Discussioni sul cessate il fuoco a Gaza e in Ucraina, i nuovi provvedimenti di Donald Trump, maxi operazione anti-mafia a Palermo
Nel bel mezzo della Settimana Santa, le news per farvi innamorare.
Ha senso quest’intro? Ovviamente no. Ma pur non parlando – ancora – di Sanremo, eventi degni di nota non sono certo mancati. Dalla situazione in Medioriente al classico recap dagli USA, torniamo a parlare di fine vita, Ucraina e intelligenza artificiale, con un importante aggiornamento sulla lotta alla mafia.
Tanto per cambiare, ce n’è per tutti. Cominciamo 👇
🇮🇱 ISRAELE-HAMAS, CESSATE IL FUOCO IN BILICO. RESTA IN PIEDI L’OPZIONE AMERICANA, SEPPUR CONTROVERSA

1) Il cessate il fuoco tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza, in vigore dal 19 gennaio, è a rischio a causa di accuse reciproche di violazioni e difficoltà nei negoziati. La prima fase dell’accordo prevedeva la sospensione dei combattimenti e il rilascio di ostaggi israeliani da parte di Hamas in cambio della liberazione di prigionieri palestinesi detenuti in Israele. Finora, Hamas ha liberato 21 ostaggi, mentre Israele ha rilasciato 566 prigionieri. Tuttavia, il 10 febbraio, Hamas ha sospeso il rilascio di ulteriori ostaggi, accusando Israele di non rispettare i termini dell’accordo. Il gruppo ha chiesto l’ingresso nella Striscia di sistemazioni temporanee e aiuti umanitari, che sostiene siano stati bloccati da Israele. In risposta, il governo israeliano ha minacciato nuove azioni militari e ha aumentato lo stato di allerta. Questa situazione sta complicando l’avvio della seconda fase del cessate il fuoco, prevista per il 2 marzo, che dovrebbe portare al rilascio di tutti gli ostaggi e al ritiro dell’esercito israeliano. Nel frattempo, come già accennato la scorsa settimana, gli Stati Uniti stanno continuando a supportare la proposta del controllo di Gaza da parte degli Stati Uniti, con il trasferimento dei palestinesi in Egitto e Giordania e Trump che ha minacciato di sospendere gli aiuti ai due paesi se non accetteranno la sua proposta.
Intanto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che, se Hamas non rilascerà gli ostaggi entro sabato a mezzogiorno, il cessate il fuoco terminerà e l’esercito israeliano riprenderà i combattimenti fino alla sconfitta di Hamas. Mahmud Mardawi, esponente di Hamas, ha replicato chiedendo il rispetto dell’accordo. Netanyahu ha spiegato che la decisione è stata presa all’unanimità dal gabinetto di sicurezza e ha ordinato il rafforzamento delle truppe intorno alla Striscia di Gaza. Non è chiaro se la minaccia riguardi tutti gli ostaggi o solo quelli previsti per sabato. Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha chiesto un ultimatum più rigido, sostenuto anche da Donald Trump.
🇺🇸 USA: I NUOVI PROVVEDIMENTI DI TRUMP A TEMA AIUTI UMANITARI, DAZI ED EFFICIENZA DEL GOVERNO

2) Restiamo in USA e non cambiamo di troppo argomento. Dall’inizio del suo secondo mandato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avviato lo smantellamento dell’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID), che da decenni fornisce aiuti umanitari e assistenza allo sviluppo. Molti dipendenti sono stati messi in congedo forzato, fondi sospesi e collaboratori licenziati, generando incertezza sul futuro dell’agenzia. Nel 2023, USAID ha distribuito aiuti per circa 42 miliardi di euro, di cui 6,4 miliardi destinati all’Africa subsahariana. Pur mantenendo il supporto ai programmi contro l’HIV/AIDS, altri centri medici e iniziative di prevenzione sono stati chiusi, come in Etiopia, dove 5.000 operatori sanitari hanno perso il lavoro. In Congo, milioni di sfollati rischiano di perdere accesso a cibo e cure mediche, mentre in Mali un programma da 25 milioni di dollari per giovani marginalizzati è a rischio. Anche fuori dall’Africa gli effetti sono evidenti: in Siria, l’associazione turca Dünya Doktorları ha licenziato 300 persone e chiuso 12 ospedali dopo la riduzione dei finanziamenti. Alcuni paesi, come la Cina, stanno cercando di colmare il vuoto, finanziando programmi precedentemente sostenuti da USAID. L’Unione Europea potrebbe intervenire, ma i vincoli del suo bilancio rendono difficile un rapido sostegno. Lo smantellamento di USAID colpisce anche il giornalismo indipendente, con la perdita di fondi per testate investigative come l’OCCRP e il sito ungherese Átlátszó. Per il 2025 erano stati stanziati 268 milioni di dollari per sostenere media in paesi autoritari, ma ora questi fondi sono a rischio.
Tornando sulla questione dazi, Trump ne ha annunciati di nuovi, più nello specifico del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio, validi per tutti i paesi e in vigore dal 12 marzo. La misura mira a favorire la produzione interna, sebbene l’industria metallurgica statunitense sia in crisi e potrebbe non soddisfare la domanda. Acciaio e alluminio sono essenziali per molte industrie, e gli Stati Uniti ne importano principalmente da Canada, Brasile, Messico e Corea del Sud. La Cina è il maggior produttore globale di questi materiali e il suo acciaio a basso costo ha abbassato i prezzi mondiali, danneggiando le acciaierie tradizionali, incluse quelle statunitensi. Nel breve periodo, le aziende americane potrebbero continuare a importare materiali pagando di più, con possibili aumenti di prezzo per i consumatori. La crisi del settore ha colpito in particolare la cosiddetta Rust Belt, un tempo centro dell’industria pesante. Un caso emblematico è la U.S. Steel, in difficoltà e oggetto di un’offerta di acquisto da parte della giapponese Nippon Steel, bloccata dall’ex presidente Biden per motivi di sicurezza nazionale. Trump sostiene che i dazi possano aiutare l’azienda a riprendersi. Questa politica non è nuova: durante il suo primo mandato, Trump aveva già introdotto dazi simili, poi rimossi o modificati sotto la presidenza Biden. Tuttavia, molti dazi statunitensi su acciaio e alluminio restano ancora in vigore.
In aggiunta, il presidente ha firmato un nuovo ordine esecutivo per ridurre il numero dei dipendenti delle agenzie federali e concedere maggiori poteri al dipartimento per l’efficienza del governo (DOGE), guidato da Elon Musk. Durante un incontro nello Studio Ovale, Musk ha difeso la necessità di tagli per evitare il fallimento del paese. In tre settimane, il DOGE ha già influenzato 19 agenzie governative, arrivando a smantellare USAID. Il nuovo ordine limita le assunzioni e conferisce a Musk il controllo sulle nuove nomine. Il dipartimento ha anche avuto accesso a dati finanziari sensibili prima che un giudice federale bloccasse questa possibilità. Le decisioni del DOGE stanno avendo effetti concreti, ma sollevano dubbi sulla loro costituzionalità, dato che il Congresso non ha approvato il suo operato. Il leader democratico Chuck Schumer ha denunciato il rischio di un “governo ombra” non eletto.
In ultima analisi, un piccolo aggiornamento a tema immigrazione. Gli Stati Uniti hanno avviato voli istituzionali per espellere migranti irregolari, utilizzando Panama come base di transito. Il primo volo, con 119 persone provenienti da paesi asiatici che solitamente non accettano rimpatri, è arrivato mercoledì. Il presidente panamense José Raúl Mulino ha confermato che seguiranno almeno altri due voli, per un totale di 360 migranti. I migranti saranno trasferiti in un centro nella regione di Darién, al confine con la Colombia, prima di essere rimpatriati a spese degli Stati Uniti. L’iniziativa è frutto di un accordo tra Mulino e il segretario di Stato statunitense Marco Rubio per rafforzare la collaborazione migratoria tra i due paesi.
🇺🇦 MENTRE TRUMP PARLA CON L’UCRAINA, LE REPUBBLICHE BALTICHE SI STACCANO DALLA RETE ELETTRICA RUSSA

3) Facciamo un salto in Ucraina e dintorni. Cosa sta succedendo? Sabato scorso Estonia, Lettonia e Lituania hanno disconnesso le proprie infrastrutture elettriche dalla rete russa, a cui erano collegate dai tempi dell’Unione Sovietica. Si sono così unite alla rete europea, con un passaggio storico discusso da anni. Durante il cambiamento, i tre paesi si affideranno alla propria rete nazionale, con l’invito ai cittadini a limitare i consumi per facilitare i test. A Vilnius è stato allestito un grande schermo con un conto alla rovescia che si è concluso con una cerimonia ufficiale, alla presenza della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e di altri rappresentanti politici. La decisione di scollegarsi dalla rete russa era in discussione dal 2014, dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia. Pur rimanendo connessi al sistema russo, i tre paesi avevano smesso di acquistare energia da Mosca nel 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina. Il passaggio alla rete europea è stato motivato da ragioni di sicurezza, per evitare che la Russia potesse usare l’energia come strumento di pressione. Nel 2024 i tre stati avevano notificato a Mosca l’intenzione di lasciare il sistema Brell, che li collegava a Russia e Bielorussia, e da allora si sono intensificate campagne di disinformazione sui rischi della transizione. Inoltre, si sono verificati incidenti sospetti ai cavi sottomarini nel Mar Baltico, attribuiti alla “flotta fantasma” russa. Per proteggere le infrastrutture, la Nato ha avviato a gennaio la missione Baltic Sentry, con navi, aerei e droni di pattugliamento.
Intanto si è ricominciato a parlare di come mettere fine alla guerra. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un’intervista esclusiva al Guardian, ha dichiarato di essere favorevole a uno scambio di territori con la Russia per negoziare. Ha discusso del possibile cambiamento nei rapporti tra Ucraina e Russia con l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, sottolineando che mentre Joe Biden ha fornito un sostegno incondizionato, Trump si è mostrato più ambiguo. Zelensky ha accennato alla possibilità di cedere alla Russia una parte della regione russa di Kursk, attualmente controllata dall’Ucraina, in cambio di un altro territorio, senza specificare quale. Tuttavia, il portavoce russo Dmitri Peskov ha escluso categoricamente questa ipotesi, definendola «impossibile». Trump, che ha nominato il generale in pensione Keith Kellogg come inviato per il conflitto, ha dichiarato di non voler proseguire gli aiuti incondizionati all’Ucraina, ma piuttosto di trovare un compromesso. E questa sembra essere la strada, dal momento che Zelensky ha offerto i metalli rari dell’Ucraina a Trump per ottenere il continuo sostegno militare degli Stati Uniti nella guerra contro la Russia. L’idea è stata presentata a settembre durante un incontro a New York, puntando sull’approccio commerciale di Trump. Il piano rientra nella strategia ucraina per la vittoria ed è stato proposto anche all’amministrazione Biden. Tuttavia, con Trump, il discorso è cambiato: il supporto all’Ucraina viene ora giustificato come un vantaggio economico per gli Stati Uniti, che potrebbero ottenere accesso alle risorse minerarie ucraine. Trump si è detto favorevole, affermando in un’intervista a Fox News che gli USA dovrebbero ricevere metalli per un valore di 500 miliardi di dollari in cambio dell’aiuto militare. Si parla in particolare di titanio e litio, fondamentali per l’aerospazio e le batterie elettriche. Attualmente, l’estrazione di queste risorse è ostacolata dalla guerra, ma per l’Ucraina l’offerta potrebbe convincere Trump a rafforzare il sostegno militare. I negoziati tra Trump e Putin sono già iniziati, mentre il segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha incontrato Zelensky a Kiev per discutere un accordo economico legato ai minerali in cambio del supporto americano.
Restando proprio al rapporto tra Putin e Trump, il presidente americano ha annunciato di aver parlato telefonicamente con il presidente russo Vladimir Putin, concordando l’avvio di negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. Gli Stati Uniti agirebbero da mediatori, ma il governo ucraino è stato informato della conversazione solo dopo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che l’Ucraina non accetterà accordi senza la sua partecipazione diretta e ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento europeo. La telefonata tra Trump e Putin rappresenta un significativo riavvicinamento nei rapporti tra Russia e Occidente, dato che l’ultimo contatto tra un presidente statunitense e Putin risale al 2022 con Joe Biden. Trump ha dichiarato che entrambi vogliono fermare la guerra, anche se le cifre da lui menzionate sulle vittime sono esagerate rispetto alle stime ufficiali. Dopo Putin, Trump ha parlato anche con Zelensky, senza fornire dettagli sui negoziati, che saranno discussi alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. Trump ha inoltre accennato a un possibile incontro con Putin, forse in Arabia Saudita, mentre la Russia lo ha invitato a Mosca senza ricevere risposta dagli Stati Uniti.
🇮🇹 OPERAZIONE ANTI-MAFIA A PALERMO. 181 ARRESTI PER BLOCCARE LA RIORGANIZZAZIONE DI COSA NOSTRA

4) Nella notte tra lunedì e martedì, i carabinieri hanno eseguito 181 misure cautelari a Palermo in un’operazione contro la mafia, coordinata dal gip e dalla Direzione distrettuale antimafia. L’indagine, guidata dai procuratori Maurizio De Lucia e Marzia Sabella, ha coinvolto 1.200 carabinieri e un elicottero, colpendo membri di diversi clan mafiosi, tra cui quelli di Porta Nuova, Pagliarelli e Bagheria. Gli arrestati sono accusati di vari reati, tra cui associazione mafiosa, estorsioni, traffico di droga, tentato omicidio e gioco d’azzardo illecito. L’operazione mirava a bloccare la riorganizzazione di Cosa nostra, avviata da esponenti scarcerati dopo un’analoga operazione del 2018. Le indagini hanno rivelato l’uso di telefonini criptati da parte dei boss, anche dentro le carceri, per impartire ordini, tra cui pestaggi e traffico di droga. I carabinieri hanno intercettato le comunicazioni attraverso microspie e hanno scoperto una chat criptata, ma senza accedere ai suoi contenuti. Durante la conferenza stampa, il procuratore De Lucia ha sottolineato la capacità di Cosa nostra di adattarsi ai nuovi strumenti tecnologici e il reclutamento di giovani affiliati. Ha inoltre segnalato la carenza di personale nella procura. Il procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo, ha denunciato la debolezza del sistema penitenziario nel contenere la pericolosità dei mafiosi non sottoposti al regime del 41-bis, introdotto nel 1992 per limitare i contatti con l’esterno dei detenuti di alto profilo criminale.
👩⚕️LA TOSCANA APPROVA UNA STORICA LEGGE SUL SUICIDIO ASSISTITO, DEFINENDO I REQUISITI PER ACCEDERVI

5) La Toscana è la prima regione italiana ad approvare una legge che regola il suicidio assistito, colmando il vuoto normativo lasciato dal parlamento nazionale nonostante una sentenza della Corte costituzionale del 2019 lo avesse reso legale. La legge, basata sulla proposta popolare “Liberi Subito” dell’associazione Luca Coscioni, stabilisce criteri, procedure e tempistiche per l’accesso alla morte assistita. I requisiti richiesti per accedere alla pratica seguono quelli della sentenza del 2019: il paziente deve essere capace di prendere decisioni consapevoli, soffrire di una patologia irreversibile con dolori insopportabili, rifiutare ogni altra opzione terapeutica, inclusa la sedazione profonda, ed essere mantenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, un criterio la cui interpretazione varia a seconda dei casi. La richiesta di accesso deve essere presentata all’azienda sanitaria locale, che la inoltra a una commissione composta da medici specialisti e un comitato etico, incaricati di verificare i requisiti e valutare alternative come le cure palliative. Se la richiesta viene accolta, la commissione stabilisce entro dieci giorni le modalità per l’autosomministrazione del farmaco, che deve avvenire nel rispetto della dignità del paziente. L’intero iter può concludersi in massimo 54 giorni, un netto miglioramento rispetto ai tempi lunghi e alle difficoltà legali incontrate finora dai pazienti. La legge non chiarisce se la morte assistita possa avvenire anche a domicilio. Inoltre, chiunque sia assistito dal servizio sanitario regionale, anche se non residente, potrà presentare domanda in Toscana. Il governo potrebbe impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale, sollevando dubbi sulla competenza regionale in materia.
🇫🇷 INTELLIGENZA ARTIFICIALE: MACRON APRE A CORPOSI INVESTIMENTI IN FRANCIA, MA CINA E USA SONO LONTANI

6) Il presidente francese Emmanuel Macron, in un’intervista su France 2, ha annunciato una serie di investimenti per rendere la Francia più competitiva nel settore dell’intelligenza artificiale. Un gruppo di investitori privati francesi e stranieri ha promesso di investire 109 miliardi di euro, soprattutto in infrastrutture. Nonostante la Francia sia il paese europeo con il maggior numero di nuovi investimenti in questo ambito rimane indietro rispetto a Stati Uniti e Cina, dove il settore è dominato da grandi aziende tecnologiche. Recentemente, OpenAI e SoftBank hanno avviato un progetto negli USA per raccogliere 500 miliardi di dollari, mentre Google, Amazon, Microsoft e Meta investiranno collettivamente 300 miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale nel 2024. Anche in Cina ci sono avanzamenti significativi, con il lancio di DeepSeek, un software simile a ChatGPT ma più efficiente. Macron ha sottolineato la necessità di sviluppare infrastrutture in Europa, annunciando l’identificazione di 35 siti per nuovi data center in Francia e un investimento di 20 miliardi di euro da parte del fondo canadese Brookfield per un data center a Cambrai. Ha inoltre invitato il pubblico a testare Le Chat, sviluppato dalla startup francese Mistral. L’intervista anticipava il Summit internazionale sull’intelligenza artificiale, previsto a Parigi il 10 e 11 febbraio, con la partecipazione di leader internazionali e di Sam Altman, fondatore di OpenAI. Al termine dell’evento verrà pubblicata una dichiarazione congiunta sui principi di rispetto dei diritti, dell’ambiente e della proprietà intellettuale. Macron ha ribadito la sua visione di una Francia all’avanguardia nell’innovazione tecnologica, annunciando l’obiettivo di formare 100mila esperti nel settore nei prossimi anni. In un video promozionale, ha ricordato che l’intelligenza artificiale non serve solo per generare immagini, ma ha applicazioni concrete in ambiti come la medicina e l’automazione del lavoro.
——————–
Questa settimana brevi molto corpose. Vediamole 👇
🇱🇧 Nawaf Salam, primo ministro del Libano da meno di un mese, ha nominato un nuovo governo dopo oltre due anni di esecutivo provvisorio. La crisi economica e politica del paese aveva reso difficile la formazione di un governo a causa del sistema politico che bilancia le diverse etnie e religioni. Il nuovo esecutivo è composto da 24 ministri, equamente divisi tra cristiani e musulmani. La nomina di Salam e la formazione del governo segnano un indebolimento dell’influenza di Hezbollah, sostenitore dell’ex primo ministro Najib Mikati, a causa della guerra con Israele e del declino del regime siriano di Bashar al Assad. Salam, 71 anni, è un diplomatico ed ex presidente della Corte internazionale di giustizia.
🇪🇨 Al primo turno delle elezioni presidenziali in Ecuador nessun candidato ha superato il 50% dei voti, quindi si andrà al ballottaggio il 13 aprile. I due sfidanti saranno il presidente uscente Daniel Noboa, di centrodestra, e Luisa González, di sinistra, con risultati molto vicini: 44,3% per Noboa e 43,8% per González. Noboa, eletto nel 2023 in un’elezione straordinaria dopo le dimissioni di Guillermo Lasso, ha governato per due anni affrontando gravi crisi di sicurezza e una crisi energetica. González, già sconfitta da Noboa nel 2023, propone una linea dura contro la criminalità simile a quella del presidente uscente. In politica estera, Noboa cerca un’alleanza con Trump, mentre González ha legami con i leader sudamericani di sinistra.
🇱🇾 La Corte penale internazionale ha avviato un’indagine sul governo italiano per la mancata esecuzione del mandato d’arresto contro Njeem Osama Almasri, capo della polizia giudiziaria libica, arrestato a Torino il 19 gennaio e rapidamente rilasciato. L’Italia, pur essendo membro della Corte, ha scelto di non cooperare, decisione che ha suscitato critiche e portato all’apertura di una procedura per «mancato rispetto» dello statuto. Almasri è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità, tra cui omicidio, tortura e stupri nella prigione libica di Mitiga. Il governo italiano ha fornito spiegazioni contraddittorie sul rilascio, mentre la Corte esamina il caso per valutare eventuali responsabilità politiche o istituzionali.
🇮🇹 Dopo oltre un anno di stallo, il parlamento ha eletto i quattro giudici mancanti della Corte costituzionale, necessitando una maggioranza di tre quinti. I nuovi giudici sono Francesco Saverio Marini, Massimo Luciani, Maria Alessandra Sandulli e Roberto Cassinelli. La nomina era attesa dal novembre 2023, con il mandato scaduto di Silvana Sciarra, seguito a dicembre da quelli di Barbera, Prosperetti e Modugno. L’accordo tra partiti è stato ostacolato da divergenze interne e interruzioni dei lavori parlamentari. La Corte ha operato con 11 giudici, il minimo legale, rischiando difficoltà operative. Il presidente Mattarella ha sollecitato più volte l’elezione per garantire il corretto funzionamento dell’istituzione.
🇬🇧 A Londra è iniziato un processo che vede contrapposti la multinazionale petrolifera Shell e due comunità Ogoni del delta del Niger, in Nigeria. Circa 50mila persone accusano Shell di aver causato un grave inquinamento tra il 1989 e il 2020. La regione, tra le più inquinate al mondo, ha subito danni ambientali significativi, con perdite di petrolio che hanno contaminato acqua e aria, rendendo impossibili agricoltura e pesca. Un rapporto ONU del 2011 ha evidenziato livelli pericolosi di sostanze tossiche. Shell ha già patteggiato in passato e ha partecipato a progetti di bonifica, ma le comunità sostengono che gli interventi siano stati insufficienti. L’azienda attribuisce parte delle perdite a furti e sabotaggi. A fine 2024 Shell ha venduto le sue attività sulla terraferma nigeriana, concentrandosi sui pozzi offshore.
🚄 Ferrovie dello Stato ha lanciato una campagna informativa nelle stazioni e online per avvisare i viaggiatori sui disagi dovuti ai cantieri di manutenzione straordinaria nei prossimi mesi. La decisione arriva dopo le critiche ricevute la scorsa estate per la scarsa comunicazione sui lavori in corso. RFI, la società del gruppo che gestisce l’infrastruttura ferroviaria, ha aperto quasi 4.000 cantieri, finanziati in parte con i fondi del PNRR, e ha speso finora 12 dei 25 miliardi assegnati. Sono previsti investimenti per 100 miliardi entro il 2030, con molti nuovi lavori in programma. La campagna include un sito web con dettagli su ogni cantiere e pannelli informativi con QR code nelle stazioni. Nonostante i disagi previsti, l’azienda assicura che non saranno eccessivi e dureranno al massimo poche settimane.
🇩🇪 Giovedì a Monaco di Baviera, un’auto ha investito 30 persone durante una manifestazione sindacale, ferendone almeno 8 in modo grave. L’autista, un cittadino afghano di 24 anni, Farhad N., è stato arrestato. Inizialmente si era parlato di precedenti penali ed espulsione, ma le autorità hanno poi smentito: l’uomo aveva un permesso di soggiorno regolare e lavorava come guardia di sicurezza. Non è chiaro se si sia trattato di un attentato; la polizia e l’unità antiterrorismo stanno indagando. Non risultano collegamenti con la conferenza sulla Sicurezza di Monaco.
🇮🇹 Tre anziani sono morti e oltre cento ospiti di quattro Rsa in provincia di Firenze hanno riportato sintomi di gastroenterite dopo una sospetta intossicazione alimentare. Le strutture coinvolte, di proprietà della società Sereni Orizzonti, si rifornivano dallo stesso centro di cottura, il cui servizio è stato sospeso. L’USL Toscana centro ha avviato un’indagine epidemiologica e sta analizzando campioni di cibo servito domenica sera. Anche la procura di Firenze ha disposto accertamenti. Sereni Orizzonti ha dichiarato che le procedure sono state rispettate e che le analisi precedenti non avevano evidenziato irregolarità. In passato, la società era già stata oggetto di indagini e proteste legate alla gestione delle sue strutture.
🇦🇱 La cooperativa Medihospes, che gestisce i centri per migranti in Albania per conto del governo italiano, ha licenziato quasi tutto il personale assunto per le due strutture, con effetto dal 15 febbraio. I centri di Shengjin e Gjader, attivati nell’ottobre 2024, sono rimasti quasi inutilizzati perché i giudici non hanno convalidato il trattenimento dei migranti inviati dall’Italia, ritenendolo contrario alle norme europee. Medihospes ha attribuito la sospensione del servizio a queste difficoltà legali. Il governo italiano sta valutando di modificare gli accordi per destinare i centri ad altre funzioni, come strutture di permanenza per migranti già respinti. Una sentenza della Corte di Giustizia dell’UE attesa per il 25 febbraio potrebbe chiarire le regole sui “paesi di origine sicuri”.
🏈 I Philadelphia Eagles hanno vinto il Super Bowl LIX battendo i Kansas City Chiefs 40-22 al Caesars Superdome di New Orleans. La vittoria è stata netta, con gli Eagles che hanno dominato fin dall’inizio, chiudendo il primo tempo sul 24-0 grazie a una difesa solida e a tre touchdown. Patrick Mahomes, quarterback dei Chiefs, è stato messo in difficoltà per tutta la partita, subendo sei placcaggi prima di poter lanciare. Nel secondo tempo, Philadelphia ha aumentato il vantaggio fino a 34-0, mentre Kansas City ha segnato solo nel terzo quarto. Gli Eagles hanno controllato il finale e festeggiato il loro secondo titolo Super Bowl, con Jalen Hurts premiato miglior giocatore della finale.
Alla prossima 👋



Commento all'articolo
Devi essere connesso per inviare un commento.