La turbolenta Assemblea generale dell’ONU, nuovi droni russi nei cieli europei, lo sciopero che ha bloccato l’Italia

Settembre ci lascia dopo settimane veramente intense.

Quest’ultima non è certo stata da meno, con novità dall’Assemblea generale dell’ONU, dalla Flotilla in viaggio verso Israele e dall’Italia, con l’enorme sciopero generale avvenuto lunedì. Per non parlare delle intercettazioni di droni russi negli aeroporti (e non solo) di mezza Europa. C’è tanto di cui parlare.

Facciamo ordine e cominciamo 👇

🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: NUOVI STATI EUROPEI RICONOSCONO LO STATO DI PALESTINA. E L’ITALIA? INTANTO LA FLOTILLA…

1) Dunque, proviamo a mettere tutto in fila, trattando un tema per volta. Partiamo dal Regno Unito, che – negli ultimi giorni – ha riconosciuto formalmente la Palestina come stato, decisione annunciata dal primo ministro laburista Keir Starmer per favorire la prospettiva di due stati e criticando duramente Israele per la devastazione a Gaza. Nella stessa giornata anche Canada, Australia e Portogallo hanno adottato la stessa posizione, mentre Francia e Belgio avevano già annunciato l’intenzione di farlo. Il riconoscimento è arrivato alla vigilia dell’Assemblea generale dell’ONU a New York (ci torneremo), dove si discuterà della crisi umanitaria a Gaza e della possibilità di due stati indipendenti. Netanyahu ha ribadito l’opposizione del suo governo all’idea di uno stato palestinese e l’intenzione di espandere le colonie in Cisgiordania, mentre il presidente palestinese Mahmoud Abbas non potrà partecipare all’assemblea per il rifiuto del visto da parte degli Stati Uniti. La Palestina è già riconosciuta da gran parte dei paesi di Asia, Africa, Europa dell’est e America Latina, ma non da molti paesi occidentali; il recente riconoscimento ha quindi un forte valore politico e simbolico. La creazione di uno stato palestinese è discussa dagli accordi di Oslo del 1993, ma mai realizzata. Netanyahu non ha chiarito le contromisure, ma ha minacciato conseguenze, ipotizzando chiusure di consolati ed espulsioni diplomatiche. Già nel 2024 Spagna, Norvegia e Irlanda avevano riconosciuto la Palestina: in particolare la Spagna, dopo tale scelta, ha visto peggiorare drasticamente i rapporti diplomatici con Israele. Non è tutto. Durante l’Assemblea generale dell’ONU, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che anche la Francia riconoscerà ufficialmente lo stato di Palestina, dichiarando che il riconoscimento è un modo per affermare i diritti del popolo palestinese senza negare quelli del popolo israeliano, sostenendo che questa sia l’unica via per la pace in Israele. Ha però precisato che l’apertura di un’ambasciata in Palestina avverrà solo dopo la liberazione degli ostaggi israeliani e un accordo per il cessate il fuoco a Gaza. Al momento, la Palestina è riconosciuta da 152 dei 193 paesi membri dell’ONU. Riconoscere uno stato significa accettarne l’esistenza, la sovranità e il diritto all’autodeterminazione, solitamente attraverso rappresentanze diplomatiche. E l’Italia? Martedì Giorgia Meloni ha annunciato che la maggioranza presenterà una mozione parlamentare a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina, subordinandolo al rilascio degli ostaggi israeliani e all’esclusione di Hamas dal governo palestinese. La decisione, maturata in modo repentino e senza consultazioni interne, ha colto di sorpresa opposizioni e membri della stessa maggioranza. Meloni ha così cercato di evitare l’isolamento internazionale, pur mantenendo un atteggiamento cauto per restare allineata a Germania e Stati Uniti. Sul fronte interno, la mossa risponde alle critiche delle opposizioni e all’ambiguità storica della destra italiana rispetto alla causa palestinese, bilanciando sostegno a Israele e sensibilità di parte del suo elettorato. Non sono ancora chiari tempi e modalità di presentazione della mozione, che potrebbe essere discussa il 2 ottobre in Parlamento durante le comunicazioni del ministro Tajani.

Facciamo invece un salto sulla Flotilla. Come procede il suo cammino? Venerdì scorso 42 barche sono partite da Portopalo di Capo Passero, in Sicilia, e ora si trovano a circa 300 chilometri dalle coste italiane. L’iniziativa, la più grande del genere, mira a portare cibo e beni essenziali alla popolazione civile di Gaza, ma ha anche un forte significato politico, dato il blocco navale imposto da Israele dal 2007. Delle imbarcazioni, 18 sono italiane e 24 provenienti dalla Tunisia, con il piano di unirsi in mare a sei partite dalla Grecia per dirigersi insieme verso Gaza. La partenza era stata rinviata più volte per maltempo, attacchi incendiari e problemi logistici, tra cui carenza di carburante e controlli di frontiera in Tunisia. Le barche, perlopiù a vela e di piccole dimensioni (12-16 metri), sono adatte a lunghe navigazioni ma vulnerabili a condizioni meteo difficili. Tra quelle tunisine, la Family e l’Alma sono state colpite da oggetti incendiari a inizio settembre. La portavoce Maria Elena Delia ha ribadito il carattere umanitario e politico dell’iniziativa, mentre in parallelo l’organizzazione Music for Peace sta organizzando un corridoio via terra per consegnare 300 tonnellate di cibo a Gaza: sulle imbarcazioni è stato possibile caricarne solo 40 delle 500 raccolte a Genova. Tuttavia in settimana, varie imbarcazioni sono state attaccate nuovamente in acque internazionali al largo di Creta: undici barche colpite, nessun ferito. Video diffusi mostrano esplosioni, mentre gli organizzatori accusano Israele parlando di droni, dispositivi esplosivi e incendiari, sostanze chimiche non specificate e sistemi di comunicazione disattivati. È il terzo attacco alla Flotilla, dopo i suddetti episodi in Tunisia. L’episodio ha avuto ripercussioni politiche in Italia, dal momento che giovedì il ministro della Difesa Guido Crosetto ha riferito in Parlamento sugli attacchi subiti. Crosetto ha condannato gli attacchi, avvertendo che il governo non potrà garantire la sicurezza degli attivisti una volta entrati nelle acque controllate da Israele, che considera la forzatura del blocco navale un atto ostile. Crosetto ha ribadito che l’obiettivo è evitare feriti e tensioni, dato che tra gli attivisti figurano anche parlamentari italiani. Per assistenza è stata inviata la fregata Fasan, poi sostituita dall’Alpino, con compiti solo di soccorso, senza intenzione di rompere il blocco o scontrarsi con Israele. Anche la Spagna invierà una nave. Tuttavia, esperti di diritto internazionale hanno evidenziato la gravità che avrebbe un eventuale attacco, anche accidentale, contro una nave militare italiana, che potrebbe essere considerato come un atto armato contro l’Italia. Il diritto internazionale vieta attacchi in acque internazionali contro imbarcazioni civili, che godono della libertà di navigazione. Mercoledì Giorgia Meloni aveva criticato gli attivisti, definendo l’iniziativa “gratuita, pericolosa e irresponsabile”, mentre Elly Schlein l’ha accusata di “megalomania”, ricordando che la Flotilla coinvolge persone da 44 paesi. Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto un appello alle persone a bordo della Global Sumud Flotilla, chiedendo di non mettere a rischio la propria incolumità e di accettare la proposta del governo italiano di consegnare gli aiuti al patriarcato di Gerusalemme, invitandoli a non proseguire verso la Striscia. Nello specifico, essa prevederebbe lo sbarco del carico a Cipro, il trasferimento al porto israeliano di Ashdod e poi l’ingresso nella Striscia di Gaza sotto supervisione cattolica, con il coinvolgimento anche delle Misericordie d’Italia. Il corridoio marittimo cipriota per gli aiuti, creato con una risoluzione ONU, è già stato usato ma criticato per inefficienza. Rimangono incerti i meccanismi concreti di consegna a Gaza, che dipendono dall’approvazione di autorità cipriote e israeliane e, in ultima istanza, dall’esercito israeliano. La Flotilla, come detto, ha però respinto la proposta, ribadendo l’intenzione di rompere l’assedio e consegnare direttamente cibo e beni essenziali, pur dichiarandosi aperta a mediazioni che non impongano un cambio di rotta. Attualmente le barche si trovano a sud di Creta, dove sono ferme dopo gli attacchi subiti tra il 23 e il 24 settembre.

🇺🇸 ONU, LE PAROLE DI DONALD TRUMP E BENJAMIN NETANYAHU ALL’ASSEMBLEA GENERALE: UCRAINA, ANNESSIONI, QR CODE E NON SOLO

2) Assemblea Generale dell’ONU dicevamo. Uno degli interventi più ripresi dell’evento è stato, manco a dirlo, quello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con un discorso di quasi un’ora, nel quale ha criticato duramente le Nazioni Unite e l’Europa. Ha accusato il Vecchio Continente di dipendere ancora dal petrolio russo e di essere in crisi a causa dell’immigrazione, definita il risultato del “fallito esperimento dei confini aperti”. Ha citato dati secondo cui la maggioranza dei detenuti in diversi Paesi europei è straniera e ha avvertito che, senza un’azione decisa, “i vostri Paesi andranno all’inferno”. Il tycoon ha accusato l’ONU di aver favorito le “invasioni di migranti” e di non essere utile né nelle guerre né nella lotta al cambiamento climatico, definito una “truffa”. Ha ricordato il ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi e ironizzato sui problemi tecnici incontrati al palazzo dell’ONU, come la scala mobile e il teleprompter guasto. Sul fronte internazionale, Trump ha ribadito il no al riconoscimento della Palestina, considerato un premio ad Hamas, e ha criticato Cina e India per i rapporti con la Russia. Infine, con toni più leggeri, ha parlato del Brasile, ricordando i dazi imposti e scherzando sul suo recente incontro con Jair Bolsonaro, descritto come positivo e promettente.

