Nuove “invasioni” della Russia in Europa, l’esercito israeliano entra via terra a Gaza City, arrestato l’assassino di Charlie Kirk

Ci lasciamo alle spalle un’estate intensa e piena di novità.

Questa settimana non sono mancati spunti di interesse da parte dei soliti – principali – punti di snodo dell’attualità, ovvero Russia (e Ucraina), Israele (e Hamas) e Stati Uniti d’America (in più di una questione). Le analizziamo tutte come di consueto, nel dettaglio e cercando di fare quanto più ordine possibile.

Pronti? Partiamo subito 👇

🇷🇺 EUROPA: LA RUSSIA VIOLA PER ALTRE 2 VOLTE I CIELI DELL’EUROPA DELL’EST. SI VALUTANO NUOVE SANZIONI

1) Cominciamo dall’Europa e dalla situazione tra Russia e Ucraina. La NATO ha annunciato la missione “Sentinella dell’Est” per rafforzare le difese aeree nei paesi dell’Europa orientale, dopo l’incursione di circa venti droni russi nello spazio aereo polacco, abbattuti mercoledì scorso. La decisione è arrivata a seguito della richiesta della Polonia e delle consultazioni previste dall’articolo 4 del trattato. Alla missione partecipano inizialmente Danimarca, Francia e Germania, che invieranno in totale nove caccia e, da parte danese, anche una fregata con sistemi di contraerea. Il Regno Unito si unirà presto, mentre l’Italia sta valutando la partecipazione. L’obiettivo, ha spiegato il segretario generale Mark Rutte, è espandere la missione anche verso l’Artico e il mar Nero, con un’attenzione particolare ai droni, largamente usati dalla Russia in Ucraina e contro la Polonia. Le violazioni russe hanno generato tensioni diplomatiche: Donald Trump aveva ipotizzato un errore, ma il premier polacco Donald Tusk ha respinto questa interpretazione. Rutte ha ribadito che lo spazio aereo dell’alleanza è stato violato. Al Consiglio di sicurezza ONU, l’ambasciatrice statunitense Dorothy Shea ha garantito la difesa di “ogni palmo del territorio NATO”. Gli Stati Uniti, con altri 42 paesi, hanno firmato una dichiarazione che chiede alla Russia di fermare la guerra contro l’Ucraina. La missione punta a rafforzare la preparazione europea contro incursioni, intimidazioni e sabotaggi russi.

La questione però si è ripetuta, più volte. Sabato scorso un drone russo ha violato lo spazio aereo della Romania durante un bombardamento sull’Ucraina occidentale, uscendo poi dal Paese prima di essere abbattuto. L’incidente è avvenuto nella contea di Tulcea, dove era stata diffusa un’allerta, e la Romania ha fatto decollare due caccia F-16 seguiti da due Eurofighter tedeschi. Il ministro della Difesa romeno ha dichiarato che il drone volava molto basso, non costituiva un pericolo e ha lasciato i radar vicino a Chilia Veche, tornando verso l’Ucraina. Secondo Volodymyr Zelensky, il velivolo è entrato per 10 chilometri in territorio romeno ed è rimasto nello spazio aereo NATO per circa 50 minuti, sottolineando che non si è trattato di un errore e chiedendo nuove sanzioni alla Russia. Nella stessa giornata la Russia ha condotto attacchi con droni su tutto il territorio ucraino, spingendo la Polonia a far alzare i propri caccia come misura preventiva.

I rapporti di forza sul fronte ucraino restano bloccati: Vladimir Putin afferma di avere «oltre 700mila uomini schierati» e sottolinea la disponibilità a compromessi solo a patto che siano tutelati gli interessi russi. Volodymyr Zelensky ha visitato a sorpresa le truppe nel Donetsk, rivendicando una «operazione di controffensiva» nei settori di Dobropillia e Pokrovsk, dove i russi non sono riusciti a sfondare le linee. La fase autunnale complica le manovre terrestri per piogge, fango e neve, rendendo più difficili gli spostamenti da ottobre in poi. Secondo Zelensky, l’Ucraina sta difendendo il proprio territorio e sta vanificando i piani russi di distruzione dello Stato. L’attenzione internazionale si proietta sul 2026: Occidente e Russia — quest’ultima sostenuta da Cina, Iran, Corea del Nord e in parte India — sono in una gara contro il tempo. L’economia russa rallenta; Mosca giustifica il calo come misura per contenere l’inflazione e ipotizza anche una «tassa sul lusso» per aumentare le entrate. Donald Trump, da Londra, rilancia l’idea di tagliare gli introiti energetici di Mosca imponendo il blocco degli acquisti di petrolio russo da parte degli alleati europei.
A Bruxelles è convocato un Coreper straordinario sulle sanzioni: è in arrivo il 19° pacchetto e si valuta di inserire nella black list più società di Paesi terzi che agevolano l’elusione delle misure. Sui combustibili, oltre al petrolio resta aperta la questione del gas e del GNL: la Commissione propone di porre fine ai contratti a lungo termine entro il 1° gennaio 2028, con possibili anticipazioni tramite emendamenti. Ci sono inoltre pressioni per utilizzare o confiscare i circa 200 miliardi di beni russi congelati presso Euroclear; finora sono stati impiegati solo i profitti, ma alcuni Stati chiedono di andare oltre. La Bce è scettica sulla confisca per timori di effetti sull’euro; su questa linea si sono posizionate Parigi, Roma e Berlino. Zelensky chiede 60 miliardi per proseguire il conflitto nel prossimo anno; la Commissione studia «metodi creativi» per attingere ai capitali congelati senza compromettere la stabilità monetaria, tema che sarà affrontato anche dai ministri delle Finanze a Copenaghen.

Dicevamo come la questione in Romania non fosse stata l’unica. Infatti ieri tre jet militari russi MiG-31 hanno violato lo spazio aereo estone per dodici minuti, sorvolando l’isola di Vaindloo senza autorizzazione, piano di volo né trasmettitori accesi. Sono stati intercettati da caccia italiani F-35 schierati ad Ämari. Il primo ministro estone Kristen Michal ha annunciato l’intenzione di ricorrere all’articolo 4 del trattato NATO, mentre il governo ha convocato l’incaricato russo a Tallinn. L’Alta rappresentante UE Kaja Kallas ha parlato di «provocazione estremamente pericolosa». Lo stesso giorno, la Polonia ha denunciato la violazione del proprio spazio aereo da parte di due jet russi sopra una piattaforma nel Baltico. Nei giorni precedenti, droni russi avevano già oltrepassato i confini di Polonia e Romania, portando Varsavia e Bucarest a rafforzare le difese e a invocare misure NATO. La Commissione europea, per voce di Ursula von der Leyen, ha promesso una risposta ferma e sollecitato nuove sanzioni contro la Russia.

🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: L’ESERCITO ENTRA NELLA CITTÀ DI GAZA VIA TERRA, CENTINAIA DI MIGLIAIA IN FUGA. INTANTO L’EUROPA…

2) Veniamo alla situazione nella Striscia di Gaza. Lo scorso sabato pomeriggio alle 15:30 le barche italiane della Global Sumud Flotilla sono partite dal porto di Augusta, in Sicilia, per unirsi a un’iniziativa internazionale che mira a portare aiuti umanitari a Gaza. Le imbarcazioni, 18 in totale e lunghe tra i 12 e i 16 metri, rappresentano circa metà della flotta, che arriverà a contare una cinquantina di barche con a bordo circa 600 persone. A bordo viaggiano equipaggi tecnici, attivisti, giornalisti e quattro politici italiani: Benedetta Scuderi (AVS), Arturo Scotto e Annalisa Corrado (PD), e Marco Croatti (M5S). Le partenze erano state ritardate dal maltempo e dai ritardi delle barche provenienti da Barcellona, ora in Tunisia. Nei giorni scorsi due imbarcazioni ancorate in acque tunisine erano state colpite da piccoli droni con ordigni incendiari, senza provocare feriti. La flotta porterà una parte delle quasi 500 tonnellate di cibo raccolte a Genova dall’organizzazione Music for Peace. Tra le barche partite c’è anche la Life Support di Emergency, che offrirà supporto medico e logistico. Il gruppo tenterà di superare il blocco navale israeliano, un obiettivo considerato irrealizzabile e dal significato soprattutto politico.

La notizia più importante della settimana, tuttavia, riguarda la città di Gaza. Nella notte tra lunedì e martedì l’esercito israeliano è entrato via terra nel territorio, accompagnando l’operazione con bombardamenti che hanno causato almeno 35 morti. La conquista era stata decisa dal governo israeliano ad agosto e rappresenta un possibile passo verso il controllo dell’intera Striscia. Gaza, la città più grande e popolosa dell’area, era stata finora evitata per il timore della presenza di ostaggi israeliani, stimati in circa 50. Da agosto le truppe hanno intensificato l’accerchiamento e i bombardamenti, distruggendo quartieri periferici e preparando l’invasione. Il piano prevedeva l’evacuazione di circa un milione di abitanti verso al Mawasi, nel sud, definita “zona sicura” ma più volte bombardata. Finora sono fuggite oltre 350 mila persone, mentre oltre 600 mila restano ancora a Gaza. L’esercito ha comunque deciso di procedere e ha definito la città una «zona di combattimento pericolosa». Migliaia di persone stanno cercando di lasciare l’area, ma molti sfollati non hanno più luoghi sicuri in cui rifugiarsi. All’operazione partecipano due divisioni israeliane, per decine di migliaia di soldati. L’offensiva sarà graduale e mirata a chiudere progressivamente l’accerchiamento, con l’obiettivo dichiarato di eliminare i miliziani di Hamas. Netanyahu ha definito l’operazione un potenziale punto di svolta «decisivo», mentre il capo dell’esercito Eyal Zamir ha parlato di un passo significativo per riportare a casa gli ostaggi e smantellare Hamas, pur essendo stato in passato contrario al piano. Lunedì Netanyahu ha incontrato a Gerusalemme il segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha confermato il sostegno degli Stati Uniti e auspicato una soluzione diplomatica. Intanto, le famiglie degli ostaggi hanno avviato proteste davanti alla residenza del premier, chiedendo negoziati con Hamas per la liberazione dei prigionieri e temendo che l’offensiva ne metta a rischio la vita. Secondo le stime israeliane ne rimarrebbero circa 50, di cui 20 in vita.

Intanto, i bombardamenti proseguono e hanno interrotto le comunicazioni Internet. Un drone ha colpito l’ospedale pediatrico Rantisi, costringendo metà degli 80 pazienti a trasferirsi, mentre i più gravi sono rimasti insieme al personale sanitario. L’esercito ha anche annunciato l’apertura temporanea di un corridoio sulla strada Salah al Din, percorribile fino a venerdì, ma il tragitto a piedi richiede circa sette ore e Human Rights Watch ne ha messo in dubbio la sicurezza. Numerose testimonianze raccontano le difficoltà della popolazione. Alaa, intervistata dalla BBC, ha detto di sentirsi umiliata e disperata dopo vari spostamenti forzati; Montaser Bahja, ex insegnante, ha raccontato al New York Times che «la morte sarebbe più compassionevole». Umm Muhannad, madre di cinque figli, ha dichiarato a Haaretz di essere fuggita senza nulla e che i bambini dormono all’aperto. Essam Shawa, falegname, ha descritto a BBC un cammino di 12 ore verso Deir al Balah, tra bombardamenti a Tuffah, mentre l’infermiera Hanaa Almadhoun ha riferito di voler restare a Gaza per lavorare, cercando però di mettere in salvo i tre figli pagando fino a 800 euro per un passaggio.

Nel frattempo, la Commissione Europea ha proposto una serie di misure contro Israele, in risposta ai crimini e agli abusi commessi a Gaza, ma la loro approvazione appare difficile a causa dell’opposizione di paesi come Germania e Italia. Le misure includono la sospensione del trattato di associazione del 2000, che azzera i dazi su alcune merci: la reintroduzione comporterebbe circa 227 milioni di euro annui, cifra significativa ma non tale da danneggiare l’economia israeliana. Tuttavia, senza il sostegno di Germania e Italia, due tra gli stati più popolosi dell’Unione, la maggioranza qualificata necessaria in Consiglio sarebbe irraggiungibile. Germania e Italia mantengono posizioni filo-israeliane, seppure con critiche più recenti all’operato di Tel Aviv, mentre Francia e Spagna si sono dette favorevoli. In Germania il governo Merz teme ricadute interne, come già avvenuto dopo la sospensione parziale della vendita di armi. In Italia, Giorgia Meloni ha espresso critiche alle operazioni a Gaza, ma non ha modificato l’approccio di fondo. Un’altra misura riguarda sanzioni individuali contro due ministri israeliani, Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, oltre che contro alcuni gruppi di coloni violenti e contro leader di Hamas. Queste, però, richiedono l’unanimità del Consiglio e l’Ungheria ha già preannunciato il veto. Infine, la Commissione ha proposto la sospensione di un programma di aiuti bilaterali per progetti di ricerca e associazioni israeliane, per un valore di 14 milioni di euro, con l’esclusione di ong e dello Yad Vashem. Questa misura ha maggiori probabilità di essere approvata, ma resta marginale sul piano economico e simbolico.

🇺🇸 USA: IL PRESIDENTE TRUMP FA VISITA AL REGNO UNITO, MENTRE CONTINUA LA LOTTA INTERNA CON I MEDIA

3) Veniamo agli USA. Giovedì il presidente statunitense Donald Trump ha incontrato a Londra il primo ministro britannico Keir Starmer, con cui ha tenuto due conferenze stampa ricche di complimenti e annunciato un nuovo accordo commerciale su tecnologia ed energia nucleare, con grandi investimenti di aziende americane nel Regno Unito. Il giorno precedente, Trump aveva partecipato a una visita di Stato al castello di Windsor, incontrando re Carlo III e la famiglia reale in un evento caratterizzato da grande sfarzo. Starmer, nonostante le differenze politiche, ha costruito negli ultimi mesi un solido rapporto con Trump, già testimoniato dall’accordo di maggio sui dazi, mostrandosi sempre disponibile e attento a coltivare il legame personale. La visita a Windsor, organizzata direttamente da Starmer, ha incluso una parata con 1.300 militari, una processione in carrozza, spettacoli musicali e il sorvolo delle Red Arrows, ridimensionato a causa del maltempo. La sera si è conclusa con una cena di gala con 160 ospiti di spicco, tra cui i vertici di Blackstone, Bank of America, Microsoft, Apple e OpenAI, durante la quale Trump e Carlo III si sono scambiati discorsi elogiativi.

In casa sua invece, Trump ha dichiarato che la Federal Communications Commission (FCC) dovrebbe ritirare le concessioni televisive alle reti che parlano male di lui, sostenendo che i network sarebbero “al 97 per cento” contro la sua figura. L’amministrazione Trump, già da mesi, sta cercando di limitare la libertà di espressione con azioni dirette contro i media ritenuti ostili. L’esempio più recente è la sospensione del talk show di Jimmy Kimmel, avvenuta dopo la minaccia del capo della FCC Brendan Carr verso ABC e la Walt Disney Company, proprietaria dell’emittente. Simili pressioni avevano già portato alla chiusura del Late Show with Stephen Colbert, legata al timore di Paramount di vedersi bloccare un’operazione societaria. Oltre all’uso della FCC, l’amministrazione ricorre a cause legali miliardarie per diffamazione: 15 miliardi contro il New York Times, 10 contro il Wall Street Journal, oltre a procedimenti contro CBS e ABC. Secondo gli esperti, tali azioni sono destinate a fallire, ma funzionano come avvertimenti, spingendo alcune reti a patteggiare e modificare le proprie linee editoriali. Anche Associated Press era stata temporaneamente esclusa dalla Casa Bianca per non aver accettato di usare il termine “Golfo d’America” al posto di Golfo del Messico. Carr ha dichiarato che lo show di Kimmel “non sarà l’ultimo a cadere”. Intanto la destra ha avviato campagne per licenziare chi sui social ha festeggiato l’uccisione dell’attivista Charlie Kirk, e l’amministrazione valuta indagini sulle fondazioni progressiste e la revoca dei benefici fiscali per ong considerate di sinistra. Da gennaio, con l’inizio del suo secondo mandato, Trump ha rafforzato la sua influenza anche su immigrazione, ordine pubblico e università, minacciando di ridurre i fondi a quelle che non si adegueranno alle sue richieste.

🇺🇸 ARRESTATO IN UTAH IL PRESUNTO OMICIDA DI CHARLIE KIRK: COSA SI SA E COSA RISCHIA, PER IL MOMENTO

4) Tyler Robinson, 22 anni, è stato arrestato giovedì sera a St. George (Utah) come principale sospettato dell’omicidio dell’attivista di destra Charlie Kirk, ucciso mercoledì al campus della Utah Valley University. Le accuse previste includono omicidio aggravato, intralcio alla giustizia e uso illecito di arma da fuoco con conseguenti gravi lesioni; le imputazioni dovrebbero essere formalizzate il prossimo martedì. Le autorità ritengono che l’attentatore abbia agito da solo, ma al momento non sono note le motivazioni. Robinson, cresciuto a Washington (Utah) e con la famiglia a St. George, è stato fermato senza opporre resistenza a circa 400 km dal luogo dell’omicidio; in una deposizione si afferma che «ha confessato o sottinteso di aver commesso» l’atto. Era studente al terzo anno di un corso per elettricisti al Dixie Technical College e aveva frequentato per un semestre la Utah State University nel 2021; i compagni lo ricordano come studente brillante, vincitore di una borsa di studio e appassionato di videogiochi. Non risultano precedenti penali né servizio militare; nelle liste elettorali era registrato come indipendente e non aveva mai votato. Vecchie foto sui social lo mostrano insieme ai fratelli con armi da fuoco; l’attacco è stato compiuto con un singolo colpo da un fucile di precisione sparato da un tetto a oltre 120 metri di distanza. Un parente ha detto agli investigatori che Robinson si era recentemente interessato di politica e aveva parlato male dell’evento di Kirk; un amico ha fornito messaggi da Discord in cui parlava di un fucile nascosto. Più di 30 ore dopo l’attentato l’FBI aveva diffuso foto e video del sospetto e offerto una ricompensa di 100.000 dollari; i sistemi di riconoscimento facciale non erano riusciti a identificarlo. Durante la fuga Robinson ha parlato al telefono con il padre, che lo aveva riconosciuto dalle immagini; il padre avrebbe riferito che Tyler aveva detto di preferire il suicidio alla resa. L’arresto è avvenuto dopo che un amico di famiglia ha avvertito le autorità; in un parco vicino al campus gli investigatori hanno trovato un fucile Mauser e proiettili ritenuti probabili arma e munizioni dell’attentato. Su tre cartucce non esplose sono state rinvenute frasi tra cui «Hey fascista! Prendi questo!», «Oh bella ciao, bella ciao» e «Gay chi legge LMAO»; su quella usata era scritta una frase legata a un meme. Il movente rimane ignoto, mentre il governatore dello Utah, Spencer Cox, ha definito l’uccisione «un assassinio politico».

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Tocca alle brevi adesso, cominciamo 👇

🇵🇰 Negli ultimi giorni almeno 150mila persone sono state evacuate nella zona orientale del Pakistan a causa di inondazioni e frane provocate dalle piogge monsoniche, che dalla fine di giugno hanno causato almeno 900 morti. Oltre due milioni di persone hanno già lasciato le proprie case, con l’ipotesi di nuove evacuazioni imminenti. Le alluvioni hanno colpito soprattutto la provincia del Punjab, dove lo straripamento dei fiumi Sutlej, Ravi e Chenab, aggravato dal rilascio di acqua da alcune dighe indiane, ha sommerso più di 1.400 centri abitati. Il 40% della popolazione pakistana vive sotto la soglia di povertà e molti hanno rifiutato di abbandonare le case per paura di furti. Le evacuazioni procedono lentamente: gli abitanti si muovono in barca con il bestiame, esponendosi al rischio delle forti correnti. Nell’ultima settimana quattordici persone sono morte in incidenti durante la fuga. Le autorità hanno distribuito coperte, tende e dispositivi per filtrare l’acqua, mentre l’ONU ha stanziato 5 milioni di dollari di aiuti. Secondo diversi studi, oltre alla mancanza di investimenti in infrastrutture e sistemi di allerta, i cambiamenti climatici hanno reso i monsoni più irregolari e violenti, favorendo anche l’innalzamento dei fiumi a causa della fusione dei ghiacciai.

🇻🇪 Lunedì l’esercito statunitense ha sparato contro un’imbarcazione proveniente dal Venezuela sospettata di traffico di droga, uccidendo tre persone. È il secondo episodio dopo quello del 2 settembre, in cui erano morte 11 persone. Donald Trump ha definito le vittime «narcoterroristi» e ha diffuso un video dell’attacco su Truth, che mostra la barca in fiamme. L’ex presidente accusa da tempo il Venezuela di non contrastare il narcotraffico e a fine agosto aveva inviato navi da guerra nei Caraibi per fermare il traffico di droga, in particolare di fentanyl. Il Venezuela è considerato paese di transito per la cocaina, ma non ci sono prove di produzione di fentanyl nel suo territorio.

🇬🇧 Sabato a Londra circa 110mila persone hanno partecipato a una manifestazione contro l’immigrazione guidata dall’attivista neofascista Tommy Robinson, mentre una contromanifestazione antirazzista ha raccolto circa 5mila partecipanti a Whitehall. Ci sono stati scontri con la polizia, alcuni tentativi di sfondare i cordoni di sicurezza e nove arresti, oltre a molte altre persone identificate per reati. L’elevato numero di partecipanti ha creato disagi, con gruppi dispersi in zone non previste come Westminster Bridge e Trafalgar Square, arrivando a circondare la contromanifestazione. L’evento, chiamato “Unite the Kingdom”, si è concluso con interventi dal palco di Robinson e di altre figure della destra radicale, oltre a un collegamento in videochiamata di Elon Musk.

🇺🇸 Il presidente statunitense Donald Trump ha introdotto una tassa annuale di 100mila dollari sui visti H-1B, utilizzati da lavoratori altamente specializzati, sostenendo che questi strumenti sostituiscano i lavoratori americani con personale straniero meno costoso. La tassa, a carico dei datori di lavoro, potrebbe durare fino a sei anni e colpire circa mezzo milione di persone, in gran parte provenienti dall’India, penalizzando in particolare università e aziende tecnologiche. Finora il costo dei visti raramente superava i 5mila dollari. Trump ha anche firmato un ordine esecutivo che introduce la «gold card», un permesso di residenza ottenibile pagando 1 milione di dollari, e una versione aziendale da 2 milioni di dollari per i dipendenti. È previsto inoltre un programma per la «carta platino», che al costo di 5 milioni permetterà di risiedere negli Stati Uniti fino a 270 giorni l’anno senza pagare tasse sui redditi esteri. Alcuni esperti ritengono probabili ricorsi, poiché solo il Congresso può modificare costi e programmi dei visti, mentre critiche sono arrivate anche per i rischi legati all’ingresso di cittadini facoltosi da paesi come Russia, Cina e Arabia Saudita.

🇹🇷 Ad Ankara almeno 50mila persone hanno manifestato contro la repressione politica del Partito popolare repubblicano (CHP), principale opposizione al presidente Recep Tayyip Erdogan. La protesta è legata alla sentenza, rinviata al 24 ottobre, che potrebbe invalidare il congresso del 2023 in cui fu eletto leader Özgür Özel, oggi capo dell’opposizione dopo l’arresto dell’ex sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu. Negli ultimi mesi oltre 500 persone vicine al CHP, tra cui 17 sindaci, sono state arrestate, con accuse di motivazioni politiche. Un’eventuale invalidazione del congresso indebolirebbe il partito, riportando alla guida l’ex leader Kemal Kilicdaroglu o imponendo un gestore fiduciario con il compito di organizzare un nuovo congresso. Intanto il CHP ha convocato un congresso straordinario il 21 settembre per decidere la propria strategia. Durante la manifestazione, Özel ha accusato Erdogan di voler minare la democrazia e ha chiesto elezioni anticipate, mentre una lettera di Imamoglu dal carcere ha denunciato il tentativo del governo di condizionare le prossime elezioni.

🇮🇹 Martedì alcuni lavoratori di un’azienda del distretto dell’abbigliamento di Prato sono stati aggrediti durante uno sciopero contro le delocalizzazioni decise dall’azienda Alba, specializzata in cucitura e stiro per diversi marchi di moda. Un video diffuso dal sindacato Sudd Cobas mostra la titolare, una donna italiana, e un uomo mentre rincorrono, insultano e colpiscono gli scioperanti, perlopiù lavoratori bengalesi recentemente regolarizzati, oltre a ribaltare il gazebo del presidio. Successivamente altre persone si sarebbero unite all’aggressione; un lavoratore è finito in ospedale con contusioni. La procura di Prato ha aperto un’inchiesta. La città ospita due grandi distretti industriali, abbigliamento e tessile, quest’ultimo il più grande d’Europa ma in crisi per il calo delle vendite. Negli ultimi anni si sono verificati diversi episodi violenti per reprimere proteste contro le condizioni di lavoro, anche in aziende italiane, come un’aggressione a sprangate del 2023. I sindacati denunciano turni fino a 80 ore settimanali nelle aziende cinesi, con contratti irregolari, tredicesime restituite e assenza di tutele. I controlli risultano inefficaci, poiché le aziende chiudono e riaprono sotto altro nome. La situazione è aggravata dalla criminalità organizzata cinese, coinvolta in intimidazioni, incendi e omicidi legati alla cosiddetta “guerra delle grucce” per il controllo della logistica dell’abbigliamento.

🇮🇹 Mercoledì il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato una legge sul suicidio assistito, diventando la seconda regione italiana dopo la Toscana a regolamentare la materia. La legge è passata con 32 voti favorevoli, 19 contrari e un’astensione, basandosi sulla proposta “Liberi Subito” dell’associazione Luca Coscioni. Il testo segue i requisiti fissati dalla sentenza della Corte costituzionale del 2019, che ha decriminalizzato in alcuni casi l’aiuto al suicidio, e stabilisce procedure come la creazione di una commissione multidisciplinare e la fornitura del farmaco da parte delle aziende sanitarie. Hanno votato a favore i consiglieri del centrosinistra e un esponente di Forza Italia, mentre si è astenuto Giuseppe Frau di Uniti per Alessandra Todde. La sentenza del 2019 consente la pratica solo se ricorrono quattro condizioni: decisione libera e consapevole, patologia irreversibile, sofferenze intollerabili e dipendenza da trattamenti di sostegno vitale. Già a maggio il governo Meloni aveva impugnato la legge toscana davanti alla Corte costituzionale, sostenendo che il tema sia di competenza nazionale; tuttavia, la norma resta in vigore e due persone hanno avuto accesso al suicidio assistito in Toscana.

🇫🇷 In Francia centinaia di migliaia di persone hanno partecipato allo sciopero nazionale indetto contro i tagli alla spesa pubblica previsti nella legge di bilancio 2026. Si tratta della seconda grande mobilitazione in dieci giorni, dopo quella del 10 settembre promossa dal movimento “Bloquons tout”, e una delle più partecipate degli ultimi due anni insieme alle proteste contro la riforma delle pensioni. Le manifestazioni sono state in gran parte pacifiche, con alcuni scontri a Parigi, Rennes e Lione: a Parigi sono stati danneggiati edifici e la polizia ha usato lacrimogeni, mentre il ministero dell’Interno ha segnalato 181 arresti complessivi. Secondo la CGT hanno aderito oltre un milione di persone, mentre il governo stima circa la metà. Lo sciopero ha coinvolto scuole, farmacie e trasporti, con un’astensione dell’11% tra i dipendenti pubblici e un calo di produzione elettrica segnalato da EDF. Il piano di bilancio, presentato dall’ex premier François Bayrou, prevede tagli per circa 44 miliardi di euro; l’attuale primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato una versione meno radicale, escludendo l’abolizione di due giorni festivi, ma i manifestanti giudicano le modifiche insufficienti.

📱 Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha annunciato un accordo con la Cina sul cosiddetto “TikTok ban”, la legge che obbligherebbe ByteDance a vendere la piattaforma a un acquirente statunitense per evitarne il blocco negli USA, a causa di timori legati a possibili influenze cinesi sull’opinione pubblica e ai dati degli utenti. L’intesa, emersa dopo un incontro a Madrid con una delegazione cinese, riguarda la cessione della proprietà a una società con sede negli Stati Uniti, ma i dettagli sono ancora preliminari e saranno confermati in una chiamata tra i presidenti Xi Jinping e Donald Trump. La questione era discussa da tempo, poiché necessaria a garantire l’uso regolare del social negli USA: il divieto era stato proposto da Trump, approvato sotto Biden ad aprile 2024 e più volte rinviato da Trump dopo il suo ritorno alla presidenza. La prossima scadenza della proroga sarebbe stata mercoledì. Un eventuale blocco sarebbe stato impopolare tra i giovani, e Trump aveva già anticipato la notizia in modo allusivo sul suo social, promettendo una soluzione gradita agli utenti più giovani.

✈️ Un attacco informatico ha colpito un fornitore di servizi per i sistemi di check-in e imbarco, causando disagi in diversi aeroporti europei, tra cui Bruxelles, Berlino e Londra Heathrow. All’aeroporto di Bruxelles sono stati cancellati almeno dieci voli, con riprotezione dei passeggeri in quattro casi, e numerosi ritardi a causa dell’uso di procedure manuali. La portavoce Ariane Goossens ha spiegato che l’attacco ha bloccato i sistemi automatizzati e non è ancora stata trovata una soluzione. A Heathrow si registrano almeno 145 voli in ritardo e 4 cancellati, secondo FlightRadar24, mentre l’aeroporto invita i passeggeri a presentarsi non prima di tre ore per i voli a lungo raggio e due ore per i nazionali. A Berlino si segnala la cancellazione di un solo volo per Parigi e partenze con ritardi medi di circa un’ora. Nessun impatto invece per l’aeroporto di Fiumicino, dove la situazione rimane regolare, salvo la cancellazione del volo per Bruxelles e ritardi su due voli provenienti dallo stesso scalo.

💻 Microsoft ha raggiunto un accordo con la Commissione Europea per evitare una multa legata all’inclusione obbligatoria di Teams nei pacchetti Office. La vicenda era partita nel 2020 da un reclamo di Slack e aveva portato nel 2023 all’apertura di un’indagine europea per possibile abuso di posizione dominante. L’intesa, valida per 10 anni, prevede che Office sia venduto anche senza Teams a un prezzo ridotto di 2 euro al mese, mentre l’app sarà disponibile separatamente a 5 euro. Microsoft consentirà inoltre il trasferimento dei dati da Teams a software concorrenti. Teams conta oggi 320 milioni di utenti attivi al mese, contro i 42 milioni di Slack.

🎥 Robert Redford, uno degli attori più celebri e affascinanti del cinema, è morto a 89 anni nella sua casa nello Utah. Nato a Santa Monica nel 1936, dopo studi d’arte e recitazione a New York iniziò la carriera a Broadway e si impose al cinema con Lo strano mondo di Daisy Clover (1965), vincendo un Golden Globe. La consacrazione arrivò con Butch Cassidy (1969) accanto a Paul Newman, seguito da una serie di successi tra il 1973 e il 1976, tra cui Come eravamo, La stangata, Il grande Gatsby, I tre giorni del Condor e Tutti gli uomini del presidente. Vinse l’Oscar alla regia per Gente comune (1980) e diresse anche L’uomo che sussurrava ai cavalli (1998), In mezzo scorre il fiume (1992) e Quiz Show (1994). Fondatore del Sundance Film Festival nel 1981, divenuto riferimento mondiale per il cinema indipendente, fu anche un convinto ambientalista e sostenitore dei diritti civili. Attore versatile, recitò in generi diversi, dai western alle commedie, dai drammi ai film di spionaggio, fino a titoli come La mia Africa, Proposta indecente e Captain America – Il soldato d’inverno. L’ultimo ruolo da protagonista fu in Old Man & the Gun (2018).

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo