I disturbi alimentari al tempo del Covid-19

Il lockdown è iniziato ormai da oltre due mesi. Il mondo si è fermato e la gente si è ritrovata, da un giorno all’altro, a dover cambiare le proprie abitudini e ad essere costretta in casa, luogo non per tutti sinonimo di protezione e sicurezza

Dopo aver analizzato gli effetti psicologici del Coronavirus e avere visto come la nostra mente si comporta durante un’emergenza; oggi affrontiamo un altro tema importante: i disturbi alimentari.

In questa quarantena, il cibo non è risultato più solo una necessità ma anche un passatempo. Purtroppo però vi sono oltre 2.000.000 di persone, soprattutto giovani donne, che hanno un particolare rapporto col cibo e l’essere costrette a casa aumenta inevitabilmente sentimenti come stress, ansia e depressione.

In particolare ragazze affette da anoressia e bulimia nervosa si ritrovano a dover fare i conti col proprio nemico numero uno e a non potersi più recare presso i propri terapeuti.

Il disturbo di anoressia nervosa è caratterizzato da persistente restrizione nell’assunzione di calorie, intensa paura di aumentare di peso ed un’alterazione della percezione di sé stessi e del proprio corpo.
La bulimia nervosa, invece, è caratterizzata da grandi abbuffate seguite da atti compensativi per eliminare il cibo ingerito, come il vomito o l’uso di lassativi, con conseguenti sensi di colpa.

Durante tale situazione, gli psicologi tentano di assistere le proprie pazienti attraverso delle “videosedute” ma non è semplice, non tutte si sentono a proprio agio dietro ad uno schermo e con i familiari intorno. Per tale motivo, molte terapie sono state sospese e la noia ed i pensieri intrusivi non fanno altro che sopraffare queste giovani donne che si sentono smarrite. 

In questo periodo è fondamentale non lasciare mai da sole le persone con questo tipo di disturbi. Bisogna, inoltre, incoraggiarle a seguire le terapie o tenere un diario alimentare per sfogare le proprie emozioni e dar loro speranza che presto tutto si sbloccherà e potranno tornare a stare meglio.

Dott.ssa Roberta Mazzotta
Psicologa

Le nostre Fonti:

  • DSM-5, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, American Psychiatric Association
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