Tentativi di accordo tra Israele e Hamas, le proteste in tutta Italia, gli USA annunciano lo shutdown

Ottobre comincia con una nuova aria.

Non è solo fresco, ma anche cambiamento. O almeno, è quello che auspicano di portare le numerose proteste che anche questa settimana hanno interessato l’Italia. Il motivo? Il destino di Gaza, vero punto focale della settimana. Cominciamo dagli ultimi tentativi di cessate il fuoco fino al destino della Flotilla, e chiudiamo con altre due importanti news provenienti dagli USA e dal Regno Unito.

Cominciamo subito 👇

🇮🇱 ISRAELE-HAMAS: IL NUOVO PIANO DI TRUMP PIACE A NETANYAHU. RUOLO DI RILIEVO ANCHE PER TONY BLAIR. TUTTAVIA…

1) Come detto, ci sono stati nuovi tentativi di trovare un accordo tra le parti. L’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump ha presentato un piano per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza, sostenuto dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il progetto, considerato molto favorevole a Israele, è stato definito un ultimatum: se Hamas lo rifiutasse, gli Stati Uniti garantirebbero pieno sostegno a Israele per proseguire la guerra. Il piano prevede un cessate il fuoco immediato in caso di accettazione da entrambe le parti, con la liberazione di tutti gli ostaggi israeliani entro 72 ore e, in cambio, il rilascio da parte di Israele di 250 prigionieri palestinesi più 1.700 detenuti dopo l’attacco del 7 ottobre 2023. È previsto un ritiro graduale dell’esercito israeliano, ma con il mantenimento di una vasta “zona cuscinetto” lungo i confini della Striscia. Il futuro governo di Gaza verrebbe affidato a una commissione tecnocratica palestinese, supervisionata da un «Consiglio della Pace» guidato da Trump e composto da leader internazionali, tra cui l’ex premier britannico Tony Blair (ci torneremo). Hamas sarebbe escluso dalla governance, ma i suoi membri potrebbero ottenere amnistia ed emigrazione sicura accettando disarmo e coesistenza pacifica. La Striscia dovrebbe essere demilitarizzata e controllata nel lungo periodo da una Forza di stabilizzazione internazionale. Parallelamente, il piano include un progetto di sviluppo economico, con investimenti per la ricostruzione di infrastrutture, ospedali e attività commerciali, e la possibilità per i civili palestinesi di lasciare la Striscia su base volontaria. La comunità internazionale ha accolto positivamente l’iniziativa, con sostegno da parte di Macron, Meloni e diversi paesi arabi e musulmani. Hamas non ha ancora risposto ufficialmente, ma ha fatto sapere di voler chiedere chiarimenti e modifiche su alcuni dei 20 punti, opponendosi in particolare al rilascio in blocco degli ostaggi, al disarmo e all’ingresso di una forza internazionale nella Striscia. Qatar, Egitto e Turchia stanno discutendo con gli Stati Uniti possibili emendamenti, pur invitando Hamas ad accettare la proposta. All’interno del movimento emergono divisioni: la leadership politica in Qatar sarebbe più favorevole, mentre l’ala militare, che controlla gli ostaggi, è contraria. Intanto Israele ha intensificato bombardamenti e operazioni di terra a Gaza, ordinando evacuazioni considerate trasferimenti forzati e causando la morte di decine di civili, tra cui 31 nella sola Gaza oggi.

Dicevamo, Tony Blair, unico altro membro nominato da Trump, che potrebbe assumere un ruolo di rilievo. Blair, 72 anni, ha avuto un lungo coinvolgimento nel Medio Oriente, spesso tra critiche e controversie, soprattutto per il sostegno alle guerre in Afghanistan e Iraq con George W. Bush. Dopo le dimissioni, fu nominato inviato speciale del Quartetto per il Medio Oriente (ONU, USA, UE e Russia), ma il suo mandato si concluse nel 2015 senza risultati significativi e con accuse di eccessiva vicinanza a Israele. Successivamente ha continuato a occuparsi della regione tramite il suo istituto e mantenendo rapporti stretti con paesi arabi, incluso il principe saudita Mohammed bin Salman. Negli ultimi anni si è avvicinato anche all’amministrazione Trump, in particolare a Jared Kushner. Dopo l’annuncio del piano, Blair lo ha definito «coraggioso e intelligente» e i media britannici hanno riportato la sua disponibilità a un ruolo a Gaza. Tuttavia, all’interno del Partito Laburista britannico, nonostante l’appoggio del premier Keir Starmer al piano, diversi deputati hanno espresso forte contrarietà al coinvolgimento di Blair.

Tornando all’accordo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso sostegno al piano di pace proposto da Trump, ma l’iniziativa incontra l’opposizione dei suoi alleati più estremisti, i ministri Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir. Smotrich ha definito l’accordo «un fallimento diplomatico», sostenendo che Israele dovrebbe annettere Gaza e insediarvi colonie, mentre Ben-Gvir non si è ancora espresso ufficialmente. La rottura con questi due leader, che insieme controllano 14 seggi alla Knesset, metterebbe in crisi un governo già di minoranza dopo l’uscita dei partiti ultraortodossi. Netanyahu, tuttavia, potrebbe contare sul sostegno di formazioni di centrodestra o centriste per approvare almeno lo scambio di prigionieri. L’accordo non è ancora stato approvato da Hamas e contiene punti ambigui, che Netanyahu sta cercando di presentare come favorevoli alla destra radicale. Secondo un sondaggio, il 66% degli israeliani ritiene sia arrivato il momento di chiudere la guerra. Sullo sfondo, resta per Netanyahu l’urgenza di restare al potere per evitare il rischio di condanne nei processi per corruzione, anche se il presidente Isaac Herzog ha aperto alla possibilità di una grazia.

🚤 FINISCE CON OLTRE 400 ARRESTI LA MISSIONE DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA. NUOVE MANIFESTAZIONI IN ITALIA

2) Fra mercoledì e giovedì la marina israeliana ha intercettato in acque internazionali la Global Sumud Flotilla, composta da circa quaranta barche con 443 partecipanti, che puntava a rompere il blocco navale intorno a Gaza e portare beni di prima necessità. Israele ha imposto il blocco nel 2009 sulle 20 miglia nautiche davanti alla Striscia, giudicato illegale da diverse organizzazioni internazionali. Le imbarcazioni erano entrate in una zona “ad alto rischio” già nel pomeriggio di mercoledì, venendo poi circondate da navi militari israeliane. Poco dopo le 19 è avvenuto il primo contatto: Israele ha intimato agli attivisti di dirigersi verso il porto di Ashdod, minacciando l’arresto. Dalle 20 in poi sono iniziati gli abbordaggi: la prima barca fermata è stata la Sirius, seguita da tutte le altre nel corso della notte. I militari hanno usato anche cannoni ad acqua per rallentare le imbarcazioni, senza causare feriti. Gli attivisti hanno seguito i protocolli, indossando giubbotti salvagente e distruggendo i telefoni. In quel momento sono circolati sui social video preregistrati da vari partecipanti, tra cui l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau. Tra le persone arrestate figurano l’attivista svedese Greta Thunberg e Thiago Avila, confermati in buone condizioni dalle autorità israeliane. Giovedì mattina il tracker aveva segnalato che la barca Mikeno fosse entrata nelle acque di Gaza, ma il ministero israeliano ha smentito. Intorno a mezzogiorno una nave militare è arrivata ad Ashdod con circa 400 persone, comprese 40 italiane. Alle 12:39 il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato la missione “finita”, precisando che nessuna barca aveva forzato il blocco. L’ultima imbarcazione, la Marinette, è stata fermata oggi a 42 miglia da Gaza.

