Prodotti a base di Piante – PopPharma
Le Origini
4000 anni fa gli uomini iniziarono ad affrontare le malattie con quello che stava loro attorno: le piante.
Attraverso le osservazioni e i passaparola di generazione in generazione, col tempo, si è arrivato a costruire quella che poi si sarebbe chiamata medicina tradizionale o medicina popolare.
Iniziarono a comparire, accanto ai farmacisti, anche sciamani e guaritori che somministravano rimedi a volte validi a volte meno.
Con l’avvento del metodo scientifico si è potuto valutare in modo concreto quali piante potevano essere efficaci in determinate patologie e quali composti di queste piante presentassero l’effettiva attività.
L’epoca moderna
Con nuove tecniche sempre più avanzate si è passato inizialmente all’isolamento dei composti attivi, al fine di eliminare le eventuali sostanze indesiderate, (estrazione del fitocomplesso) fino ad arrivare alla singola molecola capace di esplicare l’attività farmacologica (principio attivo).
Oggi, la maggior parte dei farmaci che compriamo in farmacia sono naturali, nel senso che derivano da un principio attivo prototipo detto “lead compound” estratto da piante.
Il lead compound viene modificato per rendere il prodotto finale sempre più specifico e, da qui, nascono tutti i farmaci della stessa famiglia ma proprietà leggermente diverse.
La bigfarma fobia ha portato molte persone a non accettare tutto il progresso avvenuto fino ad oggi e a rimpiangere i vecchi estratti a base di piante.
La fitoterapia non è altro che l’insieme di tutti gli integratori alimentari, farmaci tradizionali (in uso da 15 anni in europa e 30 anni nel mondo) e farmaci vegetali.
Le Linee Guida
In farmacopea esistono delle guide precise su come preparare ogni singola formulazione, saggi per valutarne la riuscita, conservazione ed etichettatura.
Ogni pianta, infatti, ha composti attivi con diverse proprietà che possono essere presenti in più parti di essa (foglie, frutti, radici) o solo in una e non esiste quindi un protocollo unico.
Mentre i farmaci vegetali e le preparazioni magistrali in farmacia sono obbligati a seguire queste linee guida specifiche per ogni singola sostanza, integratori alimentari e dispositivi medici non lo sono. Il risultato, abbastanza prevedibile, è che tra gli integratori non si trovano più prodotti fitoterapici ma prodotti che non hanno una definizione ben precisa.
Basti pensare nella fitoterapia tecnicamente un estratto di una pianta, non andrebbe mai mescolato con l’estratto di un’altra ed invece il buon 80 per cento dei prodotti sugli scaffali è un mix di un po’ di tutto.
I Consigli
Se proprio si prende la scelta di curarsi con questi rimedi, sarebbe corretto farlo nel modo giusto.
Se gli studi dicono ad esempio che serenoa repens LESP estratto secco 10:1 in esano 320mg al giorno oppure Serenoa repensdroga essiccata in polvere 1,5g al giorno curano l’ingrossamento della prostata perché si autorizza la vendita di prodotti che contengono un mix di entrambi senza dare alcuna indicazione sulla metodologia di estrazione, quantità di solvente ecc…per giunta per un totale di meno di 1g?
Nessuno vieta di vendere determinati prodotti ma definirli fitoterapici e conferirne loro proprietà validate scientificamente la reputo una grossa presa in giro nei confronti del consumatore.
I Prodotti Naturali
I prodotti naturali sono composti che non hanno un ruolo biochimico primario nell’organismo che li sintetizza. Queste molecole organiche di basso peso molecolare possono anche essere definite come metaboliti secondari.
L’estrazione a partire da materiale vegetale è un processo fondamentale al fine di ottenere i metaboliti secondari isolati da eventuali sostanze indesiderate e da altre molecole attive che potrebbero ostacolarne l’attività biologica.
Un estratto solitamente di materiale vegetale,viene usualmente preparato con una mistura di acqua e alcol etilico come solvente. L’alcol, diversamente dall’acqua, è in grado di estrarre la quasi totalità del fitocomplesso dalla droga vegetale di partenza.
L’alcol, oltre ad avere un potere solvente superiore agisce come un eccellente conservante.
L’attività terapeutica dell’estratto secco è quindi superiore, a parità di dose, a quella delle polveri,* dove oltre alla significativa presenza di sostanze indesiderate se ne trovano altre che limitano la biodisponibilità dei principi attivi.
*Serenoa repens droga essiccata in polvere 1,5g al giorno
Serenoa repens Ef (1:1) 90% 1,8 ml al giorno.
L’estratto vegetale secco rappresenta la preparazione di riferimento della fitoterapia moderna.
Es. serenoa repens LESP es 10:1 320mg al giorno
Le Tinture
Una tintura è un estratto liquido solitamente di materiale vegetale, usualmente preparato con una mistura di acqua e alcol etilico come solvente.
Una tintura preparata professionalmente dovrebbe indicare sull’etichetta la percentuale di alcol nel solvente utilizzato, percentuale, che non deve essere inferiore al 45%, e il rapporto tra materiale da estrarre e solvente (solitamente 1:5, o 20% per pianta secca, 1:2 o 50% per pianta fresca).
Le tinture di pianta secca dovrebbero essere preparate per percolazione, anche se la macerazione è un metodo alternativo permesso ed utilizzato
Tintura fresca 1:2 95 50 ml a settimana
Tintura secca 1:5 95 35 ml a settimana



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