USA e Russia negoziano la fine della guerra in Ucraina, le ultime sul caso Paragon, le condizioni del Papa
Terminato Sanremo possiamo tornare a ciò che più ci piace.
Esatto, intendo proprio le notizie della settimana, quelle che ci mettono di buonumore. Iniziamo con un grande riepilogo della situazione che coinvolge Ucraina, Russia, Stati Uniti e Unione Europea e quali potranno essere gli scenari futuri. Diamo poi un’occhiata a cosa succede in USA e Israele, passando per il caso Paragon in Italia. Chiudiamo infine con le ultime dal Brasile e sullo stato di salute del Papa.
Piatto ricco, mi ci ficco. Cominciamo 👇
🇺🇦 UCRAINA: TRUMP E PUTIN ESCLUDONO ZELENSKY E L’EUROPA DAI NEGOZIATI. IL PUNTO SUL CONFLITTO

1) Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il vicepresidente statunitense JD Vance si sono incontrati per la prima volta a Monaco di Baviera durante la Conferenza sulla Sicurezza. L’incontro era particolarmente atteso per via dei possibili negoziati di pace tra Russia e Ucraina, di cui avevano discusso in una recente telefonata i presidenti Donald Trump e Vladimir Putin, ma non sono emersi dettagli concreti. Vance ha sottolineato l’importanza di avviare colloqui di pace, senza però specificare il ruolo degli Stati Uniti. Zelensky ha ringraziato gli USA per il loro sostegno, ribadendo la necessità di garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Prima dell’incontro, Zelensky aveva dichiarato che l’Ucraina non riconoscerà mai i territori occupati come russi e che un piano di pace dovrebbe coinvolgere i leader europei e Trump. Vance, invece, non aveva affrontato direttamente i negoziati, ma aveva fatto dichiarazioni critiche verso l’Europa, citando la gestione dell’immigrazione e sostenendo che i paesi europei stanno abbandonando valori fondamentali. Aveva inoltre espresso un’apparente vicinanza ai partiti di destra ed estrema destra europei.
Nel frattempo, martedì in Arabia Saudita si è tenuto un incontro segreto tra rappresentanti di alto livello di Russia e Stati Uniti per discutere la fine della guerra in Ucraina e la normalizzazione dei rapporti bilaterali. Questa iniziativa è stata promossa dal presidente statunitense Donald Trump, segnando un netto cambiamento rispetto alla politica del suo predecessore Joe Biden. Si tratta del primo incontro di questo tipo dall’inizio del conflitto nel 2022. A differenza dell’approccio precedente, che puntava a sostenere l’Ucraina e isolare la Russia, Trump si è però avvicinato a Mosca senza coinvolgere Kiev nei colloqui. Il risultato concreto è stato l’accordo per la creazione di delegazioni incaricate di negoziare la pace, ma si è discusso anche di relazioni economiche, con la Russia che ha evidenziato le opportunità per le aziende statunitensi nel settore energetico. Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha sottolineato i vantaggi di una riconciliazione con la Russia, mentre il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che Washington sta iniziando a comprendere la posizione russa. Trump ha contattato Zelensky solo dopo aver già concordato i colloqui con Putin, e il presidente ucraino ha ribadito che Kiev non accetterà accordi presi senza il suo coinvolgimento. Nei comunicati ufficiali non si fa riferimento all’Ucraina come parte attiva nei negoziati, e la posizione dell’Unione Europea appare marginale. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha affermato che Putin è pronto a negoziare con Zelensky, ma ha messo in dubbio la sua legittimità come presidente, dato che il suo mandato è scaduto a maggio 2024 e in Ucraina vige la legge marziale che impedisce nuove elezioni.
Il tutto ha portato a un netto e brusco deterioramento delle relazioni tra Ucraina e Stati Uniti, soprattutto dopo le dichiarazioni pubbliche (in larga parte false e smentite dai fatti) di Donald Trump, che ha accusato l’Ucraina di aver iniziato la guerra con la Russia e ha suggerito che Volodymyr Zelensky venga sostituito perché impopolare. Nella conferenza stampa tenuta a Mar-a-Lago, Trump ha inoltre definito Zelensky un “dittatore senza elezioni” e ha insinuato che abbia ingannato Joe Biden per ottenere aiuti finanziari, di cui metà sarebbe scomparsa. Zelensky ha risposto elencando i finanziamenti ricevuti dagli USA e ha respinto la richiesta di Trump di risarcimenti in risorse naturali. Ha anche citato sondaggi che lo indicano come ancora sostenuto dal popolo ucraino. Il presidente ucraino ha inoltre denunciato che gli USA stiano favorendo il ritorno diplomatico di Putin (il cui potere non è mai stato messo in discussione da Trump, nonostante numerose elezioni considerate non democratiche) e ha affermato di poter ottenere finanziamenti dall’Europa se l’America smettesse di aiutare l’Ucraina. Zelensky ha infine rifiutato qualsiasi ultimatum da parte di Stati Uniti e Russia. Intanto, in Ucraina, l’ex comandante Valery Zaluzhny emerge nei sondaggi come un potenziale sfidante di Zelensky, complicando ulteriormente il quadro politico.
A questo proposito, gli Stati Uniti si sono opposti all’inserimento della definizione di «paese aggressore» per la Russia nel comunicato del G7 previsto per il 24 febbraio, terzo anniversario dell’invasione dell’Ucraina. Questa posizione ricalca quanto espresso finora, ovvero il riavvicinamento del presidente Trump a Vladimir Putin. Il testo del comunicato è ancora oggetto di trattative tra i membri del G7, con il Canada che ha inviato una bozza basata su precedenti dichiarazioni. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno proposto una versione più neutra, eliminando riferimenti alla Russia come aggressore e all’Ucraina come vittima. Washington giustifica questa scelta per non interferire nei negoziati con Mosca avviati a Riad, senza coinvolgere Ucraina ed Europa. Non è chiaro se Zelensky parteciperà alla riunione del G7. Giorgia Meloni non sarà presente, ufficialmente per un impegno diplomatico, mentre l’Italia sarà rappresentata da Antonio Tajani. Il dipartimento di Stato americano ha modificato il linguaggio sulla guerra, parlando di «conflitto in Ucraina». Inoltre, gli USA hanno evitato di sostenere una risoluzione ONU a favore dell’integrità territoriale ucraina.
E l’Europa? Prima dell’incontro in Arabia, lunedì a Parigi si è tenuto un meeting d’emergenza tra i principali leader europei, organizzato dal presidente francese Emmanuel Macron. L’obiettivo era definire un piano d’azione per evitare l’esclusione dell’Europa dai negoziati di pace, dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato colloqui solo con la Russia. Tuttavia, l’incontro non ha prodotto risultati concreti, lasciando aperto il rischio di un’esclusione europea dalle trattative. Uno dei punti più discussi a Parigi è stato l’invio di truppe europee in Ucraina per missioni di peacekeeping, proposta su cui i leader non hanno trovato accordo. Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer si sono detti favorevoli, mentre il polacco Donald Tusk si è opposto. Olaf Scholz e Mette Frederiksen hanno giudicato prematuro discuterne. L’unico punto condiviso è stato l’impegno a incrementare il supporto militare all’Ucraina, senza però decisioni operative immediate. Giorgia Meloni ha espresso scetticismo sulla riunione, ritenendola poco incisiva, anche per l’esclusione di alcuni paesi dell’UE, tra cui i baltici. Tra i temi trattati vi è stata anche la possibilità di garantire un’adesione automatica dell’Ucraina alla NATO in caso di violazione del cessate il fuoco da parte della Russia.