Da ieri le oltre 400 persone a bordo delle imbarcazioni sono detenute in Israele, dopo essere state identificate e trasferite nella prigione di Ketziot, nota per le dure condizioni. Alcuni esponenti politici italiani ed europei, tra cui Marco Croatti, Annalisa Corrado, Arturo Scotto e Benedetta Scuderi, sono stati rilasciati e stanno rientrando in Italia. Secondo l’avvocata Miriam Azem della ong Adalah, Israele starebbe cercando di dimostrare un ingresso illegale nel Paese, sebbene le navi siano state fermate in acque internazionali e i passeggeri condotti con la forza. Inizialmente agli avvocati non è stato consentito di assistere i colloqui al porto, ma dopo alcune ore hanno ottenuto l’accesso. Gli attivisti dovranno scegliere se accettare l’espulsione volontaria, con rimpatri previsti lunedì e martedì, probabilmente via altre capitali europee come Madrid o Londra, oppure rifiutare, affrontando la convalida della detenzione da parte di un giudice e comunque l’espulsione successiva. Non è chiaro il destino di chi era già stato espulso da Israele, come Greta Thunberg e l’italiano Antonio La Piccirella, ma secondo Adalah dovrebbero essere trattati come gli altri. L’ambasciatore italiano Luca Ferrari ha annunciato due visite consolari per i detenuti italiani e confermato i voli di rimpatrio, senza precisare le destinazioni finali. Le barche della Flotilla sono state portate ad Ashdod in attesa di decisioni.

Intanto, migliaia di persone stanno manifestando in tutta Italia a sostegno della popolazione palestinese e degli attivisti della Flotilla, con cortei, occupazioni universitarie e non e blocchi nei porti. Lo sciopero generale ha portato alla cancellazione di treni e voli e coinvolge settori pubblici e privati, inclusi sanità, scuola, Vigili del Fuoco e trasporti. A Milano, Bologna, Roma, Torino, Genova, Livorno, Napoli, Palermo e Trento si registrano cortei e blocchi con una partecipazione diffusa. Sono in corso due scioperi: uno indetto da S.I. Cobas, iniziato ieri sera e valido fino a oggi, che interessa trasporti ferroviari, aerei, locali, taxi e personale portuale e autostradale; l’altro da CGIL e USB, dichiarato illegittimo dalla commissione di garanzia sugli scioperi, ma comunque confermato dai sindacati. La commissione non può vietarlo, ma può avviare procedimenti sanzionatori, mentre i sindacati ne difendono la legittimità richiamandosi alla presenza di lavoratori italiani sulla Flotilla. La presidente della commissione ha precisato che i lavoratori non rischiano conseguenze, potendo aderire a quello regolarmente indetto da S.I. Cobas. La Global Sumud Flotilla ha ricevuto in Italia un’attenzione molto maggiore che in altri paesi, sia per la presenza di numerosi attivisti italiani (48 su circa 500, tra cui cinque politici di opposizione) sia per la forte mobilitazione popolare e politica attorno alla missione. Partita da Genova a fine agosto con il sostegno di iniziative solidali – tra cui la raccolta di centinaia di tonnellate di beni di prima necessità, di cui 40 caricate sulle barche – la Flotilla ha trascorso gran parte del tempo in Sicilia, dove si sono ricongiunte varie imbarcazioni prima di ripartire verso Gaza insieme alla nave di Emergency. Intorno alla missione si è sviluppato un ampio dibattito politico: mentre diversi paesi europei hanno assunto posizioni critiche verso Israele e riconosciuto lo Stato di Palestina, il governo italiano ha mantenuto un atteggiamento incerto, attirando critiche interne. Lo sciopero generale del 22 settembre, molto partecipato e incentrato sul sostegno a Gaza e alla Flotilla, ha segnato il culmine delle proteste, suscitando dure reazioni da parte del governo. Giorgia Meloni ha definito la missione «irresponsabile», mentre i ministri Crosetto e Tajani hanno proposto alternative per evitare lo scontro con Israele. In Italia, più che altrove, la vicenda è diventata terreno di polemica politica, rafforzando il dissenso verso l’atteggiamento governativo e catalizzando il sostegno alla causa palestinese da parte di associazioni, collettivi e cittadini.

🇺🇸 USA: NUOVO SHUTDOWN DEL GOVERNO DOPO LA MANCATA APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI BILANCIO. COSA SUCCEDE ORA?

