Cessate il fuoco ufficiale tra Israele e Hamas, caos ferrovie in Italia, TikTok vicino al ban in USA

Entriamo nel cuore di gennaio con un’altra settimana densa di news.

Pur essendo meno quelle principali, la “ciccia” non manca, anzi. Partiamo dal cessate il fuoco in Medioriente e tutte le conseguenze che comporterà, passando dai devastanti incendi che stanno interessando Los Angeles fino alla situazione critica delle ferrovie italiane. Infine, piccolo focus sulla situazione di TikTok in USA. Verrà bannato?

I contenuti non mancano, partiamo 👇

🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: IL CESSATE IL FUOCO È UFFICIALE. LE CONDIZIONI DELLA TREGUA DI 42 GIORNI

1) Cominciamo dal Medioriente. Mercoledì sera il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha annunciato un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza, dopo 15 mesi di conflitto. Hamas ha confermato l’intesa, mentre il governo israeliano avrebbe deciso ufficialmente giovedì. I negoziati, mediati da Qatar, Egitto e Stati Uniti, sono culminati in un accordo che prevede una prima fase di 42 giorni di tregua, durante i quali Hamas libererà 33 ostaggi, tra cui donne, bambini e anziani. In cambio, Israele rilascerà centinaia di prigionieri palestinesi e permetterà l’ingresso di fino a 600 camion di aiuti umanitari giornalieri. Il cessate il fuoco inizierà domani, domenica 19 gennaio, e include il ritiro parziale delle truppe israeliane, mantenendo una presenza limitata nel corridoio Philadelphi al confine con l’Egitto. L’accordo prospetta ulteriori negoziati nelle fasi successive: Hamas dovrà liberare tutti gli ostaggi rimanenti e consegnare i corpi degli ostaggi deceduti, mentre Israele completerà il ritiro delle sue forze e si discuteranno i piani per la ricostruzione di Gaza. Il presidente statunitense Joe Biden ha definito l’accordo il risultato di uno sforzo diplomatico minuzioso, mentre il presidente eletto Donald Trump ha rivendicato il successo sui social. L’accordo arriva dopo mesi di negoziazioni e oltre un anno di guerra, iniziata con un attacco di Hamas in Israele il 7 ottobre 2023, che ha provocato devastazioni nella Striscia di Gaza e migliaia di vittime tra i civili.

L’approvazione dell’accordo non è stata però priva di ostacoli. Giovedì mattina sono emersi problemi sull’accordo: la causa dei ritardi è una presunta richiesta aggiuntiva di Hamas, non prevista nell’accordo originale, che ha spinto Israele a rinviare una riunione cruciale a venerdì. Sebbene i negoziatori di Hamas abbiano negato nuove richieste, la situazione era rimasta poco chiara, considerando le divisioni interne al gruppo. Mercoledì sera, dopo l’annuncio dell’accordo, a Gaza erano iniziati festeggiamenti per la fine dei combattimenti, ma Israele ha continuato a bombardare la Striscia, causando nuove vittime. Nella notte tra il 17 e il 18 gennaio, il governo israeliano ha finalmente approvato l’accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. La riunione del governo per l’approvazione è durata oltre sei ore, con 24 voti favorevoli e 8 contrari, tra cui quelli di ministri noti per le loro posizioni estremiste. La popolazione israeliana ha ora 24 ore per presentare obiezioni alla Corte suprema, anche se è improbabile che vengano accolte.

Nel frattempo, il presidente del Libano, Joseph Aoun, ha nominato Nawaf Salam come primo ministro. Salam, attuale presidente della Corte internazionale di giustizia dell’ONU, ha ricevuto l’appoggio di 85 deputati su 128 in parlamento, superando l’uscente Najib Mikati. La nomina di Salam, che ha ridotto l’influenza di Hezbollah nella politica libanese, riflette anche un indebolimento del gruppo sciita a seguito della guerra con Israele e della fine del regime siriano di Bashar al Assad. La formazione del governo sarà complessa a causa del sistema politico settario del Libano, che assegna ruoli chiave alle varie confessioni religiose per mantenere un equilibrio. Tuttavia, questo sistema ha contribuito a una paralisi politica e aggravato la grave crisi economica del paese.