🇺🇸 USA: IL DIPARTIMENTO PER L’EFFICIENZA DEL GOVERNO FA DISCUTERE. PASSO INDIETRO SU DIVERSI LICENZIAMENTI

2) Restiamo in USA per un attimo. La nuova amministrazione statunitense di Donald Trump ha licenziato migliaia di dipendenti federali per ridurre le spese del governo. L’operazione, condotta insieme a Elon Musk tramite il “dipartimento per l’efficienza del governo” (DOGE), ha colpito vari settori dell’amministrazione pubblica, creando disagi e tensioni. Venerdì scorso sono stati licenziati 9.500 dipendenti di dipartimenti come Energia, Affari interni, Agricoltura e Risorse umane. Molti erano probationary employee, ovvero assunti da meno di un anno senza ancora uno status permanente. Alcuni hanno scoperto il licenziamento solo dopo essere stati esclusi dai sistemi aziendali. Inoltre, circa 75.000 dipendenti avevano accettato incentivi all’uscita, mentre 2.000 dell’agenzia USAID sono in attesa di decisioni giudiziarie. Trump ha dichiarato di voler ridurre ulteriormente la burocrazia federale, con funzionari di DOGE impegnati nell’identificazione di ulteriori esuberi, inclusi quelli in agenzie delicate come l’Internal Revenue Service. Tuttavia, alcune misure sono state riviste: la cancellazione di un programma di addestramento per funzionari sanitari è stata smentita e il licenziamento di 350 dipendenti della National Nuclear Security Administration è stato bloccato. Diverse controversie circondano le operazioni di DOGE, con critiche sulla loro competenza e sulla veridicità dei dati pubblicati. Quattordici stati governati dal Partito Democratico hanno chiesto il blocco delle attività di DOGE, ma un tribunale federale ha stabilito che, almeno per ora, potrà continuare a operare.
📲 SPIONAGGIO: CONTINUANO LE CONTRADDIZIONI NELLE VERSIONI FORNITE DAL GOVERNO SUL CASO PARAGON

3) Torniamo sul caso Paragon. Il question time alla Camera di mercoledì prevedeva due interrogazioni rivolte al ministro della Giustizia Carlo Nordio, una del PD e una di Italia Viva, che riguardavano proprio il caso Paragon, legato all’uso sospetto di un sistema di spionaggio fornito da una società israeliana. Inizialmente, il governo aveva rifiutato di rispondere, poi ha accettato solo dopo che i riferimenti diretti a Paragon fossero rimossi. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, aveva comunicato ai capigruppo la decisione del governo, basata su una lettera del sottosegretario Alfredo Mantovano, il quale ha ribadito che le uniche informazioni divulgabili erano già state fornite il 12 febbraio. Mantovano ha citato l’articolo 131 del regolamento della Camera, sostenendo che ulteriori dettagli erano classificati e potevano essere discussi solo in sede COPASIR. Le opposizioni hanno criticato la decisione, evidenziando che il governo aveva cambiato posizione dopo che era stata coinvolta la Polizia penitenziaria. Inoltre, Luca Ciriani (Ministro per i rapporti con il Parlamento della Repubblica italiana) aveva inizialmente dichiarato che il contratto con Paragon fosse attivo, ma due giorni dopo il governo ha ammesso di averne sospeso l’operatività. Il caso Paragon ha riacceso il dibattito sui limiti del controllo parlamentare sul governo. Mantovano ha giustificato il rifiuto di rispondere facendo riferimento a un unico precedente del 2011, relativo a un’interrogazione sull’infiltrazione mafiosa nel comune di Fondi. Questa decisione è stata considerata inconsueta, ma formalmente giustificabile dal regolamento della Camera. Cosa ha detto quindi Nordio? Ha di fatto smentito la posizione del governo e il ritenere le informazioni “classificate”, e ha negato qualsiasi coinvolgimento della Polizia penitenziaria nell’uso di Graphite, lo strumento sotto accusa. Ha affermato che nessun contratto è stato stipulato dal suo ministero con società come Paragon e che nessuno è stato intercettato nel 2024 dalla Penitenziaria. Questa mossa ha contraddetto il sottosegretario Mantovano. La scelta di Nordio, non concordata con il governo, ha generato tensione tra i suoi collaboratori. La contraddizione tra Nordio e Mantovano è stata accentuata dall’insistenza di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che ha spinto per mantenere interrogazioni dettagliate e ha esortato Nordio a rispettare il dovere di trasparenza del governo.
🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: CONTINUA LO SCAMBIO TRA OSTAGGI E PRIGIONIERI, NON SENZA INTOPPI. CHI SARANNO I PROSSIMI?

4) Piccolo focus sulla situazione a Gaza. Ieri Hamas ha restituito i corpi di quattro ostaggi israeliani rapiti il 7 ottobre 2023 e morti durante la prigionia. La consegna, mediata dalla Croce Rossa, è avvenuta vicino a Khan Yunis, nella Striscia di Gaza, e fa parte degli accordi di cessate il fuoco con Israele. Tra le vittime ci sono Shiri Bibas e i suoi figli Ariel e Kfir, il più giovane ostaggio rapito, oltre al giornalista Oded Lifshitz. Hamas afferma che i Bibas siano morti a causa di bombardamenti israeliani, ma la causa esatta del decesso non è confermata. La restituzione è stata accompagnata da una cerimonia propagandistica, criticata dalle Nazioni Unite come una violazione del diritto internazionale. Hamas prevede di rilasciare altri ostaggi vivi e restituire altri corpi entro marzo, mentre a cessate il fuoco concluso dovrebbe trattenere circa 60 ostaggi, metà dei quali presumibilmente deceduti. Israele ha poi verificato l’identità tramite analisi del DNA, ma ha confermato che tra i quattro corpi non c’era quello di Shiri Bibas. Hamas ha dichiarato che il corpo di Bibas potrebbe essere stato confuso con altri resti palestinesi a seguito del suddetto bombardamento israeliano. Israele, dal canto suo, ha denunciato la mancata restituzione come una grave violazione dell’accordo e ha chiesto la restituzione di tutti gli ostaggi. Secondo l’esercito israeliano, i figli di Bibas sarebbero stati uccisi da Hamas a novembre 2023, ma non ci sono prove definitive. Il rapimento di Bibas e dei suoi figli fu ripreso in un video che suscitò forte impatto emotivo in Israele. Il marito, Yarden Bibas, rapito lo stesso giorno, è stato liberato vivo il 1° febbraio 2025. Inoltre, Hamas ha annunciato la liberazione di sei ostaggi israeliani sabato, gli ultimi vivi della prima fase del cessate il fuoco con Israele: Tal Shoham, Omer Shem-Tov, Eliya Cohen, Omer Wenkert, Avera Mengistu e Hisham al-Sayed. I primi quattro furono rapiti il 7 ottobre 2023, mentre Mengistu e Al-Sayed erano detenuti a Gaza da circa dieci anni. Israele rilascerà in cambio 602 prigionieri palestinesi. Secondo l’accordo iniziale, Hamas avrebbe dovuto liberare solo tre ostaggi sabato, ma il motivo del cambio non è noto. Finora sono stati liberati 19 ostaggi, mentre 8 sono stati confermati morti. Altri 24 ostaggi dovrebbero essere rilasciati nella seconda fase.
🇧🇷 BRASILE: L’EX PRESIDENTE BOLSONARO AVREBBE PROGETTATO UN COLPO DI STATO ANCHE PER LA PROCURA GENERALE

5) L’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro è stato denunciato dalla procura generale dello Stato con l’accusa di aver progettato un colpo di Stato per restare al potere dopo le elezioni del 2022 vinte da Lula. La polizia federale aveva già raggiunto le stesse conclusioni dopo un’indagine durata due anni. La denuncia è ora nelle mani della Corte Suprema, che deciderà se Bolsonaro dovrà affrontare un processo e un eventuale arresto. L’accusa chiede tra 12 e 40 anni di carcere, ma una condanna così severa è considerata improbabile. Bolsonaro è accusato, insieme ad altre 33 persone, di aver pianificato l’annullamento del voto con il sostegno dell’esercito e persino l’omicidio di Lula, del suo vicepresidente e di un giudice della Corte Suprema. Dopo le elezioni, l’8 gennaio 2023, i suoi sostenitori assaltarono le istituzioni brasiliane. Bolsonaro ha respinto le accuse, definendole politiche e paragonandosi a Donald Trump. Nonostante sia stato dichiarato ineleggibile fino al 2031, il suo partito sta cercando di ripristinare la sua candidatura per le elezioni del 2026.
🇻🇦 VATICANO: PAPA FRANCESCO È RICOVERATO AL POLICLINICO GEMELLI DI ROMA. LA DIAGNOSI? POLMONITE BILATERALE

6) Papa Francesco, 88 anni, è stato ricoverato al policlinico Gemelli di Roma per un’infezione polimicrobica ai polmoni, definita dal Vaticano come un quadro clinico «complesso». Il ricovero, avvenuto venerdì scorso, ha comportato la cancellazione di alcuni impegni, tra cui l’Angelus domenicale e le udienze settimanali. Con il passare dei giorni la situazione si è evoluta, evidenziando una polmonite bilaterale, condizione più grave di quanto inizialmente comunicato. Nel pomeriggio di oggi, i medici del policlinico Gemelli hanno tenuto una conferenza stampa in merito. Pur non essendo fuori pericolo, l’equipe si è detta fiduciosa sul recupero, sottolineando che il Papa non è allettato, mantiene il buonumore e ha piena consapevolezza della gravità della sua condizione. Il rischio principale resta l’estensione dell’infezione. Il Papa, che ha 88 anni, ha avuto precedenti ricoveri negli ultimi quattro anni. Il quadro clinico continua a essere complesso, e il Papa resterà ricoverato almeno fino alla prossima settimana.
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Voliamo verso delle brevi molto interessanti 👇
🛳️ Secondo la procura di Genova, la petroliera Seajewel è stata attaccata con due bombe mentre era ancorata a Vado Ligure tra il 14 e il 15 febbraio. L’evento sembra parte di una serie di sabotaggi che hanno colpito altre petroliere in Turchia e Libia negli ultimi 29 giorni. Le tre navi avevano recentemente attraccato in Russia, alimentando il sospetto di un’operazione ucraina per colpire il commercio di petrolio russo. L’equipaggio ha avvertito un’esplosione che ha danneggiato lo scafo esterno senza causare sversamenti o feriti. Una seconda bomba è esplosa sul fondale marino poco dopo. Gli esperti della Marina hanno escluso cause accidentali, trovando prove di un attacco con mine magnetiche piazzate da sommozzatori. Le autorità stanno analizzando le immagini di sorveglianza per identificare i responsabili. Il sabotaggio non mirava ad affondare la nave o causare danni ambientali, ma sarebbe stato un avvertimento. Altri attacchi simili hanno coinvolto la Seacharm in Turchia e la Grace Ferrum in Libia. Gli investigatori escludono che l’ordigno sia stato piazzato in un altro porto per poi essere fatto esplodere in Italia. L’attacco si inserisce in un contesto di sabotaggi attribuiti all’Ucraina contro interessi russi, come la distruzione dei gasdotti Nord Stream. La Seajewel ha ripreso le operazioni di scarico, ma l’incidente potrebbe scoraggiare futuri viaggi commerciali verso la Russia.
🇪🇬 Lunedì, l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha firmato un accordo con il ministro del Petrolio dell’Egitto, Karim Badawi, e quello dell’Energia di Cipro, Georgios Papanastasiou, per trasportare gas dal giacimento offshore “Cronos”, scoperto nel 2022 nel Mediterraneo orientale. L’accordo è significativo per l’Europa, che punta a diversificare le forniture di gas e ridurre la dipendenza dalla Russia. Il giacimento si trova nel Blocco 6, a 160 km dalle coste di Cipro e a 2.287 metri di profondità, con una capacità stimata di 85 miliardi di metri cubi di gas. Il gas sarà estratto, trasportato tramite condotte sottomarine, trattato nell’impianto “Zohr” e liquefatto a Damietta, in Egitto, per poi essere inviato in Europa. Negli ultimi anni, l’UE ha aumentato l’importazione di gas liquefatto, riducendo l’acquisto dalla Russia, che nel 2023 ha rappresentato solo l’8% del fabbisogno europeo. La Norvegia e gli Stati Uniti sono diventati i principali fornitori. L’accordo è stato facilitato dalla presenza di Eni in Egitto dal 1954 e a Cipro dal 2013. Il governo italiano, sotto Giorgia Meloni, ha rafforzato la cooperazione con l’Egitto, riprendendo i rapporti compromessi dopo i casi Regeni e Zaki.
🇱🇧 I voli tra Libano e Iran sono stati sospesi dopo che entrambi i governi hanno vietato l’atterraggio degli aerei dell’altro paese. La crisi è iniziata giovedì scorso, quando il Libano ha negato l’atterraggio a un volo della compagnia iraniana Mahan Air, probabilmente a causa delle accuse israeliane secondo cui Hezbollah userebbe questi voli per traffico di armi e denaro. Israele avrebbe avvertito il Libano che, se l’aereo fosse atterrato, avrebbe bombardato l’aeroporto di Beirut. La decisione ha provocato proteste da parte di sostenitori di Hezbollah, sedate dall’esercito con gas lacrimogeni. Hezbollah, indebolito dalla guerra con Israele, ha perso influenza nel nuovo governo libanese, che sembra ora più incline ad assecondare le richieste israeliane. L’Iran ha dichiarato che il Libano ha chiesto la sospensione dei voli iraniani fino al 18 febbraio, data chiave nel cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah.
🎾 Jannik Sinner, tennista italiano di 23 anni e numero uno al mondo, ha accettato una squalifica di tre mesi dopo essere risultato positivo al clostebol, uno steroide anabolizzante vietato. La positività è stata attribuita a una contaminazione involontaria attraverso il suo fisioterapista, ma la WADA ha comunque applicato la sanzione, ritenendo l’atleta responsabile del proprio staff. La squalifica durerà dal 9 febbraio al 4 maggio 2025, impedendogli di partecipare a diversi tornei, ma potrà rientrare per gli Internazionali d’Italia e il Roland Garros. Un tribunale indipendente dell’International Tennis Integrity Agency aveva inizialmente riconosciuto l’innocenza di Sinner, ma la WADA ha fatto appello al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. L’accordo raggiunto ha posto fine al procedimento, con la WADA che ha ammesso che l’esposizione al clostebol non ha migliorato le prestazioni di Sinner. L’atleta ha accettato la squalifica per evitare un lungo processo e ha sottolineato l’importanza delle regole antidoping. Non subirà ulteriori perdite di punti o premi, oltre ai 400 punti e ai 300mila euro già decurtati. La contaminazione sarebbe avvenuta attraverso un massaggio effettuato dal suo fisioterapista, che aveva usato un farmaco contenente clostebol per curare una ferita.
🎵 Olly ha vinto la 75ª edizione del Festival di Sanremo con la canzone “Balorda nostalgia”, superando Lucio Corsi e Brunori Sas. La classifica è stata determinata dal voto del pubblico (34%), della sala stampa e di una giuria radiofonica (33% ciascuna). Brunori Sas ha ricevuto il premio per il miglior testo, mentre Simone Cristicchi ha vinto il premio della sala stampa e quello per il miglior componimento musicale con “Quando sarai piccola”. Corsi ha ottenuto il premio della critica. Olly, 23 anni, aveva già partecipato a Sanremo due anni fa e ha pubblicato due album con il produttore JVLI. Grazie alla vittoria, al netto di ripensamenti dell’ultimo minuto, rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest, che si terrà a maggio a Basilea, in Svizzera.
🏀 In NBA, i San Antonio Spurs hanno annunciato che il fuoriclasse francese Victor Wembanyama potrebbe saltare il resto della stagione a causa di una trombosi venosa profonda alla spalla destra. Questo coagulo di sangue potrebbe compromettere la circolazione, ma si prevede una completa guarigione per l’inizio della prossima stagione. Wembanyama, 21 anni e uno dei giocatori più seguiti dell’NBA, ha vinto il titolo di miglior esordiente lo scorso anno. La trombosi è stata diagnosticata dopo il suo ritorno da San Francisco, dove aveva partecipato all’All-Star weekend.
Alla prossima 👋



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