3) Torniamo negli Stati Uniti, dove – dalle 6 del mattino italiane del 1° ottobre – il governo ha sospeso le proprie attività non essenziali a causa della mancata approvazione della legge di bilancio. I Repubblicani hanno la maggioranza al Congresso ma non i 60 voti necessari al Senato, rendendo indispensabile l’appoggio di parte dei Democratici, che hanno respinto la proposta di proroga dei finanziamenti fino al 21 novembre. Il bilancio federale copre normalmente il periodo dal 1° ottobre al 30 settembre. Lo “shutdown” comporta l’interruzione di tutte le attività non essenziali: restano attivi esercito, pensioni, traffico aereo e infrastrutture, mentre circa 750mila dipendenti federali vengono sospesi. Trump ha affermato che molti di loro potrebbero essere licenziati. Agenzie come quella per la Protezione ambientale e l’Istruzione hanno già mandato in congedo forzato migliaia di lavoratori, e negli aeroporti si registrano disagi poiché i controllori di volo continuano a operare senza stipendio fino alla fine del blocco. Sul bilancio, i Democratici chiedono di estendere programmi sanitari, mentre i Repubblicani si oppongono e accusano gli avversari di aver causato la chiusura del governo. La situazione richiama lo shutdown del 2013, quando a parti invertite furono i Repubblicani a bloccare la legge durante l’amministrazione Obama. La Casa Bianca ha pubblicato un conto alla rovescia con la scritta «I Democratici hanno bloccato il governo». Lo shutdown terminerà solo con l’approvazione di una nuova legge di bilancio e può durare a tempo indefinito. L’ultimo, tra il 2018 e il 2019 sotto Trump, durò 35 giorni, il più lungo della storia, mentre un altro nel gennaio 2018 si era protratto per due giorni.

🇬🇧 UK: 2 MORTI E 4 FERITI NELL’ATTACCO ALLA SINAGOGA HEATON PARK HEBREW CONGREGATION DI MANCHESTER

4) Chiudiamo con il Regno Unito. A Manchester, in Inghilterra, un attacco armato contro la sinagoga Heaton Park Hebrew Congregation ha causato due morti e quattro feriti, tra cui una guardia di sicurezza. L’aggressore ha investito alcune persone con l’auto e poi le ha accoltellate, prima di essere ucciso dalla polizia entro sette minuti dalla prima chiamata di emergenza. La polizia considera l’episodio un atto terroristico e ha arrestato due persone, senza confermare l’identità dell’attentatore. L’attacco è avvenuto giovedì mattina, durante lo Yom Kippur, pochi minuti prima dell’inizio di una funzione religiosa molto partecipata. Secondo le autorità, il personale di sicurezza e i fedeli hanno impedito all’uomo di entrare nell’edificio. L’aggressore indossava oggetti che sembravano esplosivi, successivamente fatti brillare in un’esplosione controllata, così come la sua auto. Dopo ore di incertezza, la polizia ha confermato la sua morte. Il primo ministro Keir Starmer ha interrotto la visita in Danimarca per una riunione di emergenza sull’attacco. In base a quanto è emerso successivamente, una delle due vittime è stata uccisa dal fuoco “amico” della polizia, come confermato dal comandante della Greater Manchester Police, Stephen Watson. Anche uno dei feriti, non grave, è stato colpito accidentalmente dagli agenti intervenuti. Le vittime si trovavano vicino all’ingresso della sinagoga, dove l’aggressore, il 35enne Jihadi al Shamie, è stato neutralizzato. La famiglia dell’attentatore, di origini siriane e cittadino britannico dal 2006, ha preso pubblicamente le distanze, condannando l’attacco e chiedendo rispetto per la propria privacy. Il padre, Faraj Al-Shamie, ha espresso dolore per le vittime e solidarietà alla comunità ebraica. Le autorità hanno reso noti i nomi delle vittime: Adrian Daulby, 53 anni, e Melvin Cravitz, 66. L’attacco ha suscitato indignazione nella comunità ebraica e preoccupazione a livello nazionale, in un contesto di crescente antisemitismo legato anche alle tensioni in Medio Oriente. Il rabbino capo Ephraim Mirvis ha definito l’episodio il tragico esito di un’ondata di odio contro gli ebrei. Il premier Keir Starmer, in visita alla sinagoga insieme alla moglie Victoria, ha ribadito la lotta senza tregua contro l’antisemitismo e la vicinanza alla comunità ebraica. La ministra dell’Interno Shabana Mahmood ha dichiarato che il Paese rimane in stato di massima allerta.

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Andiamo a delle ricche brevi 👇

🇮🇷 Dalle prime ore del 28 settembre l’ONU ha ripristinato le sanzioni economiche contro l’Iran, sospese dal 2015 dopo l’accordo sul nucleare poi smantellato dagli Stati Uniti. Le misure prevedono divieto di arricchimento dell’uranio, restrizioni sui missili balistici, embargo sulle armi, congelamento di beni, divieto di viaggio per i coinvolti, oltre a ispezioni su merci trasportate via mare e aereo. La decisione, voluta da Regno Unito, Francia e Germania per le violazioni iraniane, è stata condannata da Teheran che ha annunciato il ritiro dei propri ambasciatori e definito le sanzioni «ingiuste e illegali». Cina e Russia avevano proposto un rinvio di sei mesi, ma la mozione non è passata. L’accordo del 2015, che prevedeva limitazioni all’arricchimento dell’uranio in cambio della revoca delle sanzioni, era entrato in crisi nel 2018 con il ritiro unilaterale degli Stati Uniti. I tre paesi europei hanno dichiarato di aver fatto ogni sforzo per evitarne il ripristino, ma hanno accusato l’Iran di impedire l’accesso agli ispettori AIEA e di non aver fornito dati sulle scorte di uranio. La decisione dell’ONU potrebbe aggravare una crisi economica iraniana già segnata da svalutazione della moneta, scarsità di elettricità e acqua, anche se i paesi europei si dicono ancora disponibili a trattare.

🇺🇸 Domenica a Grand Blanc, in Michigan, un uomo armato ha fatto irruzione in una chiesa mormone durante una funzione, uccidendo quattro persone e ferendone otto. Dopo aver appiccato un incendio all’interno dell’edificio, poi spento, l’aggressore è rimasto ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia. L’uomo, identificato come Thomas Jacob Sanford, 40 anni, di Burton, aveva studiato in una scuola vicina ed era stato nei Marines tra il 2004 e il 2008. Non sono ancora chiari i motivi dell’attacco. La chiesa apparteneva alla Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, la principale comunità mormone.

🇲🇩 Il Partito di Azione e Solidarietà (PAS) della presidente Maia Sandu ha vinto le elezioni parlamentari in Moldavia con il 50,2% dei voti, ottenendo 55 seggi su 101 e garantendosi così la maggioranza senza necessità di alleanze. Il Blocco Patriottico, filorusso e guidato da Igor Dodon, si è fermato al 24% con 26 seggi, mentre il Partito Nostro ha raccolto il 6,2% e il Blocco Alternativo l’8%. L’affluenza è stata del 52%, con 1,6 milioni di votanti su circa 3 milioni di aventi diritto. La Moldavia, paese di 2,4 milioni di abitanti ed ex parte dell’Unione Sovietica, resta tra i più poveri d’Europa. Le elezioni erano considerate cruciali per definire l’orientamento geopolitico tra Unione Europea e Russia. Dal 2021 il PAS governava già il paese, riducendo la dipendenza energetica da Mosca ma non riuscendo a realizzare pienamente riforme su corruzione e giustizia. Dodon aveva dichiarato la vittoria ancor prima dello spoglio e invitato i suoi sostenitori a protestare, denunciando senza prove presunti tentativi di annullare il voto.

🇦🇷 Sabato scorso migliaia di persone hanno manifestato a Buenos Aires per chiedere giustizia per l’uccisione di Brenda del Castillo e Morena Verdi, cugine di 20 anni, e di Lara Gutiérrez, 15 anni, trovate morte a Florencio Varela, periferia della capitale. Le ragazze, attirate con l’inganno a una festa, erano state torturate, uccise e sepolte sotto cemento. Sei persone tra i 18 e i 29 anni sono state arrestate, ma manca il presunto mandante, il capo banda “Pequeño J”. L’omicidio, secondo la polizia, sarebbe stato trasmesso in diretta Instagram, sebbene Meta neghi prove. Gli inquirenti ipotizzano un regolamento di conti legato al narcotraffico, trasformato in monito per bande rivali, e parlano di “narcofemicidio”. Dal 2020 sono stati registrati 196 casi simili in Argentina. Le vittime provenivano da contesti di forte precarietà, e circola l’ipotesi di un furto di droga o denaro come movente. Il caso ha acceso il dibattito pubblico su violenza di genere, povertà e l’impatto delle politiche di Milei su giovani e donne.

