Nuova occupazione di Israele, rischio shutdown in USA, in Germania sfiduciato Olaf Scholz

Eccoci qua a un passo dalle festività natalizie.

Tutto pronto? Menù stabilito? Sul nostro di oggi tante questioni da tenere sotto controllo, anche durante le feste. Abbiamo le ultime dalla Siria e dal fronte russo-ucraino, le novità – non proprio entusiasmanti – da Germania e Stati Uniti, per poi chiudere con la Corea del Sud e con ciò che sta accadendo a Mayotte (se non l’avete mai sentita, imparerete a conoscerla oggi).

Che figurone vi faccio fare al cenone, eh? Cominciamo vah 👇

🇮🇱 ISRAELE OCCUPA “TEMPORANEAMENTE” TERRITORI SIRIANI. INTANTO IN IRLANDA L’AMBASCIATA CHIUDE…

1) Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha visitato martedì i territori siriani occupati da Israele pochi giorni fa, dichiarando che l’esercito israeliano manterrà una presenza prolungata nell’area. In precedenza, Netanyahu aveva descritto l’occupazione come “temporanea e difensiva” a causa del cambio di regime in Siria, ma le sue ultime affermazioni indicano un cambio di prospettiva. Dal monte Hermon, situato quasi 10 chilometri all’interno del confine siriano, Netanyahu ha affermato che Israele rimarrà nel territorio fino a quando non sarà raggiunto un nuovo accordo che garantisca la sicurezza israeliana, mettendo in discussione l’accordo con la Siria del 1974, mediato dall’ONU. Dieci giorni prima, in seguito alla caduta del regime di Bashar al Assad, Israele aveva occupato rapidamente il monte Hermon e altri territori delle alture del Golan, una zona cuscinetto controllata dall’ONU. Le alture del Golan, conquistate da Israele durante la guerra dei Sei giorni del 1967, sono regolate da un accordo del 1974 che stabilisce una zona demilitarizzata pattugliata dall’ONU. Tuttavia, Israele ha deciso di occupare questa zona dopo i recenti eventi in Siria. Il giorno precedente, Ahmed al Sharaa, leader del gruppo insorto Hayat Tahrir al Sham, aveva annunciato che il nuovo governo siriano avrebbe rispettato l’accordo del 1974 e chiesto a Israele di fare lo stesso. Tuttavia, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che l’esercito costruirà fortificazioni e rafforzerà la sua presenza nell’area occupata, con l’obiettivo di contrastare i ribelli siriani che considera affiliati a gruppi estremisti. Netanyahu, durante la visita, ha ricordato i suoi tempi di servizio militare sul monte Hermon, sottolineandone l’importanza strategica, vista la sua posizione dominante e la vicinanza a Damasco.

Nel frattempo, sempre il governo Netanyahu ha annunciato la chiusura dell’ambasciata israeliana a Dublino, una decisione senza precedenti nei rapporti con un paese europeo, motivata dalle posizioni che Israele considera “anti-israeliane” del governo irlandese. L’Irlanda, tradizionalmente filo-palestinese, critica da tempo le politiche israeliane, inclusa l’espansione delle colonie in Cisgiordania e l’invasione della Striscia di Gaza. Recentemente, l’Irlanda ha deciso di unirsi alla causa per genocidio contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia. I rapporti tra i due paesi sono sempre stati complessi, influenzati anche dalla percezione irlandese della causa palestinese come una lotta anti-coloniale simile a quella condotta contro l’Impero britannico. L’Irlanda è stato il primo paese europeo a sostenere ufficialmente la nascita di uno Stato palestinese e, negli ultimi mesi, ha intensificato le critiche verso Israele, riconoscendo formalmente lo Stato di Palestina e introducendo leggi per bloccare l’importazione di merci dalle colonie israeliane. Il nuovo ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha definito le politiche irlandesi “antisemite” e volte a delegittimare Israele. Il primo ministro irlandese Simon Harris ha risposto giudicando “deplorevole” la decisione di chiudere l’ambasciata e ribadendo l’impegno irlandese per la pace e i diritti umani. Nonostante le tensioni, l’Irlanda manterrà aperta la sua ambasciata in Israele.

🇩🇪 GERMANIA: SFIDUCIATO OLAF SCHOLZ, NUOVE ELEZIONI PREVISTE PER FEBBRAIO. LE POSSIBILI ALLEANZE

2) Lunedì il Bundestag, il parlamento tedesco, ha sfiduciato il cancelliere Olaf Scholz, segnando la fine della crisi di governo iniziata a novembre. Scholz non disponeva più della maggioranza e mirava a perdere il voto per permettere l’indizione di elezioni anticipate, previste per il 23 febbraio. Il voto ha visto 207 favorevoli, 394 contrari e 116 astenuti, superando la soglia necessaria per la sfiducia. Dopo il voto, Scholz ha chiesto al presidente Frank-Walter Steinmeier di sciogliere il parlamento, decisione che sarà ufficializzata nei prossimi giorni. Il governo Scholz, nato nel 2021 con una coalizione tra Socialdemocratici (SPD), Verdi e Liberali (FDP), si era dimostrato fragile, con continui contrasti. La crisi si è aperta quando il leader del FDP, Christian Lindner, ha richiesto elezioni anticipate, portando il partito a uscire dalla coalizione. Da allora Scholz ha guidato un esecutivo di minoranza con i Verdi. Nonostante l’impopolarità e la presenza di candidati più favoriti, l’SPD ha confermato Scholz come candidato cancelliere.

Nel frattempo, la CDU di Friedrich Merz appare favorita per le prossime elezioni, anche se difficilmente riuscirà a governare da sola. Le possibili alleanze includono i Verdi, con cui condividono alcune posizioni, ma rimangono incertezze per le resistenze interne, soprattutto dell’ala bavarese del partito. I Liberali, protagonisti della crisi, rischiano di restare fuori dal parlamento, essendo sotto la soglia del 5%. Questi sono stati criticati per documenti interni che dimostrano la pianificazione della crisi di governo, smentendo le dichiarazioni ufficiali di Christian Lindner e diffondendo l’immagine di un partito cinico. Il piano, soprannominato “D-Day”, è stato reso pubblico dopo iniziali smentite, causando dimissioni nel partito e critiche per l’uso di un termine storico sensibile. La crisi ha accentuato tensioni interne e defezioni, seppur limitate, mentre nuove iscrizioni hanno compensato la perdita di membri nel 2023. Lindner punta a recuperare consensi con temi di rigore fiscale e cercando elettori disillusi dell’AfD, mantenendo buoni rapporti con la CDU, potenziale alleato futuro. Nel dibattito parlamentare, Scholz ha accusato i Liberali di sabotaggio, mentre la CDU li ha difesi, evidenziando le divisioni tra i partiti. Le elezioni, previste dalla Costituzione entro 60 giorni dallo scioglimento del parlamento, potrebbero essere ufficializzate dopo Natale per rispettare la data del 23 febbraio. Intanto, la campagna elettorale è già iniziata, con partiti intenti a delineare le proprie posizioni. La sfiducia di lunedì segna un evento raro nella storia politica tedesca, accaduto solo cinque volte dal 1949, di cui tre hanno portato a elezioni anticipate.

Intanto ieri il Bundestag ha approvato una riforma per proteggere la Corte costituzionale tedesca da interferenze politiche, inserendo alcune regole fondamentali nella Costituzione. La riforma stabilisce il numero di giudici (16), la durata del loro mandato (12 anni, senza rielezione), e l’età massima (68 anni). Inoltre, i giudici in scadenza resteranno in carica fino alla nomina del successore. Approvata con una maggioranza ampia, la legge è sostenuta da molti partiti, tranne AfD e il movimento di Sahra Wagenknecht, e ora attende il voto del Bundesrat. La riforma introduce anche un meccanismo per superare eventuali blocchi nell’elezione dei giudici. L’obiettivo è rafforzare la tutela democratica, soprattutto contro l’ascesa dell’estrema destra, in vista delle prossime elezioni anticipate di febbraio.

🇺🇸 USA, NUOVO RISCHIO SHUTDOWN. ACCORDO NECESSARIO ENTRO LA MEZZANOTTE DI OGGI, OPPURE…

3) Ieri sera la Camera degli Stati Uniti ha respinto un piano condiviso da Democratici e Repubblicani per evitare lo shutdown del governo federale. Il piano, proposto dal presidente eletto Donald Trump, non ha ottenuto i due terzi dei voti necessari: 38 Repubblicani si sono uniti ai Democratici nel voto contrario. Trump aveva già rifiutato un precedente accordo bipartisan, influenzato da critiche di Elon Musk, che lo definiva eccessivamente costoso. Con l’intervento dello speaker repubblicano Mike Johnson, Trump aveva presentato un nuovo piano, includendo la sospensione per due anni del “tetto del debito”, un limite sul prestito pubblico che richiede periodica approvazione del Congresso. Questa misura avrebbe favorito Trump al suo insediamento il 20 gennaio, ma ha incontrato l’opposizione di alcuni Repubblicani, contrari alla sospensione senza tagli alla spesa pubblica. Il Congresso ha tempo fino alla mezzanotte di oggi per approvare un accordo, altrimenti molte attività federali non essenziali saranno sospese, lasciando migliaia di dipendenti senza lavoro temporaneamente.

🇰🇷 COREA DEL SUD: A SEGNO IL SECONDO TENTATIVO DI IMPEACHMENT DEL PRESIDENTE YOON SUK-YEOL

4) Il parlamento della Corea del Sud ha approvato l’impeachment del presidente Yoon Suk-yeol con 204 voti su 300, superando la soglia necessaria dei due terzi. È il secondo tentativo, dopo che il primo era fallito per il boicottaggio del Partito del Potere Popolare (PPP), il partito conservatore di Yoon. Questa volta, dodici membri del PPP hanno votato a favore dell’impeachment, unito alla maggioranza dell’opposizione con 192 seggi. L’impeachment è stato richiesto a seguito della decisione controversa di Yoon di imporre la legge marziale, durata meno di sei ore. Il presidente è stato sospeso e sostituito ad interim dal primo ministro Han Duck-soo, mentre la Corte costituzionale avrà sei mesi per confermare o respingere la decisione. Per confermare l’impeachment, sono necessari sei voti favorevoli su nove giudici, ma attualmente la corte non è al completo. La scelta di Yoon è stata definita un tentativo autoritario malriuscito; il ministero della Giustizia ha avviato un’indagine contro di lui per insurrezione e tradimento, reati per cui rischia l’ergastolo o la pena di morte. Le proteste contro il presidente continuano da giorni, con una folla numerosa che ha celebrato l’esito del voto, mentre i suoi sostenitori hanno organizzato una contro-manifestazione meno partecipata. Yoon, eletto nel 2022 con un margine di appena lo 0,8%, ha avuto una presidenza segnata da scandali e conflitti politici, più che da riforme. La sua debolezza politica è stata aggravata dalla sconfitta del suo partito alle elezioni parlamentari di aprile, che ha permesso all’opposizione di avere un ruolo determinante nell’attuale impeachment.

🇷🇺 RUSSIA: UCCISO IL GENERALE KIRILOV, ACCUSATO DI AVER UTILIZZATO ARMI CHIMICHE CONTRO L’UCRAINA

5) Il generale russo Igor Kirillov, capo dell’unità di Difesa radiologica, chimica e biologica delle forze armate russe, è stato ucciso martedì mattina a Mosca da una carica esplosiva piazzata su un monopattino elettrico. L’attentato, avvenuto sul viale Ryazansky, ha causato la morte anche di un’altra persona, probabilmente il suo assistente. Secondo fonti anonime dei servizi segreti ucraini (SBU), riportate da Reuters, AFP, BBC e Guardian, l’operazione sarebbe stata compiuta dagli stessi servizi ucraini, ma non ci sono conferme ufficiali. Kirillov era accusato dall’Ucraina di aver approvato l’uso di armi chimiche durante la guerra, inclusi droni e granate equipaggiati con sostanze irritanti proibite. Appena un giorno prima dell’attacco, l’SBU aveva pubblicato un post su Telegram accusandolo di migliaia di attacchi chimici contro l’Ucraina. A ottobre, il generale era stato sanzionato da Regno Unito e Canada per il presunto uso di cloropicrina, un composto irritante. Kirillov è il più alto ufficiale russo ucciso dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022. Altri ufficiali russi, tra cui Mikhail Shatsky e Aleksey Kolomeitsev, sono stati uccisi recentemente in attacchi simili vicino a Mosca. Mercoledì l’FSB russo ha arrestato un uomo uzbeko di 29 anni accusato di aver organizzato l’attentato che ha ucciso il generale Igor Kirillov, capo dell’unità di Difesa radiologica, chimica e biologica delle forze armate russe. L’uomo sarebbe stato reclutato dai servizi segreti ucraini, che gli avrebbero offerto 95mila euro per compiere l’omicidio. L’FSB ha accusato i servizi segreti ucraini, ma non ci sono conferme ufficiali dal governo ucraino. Gli investigatori ritengono che l’attentato sia stato pianificato nei dettagli, con diverse teorie sul monitoraggio dei movimenti della vittima. Intanto stamattina la Russia ha lanciato un attacco missilistico su Kiev, causando incendi e diversi danni. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito che almeno sette persone sono state ricoverate in ospedale a causa dei detriti dei missili. Non è ancora chiaro il numero di missili lanciati, colpiti o intercettati dalle difese ucraine.

🇫🇷 DEVASTATO DAL CICLONE CHIDO L’ARCIPELAGO FRANCESE DI MAYOTTE. MIGLIAIA GLI SFOLLATI E I MORTI

6) Un ciclone tropicale ha colpito l’arcipelago di Mayotte, territorio d’oltremare francese nell’oceano Indiano, causando almeno 14 morti e oltre 250 feriti, secondo il ministero dell’Interno francese, anche se il prefetto locale teme che le vittime possano essere migliaia. Il ciclone Chido, con venti oltre i 220 km/h, ha devastato case, sradicato alberi e provocato inondazioni su entrambe le isole principali e sui piccoli isolotti. Circa 100mila abitanti, su una popolazione totale di 350mila, sono senza elettricità e rete telefonica, e i soccorsi non sono ancora riusciti a raggiungere le aree più povere, caratterizzate da molte baraccopoli. Secondo il ministro dell’Interno francese, centinaia di edifici sono stati distrutti, mentre il ministro dei Territori d’oltremare ha definito Chido una «catastrofe enorme», stimando danni per miliardi di euro. Meteo-France ha dichiarato che si tratta della tempesta più potente degli ultimi 90 anni nella zona. Mayotte, una regione povera della Francia con il 77% della popolazione sotto la soglia di povertà, ospita anche circa 100mila migranti illegali, soprattutto dalle Comore. Dopo Mayotte, il ciclone ha parzialmente colpito proprio le Comore e si è spostato in Mozambico, causando inondazioni, blackout e almeno tre morti. Il governo francese ha inviato oltre 1.200 soccorritori e rifornimenti dall’isola della Réunion, mentre il presidente Emmanuel Macron ha convocato una riunione di emergenza. Le autorità avevano lanciato un’allerta, ma molti abitanti non l’hanno rispettata, sottovalutando il pericolo o temendo saccheggi. Molti migranti, invece, hanno evitato i rifugi per paura di espulsioni. La situazione resta critica, soprattutto nelle baraccopoli, come sottolineato dal ministro dell’Interno Bruno Retailleau durante la sua visita. Cresce anche il rischio di epidemie come il colera a causa della carenza di acqua potabile. Il porto di Mamoudzou, la capitale, è stato devastato, così come la torre di controllo dell’aeroporto Marcel-Henry. Il presidente Macron ha visitato l’arcipelago portando aiuti e attivando lo stato di calamità naturale eccezionale per accelerare gli interventi. Mayotte, già caratterizzata da infrastrutture precarie e alta povertà, conta molte persone costrette a bere acqua contaminata. Medici Senza Frontiere e le autorità locali segnalano un alto rischio sanitario, aggravato dal degrado dei corpi non ancora recuperati. La popolazione, in gran parte musulmana, seppellisce i defunti entro 24 ore, complicando l’identificazione delle vittime, mentre i migranti irregolari, che non risultano registrati, aumentano l’incertezza sul numero dei decessi.

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Tante altre notizie nelle brevi qui sotto 👇

🇫🇷 Il tribunale di Avignone ha condannato Dominique Pelicot a 20 anni di carcere per stupro aggravato e violenze commesse per dieci anni contro l’ex moglie, Gisèle Pelicot. Pelicot somministrava alla moglie un farmaco per renderla incosciente e permetteva a decine di uomini di violentarla. Nel processo erano imputati 51 uomini: 49 condannati per stupro aggravato con pene dai 3 ai 15 anni e uno per aggressione sessuale; un altro uomo, accusato di aver violentato la moglie con metodi simili, è stato condannato a 12 anni. Solo 15 imputati si sono dichiarati colpevoli, mentre altri hanno negato l’intenzionalità dello stupro. Gisèle Pelicot, ora con un nuovo cognome e trasferita in una località segreta, ha espresso rispetto per la sentenza e ha invitato le vittime di violenza a condividere la lotta per il rispetto e la comprensione reciproci. Il caso, seguito dalla stampa internazionale, ha sollevato un dibattito sulla “cultura dello stupro” nella società francese.

🇮🇹 La maggioranza ha deciso di non aumentare lo stipendio di ministri e sottosegretari non eletti in parlamento, riscrivendo un emendamento alla legge di bilancio. Questo emendamento mirava a equiparare i compensi dei ministri non eletti a quelli degli eletti, includendo anche le voci accessorie come diaria e rimborsi, per un aumento complessivo di circa 7.200 euro netti al mese. La proposta avrebbe coinvolto 18 membri del governo, con un costo annuale di oltre 3 milioni di euro. Dopo critiche e polemiche, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiesto di ritirarlo, nonostante avesse inizialmente difeso l’idea, proponendo poi di applicarla solo ai futuri governi. Il nuovo testo prevede invece un fondo di 500mila euro per rimborsi spese di trasferta per i ministri non eletti che non risiedono a Roma. Sempre in tema “legge di bilancio”, quattordici associazioni ambientaliste italiane, tra cui WWF, Legambiente ed Enpa, hanno inviato una lettera al presidente Sergio Mattarella denunciando presunte incostituzionalità nella legge di bilancio. Il riferimento è a un emendamento sulla caccia, proposto dalla deputata Maria Cristina Caretta (Fratelli d’Italia), che modificherebbe la normativa sulla tutela della fauna. L’emendamento renderebbe più difficile per le associazioni ambientaliste ricorrere al TAR contro i calendari venatori, limitando il ricorso a 30 giorni e permettendo che la caccia continui secondo il calendario precedente in attesa della sentenza. Inoltre, le associazioni venatorie verrebbero incluse come parte nei giudizi e i pareri scientifici dell’ISPRA, ente indipendente legato al ministero dell’Ambiente, sarebbero equiparati a quelli del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, che dipende dal ministero dell’Agricoltura e ha una composizione politica. Le associazioni ambientaliste sostengono che l’emendamento, privo di attinenza con il bilancio, favorisca gli interessi dei cacciatori e violi l’articolo 9 della Costituzione, che tutela l’ambiente e la biodiversità.

🇺🇸 Luigi Mangione, 26enne statunitense, è stato estradato dalla Pennsylvania a New York per affrontare un processo in cui è accusato, tra l’altro, dell’omicidio di Brian Thompson, CEO di UnitedHealthcare. Arrestato il 9 dicembre in Pennsylvania per possesso di armi e documenti falsi, Mangione ha rinunciato a contestare l’estradizione e rischia l’ergastolo senza libertà condizionale se condannato per omicidio. Thompson è stato ucciso il 4 dicembre in pieno centro a Manhattan, un caso che ha suscitato grande clamore per le modalità e per il risentimento diffuso contro le assicurazioni sanitarie statunitensi. Parte dell’opinione pubblica ha visto in Mangione un simbolo della protesta contro le pratiche delle compagnie assicurative.