Trump ha parlato nuovamente anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca, il quale è riuscito a ottenere un parziale cambio di rotta. Per la prima volta, infatti, il presidente statunitense ha dichiarato che l’Ucraina potrebbe riconquistare i propri territori nella “forma originaria”, ribaltando la sua posizione precedente che prevedeva concessioni alla Russia. Zelensky ha spiegato che il risultato è stato frutto di frequenti contatti e di un lavoro mirato a guadagnarsi la fiducia di Trump. Non è chiaro se le parole di Trump saranno seguite da azioni concrete, dato che l’Ucraina resta in difficoltà militari e mancano prospettive di massicci aiuti. Inoltre, Trump ha collegato la possibile vittoria di Kiev soprattutto al sostegno di NATO ed Europa, senza menzionare un ruolo diretto degli Stati Uniti. Ha dichiarato infatti che gli alleati dovrebbero abbattere gli aerei russi che violano i cieli NATO (torneremo anche su questo), pur precisando che l’aiuto statunitense dipenderebbe dalle circostanze. Ha definito la Russia “una tigre di carta” e ha invitato l’Ucraina ad agire, garantendo che gli USA continueranno a fornire armi all’Alleanza.

Sulla guerra tra Israele e Hamas, Trump si è espresso affermando che non permetterà a Israele di annettere la Cisgiordania, sottolineando che “è tempo di fermarsi”. La posizione è insolita, considerando la storica vicinanza di Washington a Israele e il legame dell’amministrazione Trump con il premier Benjamin Netanyahu. Nel corso della riunione all’ONU, Trump ha discusso la minaccia di annessione con leader arabi e musulmani, tra cui Arabia Saudita, Egitto e Qatar, che hanno avvertito: un simile passo farebbe crollare gli accordi di Abramo, uno dei principali risultati diplomatici di Trump. Resta incerto se Israele intenda davvero procedere e quanto peso abbiano le pressioni americane, dato che negli ultimi mesi Tel Aviv ha spesso agito in autonomia rispetto a Washington. Ma sembra che Trump abbia un piano in 21 punti per risolvere lo stallo. Come riportato da CNN, Haaretz, Al-Hadath e Times of Israel, questo prevede il rilascio immediato di tutti gli ostaggi israeliani entro 48 ore dalla firma dell’intesa e la liberazione di migliaia di detenuti palestinesi, inclusi oltre 100-200 ergastolani. Tra le misure figurano l’invio illimitato di aiuti umanitari tramite ONU e organizzazioni internazionali, la chiusura del fondo umanitario Ghf, la raccolta delle armi di Hamas da parte di una forza araba e internazionale, il graduale ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia e il divieto per Israele di annettere la Cisgiordania. Il piano include inoltre la creazione di un corridoio di sicurezza non presidiato intorno a Gaza e un’offerta di amnistia ai leader di Hamas in cambio del loro ritiro. È previsto anche lo sviluppo di una forza di stabilizzazione internazionale temporanea, che dovrà garantire la sicurezza nella Striscia e formare una forza di polizia palestinese per la gestione interna a lungo termine. Hamas, secondo Haaretz, avrebbe accettato la proposta.

E Israele? Ancora non è chiaro quali saranno le prossime mosse. Vanno sottolineate però le dichiarazioni effettuate dal premier Netanyahu sempre durante l’Assemblea generale dell’ONU. Ieri, prima del suo intervento, decine di delegati hanno lasciato l’aula in segno di protesta. Netanyahu ha criticato duramente la decisione dei paesi occidentali, definendola un «messaggio antisemita», e ha ribadito la sua contrarietà alla soluzione dei due stati. Ha sostenuto che Israele faccia di tutto per evitare vittime civili a Gaza, pur riconoscendo le decine di migliaia di morti palestinesi dal 2023, e ha accusato i leader palestinesi di non voler convivere in pace. Ha respinto le accuse di genocidio, definite anch’esse antisemite. Durante il discorso, indossava una spilla con QR code legata agli attacchi di Hamas e ha rivolto un messaggio agli ostaggi israeliani detenuti a Gaza, invitandoli a resistere e chiedendone la liberazione. L’intervento è stato trasmesso tramite altoparlanti al confine e all’interno della Striscia, e secondo il governo israeliano anche sui telefoni dei palestinesi, sebbene senza conferme. Netanyahu ha ribadito posizioni storiche, mentre alcuni membri del suo governo hanno proposto l’annessione della Cisgiordania.