🇲🇬 In Madagascar il presidente Andry Rajoelina ha sciolto il governo dopo giorni di violente proteste represse dalla polizia, che secondo l’ONU hanno causato almeno 22 morti. Le manifestazioni, guidate dal collettivo “Gen Z Madagascar” nato sui social, denunciano la cronica carenza di acqua potabile e i frequenti blackout, con lo slogan “Mila jiro, mila rano” (“Bisogno di luce, bisogno di acqua”). Il malcontento è alimentato anche da spese considerate inutili, come la funivia di Antananarivo, spesso ferma e inaccessibile ai più. Le proteste sono iniziate il 18 settembre con simboliche taniche gialle, si sono estese a livello nazionale nonostante i divieti e hanno portato a saccheggi e incendi, tra cui quello delle residenze di politici vicini a Rajoelina. Il presidente, già al potere dal 2009 al 2014 e rieletto nel 2018, aveva tentato di placare le tensioni licenziando il ministro dell’Energia e proponendo dialogo, ma i manifestanti hanno iniziato a chiedere anche le sue dimissioni. Coprifuoco, repressioni e arresti non hanno fermato la mobilitazione, che ha ottenuto il sostegno di associazioni e studenti universitari.

🇵🇭 Un terremoto di magnitudo 6.9 ha colpito al largo delle coste delle Filippine martedì alle 22 (le 16 in Italia), causando 69 morti, oltre 150 feriti e il crollo di diversi edifici. L’epicentro è stato registrato a 17 km a nordest di Bogo, nella provincia di Cebu, con ipocentro a 11 km di profondità, secondo la United States Geological Survey. Molti abitanti hanno abbandonato le case rifugiandosi in aree sicure, mentre si sono verificate interruzioni di corrente. Un’allerta tsunami inizialmente emessa è poi rientrata. Cebu, popolata da circa 3,4 milioni di persone e meta turistica, ha visto l’aeroporto internazionale di Mactan-Cebu restare operativo. A San Remigio, la vicesindaca Alfie Reyes ha dichiarato lo stato di calamità: i soccorsi sono ostacolati dalle forti piogge e dalla carenza d’acqua dovuta ai danni alla rete idrica. Tra le vittime figurano anche persone che giocavano a basket in un palazzetto parzialmente crollato.

🇦🇫 Lunedì il regime talebano ha bloccato la connessione a internet in tutto l’Afghanistan senza fornire spiegazioni, dopo che nelle ultime settimane aveva già sospeso la fibra ottica in alcune aree per limitare «usi impropri» e «atti immorali». Secondo NetBlocks il blocco è iniziato alle 17 ora locale e ha reso difficili anche le comunicazioni telefoniche, impedendo alle agenzie di stampa di contattare i propri uffici a Kabul. L’interruzione ha avuto conseguenze estese su banche, amministrazione pubblica, attività commerciali e trasporti, con mercati fermi e voli cancellati. Testimoni hanno riferito che «il mercato è congelato» e che non è più possibile comunicare con chi vive nel paese. Il provvedimento ha colpito anche le donne, molte delle quali utilizzavano internet per proseguire gli studi online dopo l’esclusione dall’istruzione superiore. Non sono chiare le ragioni della decisione: in passato altri governi, come quello pakistano, avevano interrotto internet per introdurre filtri di censura. Lo stesso portavoce talebano Mujahid aveva detto che il governo valutava l’uso di filtri per promuovere la propria ideologia, ma che mancavano i fondi per realizzarli.

