Le ultime da Gaza tra attacchi e indagini, i provvedimenti di Trump, la situazione critica in Kenya

Luglio inizia e il caldo non accenna a lasciarci respirare. Anzi.

Ma per fortuna a farci prendere una boccata d’aria ci pensano le notizie di questa settimana (no, non ci credo neanch’io). Ad ogni modo, quest’oggi abbiamo notizie da Gaza da tenere d’occhio e – soprattutto – dagli USA, a 360°. Poi facciamo un salto in Kenya e a controllare la situazione tra Congo e Ruanda.

Ce n’è per tutti. Cominciamo subito 👇

🇮🇱 LE ULTIME DA GAZA: INCHIESTA SULLE STRAGI CIVILI INTORNO I GHF, NUOVA EVACUAZIONE, L’ATTACCO AL BAR DEI GIORNALISTI

1) Partiamo come detto da Gaza. Un’inchiesta del quotidiano israeliano Haaretz ha rivelato che le stragi di civili palestinesi avvenute nelle ultime settimane nei pressi dei centri di distribuzione alimentare nella Striscia di Gaza sarebbero state causate da ordini diretti impartiti da comandanti israeliani ai loro soldati. Secondo testimonianze anonime di militari, gli spari, finalizzati a disperdere la folla, hanno causato decine di morti. Gli episodi si sono verificati intorno ai centri della Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), ente controllato da Israele e attivo da maggio con quattro strutture aperte solo un’ora al giorno. La scarsità di cibo ha generato enormi assembramenti di civili in cerca di aiuti. I soldati, armati con mitragliatrici, lanciagranate e mortai, avrebbero aperto il fuoco sia prima che dopo l’orario di apertura dei centri. Le aree attorno ai punti di distribuzione sono state definite “zone della morte”, dove venivano uccise ogni giorno da una a cinque persone. Nessun civile, secondo le testimonianze, avrebbe mai risposto al fuoco. Il comportamento dei soldati è stato descritto come normalizzato e accettato senza contestazioni. Alcuni avrebbero persino paragonato l’approccio a un gioco per bambini, in riferimento al fatto che chiunque si muovesse potesse essere colpito. Dal 30 maggio, secondo il ministero della Salute di Gaza, almeno 549 persone sono state uccise e oltre 4.000 ferite vicino ai centri della Ghf o a camion dell’ONU. Alcune fonti militari affermano che anche milizie palestinesi finanziate da Israele avrebbero partecipato agli spari. Nonostante le regole prevedano che i soldati restino a centinaia di metri di distanza dai centri, spesso sono stati visti agire con cecchini, carri armati e mortai nei pressi delle strutture. Un generale israeliano avrebbe ordinato di sparare in mezzo a un incrocio affollato, uccidendo otto civili. L’esercito ha aperto un’indagine interna, ma non ha adottato provvedimenti disciplinari. Secondo le fonti di Haaretz, i civili uccisi non rappresentavano una minaccia, e il ricorso alla forza letale è stato descritto come privo di senso e ormai sistematico.

Intanto, domenica l’esercito israeliano ha emesso il più esteso ordine di evacuazione dall’inizio della guerra, riguardante quasi tutta la città di Gaza e Jabalia, nel nord della Striscia. Il giorno seguente, Israele ha lanciato intensi bombardamenti su diverse zone, colpendo quartieri residenziali e il campo profughi di al Shati. Secondo fonti giornalistiche, è stata colpita anche una scuola nel quartiere di Zeitoun, causando almeno 10 morti. Complessivamente, secondo le autorità sanitarie palestinesi, i morti sarebbero almeno 60, inclusi 22 lungo il lungomare e 13 a sud-ovest della città. Dopo un periodo di relativa calma seguito al cessate il fuoco di gennaio, interrotto a marzo, molti civili erano tornati in città e ora cercano nuovamente di fuggire. Israele ha ordinato agli sfollati di dirigersi a sud, verso il campo già sovrappopolato di al Mawasi, confermando la strategia di svuotamento forzato dell’area. Attualmente, oltre l’80% della Striscia è soggetto a ordini di evacuazione, secondo l’ONU. Anche aree designate come sicure, come i dintorni di al Mawasi, sono state colpite da bombardamenti.

Il fatto più eclatante della settimana è avvenuto lunedì, quando l’esercito israeliano ha colpito con un missile un bar sul lungomare della città di Gaza, noto come punto d’incontro e Internet point per giornalisti palestinesi, attivisti e cittadini. L’attacco ha causato la morte di 39 persone e oltre 50 feriti, alcuni in gravi condizioni. Tra le vittime figura il fotogiornalista palestinese Ismail Abu Hatab, i cui lavori erano stati recentemente esposti a Los Angeles. Testimoni riferiscono che nel bar erano presenti decine di persone, inclusi bambini che festeggiavano un compleanno. L’edificio è stato completamente distrutto e l’attacco, secondo Al Jazeera, sarebbe avvenuto senza preavviso; al momento, l’esercito israeliano non ha rilasciato dichiarazioni. Il bombardamento è avvenuto il giorno dopo un ordine di evacuazione per quasi tutta Gaza e Jabalia, il più ampio da marzo. Secondo l’ONU, oltre l’80% della Striscia è soggetto a ordini di evacuazione.

🇺🇸 USA: SETTIMANA DENSA DI PROVVEDIMENTI PER DONALD TRUMP. DALLA “ONE BIG BEAUTIFUL BILL” AGLI ACCORDI SUI DAZI

2) Il Congresso degli Stati Uniti sta esaminando una proposta di legge voluta da Donald Trump, denominata “One Big Beautiful Bill”, che prevede principalmente tagli fiscali. Approvata con un solo voto di scarto sia alla Camera che al Senato, la legge è tornata alla Camera per l’approvazione finale. Nonostante la maggioranza Repubblicana, alcuni deputati del partito hanno espresso forti riserve, temendo un aumento del debito federale di oltre 3.300 miliardi di dollari in dieci anni. La legge stabilizza i tagli fiscali per i redditi alti, elimina le tasse di successione fino a 30 milioni di dollari e innalza il tetto di detrazione delle tasse statali da 10mila a 40mila dollari. Viene anche eliminata la tassazione sulle mance. Per compensare queste misure, la legge prevede tagli significativi alla spesa sociale, in particolare a Medicaid e ai programmi alimentari per le fasce deboli. Gli adulti senza figli o disabilità dovranno lavorare almeno 80 ore al mese per accedere all’assistenza sanitaria, mentre milioni di bambini rischiano di perdere l’accesso alla mensa scolastica gratuita. Gli incentivi alle energie rinnovabili vengono progressivamente ridotti, con penalizzazioni per gli impianti costruiti dopo il 2025. Sono pochi gli investimenti previsti, tra cui 50 milioni per cliniche rurali e finanziamenti a esercito e sicurezza. È previsto un “Conto Trump” da 1.000 dollari per ogni bambino nato tra il 2025 e il 2029. Il costo complessivo della legge supera le precedenti riforme fiscali di Trump e Biden. La legge ha portato Moody’s ad abbassare il rating del debito statunitense, riflettendo l’aggravarsi della situazione finanziaria pubblica.

La settimana ha visto il presidente Trump procedere con vari provvedimenti, cominciando dall’annuncio della sospensione delle trattative sui dazi con il Canada, in risposta a una tassa canadese sui servizi digitali attiva dal 2024. La tassa colpisce profitti da pubblicità e vendita dati, e i primi pagamenti sono stati previsti da lunedì. L’annuncio è stato fatto su Truth, il social di Trump, e potrebbe essere revocato. Il Canada è tra i paesi più colpiti dai dazi statunitensi, che potrebbero danneggiare le sue aziende e aumentare i costi per i consumatori USA. Restando in tema di dazi, c’è stato anche un accordo con il Vietnam, che dovrebbero entrare in vigore il 9 luglio. L’intesa, confermata anche dal governo vietnamita, prevede un dazio del 20% sulle merci vietnamite esportate negli USA, che salirà al 40% per quelle sospettate di provenire da altri paesi asiatici. Inizialmente, i dazi annunciati erano del 46%, più un 10% di base. Il Vietnam ha inoltre accettato di eliminare tutte le restrizioni sulle importazioni dagli Stati Uniti. Dopo aver sospeso i dazi ad aprile, l’amministrazione Trump aveva promesso 90 accordi commerciali in 90 giorni con altrettanti paesi, ma finora ne sono stati conclusi solo due: uno con il Regno Unito, di natura più politica che commerciale, e un’intesa provvisoria con la Cina. Sempre in tema di sanzioni, Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende gran parte delle sanzioni statunitensi contro la Siria, inclusa quella alla banca centrale, per favorire la ripresa economica del Paese. Le sanzioni resteranno attive contro Assad, i suoi collaboratori e gruppi legati a crimini e terrorismo. L’economia siriana, già devastata da decenni di regime e guerra civile, è tra le più fragili al mondo. Già a inizio anno, Stati Uniti, UE, Regno Unito e Canada avevano iniziato a sospendere varie sanzioni. A maggio Trump ha confermato l’intenzione di allinearsi all’UE dopo un incontro a Riad col presidente siriano Ahmed al Sharaa. Infine in ambito militare, c’è stata la sospensione dell’invio di alcune armi e munizioni all’Ucraina, temendo un indebolimento delle scorte statunitensi. La misura, che riguarda tra l’altro munizioni di precisione e missili Patriot previsti per il prossimo anno, potrebbe compromettere le capacità difensive ucraine proprio mentre la Russia intensifica i suoi attacchi. La decisione sarebbe stata influenzata da Elbridge Colby, funzionario del Pentagono, che teme ripercussioni strategiche per gli Stati Uniti, in particolare nei confronti della Cina. La Casa Bianca ha giustificato la scelta come una questione di sicurezza nazionale, ricevendo consensi all’interno dell’amministrazione ma critiche da parte di alcuni parlamentari Democratici. Dal 2022 gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina oltre 100 miliardi di dollari in aiuti militari. Nonostante la sospensione, Trump si era mostrato disponibile a continuare le forniture, durante un recente incontro con il presidente ucraino Zelensky all’Aia.

Ne approfittiamo per le ultime proprio dalla guerra in Ucraina. Nella notte tra sabato e domenica, la Russia ha lanciato circa 477 droni e 60 missili contro diverse regioni ucraine, causando tre feriti e danni a edifici e abitazioni. Le difese ucraine hanno intercettato 211 droni e 38 missili. Un F-16 ucraino, fornito dai paesi occidentali, è stato abbattuto durante l’attacco. Il pilota è morto tentando di evitare l’impatto in una zona abitata. Si tratta del terzo F-16 ucraino distrutto, ciascuno del valore di alcuni milioni di euro.

🇰🇪 KENYA, PROSEGUONO LE PROTESTE VIOLENTE CONTRO IL PRESIDENTE WILLIAM RUTO: IL PUNTO

3) In Kenya sono in corso da giorni intense proteste antigovernative che coinvolgono diverse città del paese. Nonostante il tentativo del governo di oscurarne la copertura mediatica, le manifestazioni continuano e hanno portato a scontri con la polizia, con almeno sedici morti tra i manifestanti. Il malcontento è rivolto principalmente al presidente William Ruto, in carica dal 2022, accusato di autoritarismo e di cattiva gestione economica. Eletto tra contestazioni per presunti brogli, Ruto aveva promesso di risanare l’economia, ridurre il debito pubblico e migliorare le condizioni dei più poveri. Tuttavia, le misure adottate, come l’aumento delle tasse e l’abolizione dei sussidi sul carburante, hanno causato una forte reazione popolare. Le proteste del 2023 e 2024 sono state tra le più partecipate e violente: secondo la Commissione nazionale per i diritti umani, nel 2023 ci furono 60 morti e 80 rapimenti da parte delle forze di sicurezza. Sebbene Ruto fosse stato costretto a ritirare alcune misure fiscali, la repressione violenta ha alimentato ulteriore malcontento. A infiammare la situazione, nei giorni scorsi si è aggiunta la morte del blogger politico Albert Ojwang, arrestato per diffamazione e trovato ucciso in una stazione di polizia, episodio per cui sono state accusate le forze dell’ordine. Recentemente, Ruto ha reintrodotto tasse su beni essenziali come il pane, riaccendendo le proteste. Il presidente ha definito i manifestanti “tribalisti senza un piano”, dichiarazioni che l’opposizione interpreta come segnali della volontà di Ruto di mantenere il potere anche oltre il mandato, che scade nel 2027.

🇷🇼 ACCORDO (APPARENTE) TRA RUANDA E REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO. MA L’M23…

4) Venerdì è stato firmato a Washington un accordo di pace tra la Repubblica Democratica del Congo e il Ruanda, mediato da Stati Uniti e Qatar. Alla firma erano presenti i ministri degli Esteri dei due paesi e il segretario di Stato americano Marco Rubio. L’accordo, di cui non è stato diffuso il testo integrale, prevede impegni generici come il rispetto della reciproca integrità territoriale, la fine delle ostilità e il disarmo dei gruppi paramilitari. Tuttavia, permangono numerose incertezze. Innanzitutto, ufficialmente i due Stati non sono in guerra, ma il Ruanda è accusato di sostenere il gruppo armato M23, che dal gennaio controlla diverse aree nell’est del Congo. Il presidente ruandese Kagame nega ogni coinvolgimento diretto o indiretto. Inoltre, l’M23 non ha partecipato ai negoziati e ha dichiarato di non riconoscere accordi presi senza il suo consenso. L’effettiva applicazione del disarmo e dell’integrazione dei miliziani nell’esercito regolare appare dunque improbabile. Il presidente Donald Trump ha lodato l’intesa, definendola «meravigliosa» e rivendicandone il merito, pur lamentando la mancata considerazione da parte del comitato per il Nobel. Parallelamente, gli Stati Uniti stanno negoziando con il Congo per garantirsi l’accesso alle sue risorse minerarie, concentrate proprio nelle zone occupate dall’M23. Il Ruanda è accusato di sfruttare illegalmente tali risorse grazie ai legami con il gruppo armato. L’accordo appare quindi fragile, con molti nodi ancora da sciogliere.

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Brevi da tutto il mondo, eccoci 👇

🇮🇷 Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha firmato una legge che sospende temporaneamente la collaborazione dell’Iran con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), già approvata dal parlamento e dal Consiglio dei guardiani. L’AIEA era incaricata di monitorare regolarmente il programma nucleare iraniano, ma dopo gli attacchi israeliani e statunitensi di giugno le ispezioni sono state interrotte. La legge non prevede un’interruzione definitiva dei rapporti, ma una sospensione fino al raggiungimento di condizioni specifiche, come la tutela del programma nucleare del paese. L’Iran, per porre fine ai controlli dell’AIEA, dovrebbe ritirarsi dal Trattato di non-proliferazione nucleare, ipotesi al momento esclusa. L’applicazione della legge sarà affidata al ministero degli Esteri e al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, presieduto dallo stesso Pezeshkian. L’AIEA non ha ancora commentato ufficialmente la decisione.

🇪🇦 Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez è al centro della sua più grave crisi politica da quando è in carica, a causa di uno scandalo di corruzione che coinvolge tre membri del Partito Socialista (PSOE) a lui vicini, tra cui Santos Cerdán, ora in custodia cautelare. Sánchez, non indagato, ha escluso le dimissioni, definendole “tremendamente irresponsabili”, temendo un rafforzamento della destra alle prossime elezioni del 2027. Il sistema di corruzione riguardava appalti pubblici e coinvolgeva anche l’ex ministro José Luis Ábalos e il suo collaboratore Koldo García. Nonostante le pubbliche scuse del governo e l’avvio di un’indagine interna, le pressioni per le dimissioni aumentano, anche da parte di alleati e membri del PSOE. Le difficoltà per Sánchez erano iniziate già nel 2024, con indagini su alcuni suoi familiari. Il partito di centrodestra Partito Popolare, già in crescita nei sondaggi, ha visto aumentare ulteriormente il consenso. Alcuni, come lo scrittore Javier Cercas, hanno paragonato la situazione a quella del portoghese António Costa, che si dimise nel 2023 per un caso simile. Tuttavia, i sostenitori di Sánchez citano proprio Costa come esempio dei rischi politici di dimissioni affrettate.

🇫🇷 Dal 29 giugno in Francia è entrato in vigore un divieto di fumo all’aperto in presenza di bambini, esteso a spiagge, parchi, giardini pubblici e a meno di dieci metri da scuole, impianti sportivi, biblioteche e fermate dell’autobus. L’obiettivo è ridurre il fumo passivo e incoraggiare a smettere di fumare. Sebbene inizialmente fossero previste multe fino a 750 euro, per ora non ci saranno sanzioni ma solo richiami. Il divieto non include sigarette elettroniche e dehors, scelta criticata da alcune associazioni. Provvedimenti simili esistono già in altri paesi europei. In Francia negli ultimi anni il numero di fumatori è calato, con meno del 25% tra i 18 e i 75 anni che fuma, e oltre il 60% della popolazione favorevole a ulteriori restrizioni.

🇹🇭 La Corte Costituzionale della Thailandia ha sospeso la prima ministra Paetongtarn Shinawatra per una telefonata ritenuta inappropriata con l’ex premier cambogiano Hun Sen, in cui usava toni molto deferenti su una disputa territoriale tra Thailandia e Cambogia. La premier ha 15 giorni per difendersi, mentre le sue funzioni sono passate al vice Suriya Juangroongruangkit. La telefonata ha scatenato una crisi politica: 36 senatori l’hanno accusata di violazioni etiche e il partito Bhumjaithai ha lasciato la coalizione. La tensione nasce da scontri recenti nella zona contesa del “Triangolo di Smeraldo”, dove è morto un soldato cambogiano. L’audio della chiamata mostra Paetongtarn chiamare Hun Sen «zio» e criticare un comandante militare thailandese. La sua giustificazione, che si trattava di una “tecnica di negoziazione”, non ha convinto l’opinione pubblica. La crisi si inserisce in un contesto politico instabile e coinvolge direttamente la potente dinastia Shinawatra: Paetongtarn è la terza della famiglia a guidare il governo, mentre il padre Thaksin è sotto processo per aver insultato la monarchia.

✈️ Sabato 28 giugno, un’anomalia nella trasmissione dei dati radar al Centro di controllo d’area di Milano Linate ha causato il blocco totale dei voli nel nord-ovest d’Italia, con circa 300 voli cancellati, dirottati o in ritardo e disagi anche nella giornata successiva. Secondo ENAV, il problema è legato alla connettività fornita da un operatore esterno, identificato in Tim, che però ha negato responsabilità e anomalie nella propria rete. In assenza di dati radar affidabili, è stato attivato un sistema satellitare e disposto il “rateo zero”, cioè la sospensione di tutti i voli per motivi di sicurezza. La situazione è tornata alla normalità intorno alle 22:30. ENAC ha annunciato l’apertura di una commissione d’indagine e la redazione di un report per chiarire le responsabilità, che potrebbero ricadere su ENAV o su Tim.

🇬🇷 Dal pomeriggio di ieri vasti incendi hanno colpito l’isola di Creta, in particolare l’area di Lasithi, costringendo all’evacuazione circa 5.000 persone, perlopiù turisti stranieri. Le località coinvolte includono Agia Fotia, Galini e Ierapetra, dove centinaia di turisti hanno trascorso la notte in un campo sportivo. Le forti raffiche di vento stanno complicando le operazioni di spegnimento e alimentando nuovi focolai. Le fiamme hanno danneggiato aree agricole, boschive, abitazioni e serre, ma il numero preciso delle proprietà colpite non è ancora noto. Alcuni residenti con lievi problemi respiratori sono stati assistiti nei centri sanitari. Sono attivi 230 vigili del fuoco con 46 mezzi e 10 elicotteri, anche provenienti da Attica. Le autorità locali si dicono ottimiste sul miglioramento della situazione.

🎤 La giuria di un tribunale di New York ha dichiarato Sean “Diddy” Combs colpevole di due capi d’accusa per trasporto finalizzato alla prostituzione, legati all’organizzazione di orge in hotel in diversi Paesi. È stato invece assolto da tre accuse più gravi, tra cui tratta di esseri umani e associazione a delinquere per sfruttamento sessuale. Rischia fino a venti anni di carcere, pena che sarà decisa in una prossima udienza. In carcere dal settembre scorso, a Combs è stata negata la libertà su cauzione. Le denunce sono partite da Casandra Ventura e un’altra donna anonima, che lo hanno accusato di violenze, minacce e costrizione sessuale. Ventura ha fornito un video del 2016 in cui Combs la aggredisce fisicamente. Secondo l’accusa, per oltre vent’anni Combs avrebbe diretto un’organizzazione criminale composta da collaboratori coinvolti in vari reati, tra cui droga, sequestro, e manipolazione di testimoni.

🗻 Il Dalai Lama, massima autorità del buddismo tibetano, ha annunciato che ci sarà un suo successore scelto secondo i metodi tradizionali, ma tra i tibetani in esilio e non in Cina. Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama, compirà 90 anni e vive in esilio in India dal 1959. La sua decisione è stata comunicata durante una riunione con i principali monaci tibetani. Il successore sarà scelto dopo la sua morte, escludendo quindi qualsiasi nomina anticipata. La Cina, che controlla il Tibet dal 1951, cerca da decenni di interferire nella nomina delle autorità religiose tibetane, come già avvenuto con il Panchen Lama. Il bambino riconosciuto nel 1995 dal Dalai Lama fu arrestato e sostituito da un candidato scelto da Pechino. Il nuovo Dalai Lama potrebbe quindi essere conteso tra la nomina del Ganden Phodrang, organo voluto da Tenzin Gyatso, e quella promossa dalla Cina.

⚽ Diogo Jota, calciatore portoghese di 28 anni in forza al Liverpool, è morto in un incidente stradale avvenuto nella provincia di Zamora, in Spagna, insieme al fratello André, di 26 anni. Secondo la Guardia Civil, l’auto è uscita di strada durante un sorpasso a causa dello scoppio di una gomma e ha preso fuoco. Jota, il cui nome completo era Diogo José Teixeira da Silva, era attaccante del Liverpool dal 2020 e aveva giocato anche per Paços Ferreira, Atlético Madrid, Porto e Wolverhampton. Con il Portogallo aveva totalizzato 49 presenze e 14 gol, vincendo due volte la Nations League. Era noto per la sua versatilità, rapidità e capacità di essere decisivo anche da subentrato, spesso impiegato come falso nove. Aveva appena vinto la Premier League e in passato aveva conquistato altre quattro coppe nazionali. La stagione 2021-2022 fu la sua migliore, con 21 gol complessivi. Davanti allo stadio Anfield, molti tifosi si sono radunati per omaggiarlo. La federazione portoghese lo ha ricordato come un grande giocatore e una persona straordinaria, chiedendo all’UEFA un minuto di silenzio prima della prossima partita degli Europei femminili tra Portogallo e Spagna. Numerosi messaggi di cordoglio sono stati pubblicati da compagni ed ex compagni sui social.

🏀 La Nazionale italiana femminile di basket ha conquistato la medaglia di bronzo agli Europei battendo la Francia 69-54, ottenendo così il miglior risultato degli ultimi 30 anni. In precedenza aveva sfiorato la finale, perdendo di soli due punti contro il Belgio, poi vincitore del torneo. Nella fase a gironi, giocata a Bologna, l’Italia aveva superato Serbia, Slovenia e Lituania, per poi eliminare la Turchia ai quarti dopo un tempo supplementare. La fase finale si è svolta al Pireo, vicino ad Atene. Sotto la guida del coach Andrea Capobianco, la squadra è cresciuta molto, valorizzando il talento di Cecilia Zandalasini (20 punti nella finale) e altre giocatrici emergenti come Jasmine Keys e Costanza Verona, che ha sostituito l’infortunata Matilde Villa.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo