del PKK. Questo avvicinamento mira anche ad ottenere il sostegno parlamentare del Partito dell’Uguaglianza e della Democrazia dei Popoli (DEM), filocurdo, necessario per approvare la riforma costituzionale. DEM chiede il riconoscimento dell’identità curda, l’insegnamento della lingua curda e maggiore autonomia, ma Erdogan non ha chiarito fino a che punto sia disposto a concedere queste richieste. Negli ultimi anni, il governo ha represso il partito con arresti e rimozioni di sindaci. Inoltre, la pace con il PKK potrebbe avere effetti sui curdi siriani, che la Turchia considera legati ai guerriglieri. Erdogan punta così a rafforzare il suo potere interno e l’influenza regionale della Turchia.

🏙️ NUOVE INCHIESTE GETTANO OMBRE SULL’URBANISTICA A MILANO. ARRESTATO UN EX DIRIGENTE DEL COMUNE LOMBARDO

6) L’ex dirigente del comune di Milano, Giovanni Oggioni, è stato arrestato con le accuse di corruzione, frode processuale, depistaggio e falso. È il primo arresto nell’ambito delle indagini sull’urbanistica a Milano, che ipotizzano l’esistenza di una rete di professionisti pubblici e privati coinvolti in irregolarità nell’approvazione di progetti edilizi. Oggioni, agli arresti domiciliari, avrebbe fatto pressioni per l’approvazione della legge “salva-Milano” per bloccare le indagini. Dopo l’arresto, il comune ha annunciato che non sosterrà più la legge e sta valutando di costituirsi parte civile. Oggioni, ex dirigente dello sportello unico per l’edilizia e vicepresidente della commissione paesaggio, è coinvolto in diverse inchieste, tra cui quelle sui progetti Bosconavigli e Scalo House. Secondo l’accusa, avrebbe favorito pratiche edilizie in cambio di denaro e favori da Assimpredil-Ance Milano e dalla società Abitare In, dove lavora sua figlia, omettendo il conflitto d’interessi. Inoltre, avrebbe falsificato dati per aggirare normative e cancellato documenti informatici per ostacolare le indagini. Gli è stato sequestrato un patrimonio di 300mila euro. Mercoledì sono stati perquisiti uffici comunali e la sede di Assimpredil-Ance Milano. Sono indagati per falso altri due funzionari comunali e un architetto, mentre Assimpredil-Ance e Abitare In sono sotto inchiesta per responsabilità amministrativa. Il sindaco Beppe Sala ha dichiarato che, se ci sono colpe, i responsabili dovranno pagare. Le indagini riguardano presunti abusi nell’uso della Scia (una procedura semplificata per l’avvio di cantieri) per accelerare l’approvazione di grandi edifici senza i dovuti oneri urbanistici. Il primo processo inizierà l’11 aprile per la Torre Milano, autorizzata come ristrutturazione. Il 13 marzo si terrà l’udienza preliminare per le Park Towers, con un danno stimato per il comune di 321mila euro. Si indaga anche sulla presunta manipolazione del concorso per la Biblioteca Europea di Milano, con l’architetto Stefano Boeri tra gli indagati. La procura ipotizza un sistema in cui membri della commissione paesaggio, funzionari comunali e costruttori avrebbero agevolato progetti irregolari in cambio di vantaggi, operando in un contesto di conflitti d’interesse e opacità. Le inchieste hanno causato un blocco urbanistico a Milano, con una drastica riduzione delle autorizzazioni e conseguenze sulle entrate comunali. Per sbloccare la situazione, il governo aveva proposto la legge 1987, trasformata in un’“interpretazione autentica” che giustificherebbe le pratiche edilizie passate. Il provvedimento permetterebbe la demolizione e ricostruzione di edifici senza piani comunali specifici. I costruttori sostengono che la legge dia certezza agli investimenti, mentre urbanisti e ambientalisti la considerano un condono che favorisce la cementificazione. La procura ha rivelato contatti tra Oggioni e parlamentari della maggioranza, ma questi ultimi negano interferenze. Il comune ha annunciato nuove regole per garantire maggiore trasparenza nelle autorizzazioni edilizie.

L’inchiesta però pare si stia allargando anche alla città di Torino. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle nel capoluogo piemontese, Andrea Russi, ha chiesto le dimissioni dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, coinvolto anch’egli in quattro inchieste della procura di Milano riguardanti autorizzazioni edilizie irregolari. Mazzoleni, ex presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano, è accusato di aver contribuito alla costruzione di nuovi edifici senza adeguati controlli, facendoli passare come semplici ristrutturazioni. L’ultima indagine riguarda il Lambrate Twin Palace, un complesso residenziale gestito dal gruppo Abitare In, mentre le altre inchieste coinvolgono edifici in diverse zone di Milano. Il reato ipotizzato è falso in atto pubblico. Nonostante la pressione politica, né Mazzoleni né il sindaco Stefano Lo Russo hanno commentato la vicenda. Il capogruppo PD, Claudio Cerrato, ha espresso sostegno all’assessore, sottolineando l’assenza di provvedimenti giudiziari che ne impediscano il lavoro. Russi, invece, ha criticato Mazzoleni per i ritardi nell’urbanistica torinese e per la mancanza di un nuovo piano regolatore, mettendo in dubbio la sua capacità di gestire l’assessorato mentre affronta le accuse.

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Abbiamo delle brevi parecchio corpose questa settimana 👇

🇨🇩 Nel nord della Repubblica Democratica del Congo, oltre sessanta persone sono morte per cause ancora non chiare, con sospetti di intossicazione o contaminazione dell’acqua. L’OMS ha segnalato 60 morti tra i villaggi di Bolomba e Basankusu, con quasi mille casi registrati in quest’ultimo. I sintomi si manifestano rapidamente, con decessi entro 48 ore, e i bambini sotto i cinque anni risultano particolarmente colpiti. Le indagini suggeriscono diverse ipotesi, tra cui malaria, colera, tifo o epatite A. Inizialmente si era temuto un virus come l’ebola o il Marburg, poiché tre bambini morti avevano consumato carne di pipistrello, ma i test sono risultati negativi. La difficoltà di accesso alle aree remote rallenta le analisi e l’eventuale isolamento dei malati. L’OMS continua a monitorare la situazione, ma il contesto instabile del paese, aggravato dal conflitto con il gruppo ribelle M23, complica le operazioni sanitarie. Sebbene i combattimenti siano lontani dall’area colpita, le precarie condizioni dei rifugiati potrebbero innescare nuove crisi sanitarie.

🚀 Il lander Blue Ghost di Firefly Aerospace ha compiuto con successo un allunaggio alle 9:35 di domenica, diventando il secondo veicolo spaziale gestito da un’azienda privata a raggiungere la Luna. La missione, parte del programma Commercial Lunar Payload Services (CLPS) della NASA, trasporta strumenti per esperimenti scientifici in preparazione al programma Artemis. Blue Ghost, grande come un’utilitaria, si è posato nel mare Crisium dopo un viaggio iniziato il 15 gennaio da Cape Canaveral. Dopo 25 giorni in orbita terrestre e alcune anomalie gestite dal centro di controllo, il lander è entrato nell’orbita lunare il 13 febbraio. A bordo sono presenti dieci strumenti della NASA, tra cui un trapano per misurare il calore del suolo lunare e una videocamera per i raggi X. Blue Ghost è la terza missione del CLPS, dopo il fallimento di Astrobotic e il parziale successo di Intuitive Machines. Il lander opererà per due settimane prima di esaurire l’energia solare. Sullo stesso razzo Falcon 9 viaggiava anche il lander giapponese Resilience, che tenterà un allunaggio a maggio seguendo una traiettoria a basso consumo di propellente.

✨ La 97ª cerimonia degli Oscar si è tenuta domenica sera al Dolby Theatre di Los Angeles. Il grande vincitore è stato Anora, che ha ottenuto cinque premi su sei candidature, tra cui miglior film, miglior regia, miglior montaggio e miglior sceneggiatura originale. Il regista Sean Baker ha eguagliato il record di Bong Joon-ho con Parasite, vincendo quattro premi per lo stesso film. Mikey Madison ha ricevuto il premio come miglior attrice, mentre Adrien Brody ha vinto il suo secondo Oscar per The Brutalist, che ha ottenuto anche i premi per miglior fotografia e miglior colonna sonora. Kieran Culkin ha vinto come miglior attore non protagonista per A Real Pain, mentre Zoe Saldaña ha ottenuto il premio per la miglior attrice non protagonista per Emilia Pérez, che ha vinto anche per la miglior canzone originale ma ha deluso nel resto delle categorie. Conclave ha vinto solo per la miglior sceneggiatura non originale, mentre il premio per il miglior film internazionale è andato a Io sono ancora qui. A Complete Unknown e The Substance hanno ottenuto risultati inferiori alle aspettative.

✝️ Lunedì Papa Francesco ha avuto due crisi respiratorie dovute all’accumulo di muco nei bronchi, dopo episodi simili nei giorni precedenti. Per assisterlo è stata ripresa la ventilazione meccanica, ma è rimasto vigile e collaborante. Il Pontefice è ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli di Roma per un’infezione respiratoria e una polmonite bilaterale.

🇩🇪 Lunedì a Mannheim, in Germania, un’auto ha investito alcuni passanti, uccidendo almeno due persone e ferendone diverse, cinque in modo grave. Le autorità hanno confermato che si è trattato di un attacco intenzionale. Il conducente, un uomo tedesco di 40 anni, si è sparato prima dell’arresto ed è ora ricoverato in condizioni stabili. Gli inquirenti sospettano disturbi mentali ma escludono un movente politico. L’incidente è avvenuto in una zona pedonale del centro durante un mercatino di Carnevale. La polizia ha isolato l’area e chiesto testimonianze. Negli ultimi mesi in Germania si sono verificati altri episodi simili.

🇷🇸 Martedì in Serbia, durante la sessione parlamentare per formalizzare le dimissioni del primo ministro Miloš Vučević, alcuni parlamentari dell’opposizione hanno inscenato una protesta accendendo torce e granate fumogene, provocando una rissa e lanciando acqua contro la presidente del parlamento Ana Brnabić. La sicurezza ha ristabilito l’ordine, ma due parlamentari sono rimaste ferite, una delle quali ha avuto un infarto. La protesta è nata dalla decisione della maggioranza di posticipare la formalizzazione delle dimissioni di Vučević, già annunciate a gennaio dopo mesi di manifestazioni. Le proteste, iniziate a novembre 2024 dopo un incidente mortale nella stazione di Novi Sad, sono le più grandi degli ultimi trent’anni contro il governo di Aleksandar Vučić e sono guidate soprattutto dagli studenti. I manifestanti chiedono maggiore trasparenza sulla ristrutturazione della stazione, giustizia per gli attacchi contro studenti e professori, la liberazione degli arrestati e più fondi per l’istruzione.

🇸🇩 L’UNICEF ha pubblicato un rapporto sugli stupri sistematici di bambini in Sudan, dove da due anni è in corso una guerra civile con gravi conseguenze sulla popolazione. Nel 2023 sono stati documentati 221 casi, ma il numero reale è probabilmente più alto. La guerra è iniziata nell’aprile 2023 tra l’esercito regolare guidato da Abdel Fattah al Burhan e il gruppo paramilitare RSF di Hamdan Dagalo. Entrambi i gruppi hanno commesso violenze contro i civili, tra cui stupri usati come arma di guerra. Le vittime sono soprattutto donne e bambine, ma anche maschi. Alcune sono state ridotte in schiavitù o ricattate per ottenere beni di prima necessità. L’ONU definisce la crisi in Sudan uno dei peggiori disastri umanitari recenti, con stupri, omicidi e una grave carestia.

🇧🇩 Gli studenti che hanno guidato le proteste antigovernative in Bangladesh hanno fondato il Jatiya Nagorik o National Citizen Party (NCP). L’annuncio è stato fatto davanti al parlamento di Dacca, con il leader Nahid Islam che ha presentato il partito come un’alternativa politica. L’NCP potrebbe rompere il duopolio tra la Lega Awami di Sheikh Hasina e il Partito Nazionalista del Bangladesh. Il partito mira a riscrivere la Costituzione e creare un nuovo sistema politico. Le proteste, iniziate contro il sistema di quote per gli impieghi pubblici, si sono trasformate in una rivolta contro Hasina, che si è dimessa ad agosto. Un governo di transizione guidato da Muhammad Yunus è in carica, e l’NCP potrebbe cambiare gli equilibri in vista delle prossime elezioni.

🇬🇧 Dal 5 marzo è possibile richiedere l’ETA, l’autorizzazione elettronica necessaria dal 2 aprile per i cittadini dell’UE, inclusi gli italiani, che vogliono entrare nel Regno Unito per meno di sei mesi. Già introdotta per i cittadini extraeuropei, la misura complica ulteriormente i viaggi tra Regno Unito e UE. Il costo è di 10 sterline (circa 12 euro) e vale anche per chi fa scalo e deve superare i controlli di frontiera. L’ETA non sostituisce il passaporto ed è richiesta tramite il sito ufficiale o l’app UK ETA, con un’attesa fino a tre giorni lavorativi. Dura due anni, salvo scadenza del passaporto, e il governo britannico prevede di aumentarne il costo a 16 sterline. L’obbligo riguarda anche altri paesi europei extra-UE.

⚽Bruno Pizzul, storico telecronista sportivo italiano, è morto a 86 anni. Noto per il suo stile pacato e moderno, raccontò le partite della Nazionale italiana di calcio dal 1986 al 2002, diventando una delle voci più riconoscibili del giornalismo sportivo, soprattutto durante i Mondiali del 1990. Nato a Udine, dopo una breve carriera calcistica si laureò in Giurisprudenza ed entrò in Rai nel 1969. Commentò anche finali di competizioni europee, tra cui la tragica finale della Coppa dei Campioni del 1985 all’Heysel. Oltre al calcio, si occupò di altri sport come boxe e canottaggio. Dopo l’ultima telecronaca della Nazionale nel 2002, lavorò come opinionista in varie trasmissioni, tra cui Quelli che il calcio e, più recentemente, su DAZN.

🇯🇵 In Giappone, nella regione di Iwate, i vigili del fuoco stanno affrontando il più grande incendio degli ultimi trent’anni. Il rogo, iniziato a fine febbraio nella città costiera di Ofunato, si è rapidamente esteso alle foreste circostanti, causando una vittima, distruggendo circa cento abitazioni e costringendo oltre 5.000 persone a evacuare. L’incendio ha già bruciato 21 km² di terreno, un’area tre volte superiore alla media annuale del paese. Le operazioni di spegnimento, a cui partecipano 2.000 vigili del fuoco e l’esercito con 10 elicotteri, sono ostacolate dai forti venti, dalla siccità e dal territorio montuoso. La diffusione è favorita dalla presenza di conifere altamente infiammabili e dalla natura stessa del rogo, un “incendio di chioma”. Secondo gli esperti, una regolare manutenzione forestale potrebbe ridurre il rischio di questi eventi, ma la scarsa manodopera nel settore ne limita l’applicazione. L’ultimo incendio di dimensioni simili risale al 1992, quando in Hokkaido bruciarono 10 km² di foresta.

🇧🇦 La situazione politica in Bosnia Erzegovina si è aggravata dopo la condanna in primo grado a un anno di reclusione di Milorad Dodik, presidente della Republika Srpska (una delle due entità in cui è suddivisa la Bosnia Erzegovina), per aver ostacolato le decisioni dell’Alto Rappresentante. La sentenza ha avuto pesanti conseguenze politiche: l’Assemblea della Republika Srpska ha approvato leggi contrarie alla Costituzione bosniaca, limitando i poteri delle istituzioni statali e rafforzando l’autonomia dell’entità serba. Le tensioni si inseriscono nel lungo conflitto istituzionale tra la Republika Srpska e lo Stato centrale, con Dodik che da anni minaccia la secessione. La crisi attuale è considerata particolarmente grave, con il rischio di destabilizzare ulteriormente la regione.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

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