⚽ Il consiglio comunale di Milano ha approvato la vendita dello stadio San Siro a Milan e Inter, consentendo alle due società di acquistare l’impianto e l’area circostante con l’obiettivo di demolirlo e costruire un nuovo stadio moderno. La delibera è passata nella notte tra il 29 e il 30 settembre, dopo oltre 11 ore di seduta e grazie all’uscita dall’aula dei consiglieri di Forza Italia, che ha abbassato il quorum. L’approvazione è arrivata in extremis, poiché la proposta delle squadre scadeva il 30 settembre e dopo il 10 novembre sarebbe scattato automaticamente il vincolo della Soprintendenza sul secondo anello, costruito nel 1955. L’offerta di Inter e Milan è di 197 milioni di euro, mentre il Comune investirà 22 milioni per opere di bonifica, a fronte di un progetto complessivo da 1,2 miliardi che prevede anche riqualificazione urbana. Il nuovo stadio, da 71mila posti, sarà affiancato da museo, negozi, hotel, uffici, ristoranti e aree verdi. Il progetto definitivo non è ancora pronto: i lavori dovrebbero iniziare nel 2027 e l’inaugurazione è prevista nel 2031, in tempo per gli Europei, mentre l’attuale Meazza resterà operativo fino al 2031-2032.

🇻🇪 Il governo venezuelano ha dichiarato un nuovo stato di emergenza, che amplia i poteri di Nicolás Maduro per contrastare quello che definisce un tentativo di invasione da parte degli Stati Uniti. Washington, sotto l’amministrazione Trump, ha inviato navi da guerra vicino alle coste del Venezuela e affondato imbarcazioni sospettate di trasportare droghe illegali. Lo stato di “agitazione esterna” consente a Maduro di dispiegare le forze armate in tutto il paese e assumere il controllo di infrastrutture strategiche. In risposta, il Venezuela ha mobilitato l’esercito e la milizia popolare, composta da milioni di membri. Dal 8 agosto è inoltre in vigore uno stato di emergenza economico, già applicato in passato tra il 2016 e il 2021.

🇪🇨 Un video che mostra alcuni soldati picchiare un manifestante ferito ha acceso nuove tensioni in Ecuador, dove da una settimana sono in corso proteste indigene contro l’eliminazione dei sussidi sul gasolio. La vittima è Efraín Fueres, 46 anni, leader indigeno morto dopo tre ferite da arma da fuoco e un pestaggio ripreso da telecamere. La procura ha aperto un’indagine per “uso illegittimo della forza”, mentre il governo sostiene che i manifestanti avessero attaccato un convoglio militare, ferendo 12 soldati e prendendo in ostaggio 17 militari. Domenica Noboa ha denunciato anche un attacco al suo convoglio, colpito con pietre e molotov. Le proteste, guidate dalla potente CONAIE, contestano non solo l’aumento del prezzo del gasolio da 1,8 a 2,8 dollari al gallone, ma anche l’innalzamento dell’IVA al 15%, nuove concessioni minerarie e le carenze del sistema sanitario. CONAIE accusa il governo di repressione, interruzioni delle comunicazioni, blocco di fondi e arresti intimidatori. Noboa, eletto ad aprile e deciso a ridurre spesa pubblica e deficit, rifiuta il dialogo e impiega l’esercito anche contro la violenza criminale e i blackout che colpiscono il paese.

🇲🇦 Da sabato scorso il Marocco è attraversato da ampie proteste guidate soprattutto da giovani della “generazione Z”, che chiedono più investimenti in sanità e istruzione a fronte dei grandi fondi destinati alle infrastrutture per i Mondiali di calcio del 2030. Le manifestazioni, le più vaste degli ultimi quindici anni, si svolgono in undici città, tra cui Rabat, Casablanca e Agadir: in gran parte pacifiche, hanno però registrato scontri, auto incendiate e saccheggi. Centinaia di persone sono state arrestate, 70 delle quali con accuse di atti violenti. All’origine delle mobilitazioni c’è il gruppo “GENZ212”, nato sui social, che conta oltre 120mila membri su Discord e si ispira a movimenti simili in Nepal e Madagascar. Le proteste si sono intensificate anche dopo la morte sospetta di otto donne all’ospedale di Agadir. Tra i temi sollevati figurano corruzione e alta disoccupazione giovanile, che supera il 35 per cento. Il governo del premier Aziz Akhannouch ha difeso i propri investimenti ma ha promesso ascolto alle richieste, mentre i manifestanti annunciano che continueranno.

