Conseguenze e nomine dell’elezione di Trump, la situazione in Medioriente, inizia la COP29
Giro di boa del mese di novembre, con novità su parecchi fronti.
Si parte dagli strascichi lasciati dalla (seconda) nomina di Donald Trump alla Casa Bianca, passando per Israele e due importanti eventi che lo hanno riguardato questa settimana. Si chiude con l’inizio della COP29 e un aggiornamento dall’Italia, oltre che tante brevi in aggiunta.
C’è tanto da dire, cominciamo 👇
🇺🇸 USA: INIZIA, ANCHE SE NON ANCORA UFFICIALMENTE, L’ERA TRUMP. PRIME NOMINE, REAZIONI A CALDO E…

1) A poco più di una settimana dall’esito delle elezioni americane, è necessario fare ordine sulle – tante – conseguenze che la nomina di Donald Trump ha avuto (e sta avendo) sugli Stati Uniti. Nella notte tra sabato e domenica, i principali giornali statunitensi hanno attribuito a Trump la vittoria nello stato dell’Arizona, confermando il suo successo in tutti e sette gli stati in bilico, decisivi per il sistema dei grandi elettori, dove era dato quasi pari alla candidata democratica Kamala Harris. Questo risultato rappresenta una svolta per lo stato, tradizionalmente democratico negli ultimi anni, e segnala il successo di Trump tra i latinoamericani. Oltre all’Arizona, Trump ha vinto anche negli stati in bilico del sud, come Nevada, Georgia e North Carolina, e in aree tradizionalmente democratiche come Pennsylvania, Michigan e Wisconsin, ottenendo il 50,5% dei voti a livello nazionale contro il 47,9% di Harris.
In risposta ai primi messaggi inviati ai partner commerciali, durante una conferenza stampa, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha proposto un piano per evitare che Trump imponga dazi sui prodotti europei. Von der Leyen ha suggerito che i paesi dell’UE dovrebbero aumentare le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) dagli Stati Uniti, uno dei principali esportatori mondiali. Sebbene non abbia esplicitamente collegato questa decisione alla minaccia dei dazi, la proposta è emersa in risposta a una domanda su Trump, noto per accordi transazionali. Attualmente, l’Europa importa già notevoli quantità di GNL dagli Stati Uniti, incrementate dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Tuttavia, permangono contratti di lungo termine per il GNL russo, con l’UE che nel 2023 ha importato 18 miliardi di metri cubi dalla Russia. Il piano di von der Leyen mira a sostituire gradualmente queste forniture con GNL statunitense. Alcuni esperti dubitano della fattibilità del piano, poiché l’UE non può direttamente acquistare GNL, che è negoziato tramite contratti privati sul mercato globale. Iniziative simili erano già state tentate nel 2018 da Jean-Claude Juncker per evitare dazi, promettendo maggiori acquisti di GNL e semi di soia dagli Stati Uniti, pur senza un reale controllo sugli acquisti delle aziende europee.
La settimana è stata però dominata delle nomine della sua amministrazione con il team di transizione, selezionando oltre 4.000 collaboratori tra segretari, capi di agenzie, funzionari e diplomatici. La tendenza è sembrata da subito quella di scegliere persone fedeli al neo-presidente e ideologicamente allineate, diversamente dal suo primo mandato, quando nominò anche figure esterne. Ha nominato innanzitutto Susie Wiles, sua stretta collaboratrice dal 2021, come capo di gabinetto, facendola diventare la prima donna a ricoprire questo ruolo. Trump ha anche scelto Thomas Homan per guidare le politiche di frontiera e la deputata Elise Stefanik come nuova ambasciatrice alle Nazioni Unite. L’ex deputato Lee Zeldin è stato nominato capo dell’Environmental Protection Agency, in linea con l’intenzione di Trump di ritirarsi dall’accordo sul clima di Parigi. Trump ha poi annunciato che Elon Musk guiderà un nuovo ente di consulenza per il taglio delle spese delle agenzie federali, chiamato “dipartimento per l’efficienza del governo” (acronimo DOGE). Tuttavia, non sarà un vero e proprio dipartimento governativo, quindi non richiederà l’approvazione del Congresso. Trump ha anche nominato Pete Hegseth, giornalista di Fox News, come prossimo capo del dipartimento della Difesa. Musk, proprietario di Tesla e della piattaforma social X, è stato un importante sostenitore della campagna elettorale di Trump, contribuendo finanziariamente con circa 200 milioni di dollari. Negli ultimi due anni Musk ha mostrato un crescente sostegno verso i Repubblicani e verso Trump, arrivando a distribuire fondi in una lotteria rivolta a sostenitori negli stati in bilico. Trump ha aggiunto che anche Vivek Ramaswamy, imprenditore e ex candidato alle primarie Repubblicane, avrà un ruolo nell’ente. Altre tre importanti nomine per la sua futura amministrazione sono arrivate in settimana: Matt Gaetz come procuratore generale, Tulsi Gabbard come direttrice dell’intelligence e Marco Rubio come segretario di Stato. Gaetz, ex deputato della Florida, è una figura controversa, coinvolta in diverse indagini per accuse gravi, sebbene mai formalmente incriminato. La sua nomina è stata criticata anche all’interno del Partito Repubblicano, soprattutto per il suo ruolo potenzialmente decisivo nel gestire i procedimenti legali contro Trump e i suoi oppositori politici. Tulsi Gabbard, ex deputata democratica delle Hawaii, è nota per le sue posizioni critiche verso l’interventismo militare degli Stati Uniti e la sua vicinanza a narrazioni russe. La sua nomina potrebbe influenzare i rapporti con l’Ucraina. Marco Rubio, senatore della Florida, è stato scelto come segretario di Stato per la sua linea dura nei confronti di Cina, Iran e Venezuela e il suo supporto a Israele, ma si oppone agli aiuti militari all’Ucraina. Un’ultima scelta parecchio controversa ha riguardato Robert Kennedy Jr. come segretario alla Salute, in virtù delle sue posizioni sui vaccini in primis. Questi nomi sono stati criticati per la loro radicalità e mancanza di esperienza, con l’obiettivo dichiarato di combattere il “deep state” e trasformare le istituzioni dall’interno. Trump ha anche nominato figure più tradizionali, come Marco Rubio al dipartimento di Stato, ma settori chiave come difesa, intelligence e giustizia sono stati affidati a persone percepite come nemiche delle istituzioni stesse. Durante il primo mandato, queste agenzie avevano ostacolato alcuni piani di Trump, come l’uso dell’esercito per sovvertire il risultato delle elezioni del 2020 o l’apertura di indagini contro i suoi avversari politici. Ora, secondo i suoi sostenitori, Trump si prepara a una controffensiva contro chi ritiene responsabile di aver ostacolato la sua presidenza.
L’ultimo risultato degno di nota ha riguardato l’esito del voto alla Camera, dove il Partito Repubblicano ha ottenuto la maggioranza (oltre che al Senato), consolidando un’importante posizione politica. Repubblicani hanno raggiunto la soglia dei 218 seggi necessari per la maggioranza alla Camera, con altri nove ancora da assegnare. La doppia maggioranza facilita il controllo del Congresso, determinante per approvare leggi e nomine chiave. I Repubblicani intendono sfruttare questa maggioranza per promuovere politiche come tagli fiscali per i più ricchi e misure anti-immigrazione più rigide. Il controllo del Senato rafforza il ruolo di Trump nelle nomine giudiziarie, inclusa la Corte Suprema, che negli ultimi anni ha preso decisioni di stampo conservatore, come l’eliminazione del diritto federale all’aborto sancito dalla storica sentenza *Roe v. Wade*.
🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: NUOVI ATTACCHI IN LIBANO E A GAZA. DUE RAPPORTI FANNO LUCE SU MORTI E SFOLLATI

2) Passiamo alla questione Israele, al quale dedichiamo ben tre blocchi stavolta. Il rapporto dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR), pubblicato venerdì scorso, analizza la situazione nella Striscia di Gaza nei primi sei mesi dell’invasione di Israele, tra novembre 2023 e aprile 2024. L’OHCHR ha verificato l’uccisione di 8.119 palestinesi, in gran parte minori (44%) e donne (26%), principalmente a causa di attacchi israeliani. Tuttavia, questo numero è notevolmente inferiore ai dati del ministero della Salute di Gaza, che riporta oltre 34mila morti nello stesso periodo. La discrepanza è dovuta alla rigorosa metodologia di verifica dell’OHCHR, che richiede tre fonti confermate per ogni decesso. Il rapporto evidenzia che la maggior parte delle vittime si trovava in edifici residenziali e che l’esercito israeliano utilizza armi ad ampio raggio in aree densamente popolate. Inoltre, l’OHCHR ha segnalato l’uso di munizioni al fosforo bianco da parte di Israele e denunciato i frequenti spostamenti forzati, attacchi agli ospedali e l’uccisione di giornalisti. Infine, il rapporto ipotizza che Israele possa essere responsabile di atti di genocidio, richiamando l’attenzione sulle dichiarazioni di alcuni funzionari israeliani e sui procedimenti legali internazionali in corso contro il paese per crimini di guerra e genocidio.