🤸‍♀️ La procura generale del CONI ha approvato la richiesta di rifare il processo sportivo sugli abusi nella ginnastica ritmica, in cui Anna Basta e Nina Corradini avevano accusato di maltrattamenti Emanuela Maccarani e Olga Tishina. Maccarani, responsabile tecnica dell’Accademia di Desio, era già stata coinvolta in accuse simili tra il 2022 e il 2023. Due inchieste parallele, una penale e una sportiva, sono state avviate. Quella penale è ancora in corso, con una prima udienza il 13 dicembre e una decisione attesa entro fine mese. Quella sportiva si era conclusa nel 2023 con l’assoluzione di Tishina e un’ammonizione per Maccarani. Tuttavia, il procuratore generale del CONI, Ugo Taucer, ha deciso di riaprire il caso sportivo, sostenendo che non fosse stato equo, con testimoni selezionati favorevoli a Maccarani e intercettazioni compromettenti emerse. In queste, il procuratore Michele Rossetti avrebbe mostrato atteggiamenti ostili verso le accusatrici e manipolato le indagini. La federazione ha aperto un’indagine sull’operato di Rossetti e ha nominato due nuovi procuratori per il nuovo processo sportivo.

🇻🇺 Un terremoto di magnitudo 7.3 ha colpito l’arcipelago di Vanuatu nel Pacifico meridionale, causando 14 morti e oltre 200 feriti, con numeri che potrebbero aumentare. Il sisma, il più forte dal 2009, ha avuto epicentro in mare, 30 km a ovest della capitale Port Vila, ed è stato seguito da due repliche di magnitudo 5 e 5.3. Il terremoto ha provocato gravi danni, inclusi edifici crollati, frane che hanno bloccato strade, interruzioni di corrente e mancanza d’acqua a causa del collasso di una cisterna. Danneggiate anche le ambasciate di Stati Uniti, Francia, Nuova Zelanda e Regno Unito, ma senza vittime tra il personale diplomatico. L’allerta tsunami inizialmente emessa è stata ritirata. L’aeroporto è rimasto chiuso, e i voli da e per l’arcipelago sono sospesi.

🇺🇸 La FAA ha vietato temporaneamente i voli di droni in alcune aree del New Jersey fino al 17 gennaio, imponendo restrizioni sotto i 122 metri e in un raggio di 1,2 chilometri attorno alle città coinvolte, con eccezioni per emergenze e usi commerciali specifici. Il provvedimento segue numerosi avvistamenti di droni non identificati, spesso in gruppi di 10-15, che hanno preoccupato gli abitanti locali. La polizia, l’FBI, l’esercito e il governo stanno indagando, escludendo rischi per la popolazione ma senza spiegazioni chiare. La situazione ha causato anche la chiusura temporanea dell’aeroporto Stewart di New York per un’ora.

🇨🇦 La ministra delle Finanze canadese Chrystia Freeland si è dimessa, aggravando la crisi politica del governo di Justin Trudeau. Freeland ha lasciato l’incarico poco prima della presentazione dei dati economici che evidenziano un deficit di bilancio molto superiore al previsto, pari a 62 miliardi di dollari canadesi. La sua decisione è legata a divergenze con Trudeau, che ha promosso misure fiscali considerate da Freeland insostenibili. Trudeau aveva proposto un suo demansionamento, ma Freeland ha preferito dimettersi, venendo sostituita da Dominic LeBlanc. La leadership di Trudeau è sempre più contestata, con parlamentari liberali e l’NDP di Jagmeet Singh che ne chiedono le dimissioni. I Liberali sono in difficoltà nei sondaggi, con solo il 22% dei consensi, contro il 43% dei Conservatori. Trudeau potrebbe dimettersi, restare fino al 2025 o convocare elezioni anticipate, ma ha finora escluso l’ipotesi di lasciare.

Alla prossima 👋

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Giornalista pubblicista nel mondo della comunicazione da oltre 5 anni, con forti interessi verso l'attualità, la geopolitica e lo sport. Tutti abbiamo qualcosa da dire, per cui... parliamone!

La Rassegna Settimanale di Maurizio Russo