Referendum 8 e 9 giugno: guida al voto
L’8 e 9 giugno 2025 i cittadini italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su quattro quesiti referendari promossi dalla CGIL, tutti riguardanti il mondo del lavoro. Un’occasione importante per riflettere su diritti, tutele, precarietà e sicurezza. In questa guida spieghiamo cosa prevede ciascun quesito, come funziona il referendum, quali sono le ragioni del Sì e quelle del No, e perché è importante partecipare al voto.
Cos’è il referendum abrogativo e come funziona
Il referendum abrogativo è uno strumento previsto dalla Costituzione italiana (art. 75) che permette ai cittadini di abrogare, cioè cancellare in tutto o in parte, una legge o un atto avente forza di legge. In questo caso, si tratta di 4 quesiti proposti dalla CGIL e ammessi dalla Corte Costituzionale.
Per essere valido, ogni quesito deve raggiungere il quorum, ovvero il 50% + 1 degli aventi diritto al voto. Se il quorum viene superato:
- Vince il Sì se la maggioranza vuole abrogare (cancellare) la norma in questione;
- Vince il No se la maggioranza vuole mantenerla.
I 4 quesiti referendari nel dettaglio
1. Appalti e responsabilità dell’impresa
Cosa chiede: abrogare l’articolo che limita la responsabilità delle imprese committenti in caso di infortuni e violazioni contrattuali da parte degli appaltatori o subappaltatori.
Il Sì ripristinerebbe la responsabilità solidale del committente, anche negli appalti privati.
Chi vota Sì pensa che:
- Le imprese committenti devono garantire la sicurezza e i diritti dei lavoratori lungo tutta la filiera.
- Si eviterebbe lo scaricabarile e si responsabilizzerebbero tutti i soggetti coinvolti.
Chi vota No pensa che: - La responsabilità diretta del committente può essere eccessiva e scoraggiare gli appalti.
- Servono altri strumenti per garantire sicurezza e legalità.
2. Stop ai contratti a termine facili
Cosa chiede: abrogare la parte del decreto Dignità (modificato nel 2023) che permette l’uso esteso dei contratti a termine senza causale.
Il Sì renderebbe più difficile l’abuso del lavoro precario.
Chi vota Sì pensa che:
- I contratti a tempo determinato devono essere davvero “eccezionali”, non la norma.
- Una maggiore stabilità contrattuale significa più dignità per i lavoratori.
Chi vota No pensa che: - Le aziende hanno bisogno di flessibilità per adattarsi al mercato.
- Limitare i contratti a termine potrebbe rallentare le assunzioni.
3. Eliminazione del voucher nel lavoro saltuario
Cosa chiede: cancellare la norma che ha reintrodotto i “voucher”, ovvero i buoni lavoro per attività occasionali.
Il Sì eliminerebbe i voucher, accusati di essere una forma di lavoro non tutelato.
Chi vota Sì pensa che:
- I voucher incentivano il lavoro nero e sottraggono diritti e tutele.
- Bisogna regolare anche i lavori saltuari con veri contratti.
Chi vota No pensa che: - I voucher sono uno strumento utile per piccole attività e famiglie.
- Se ben regolamentati, offrono una forma semplice e legale di impiego occasionale.
4. Licenziamenti facili: abrogare il reintegro limitato
Cosa chiede: abrogare la parte del Jobs Act che impedisce il reintegro automatico del lavoratore licenziato ingiustamente.
Il Sì ristabilisce la possibilità di essere riassunti in caso di licenziamento illegittimo.
Chi vota Sì pensa che:
- Chi viene licenziato senza giusta causa ha diritto a tornare al proprio posto di lavoro.
- Le tutele contro gli abusi devono valere per tutti, anche nel settore privato.
Chi vota No pensa che: - L’indennizzo è una forma equa di compensazione.
- Il reintegro potrebbe complicare i rapporti di lavoro e disincentivare le assunzioni.
Perché è importante andare a votare
Partecipare a questo referendum significa esercitare un diritto fondamentale e prendere parte attiva alla vita democratica. I temi sul tavolo riguardano milioni di lavoratori, e incidono direttamente su sicurezza, diritti, precarietà e dignità del lavoro.
L’astensione significa lasciare che decidano gli altri. Al contrario, esprimere un voto consapevole è un modo per contribuire al futuro del lavoro in Italia.
Una scelta che riguarda tutti
Anche se molti dei temi toccano direttamente i lavoratori dipendenti, il referendum riguarda tutta la comunità: imprenditori, liberi professionisti, studenti e pensionati.
Una società più giusta e sicura sul lavoro è un bene collettivo. In particolare, rafforzare le tutele e prevenire il precariato e gli incidenti sul lavoro è una scelta che guarda al benessere di tutti, non solo dei singoli.
Informazioni utili sul voto
- Quando si vota:
- Sabato 8 giugno 2025, dalle ore 15:00 alle 23:00
- Domenica 9 giugno 2025, dalle ore 7:00 alle 23:00
- Come si vota:
Riceverai una scheda per ciascun quesito. Per votare “Sì” o “No”, si traccia una croce sulla casella corrispondente.
Ricorda di portare con te:
- un documento d’identità valido
- la tessera elettorale
Conclusione
Il referendum dell’8 e 9 giugno è un’occasione per dire la tua su temi cruciali come la dignità del lavoro, la sicurezza e il futuro del mondo occupazionale. Qualunque sia la tua posizione, l’importante è informarsi e partecipare. Perché la democrazia vive solo se la comunità partecipa.



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