Domenica mattina intorno alle 6 ora locale, un edificio residenziale nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, è stato bombardato da Israele. Secondo l’agenzia di stampa palestinese WAFA, il bilancio delle vittime sarebbe di almeno 32 persone, ma alcune stime ipotizzano numeri più elevati. L’edificio è stato completamente distrutto, come mostrano le foto scattate dopo l’attacco. Il giornalista di Al Jazeera Hani Mahmoud ha riferito che tutte le persone all’interno dell’edificio sono morte, mentre i residenti del posto hanno affermato che nell’edificio c’erano circa trenta persone. Le forze armate israeliane hanno giustificato l’attacco con la presenza di «terroristi» nell’edificio, ma un testimone, parente di alcune vittime, ha dichiarato a Reuters che le persone colpite erano «civili innocenti» non affiliati a gruppi militari. I servizi di emergenza di Gaza non sono riusciti a raggiungere la zona a causa di un’operazione militare israeliana in corso a Jabalia e nelle aree circostanti.
Nel frattempo, Israele sta costruendo una strada lungo la linea di demarcazione che separa le alture del Golan dalla Siria, una zona di grande importanza strategica, occupata da Israele durante la guerra dei Sei Giorni del 1967 e annessa unilateralmente nel 1981. Questa area fu regolata da un accordo dell’ONU nel 1973, creando una “zona cuscinetto” pattugliata dalla missione UNDOF per prevenire conflitti. La nuova strada si sviluppa vicino alla linea Alpha, il confine israeliano della zona cuscinetto, e in più occasioni i militari e i costruttori israeliani avrebbero temporaneamente attraversato questa linea, in violazione degli accordi internazionali. La costruzione è iniziata a settembre, con circa 7,5 chilometri già realizzati a sud-est di Majdal Shams, un’area dove recentemente un attacco con droni ha causato vittime civili. La strada non viola formalmente gli accordi ONU, poiché si sviluppa entro i confini controllati da Israele, ma potrebbe essere interpretata come un rafforzamento della presenza militare israeliana nel Golan, situazione che potrebbe risultare provocatoria per la Siria. Le alture del Golan sono abitate da circa 50 mila persone, tra coloni israeliani e arabi drusi, e sono da tempo utilizzate da Israele per attacchi contro obiettivi in Siria, tra cui Hezbollah.
Intanto, il 13 ottobre scorso, i segretari americani Blinken e Austin avevano inviato una lettera al governo israeliano minacciando di sospendere l’assistenza militare se Israele non avesse incrementato gli aiuti umanitari a Gaza entro un mese. Tuttavia, l’ultimatum è scaduto senza che la situazione migliorasse; anzi, gli aiuti umanitari sono diminuiti drasticamente a ottobre, secondo i dati del governo israeliano e varie ong. Nonostante questo, l’amministrazione Biden ha deciso di non tagliare il supporto militare a Israele. Nella Striscia di Gaza, specialmente nel nord, la situazione umanitaria è sempre più grave a causa delle operazioni militari israeliane. A ottobre, sono entrate solo 26.399 tonnellate di aiuti, contro le oltre 100.000 di alcuni mesi precedenti. Anche i camion di aiuti sono diminuiti drasticamente, scendendo da oltre 4.000 ad agosto a solo 1.386 a ottobre. Israele giustifica il calo con una riduzione globale delle forniture, ma molte ong sostengono che Israele stia volontariamente ostacolando l’ingresso degli aiuti. Tra le richieste degli Stati Uniti c’era l’ingresso di almeno 350 camion al giorno e la creazione di zone sicure per i civili, ma nessuna di queste è stata rispettata. A fine ottobre, Israele ha anche vietato le attività dell’UNRWA. Nonostante ciò, il portavoce del dipartimento di Stato ha affermato che gli USA continueranno a fornire armi a Israele, citando come progresso l’apertura di un nuovo varco di confine. Tuttavia, il numero di camion entrati rimane ben al di sotto delle necessità minime.
Infine, Human Rights Watch ha accusato Israele di trasferimenti forzati di massa di palestinesi durante l’invasione della Striscia di Gaza, iniziata oltre un anno fa, violando l’articolo 49 della Convenzione di Ginevra, che vieta tali azioni se non per esigenze di sicurezza o ragioni militari. L’ONU stima che almeno 1,9 milioni di persone siano state sfollate su un totale di 2,2 milioni di abitanti. Israele afferma di rispettare il diritto internazionale, ma sono stati documentati avvisi tardivi o mancanti, bombardamenti in zone designate come sicure e ostacoli lungo le vie di evacuazione. Testimonianze e video verificati mostrano attacchi contro civili durante le evacuazioni. Inoltre, la distruzione di infrastrutture rende impossibile il ritorno degli sfollati, mentre Israele dichiara di non volerli far rientrare nel nord della Striscia. HRW sostiene che le evacuazioni non garantiscano sicurezza ai civili, rendendo le operazioni illegali.
🇳🇱 TENSIONI IN OLANDA DOPO AJAX-MACCABI TEL AVIV DI EUROPA LEAGUE. SITUAZIONE ANCORA CRITICA

3) In settimana è stata fatta anche maggiore chiarezza su un fatto risalente alla scorsa settimana. Ad Amsterdam, durante la partita di Europa League tra Ajax e Maccabi Tel Aviv, si sono verificati episodi di violenza che hanno attirato l’attenzione della stampa internazionale. Le tensioni sono iniziate all’arrivo dei tifosi israeliani in città, con attacchi da parte di gruppi che sostenevano la Palestina e che, in alcuni casi, sembravano coordinati tramite chat. Anche il governo israeliano ha reagito, definendo gli attacchi antisemiti e inviando aerei per riportare i connazionali in Israele. Nel frattempo, sono emersi video che mostrano tifosi del Maccabi cantare slogan razzisti e violenti contro palestinesi e arabi, con episodi di provocazione come il danneggiamento di una bandiera palestinese. La polizia di Amsterdam ha confermato le aggressioni, ma alcuni attacchi sembrano essere stati compiuti anche dai tifosi israeliani, che in un caso hanno lanciato sassi contro una casa con una bandiera palestinese. Durante la partita, all’interno dello stadio non ci sono stati scontri fisici, ma sono proseguiti cori offensivi. Le violenze sono esplose dopo la partita, con aggressioni ai tifosi israeliani, colpiti da gruppi in bicicletta o con volto coperto, che li avrebbero interrogati sull’origine o religione. Secondo testimoni e video verificati, gli scontri hanno causato almeno cinque ricoveri e decine di feriti, con 63 arresti effettuati. Il governo locale olandese è ora al centro di critiche sulla gestione dell’evento. La situazione continua a essere tesa. Lunedì la polizia ha arrestato tre persone per un incendio su un tram e martedì sono avvenuti altri episodi, tra cui l’incendio di un furgone della polizia e l’arresto di sei persone per violazione del divieto di manifestare. La sindaca Femke Halsema ha presentato un rapporto definendo i disordini una “miscela tossica di violenza ultras, antisemitismo e rabbia per le guerre in Medio Oriente”. L’opposizione ha presentato una mozione di sfiducia verso la sindaca, poi respinta. Nel frattempo si è deciso che anche altre partite europee del Maccabi saranno spostate per sicurezza.
🇸🇦 OIC E LEGA ARABA UNITE A RIYAD PER FAR FRONTE COMUNE CONTRO ISRAELE. COSA È EMERSO DAL SUMMIT?

4) Durante il vertice congiunto della Lega Araba e dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) a Riyad questa settimana, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha richiesto l’immediata cessazione delle azioni militari di Israele a Gaza e in Libano. MBS ha condannato i massacri contro i palestinesi e i libanesi, invitando il riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina. Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha denunciato l’impatto delle operazioni israeliane sugli sforzi di pace, sottolineando l’importanza della giustizia. Il primo ministro libanese, Najib Mikati, ha evidenziato la crisi esistenziale che il Libano sta affrontando a causa della guerra contro Hezbollah. Assente il presidente iraniano, mentre il vicepresidente Mohammad Reza Aref ha definito gli assassinii mirati di leader palestinesi e libanesi da parte di Israele come terrorismo organizzato. Nel comunicato finale, i leader presenti hanno condannato le azioni dell’esercito israeliano come genocidio e pulizia etnica a Gaza. Hanno riaffermato la sovranità palestinese su Gerusalemme Est e respinto ogni misura volta alla sua “giudaizzazione”. Nonostante le condanne, il vertice non ha raggiunto un consenso su sanzioni o misure contro Israele. L’analista Anna Jacobs ha osservato che il vertice ha rappresentato un’occasione per i leader regionali di inviare un messaggio all’amministrazione statunitense entrante, guidata da Donald Trump, enfatizzando dialogo e de-escalation.
🌧️ CLIMA: INIZIA LA COP29. SI PARLA DI FINANZA CLIMATICA, CON RISULTATI POCO CONFORTANTI. E TRUMP…

5) A Baku, capitale dell’Azerbaijan, è iniziata la COP29, la conferenza annuale delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, focalizzata quest’anno sulla “finanza climatica.”. Il dibattito sulla crisi climatica globale si è intensificato, con avvertimenti severi sull’aumento delle emissioni e delle temperature. Il Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, ha sottolineato che il tempo per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C sta per scadere, ribadendo la necessità di ridurre drasticamente le emissioni e aumentare gli sforzi di adattamento. Un passo avanti significativo è stato compiuto con l’approvazione di nuovi standard per un mercato globale del carbonio, un obiettivo perseguito da anni, simile al sistema di scambio di emissioni dell’Unione Europea (ETS). Tuttavia, i leader mondiali hanno mostrato visioni divergenti su come affrontare il cambiamento climatico, mentre i colloqui sui finanziamenti sono rimasti complessi. La conferenza è stata inoltre segnata dalla rielezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, che ha promesso di ritirare il Paese dall’Accordo di Parigi. Secondo il Global Carbon Project, le emissioni di CO2 da combustibili fossili hanno raggiunto livelli record nel 2024, con un aumento dovuto in parte alla crescita in India e al traffico aereo internazionale. Per limitare il riscaldamento a 1,5°C, sarà necessario raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030-2035, molto prima del 2050. Inoltre, il 2024 è destinato a diventare l’anno più caldo mai registrato, secondo il servizio Copernicus dell’UE. La commissaria europea Iliana Ivanova ha evidenziato che per rispettare gli obiettivi climatici è necessaria un’accelerazione sei volte superiore nel processo di decarbonizzazione. Inoltre, il 35% del budget del programma Horizon Europe, pari a 93 miliardi di euro in sette anni, sarà destinato alla ricerca sul clima. Sul fronte dei finanziamenti, i Paesi sviluppati stanno cercando di coinvolgere altre economie avanzate, come Cina e Stati del Golfo, per contribuire agli aiuti ai Paesi poveri. Tuttavia, permangono disaccordi su un impegno annuale, con molti Paesi in via di sviluppo che chiedono almeno 1,3 trilioni di dollari, ben oltre i 100 miliardi attualmente stanziati dalle nazioni più ricche.
🇮🇹 ITALIA: BLOCCATA DALLA CORTE COSTITUZIONALE LA RIFORMA SULL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

(6) La Corte costituzionale ha dichiarato parzialmente illegittima la riforma sull’autonomia differenziata, con importanti conseguenze sul suo iter. La sentenza ha modificato alcune parti della legge, ne ha annullate altre e ha imposto nuove interpretazioni, creando una normativa incompleta che richiede l’intervento del Parlamento per essere rivista. Di conseguenza, i tempi per il trasferimento delle competenze alle regioni richiedenti, in particolare quelle del Nord, si allungano sensibilmente. La Corte ha evidenziato sette aspetti incostituzionali della riforma e chiesto una riscrittura profonda. Inoltre, ha stabilito che i LEP (livelli essenziali delle prestazioni) debbano essere definiti coinvolgendo il Parlamento e non tramite procedure delegate al governo. Ha anche limitato il trasferimento di competenze alle regioni a funzioni specifiche, escludendo intere materie, in base al principio di sussidiarietà. Il pronunciamento ha complicato ulteriormente l’iter, richiedendo che il Parlamento possa modificare gli accordi tra governo e regioni. Ciò frena le ambizioni dei presidenti regionali leghisti, come Zaia e Fontana, e alimenta divisioni nella maggioranza di governo. La Lega spinge per l’autonomia, mentre Forza Italia e parte di Fratelli d’Italia mostrano dubbi e chiedono cautela. Anche per le opposizioni la sentenza ha effetti rilevanti: se da un lato rafforza le critiche alla riforma, dall’altro mette in dubbio la validità dei referendum abrogativi già proposti. I quesiti potrebbero essere superati dalle modifiche apportate alla legge, rendendo incerto il loro esito. Si attendono le motivazioni complete della sentenza, previste per dicembre, per chiarire i prossimi sviluppi legislativi e politici.
————–
Qualche breve in più questa settimana 👇
🇵🇰 Sabato, un’esplosione alla stazione ferroviaria di Quetta, città pakistana vicina al confine con l’Afghanistan, ha causato almeno 26 morti e 62 feriti, tra cui 14 soldati. L’attacco è stato rivendicato dall’Esercito di liberazione del Belucistan, un gruppo separatista che lotta per l’indipendenza della regione e colpisce regolarmente le forze di sicurezza e i civili. Secondo il gruppo, l’obiettivo era un’unità militare di ritorno da un’esercitazione. La bomba è esplosa mentre circa 100 persone attendevano un treno, causando gravi danni nella biglietteria e lasciando la stazione disseminata di bagagli distrutti. Il Belucistan, la provincia più ampia e meno popolata del Pakistan, è teatro di un lungo conflitto separatista dovuto anche alla discriminazione dei beluci e allo sfruttamento delle risorse locali senza investimenti per lo sviluppo. La stazione di Quetta era stata riaperta di recente, dopo un attacco simile in agosto.
🇪🇦 Sabato sera a Valencia si è svolta una grande manifestazione contro il governo regionale, accusato di non aver gestito adeguatamente l’alluvione del 29 ottobre, che ha causato la morte di almeno 214 persone e la distruzione di case e negozi. Circa 130.000 persone hanno partecipato, chiedendo le dimissioni del presidente regionale, Carlos Mazón, criticato per il ritardo nell’allarme. I manifestanti hanno anche criticato il governo centrale per non aver esercitato pressione sull’amministrazione locale. La manifestazione si è svolta pacificamente, ma ci sono stati disordini verso la fine, con alcuni arresti e feriti tra le forze dell’ordine. Simili proteste si sono tenute in altre città della regione e a Madrid.
🇭🇹 Il consiglio presidenziale di transizione di Haiti ha deciso di destituire il primo ministro Garry Conille, nominato solo pochi mesi fa, a causa di conflitti politici con i membri del consiglio. Questi conflitti riguardavano principalmente le nomine governative e le politiche estere gestite autonomamente da Conille. La crisi politica, sociale ed economica in Haiti persiste da anni, con le bande criminali che controllano gran parte della capitale e minacciano la popolazione con rapimenti e omicidi. A seguito di attacchi delle bande, il paese ha perso il controllo su diverse aree, causando le dimissioni dell’ex primo ministro Ariel Henry. La situazione umanitaria è drammatica, con oltre 700.000 sfollati e quasi 5.000 morti tra gennaio e settembre 2024. Conille è stato sostituito da Alix Didier Fils-Aimé.
🇰🇵 La Corea del Nord ha ratificato un importante trattato di difesa reciproca con la Russia, che prevede assistenza militare immediata in caso di attacco a uno dei due paesi. La ratifica, firmata dal leader nordcoreano Kim Jong Un, entrerà in vigore dopo lo scambio degli atti ufficiali tra i due Stati. Il patto include anche la cooperazione in settori strategici come economia, commercio, spazio, approvvigionamento alimentare ed energia atomica per usi pacifici. La ratifica arriva in un contesto di critiche internazionali, dopo che la Corea del Nord ha inviato soldati in Russia per combattere contro l’Ucraina, con oltre 8.000 truppe presenti nella regione di Kursk.
✈️ Lunedì sera, il governo italiano ha inviato alla Commissione Europea le correzioni necessarie per finalizzare la vendita di ITA Airways a Lufthansa, annunciata l’anno scorso. La Commissione Europea aveva già approvato l’operazione a luglio, ma aveva posto delle condizioni, come la cessione di alcune rotte e slot per evitare posizioni dominanti sul mercato. Dopo trattative complesse, il governo italiano e Lufthansa hanno concordato la cessione di 30 slot giornalieri a Easyjet e alcune rotte a lungo raggio a Air France-KLM e British Airways. Lufthansa acquisterà il 41% di ITA Airways tramite un aumento di capitale da 325 milioni di euro, con l’acquisto totale previsto entro il 2033. La vendita segna la fine del lungo processo di privatizzazione della compagnia aerea, nata nel 2021 dalla dismissione di Alitalia.
Alla prossima 👋



Commento all'articolo
Devi essere connesso per inviare un commento.