⛪ Sarah Mullally è stata nominata arcivescova di Canterbury, prima donna a ricoprire la massima carica della Chiesa d’Inghilterra nei suoi 500 anni di storia e rappresentante di circa 85 milioni di fedeli anglicani nel mondo. Sessantatreenne, vescova di Londra dal 2017, ha avuto anche incarichi civili, tra cui responsabile nazionale del settore infermieristico tra il 1999 e il 2004. Nota per posizioni progressiste su matrimoni omosessuali e inclusione femminile, è critica verso la morte assistita. La sua nomina è stata resa possibile dalle riforme dell’ex arcivescovo Justin Welby, dimessosi nel 2023 dopo accuse di insabbiamenti di abusi. La designazione, approvata da una commissione di 17 votanti e formalizzata da re Carlo su proposta del premier Keir Starmer, non era scontata per le resistenze ancora presenti verso le donne in ruoli apicali, soprattutto nei contesti più conservatori. L’anglicanesimo, diffuso in 165 paesi e articolato in 46 Chiese, riflette grandi differenze interne: più progressiste in Occidente e più tradizionaliste in Africa e Asia. Per questo si discute di una riforma che preveda una rotazione di incarichi per rappresentare equamente le varie comunità.

🎮 Electronic Arts, nota per videogiochi come FIFA (oggi EA Sports FC) e Battlefield, è stata acquistata da un consorzio di investitori per 55 miliardi di dollari (circa 47 miliardi di euro), in uno dei più grandi leveraged buyout mai realizzati. L’operazione è stata condotta dal Public Investment Fund saudita, già azionista al 9,9%, insieme a Silver Lake e Affinity Partners, società fondata da Jared Kushner. La società uscirà dalla Borsa, mentre gli azionisti riceveranno 210 dollari per azione, con un premio del 25% rispetto al valore di chiusura di giovedì, precedente alla diffusione della notizia dell’accordo.

🏐L’Italia ha vinto i Mondiali maschili di pallavolo battendo la Bulgaria 3-1 (25-21, 25-17, 17-25, 25-10), conquistando il quinto titolo mondiale della sua storia e il secondo consecutivo dopo il 2022. La squadra di Ferdinando De Giorgi aveva superato in semifinale la Polonia e, dopo l’unica sconfitta contro il Belgio nei gironi, ha dominato il torneo battendo anche Argentina e Belgio. In finale, decisivi Romanò (22 punti, 5 ace consecutivi nel secondo set), Bottolo (19 punti e 7 ace) e Michieletto, protagonisti soprattutto nel quarto set. De Giorgi, alla guida dal 2021, ha rinnovato la squadra lasciando fuori veterani come Zaytsev, Juantorena e Colaci, valorizzando giovani come Michieletto e Romanò, con Giannelli confermato capitano. Sotto la sua gestione, l’Italia ha vinto anche gli Europei 2021 e ha sempre raggiunto almeno la semifinale nelle otto competizioni disputate, mostrando grande continuità di rendimento.

🏍️ Marc Márquez ha vinto il Mondiale MotoGP con cinque gare d’anticipo, grazie al secondo posto ottenuto nel Gran Premio del Giappone dietro al compagno di squadra Pecco Bagnaia. Con 541 punti, 201 in più del fratello Alex, si è aggiudicato il suo settimo titolo nella categoria, eguagliando Valentino Rossi. Márquez ha dominato la stagione: su 17 Gran Premi, ha vinto 11 gare ed è salito sul podio in quasi tutte le altre. Il successo è frutto della velocità della Ducati, delle difficoltà di Bagnaia e del talento del pilota spagnolo. Questo trionfo appare ancora più significativo considerando i gravi infortuni che tra il 2019 e il 2021 avevano messo in dubbio la sua carriera. Dopo l’addio alla Honda nel 2024 e una stagione positiva con Gresini Racing, Ducati lo ha promosso nel team ufficiale, dove ha confermato di essere uno dei piloti più forti della storia della MotoGP.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo