USA e Ucraina si incontrano per trovare un accordo, le elezioni in Germania, DOGE e Musk sotto accusa
E anche febbraio ce lo siamo tolto.
Ma, intendiamoci, non senza fatica. Abbiamo novità, in sviluppo, su un potenziale accordo tra Ucraina e Stati Uniti riguardo il supporto nella guerra contro la Russia, ma anche le ultime sulla politica interna americana, nonché dal Medioriente e dalla Germania, dove le elezioni hanno mischiato le carte.
Non perdiamo altro tempo, cominciamo 👇
🇺🇦 UCRAINA-RUSSIA: ACCORDO IMMINENTE TRA TRUMP E ZELENSKY. QUALI SONO LE CONDIZIONI? INTANTO L’EUROPA…

1) I negoziati per un cessate il fuoco in Ucraina si sviluppano su due fronti principali. Il primo coinvolge Stati Uniti e Russia e riguarda il futuro assetto dell’Ucraina dopo l’invasione: confini, esercito e alleanze. Il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato che non accetterà alcun accordo se il suo paese non parteciperà ai colloqui. Il secondo negoziato, tra Stati Uniti e Ucraina, è di natura commerciale: l’amministrazione Trump chiede 500 miliardi di dollari come risarcimento per gli aiuti forniti durante la guerra, ma Zelensky ha respinto questa richiesta. Si sa poco delle trattative tra Stati Uniti e Russia, ma una delle ipotesi è il congelamento della linea del fronte, con l’Ucraina che perderebbe ufficialmente il territorio attualmente occupato dalla Russia. Putin ha inoltre richiesto l’annessione formale di quattro regioni ucraine, anche se il fronte attuale non corrisponde ai confini amministrativi di tali regioni. La resistenza ucraina continua, con Kiev che controlla ancora alcune aree strategiche. Nel giugno 2024, l’Ucraina ha invaso la regione russa di Kursk, mantenendo il controllo su parte del territorio per usarlo come leva nei negoziati. Intanto, il negoziatore statunitense Steve Witkoff ha suggerito di riprendere i punti dell’accordo di Istanbul del 2022, che prevedeva la neutralità dell’Ucraina e la riduzione drastica del suo esercito in cambio di garanzie di sicurezza. Tuttavia, il precedente fallimento di quei negoziati rende incerta questa possibilità. L’amministrazione Trump insiste sulla richiesta dei 500 miliardi di dollari, che verrebbero raccolti attraverso le risorse naturali ucraine (il paese possiede tra le maggiori riserve di titanio e litio in Europa, ma lo sfruttamento è limitato per mancanza di investimenti). In cambio, non offrirebbe garanzie concrete contro una futura invasione russa. Inoltre, si discute del divieto d’ingresso dell’Ucraina nella NATO e dell’obbligo di indire elezioni presidenziali, attualmente impossibili a causa della guerra. Trump ha definito Zelensky «un dittatore» per fare pressione su di lui. In risposta, Zelensky ha affermato che sarebbe pronto a dimettersi in cambio dell’adesione alla NATO, rifiutando qualsiasi riconoscimento del presunto debito verso gli Stati Uniti.
Nel frattempo, lunedì gli Stati Uniti si sono schierati con la Russia in due votazioni all’ONU sulla guerra in Ucraina. La prima riguardava una risoluzione non vincolante dell’Assemblea generale, presentata da Ucraina e Unione Europea, che condannava l’invasione russa e chiedeva il ritiro delle truppe. Gli Stati Uniti hanno votato contro, insieme a Russia, Bielorussia e Corea del Nord, in contrasto con gli alleati europei. Successivamente, gli Stati Uniti hanno proposto una risoluzione per la pace in Ucraina senza condannare la Russia. I paesi europei l’hanno modificata inserendo una condanna, portando gli Stati Uniti ad astenersi. Infine, al Consiglio di sicurezza, gli Stati Uniti hanno presentato un’ulteriore risoluzione per una pace immediata senza menzionare l’invasione russa. È stata approvata con 10 voti favorevoli, inclusi quelli di Stati Uniti e Russia, mentre Francia e Regno Unito si sono astenuti. Nel corso della stessa giornata, durante la sua prima visita alla Casa Bianca da quando Donald Trump è tornato presidente, Emmanuel Macron ha cercato di mantenere un rapporto positivo con lui, nonostante le divisioni tra Stati Uniti ed Europa sulla guerra. Macron ha alternato elogi a Trump a contraddizioni dirette, smentendo alcune sue affermazioni. Durante la conferenza stampa, Trump ha evitato di definire Vladimir Putin un dittatore, mentre Macron ha attribuito alla Russia la responsabilità della guerra. Trump ha anche dichiarato erroneamente che gli aiuti statunitensi all’Ucraina superano di tre volte quelli europei, ma Macron lo ha corretto, spiegando che l’Europa ha contribuito con fondi a fondo perduto e prestiti. Trump ha poi sostenuto che Putin sarebbe disposto ad accettare un accordo di pace, mentre Macron ha insistito sulla necessità di garantire la sicurezza dell’Ucraina. Il presidente francese ha inoltre parlato della possibilità di inviare una missione di pace europea nel paese, ipotesi che la Russia ha sempre respinto, ma che Trump ha ritenuto accettabile per Putin.
Anche il primo ministro britannico Keir Starmer ha incontrato il presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca per discutere i rapporti bilaterali e la guerra in Ucraina. Come il presidente francese Macron, Starmer ha cercato di convincere Trump a non imporre una risoluzione sfavorevole all’Ucraina e a garantirle sicurezza per prevenire future invasioni russe. Tuttavia, l’incontro non ha portato risultati significativi. Trump ha dominato la discussione, interrompendo più volte Starmer, che ha potuto correggerlo solo una volta sul sostegno economico europeo all’Ucraina. Per ottenere il favore di Trump, Starmer ha consegnato un invito ufficiale per una visita di Stato dal re Carlo III e ha annunciato un aumento della spesa militare britannica. Ha anche proposto l’invio di truppe di peacekeeping in Ucraina, ma Trump ha escluso il coinvolgimento statunitense. Alla domanda su un possibile attacco russo contro soldati britannici, Trump ha affermato che il Regno Unito può difendersi da solo. Trump ha confermato la presenza statunitense in Ucraina per l’estrazione di metalli rari, affermando che ciò scoraggerà la Russia da nuovi attacchi. Ha anche cambiato tono su Zelensky, passando da critiche severe a dichiarazioni di rispetto dopo l’accordo (ancora da ufficializzare) sui metalli. Infine, si è discusso dei dazi statunitensi sulle merci europee, senza conferme su un’esenzione per il Regno Unito, ma con la prospettiva di negoziati più favorevoli rispetto a quelli con l’UE. A proposito dell’accordo tra USA e Ucraina, oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky incontrerà proprio Trump alla Casa Bianca per firmare un accordo sui “metalli rari”, che prevede la cessione agli Stati Uniti del 50% dei proventi derivanti dalle risorse minerarie ucraine. Secondo l’analista Javier Blas, tuttavia, le ricerche geologiche alla base dell’intesa sarebbero obsolete e le riserve di metalli rari in Ucraina non sarebbero così significative o economicamente sfruttabili.
🇩🇪 GERMANIA: LA CDU TRIONFA, MA AFD È IN FORTE ASCESA. COME CAMBIANO GLI SCHIERAMENTI E IL GOVERNO

2) La CDU ha vinto le elezioni parlamentari in Germania con il 28,5% dei voti, seguita da AfD con il 20,8%. I Socialdemocratici hanno ottenuto il 16,4%, i Verdi l’11,6%, mentre gli altri partiti sono rimasti distanti. L’affluenza è stata dell’82,54%, la più alta dal 1990. I tre partiti del governo uscente di centrosinistra hanno registrato un calo, mentre la CDU ha guadagnato consensi. AfD ha ottenuto il miglior risultato della sua storia, ma gli altri partiti hanno escluso collaborazioni. Friedrich Merz, leader della CDU, è il principale candidato alla carica di cancelliere. La Linke ha superato la soglia di sbarramento con l’8,8%, mentre i Liberali dell’FDP e l’Alleanza Sahra Wagenknecht non entreranno in parlamento. Olaf Scholz ha riconosciuto la sconfitta, mentre Alice Weidel di AfD si è detta disponibile a entrare in un governo di destra, anche se resta da definire la coalizione di governo. L’alta affluenza ha favorito AfD, che ha rafforzato la propria base elettorale, diventando il partito più votato tra disoccupati e lavoratori. Ora si prospetta una coalizione tra CDU-CSU e SPD, ma le trattative saranno complesse.
Friedrich Merz, leader della CDU, è intenzionato a formare un governo in Germania entro Pasqua, dopo tre mesi senza una maggioranza parlamentare. L’instabilità politica, aggravata dal contesto internazionale, spinge Merz ad accelerare per garantire stabilità al paese. Dopo le elezioni, in cui la CDU-CSU ha ottenuto 208 seggi e l’SPD 120, l’alleanza più probabile sembra essere tra questi due partiti, evitando una coalizione più ampia con i Verdi. Tuttavia, parte dell’SPD diffida di Merz, considerandolo poco affidabile contro l’estrema destra, soprattutto dopo alcune sue posizioni sull’immigrazione e la sicurezza, che hanno trovato consenso anche in AfD. Merz ha difeso le sue proposte, rifiutando l’idea che siano compromesse dal sostegno dell’AfD. Inoltre, durante un comizio, ha usato toni divisivi contro la sinistra, alimentando dubbi sulla sua capacità di unire il paese. Oltre alle tensioni interne alla possibile coalizione, Merz dovrà gestire il rapporto con Markus Söder, leader della CSU, che ha già escluso un’alleanza con i Verdi. Tuttavia, per alcune decisioni chiave, come il finanziamento delle forze armate, potrebbe essere necessario il loro appoggio, creando possibili contrasti all’interno della CDU-CSU.
In ultima analisi, le elezioni hanno evidenziato una netta divisione tra est e ovest. Nei distretti occidentali ha prevalso la CDU, mentre nell’est ha vinto l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD). Questo risultato non è sorprendente, dato che AfD è storicamente forte negli stati orientali, ma la vera novità è la sua crescita nei territori occidentali, ottenendo il miglior risultato dal dopoguerra. Il successo di AfD nell’est è legato a ragioni storiche e sociali: gli stati dell’ex DDR sono economicamente più deboli e molti cittadini si sentono trascurati dai partiti tradizionali. Inoltre, la retorica anti-immigrazione del partito ha trovato terreno fertile in questa regione. Anche fattori demografici giocano un ruolo, con una popolazione più anziana e maschile, categorie in cui AfD è particolarmente forte. Per la prima volta, AfD è arrivato primo in due collegi occidentali e secondo in tre stati. Il partito ha consolidato la sua base elettorale, attirando voti tra disoccupati e operai, storicamente legati ai Socialdemocratici. Ha anche raddoppiato il consenso tra le donne e ha beneficiato della più alta affluenza dal 1990. Il settimanale Die Zeit ha definito AfD un “progetto pangermanico”, mentre Friedrich Merz, leader della CDU, ha espresso preoccupazione per la crescita dell’estrema destra nell’est del paese.
🇺🇸 USA: DOGE SOTTO ACCUSA, MA MUSK CONTINUA AD AVERE LA FIDUCIA DI TRUMP. NOVITÀ DAL MESSICO

3) Non solo politica estera per gli USA, anzi. Alcuni dirigenti di agenzie federali statunitensi hanno invitato i dipendenti a non rispondere a un’email di Elon Musk, che dava loro 48 ore per elencare cinque attività svolte nella settimana precedente, pena il licenziamento. La richiesta, inviata a dipartimenti come Salute, Casa, FBI e CIA, ha suscitato confusione e disappunto per i toni aggressivi. Alcuni dirigenti hanno lasciato la scelta ai dipendenti, mentre altri hanno vietato di rispondere, soprattutto nelle agenzie di sicurezza, temendo la divulgazione di informazioni riservate. Altre istituzioni, come il Tesoro e i Trasporti, hanno invece ordinato di seguire la direttiva. Al dipartimento per la Casa è apparsa una protesta con un video satirico su Trump e Musk. Lunedì sera, Musk ha criticato pubblicamente su X i dipendenti che non hanno risposto, accusandoli di incompetenza e promettendo una nuova scadenza per adempiere alla richiesta. Non è chiaro quali saranno le conseguenze per chi continuerà a non rispondere. La Casa Bianca ha negato tensioni interne, affermando che l’amministrazione Trump lavora in sintonia. Musk ha già attuato altre misure contro la burocrazia, tra cui licenziamenti di massa in enti federali come l’IRS e l’FAA, e lo smantellamento quasi totale dell’USAID. Tuttavia, i dipendenti dell’NNSA, responsabile dell’arsenale nucleare, sono stati reintegrati per necessità operative. Martedì, 21 membri del DOGE si sono dimessi, accusando Musk di voler smantellare servizi pubblici essenziali e di assumere personale ideologicamente motivato e privo di competenze.
Durante la prima riunione del suo governo, Donald Trump ha comunque ribadito il suo sostegno a Elon Musk. Nonostante le tensioni con alcuni ministri, Trump ha difeso Musk e ha minimizzato le polemiche scaturite dalle sue decisioni drastiche. Musk ha dichiarato di voler ridurre mille miliardi di dollari di spese governative entro il 2026 e ha ammesso errori come l’eliminazione accidentale dei fondi per la prevenzione dell’ebola. Ha anche confermato di aver avuto il consenso di Trump per inviare la suddetta mail ai dipendenti federali. Durante la riunione, Trump ha annunciato nuove misure economiche, tra cui possibili dazi del 25% su importazioni da Canada, Messico ed Europa. Ha infine proposto un programma per concedere il permesso di soggiorno a chi pagherà almeno cinque milioni di dollari. Tra le altre cose, mercoledì Donald Trump ha pubblicato un video generato con l’intelligenza artificiale in cui immagina un futuro surreale per la Striscia di Gaza sotto il controllo degli Stati Uniti. Il video mostra un contrasto tra la distruzione attuale e una Gaza trasformata in un centro turistico con grattacieli, discoteche, piogge di banconote e una statua d’oro di Trump. Il video, senza descrizioni, fa riferimento a un piano proposto da Trump per evacuare i palestinesi e ricostruire Gaza come una meta turistica. Il piano è stato ampiamente criticato, soprattutto dai paesi arabi, ma ha trovato consenso nell’estrema destra israeliana e nel premier Netanyahu.
Nel frattempo, il governo messicano ha estradato negli Stati Uniti 29 narcotrafficanti ricercati per crimini gravi, tra cui Rafael Caro Quintero, uno dei più noti nella storia recente. Caro Quintero, 72 anni, è stato un leader del cartello di Guadalajara e fu responsabile dell’omicidio dell’agente DEA Enrique Camarena nel 1985. Arrestato e condannato a 40 anni, fu rilasciato nel 2013 per un vizio di forma e catturato di nuovo nel 2022. Negli ultimi anni era considerato uno dei capi del cartello di Caborca. Tra gli estradati figurano anche Miguel Ángel Treviño Morales, capo del cartello degli Zetas, e Vicente Carrillo Fuentes, ex leader del cartello di Juárez. L’estradizione avviene mentre il Messico cerca di rafforzare la collaborazione con gli Stati Uniti, in un momento di tensioni con il presidente Donald Trump, che minaccia dazi sulle merci messicane. Il Messico è spesso accusato da Washington di non fare abbastanza contro il traffico di droga, in particolare il fentanyl. Tuttavia, il narcotraffico è legato anche al flusso di armi dagli Stati Uniti verso il Messico.
🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: PROSEGUE LO SCAMBIO DI PRIGIONIERI, NON SENZA DIFFICOLTÀ. IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

4) Sabato scorso Hamas ha liberato sei ostaggi israeliani dalla Striscia di Gaza in tre momenti e luoghi diversi. Tra loro, Avera Mengistu, detenuto da dieci anni, e Tal Shoham, sequestrato il 7 ottobre. Altri tre ostaggi, rapiti durante il festival Supernova, sono stati rilasciati a Nuseirat, mentre Hisham al-Sayed è stato consegnato separatamente. In cambio, Israele doveva liberare 620 prigionieri palestinesi, ma il rilascio è stato ritardato. Gli ostaggi sono stati prima esposti in una cerimonia organizzata da Hamas e poi affidati alla Croce Rossa. Israele ha confermato la morte di otto ostaggi. L’accordo per il cessate il fuoco prevede una seconda fase in cui Hamas dovrebbe liberare i 24 ostaggi vivi rimasti, in cambio del ritiro delle truppe israeliane e la liberazione di altri prigionieri palestinesi. Tuttavia, le trattative sono complicate da tensioni tra le parti e da dichiarazioni controverse, come il piano di Donald Trump per il controllo della Striscia. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha in seguito annunciato la sospensione della prevista liberazione di 620 prigionieri palestinesi, che avverrà solo dopo un nuovo rilascio di ostaggi israeliani e senza cerimonie pubbliche. Netanyahu ha giustificato la decisione accusando Hamas di ripetute violazioni, in particolare per le cerimonie di rilascio degli ostaggi. Dopo pochi giorni, Hamas e Israele hanno raggiunto un accordo per lo scambio simultaneo dei corpi di quattro ostaggi israeliani uccisi con 602 prigionieri palestinesi detenuti in Israele. La notizia è stata confermata anche da fonti del governo israeliano. Lo scambio è stato organizzato con il supporto dell’Egitto ed è avvenuto mercoledì sera. La restituzione è avvenuta al varco di Kerem Shalom tramite la Croce Rossa ed è stata priva di cerimonie pubbliche.
Domenica, l’esercito israeliano ha inviato carri armati nel campo profughi palestinese di Jenin, in Cisgiordania, per la prima volta in oltre vent’anni, intensificando l’operazione militare iniziata il 21 gennaio. L’operazione mira a eliminare gruppi radicali considerati una minaccia alla sicurezza israeliana e ha causato oltre 50 morti, la distruzione di infrastrutture e lo sfollamento di oltre 40 mila palestinesi. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che l’intervento durerà a lungo e che i palestinesi non potranno tornare alle loro case per almeno un anno. I campi profughi coinvolti, tra cui quelli di Tulkarem e Nur Shams, sono stati svuotati, e l’agenzia ONU UNRWA ha interrotto le sue attività. L’invio dei carri armati a Jenin sembra essere una risposta a un recente attentato fallito vicino Tel Aviv, attribuito a gruppi radicali della Cisgiordania, anche se non è stato rivendicato. L’ultima volta che Israele aveva schierato carri armati nei campi profughi palestinesi risale al 2002, durante la Seconda Intifada.
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Voliamo verso le brevi di questa settimana molto velocemente 👇
🇨🇱 Martedì un vasto blackout ha colpito quasi tutto il Cile, iniziando alle 15:16 locali e lasciando senza elettricità oltre l’80% della popolazione, circa otto milioni di utenze. Il presidente Gabriel Boric ha dichiarato lo stato d’emergenza con coprifuoco notturno, portando a 107 arresti. Mercoledì mattina 200mila persone erano ancora senza corrente. Secondo l’azienda ISA Interchile, il guasto sarebbe stato causato dall’attivazione accidentale di un sistema di sicurezza. Il governo ha mobilitato 3mila soldati per garantire la sicurezza, mentre diverse città, inclusa Santiago, sono rimaste al buio. Il blackout ha interrotto semafori, rete telefonica e internet, causando anche la chiusura della metropolitana. L’aeroporto ha continuato a operare con ritardi, mentre ospedali e uffici pubblici hanno funzionato con generatori. L’interruzione ha interessato 14 delle 16 regioni cilene, incluse le aree minerarie, causando lo stop della miniera di Escondida. Anche il festival musicale di Viña del Mar è stato sospeso. Le autorità indagheranno sulle cause del blackout e sulla lentezza del ripristino, durato quattro ore. Il presidente Boric ha criticato i fornitori di energia, dichiarando che dovranno rispondere dell’accaduto.
👩⚖️ Ieri l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha proclamato uno sciopero per protestare contro la riforma costituzionale della giustizia, che prevede la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti. Secondo l’ANM, la riforma minaccia l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. La mobilitazione ha coinvolto 29 città con assemblee pubbliche e manifestazioni, tra cui un flash mob a Roma e una protesta a Milano. Lo sciopero era stato deciso a dicembre e promosso sui social, sottolineando che la riforma non risolve i problemi della giustizia. Il disegno di legge, approvato in prima lettura alla Camera il 16 gennaio, è ora in discussione al Senato e potrebbe essere sottoposto a referendum confermativo.
🇸🇾 Il Consiglio europeo ha annunciato la sospensione di molte sanzioni imposte alla Siria durante il regime di Bashar al Assad, rovesciato nel dicembre 2024. La decisione, richiesta dal nuovo governo siriano per facilitare la ricostruzione del paese dopo decenni di dittatura e guerra civile, segna la fiducia dell’UE nei nuovi leader e nella loro capacità di garantire la sicurezza interna. Le sanzioni sospese riguardano il settore energetico, permettendo alla Siria di rilanciare la propria industria petrolifera e migliorare la fornitura elettrica, attualmente molto carente. Anche il settore finanziario beneficia della decisione: cinque banche siriane sono state rimosse dalla lista delle entità soggette a congelamento dei beni e sono state introdotte eccezioni per facilitare le relazioni tra banche siriane ed europee. Queste misure consentiranno una gestione più diretta degli aiuti umanitari e degli investimenti. Tuttavia, l’UE continuerà a monitorare la situazione, mantenendo le sanzioni contro il traffico di droga e i membri del precedente regime. Se necessario, ha dichiarato l’Alta rappresentante Kaja Kallas, le restrizioni potrebbero essere reintrodotte.
🇬🇷 Ad Atene si sono verificati scontri tra manifestanti e polizia durante le proteste per il secondo anniversario del disastro ferroviario del 2023, che causò la morte di 57 persone. Le proteste, inizialmente pacifiche, sono degenerate quando alcuni manifestanti hanno tentato di entrare nel parlamento, portando la polizia a intervenire con lacrimogeni e arresti. Lo sciopero generale ha paralizzato il paese, coinvolgendo lavoratori di vari settori e bloccando trasporti e servizi. L’incidente ferroviario fu causato da un errore umano, aggravato dall’obsolescenza delle infrastrutture, e seguito da un’esplosione di origine incerta. Le indagini procedono lentamente, alimentando accuse di insabbiamento contro il governo. Un rapporto recente ha confermato la presenza di materiale infiammabile sul treno, mentre restano aperte le questioni sulla gestione dell’emergenza e sulla responsabilità politica. Un sondaggio mostra che la maggioranza dei greci non ha fiducia nelle indagini, mentre l’opposizione minaccia una mozione di sfiducia contro il governo.
💻 Microsoft ha annunciato la chiusura di Skype a partire dal 5 maggio 2025. Gli utenti potranno trasferire gratuitamente il proprio account e la cronologia delle conversazioni su Teams, la piattaforma di comunicazione di Microsoft. In alternativa, sarà possibile scaricare i propri dati. Lanciato nel 2003, Skype divenne rapidamente uno dei software più usati per chiamate e videochiamate online, raggiungendo nel 2016 i 300 milioni di utenti mensili. Dopo essere stato acquistato da Microsoft nel 2011 per 8,5 miliardi di dollari, ha perso popolarità a favore di altre piattaforme, come WhatsApp. Microsoft ha progressivamente investito su Teams, che nel 2023 ha raggiunto 320 milioni di utenti mensili. Jeff Teper, dirigente di Microsoft, ha dichiarato che la scelta di chiudere Skype permetterà di concentrarsi sull’innovazione di Teams.
Alla prossima 👋



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