🇷🇺 RUSSIA: AUMENTANO I SOSPETTI RIGUARDO I VOLI DI DRONI NON AUTORIZZATI NEI CIELI EUROPEI. E IN MOLDAVIA…

3) Torniamo a parlare di Russia, in linea teorica. Nella notte tra lunedì e martedì gli aeroporti di Copenaghen e Oslo sono stati chiusi per circa quattro ore a causa della presenza di droni non identificati. A Copenaghen, il principale scalo dei paesi nordici, la chiusura è avvenuta dalle 20:30 alle 00:30: rilevati due o tre droni, successivamente allontanatisi, con 31 voli dirottati, un centinaio cancellati e disagi per circa 20mila passeggeri. La polizia non ha confermato né escluso la responsabilità russa, sottolineando che i droni non sembravano avere intenzioni offensive ma erano probabilmente guidati da un “attore capace”. La premier danese Mette Frederiksen ha definito l’episodio un «attacco» contro un’infrastruttura strategica, collegandolo alle recenti violazioni aeree attribuite alla Russia, che però ha respinto le accuse. Intorno a mezzanotte e mezza è stato chiuso anche l’aeroporto di Oslo per un altro drone: circa 50 voli sono stati dirottati e le autorità norvegesi hanno ricordato tre violazioni del proprio spazio aereo da parte russa nel 2025, senza chiarire se fossero intenzionali. Le indagini tra Danimarca e Norvegia sono in corso, mentre la NATO e i leader europei non hanno ancora attribuito la provenienza dei droni. Su X, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto che la Russia ha violato lo spazio aereo danese a Copenaghen, senza ulteriori dettagli. Mercoledì sera il traffico aereo anche sopra l’aeroporto di Aalborg, nel nord della Danimarca, è stato chiuso per la presenza di droni. Non si conosce l’origine e le indagini sono in corso; Aalborg ospita anche una base militare. La polizia ha riferito che i droni sono rimasti nell’area fino a dopo la mezzanotte, mentre altri avvistamenti sono stati segnalati in tre aeroporti più piccoli senza sospensione dei voli. Nelle ultime ore sono stati notati nuovi droni anche sopra importanti basi militari danesi.

Ciò che appare chiaro è che la Russia sta violando lo spazio aereo di diversi paesi NATO: il 10 settembre con oltre venti droni in Polonia e il 19 settembre con tre caccia in Estonia, oltre a episodi in Romania e casi sospetti in Danimarca e Norvegia. Polonia e Svezia hanno annunciato che potrebbero abbattere eventuali velivoli russi, mentre altri paesi, come la Romania, valutano decisioni simili. Come detto in precedenza, anche il presidente americano Donald Trump ha affermato che i mezzi russi potrebbero essere abbattuti, pur lasciando libertà d’azione ai singoli governi. La NATO dispone di regole di ingaggio riservate e generalmente prudenti, poiché non è in guerra con la Russia. Alcuni stati, come i paesi baltici, non hanno mezzi propri e dipendono dalle missioni NATO per il pattugliamento. L’episodio in Estonia del 19 settembre si è risolto con l’intercettazione dei caccia da parte di aerei NATO, tra cui F-35 italiani, senza abbattimenti poiché non vi era “minaccia immediata”. Intanto Estonia, Lituania e Repubblica Ceca hanno chiesto di modificare le regole per reagire con più fermezza, mentre all’interno dell’alleanza resta aperto il dibattito su possibili cambiamenti. Un indizio è arrivato da Bruxelles durante il Consiglio Atlantico, che ha diffuso una dichiarazione dura, affermando che la NATO userà tutti gli strumenti necessari per difendersi. Tuttavia, il segretario generale Mark Rutte ha adottato toni più cauti, spiegando che la risposta dipenderà da un’analisi del rischio condotta in tempo reale. Nel caso dell’Estonia, il comando alleato ha ritenuto che i Mig russi non rappresentassero una minaccia immediata. Fonti NATO sostengono che Mosca non stia preparando un attacco diretto e che Putin potrebbe invece cercare un incidente da sfruttare in chiave propagandistica. Per questo, il NAC (North Atlantic Council) ha evitato di inserire riferimenti operativi, pur ribadendo che l’Alleanza non si lascerà intimidire da cyberattacchi e altre azioni russe.