🔥 LOS ANGELES: CONTINUANO LE DIFFICOLTÀ NEL CONTENERE GLI INCENDI. IL BILANCIO È DI OLTRE 25 MORTI

2) A Los Angeles, in California, è in corso una crisi di incendi che dura ormai da giorni, causando devastazioni senza precedenti. Attualmente, cinque incendi sono attivi nella parte nord della città, di cui due fuori controllo, mentre tre sono stati domati. I due principali roghi, Palisades e Eaton, sono ancora in gran parte fuori controllo, mentre altri incendi minori sono stati contenuti. L’incendio Eaton, vicino ad Altadena, ha bruciato oltre 56 km² ed è contenuto al 35%. Il Palisades, il più esteso, sviluppatosi vicino a Pacific Palisades, ha bruciato più di 98 km², con un contenimento al 18%, e minaccia la densamente popolata San Fernando Valley. Gli incendi hanno provocato almeno 25 morti, 30 dispersi, l’evacuazione di oltre 150.000 persone e la distruzione di più di 12.000 edifici. Le cause degli incendi non sono ancora note, ma potrebbero includere guasti alle linee elettriche, fuochi spenti male o atti dolosi. Il fenomeno è aggravato dalla combinazione di vegetazione secca, costruzioni in materiali infiammabili e venti Santa Ana, che diffondono rapidamente le fiamme e rendono difficoltoso l’intervento dei vigili del fuoco. Inoltre, la carenza di pioggia negli ultimi mesi ha reso il terreno estremamente arido, creando le condizioni ideali per la propagazione del fuoco. La situazione è ulteriormente complicata dalla scarsità d’acqua: i serbatoi cittadini, pur riempiti prima dell’emergenza, si stanno esaurendo, mentre in alcune zone si registrano problemi di pressione idrica e interruzioni elettriche. Le autorità prevedono che l’emergenza persisterà nei prossimi giorni, con nuove fiamme che continuano a svilupparsi in assenza di precipitazioni. Intanto, sono iniziati i lavori di riparazione delle linee elettriche, mentre alcune scuole hanno riaperto con limitazioni alle attività all’aperto. Gli stati vicini hanno inviato rinforzi, ma si registrano furti nelle zone evacuate, con la polizia che ha arrestato 50 persone per saccheggi (oltre che per tentativi di incendio doloso).

🚉 TRENI IN TILT IN DIVERSE ZONE D’ITALIA. QUALI SONO LE CAUSE? FS PROVA A FARE CHIAREZZA

3) Negli ultimi mesi si sono intensificati i disservizi sulla rete ferroviaria italiana, culminati nel recente blocco alla stazione Centrale di Milano a causa di un guasto elettrico. Ritardi e cancellazioni sono ormai quotidiani, coinvolgendo sia le linee regionali che quelle ad alta velocità, e interessando milioni di passeggeri. Il problema, secondo esperti, deriva da una rete ferroviaria obsoleta e sovraccarica, con oltre 9.000 treni giornalieri e migliaia di cantieri aperti negli ultimi anni. Nonostante un aumento del numero di passeggeri, che nel 2023 ha superato gli 800 milioni di viaggi, l’infrastruttura ferroviaria non è stata adeguatamente potenziata. Circa il 54% della rete è ancora a binario unico e molti nodi ferroviari non sono stati modernizzati. Dal 2002, interventi di “rightsizing” hanno ridotto la rete, eliminando scambi e binari utili in caso di guasti. Anche gli aggiornamenti tecnologici procedono lentamente: il 70% delle stazioni italiane utilizza impianti con oltre 40 anni e solo una piccola parte della rete è dotata del sistema ERTMS, che migliora la gestione del traffico. Per rimediare, negli ultimi due anni sono stati aperti oltre 4.000 cantieri, finanziati in parte con fondi del PNRR. Entro il 2034, RFI prevede di investire 60 miliardi di euro per modernizzare la rete, raddoppiare i binari e migliorare gli impianti tecnologici, mentre altri 40 miliardi saranno destinati a stazioni e nuovi treni. Tuttavia, questi lavori, spesso accompagnati da chiusure temporanee di linee, hanno causato ulteriori ritardi e sovraccarichi sulle tratte rimaste operative. Particolare attenzione è dedicata al trasporto merci, con l’adeguamento ai nuovi standard europei che consentiranno di gestire treni più lunghi e capaci. Inoltre, durante i lavori, la capacità di trasporto merci è stata dimezzata, penalizzando le imprese del settore, che puntano al 2026 per la fine dei cantieri. Le linee ad alta velocità, pur meno congestionate, risentono dei ritardi, soprattutto nei nodi critici di Roma e Milano, dove il traffico misto tra treni veloci e regionali crea rallentamenti. Secondo gli esperti, tre livelli di intervento possono migliorare la situazione: grandi opere infrastrutturali nel lungo periodo, aggiornamenti tecnologici e una razionalizzazione del traffico nelle stazioni più affollate nel breve termine.

Intanto, il traffico ferroviario continua a risentire dei disagi. Martedì, la circolazione ferroviaria a Roma Termini è stata sospesa per oltre un’ora per cause non chiarite, con disagi su treni regionali e ad alta velocità, ritardi fino a 100 minuti e sette Frecciarossa fermi alle 20. Nello stesso giorno, il maltempo ha colpito la linea Reggio Calabria-Salerno, mentre un guasto ha rallentato l’alta velocità tra Roma e Firenze nel tratto Valdarno-Arezzo. A causa dei suddetti (e ripetuti) disagi, il gruppo Ferrovie dello Stato (FS) ha presentato un esposto alla questura di Roma. Nel documento, FS ipotizza un complotto volto a destabilizzare la società e il governo, ma non fornisce prove concrete a sostegno di questa tesi. La nota ufficiale descrive i guasti come “circostanze altamente sospette”, evidenziando orari e situazioni critiche per la circolazione, ma senza dettagli specifici. Tra gli episodi citati figurano guasti recenti a Milano, Gricignano, Valdarno Sud, Arezzo e Roma. FS non esclude che i problemi siano collegati ad azioni deliberate contro l’azienda. L’esposto è stato condiviso con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha espresso preoccupazione per un possibile sabotaggio, sottolineando la gravità di eventuali manovre politiche dietro i guasti. L’opposizione, invece, accusa il governo di cattiva gestione, con il PD e Italia Viva che criticano apertamente Salvini e chiedono le sue dimissioni. Nel frattempo, il gruppo Ferrovie dello Stato ha intensificato i controlli sulla rete ferroviaria per prevenire guasti, impiegando centinaia di tecnici e installando più telecamere di sicurezza nei punti critici.

🇺🇸 USA: TIKTOK VICINO AL BAN. LA CORTE SUPREMA HA CONFERMATO LA SENTENZA DELLA CORTE D’APPELLO

4) La Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato all’unanimità la validità del “TikTok ban”, una legge che obbliga ByteDance, proprietaria cinese di TikTok, a vendere la piattaforma a un acquirente non legato al governo cinese entro il 19 gennaio. In caso contrario, l’app sarà rimossa dagli store digitali negli Stati Uniti, pur rimanendo utilizzabile senza aggiornamenti per chi l’ha già scaricata. La legge, sostenuta da entrambi i partiti e motivata da preoccupazioni sulla sicurezza nazionale, era stata contestata da ByteDance, che l’ha definita una violazione della libertà di espressione. Tuttavia, la Corte d’Appello e poi la Corte Suprema hanno dato priorità alla sicurezza nazionale. Il governo teme che TikTok possa essere usato dal governo cinese per influenzare l’opinione pubblica o accedere ai dati degli utenti, accuse che ByteDance ha sempre negato. L’azienda non sembra intenzionata a vendere TikTok, anche perché la Cina ha dichiarato che bloccherebbe l’esportazione della tecnologia alla base dell’algoritmo dell’app. Intanto, Donald Trump, prossimo al reinsediamento, ha dichiarato che deciderà lui come agire, lasciando aperti scenari incerti sul futuro della piattaforma, che conta 170 milioni di utenti negli Stati Uniti e rappresenta una fonte di guadagno per molti creatori di contenuti. Se il ban entrerà in vigore, l’app non scomparirà dai dispositivi già esistenti, ma gli utenti vedranno una schermata informativa e potranno scaricare i propri dati. Inoltre, Apple e Google saranno costrette a rimuovere TikTok dai loro app store, impedendo nuovi download e aggiornamenti. La legge prevede pesanti multe per le aziende statunitensi che continueranno a collaborare con ByteDance. I creator americani stanno migrando verso altre piattaforme come Instagram e YouTube, mentre alcuni utenti valutano l’uso di VPN per aggirare il divieto, anche se ByteDance potrebbe bloccare queste soluzioni. In caso di blocco definitivo, si prevede un impatto simile a quanto accaduto in India nel 2020, con la nascita di app alternative e un graduale spostamento verso piattaforme consolidate.

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Voliamo immediatamente alle brevi 👇

📱 Meta ha annunciato l’interruzione immediata dei suoi programmi di diversità, equità e inclusione (DEI), che tutelavano i gruppi minoritari nelle assunzioni, nella formazione e nella selezione dei fornitori. La decisione, comunicata internamente, arriva poco dopo l’annuncio delle modifiche sul fact checking sui social. La vicepresidente delle risorse umane, Janelle Gale, ha spiegato che il cambiamento è dovuto alle modifiche legali e politiche negli Stati Uniti, inclusi gli orientamenti della Corte Suprema, che hanno reso i programmi DEI controversi. Nonostante ciò, Meta aveva registrato progressi nell’aumento della rappresentanza di dipendenti neri e ispanici, superando gli obiettivi iniziali.

🇿🇦 A Stilfontein, Sudafrica, centinaia di persone sono rimaste intrappolate per mesi in una miniera d’oro illegale. Le autorità, inizialmente, avevano bloccato i rifornimenti di cibo e acqua per costringere i minatori a uscire, ma ciò ha causato numerose morti e indebolimenti fisici. Solo pochi giorni fa sono iniziate le operazioni di soccorso, portando in superficie 166 sopravvissuti e 78 corpi, con almeno 400 persone ancora intrappolate e oltre 100 morti stimati, secondo il gruppo MACUA. La miniera dismessa di Buffelsfontein, profonda 2,5 km e con complessi tunnel, è stata un rifugio per lavoratori migranti in cerca di oro per sopravvivere. A novembre, il governo aveva tagliato le corde di accesso e dichiarato che i minatori non meritavano aiuto, considerandoli criminali. Questa posizione ha suscitato critiche, anche perché molte famiglie dipendono da questi lavoratori. Le persone che riescono a emergere, spesso in condizioni disperate, vengono arrestate. Recenti video hanno mostrato corpi avvolti nella plastica e minatori denutriti, che chiedono aiuto. Le miniere illegali, frequentate da circa 50.000 “zama zama” nel paese, sono al centro di un’operazione governativa contro le estrazioni clandestine, che causano ingenti danni economici e ambientali. Solo mercoledì la polizia sudafricana ha concluso il salvataggio delle restanti 246 persone e il recupero di 87 corpi.

🇺🇦 Sabato scorso, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che l’esercito ucraino ha catturato per la prima volta due soldati nordcoreani, parte dei circa 11.000 uomini inviati da Kim Jong Un in Russia per combattere con l’esercito russo. I soldati sono stati presi nella regione russa di Kursk, dove l’Ucraina sta conducendo un’offensiva da una settimana. Attualmente detenuti a Kiev, i prigionieri di guerra ricevono cure mediche e stanno collaborando con l’intelligence ucraina. Questo potrebbe fornire nuove informazioni sull’impiego delle truppe nordcoreane in Russia, sebbene né Mosca né Pyongyang abbiano confermato la loro presenza sul fronte.

💻 Sempre sabato scorso diversi siti web di istituzioni e aziende pubbliche italiane sono stati colpiti da attacchi informatici che hanno causato un temporaneo rallentamento dei servizi, con danni contenuti. Gli attacchi, rivendicati dal gruppo NoName057(16), filorusso, sono stati legati alla visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Roma. I siti coinvolti appartengono a ministeri, forze armate e aziende di trasporto pubblico, tra cui Atac, Amat e Amt. Gli attacchi sono stati di tipo Ddos, in cui un massiccio traffico Internet viene indirizzato verso i siti per sovraccaricarli e renderli inaccessibili.

🇭🇷 Zoran Milanović, presidente uscente della Croazia, ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali con oltre il 74% dei voti, superando l’ex ministro Dragan Primorac, fermatosi al 25%. Milanović, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra, ha assunto posizioni più a destra negli ultimi anni, con un forte sostegno popolare. Durante il suo primo mandato, si è distinto per le sue critiche alle restrizioni anti-Covid, il suo rifiuto dell’accoglienza dei migranti e il sostegno alla polizia croata. Inoltre, è stato molto critico nei confronti del supporto militare all’Ucraina e ha opposto il suo veto all’ingresso di Finlandia e Svezia nella NATO, chiedendo modifiche alla legge elettorale della Bosnia ed Erzegovina.

🇰🇷 Mercoledì mattina è stato arrestato Yoon Suk-yeol, ex presidente della Corea del Sud, accusato di insurrezione e alto tradimento dopo aver imposto la legge marziale il 3 dicembre. L’operazione di arresto, che ha coinvolto circa 3.000 agenti, è stata complessa e spettacolare, con la rimozione di filo spinato e la creazione di barriere intorno alla sua residenza. Yoon, che aveva già subito una procedura di impeachment, è stato sospeso dal suo incarico. Prima dell’arresto, ha definito l’indagine “illegale” e ha affermato che lo stato di diritto fosse collassato. La Corte costituzionale dovrà decidere sulla costituzionalità della legge marziale e sul suo impeachment. Se colpevole, Yoon rischia l’ergastolo o la pena di morte.

🇮🇷 Mohammed Abedini, imprenditore iraniano, è stato rilasciato dopo essere stato arrestato in Italia a metà dicembre su richiesta degli Stati Uniti per violazione delle sanzioni e fornitura di componenti elettronici a un’organizzazione terroristica. Il ministro della Giustizia italiano, Carlo Nordio, ha richiesto la revoca della misura cautelare, poiché i reati contestati non sono previsti dal codice penale italiano. Abedini era accusato di produrre sistemi di navigazione utilizzati in droni militari iraniani, tra cui gli Shahed, impiegati in attacchi contro forze statunitensi. L’Iran aveva legato il caso di Abedini a quello della giornalista Cecilia Sala, liberata anche lei in questa settimana.

🚀 Questa settimana, il razzo New Glenn di Blue Origin ha effettuato il suo primo lancio da Cape Canaveral, Florida, entrando in orbita. Questo razzo è considerato un concorrente di SpaceX e mira a essere parzialmente riutilizzabile. Sebbene il lancio sia stato considerato un successo, il primo stadio non è riuscito a completare il rientro e a atterrare su una piattaforma galleggiante, a causa di un malfunzionamento. Blue Origin spera di raggiungere una frequenza di 1-2 lanci mensili entro un anno, ma è ancora indietro rispetto a SpaceX. Il razzo ha una capacità simile a quella del Falcon Heavy di SpaceX e sarà utilizzato anche da Amazon per il progetto Kuiper, che mira a portare Internet in orbita. La società spera di ottenere contratti dalla NASA, ma le future decisioni politiche degli Stati Uniti, in particolare quelle di Donald Trump, potrebbero influire sui suoi piani.

🎬David Lynch, celebre regista noto per opere enigmatiche e oniriche come Mulholland Drive, Velluto blu e la serie cult Twin Peaks, è morto a 78 anni per un grave enfisema polmonare. La famiglia ha annunciato la notizia con un messaggio carico di affetto, ricordando la sua visione unica e il grande vuoto lasciato dalla sua scomparsa. Lynch, Leone d’Oro e Oscar alla carriera, è stato uno dei registi più innovativi e amati, capace di creare un genere cinematografico a sé stante, con atmosfere surreali e spesso disturbanti, racchiuse nel termine “lynchiano”. Esordì con Eraserhead (1977), un cult del circuito underground, per poi raggiungere fama internazionale con The Elephant Man (1980) e successi come Velluto blu e Cuore selvaggio. La sua serie Twin Peaks rivoluzionò la televisione negli anni ’90, mescolando mistero, surrealismo e soap opera. Dopo l’acclamato Mulholland Drive (2001), considerato uno dei migliori film del XXI secolo, Lynch si dedicò sempre meno al cinema, tornando nel 2017 con una terza stagione di Twin Peaks, lodata dalla critica. Oltre al cinema, Lynch fu anche pittore, musicista e artista visivo, con opere esposte in prestigiose mostre internazionali. La sua carriera, segnata da collaborazioni iconiche e una visione creativa senza eguali, lo consacra come una delle figure più influenti nella storia del cinema e dell’arte.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

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