In chiusura, parlando sempre di potenziali interferenze russe, facciamo un salto in Moldavia. Domani, infatti, si terranno le elezioni parlamentari, accompagnate da nuove accuse di disturbi provenienti da Mosca. La presidente Maia Sandu, rielet­ta un anno fa e favorevole all’integrazione europea, ha denunciato spese di «centinaia di milioni di euro» da parte del Cremlino per condizionare il voto. Il suo partito PAS è l’unico, tra quelli con possibilità di superare lo sbarramento, a sostenere convintamente l’ingresso nell’UE. Secondo il governo, le ingerenze non si limitano alla disinformazione online: la polizia ha arrestato 74 persone accusate di essere state ingaggiate per provocare disordini. Un’inchiesta di Bloomberg ha rivelato un piano russo per corrompere elettori moldavi all’estero, diffondere propaganda sui social e organizzare proteste violente. BBC News ha documentato attività simili, compresi sondaggi illegali e contenuti diffamatori finanziati da fondi russi, diffusi tramite almeno 90 account TikTok con oltre 23 milioni di visualizzazioni. La rete sarebbe finanziata dall’oligarca filorusso Ilan Shor, rifugiato in Russia dopo una condanna per truffa e riciclaggio, già a capo di un partito dichiarato incostituzionale nel 2023. La sua nuova formazione, Vittoria, è stata esclusa dal voto, mentre la sua alleata Evghenia Guțul è stata condannata a 7 anni di carcere. Le campagne di disinformazione hanno già inciso in passato, come al referendum costituzionale sull’UE, approvato con un margine minimo. Negli ultimi mesi le autorità moldave hanno avviato ulteriori operazioni contro le ingerenze russe, tra cui l’arresto di un ex dirigente dei servizi segreti per spionaggio a favore della Bielorussia e l’espulsione di tre diplomatici russi. Un ultimo aggiornamento ha visto la Commissione elettorale moldava escludere il partito filorusso Cuore della Moldavia dalle elezioni parlamentari, rimuovendo tutti i suoi candidati e concedendo 24 ore alla coalizione di cui faceva parte per riorganizzare le liste. A settembre alcuni dirigenti del partito erano stati incriminati per corruzione, finanziamenti illeciti e riciclaggio, mentre una sentenza della corte d’appello di Chișinău aveva limitato le attività del partito per un anno.

🇮🇹 “BLOCCHIAMO TUTTO”, LO SCIOPERO GENERALE ITALIANO PER DARE SOSTEGNO ALLA POPOLAZIONE PALESTINESE

4) E torniamo in Italia, pur restando collegati con la situazione a Gaza. La scorsa settimana i portuali di Ravenna, sostenuti da circa sessanta associazioni e comitati pacifisti, hanno ottenuto il blocco dell’imbarco di due container con esplosivi destinati a Israele. Il sindaco Alessandro Barattoni ha denunciato la complicità indiretta dell’Italia nei bombardamenti sulla Striscia di Gaza, sottolineando che spesso armi e munizioni partono dai porti italiani in container anonimi e senza autorizzazione. Negli ultimi mesi i portuali di diverse città, da Genova a Livorno, da Ravenna a Salerno, hanno individuato carichi di armi e rifiutato di movimentarli, organizzando scioperi e picchetti. Un’inchiesta del Manifesto ha rivelato esportazioni senza il via libera dell’UAMA, obbligatorio per legge, con spedizionieri che hanno aggirato le regole appellandosi a norme pensate solo per scambi tra Paesi UE. Un episodio emblematico è avvenuto a Ravenna il 30 giugno, quando due container dall’Austria con munizioni dirette in Israele sono stati imbarcati senza autorizzazione. Secondo Weapon Watch, ciò rappresenta una violazione della legge 185/90 che vieta esportazioni di armi verso Paesi in guerra o che violano convenzioni internazionali. Dopo il 7 ottobre 2023 l’UAMA non ha autorizzato nuove esportazioni, ma sono rimaste valide licenze pregresse: l’ISTAT ha registrato nel 2024 esportazioni di armi e accessori verso Israele per 5,8 milioni di euro, dati considerati parziali. Le segnalazioni arrivano spesso da associazioni e giornalismo investigativo, ma sempre più direttamente dai portuali, che hanno imparato a identificare i carichi dai documenti. A luglio alla Spezia l’USB ha bloccato cinque container di acciaio destinato ad armamenti, mentre a Genova il CALP ha fermato più volte spedizioni, incluso un cannone Leonardo diretto ad Abu Dhabi. Qui la mobilitazione ha radici già nel 2019, con proteste contro navi cariche di armi per la guerra in Yemen. Il principio delle azioni è la disobbedienza civile, con i lavoratori che discutono nei presidi se sia lecito violare le regole pur di impedire che i materiali movimentati vengano usati in conflitti. Col tempo gli spedizionieri hanno cambiato strategie, e per questo i collettivi hanno deciso di estendere i blocchi a interi porti, coinvolgendo tutta la logistica. Anche a Livorno il GAP ha organizzato presidi, denunciando i rischi per la sicurezza dei lavoratori. In questi giorni delegazioni di portuali di diverse città si incontreranno a Genova per coordinare le mobilitazioni e renderle più internazionali, con l’obiettivo di ampliare la rete delle azioni di disobbedienza civile.

Il fatto della settimana è avvenuto lunedì 22 settembre, con uno sciopero generale nazionale in solidarietà con la popolazione palestinese e la Global Sumud Flotilla, organizzato da sindacati di base non legati a CGIL, CISL e UIL. Lo sciopero, molto partecipato, ha provocato interruzioni nei trasporti e nell’istruzione, con manifestazioni in decine di città. A Roma il corteo è partito da Termini, chiusa dalla questura, ha bloccato piazza dei Cinquecento, attraversato San Lorenzo ed è arrivato sulla Tangenziale Est, mentre studenti hanno protestato al ministero dell’Istruzione. A Milano il corteo da Cadorna ha coinvolto migliaia di persone nonostante la pioggia; scontri si sono verificati alla stazione Centrale, con polizia e fumogeni in via Vittor Pisani. A Bologna manifestanti hanno occupato tangenziale e autostrada A14, affrontando idranti e rispondendo con lanci di oggetti; altri hanno bloccato uffici scolastici e il rettorato. A Torino studenti hanno occupato il Campus Luigi Einaudi, unendosi ai sindacati in piazza Carlo Felice, mentre a Firenze migliaia di persone hanno bloccato il casello di Calenzano e manifestato contro l’azienda Leonardo. A Napoli il corteo ha occupato la stazione Centrale per venti minuti, con un’altra protesta prevista a Bagnoli. A Cagliari e in Sardegna migliaia di persone hanno partecipato a raduni fin dal mattino; in Puglia cortei si sono svolti a Bari, Taranto e Lecce, mentre a Palermo lo striscione di apertura chiedeva di fermare il genocidio a Gaza. Nei porti, a Genova oltre 4mila persone hanno bloccato il varco Albertazzi, a Livorno il presidio ha chiuso l’accesso Valessini, e a Marghera migliaia hanno interrotto il traffico verso il porto commerciale. Allo sciopero hanno aderito anche attività commerciali, librerie, attori e registi, alcuni dei quali hanno rinunciato a set e teatri. Nei trasporti, Italo, Trenitalia, Trenord e Trenitalia Tper sono fermi fino alle 23, con fasce di garanzia 6-9 e 18-21; escluse solo le ferrovie calabresi. A Roma e Milano metro, bus e tram si fermano in fasce orarie prestabilite, mentre a Roma hanno aderito anche i taxi. CGIL, CISL e UIL non hanno partecipato, mentre la CGIL aveva già organizzato uno sciopero autonomo venerdì 19 settembre, con manifestazioni di minore entità.

Nel complesso, le manifestazioni hanno avuto un forte impatto logistico: traffico cittadino paralizzato, circolazione ferroviaria interrotta e linee della metropolitana chiuse, con milioni di lavoratori in sciopero secondo l’USB. Le reazioni politiche si sono concentrate soprattutto sugli episodi di violenza a Milano: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito «teppisti» i responsabili, mentre Matteo Salvini ha proposto una cauzione per chi organizza cortei. Dure condanne sono arrivate anche dai ministri Crosetto, Tajani e Piantedosi, e dai presidenti di Camera e Senato. Tra le opposizioni, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e la segretaria PD Elly Schlein hanno criticato i gruppi violenti, sottolineando però che tali episodi hanno oscurato la partecipazione pacifica nel resto d’Italia.

——————–

Dura arrivare fin qui. Passiamo alle brevi 👇

🇺🇸 Il governo degli Stati Uniti ha introdotto una nuova tassa di 100mila dollari sui visti H-1B per lavoratori stranieri specializzati, entrata in vigore lo scorso sabato mattina. L’annuncio a sorpresa di Trump ha creato caos tra aziende e dipendenti: molte società, tra cui Amazon, Google e Microsoft, hanno chiesto ai lavoratori di non lasciare il paese o di rientrare subito. Per alcune ore si è temuto che anche i titolari di visti già validi fossero coinvolti, portando a viaggi affrettati e difficoltà logistiche, comprese possibili separazioni familiari. Il Times of India ha parlato di «ansia diffusa» tra gli emigrati indiani, che rappresentano la maggior parte dei titolari di H-1B. Solo dopo varie ore il governo ha chiarito che la tassa si applicherà solo ai nuovi visti e sarà pagata una sola volta, contraddicendo quanto affermato dal segretario al Commercio Howard Lutnick, che aveva parlato di un’imposta annuale. Nonostante il chiarimento, molte aziende hanno mantenuto un approccio prudente, invitando comunque i dipendenti a rientrare negli Stati Uniti.

🧬Lunedì alla Casa Bianca Donald Trump ha annunciato la revisione delle linee guida sull’uso del paracetamolo in gravidanza, sostenendo senza basi scientifiche che possa causare l’autismo, e invitando le donne incinte a non assumerlo. Le sue dichiarazioni, appoggiate dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., hanno suscitato forti perplessità nella comunità scientifica, che da anni ritiene le prove di un legame tra paracetamolo e autismo deboli e non conclusive. Diversi studi hanno infatti evidenziato che i fattori genetici giocano un ruolo determinante nello sviluppo dell’autismo, mentre i dati sull’assunzione del farmaco in gravidanza risultano incerti e difficili da interpretare. Una revisione recente ha segnalato possibili rischi, ma con metodologie contestate, mentre una ricerca pubblicata su JAMA su 2,5 milioni di bambini in Svezia ha escluso correlazioni dirette con il paracetamolo, ipotizzando invece cause genetiche. Nonostante ciò, la FDA ha annunciato nuove indicazioni sui foglietti illustrativi del Tylenol, sollevando timori che le parole di Trump e Kennedy possano ridurre l’uso del farmaco, considerato sicuro e fondamentale in gravidanza se assunto a dosi corrette, e spingere verso analgesici più rischiosi. Kenvue, produttrice del Tylenol, rischia perdite significative, mentre l’EMA ha ribadito che non esistono prove di un legame tra paracetamolo in gravidanza e autismo.

🇳🇵 Il governo ad interim del Nepal ha istituito una commissione d’inchiesta per indagare sulle violenze della polizia durante le recenti proteste antigovernative, che hanno provocato 74 morti e oltre 2.100 feriti. La commissione, guidata dall’ex giudice Gauri Bahadur Karki, avrà tre mesi per presentare un rapporto. Le manifestazioni, iniziate contro il blocco dei social network, si sono trasformate in rivolte più ampie contro la corruzione e il governo, diffondendosi in diverse città. Le proteste hanno portato alle dimissioni del primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli. Il presidente ha quindi indetto elezioni anticipate per il 5 marzo e nominato prima ministra ad interim Sushila Karki.

🇮🇹 Forti piogge tra domenica e lunedì hanno causato allagamenti e danni in Lombardia, Liguria, Piemonte e Toscana. In Piemonte una turista tedesca è dispersa e alcuni comuni hanno chiuso le scuole; in Liguria è esondato il Bormida, con strade allagate e chiusure scolastiche. In Lombardia disagi in Brianza, Milano e Como, con oltre 650 interventi dei vigili del fuoco e scuole chiuse in varie città. In Toscana una tromba d’aria ha danneggiato stabilimenti balneari tra Viareggio e Forte dei Marmi. Martedì Lombardia, Veneto e Lazio sono in allerta arancione, mentre 12 regioni restano in allerta gialla.

👔 Giovedì le azioni di Brunello Cucinelli sono crollate del 17%, passando da 102,90 a 85,08 euro, dopo nuove accuse di vendite in Russia nonostante le sanzioni UE. Le denunce sono arrivate dalle società di analisi Pertento Partners e Morpheus Research, specializzate nella vendita allo scoperto, che sostengono un aumento del 715% delle esportazioni verso una controllata russa tra il 2021 e il 2023. Cucinelli ha replicato dichiarando di rispettare le regole europee, sottolineando che il mercato russo pesa oggi solo per il 2% del fatturato e che le esportazioni verso la filiale russa sono scese a 5 milioni di euro nel 2024. L’azienda ha annunciato la possibilità di azioni legali contro Morpheus. Intanto, secondo il Financial Times, lo short selling ha raggiunto il 3,2% delle azioni in circolazione, spinto dalle accuse.

💀Nel 1990 in Cina fu scoperto il teschio Yunxian 2, inizialmente attribuito all’Homo erectus e datato a circa un milione di anni fa. Una recente ricerca pubblicata su Science, basata su ricostruzioni digitali e in 3D, sostiene invece che appartenesse a una specie diversa e più vicina agli Homo sapiens, ipotesi che anticiperebbe l’origine della nostra specie di quasi mezzo milione di anni. Gli studiosi suggeriscono una parentela con l’Homo longi, specie identificata nel 2021, che avrebbe convissuto con sapiens e Neanderthal. Ciò implicherebbe una coesistenza più lunga e complessa tra specie umane. Tuttavia, vari paleoantropologi invitano alla cautela per la scarsità di prove e le difficoltà nelle analisi genetiche di fossili così antichi.

🌪️Il tifone Ragasa ha colpito Filippine e Taiwan causando 21 morti, oltre cento dispersi e migliaia di sfollati, prima di raggiungere Hong Kong e la costa meridionale della Cina. A Hong Kong ha provocato allagamenti, danni a edifici e la caduta di centinaia di alberi, con 90 feriti e centinaia di voli cancellati. L’amministrazione ha innalzato al massimo l’allerta, chiuso negozi e trasporti e aperto 49 rifugi, mentre il governo cinese ha mobilitato oltre 38mila vigili del fuoco e stanziato 18 milioni di euro di aiuti. Nella provincia di Guangdong sono stati chiusi servizi e scuole e due milioni di persone sono state evacuate. Lunedì Ragasa era un “super tifone” con venti oltre i 260 km/h, ora ridotti a circa 140.

🇺🇸 A Glendale, in Arizona, si sono svolti i funerali di Charlie Kirk, attivista della destra statunitense ucciso in un attentato il 10 settembre. La cerimonia, organizzata nello State Farm Stadium da 63mila posti e seguita anche in un secondo stadio e in streaming con quasi 4 milioni di visualizzazioni, ha assunto i toni di una convention politica e religiosa. Donald Trump, il vicepresidente JD Vance e altri membri dell’amministrazione hanno ricordato Kirk come martire, parlando di lotta tra bene e male e invocando un ritorno della religione in America. Erika Kirk, vedova e nuova guida di Turning Point USA, ha offerto un messaggio di perdono al presunto assassino Tyler Robinson, mentre Trump lo ha definito un “mostro radicalizzato”. Il pubblico, invitato a vestirsi con i colori della bandiera, ha esibito slogan patriottici e trumpiani come “Make America Charlie Kirk”. L’evento, durato cinque ore e caratterizzato da coreografie, cori e interventi programmati, è stato protetto da misure di sicurezza straordinarie. Parallelamente, la sospensione del talk show Jimmy Kimmel Live! dopo una battuta sull’omicidio ha scatenato un boicottaggio contro la Walt Disney Company da parte di attori e sceneggiatori. Dopo le pressioni della Federal Communications Commission e le polemiche pubbliche, Disney ha annunciato il ritorno in onda del programma, spiegando di voler evitare ulteriori tensioni, mentre il dibattito ha acceso proteste e critiche al suo amministratore delegato.

🧫Dopo decenni di studi, una terapia sperimentale ha mostrato risultati positivi nel rallentare la malattia di Huntington, riducendo del 75% la progressione dei sintomi. La patologia, ereditaria e neurodegenerativa, compare solitamente tra i 35 e i 44 anni, causando difficoltà motorie e cognitive e riducendo l’aspettativa di vita a circa 20 anni dall’insorgenza. I risultati sono stati annunciati da uniQure, che ha coordinato la ricerca insieme a vari centri internazionali, tra cui l’Huntington’s Disease Centre dello University College London. La terapia genica prevede l’iniezione, tramite microcatetere, di virus inattivati contenenti DNA selezionato, capaci di ostacolare la produzione della proteina mutata tossica per i neuroni. Il test clinico ha coinvolto 29 persone: a tre anni dal trattamento, i pazienti hanno mostrato un rallentamento dei sintomi tale che il peggioramento normalmente previsto in un anno si verifica in quattro. I dati, ancora in attesa di verifica indipendente, hanno suscitato grande interesse poiché finora non esistevano cure efficaci. UniQure prevede di richiedere l’autorizzazione negli Stati Uniti nel 2026 e successivamente nell’Unione Europea. La terapia, molto costosa e basata su un intervento chirurgico complesso, dovrebbe essere necessaria una sola volta nella vita.

⚽Ousmane Dembélé del Paris Saint-Germain ha vinto il Pallone d’oro 2024, superando Lamine Yamal e Vitinha: è il sesto francese a ottenere il premio, assegnato da 100 giornalisti. Dopo un avvio difficile, sotto la guida di Luis Enrique ha brillato da falso centravanti, segnando 35 gol e contribuendo ai quattro trofei vinti dal PSG. Il Pallone d’oro femminile è andato per la terza volta consecutiva alla spagnola Aitana Bonmatí, davanti a Mariona Caldentey e Alessia Russo, con Cristiana Girelli sedicesima. Bonmatí, leader del Barcellona e della Spagna, ha vinto tre trofei nazionali e perso in finale Champions ed Europei. Tra gli altri premi, PSG e Arsenal miglior squadre, Donnarumma e Hampton migliori portieri, Luis Enrique e Sarina Wiegman migliori allenatori.

🎾 L’Italia ha vinto la Billie Jean King Cup a Shenzhen battendo gli Stati Uniti 2-0, conquistando il trofeo per la sesta volta. Nel primo singolare Elisabetta Cocciaretto ha superato Emma Navarro (6-4, 6-4), seguita da Jasmine Paolini che ha battuto Jessica Pegula (6-4, 6-2). La squadra, guidata da Tathiana Garbin, comprende anche Lucia Bronzetti e la 17enne Tyra Grant. In semifinale l’Italia aveva eliminato l’Ucraina 2-1 con la vittoria nel doppio Errani-Paolini, mentre gli Stati Uniti avevano battuto il Regno Unito.

Alla prossima 👋

Condividi articolo su:

Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo